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ANTIDEPRESSIVI

CITALOPRAM MG

28CPR RIV20MG

MYLAN SpA

Descrizione prodotto

CITALOPRAM MG*28CPR RIV20MG

Principio attivo

CITALOPRAM BROMIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIDEPRESSIVI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

6.80


Codice ATC livello 5:
N06AB04

Codice AIC:
36046047


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento di episodi depressivi maggiori.

Trattamento di crisi di panico con o senza agorafobia.

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Composizione

Ogni compressa contiene citalopram bromidrato equivalente a 20 mg di citalopram.

Eccipienti: 53,28 mg lattosio monoidrato

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa

Lattosio monoidrato

Amido di mais

Cellulosa microcristallina

Povidone

Crospovidone

Magnesio stearato

Rivestimento delle compresse

Titanio diossido (E171)

Lattosio monoidrato

Macrogol 4000

Ipromellosa (E464)

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Controindicazioni

Ipersensibilità al citalopram o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Inibitori delle monoaminossidasi

Citalopram non deve esser usato in combinazione con MAO-inibitori. Citalopram non deve essere somministrato nei 14 giorni successivi all’interruzione del trattamento con un MAO-inibitore irreversibile o per il periodo specificato nelle relative istruzioni prescrittive del RIMA dopo l’interruzione di un MAO-inibitore reversibile (RIMA) . Almeno 7 giorni devono intercorrere tra l’interruzione del trattamento con citalopram e l’inizio di una terapia con MAO-inibitori sia irreversibili che reversibili (vedere anche paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione).

5-HT agonisti

Si ritiene che gli effetti serotoninergici del sumatriptan siano aumentati dagli SSRI. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori evidenze si consiglia di non usare citalopram in associazione con 5-HT-agonisti come il sumatriptan.

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Posologia

Citalopram deve essere somministrato come dose singola orale al mattino oppure alla sera. Le compresse possono essere assunte con o senza cibo ma con liquidi.

Adulti

Trattamento di episodi depressivi maggiori

La dose usuale è di 20 mg di citalopram una volta al giorno, con una dose massima consigliata di 60 mg/die. La dose dipenderà dalla risposta individuale del paziente. Dopo l’inizio del trattamento non ci si deve aspettare un effetto antidepressivo per almeno due settimane. Il trattamento deve continuare fino a che il paziente rimanga asintomatico per almeno 4-6 mesi per dare un’adeguata protezione contro possibili ricadute.

Trattamento di crisi di panico

Si raccomanda una dose singola giornaliera di 10 mg per la prima settimana. Successivamente la dose può essere aumentata a 20 mg/die. Si può continuare ad aumentare la dose fino a 60 mg/die, secondo la risposta individuale del paziente. L’efficacia massima si raggiunge dopo 3 mesi. Può essere necessario continuare il trattamento per diversi mesi.

Anziani

Trattamento di episodi depressivi maggiori

La dose giornaliera raccomandata è di 10 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata fino ad un massimo di 30 mg/die a seconda della risposta individuale.

Trattamento di crisi di panico

La dose giornaliera raccomandata è di 10 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata fino ad un massimo di 40 mg/die a seconda della risposta individuale.

Assunzione da parte dei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni

Citalopram non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego)

Ridotta funzionalità epatica:

I pazienti con compromissione della funzionalità epatica devono ricevere una dose iniziale di 10 mg/die. In questi pazienti la dose non deve superare i 30 mg. Questi pazienti devono essere clinicamente monitorati.

Ridotta funzionalità renale:

Un aggiustamento della dose non è necessario in pazienti con disfunzioni renali lievi o moderate. Non sono disponibili informazioni per casi di grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina < 20 ml/minuto).

Lenti metabolizzatori CYP2C19

Per i lenti metabolizzatori CYP2C19 noti, per le prime due settimane di terapia si raccomanda una dose iniziale di 10 mg/die. A seconda del risultato della terapia la dose potrà quindi essere portata a 20 mg (vedere paragrafo 5.2).

Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento

È necessario evitare una sospensione improvvisa della somministrazione. Quando si decide la sospensione della terapia con citalopram, la dose deve essere gradualmente ridotta lungo un periodo di almeno una o due settimane al fine di ridurre il rischio di reazioni da astinenza (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego e 4.8 Effetti indesiderati). In presenza di sintomi insostenibili a seguito di una diminuzione della dose o di sospensione della terapia, è possibile prendere in considerazione la possibilità di tornare a somministrare la dose prescritta in precedenza. In seguito il medico potrà continuare a diminuire la dose, ma in maniera più graduale.

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Avvertenze e precauzioni

Assunzione da parte di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni

Citalopram non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggior frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Diabete

In pazienti diabetici il trattamento con SSRI può alterare il controllo glicemico. Può essere necessario aggiustare il dosaggio dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali.

Attacchi epilettici

Attacchi epilettici sono un potenziale rischio con l’uso di farmaci antidepressivi. Il farmaco deve essere interrotto se nel paziente si manifesta un attacco epilettico. Citalopram deve essere evitato in pazienti con epilessia instabile ed i pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati. Citalopram deve essere interrotto se si verifica un aumento nella frequenza di crisi epilettiche.

Terapia elettroconvulsivante (ECT)

L’esperienza clinica relativa alla somministrazione contemporanea di ECT e citalopram è limitata, pertanto si raccomanda cautela.

Mania

Citalopram deve essere usato con cautela in pazienti con anamnesi di mania/ipomania. Citalopram deve essere interrotto se il paziente entra in una fase maniacale.

Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento del quadro clinico

La depressione è associata ad un aumento del rischio di ideazione suicidaria, autolesionismo e suicidio (suicidio - eventi correlati). Questo rischio persiste fino a quando non si verifichi una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere attentamente controllati fino a quando non si verifichi tale miglioramento. È esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio possa aumentare nelle prime fasi precoci di miglioramento.

Anche altre patologie psichiatriche per le quali viene prescritto citalopram possono essere associate ad un aumento nel rischio di suicidio - eventi correlati. Inoltre, può esservi co-morbilità di tali patologie con la depressione maggiore. Le stesse precauzioni osservate nella terapia dei pazienti affetti da depressione maggiore devono pertanto essere osservate nella terapia dei pazienti affetti da altre patologie psichiatriche. 

I pazienti con anamnesi positiva di eventi correlati al suicidio o coloro che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio della terapia sono maggiormente a rischio di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante la terapia. Una metaanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo nella terapia dei disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologica con antidepressivi, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e a seguito di variazioni del dosaggio, deve sempre essere associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolar modo di quelli ad alto rischio. I pazienti (e le persone che si prendono cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di monitorare ogni peggioramento clinico, l’insorgenza di comportamento e/o ideazione suicidari e modifiche inusuali del comportamento e di rivolgersi immediatamente al medico curante qualora tali sintomi si presentino.

Psicosi

Il trattamento di pazienti psicotici con episodi depressivi può aumentare i sintomi psicotici.

Emorragie

Con gli SSRI sono state segnalate anomalie della coagulazione quali ecchimosi, porpora, emorragie ginecologiche, sanguinamento gastrointestinale ed altri sanguinamenti cutanei o mucosi. Cautela è consigliata in pazienti che assumono citalopram particolarmente in caso di concomitante uso di anticoagulanti orali, di sostanze che possono influenzare la funzionalità piastrinica o altre sostanze che possono aumentare il rischio di emorragie (ad es.: antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico e farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), ticlopidina e dipiridamolo) e così pure in pazienti con anamnesi di disturbi della coagulazione.

