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ALTRI ANTINEOPLASTICI

MABCAMPATH

EV 3F 1ML 30MG/ML

GENZYME Srl

Descrizione prodotto

MABCAMPATH*EV 3F 1ML 30MG/ML

Principio attivo

ALEMTUZUMAB

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

1800.69


Codice ATC livello 5:
L01XC04

Codice AIC:
35274024


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

MabCampath è indicato per il trattamento di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica a cellule B (B-LLC) per i quali la chemioterapia di combinazione con fludarabina non è appropriata.

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Composizione

1 ml contiene 30 mg di alemtuzumab

Ciascun flaconcino contiene 30 mg di alemtuzumab.

L’alemtuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti IgG1 kappa ottenuto con tecniche di ingegneria genetica specifico per una glicoproteina (CD52) di 21-28 kD della superficie cellulare del linfocita. L’anticorpo viene prodotto in una sospensione di cellule di mammifero (ovaio del criceto cinese) in un terreno di coltura.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sodio edetato

Polisorbato 80

Potassio cloruro

Potassio fosfato monobasico

Sodio cloruro

Sodio fosfato dibasico

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

Ipersensibilità ad alemtuzumab, a proteine di origine murina o a uno qualsiasi degli eccipienti

Pazienti che presentano infezioni sistemiche attive

Pazienti affetti da HIV

Pazienti con altre neoplasie maligne attive

Gravidanza.

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Posologia

MabCampath deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’uso della terapia oncologica.

Posologia

Durante la prima settimana di trattamento, MabCampath deve essere somministrato in dosi crescenti: 3 mg il 1° giorno, 10 mg il 2° giorno e 30 mg il 3° giorno, presumendo che ciascuna dose sia ben tollerata. Successivamente la dose giornaliera consigliata è di 30 mg, somministrati 3 volte alla settimana a giorni alterni fino a un massimo di 12 settimane.

Nella maggior parte dei pazienti, l’incremento graduale della dose a 30 mg può essere effettuato in 3-7 giorni. Se però insorgono reazioni avverse acute da moderate a gravi, come ipotensione, rigidità, febbre, respiro corto, brividi, eruzioni cutanee e broncospasmo (alcune delle quali possono essere dovute al rilascio di citochine) alla dose di 3 mg o di 10 mg, quelle dosi devono essere ripetute giornalmente finché non siano ben tollerate prima di provare a passare alla dose successiva (vedere paragrafo 4.4).

La durata mediana della terapia è stata di 11,7 settimane per i pazienti in trattamento di prima linea e 9,0 settimane per i pazienti trattati precedentemente.

Quando un paziente soddisfa tutti i criteri di laboratorio e clinici per una risposta completa, la somministrazione di MabCampath deve essere interrotta e il paziente deve essere controllato regolarmente. Se un paziente migliora (cioè ottiene una risposta parziale o la patologia rimane stabile) e poi raggiunge un plateau senza ulteriore miglioramento per 4 settimane o più, la somministrazione di MabCampath deve essere interrotta e il paziente monitorato. La terapia deve essere interrotta in caso di progressione di malattia.

Prodotti medicinali concomitanti

Pretrattamento

Si consiglia di pretrattare i pazienti con steroidi orali o per endovena, un antistaminico e un analgesico appropriati, 30 – 60 minuti prima di ciascuna infusione di MabCampath durante l’aumento graduale della dose e successivamente secondo le indicazioni cliniche (vedere paragrafo 4.4).

Antibiotici profilattici

Antibiotici e farmaci antivirali devono essere somministrati abitualmente a tutti i pazienti nel corso della terapia e dopo la terapia (vedere paragrafo 4.4).

Linee guida alla modificazione del dosaggio

Dato il meccanismo d’azione di MabCampath, non esistono modificazioni della dose raccomandate in caso di linfopenia grave.

