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ANTIULCERA PEPTICA E MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOF. (GORD)

RANITIDINA RANB

20CPR RIV300MG

RANBAXY ITALIA SpA

Descrizione prodotto

RANITIDINA RANB*20CPR RIV300MG

Principio attivo

RANITIDINA CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIULCERA PEPTICA E MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOF. (GORD)

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

7.42


Codice ATC livello 5:
A02BA02

Codice AIC:
35398229


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Ranitidina Ranbaxy Italia compresse è indicata nel trattamento dell’ulcera duodenale e dell’ulcera gastrica benigna.

Ranitidina Ranbaxy Italia compresse è inoltre indicata nel trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison e dell’esofagite da reflusso.

Ranitidina Ranbaxy Italia compresse è indicata nel trattamento a lungo termine dell’ulcera duodenale e dell’ulcera gastrica benigna per prevenire le loro recidive.  Il trattamento a lungo termine è indicato nei pazienti con una storia di ulcera recidivante.

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Composizione

Ogni compressa contiene ranitidina cloridrato pari a ranitidina 300 mg.

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina; ipromellosa; croscarmellosa sodica; olio di ricino, silice colloidale anidra; talco purificato; magnesio stearato; titanio biossido.

Inchiostro: gomma lacca, ossido di ferro nero (E 172), N-Butil alcool, glicole propilenico.

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Controindicazioni

Ipersensibilità nota verso la ranitidina o verso qualunque altro componente di Ranitidina Ranbaxy Italia compresse.

Ranitidina compresse non deve essere somministrata nei pazienti con una anamnesi di porfiria intermittente.

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Posologia

Adulti

La dose abituale è pari a 150 mg due volte al giorno, al mattino e alla sera. Nei pazienti con ulcera gastrica o duodenale è possibile somministrare una dose singola di 300 mg la sera prima di coricarsi. Il trattamento può essere prolungato per 4-8 settimane. La dose abituale di mantenimento è di 150 mg la sera prima di coricarsi.

Per il trattamento dell’esofagite da reflusso, la dose raccomandata è di 150 mg due volte al giorno o 300 mg la sera prima di coricarsi, di solito per otto settimane; se necessario, tale trattamento può essere protratto fino a un massimo di 12 settimane.

Esofagite acuta

Per il trattamento dell’esofagite acuta, la dose è di 150 mg, da assumere 4 volte al giorno fino a un massimo di 12 settimane. A questo elevato dosaggio non si associa un aumento degli effetti collaterali. Nei pazienti con esofagite non risolta, sia in presenza dell’epitelio di Barrett che in sua assenza, si sconsiglia il trattamento a lungo termine.

Sindrome di Zollinger-Ellison

È possibile aumentare la dose iniziale di 150 mg tre volte al giorno fino a 300 mg tre volte al giorno. Dosi giornaliere frazionate, per un totale di 6 g, sono state ben tollerate.

Pazienti anziani

Nei pazienti con funzionalità renale normale, il dosaggio di Ranitidina Ranbaxy Italia compresse è uguale a quello stabilito per gli adulti più giovani.

Bambini

L’esperienza del trattamento con ranitidina nei bambini è limitata.

La dose raccomandata per il trattamento dell'ulcera peptica attiva è pari a 2-4 mg /kg, due volte al giorno, fino ad una dose massima giornaliera di 300 mg di ranitidina somministrata in più dosi.

Insufficienza renale

Nei pazienti con insufficienza renale grave aumentano i livelli plasmatici del farmaco. In tali pazienti, la dose consigliata è di 150 mg alla sera per 4-8 settimane.  La stessa dose viene usata per la terapia di mantenimento. Se non si verifica una guarigione, somministrare 150 mg due volte al giorno e, successivamente, 150 mg alla sera, come terapia di mantenimento.

Clearance della creatinina ml/min Dose di ranitidina
< 50 150 mg
> 50 300 mg

La ranitidina viene eliminata con l’emodialisi. I pazienti in dialisi devono quindi assumere Ranitidina Ranbaxy Italia dopo ciascuna seduta dialitica.

Modo di somministrazione

Le compresse devono essere deglutite intere con una sufficiente quantità di liquido.  Se somministrate ai bambini, le compresse possono essere disciolte in acqua o frantumate.  Si consiglia di scegliere la forma dosaggio più idonea per somministrare il farmaco.

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Avvertenze e precauzioni

Il trattamento con antagonisti dei ricettori H2 dell’istamina può mascherare i sintomi associati al carcinoma dello stomaco e quindi ritardarne la diagnosi.  Pertanto in presenza di ulcera gastrica, sia in pazienti di mezza età che in pazienti anziani con una sintomatologia dispeptica nuova o recentemente modificata, prima di iniziare la terapia con Ranitidina Ranbaxy Italia compresse è necessario escludere la sua possibile natura maligna.