Sindrome serotoninergica

In rari casi è stata riportata una sindrome serotoninergica in pazienti trattati con SSRI. Un’associazione di sintomi quali agitazione, tremore, mioclono ed ipertermia può indicare lo sviluppo di questa condizione. Il trattamento con citalopram deve essere immediatamente interrotto ed iniziata una terapia sintomatica.

Citalopram non deve essere usato in associazione con prodotti medicinali con effetto serotoninergico come tramadolo, triptofano, ossitriptano, sumatriptan o altri triptani.

Iponatremia

Iponatremia e la sindrome dell’inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH) sono state riportate raramente, principalmente negli anziani e generalmente sono reversibili dopo l’interruzione della terapia.

Erba di S. Giovanni

Gli effetti indesiderati possono essere più comuni durante l’uso concomitante di citalopram e preparazioni erboristiche contenenti l’Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum). Pertanto citalopram e le preparazioni contenenti l’Erba di S. Giovanni non devono essere assunte contemporaneamente (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”).

Acatisia/agitazione psicomotoria

L’utilizzo di SSRI/SNRI è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da irrequietezza soggettivamente spiacevole od angosciante e necessità di muoversi spesso accompagnata da incapacità di sedersi o restare immobile. È più probabile che tali sintomi si presentino entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano tali sintomi, l’aumento del dosaggio può essere dannoso.

Sintomi da sospensione osservati in seguito all’interruzione del trattamento

Alla sospensione del trattamento è comune l’insorgenza di sintomi da astinenza, in particolar modo se la sospensione è improvvisa (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).

Il rischio di sintomi da astinenza può dipendere da vari fattori, comprese durata e dosaggio della terapia e velocità di riduzione del dosaggio. A seguito di sospensione della terapia con SSRI/SNRI sono stati riferiti vertigini, disturbi sensoriali (compresa parestesia e sensazioni di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresa insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremori, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente tali sintomi sono da lievi a moderati; tuttavia, in alcuni pazienti essi possono essere di grave intensità. Essi compaiono solitamente entro i primi giorni dalla sospensione del trattamento; sono stati tuttavia riferiti casi molto rari di sintomi da astinenza in pazienti che avevano inavvertitamente dimenticato di assumere una dose. In generale tali sintomi sono autolimitanti e si risolvono solitamente entro 2 settimane, sebbene in alcuni pazienti essi possano prolungarsi (2-3 mesi o più). Qualora si debba sospendere il trattamento si consiglia pertanto di ridurre gradualmente il dosaggio di citalopram lungo un periodo di varie settimane o mesi, conformemente alle necessità del paziente (vedere "Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento", paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

Devono essere considerati i fattori che possono influenzare la disposizione di un metabolita secondario del citalopram (didemetilcitalopram), poiché aumentati livelli di tale metabolita possono teoricamente prolungare gli intervalli QTc in soggetti sensibili. Tuttavia nel monitoraggio dell’ECG di 2500 pazienti negli studi clinici, inclusi 277 con pre-esistenti patologie cardiache, non sono stati osservati cambiamenti clinicamente significativi.

L’uso di citalopram in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina minore di 20 ml/min) non è raccomandato poiché nessuna informazione è disponibile sull’uso in questi pazienti (vedere paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”).

In caso di compromissione della funzionalità epatica, si raccomanda una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”) e la funzionalità epatica deve essere attentamente monitorata.

Le compresse contengono lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp Lattasi o malassorbimento del glucosio-galattosio non devono prendere questo farmaco.

Alcuni pazienti con crisi di panico, presentano un effetto ansiogeno iniziale quando iniziano la farmacoterapia. Una ridotta dose iniziale (vedere paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”) riduce il rischio di tale effetto.

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Interazioni

Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO): casi di reazioni gravi e a volte fatali sono stati riportati in pazienti in trattamento con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) in combinazione con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), incluso l’IMAO irreversibile selettivo selegilina e l’IMAO reversibile selettivo moclobemide (RIMA).

