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IMMUNOGLOBULINE

OCTAGAM

IV FL 50ML 5%

OCTAPHARMA ITALY SPA

Descrizione prodotto

OCTAGAM*IV FL 50ML 5%

Principio attivo

IMMUNOGLOBULINA UMANA NORMALE

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

IMMUNOGLOBULINE

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

207.95


Codice ATC livello 5:
J06BA02

Codice AIC:
35143015


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

Terapia sostitutiva in caso di:

Sindromi da immunodeficienza primaria quali agammaglobulinemia e ipogammaglobulinemia congenite, immunodeficienza variabile comune, immunodeficienza combinata grave, Sindrome di Wiskott Aldrich.

Mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti.

Bambini con AIDS congenito soggetti a infezioni ricorrenti.

Porpora trombocitopenica idiopatica (ITP) in adulti o bambini ad alto rischio di emorragia o prima di interventi chirurgici per la correzione della conta piastrinica.

Sindrome di Guillain Barré, Malattia di Kawasaki, trapianto allogenico di midollo osseo.

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Composizione

Immunoglobulina umana normale (IVIg)

1 ml di soluzione contiene:

Proteine 50 mg di cui ≥ 95% è costituito da immunoglobulinaG IgA ≤0 ,2 mg

Distribuzione delle sottoclassi di IgG:

IgG1 circa 60%

IgG2 circa 32%

IgG3 circa 7%

IgG4 circa 1%

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Maltosio 100 mg/ml Octoxynol (Triton X-100) ≤5 mcg/ml TNBP [tri(n-butil)-fosfato] ≤1 mcg/ml Acqua per preparazioni iniettabili qba 1 ml

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Controindicazioni

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti di OCTAGAM.

Ipersensibilità alle immunoglobuline omologhe, specialmente nei rarissimi casi di deficienza di IgA nei pazienti con anticorpi anti-IgA.

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Posologia

Posologia

La dose e lo schema posologico dipendono dall’indicazione.

Nella terapia sostitutiva, potrebbe essere necessario stabilire un dosaggio specifico per ciascun paziente in relazione alla farmacocinetica e alla risposta clinica.

Gli schemi posologici descritti di seguito sono da intendersi unicamente come una linea guida:

Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria

Lo schema posologico deve raggiungere un livello minimo di IgG (misurato prima dell’infusione successiva) di almeno 4,0 ‑ 6,0 g/l. Sono necessari da tre a sei mesi dall’inizio della terapia per raggiungere un equilibrio. La dose iniziale consigliata è di 0,4 &#ndash; 0,8 g/kg, seguita da una dose di almeno 0,2 g/kg ogni tre settimane.

La dose necessaria a raggiungere un livello minimo di 6,0 g/l è nell’ordine di 0,2 ‑ 0,8 g/kg/mese.

L’intervallo tra i dosaggi, dopo il raggiungimento dello stato stazionario varia da 2 a 4 settimane.

Al fine di regolare la dose e l’intervallo tra i dosaggi è opportuno misurare i livelli minimi.

Terapia sostitutiva in caso di mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti; terapia sostitutiva in bambini con AIDS e infezioni ricorrenti:

La dose raccomandata è di 0,2 – 0,4 g/kg ogni 3 – 4 settimane.

Porpora trombocitopenica idiopatica:

Per il trattamento di un episodio acuto, somministrare 0,8 – 1,0 g/kg il primo giorno, ripetendo eventualmente la somministrazione una volta entro 3 giorni, oppure 0,4 g/kg al giorno per 2 – 5 giorni.

Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva.

Sindrome di Guillain Barré:

0,4 g/kg/die per 3 – 7 giorni. L’esperienza nei bambini è limitata.

Malattia di Kawasaki:

Somministrare 1,6 – 2,0 g/kg in dosi frazionate nell'arco di 2 – 5 giorni oppure 2,0 g/kg come dose singola. I pazienti devono essere trattati contemporaneamente con acido acetilsalicilico.

Trapianto allogenico di midollo osseo:

Il trattamento con immunoglobulina umana normale può essere utilizzato come parte del regime di condizionamento e dopo il trapianto. Per il trattamento delle infezioni e la profilassi della malattia da trapianto contro l’ospite (GVHD), la dose deve essere adattata ad ogni singolo paziente.