In caso di grave infezione o grave tossicità ematologica, la somministrazione di MabCampath deve essere interrotta fino a risoluzione dell’evento. Si consiglia di interrompere la somministrazione di MabCampath nei pazienti la cui conta piastrinica scende a < 25.000/mcl o la cui conta assoluta dei neutrofili (ANC) scende a < 250/mcl. La somministrazione di MabCampath può essere ripresa dopo la risoluzione dell’infezione o della tossicità. MabCampath deve essere sospeso permanentemente se insorge anemia autoimmune o trombocitopenia autoimmune. La seguente tabella delinea le procedure consigliate per la modificazione della dose in caso di tossicità ematologica durante la terapia:

Valori ematologici Modificazioni del dosaggio*
ANC < 250/mcl e/o conta piastrinica ≤25.000/mcl
Prima insorgenza: Sospendere la terapia con MabCampath. Riprendere la somministrazione di MabCampath a 30 mg quando ANC ≥ 500/mcl e conta piastrinica ≥ 50.000/mcl.
Seconda insorgenza: Sospendere la terapia con MabCampath. Riprendere la somministrazione di MabCampath a 10 mg quando ANC ≥ 500/mcl e conta piastrinica ≥ 50.000/mcl.
Terza insorgenza: Interrompere definitivamente la terapia con MabCampath.
Diminuzione ≥ 50% del valore basale in pazienti che iniziano la terapia con una ANC basale ≤ 250/mcl e/o una conta piastrinica ≤ 25.000/mcl
Prima insorgenza: Sospendere la terapia con MabCampath. Riprendere la somministrazione di MabCampath a 30 mg una volta tornati ai valori basali.
Seconda insorgenza: Sospendere la terapia con MabCampath. Riprendere la somministrazione di MabCampath a 10 mg una volta tornati ai valori basali.
Terza insorgenza: Interrompere definitivamente la terapia con MabCampath.

*Se l’intervallo fra le somministrazioni è ≥ 7 giorni, iniziare la terapia con MabCampath a 3 mg e aumentare il dosaggio a 10 mg e poi a 30 mg in base alla tollerabilità individuale.

Popolazioni speciali

Anziani (oltre 65 anni d’età)

Si devono seguire le stesse raccomandazioni indicate per gli adulti. I pazienti anziani devono essere controllati con attenzione (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con insufficienza renale o epatica

Non sono stati condotti studi.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di MabCampath nei bambini di età inferiore ai 17 anni non sono state stabilite.

Modo di somministrazione

La soluzione MabCampath deve essere preparata in base alle istruzioni riportate al paragrafo 6.6. Tutte le dosi devono essere somministrate mediante infusione endovenosa nell’arco di 2 ore circa.

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Avvertenze e precauzioni

Le reazioni avverse acute, che possono verificarsi durante l’iniziale incremento graduale della dose e che possono in alcuni casi essere dovute al rilascio di citochine, comprendono ipotensione, brividi/rigidità, febbre, respiro corto ed eruzioni cutanee. Ulteriori reazioni includono nausea, orticaria, vomito, affaticamento, dispnea, cefalea, prurito, diarrea e broncospasmo. La frequenza delle reazioni all’infusione è massima durante la prima settimana di terapia e diminuisce nella seconda o terza settimana di trattamento sia in pazienti trattati con MabCampath come terapia di prima linea sia in pazienti trattati precedentemente.

Se questi eventi sono di entità da moderata a grave, la somministrazione deve poi continuare alla stessa dose prima di ogni incremento, con un’appropriata premedicazione, finché ciascuna dose non sia ben tollerata. Se la terapia viene sospesa per oltre 7 giorni, la somministrazione di MabCampath deve essere ripresa con aumento graduale della dose.

Nei pazienti trattati con MabCampath si è verificata ipotensione transitoria. È necessario prestare cautela nel trattamento di pazienti affetti da cardiopatia ischemica, angina e/o in pazienti trattati con un farmaco antipertensivo. In questo gruppo di pazienti sono stati osservati infarto miocardico e arresto cardiaco in associazione con l’infusione di MabCampath.