Alcuni casi si presentano con caratteristiche simili a quelle di una sindrome serotoninergica. I sintomi di un’interazione con IMAO comprendono: ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità del sistema nervoso autonomo, con possibili rapide fluttuazioni dei parametri vitali, cambiamenti dello stato mentale che includono confusione, irritabilità ed estrema agitazione che può evolversi in delirio e coma.

Pertanto, Citalopram non deve esser usato in combinazione con MAO-inibitori o non deve essere somministrato nei 14 giorni successivi all’interruzione del trattamento con un MAO-inibitore irreversibile o per il periodo specificato nelle relative istruzioni prescrittive (RIMA)dopo l’interruzione di un MAO-inibitore reversibile. Almeno 7 giorni devono intercorrere tra l’interruzione del trattamento con citalopram e l’inizio di una terapia con MAO-inibitori sia irreversibili che reversibili (vedere paragrafo 4.3).

Linezolid, un antibiotico con proprietà simili a quelle di un MAO-inibitore reversibile e non selettivo, non deve essere somministrato contemporaneamente al Citalopram. Quando l’utilizzo di linezolid è comunque urgente e quando il periodo di sospensione di una settimana dal trattamento con Citalopram non è stato rispettato, la terapia con linezolid può iniziare sotto un attento controllo medico della funzionalità cardiaca e degli altri sintomi correlati alla sindrome serotoninergica.

Il metabolismo del citalopram è solo parzialmente dipendente dall’isoenzima CYP2D6 del citocromo epatico P450 e a differenza di alcuni altri SSRI, citalopram è solo un debole inibitore di questo importante sistema enzimatico che coinvolge il metabolismo di molti farmaci (inclusi: antiaritmici, neurolettici, beta-bloccanti, TCA ed alcuni SSRI). Il legame proteico è relativamente basso (< 80%). Queste proprietà conferiscono al citalopram un basso potenziale per interazioni farmacologiche clinicamente significative.

Alcool: l’associazione tra alcool e citalopram è sconsigliabile. Tuttavia studi clinici non hanno evidenziato interazioni farmacodinamiche negative tra citalopram ed alcool.

Farmaci serotoninergici: l’associazione con serotoninergici (ad es.: tramadolo, triptofano, ossitriptano, sumatriptan ed altri triptani) può condurre ad una sindrome serotoninergica. In combinazione con i triptani esiste il rischio potenziale di vasocostrizione coronarica ed anche di ipertensione. Pertanto l’uso simultaneo di citalopram e di queste sostanze attive non è raccomandato (vedere 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”).

Litio: non vi sono interazioni farmacocinetiche tra litio e citalopram. Tuttavia sono stati segnalati casi di sindrome serotoninergica quando gli SSRI vengono somministrati in associazione con litio e pertanto il loro uso concomitante deve essere intrapreso con cautela; un più attento ed assiduo controllo clinico è richiesto.

L’associazione di citalopram e metoprololo (substrato del CYP2D6) comporta un raddoppio dei livelli plasmatici di metoprololo. Non sono stati osservati effetti clinicamente significativi sulla pressione sanguigna o sulla frequenza cardiaca.

In uno studio farmacocinetico non sono stati evidenziati effetti sui livelli di citalopram o di imipramina, benché il livello della desipramina, metabolita primario dell’imipramina, risultasse aumentato. Quando la desipramina è associata al citalopram è stato osservato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di desipramina. Può essere necessaria una riduzione della dose di desipramina.

La cimetidina, noto inibitore enzimatico, ha causato un lieve aumento dei livelli medi di citalopram nello “steady state”. Si raccomanda pertanto cautela quando si somministrano dosi elevate di citalopram in associazione con alte dosi di cimetidina.

Citalopram e le preparazioni erboristiche dell’Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) possono dare interazioni, con conseguente aumento degli effetti indesiderati.

