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ANTIEPILETTICI

LAMOTRIGINA DOC

28CPR DISP 25

DOC GENERICI Srl

Descrizione prodotto

LAMOTRIGINA DOC*28CPR DISP 25

Principio attivo

LAMOTRIGINA

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

ANTIEPILETTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

4.73


Codice ATC livello 5:
N03AX09

Codice AIC:
36821371


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Adulti e adolescenti:

Utilizzata in monoterapia nell’epilessia:

attacchi epilettici parziali

attacchi epilettici generalizzati

crisi primarie

crisi secondarie tonico-cloniche

Adulti e adolescenti:

Utilizzata come terapia aggiuntiva nell’epilessia:

attacchi epilettici parziali

attacchi epilettici generalizzati

crisi primarie

crisi secondarie tonico-cloniche

attacchi epilettici associati alla Sindrome di Lennox-Gastaut in caso di insuccesso con altre associazioni di farmaci antiepilettici.

Bambini oltre i 2 anni:

Utilizzata come terapia aggiuntiva nell’epilessia:

attacchi epilettici parziali

- attacchi epilettici associati alla Sindrome di Lennox-Gastaut

Il trattamento con questo medicinale deve essere iniziato solo da un neurologo o un neurologo pediatrico con esperienza nel trattamento dell’epilessia, o deve essere effettuato nei reparti di neurologia e reparti simili.

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Composizione

LAMOTRIGINA DOC 5 mg compresse dispersibili

Una compressa contiene 5 mg di lamotrigina.

LAMOTRIGINA DOC 25 mg compresse dispersibili

Una compressa contiene 25 mg di lamotrigina.

LAMOTRIGINA DOC 50 mg compresse dispersibili

Una compressa contiene 50 mg di lamotrigina.

LAMOTRIGINA DOC 100 mg compresse dispersibili

Una compressa contiene 100 mg di lamotrigina.

LAMOTRIGINA DOC200 mg compresse dispersibili

Una compressa contiene 200 mg di lamotrigina.

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Eccipienti

Crospovidone,

acesulfame potassio (E 950),

aroma arancio,

mannitolo (E 421),

silice colloidale anidra,

sodio stearilfumarato.

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Controindicazioni

Ipersensibilità verso la lamotrigina o uno qualsiasi degli eccipienti.

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Posologia

Per raggiungere la dose di mantenimento, si deve tenere sotto controllo il peso del paziente pediatrico e si deve rivedere la dose quando si determina un cambiamento di peso. Se una dose calcolata di lamotrigina (per es. per bambini o pazienti con compromissione epatica) non è uguale a compresse intere di qualsiasi concentrazione e non si può ottenere nemmeno dimezzando una compressa da 5 mg, la dose da somministrare deve essere pari al numero più basso di compresse intere/dimezzate.

Quando si sospende l’assunzione di farmaci antiepilettici concomitanti per instaurare una monoterapia con lamotrigina o quando vengono aggiunti altri antiepilettici a regimi di trattamento a base di lamotrigina, si deve prendere in considerazione l’effetto che questo può avere sulla farmacocinetica di diversi principi attivi, comprendenti la lamotrigina (vedere paragrafo 4.5).

La dose iniziale e il successivo aumento graduale della dose non devono essere superati, al fine di ridurre al minimo il rischio di rash cutanei (vedere paragrafo 4.4).

Adulti e adolescenti

Monoterapia (vedere Tabella 1)

La dose iniziale di lamotrigina in monoterapia è di 25 mg una volta al giorno per 2 settimane, seguita da una dose di 50 mg una volta al giorno per 2 settimane. Successivamente, la dose si deve aumentare di non più di 50-100 mg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è 100-200 mg al giorno somministrati in una sola volta o in due dosi frazionate. In alcuni pazienti è stato necessario somministrare 500 mg al giorno per ottenere la risposta desiderata.

Terapia aggiuntiva con altri antiepilettici (vedere Tabella 1)

Pazienti che ricevono valproato con o senza altri antiepilettici (vedere paragrafo 4.5)

La dose iniziale è di 25 mg a giorni alterni per 2 settimane, seguiti da 25 mg una volta al giorno per due settimane. Successivamente, la dose si deve aumentare di non più di 25-50 mg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è 100-200 mg al giorno somministrati in una sola volta o in due dosi frazionate. In alcuni pazienti è stato necessario somministrare 500 mg al giorno per ottenere la risposta desiderata.