La valutazione e il monitoraggio continuo della funzione cardiaca (ad es. ecocardiogramma, frequenza cardiaca e peso corporeo) devono essere considerati nei pazienti precedentemente trattati con agenti potenzialmente cardiotossici.

Si raccomanda di pretrattare i pazienti con steroidi orali o per endovena 30 - 60 minuti prima di ciascuna infusione di MabCampath a ogni successivo aumento di dose e come clinicamente indicato. Gli steroidi possono essere interrotti come opportuno quando è stato raggiunto l’incremento graduale della dose. Si può inoltre somministrare un antistaminico orale, ad es. 50 mg di difenidramina, e un analgesico, ad es. 500 mg di paracetamolo. Nel caso in cui persistano le reazioni acute all’infusione, il tempo d’infusione può essere esteso fino a un massimo di 8 ore dal momento della ricostituzione di MabCampath in soluzione per l’infusione.

Una grave deplezione di linfociti è tra gli effetti farmacologici previsti di MabCampath, e può essere prolungata. Le conte dei linfociti T CD4 e CD8 iniziano a salire dall’ottava-dodicesima settimana durante il trattamento e continuano a migliorare per diversi mesi dopo la sospensione della terapia. Nei pazienti che ricevono MabCampath come terapia di prima linea il tempo mediano per il recupero delle conte dei CD4+ a ≥200 cellule/mcl è pari a 6 mesi post-trattamento. Tuttavia, a 2 mesi post-trattamento la mediana è pari a 183 cellule/mcl. In pazienti riceventi MabCampath trattati precedentemente, il tempo mediano per raggiungere un livello di 200 cellule/mcl è di 2 mesi dopo l’ultima infusione con MabCampath, ma possono essere necessari più di 12 mesi per avvicinarsi ai livelli di pretrattamento. Ciò può predisporre i pazienti a infezioni opportunistiche. Si consiglia vivamente di iniziare la profilassi antinfettiva (ad es., 1 compressa di trimetoprim/sulfametoxazolo due volte al giorno, 3 volte alla settimana, o altra profilassi contro la polmonite da Pneumocystis jiroveci (PCP) e un efficace agente orale anti-herpes, come famciclovir, 250 mg due volte al giorno) durante la terapia fino a quando la conta di CD4+ si è ristabilita a 200 cellule/mcl o a livelli superiori e comunque per un periodo minimo di 2 mesi dopo il completamento della terapia con MabCampath.

Esiste un maggior rischio di complicazioni legate a eventuali infezioni a seguito di trattamento con molteplici agenti chemioterapici o biologici.

Dato il potenziale di malattia da trapianto contro l’ospite associata alla trasfusione (TAGVHD), si raccomanda che i pazienti trattati con MabCampath ricevano prodotti ematici irradiati.

La viremia da citomegalovirus (CMV) asintomatica positiva nei test di laboratorio non deve essere necessariamente considerata un’infezione grave che richieda l’interruzione della terapia. Effettuare una valutazione clinica continua in caso di infezione da CMV sintomatica durante il trattamento con MabCampath e per almeno 2 mesi dopo il completamento del trattamento.

Neutropenia transitoria di grado 3° o 4° si verifica molto comunemente entro 5-8 settimane dall’inizio della terapia. Trombocitopenia transitoria di grado 3° o 4° si verifica molto comunemente durante le prime 2 settimane di terapia e inizia poi a migliorare nella maggior parte dei pazienti. Per questo motivo è indicato il monitoraggio ematologico dei pazienti. Se insorge una grave tossicità ematologica, il trattamento con MabCampath deve essere interrotto fino a risoluzione dell’evento. Il trattamento può essere ripreso dopo la risoluzione della tossicità ematologica (vedere paragrafo 4.2). MabCampath deve essere sospeso permanentemente se insorge anemia autoimmune o trombocitopenia autoimmune.

