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CALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON EFFETTO CARDIACO DIRETTO

VERAPAMIL ANG

30CPR RIV 80MG

ANGENERICO SpA

Descrizione prodotto

VERAPAMIL ANG*30CPR RIV 80MG

Principio attivo

VERAPAMIL CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

CALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON EFFETTO CARDIACO DIRETTO

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

2.24 €


Codice ATC livello 5:
C08DA01

Codice AIC:
35769013


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Insufficienza coronarica acuta e cronica. Trattamento dei postumi dell’infarto miocardico. Aritmie ipercinetiche sopraventricolari come tachicardia parossistica sopraventricolare, fibrillazione e flutter atriali e risposta ventricolare rapida, extrasistolie. Ipertensione arteriosa. Angina pectoris.

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Composizione

VERAPAMIL ANGENERICO, 80mg compresse rivestite

Ogni compressa contiene

Principio attivo: verapamil cloridrato 80 mg.

VERAPAMIL ANGENERICO, 120mg compresse a rilascio prolungato

Ogni compressa contiene

Principio attivo: verapamil cloridrato 120 mg.

Per gli eccipienti v. par. 6.1.

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Eccipienti

Compresse rivestite

Lattosio, amido di mais, polividone, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico, silice colloidale anidra, magnesio stearato, metil-idrossi-propilcellulosa, idrossipropilcellulosa, macrogol 6000, titanio biossido (E171).

Compresse a rilascio prolungato

Lattosio, polividone, cellulosa microcristallina, sodio alginato, silice colloidale anidra, magnesio stearato, metil-idrossi-propilcellulosa, macrogol 4000, titanio biossido(E171), ossido di ferro giallo (E172).

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Controindicazioni

L’uso di VERAPAMIL ANGENERICO è controindicato in caso di:

shock cardiogeno, infarto miocardico recente complicato da bradicardia, marcata ipotensione, insufficienza contrattile del ventricolo sinistro;

gravi disturbi di conduzione dell’eccitazione quali blocco AV di II e III grado, blocco senoatriale e sindrome del nodo del seno;

insufficienza cardiaca scompensata;

spiccata bradicardia (<50 battiti/minuto);

ipotensione (pressione sistolica < di 90mmHg)

La terapia con VERAPAMIL ANGENERICO è, inoltre, controindicata in associazione con inibitori delle MAO e beta-bloccanti.

VERAPAMIL ANGENERICO, 80mg compresse rivestite è, generalmente, controindicato nella prima infanzia.

VERAPAMIL ANGENERICO, 120mg compresse a rilascio prolungato è, generalmente, controindicato in ragazzi di età inferiore a 18 anni (v. par. 4.4.)

Generalmente controindicato in gravidanza ed allattamento (v. par. 4.6.)

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Posologia

VERAPAMIL ANGENERICO, 80mg compresse rivestite

Adulti: 1 compressa, 3 volte al giorno, preferibilmente durante i pasti.

Nelle tachiaritmie recidivanti, per mantenere una frequenza ventricolare normale, VERAPAMIL ANGENERICO 80mg  può essere somministrato anche ad intervalli più brevi (1 compressa rivestita ogni 3 - 4 ore).

Ragazzi: 1 compressa 2 - 3 volte al giorno.

Nella prima infanzia: non si consiglia l’uso di VERAPAMIL ANGENERICO 80mg

VERAPAMIL ANGENERICO, 120mg compresse a rilascio prolungato

Ipertensione

Adulti

E’ consigliabile una dose iniziale giornaliera di 120mg, che può essere aumentata alla dose usuale di mantenimento di 240mg/die in un’unica somministrazione.

Angina

Adulti

La dose usuale è di 240mg/die da suddividere in due somministrazioni. Il dosaggio può essere portato, se necessario, fino a 480mg/die da suddividere in due somministrazioni.

Anziani

Nei pazienti anziani si osserva un aumento della biodisponibilità del Verapamil e, pertanto, è raccomandabile ottenere il controllo terapeutico con dosi più ridotte.

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Avvertenze e precauzioni

Insufficienza cardiaca: verapamil ha un effetto inotropo negativo che, nella maggior parte dei pazienti, è compensato dalle sue proprietà di riduzione delle afterload (diminuite resistenze periferiche) senza alterazione della funzione ventricolare.

Verapamil deve essere evitato in pazienti con grave disfunzione ventricolare sinistra (p.e.: frazione di eiezione inferiore al 30% o sintomi gravi d’insufficienza cardiaca).

I pazienti con disfunzione ventricolare più lieve, se possibile, devono essere controllati con dosi ottimali di digitale e/o diuretici prima del trattamento con verapamil.

Talvolta, l’azione farmacologica del verapamil può produrre una riduzione della pressione arteriosa al di sotto dei livelli normali, il che può provocare stordimento od ipotensione sintomatica in pazienti ipertesi. E’ insolita una diminuzione della pressione arteriosa al di sotto della norma.