Pazienti che ricevono altri antiepilettici o altri principi attivi che inducono il metabolismo della lamotrigina con o senza altri antiepilettici, eccetto il valproato (vedere paragrafo 4.5)

La dose iniziale è di 50 mg una volta al giorno per due settimane, seguiti da 100 mg al giorno in due dosi frazionate per 2 settimane. Successivamente, la dose si deve aumentare di non più di 100 mg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è 200-400 mg al giorno somministrati in due dosi frazionate. In alcuni pazienti è stato necessario somministrare 500-700 mg al giorno per ottenere la risposta desiderata.

Pazienti che ricevono oxcarbazepina senza altri principi attivi che interferiscono con il metabolismo della lamotrigina (vedere paragrafo 4.5)

La dose iniziale è di 25 mg una volta al giorno per 2 settimane, seguita da una dose di 50 mg una volta al giorno per 2 settimane. Successivamente, la dose si deve aumentare di non più di 50-100 mg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è 100-200 mg al giorno somministrati in una sola volta o in due dosi frazionate.

Tabella 1

Aumento graduale della dose di lamotrigina raccomandato per il trattamento dell’epilessia negli adulti e negli adolescenti (dose giornaliera totale in mg/giorno)

Regime di trattamento Settimana 1 + 2 Settimana 3 + 4 Dose di mantenimento
Monoterapia 25 mg (una volta al giorno) 50 mg (una volta al giorno) 100-200 mg (in una sola volta o in 2 dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 50-100 mg ogni 1-2 settimane
Trattamento aggiuntivo con valproato con o senza altri antiepilettici 12,5 mg (25 mg a giorni alterni) 25 mg (una volta al giorno) 100-200 mg (in una sola volta o in 2 dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 25-50 mg ogni 1-2 settimane
Trattamento aggiuntivo con antiepilettici induttori enzimatici * con o senza altri antiepilettici (escluso il valproato) 50 mg (una volta al giorno) 100 mg (in 2 dosi frazionate) 200-400 mg (in 2 dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 100 mg ogni 1-2 settimane
Trattamento aggiuntivo con oxcarbazepina senza altri induttori o inibitori enzimatici 25 mg (una volta al giorno) 50 mg (una volta al giorno) 100-200 mg (in una sola volta o in 2 dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 50-100 mg ogni 1-2 settimane
* per es. fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, primidone o altri induttori enzimatici (vedere paragrafo 4.5)

Bambini dai 2 ai 12 anni

Terapia aggiuntiva con altri antiepilettici (vedere Tabella 2)

Bambini che ricevono valproato con o senza altri antiepilettici

La dose iniziale di lamotrigina è di 0,15 mg/kg una volta al giorno per 2 settimane, seguiti da 0,3 mg/kg una volta al giorno per 2 settimane. Successivamente si deve aumentare la dose di non più di 0,3 mg/kg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è di 1-5 mg/kg al giorno somministrati in una sola volta o in 2 dosi frazionate, con una dose massima di 200 mg al giorno.

Bambini, che ricevono antiepilettici induttori enzimatici o altri principi attivi induttori enzimatici con o senza altri antiepilettici, eccetto il valproato

La dose iniziale di lamotrigina è di 0,6 mg/kg al giorno somministrati in due dosi frazionate per 2 settimane seguiti da 1,2 mg/kg al giorno somministrati in due dosi frazionate per 2 settimane. Successivamente si deve aumentare la dose di non più di 1,2 mg/kg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è di 5-15 mg/kg al giorno somministrati in 2 dosi frazionate, con una dose massima di 400 mg al giorno.

Bambini che ricevono oxcarbazepina senza principi attivi induttori o inibitori enzimatici

La dose iniziale di lamotrigina è di 0,3 mg/kg al giorno somministrati in una sola volta o in due dosi frazionate per 2 settimane, seguiti da 0,6 mg/kg al giorno somministrati in una sola volta o in due dosi frazionate per 2 settimane. Successivamente si deve aumentare la dose di non più di 0,6 mg/kg ogni 1-2 settimane fino al raggiungimento della risposta ottimale. L’abituale dose di mantenimento è di 1-10 mg/kg al giorno somministrati in due dosi frazionate, con una dose massima di 200 mg al giorno.