La dose iniziale è normalmente di 0,5 g/kg/settimana, iniziando sette giorni prima del trapianto e continuando fino a 3 mesi dopo il trapianto.

In caso di mancata produzione di anticorpi persistente, si consiglia di proseguire con la dose di 0,5 g/kg/mese fino a quando il livello di anticorpi non torna normale.

I dosaggi raccomandati sono riepilogati nella tabella che segue:

Indicazione Dose Frequenza delle iniezioni
Terapia sostitutiva in caso di immunodeficienza primaria - Dose iniziale: 0,4-0,8 g/kg ogni 2-4 settimane per ottenere un livello minimo di IgG di almeno 4-6 g/l
- quindi: 0,2-0,8 g/kg
Terapia sostitutiva in caso di immunodeficienza secondaria 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane per ottenere un livello minimo di IgG di almeno 4-6 g/l
Bambini con AIDS 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane
Immunomodulazione:
Porpora trombocitopenica idiopatica 0,8-1.0 g/kg oppure il primo giorno 1, con possibilità di ripetizione una volta entro 3 giorni
0,4 g/kg/die per 2-5 giorni
Sindrome di Guillain Barré 0,4 g/kg/die per 3-7 giorni

Malattia di Kawasaki 1,6-2,0 g/kg oppure in dosi frazionate per 2-5 giorni in associazione ad acido acetilsalicilico
2,0 g/kg in un’unica dose in associazione ad acido acetilsalicilico
Trapianto allogenico di midollo osseo:
- Trattamento delle infezioni e profilassi della malattia da trapianto contro l’ospite (GVHD) 0,5 g/kg ogni settimana dal giorno -7 per un periodo fino a 3 mesi dopo il trapianto
- Mancanza di produzione di anticorpi persistente 0,5 g/kg ogni mese fino a quando i livelli di IgG non tornano normali

Modo di somministrazione

L’immunoglobulina umana normale deve essere somministrata per via endovenosa ad una velocità iniziale di 1 ml/kg/ora per 30 minuti. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 5 ml/kg/ora.

OCTAGAM non richiede filtrazione.

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Avvertenze e precauzioni

Il prodotto deve essere portato alla temperatura ambiente o corporea prima dell’utilizzo.

La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente.

Non utilizzare soluzioni torbide o che presentano depositi.

Alcune gravi reazioni avverse possono essere correlate alla velocità di infusione. Attenersi scrupolosamente alla velocità di infusione indicata nel paragrafo “4.2.2 Modo di somministrazione". I pazienti devono essere attentamente monitorati e tenuti sotto osservazione per verificare la comparsa di sintomi durante l’intero periodo di infusione.

Alcune reazioni avverse possono presentarsi con maggiore frequenza:

in caso di velocità di infusione elevata, in pazienti con ipogammaglobulinemia o agammaglobulinemia, con o senza deficit di IgA, in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta oppure, in rari casi, quando il prodotto a base di immunoglobulina umana normale viene sostituito o è trascorso un lungo periodo di tempo dalla precedente infusione.

Vere reazioni di ipersensibilità sono rare. Queste possono aversi nei rarissimi casi di deficit di IgA con anticorpi anti-IgA.

Raramente l’immunoglobulina umana normale può indurre una brusca caduta della pressione arteriosa con reazione anafilattica, anche in pazienti che avevano tollerato trattamenti precedenti con immunoglobulina umana normale.

Spesso è possibile evitare potenziali complicazioni assicurandosi che:

i pazienti non siano sensibili all’immunoglobulina umana, iniettando inizialmente il prodotto lentamente (1 ml/kg/ora);

i pazienti siano attentamente monitorati per rilevare l’eventuale comparsa di sintomi durante l’intero periodo di infusione. In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina umana normale, i pazienti trattati con un altro prodotto IVIg prima di passare a OCTAGAM o i pazienti per i quali è trascorso un lungo periodo dalla precedente infusione devono essere monitorati durante la prima infusione e per tutta la prima ora successiva, al fine di rilevare eventuali segni di reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