Aumento degli enzimi epatici: sono stati segnalati aumenti delle transaminasi con e senza concomitante aumento della fosfatasi alcalina e della bilirubina.

Questi aumenti sono stati, talvolta, transitori e possono scomparire anche continuando il trattamento con verapamil. Alcuni casi di danno epatocellulare sono stati correlati al verapamil mediante la tecnica del “rechallenge”; metà di questi casi presentavano sintomi clinici (malessere, febbre e/o dolore al quadrante superiore destro) oltre ad un aumento della SGOT, della SGPT e della fosfatasi alcalina. E’, quindi, consigliabile un monitoraggio periodico della funzionalità epatica in pazienti trattati con verapamil.

Via di conduzione accessoria(Wolff-Parkinson-White o Lown-Ganong-Levine): pazienti affetti da flutter o fibrillazione atriale parossistici e/o cronici e con una coesistente via AV accessoria hanno sviluppato un aumento della conduzione anterograda attraverso la via accessoria che bypassa il nodo AV determinando una risposta ventricolare molto rapida o fibrillazione ventricolare dopo aver ricevuto verapamil o digitale per via endovenosa. Sebbene questo fenomeno non sia stato segnalato con il verapamil per via orale, esso deve essere considerato un rischio potenziale.

Il trattamento, di solito, consiste nella cardioversione a corrente continua. La cardioversione è stata usata con sicurezza ed efficacia dopo la somministrazione di VERAPAMIL ANGENERICO.

Blocco atrioventricolare: l’effetto del verapamil sulla conduzione AV e sul nodo SA può condurre ad un blocco AV asintomatico di I grado ed a transitoria bradicardia, talvolta accompagnati da ritmi di scappamento nodale. Il prolungamento del tratto PR è correlato con le concentrazioni plasmatiche di verapamil, specialmente durante la fase di titolazione iniziale della terapia. Tuttavia gradi più elevati del blocco AV sono stati osservati di rado. Il blocco di I grado grave o l’evoluzione progressiva al blocco AV di II o III grado richiede una riduzione della dose o, in casi rari, la sospensione della terapia con verapamil e l’istituzione di una terapia appropriata a seconda della situazione clinica.

Uso in pazienti con alterata funzione epatica: dato che il verapamil viene notevolmente metabolizzato dal fegato, esso deve essere somministrato con cautela in pazienti con alterata funzione epatica. Una grave disfunzione epatica prolunga l’emivita d’eliminazione del verapamil a circa 14-16 ore; di conseguenza, ai suddetti pazienti deve essere somministrato il 30% della dose abituale per pazienti con normale funzionalità epatica. Bisogna adottare un accurato monitoraggio per riconoscere un anormale prolungamento dell’intervallo PR od altri segni di effetti farmacologici eccessivi.

Uso in pazienti con alterata funzione renale: circa il 70% di una dose somministrata di verapamil viene escreto sotto forma di metaboliti nell’urina. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati, verapamil deve essere somministrato con cautela a pazienti con alterata funzione renale. Questi pazienti devono essere seguiti accuratamente per accertare un eventuale prolungamento dell’intervallo PR od altri segni di sovradosaggio.

Uso pediatrico: non è stata accertata la sicurezza e l’efficacia di VERAPAMIL ANGENERICO 80mg compresse rivestite, nella prima infanzia. Non è stata accertata la sicurezza e l’efficacia di VERAPAMIL ANGENERICO 120mg compresse a rilascio prolungato in ragazzi di età inferiore a 18 anni

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Interazioni

Digitale: l’impiego clinico del verapamil in pazienti digitalizzati ha dimostrato che l’associazione è ben tollerata se le dosi di digossina sono adeguatamente regolate. Il trattamento cronico con verapamil può aumentare i livelli di digossina del siero del 50 - 75% durante la prima settimana di terapia, il che può provocare una tossicità digitalica. Le dosi di mantenimento di digitale devono essere ridotte quando si somministra verapamil e bisogna controllare accuratamente il paziente, per evitare un’iper- od ipodigitalizzazione.

Ogni volta che si sospetta un’iperdigitalizzazione, bisogna ridurre o sospendere temporaneamente la dose di digossina.

Dopo la sospensione di VERAPAMIL ANGENERICO il paziente deve essere riesaminato per evitare un’ipodigitalizzazione.

Farmaci anti-ipertensivi: verapamil somministrato contemporaneamente ad altri farmaci antiipertensivi orali (per esempio vasodilatatori, ACE-inibitori, diuretici, b-bloccanti) di solito ha un effetto additivo sull’abbassamento della pressione arteriosa. I pazienti trattati con queste associazioni devono essere adeguatamente controllati.

In uno studio, la contemporanea somministrazione di verapamil e prazosina ha determinato un’eccessiva caduta della pressione.

Disopiramide: fino a quando non saranno ottenuti dati sulle possibili interazioni tra verapamil e disopiramide fosfato, la disopiramide non deve essere somministrata nelle 48 ore precedenti o 24 ore seguenti la somministrazione di verapamil.

