Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Salute e benessere > Risultato Ricerca Farmaci

ALTRI FARMACI DELL'APPARATO GASTROINTEST.E DEL METABOLISMO

REPLAGAL

IV INF FL 1MG/ML3,5ML

SHIRE ITALIA SpA

Descrizione prodotto

REPLAGAL*IV INF FL 1MG/ML3,5ML

Principio attivo

AGALSIDASI ALFA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI FARMACI DELL'APPARATO GASTROINTEST.E DEL METABOLISMO

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

2539.69


Codice ATC livello 5:
A16AB03

Codice AIC:
35373012


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


nascondi

Indicazioni terapeutiche

Replagal è indicato come terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine in pazienti con diagnosi confermata di malattia di Fabry (carenza di α-galattosidasi A).

nascondi

Composizione

1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 1 mg di agalsidasi alfa

Ogni flaconcino da 1 ml di concentrato contiene 1 mg di agalsidasi alfa.

Ogni flaconcino da 3,5 ml di concentrato contiene 3,5 mg di agalsidasi alfa.

Agalsidasi alfa è la proteina α-galattosidasi A umana prodotta con tecniche di ingegneria genetica in linee cellulari umane.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

nascondi

Eccipienti

Sodio fosfato monobasico, monoidrato

Polisorbato 20

Sodio cloruro

Sodio idrossido

Acqua per preparazioni iniettabili

nascondi

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

nascondi

Posologia

Replagal deve essere somministrato sotto il controllo di un medico specializzato nella cura della malattia di Fabry o di altre patologie metaboliche ereditarie.

Posologia

Replagal viene somministrato a settimane alterne a una dose di 0,2 mg/kg di peso corporeo mediante infusione endovenosa della durata di 40 minuti.

Pazienti di età superiore ai 65 anni

Non sono stati effettuati studi su pazienti oltre i 65 anni e attualmente per questi pazienti non è possibile consigliare una dose terapeutica, data la mancanza di valutazioni sulla sicurezza e l’efficacia.

Pazienti con insufficienza epatica

Non sono stati effettuati studi in pazienti affetti da insufficienza epatica.

Pazienti con insufficienza renale

Nei pazienti affetti da insufficienza renale, non è necessario procedere ad alcun aggiustamento della dose.

In presenza di un grave danno renale (VFG stimata < 60 ml/min) la risposta renale alla terapia enzimatica sostitutiva può essere limitata. I dati disponibili nei pazienti in dialisi o dopo trapianto renale sono scarsi, non si consiglia alcun aggiustamento della dose.

Popolazione pediatrica

L’esperienza sui bambini è limitata. Attualmente non è possibile raccomandare alcun regime posologico nei bambini (0-6 anni), non essendo state sufficientemente determinate la sicurezza e l’efficacia del farmaco. Al momento i dati clinici limitati nei bambini di età compresa fra 7 e 18 anni non consentono di consigliare un regime posologico ottimale (vedere paragrafi 5.1 e 5.2). Dal momento che nello studio di 6 mesi con Replagal somministrato a questa popolazione alla dose di 0,2 mg/kg non si sono verificati eventi imprevisti legati alla sicurezza, questo è il regime posologico consigliato per i bambini di età compresa fra 7 e 18 anni.

Modo di somministrazione

Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Somministrare la soluzione in un intervallo di 40 minuti, usando un deflussore per infusioni endovenose con filtro integrato.

Non somministrare Replagal nello stesso deflussore con altri medicinali.

nascondi

Avvertenze e precauzioni

Reazioni idiosincratiche da infusione

Negli studi clinici, il 13,7% dei pazienti adulti trattati con Replagal ha sviluppato reazioni idiosincratiche da infusione. Quattro dei 17 (23,5%) pazienti di età > 7 anni arruolati negli studi clinici hanno avuto almeno una reazione da infusione in un periodo di 4,5 anni (durata media: circa 4 anni). Tre degli 8 (37,5%) pazienti pediatrici di età < 7 anni hanno sviluppato almeno una reazione da infusione in un periodo osservazionale con durata media di 4,2 anni. Nel complesso, la percentuale di reazioni da infusione è risultata significativamente inferiore nelle donne rispetto agli uomini. I sintomi più comunemente riportati sono stati brividi, cefalea, nausea, piressia, arrossamento e affaticamento. Casi seri di reazione all’infusione sono stati riportati poco frequentemente; i sintomi riferiti includono piressia, brividi, tachicardia, orticaria, nausea/vomito, edema angioneurotico con chiusura della gola, stridore e gonfiore della lingua. Tra gli altri sintomi correlati all’infusione potrebbero figurare capogiro e iperidrosi. Un esame degli eventi cardiaci ha dimostrato che le reazioni da infusione possono essere associate a stress emodinamico con conseguente insorgenza di eventi cardiaci nei pazienti con manifestazioni cardiache preesistenti della malattia di Fabry.