La conta ematica totale e la conta piastrinica devono essere effettuate a intervalli regolari durante la terapia con MabCampath e più spesso nei pazienti che sviluppano citopenie.

Non si consiglia il monitoraggio regolare e sistemico dell’espressione del CD52 come normale pratica clinica. Se però si considera la ripetizione del trattamento, può essere prudente confermare la presenza dell’espressione del CD52. I dati disponibili relativi ai pazienti trattati in prima linea con MabCampath non indicano perdita di espressione del CD52 in occasione della progressione della malattia o del decesso.

I pazienti possono avere reazioni allergiche o d’ipersensibilità a MabCampath e agli anticorpi monoclonali murinici o chimerici.

È necessario disporre di prodotti medicinali per il trattamento delle reazioni di ipersensibilità ed essere pronti a istituire misure di emergenza nell’eventualità di una reazione durante l’infusione del medicinale (vedere paragrafo 4.2).

Donne e uomini potenzialmente fertili devono usare misure anticoncezionali opportune durante il trattamento e per 6 mesi dopo la terapia con MabCampath (vedere paragrafi 4.6 e 5.3).

Non sono stati condotti studi per esaminare specificatamente l’effetto dell’età sulla distribuzione e tossicità di MabCampath. In generale, i pazienti più anziani (oltre i 65 anni d’età) tollerano la terapia citotossica meno bene dei soggetti giovani. Poiché la leucemia linfocitica cronica (LLC) si verifica comunemente nella fascia d’età più anziana, tali pazienti devono essere monitorati attentamente (vedere paragrafo 4.2). Negli studi su pazienti in trattamento di prima linea e trattati precedentemente non sono state osservate differenze sostanziali nella sicurezza e nell’efficacia in relazione all’età, tuttavia i database sono di dimensioni limitate.

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Interazioni

Sebbene non siano stati effettuati studi di interazione con MabCampath, non esistono interazioni clinicamente significative conosciute di MabCampath con altri prodotti medicinali. Poiché MabCampath è una proteina ricombinante umanizzata, non si prevedono interazioni farmaco-farmaco mediate dal P450. Si consiglia tuttavia di non somministrare MabCampath entro 3 settimane dalla somministrazione di altri agenti chemioterapici.

Sebbene non esistano studi specifici, è sconsigliata la somministrazione di vaccini virali vivi per almeno 12 mesi dopo la fine della terapia con MabCampath. La capacità di indurre una risposta umorale primaria o anamnestica a qualsiasi vaccino non è stata studiata.

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Effetti indesiderati

Le tabelle seguenti riportano le reazioni avverse in accordo con la classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA (MedDRA SOC). Le frequenze sono basate sui dati ottenuti negli studi clinici. Viene utilizzato il termine MedDRA più appropriato per descrivere una particolare reazione, i suoi sinonimi e le condizioni affini.

Le frequenze sono definite come: molto comuni (≥ 1/10), comuni (da ≥ 1/100 a <1/10), non comuni (da ≥ 1/1.000 a <1/100), rare (da ≥ 1/10.000 a <1/1.000), molto rare (<1/10.000) Non sono disponibili informazioni per eventi insorti con frequenze inferiori, a causa delle dimensioni della popolazione studiata, n=147 nel caso di pazienti in trattamento di prima linea e n=149 nel caso di pazienti trattati precedentemente.

Le reazioni avverse più frequenti, correlate alla somministrazione di MabCampath, sono: reazioni all’infusione (piressia, brividi, ipotensione, orticaria, nausea, rash, tachicardia, dispnea), citopenie (neutropenia, linfopenia, trombocitopenia, anemia), infezioni (viremia da CMV, infezione da CMV, altre infezioni), sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, dolore addominale) e sintomi neurologici (insonnia, ansia). Le reazioni avverse più frequenti sono: citopenie, reazioni all’infusione e immunosoppressioni/infezioni.