Esistono evidenze cliniche di un’associazione tra somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici quali infarto miocardico, ictus, embolia polmonare e trombosi venosa profonda che si presume correlata a un aumento relativo della viscosità ematica in seguito all’elevato afflusso di immunoglobulina nei pazienti a rischio. Si deve prestare particolare attenzione nella prescrizione e infusione di IVIg in pazienti obesi e in pazienti con fattori di rischio preesistenti di eventi trombotici (quali età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o episodi trombotici, pazienti con disturbi trombofilici acquisiti o congeniti, pazienti immobilizzati per periodi prolungati, pazienti gravemente ipovolemici e pazienti con disturbi che provocano l’incremento della viscosità ematica).

Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta in pazienti che seguono una terapia con IVIg. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati dei fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, concomitanza di farmaci nefrotossici o età superiore a 65 anni.

In caso di funzione renale ridotta, si dovrebbe prendere in considerazione l’interruzione della terapia con IVIg. Sebbene questi episodi di disfunzione renale e insufficienza renale acuta siano stati associati all’uso di molti dei prodotti IVIg autorizzati, quelli contenti saccarosio come stabilizzante rappresentavano un’altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio, è possibile prendere in considerazione l’uso di prodotti IVIg che non contengono saccarosio.

In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta o reazioni avverse di tipo tromboembolico, somministrare i prodotti IVIg alla velocità di infusione e alla dose minime praticabili.

OCTAGAM contiene maltosio, uno zucchero disaccaride ricavato dai cereali. In associazione all’infusione di altri prodotti correlati al maltosio/amido di cereali sono state riportate reazioni anafilattiche/anafilattoidi. I pazienti con allergie ai cereali diagnosticate dovrebbero astenersi dall’utilizzare OCTAGAM oppure essere sottoposti ad una stretta osservazione per individuare segni e sintomi di reazioni di ipersensibilità acuta.

In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede:

adeguata idratazione prima dell’infusione di IVIg, monitoraggio della diuresi, monitoraggio dei livelli sierici di creatinina, evitare il concomitante uso di diuretici dell’ansa

In caso di reazioni avverse, è opportuno ridurre la velocità di somministrazione oppure interrompere l’infusione. Il trattamento necessario dipende dalla natura e dalla gravità dell’effetto collaterale.

In caso di shock, applicare gli standard medici per il trattamento dello shock.

Le misure standard atte a prevenire le infezioni derivanti dall’uso di prodotti medicinali preparati con sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per individuare l’eventuale presenza di marker specifici di infezione e l’integrazione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando si somministrano prodotti medicinali preparati con sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti infettivi non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.

Le misure intraprese sono considerate efficaci per virus capsulati, quali HIV, HBV e HCV.

Le procedure intraprese possono avere valore limitato nei confronti di virus non capsulati, quali HAV e parvovirus B19.

Vi sono esperienze cliniche rassicuranti relative alla mancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con le immunoglobuline e si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale.

Ogni volta che OCTAGAM viene somministrato a un paziente, è fortemente consigliato registrare il nome e il numero di lotto del prodotto, in modo tale da mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto.

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Interazioni

La linea di infusione deve essere lavata prima e dopo la somministrazione di OCTAGAM con soluzione salina normale o con una soluzione d’acqua e destrosio al 5%.

Vaccini con virus vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobulina può compromettere per un periodo che va da almeno 6 settimane sino a 3 mesi l’efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione del prodotto deve pertanto essere rispettato un intervallo di 3 mesi prima di eseguire una vaccinazione con vaccini con virus vivi attenuati. In caso di morbillo, questo periodo di ridotta efficacia può persistere fino ad 1 anno. Nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo è pertanto necessario controllare lo stato degli anticorpi.

Interferenza con test sierologici

Dopo l’infusione di immunoglobulina, l’incremento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può causare falsi positivi nei test sierologici.

La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, ad es. A, B o D, può causare interferenze con alcuni test sierologici per allo-anticorpi eritrocitari (test di Coombs), la conta dei reticolociti e l'aptoglobina.