L’insorgenza di reazioni correlate a infusione si è verificata generalmente durante i primi 2-4 mesi dall’inizio del trattamento con Replagal, sebbene sia stata segnalata anche un’insorgenza più tardiva (dopo 1 anno). Col tempo questi effetti si sono comunque ridotti. Qualora si verificasse una reazione acuta lieve o moderata all’infusione, è necessario fornire pronta assistenza medica e intraprendere le appropriate contromisure. È possibile interrompere temporaneamente la somministrazione (per 5-10 minuti) fino alla regressione dei sintomi, per poi riavviarla. Effetti indesiderati lievi e transitori potrebbero non richiedere un trattamento medico o l’interruzione dell’infusione. Inoltre, un pretrattamento per via orale o endovenosa a base di antistaminici e/o corticosteroidi effettuato da 1 a 24 ore prima dell’infusione può prevenire la successiva comparsa di reazioni nei pazienti che necessitano di un trattamento sintomatico.

Reazioni di ipersensibilità di tipo allergico

Come per tutti i prodotti proteici per infusione endovenosa, è possibile che si verifichino reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. In caso di reazione allergica grave o di tipo anafilattico, si dovrà interrompere immediatamente la somministrazione di Replagal ed istituire una terapia adeguata, in conformità con le attuali normative mediche per il trattamento di emergenza.

Sviluppo di anticorpi IgG

Come tutte le proteine farmacologicamente attive, Replagal può indurre lo sviluppo di anticorpi IgG. Il 24% circa dei pazienti di sesso maschile in terapia ha sviluppato un basso titolo di anticorpi IgG anti-Replagal. Sulla base dei dati limitati di cui si dispone, questa percentuale è risultata inferiore (7%) nella popolazione pediatrica maschile.

Apparentemente, questi anticorpi IgG vengono prodotti dopo un periodo di somministrazione compreso fra 3 e 12 mesi. Dopo un periodo di trattamento variabile da 12 a 54 mesi, il 17% dei pazienti in terapia con Replagal risulta ancora positivo ai test anticorpali, mentre il 7% evidenzia lo sviluppo di una tolleranza immunologica sulla base della scomparsa nel tempo degli anticorpi IgG. Il restante 76% continua a mostrare negatività agli anticorpi per tutto il tempo. Nello studio su pazienti pediatrici di età > 7 anni, 1/16 pazienti di sesso maschile è risultato positivo agli anticorpi IgG anti-agalsidasi alfa. Questo paziente non ha mostrato alcun aumento nell’incidenza degli eventi avversi. In pazienti pediatrici di età < 7 anni, nessun paziente di sesso maschile (N=7) è risultato positivo agli anticorpi IgG anti-agalsidasi alfa. In nessun paziente in trattamento con Replagal sono stati individuati anticorpi IgE.

Pazienti con insufficienza renale

La presenza di un danno renale esteso può limitare la risposta renale alla terapia di sostituzione enzimatica, forse a causa di sottostanti alterazioni patologiche irreversibili. In tali casi, la riduzione di funzionalità renale rimane entro i limiti previsti dal naturale decorso della malattia.

nascondi

Interazioni

Replagal non deve essere somministrato in concomitanza con clorochina, amiodarone, benoquin o gentamicina, in quanto tali sostanze sono potenzialmente in grado di inibire l’attività intracellulare di α-galattosidasi.

Poiché l’α-galattosidasi A è un enzima, è improbabile che possa risentire di interazioni con altri farmaci mediate dal citocromo P450. Nel corso degli studi clinici, la maggior parte dei pazienti è stata sottoposta alla contemporanea somministrazione di Replagal e di analgesici contro il dolore neuropatico (quali carbamazepina, fenitoina e gabapentin) senza che si sia evidenziata alcuna interazione.

nascondi

Effetti indesiderati

Tra gli effetti indesiderati più comuni si sono registrate le reazioni da infusione che hanno interessato il 13,7% dei pazienti adulti trattati con Replagal in studi clinici. Nella maggior parte dei casi, gli effetti evidenziati erano di gravità da lieve a moderata.