Effetti indesiderati in pazienti in trattamento di prima linea

I dati di sicurezza nei pazienti con B-CLL in trattamento di prima linea sono basati sulle reazioni avverse osservate durante lo studio su 147 pazienti arruolati in uno studio randomizzato e controllato su MabCampath come agente in monoterapia somministrato per via endovenosa tre volte a settimana a una dose di 30 mg per un massimo di 12 settimane, incluso un periodo di aumento graduale della dose. Circa il 97% dei pazienti in trattamento di prima linea ha manifestato reazioni avverse; le reazioni riportate più comunemente in questi pazienti si sono verificate generalmente nella prima settimana di terapia.

Nell’ambito di ciascun gruppo di frequenza gli effetti indesiderati osservati durante il trattamento o entro 30 giorni dopo la conclusione del trattamento con MabCampath sono presentati in ordine di gravità decrescente.

Classificazione per sistemi e organi Molto comuni Comuni Non comuni
Infezioni ed infestazioni Viremia da citomegalovirus Polmonite Sepsi
Infezione da citomegalovirus Bronchite Batteriemia da stafilococco
  Faringite Tubercolosi
Candidiasi orale Broncopolmonite
  Herpes oftalmico
Infezione da streptococco beta emolitico
Candidiasi
Candidiasi genitale
Infezione delle vie urinarie
Cistite
Tinea corporis
Nasofaringite
Rinite
Patologie del sistema emolinfopoietico   Neutropenia febbrile Agranulocitosi
Neutropenia Linfopenia
Leucopenia Linfoadenopatia
Trombocitopenia Epistassi
Anemia  
Disturbi del sistema immunitario     Reazione anafilattica
Ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Calo ponderale Sindrome da lisi tumorale
  Iperglicemia
Calo delle proteine totali
Anoressia
Disturbi psichiatrici   Ansia  
Patologie del sistema nervoso   Sincope Vertigini
Capogiri  
Tremore
Parestesia
Ipoestesia
Cefalea
Patologie dell’occhio     Congiuntivite
Patologie cardiache   Cianosi Arresto cardiaco
Bradicardia Infarto miocardico
Tachicardia Angina pectoris
Tachicardia sinusale Fibrillazione atriale
  Aritmia sopraventricolare
Bradicardia sinusale
Extrasistoli sopraventricolari
Patologie vascolari Ipotensione Ipertensione Ipotensione ortostatica
    Vampate di calore
Vampate
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Broncospasmo Ipossia
Dispnea Effusione pleurica
  Disfonia
Rinorrea
Patologie gastrointestinali Nausea Vomito Ileo
  Dolore addominale Fastidio a livello orale
  Fastidio allo stomaco
Diarrea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria Dermatite allergica Rash pruriginoso
Rash Prurito Rash maculare
Iperidrosi Rash erimatoso
Eritema Dermatite
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Mialgia Dolore osseo
Dolore muscoloscheletrico Artralgia
Mal di schiena Dolore toracico muscoloscheletrico
Spasmi muscolari
Patologie renali e urinarie     Riduzione del flusso urinario
Disuria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre Affaticamento Infiammazione della mucosa
Brividi Astenia Eritema al sito di infusione
    Edema localizzato
Edema al sito di infusione
Malessere

Sono state riportate reazioni acute all’infusione comprendenti febbre, brividi, nausea, vomito, ipotensione, affaticamento, rash, orticaria, dispnea, cefalea, prurito e diarrea. La maggioranza di queste reazioni ha una gravità da lieve a moderata. Reazioni acute all’infusione si hanno solitamente nella prima settimana di trattamento, dopodichè diminuiscono sostanzialmente. Reazioni all’infusione di grado 3 o 4 sono non comuni dopo la prima settimana di terapia.