Test della glicemia

Alcuni tipi di sistemi per il controllo della glicemia (ad esempio, quelli basati sui metodi della glucosio-deidrogenasi-pirrolochinolina equinone (GDH-PQQ) o glucosio-colorante-ossidoreduttasi) interpretano erroneamente il maltosio contenuto in OCTAGAM scambiandolo per glucosio. Questa condizione può dare luogo a letture erroneamente elevate dei livelli glicemici e, di conseguenza, ad una somministrazione inadeguata di insulina, che comporta un'ipoglicemia in grado di mettere a rischio la vita del paziente. Oltre a ciò, è possibile che casi di effettiva ipoglicemia vengano trascurati, se lo stato ipoglicemico viene mascherato da letture di glucosio erroneamente elevate. Pertanto, quando si somministra OCTAGAM o altri prodotti contenenti maltosio, i livelli ematici di glucosio devono essere misurati con sistemi di test che utilizzano un metodo specifico per il glucosio. È necessario leggere con la massima attenzione le informazioni sul prodotto del sistema di test del glucosio, ivi comprese quelle delle strisce di prova, in modo tale da determinare se il sistema è idoneo all’impiego con prodotti parenterali contenenti maltosio. In caso di dubbio, rivolgersi al produttore del sistema di test per stabilire se questo è adatto per essere utilizzato con prodotti parenterali contenenti maltosio.

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Effetti indesiderati

In generale, possono presentarsi occasionalmente vari tipi di reazioni allergiche e di ipersensibilità minori e cefalee, brividi, dolori alla schiena, dolori al petto, febbre, vomito, reazioni cutanee, artralgia e nausea. Le reazioni alle immunoglobuline per uso endovenoso tendono ad essere correlate alla dose e alla velocità di infusione.

Classificazione MedDRA 8.1 Comune >1% - <10% Non comune >0,1% - <1% Molto raro < 0,01%
Disturbi del sistema emolinfopoietico   leucopenia anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitario ipersensibilità   shock anafilattico, reazione anafilattica, reazione anafilattoide, edema angioneurotico, edema facciale
Disturbi psichiatrici     agitazione
Patologie del sistema nervoso cefalea   accidente cerebrovascolare, meningite asettica, emicrania, capogiri, parestesia
Patologie cardiache     infarto miocardico, tachicardia, palpitazioni, cianosi
Patologie vascolari     trombosi insufficienza circolatoria periferica, ipotensione, ipertensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     insufficienza respiratoria, embolia polmonare, edema polmonare, broncospasmo, dispnea, tosse
Patologie gastrointestinali nausea   vomito, diarrea, dolore addominale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   eczema; orticaria, eruzione cutanea, eruzione cutanea eritematosa, dermatite, prurito, alopecia
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo   Dolore alla schiena artralgia, mialgia
Patologie renali e urinarie     insufficienza renale acuta
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione febbre, affaticamento, reazione in corrispondenza del sito di iniezione brividi, dolore al petto senso di calore, vampate, iperidrosi, malessere
Esami diagnostici     aumento degli enzimi epatici, falso positivo del livello glicemico, aumento della creatinina plasmatica

Molto raramente OCTAGAM può causare una caduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato alcuna ipersensibilità a precedenti somministrazioni.

Vengono adottate le misure standard atte a prevenire le infezioni derivanti dall’uso di prodotti medicinali preparati con sangue o plasma umano. Ciononostante, quando si somministrano prodotti medicinali preparati con sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti infettivi non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni. Per le informazioni sulla sicurezza riguardo agli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4.

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Gravidanza e allattamento

La sicurezza di questo prodotto medicinale in caso di uso durante la gravidanza nell’essere umano non è stata valutata in studi clinici controllati, quindi dovrebbe essere somministrato con estrema cautela nelle donne in gravidanza o in allattamento. L’esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti nocivi sul decorso della gravidanza o sul feto e il neonato. Le immunoglobuline vengono secrete nel latte materno e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato.

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Conservazione

Conservare e trasportare a 2°C - 25°C.

Tenere il flacone nell’imballaggio esterno, in modo tale da tenerlo a riparo dalla luce.

Non congelare.

Non usare dopo la data di scadenza.

A causa della possibilità di contaminazione batterica, qualsiasi rimanenza del prodotto deve essere eliminata.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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