La tabella 1 elenca le reazioni avverse riscontrate in 177 pazienti sottoposti a trattamento con Replagal nel corso di sperimentazioni cliniche, compresi 21 pazienti con anamnesi di nefropatia terminale, 24 pazienti pediatrici (età 7 - 17 anni) e 17 pazienti di sesso femminile, e segnalate spontaneamente dai pazienti nell’esperienza post-commercializzazione. Le informazioni sono presentate per classi sistemiche organiche e frequenza (molto comune >1/10; comune >1/100, <1/10; non comune >1/1.000, <1/100). Le reazioni avverse al farmaco con incidenza “non nota”  sono frutto di segnalazioni spontanee nell’esperienza post-commercializzazione e vengono riportate in corsivo. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. In considerazione del numero di pazienti trattati, un evento verificatosi in un singolo paziente viene definito non comune. In un singolo paziente, si possono essere manifestate più reazioni avverse.

In associazione ad agalsidasi alfa sono state osservate le seguenti reazioni avverse:

Tabella 1

Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comuni: edema periferico
Patologie del sistema nervoso
Molto comuni: cefalea
Comuni: capogiro, disgeusia, dolore neuropatico, tremore, ipersonnia, ipoestesia, parestesia
Non comuni: parosmia
Patologie dell’occhio
Comuni: riflesso corneale ridotto, lacrimazione aumentata
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Comuni: tinnitus, tinnitus aggravato
Patologie cardiache
Comuni: tachicardia, palpitazioni
Non nota: aritmie cardiache (fibrillazione atriale, extrasistoli ventricolari, tachiaritmia), ischemia miocardica, insufficienza cardiaca
Patologie vascolari
Molto comuni: rossore
Comuni: ipertensione
Non nota: ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comuni: tosse, raucedine, tensione della gola, dispnea, nasofaringite, faringite, aumentata secrezione della gola, rinorrea
Non comuni: saturazione di ossigeno diminuita
Patologie gastrointestinali
Molto comuni: nausea
Comuni: diarrea, vomito, dolore/fastidio addominale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comuni: acne, eritema, prurito, eruzione cutanea, livedo reticularis
Non comuni: edema angioneurotico, orticaria
Non nota: iperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comuni: fastidio muscoloscheletrico, mialgia, dolore dorsale, dolori agli arti, edema periferico, artralgia, tumefazione articolare
Non comuni: senso di pesantezza
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comuni: brividi, piressia, dolore e fastidio, affaticamento
Comuni: affaticamento aggravato, sentire caldo, sentire freddo, astenia, dolore petto toracico, senso di costrizione al petto, malattia simil-influenzale, eruzione cutanea in sede di iniezione, malessere

Vedere anche paragrafo 4.4.

Le reazioni da infusione osservate nell’esperienza post-commercializzazione (vedere anche paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego) possono inoltre includere eventi cardiaci quali aritmie (fibrillazione atriale, extrasistoli ventricolari, tachiaritmia), ischemia miocardica e insufficienza cardiaca nei pazienti affetti da malattia di Fabry con interessamento delle strutture cardiache.Capogiro, iperidrosi e ipotensione sono altri sintomi correlati all’infusione. Le reazioni da infusione più frequenti sono risultate di grado lieve e includevano principalmente brividi, piressia, arrossamento, cefalea, nausea e dispnea.

Pazienti con nefropatia

Le reazioni avverse segnalati nei pazienti con nefropatia terminale sono risultati simili a quelli segnalati nella popolazione complessiva dei pazienti.

Popolazione pediatrica

Le reazioni avverse da farmaci riportate nella popolazione pediatrica (bambini e adolescenti) sono state, in generale, simili a quelle riportate negli adulti. Tuttavia le reazioni da infusione (piressia, dispnea, dolore toracico) e l’esacerbazione del dolore si sono verificate con maggiore frequenza.

nascondi

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Dati clinici molto limitati sulle gravidanze esposte a Replagal (n=4) non hanno mostrato effetti avversi sulla madre e sul neonato. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza o sviluppo embrionale/fetale nella fase di organogenesi (vedere paragrafo 5.3).

Allattamento

Non è noto se Replagal sia escreto nel latte materno. È necessario essere prudente nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza o durante l’allattamento.

nascondi

Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).

nascondi

Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Farmadati

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Ultima modifica: 19-09-2013
Promozioni:

Commenti