Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Salute e benessere > Risultato Ricerca Farmaci

VITAMINA K ED ALTRI EMOSTATICI

ADVATE

FL 3000UI+FL SOLV 5ML

BAXTER SpA

Descrizione prodotto

ADVATE*FL 3000UI+FL SOLV 5ML

Principio attivo

OCTOCOG ALFA (FATTORE VIII DI COAGULAZIONE, RICOMBINANTE)

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

VITAMINA K ED ALTRI EMOSTATICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

3713.42


Codice ATC livello 5:
B02BD02

Codice AIC:
36160063


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


nascondi

Indicazioni terapeutiche

Trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti affetti da emofilia A (deficit congenito di fattore VIII).

ADVATE non contiene fattore von Willebrand in quantità farmacologicamente efficace e pertanto non è indicato nel trattamento della malattia di von Willebrand.

nascondi

Composizione

Ciascun flaconcino contiene nominalmente 3000 UI* fattore VIII della coagulazione umano (rDNA), octocog alfa**.

Dopo ricostituzione, ciascun ml di soluzione iniettabile contiene approssimativamente 600 UI di octocog alfa.

* Il titolo (UI) viene determinato per mezzo del test cromogenico confrontato con uno standard interno riferito allo standard WHO. L’attività specifica è di circa 4.000-10.000 UI/mg di proteina.

** fattore VIII della coagulazione umano ottenuto con la tecnologia del DNA ricombinante da cellule di ovaio di criceto cinese (CHO).

Preparato senza l’aggiunta di alcuna proteina (esogena) umana o animale sia durante il processo della coltura cellulare, sia durante il processo di purificazione, sia nella formulazione finale.

Eccipienti: 0,45 mmol di sodio (10 mg) per flaconcino

Per un elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

nascondi

Eccipienti

Polvere

Mannitolo

Sodio cloruro

Istidina

Trealosio

Calcio cloruro

Trometamolo

Polisorbato 80

Glutatione (ridotto)

Solvente

Acqua per preparazioni iniettabili

nascondi

Controindicazioni

Ipersensibilità alla sostanza attiva o a uno qualsiasi degli eccipienti o alle proteine murine o di criceto.

nascondi

Posologia

Il trattamento deve essere iniziato sotto il controllo di un medico specializzato nel trattamento dell’emofilia.

Posologia

La posologia e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità del deficit di fattore VIII, dalla sede e dall’entità dell’emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente.

Trattamento

La dose di fattore VIII (FVIII) viene espressa in Unità Internazionali (UI), riferite allo standard WHO per i concentrati di fattore VIII. L’attività plasmatica del fattore VIII è espressa sia in percentuale (riferita al plasma umano normale) sia in unità internazionali (riferite allo standard internazionale per il fattore VIII plasmatico).

Una UI di attività di fattore VIII è equivalente alla quantità di fattore VIII contenuta in un ml di plasma umano normale. La stima della dose richiesta di fattore VIII si basa sulla considerazione empirica che 1 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo aumenta l’attività plasmatica di fattore VIII di 2 UI/dl. La dose necessaria viene determinata per mezzo della seguente formula:

Unità (UI) richieste = peso corporeo (kg) x aumento di fattore VIII desiderato (%) x 0,5

Nell’eventualità dei seguenti episodi emorragici, l’attività di fattore VIII non deve scendere al di sotto dei livelli di attività plasmatica determinati (in % o in UI/dl) rispetto ai livelli normali nel periodo corrispondente. La seguente tabella 1 può essere utilizzata come riferimento per il dosaggio negli episodi emorragici ed in chirurgia:

Tabella 1 Guida per il dosaggio in episodi emorragi e in chirurgia
Gravità dell’emorragia/tipo di intervento chirurgico Livello di Fattore VIII richiesto (%) o (UI/dl) Frequenza delle somministrazioni (h)/durata della terapia (gg)
Emorragie
Emartro in fase precoce, emorragie intramuscolari o del cavo orale. 20-40 Ripetere l’iniezione ogni 12-24 ore (8-24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) per almeno 1 giorno fino a che, a cessazione del dolore, l’episodio emorragico sia risolto o si sia giunti a guarigione.
Emartri più estesi, emorragie intramuscolari o ematomi. 30-60 Ripetere l’iniezione ogni 12-24 ore (8-24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) per 3-4 giorni o più, fino alla scomparsa del dolore e dell’invalidità acuta.
Emorragie a rischio per la vita. 60-100 Ripetere l’iniezione ogni 8-24 ore (6-12 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) fino alla risoluzione dell’evento.
Interventi chirurgici
Minori (incluse le estrazioni dentarie) 30-60 Ogni 24 ore (12-24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni), per almeno 1 giorno, fino al raggiungimento della guarigione.
Maggiori 80-100 (pre- e post-intervento) Ogni 24 ore (12-24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni), per almeno 1 giorno, fino al raggiungimento della guarigione.