Effetti indesiderati nei pazienti trattati precedentemente

I dati di sicurezza nei pazienti con B-CLL trattati precedentemente sono basati su 149 pazienti arruolati in studi a braccio singolo su MabCampath (Studi 1, 2, e 3). Ci si aspetta che più dell’80% dei pazienti trattati precedentemente manifestino reazioni avverse; le reazioni più comunemente riportate si manifestano durante la prima settimana di trattamento.

Nell’ambito di ciascun gruppo di frequenza gli effetti indesiderati sono presentati in ordine di gravità decrescente.

Classificazione per sistemi e organi Molto comuni Comuni Non comuni
Infezioni ed infestazioni Sepsi Infezione da citomegalovirus Infezione batterica
Polmonite Infezione da Pneumocystis jiroveci Infezione virale
Herpes simplex Polmonite Dermatite micotica
  Infezione micotica Laringite
Candidiasi Rinite
Herpes zoster Onicomicosi
Ascesso  
Infezione delle vie urinarie
Sinusite
Bronchite
Infezione delle vie respiratorie superiori
Faringite
Infezione
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)     Patologia tipo linfoma
Patologie del sistema emolinfopoietico Granulocitopenia Neutropenia febbrile Aplasia del midollo osseo
Trombocitopenia Pancitopenia Coagulazione intravascolare disseminata
Anemia Leucopenia Anemia emolitica,
  Linfopenia Aptoglobina ridotta
Porpora Depressione del midollo osseo
  Epistassi
Sanguinamento gengivale
Anormalità dei test ematologici
Disturbi del sistema immunitario     Reazioni allergiche
Gravi reazioni anafilattiche e altre reazioni di ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia Iponatremia Ipocaliemia
  Ipocalcemia Aggravamento del diabete mellito
Calo ponderale  
Disidratazione
Sete
Disturbi psichiatrici   Confusione Depersonalizzazione
Ansia Turbe della personalità
Depressione Pensiero anormale
Sonnolenza Impotenza
Insonnia Nervosismo
Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigini Sincope
  Capogiri Andatura anormale
Tremore Distonia
Parestesia Iperestesia
Ipoestesia Neuropatia
Ipercinesia Alterazioni del gusto
Perdita del gusto  
Patologie dell’occhio   Congiuntivite Endoftalmite
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Sordità
Tinnito
Patologie cardiache   Palpitazioni Arresto cardiaco
Tachicardia Infarto miocardico
  Fibrillazione atriale
Tachicardia sopraventricolare
Aritmia
Bradicardia
ECG anormale
Patologie vascolari Ipotensione Ipertensione Ischemia periferica
  Vasospasmo  
Vampate
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Ipossia Stridore
  Emottisi Tensione della gola
Broncospasmo Infiltrazione polmonare
Tosse Versamento pleurico
  Riduzione dei rumori respiratori
Alterazione respiratoria
Patologie gastrointestinali Vomito Emorragia gastrointestinale Gastroenterite
Nausea Stomatite ulcerativa Ulcerazione della lingua
Diarrea Stomatite Gengivite
  Dolore addominale Singhiozzo
Dispepsia Eruttazione
Stipsi Bocca secca
Flatulenza  
Patologie epatobiliari   Funzione epatica anormale  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito Eruzione bollosa Rash maculopapuloso
Orticaria Rash eritematoso Alterazioni cutanee
Rash    
Iperidrosi
Patologie del sistema muscoloschele-trico e del tessuto connettivo   Artralgia Dolore degli arti inferiori
Mialgia Ipertonia
Dolore scheletrico  
Mal di schiena
Patologie renali e urinarie     Ematuria
Incontinenza urinaria
Riduzione del flusso urinario
Poliuria
Alterazione della funzionalità renale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Brividi Dolore toracico Edema polmonare
Febbre Sintomi simil-influenzali Edema periferico
Affaticamento Mucosite Edema periorbitale
  Edema della bocca Ulcerazione della mucosa
Edema Livido al sito di infusione
Astenia Dermatite al sito di infusione
Malessere Dolore al sito di infusione
Sensazione di cambio di temperatura  
Reazione al sito di infusione
Dolore