Non sono state osservate interazioni farmacodinamiche negli studi clinici in cui citalopram è stato somministrato in associazione con benzodiazepine, neurolettici, analgesici, litio, alcool, antistaminici, anti-ipertensivi, beta-bloccanti ed altri farmaci cardiovascolari.

Si richiede cautela nei pazienti trattati contemporaneamente con anticoagulanti, sostanze attive note per aver effetto sulla funzione piastrinica, o altri medicinali che possono aumentare il rischio di emorragia (ad es.: FANS, acido acetilsalicilico, dipiridamolo, ticlopidina, antipsicotici atipici, fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici) (vedere sezione 4.4 “Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego”).

L’esperienza con citalopram non ha rivelato interazioni clinicamente rilevanti con i neurolettici. Tuttavia come per gli altri SSRI la possibilità di interazioni farmacodinamiche non può essere esclusa.

L’assorbimento e le altre proprietà farmacocinetiche del citalopram non sono risultate influenzate dal cibo.

Allungamento dell’intervallo QT: è richiesta cautela nell’utilizzo contemporaneo di altri medicinali che allungano l’intervallo QT o farmaci che inducono ipokaliemia/ipomagnesiemia dato che anch’essi, come il citalopram, allungano l’intervallo QT.

Convulsioni: gli SSRI possono abbassare la soglia convulsiva. È richiesta cautela nell’utilizzo contemporaneo di altri medicinali in grado di abbassare la soglia convulsiva [per es antidepressivi (triciclici, SSRI), neurolettici (fenotiazine, tioxanteni e butirrofenoni), meflochina, bupropione e tramadolo.

Escitalopram: il metabolismo dell’escitalopram è mediato principalmente dal CYP2C19. Anche CYP3A4 e CYP2D6 possono contribuire, anche se con portata minore. Il metabolismo del metabolita principale S-DCT (escitalopram demetilato) sembra essere parzialmente catalizzato dal CYP2D6.

La somministrazione contemporanea di escitalopram ed omeprazolo (un inibitore del CYP2C19) 30 mg una volta al giorno ha causato un moderato aumento (50% circa) nelle concentrazioni plasmatiche di escitalopram.

Pertanto deve essere esercitata cautela nell’utilizzo contemporaneo ad inibitori del CYP2C19 (per es. omeprazolo, esomeprazolo, fluvoxamina, lansoprazolo, ticlopidina) o cimetidina. Sulla base del controllo degli effetti indesiderati durante la somministrazione contemporanea di altra terapia può essere necessaria una riduzione nella dose di citalopram.

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Effetti indesiderati

Gli effetti avversi osservati con citalopram sono in genere lievi e transitori. Essi sono più frequenti durante la prima o le prime due settimane di trattamento e di solito si attenuano al miglioramento dello stato depressivo.

Studi epidemiologici condotti principalmente su pazienti di 50 anni d’età e più anziani, mostrano un aumento del rischio di fratture ossee in pazienti che assumono SSRIs e TCAs. Il meccanismo che determina questo rischio non è noto.

Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento

La sospensione di SSRI/SNRI (particolarmente quando essa è improvvisa) causa comunemente l’insorgere di sintomi da sospensione. Sono stati riferiti vertigini, disturbi sensoriali (compresa parestesia e sensazioni di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresa insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremori, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente tali eventi sono da lievi a moderati e sono autolimitanti; tuttavia, in alcuni pazienti essi possono essere gravi e/o prolungati. Qualora la terapia con citalopram non sia più necessaria si consiglia pertanto di sospenderlo con gradualità riducendo gradualmente il dosaggio (vedere paragrafi 4.2 Posologia e modo di somministrazione e 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