La dose e la frequenza della somministrazione devono essere adattate alla risposta clinica per ogni singolo caso. In certe circostanze (ad esempio, presenza di un inibitore a basso titolo) possono essere necessarie dosi maggiori di quelle calcolate usando la formula.

Durante il trattamento è consigliabile eseguire una adeguata determinazione dei livelli di fattore VIII plasmatico per stabilire la dose da somministrare e la frequenza delle iniezioni. In particolare, in caso di interventi chirurgici maggiori, è indispensabile eseguire un attento monitoraggio della terapia sostitutiva per mezzo della determinazione dell’attività plasmatica del fattore VIII. La risposta verso il fattore VIII può variare a seconda del singolo paziente, mostrando livelli differenti di recupero in vivo e differente emivita.

Profilassi

Per la profilassi antiemorragica a lungo termine in pazienti affetti da emofilia A grave, le dosi usuali sono di 20-40 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo ad intervalli di 2-3 giorni. Nei pazienti di età inferiore a 6 anni si raccomandano dosi di 20-50 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo 3-4 volte alla settimana.

I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di inibitore del fattore VIII. Nel caso in cui non si raggiungano i livelli di attività di fattore VIII plasmatico desiderati o se l’emorragia non è controllata con una dose adeguata, deve essere effettuato un test per determinare la presenza dell’inibitore del fattore VIII . Nei pazienti con elevati livelli di inibitore, la terapia sostitutiva con fattore VIII può non risultare efficace per cui devono essere prese in considerazione altre opzioni terapeutiche. Il trattamento di tali pazienti deve essere effettuato sotto la responsabilità di medici con esperienza nel trattamento dell’emofilia (Vedere il paragrafo 4.4).

Metodo di somministrazione

ADVATE deve essere somministrato per via endovenosa. In caso di somministrazione da parte di personale non sanitario è necessario un training appropriato.

È necessario determinare la velocità di somministrazione, in modo da non creare disagio al paziente, fino ad un massimo di 10 ml/min.

Nell’interesse dei pazienti, si raccomanda che ogni volta che si somministra ADVATE, il nome e il numero di lotto del prodotto vengano registrati.

Per le istruzioni per la ricostituzione prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6

nascondi

Avvertenze e precauzioni

Come con tutti i medicinali a base di proteine per uso endovenoso, sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. Il prodotto contiene tracce di proteine murine e di criceto. I pazienti devono essere informati circa le reazioni da ipersensibilità di tipo immediato che comprendono eruzione cutanea, prurito, orticaria generalizzata, angioedema, ipotensione (es. capogiri o sincope), shock e stress respiratorio acuto (es. costrizione toracica, dispnea). Se insorgono tali sintomi, i pazienti devono interrompere immediatamente il trattamento e contattare il proprio medico. In caso di shock anafilattico devono essere osservate le procedure mediche per il trattamento dello shock (vedere il paragrafo 4.8).

La formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) verso il fattore VIII rappresenta una complicanza nota nel trattamento di soggetti affetti da emofilia A. Tali inibitori sono generalmente IgG dirette contro l’attività procoagulante del fattore VIII, e sono quantificate in Unità Bethesda (UB) per ml di plasma per mezzo del test Bethesda modificato. In pazienti che sviluppano inibitori del fattore VIII, le condizioni possono manifestarsi come un’insufficiente risposta clinica. In tali casi, è raccomandato che venga contattato un centro emofilia specializzato. Il rischio di sviluppare inibitori è correlato al tempo di esposizione al fattore VIII, essendo maggiore entro i primi 20 giorni di esposizione, e ad altri fattori genetici e ambientali. Raramente gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni dall’esposizione. Casi di comparsa di inibitore ricorrente (a basso titolo) sono stati osservati a seguito del passaggio da un prodotto a base di fattore VIII ad un altro, in pazienti già in precedenza trattati con più di 100 giorni di esposizione e con una storia di sviluppo di inibitori. I pazienti trattati con fattore VIII della coagulazione devono essere sottoposti ad osservazioni cliniche e ad attento monitoraggio per evidenziare lo sviluppo di inibitori mediante adeguati test di laboratorio (vedere il paragrafo 4.8).