Nitrati: verapamil è stato somministrato in concomitanza con nitrati ad azione di breve e lunga durata, senza alcuna interazione farmacologica indesiderabile. Il profilo farmacologico di entrambi i farmaci e l’esperienza clinica indicano che le interazioni sono positive.

Cimetidina: due sperimentazioni cliniche hanno dimostrato assenza di una significativa interazione con la cimetidina. Un terzo studio ha dimostrato che la cimetidina riduceva laclearance del verapamil ed aumentava l’emivita di eliminazione.

Litio: la terapia orale con verapamil può provocare un abbassamento dei livelli sierici di litio in pazienti che ricevono una terapia orale, stabile, cronica, con litio. Si può rendere necessaria una regolazione della dose di litio.

Carbamazepina: la terapia con verapamil può aumentare le concentrazioni di carbamazepina durante la terapia di associazione.

Rifampicina: la terapia con rifampicina può ridurre notevolmente la biodisponibilità del verapamil.

Anestetici: i dati clinici e le sperimentazioni  sull’animale indicano che verapamil può potenziare l’attività di bloccanti neuromuscolari e di anestetici da inalazione.

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Effetti indesiderati

Effetti indesiderati gravi sono insoliti se la terapia con VERAPAMIL ANGENERICO viene iniziata aumentando progressivamente la dose fino alla dose massima consigliata. Le sottoelencate reazioni al verapamil somministrato per via orale si sono verificate in misura superiore all’1% oppure in percentuali inferiori ma chiaramente in relazione al farmaco, nelle sperimentazioni cliniche.

Stitichezza: 8,4%; vertigini: 3,5%; nausea: 2,7%; ipotensione: 2,5%; edema: 2,1%: cefalea: 1,9%; scompenso cardiaco/edema polmonare: 1,8%; astenia: 1,7%; bradicardia (FC<50/min) 1,4%; blocco AV totale del I-II-III grado 1,3%; solo blocco di III grado 0,8%; vampe di calore 0,1%.

In sperimentazioni cliniche relative al controllo della risposta ventricolare in pazienti digitalizzati che avevano fibrillazione o flutter atriali, una frequenza ventricolare inferiore a 50/min. a riposo è stata verificata nel 15% dei pazienti ed ipotensione asintomatica nel 5% dei pazienti.

I seguenti effetti collaterali, riferiti nell’1% o meno dei pazienti si sono verificati in condizioni (sperimentazioni cliniche aperte, esperienze post-marketing) in cui un rapporto di causa/effetto è incerto; essi vengono riferiti per avvisare il medico in merito ad un possibile rapporto:

cardiovascolari: angina pectoris, dolore toracico, claudicatio, infarto miocardico, palpitazione, porpora (vasculite), sincope.

sistema digerente: diarrea, secchezza delle fauci

ematici e linfatici: ecchimosi od abrasioni.

sistema nervoso: accidenti cerebro-vascolari, confusione, disturbi dell’equilibrio, insonnia, crampi muscolari, parestesie, sintomi psicotici, tremore, sonnolenza.

respiratori: dispnea.

cutanei: eruzioni cutanee, esantemi, perdita dei capelli, ipercheratosi, chiazze, sudorazioni, orticaria.

organi di senso: offuscamento della visione.

urogenitali: ginecomastia, impotenza, aumentata frequenza della minzione, perdite intermestruali.

E, inoltre, stata segnalata artralgia

Trattamento di effetti collaterali cardiovascolari acuti: la frequenza di effetti collaterali cardiovascolari che richiedano una terapia è rara; quindi l’esperienza con il loro trattamento è limitata. Ogni volta che si verificano un’ipotensione grave od un blocco AV completo dopo somministrazione orale di verapamil, bisogna applicare immediatamente le misure d’urgenza appropriate, per es. somministrazione endovenosa di isoproterenolo, norepinefrina, atropina (tutti alle dosi abituali) o gluconato di calcio (soluzione al 10%). Se è necessario un ulteriore sostegno, si possono somministrare farmaci inotropi negativi (dopamina o dobutamina). Il trattamento e la dose devono dipendere dalla gravità e dalla situazione clinica nonché dal giudizio e dall’esperienza del medico curante.

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Gravidanza e allattamento

Non sono state effettuate sperimentazioni adeguate e ben controllate in donne gravide;  poiché gli studi sulla riproduzione nell’animale non sono sempre in grado di far prevedere la risposta nell’uomo, l’uso del farmaco deve essere possibilmente evitato nel primo trimestre di gravidanza; nell’ulteriore periodo, il farmaco deve essere usato solo se strettamente necessario.

Verapamil viene secreto nel latte umano. A causa della possibilità di effetti collaterali dovuti al verapamil nei lattanti, bisogna sospendere l’allattamento durante la somministrazione del verapamil.

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Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 30°C

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Malattie Collegate: 3

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Questo farmaco è disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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