Effetti indesiderati osservati durante la sorveglianza post-marketing

Reazioni all’infusione: sono state osservate reazioni gravi e talvolta fatali, inclusi broncospasmo, ipossia, sincope, infiltrati polmonari, sindrome da stress respiratorio acuto (ARDS), arresto respiratorio, infarto miocardico, aritmia, scompenso cardiaco acuto e arresto cardiaco. In seguito alla somministrazione di MabCampath sono stati riportati casi di gravi reazioni anafilattiche e altre reazioni di ipersensibilità, compresi shock anafilattico e angioedema. Questi sintomi possono essere migliorati o evitati con l’utilizzo della premedicazione e dell’incremento graduale della dose (vedere paragrafo 4.4).

Infezioni e infestazioni:si sono verificate gravi, e talvolta fatali, infezioni virali (ad es. adenovirus, parainfluenza, epatite B, leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP)), batteriche (incluse tubercolosi e micobatteriosi atipica, nocardiosi), protozoarie (ad es. toxoplasma gondii) e micotiche (ad es. mucormicosi rinocerebrale), incluse quelle dovute a riattivazione di infezioni latenti, durante la sorveglianza dopo l’immissione in commercio. La terapia profilattica antinfettiva consigliata sembra essere efficace nel ridurre il rischio di infezioni di polmonite da Pneumocystis jiroveci (PCP) e di herpes (vedere paragrafo 4.4).

Sono stati riportati disordini linfoproliferativi, in alcuni casi fatali, associati all’EBV.

Patologie del sistema emolinfopoietico: sono state riportate gravi reazioni emorragiche.

Disturbi del sistema immunitario:sono stati riportati gravi, e talvolta fatali, fenomeni autoimmuni, inclusi anemia emolitica autoimmune, trombocitopenia autoimmune, anemia aplastica, sindrome di Guillain Barré e la sua forma cronica, poliradiculoneuropatia cronica infiammatoria demielinizzante. è stato anche osservato un esito positivo per il test di Coombs.

è stata inoltre riportata malattia fatale da trapianto contro l’ospite associata alla trasfusione (TAGVHD).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: è stata segnalata la sindrome da lisi tumorale con esito fatale.

Patologie del sistema nervoso: è stata segnalata emorragia intracranica con esito fatale in pazienti con trombocitopenia.

Patologie cardiache: scompenso cardiaco congestizio, cardiomiopatia e ridotta frazione di eiezione sono stati riportati nei pazienti già trattati con agenti potenzialmente cardiotossici.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

MabCampath è controindicato durante la gravidanza. Dato che le IgG umane attraversano la barriera placentare, anche MabCampath potrebbe potenzialmente attraversarla e causare la deplezione dei linfociti B e T del feto. Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale. Non si sa se MabCampath possa provocare danni al feto se somministrato a una donna durante la gravidanza.

Sia donne che uomini potenzialmente fertili devono usare misure anticoncezionali efficaci durante il trattamento e per 6 mesi dopo la terapia con MabCampath (vedere paragrafo 5.3).

Allattamento

Non si sa se MabCampath venga escreto nel latte materno. Se si rende necessario il trattamento, l’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento e per almeno 4 settimane dopo la terapia con MabCampath.

Fertilità

Non si sono condotti studi su MabCampath riguardo a un suo eventuale impatto sulla fertilità. Non è noto se MabCampath possa incidere sulla capacità riproduttiva umana (vedere paragrafo 5.3).

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).

Non congelare.

Conservare il medicinale nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito, vedere paragrafo 6.3.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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