Tabella 2

Aumento graduale della dose di lamotrigina raccomandato per la terapia di associazione nei bambini dai 2 ai 12 anni (dose totale giornaliera in mg/kg di peso corporeo al giorno)

Regime di trattamento Settimana 1 + 2 Settimana 3 + 4 Dose di mantenimento
Trattamento aggiuntivo con valproato con o senza altri antiepilettici 0,15 mg/kg** (una volta al giorno) 0,3 mg/kg (una volta al giorno) 1-5 mg/kg (in una sola volta o in due dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 0,3 mg/kg ogni 1-2 settimane, fino ad una dose massima di 200 mg al giorno
Trattamento aggiuntivo con antiepilettici induttori enzimatici * con o senza altri antiepilettici (escluso il valproato) 0,6 mg/kg (in 2 dosi frazionate) 1,2 mg/kg (in 2 dosi frazionate) 5-15 mg/kg (in 2 dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 1,2 mg/kg ogni 1-2 settimane, fino ad una dose massima di 400 mg al giorno
Trattamento aggiuntivo con oxcarbazepina senza altri induttori o inibitori enzimatici 0,3 mg/kg (in una sola volta o in 2 dosi frazionate) 0,6 mg/kg (in una sola volta o in 2 dosi frazionate) 1-10 mg/kg (in una sola volta o in due dosi frazionate) per raggiungere il mantenimento, la dose giornaliera deve essere aumentata di non più di 0,6 mg/kg ogni 1-2 settimane, fino ad una dose massima di 200 mg al giorno
* per es. fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, primidone o altri induttori enzimatici (vedere paragrafo 4.5)
**ATTENZIONE: Se la dose giornaliera calcolata è inferiore a 2,5 mg, non si deve somministrare LAMOTRIGINA DOC compresse dispersibili. In base al peso corporeo del bambino, lo schema posologico può non risultare effettuabile con gli attuali dosaggi di questo medicinale.

E’ probabile che i pazienti dai 2 ai 6 anni d’età richiedano una dose di mantenimento all’estremità superiore del range raccomandato.

Nei pazienti pediatrici il cui peso corporeo sia inferiore a 17 kg non è possibile somministrare l’esatta dose iniziale di trattamento con la concentrazione più bassa di questo medicinale (nel caso del trattamento aggiuntivo con valproato).

Nei pazienti che assumono antiepilettici per i quali attualmente non è nota l’interazione farmacocinetica con la lamotrigina, si deve utilizzare l’aumento graduale della dose come raccomandato per l’assunzione concomitante di lamotrigina e valproato; successivamente, si deve aumentare la dose fino al raggiungimento della risposta ottimale.

Gruppi speciali di pazienti

Bambini sotto i 2 anni d’età

Non sono disponibili sufficienti informazioni sull’uso della lamotrigina nei bambini sotto i 2 anni d’età.

Pazienti anziani (>65 anni d’età):

Non è richiesta nessuna regolazione della dose rispetto alla posologia raccomandata. La farmacocinetica della lamotrigina in questo gruppo d’età non differisce significativamente da quella di una popolazione non anziana.

Compromissione epatica

Le dosi iniziali di aumento graduale e di mantenimento si devono in genere ridurre di circa il 50% nei pazienti con compromissione epatica moderata (grado B della classificazione di Child-Pugh) e del 75% in quella grave (grado C della classificazione di Child-Pugh). Le dosi di aumento graduale e di mantenimento devono essere regolate in base alla risposta clinica.

La dose raccomandata per i pazienti con compromissione epatica può risultare non attuabile con i dosaggi di questo medicinale attualmente disponibili (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

Si deve usare cautela quando si somministra lamotrigina a pazienti con insufficienza renale. Nei pazienti con insufficienza renale all’ultimo stadio, le dosi iniziali di lamotrigina si devono adattare in base ai medicinali che essi assumono in concomitanza; dosi di mantenimento ridotte possono essere efficaci in pazienti con significativa compromissione della funzione renale (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Donne che assumono anticoncezionali ormonali

(a) Inizio di una terapia con lamotrigina in pazienti che già assumono anticoncezionali ormonali:

Anche se è stato dimostrato che un anticoncezionale orale aumenta la clearance della lamotrigina (vedere paragrafi 4.4 e 4.5), non è necessario modificare la dose rispetto alle linee-guida sull’aumento graduale della dose raccomandato basandosi esclusivamente sull’uso di anticoncezionali ormonali. L’aumento graduale della dose deve seguire le linee-guida raccomandate (vedere Tabella 1).