Dopo ricostituzione questo medicinale contiene 0,45 mmol di sodio (10 mg) per flaconcino. Bisogna tenerne conto in caso di pazienti sottoposti a dieta iposodica.

nascondi

Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione con ADVATE.

nascondi

Effetti indesiderati

Come con qualsiasi prodotto a base di proteine per via endovenosa, possono insorgere reazioni da ipersensibilità di tipo allergico (vedere paragrafo 4.4).

Nel corso di studi clinici con ADVATE sono state riportate in totale 56 reazioni avverse da farmaco (ADR) in 27 pazienti su 234 trattati. Le ADR riportate nella maggior parte dei pazienti sono state le seguenti: sviluppo di anticorpi neutralizzanti verso il fattore VIII (5 pazienti), tutte verificatesi in pazienti precedentemente non trattati, con elevato rischio di sviluppo di inibitori, cefalea (5 pazienti), febbre e capogiri (3 pazienti in ciascun caso). Delle 56 ADR, nessuna è stata riportata in neonati, 16 sono state riportate in 13/32 lattanti, 7 in 4/56 bambini, 8 in 4/31 adolescenti e 25 in 14/94 adulti³.

La frequenza è stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 fino a <1/10), non comune (≥1/1000 fino a <1/100), rara (≥1/10000 fino a <1/1000) e molto rara (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere calcolata sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente.

La tabella 2 seguente riporta la frequenza delle reazioni avverse da farmaco in sperimentazioni cliniche:

Tabella 2 Frequenza delle reazioni avverse da farmaco (ADRs) in studi clinici
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazioni avverse  Pazienti    Frequenza esperienze avverse (% pazienti)a Frequenzab
Infezioni ed infestazioni Influenza 1 0,43 Non comune  
Laringite 1 0,43 Non comune
Patologie del sistema emolinfopoietico Linfagite 1 0,43 Non comune

³ neonati (età 0 - 1 mese), lattanti (età 1 mese - 2 anni), bambini (età 2 - 12 anni), adolescenti (età 12 - 16 anni) e adulti (età superiore a 16 anni)

Tabella 2 Frequenza delle reazioni avverse da farmaco (ADRs) in studi clinici
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazioni avverse Pazienti    Frequenza esperienze avverse (% pazienti)a Frequenzab
Patologie del sistema nervoso Cefalea 5 2,14 Comune
Capogiri 3 1,28 Comune
Alterazione della memoria 1 0,43 Non comune  
Tremore 1 0,43 Non comune
Emicrania 1 0,43 Non comune
Disgeusia 1 0,43 Non comune
Patologie dell’occhio Infiammazione oculare 1 0,43 Non comune
Patologie vascolari Ematoma 1 0,43 Non comune
Vampate 1 0,43 Non comune
Pallore 1 0,43 Non comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea 1 0,43 Non comune
Patologie gastrointestinali Diarrea 2 0,85 Non comune
Dolore addominale superiore 1 0,43 Non comune
Nausea 1 0,43 Non comune
Vomito 1 0,43 Non comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito 2 0,85 Non comune
Esantema 2 0,85 Non comune
Iperidrosi 1 0,43 Non comune
Dermatitis diaper 1 0,43 Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia 3 1,28 Comune
Edema periferico 1 0,43 Non comune
Dolore toracico 1 0,43 Non comune
Brividi 1 0,43 Non comune
Sensazione di anormalità 1 0,43 Non comune
Esami diagnostici Positività anticorpi anti fattore VIII 5 2,14 Comune
Aumento di alanina aminotransferasi 1 0,43 Non comune
Abbassamento livello fattore VIII della coagulazioneb 1 0,43 Non comune
Abbassamento dell’ematocrito 1 0,43 Non comune
Test di laboratorio fuori norma 1 0,43 Non comune
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Complicanza post intervento 1 0,43 Non comune
Emorragia da post intervento 1 0,43 Non comune
Reazione locale da intervento 1 0,43 Non comune

a Percentuale di pazienti calcolati sulla base del numero totale di pazienti (234).

b L’imprevista diminuzione dei livelli del fattore VIII della coagulazione si è verificata in un paziente durante l’infusione continua di ADVATE a seguito di un intervento chirurgico (10-14 giorni dopo l’intervento). L’emostasi è stata mantenuta sempre durante questo periodo e sia i livelli plasmatici di fattore VIII che le percentuali della clearance sono ritornati a livelli adeguati entro il 15° giorno post-operatorio. I test per l’inibitore del fattore VIII eseguiti dopo il completamento dell’infusione continua e al termine dello studio hanno dato risultati negativi.