Nei pazienti con funzionalità renale ridotta è necessario ridurre il dosaggio.

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Interazioni

La ranitidina non inibisce il sistema di ossigenasi con funzione multipla legato al citocromo P450 del fegato. Di conseguenza, la ranitidina non potenzia l’azione di quei farmaci che vengono inattivati da questo enzima. Questi comprendono diazepam, lidocaina, fenitoina, propranololo e warfarin.

È necessario evitare l’uso contemporaneo di ranitidina e chetoconazolo, poichè a causa della diminuzione della solubilità del chetoconazolo a un pH più elevato, non si raggiungono livelli plasmatici efficaci di tale sostanza.

La ranitidina può aumentare la concentrazione plasmatica e potenziare l’effetto ipoglicemizzante della glipizide. Potrebbe rendersi necessario un aggiustamento del dosaggio.

La ranitidina può aumentare i livelli plasmatici della teofillina. È quindi necessario controllare tali livelli nei pazienti trattati contemporaneamente con ranitidina e teofillina.

La somministrazione di alte dosi di sucralfato è stata associata a una riduzione dell’assorbimento della ranitidina. Tale effetto non si verifica se la somministrazione di sucralfato ha luogo 2 ore dopo quella della ranitidina.

Se somministrata in concomitanza con forti antiacidi si verifica una riduzione della biodisponibilità della ranitidina.

Con dosi elevate di ranitidina può verificarsi una riduzione dell’eliminazione della procainamide e della N-acetil-procainamide a causa dell’inibizione della secrezione tubulare.

L’assunzione di ranitidina compresse può potenziare l’effetto dell’alcol.

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Effetti indesiderati

In rari casi la ranitidina è stata associata a reazioni di ipersensibilità (eosinofilia, orticaria, edema angioneurotico, febbre, laringospasmo, broncospasmo, dolore toracico, ipotensione, shock anafilattico), occasionalmente in seguito all’assunzione di una dose singola.

In rari casi si è notato un aumento dei livelli della creatinina nel plasma. Questo aumento si è dimostrato in genere lieve e si è normalizzato durante la continuazione del trattamento con ranitidina.

Come con altri antagonisti dei recettori H2, sono stati riportati rari casi di bradicardia e di blocco atrio-ventricolare.

L’uso di ranitidina è stato associato alle seguenti discrasie ematiche: leucopenia e trombocitopenia (in genere reversibili), agranulocitosi e pancitopenia, in certi casi accompagnata da ipoplasia o aplasia midollare.

Raramente sono stati riportati: rash cutaneo, compresi rari casi di eritema multiforme, prurito, diarrea, stipsi o nausea e manifestazioni a carico del sistema muscolo-scheletrico, quali artralgia e mialgia.

In una piccola percentuale di pazienti si sono manifestate cefalea, a volte severa, e vertigini.  Occasionalmente, durante il trattamento con ranitidina, si sono osservati segni di affaticamento. Sono stati riportati stato confusionale e agitazione, reversibili dopo l’interruzione del trattamento con ranitidina, depressione e allucinazioni, soprattutto in pazienti gravemente ammalati o in pazienti anziani.

Sono stati riportati casi isolati di visione offuscata (probabilmente dovuta a disturbi dell’accomodazione visiva), i sintomi si sono rivelati reversibili.

Si possono verificare alterazioni transitorie dei valori dei tests di funzionalità epatica (aumento degli enzimi epatici). Occasionalmente si è osservata epatite (epatocellulare, epatocanalicolare o mista) con o senza ittero.  Tali effetti in genere sono reversibili. Sono stati riportati rari casi di pancreatite acuta.

Sono stati osservati episodi isolati di gonfiore del seno e / o dolorabilità in pazienti di sesso maschile (ginecomastia); alcuni di questi casi si sono risolti con la continuazione della terapia con ranitidina. Per stabilire la causa di tali manifestazioni può essere indicata l’interruzione della terapia.  Non sono state osservate alterazioni cliniche significative delle funzioni endocrina e gonadica.

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Gravidanza e allattamento

Non esistono studi adeguati o opportunamente controllati sull’uomo. In seguito alla somministrazione, in ratti e conigli gravidi, di una dose pari a 160 volte quella normale per l’uomo non si sono osservati effetti secondari sul feto.

La ranitidina viene escreta nel latte materno. Essa attraversa, inoltre, la placenta. Come con altri farmaci, durante la gravidanza e l’allattamento, la ranitidina compresse deve essere prescritta solo in caso di assoluta necessità.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale.

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Malattie Collegate: 3

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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