  Molto comuni (≥1/10) Comuni (>1/100 a <1/10) Non comuni (>1/1000 a <1/100) Rari (>1/10.000 a ≤1/1000) Non conosciuti 
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Diminuzione o aumento di peso      
Disturbi psichiatrici    Sonnolenza, insonnia, agitazione, nervosismo. Disturbi del sonno, concentrazione alterata, sogni anormali, amnesia, ansia, libido diminuita, aumento dell’appetito, anoressia, apatia, confusione. Euforia, aumento della libido.   Allucinazioni, mania, depersonalizzazione, attacchi di panico (questi sintomi possono essere dovuti alla malattia). Casi di ideazione suicidaria e di comportamenti suicidari sono stati rilevati durante il trattamento con citalopram o subito dopo la sua interruzione (vedere Paragrafo 4.4)
Patologie del sistema nervoso Cefalea, tremore, vertigini. Emicrania, parestesia. Disturbi extrapiramidali, convulsioni. Acatisia (vedere paragrafo 4.4). Sindrome da serotonina. Coreoatetosi
Patologie cardiache Palpitazioni Tachicardia Bradicardia Casi di allungamento del QT riferiti in fase post marketing Aritmie sopraventricolari e ventricolari.
Patologie vascolari   Ipotensione posturale, ipotensione, ipertensione.   Anomalie emorragiche come ecchimosi, porpora, emorragia gastrointestinale, ginecologica, mucosale e cutanea (vedere paragrafo 4.4). Iponatriemia e sindrome SIADH prevalentemente nell’anziano (vedere paragrafo 4.4)  
Patologie gastrointestinali Nausea, secchezza delle fauci, stitichezza, diarrea. Dispepsia, vomito, dolori addominali, flatulenza, aumento della salivazione.      
Patologie renali e urinarie   Disturbi della minzione, poliuria.      
Patologie epatobiliari     Aumentati valori degli enzimi epatici.   Colestasi
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Rinite, sinusite. Tosse.    
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Mancata eiaculazione, anorgasmia femminile, dismenorrea, impotenza.     Galattorrea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Sudorazione aumentata. Rash, prurito. Fotosensibilità.   Angioedema.
Patologie dell’occhio Accomodazione anormale. Anomalie della visione.      
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Tinnito.    
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Mialgia.   Artralgia.
Patologie sistemiche Astenia. Affaticamento, sbadiglio, anomalie del gusto. Reazioni allergiche, sincope, malessere.   Reazioni anafilattoidi.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

I dati sull’uso di citalopram in gravidanza sono limitati. Studi nei ratti hanno mostrato effetti teratogeni ad alte dosi che hanno causato tossicità alla madre (vedere paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Citalopram deve essere usato in gravidanza solo se considerato chiaramente necessario.

Qualora l’utilizzo materno di citalopram sia continuato durante le fasi più avanzate della gravidanza, e particolarmente nel terzo trimestre, i neonati si devono mantenere in osservazione. Durante la gravidanza è necessario evitare una sospensione improvvisa della somministrazione.

Dopo l’utilizzo materno di SSRI/SNRI nelle fasi più avanzate della gravidanza nel neonato possono presentarsi i sintomi seguenti: distress respiratorio, cianosi, apnea, convulsioni, instabilità della temperatura corporea, difficoltà di allattamento, vomito, ipoglicemia, ipertono, ipotono, iperiflessia, tremori, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto costante, sonnolenza e difficoltà del sonno. Tali sintomi possono essere dovuti sia agli effetti serotoninergici che ai sintomi da astinenza. Nella maggior parte dei casi le complicazioni iniziano immediatamente o poco dopo (< 24 ore) il parto.

Dati epidemiologici indicano che l’uso di farmaci SSRI durante la gravidanza, in particolare nell’ultimo periodo della gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmone persistente nel neonato (PPHN). Il rischio osservato è stato di circa 5 casi per 1000 gravidanze. Nella popolazione generale si verificano da 1 a 2 casi di PPHN per 1000 gravidanze.

Allattamento

Citalopram viene escreto in piccole quantità nel latte. I vantaggi dell’allattamento al seno devono superare i potenziali effetti indesiderati per il bambino.

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Conservazione

Il prodotto non richiede nessuna particolare precauzione per la conservazione.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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