Sviluppo inibitori

L’immunogenicità di ADVATE è stata valutata in pazienti già trattati in precedenza. Nel corso di sperimentazioni cliniche con ADVATE in 145 pazienti pediatrici e adulti 4 , ai quali è stata diagnosticata emofilia A da grave a moderatamente grave (FVIII ≤ 2%), con precedente esposizione a concentrati di fattore VIII ≥ 150 giorni, un paziente ha sviluppato inibitori a basso titolo (2,4 UB nel dosaggio modificato Bethesda) dopo 26 giorni di esposizione ad ADVATE. In questo paziente, i test di follow-up su inibitori dopo ritiro dallo studio sono risultati negativi. Inoltre, su 53 pazienti pediatrici al di sotto dei 6 anni d’età, anch’essi con diagnosi di emofilia A da grave a moderatamente grave (FVIII ≤ 2%), con precedente esposizione a concentrati di fattore VIII ≥ 50 giorni, non è stato riscontrato nessun inibitore di FVIII.

In pazienti precedentemente non trattati in uno studio clinico in via di realizzazione, 5 pazienti (20%) su 25 cui era stato somministrato ADVATE hanno sviluppato inibitori del fattore VIII. Di questi, 4 sono stati riscontrati ad alto titolo (≥ 5 U.B.) e 1 a basso titolo (< 5 U.B.). La frequenza di inibitori di FVIII finora riscontrata è nel range previsto e precedentemente osservato.

La risposta immunologica dei pazienti alle piccole quantità di proteine contaminanti è stata analizzata esaminando i titoli degli anticorpi di queste proteine, i parametri di laboratorio e gli eventi avversi riportati. Dei 182 pazienti trattati, testati per anticorpi della proteina cellulare di ovaio di criceto cinese (CHO), 3 hanno evidenziato una tendenza verso l’alto statisticamente significativa nei titoli mediante analisi di regressione lineare e 4 hanno evidenziato picchi costanti o picchi transitori. Un paziente ha evidenziato sia una tendenza verso l’alto statisticamente significativa, sia un picco costante nel livello di anticorpi della proteina anti-CHO, ma non sono stati riscontrati altri segni o sintomi indicativi di risposta allergica o di ipersensibilità. Dei 182 pazienti trattati, testati per anticorpi della IgG murina, 10 hanno evidenziato una tendenza verso l’alto statisticamente significativa mediante analisi di regressione lineare e 2 hanno evidenziato picchi costanti o picchi transitori. Un paziente ha evidenziato sia una tendenza verso l’alto statisticamente significativa, sia un picco costante nel livello di anticorpi della IgG anti-murina. Quattro di questi pazienti hanno riportato casi isolati di orticaria, prurito, esantema e conta degli eosinofili leggermente elevata fra le numerose esposizioni ripetute al prodotto di studio.

4 pazienti pediatrici (età 0-16 anni) e pazienti adulti (età superiore a 16 anni)

Come con altri prodotti per somministrazione endovenosa, sono state riportate con ADVATE reazioni di ipersensibilità di tipo allergico, incluse reazioni anafilattiche/anafilattoidi (frequenza non nota).

nascondi

Gravidanza e allattamento

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con fattore VIII. A causa dei rari casi di emofilia A fra le donne, non sono disponibili dati riguardanti l’impiego di fattore VIII durante la gravidanza e l’allattamento. Pertanto durante la gravidanza e l’allattamento, il fattore VIII deve essere usato solo se chiaramente indicato.

nascondi

Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C- 8°C). Non congelare.

Durante il periodo di validità il prodotto può essere conservato a temperatura ambiente (non superiore a 25°C) per un singolo periodo di tempo non superiore a 6 mesi. Registrare l’inizio del periodo di conservazione a temperatura ambiente sull’etichetta esterna. Il prodotto non può più essere conservato in frigorifero nuovamente.

Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale dopo ricostituzione vedere il paragrafo 6.3.

nascondi

Malattie Collegate: 1

nascondi

Questo farmaco disponibile in altre 6 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Farmadati

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Ultima modifica: 19-09-2013
Promozioni:

Commenti