(b) Inizio dell’assunzione di anticoncezionali ormonali in pazienti che già stanno assumendo dosi di mantenimento di lamotrigina e che NON stanno assumendo induttori/inibitori della glucuronazione della lamotrigina:

Può rendersi necessario aumentare la dose di mantenimento della lamotrigina fino a raddoppiarle, in base alla risposta clinica individuale (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

(c) Interruzione dell’assunzione di anticoncezionali ormonali in pazienti che già stanno assumendo dosi di mantenimento di lamotrigina e che NON stanno assumendo induttori/inibitori della glucuronazione della lamotrigina:

Può rendersi necessario diminuire la dose di mantenimento della lamotrigina fino al 50%, in base alla risposta clinica individuale (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Ripresa della terapia

Si deve valutare con molta attenzione la necessità di un aumento graduale fino alla dose di mantenimento quando si riprende una terapia con lamotrigina in pazienti che l’ avevano sospesa, perché con dosi iniziali elevate e con il superamento dell’ aumento graduale della dose raccomandato per la lamotrigina è associato il rischio di gravi rash cutanei (vedere paragrafo 4.4). Più lungo è l’intervallo di tempo trascorso dall’ultima dose assunta, maggiore è l’attenzione che si deve prestare all’ aumento graduale per arrivare alla dose di mantenimento. Quando il tempo trascorso dalla sospensione di lamotrigina supera cinque emivite (vedere paragrafo 5.2), la lamotrigina si deve in genere scalare fino ad arrivare alla dose di mantenimento in base allo schema posologico appropriato.

Modo di somministrazione

Prima della somministrazione, le compresse dispersibili di lamotrigina devono venire disperse in una quantità d’acqua sufficiente finché non si ottiene una dispersione omogenea. In alternativa, le compresse possono venire inghiottite intere o masticate. Si raccomanda l’assunzione delle compresse sempre alla stessa ora del giorno prima o dopo i pasti.

Per dosi non realizzabili/praticabili con un dosaggio, sono disponibili altri dosaggi di questo stesso medicinale.

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Avvertenze e precauzioni

Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati nei pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni. Una meta-analisi di trials clinici randomizzati verso placebo ha, inoltre, evidenziato un piccolo incremento di rischio di ideazione e comportamento suicidari.

Il meccanismo di tale rischio non è stato stabilito e i dati disponibili non escludono la possibilità di un incremento di rischio con LAMOTRIGINA DOC.

Pertanto, i pazienti devono essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicidari ed in tal caso deve essere preso in considerazione un appropriato trattamento. I pazienti (e chi ne ha cura) devono essere istruiti ad avvertire il proprio medico curante qualora emergano i segni di ideazione o comportamento suicidari.

Reazioni cutanee

Ci sono state segnalazioni di reazioni cutanee avverse, che si sono in genere manifestate le prime 8 settimane dopo l’inizio del trattamento con lamotrigina. Per la maggior parte i rash cutanei erano lievi e autolimitati. In rari casi sono stati segnalati rash cutanei gravi, comprendenti la sindrome di Stevens Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) (vedere paragrafo 4.8).

Le relazioni di studi sull’epilessia negli adulti con le attuali raccomandazioni posologiche hanno mostrato un’incidenza approssimativa di gravi rash cutanei di 1 su 500, ma gli studi indicano che l’incidenza di rash associati all’ospedalizzazione nei bambini di età inferiore ai 12 anni è più elevata (da 1/300 a 1/100). L’incidenza approssimativa di gravi rash cutanei segnalata come SJS negli adulti ed adolescenti è di 1 su 1000.

Nei bambini, la presentazione iniziale di un rash può essere scambiata per un’infezione. I medici devono tenere in considerazione la possibilità di una reazione al principio attivo nei bambini che sviluppano sintomi di rash e febbre durante le prime 8 settimane di terapia.

Il rischio globale di rash sembra inoltre essere fortemente associato a:

alte dosi iniziali di lamotrigina e superamento dell’aumento graduale della dose raccomandato della terapia con lamotrigina (vedere paragrafo 4.2)

uso contemporaneo di valproato (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

Tutti i pazienti (adulti e bambini) che sviluppano un rash devono venire immediatamente valutati e la lamotrigina deve essere immediatamente sospesa e non più somministrata, a meno che il rash cutaneo sia palesemente non collegabile al principio attivo.

Il rash è stato segnalato anche come parte di una sindrome da ipersensibilità associata ad uno schema variabile di sintomi sistemici, comprendenti febbre, linfadenopatia, edema facciale ed anomalie ematiche ed epatiche. La sindrome si manifesta in un ampio spettro di gravità clinica e, in rari casi, può portare a coagulazione intravascolare disseminata (DIC) ed insufficienza di più organi. E’ importante osservare che le prime manifestazioni di ipersensibilità (cioè febbre, linfadenopatia) possono essere presenti anche se il rash non risulta evidente. I pazienti vanno avvertiti di consultare immediatamente un medico se si sviluppano i segni ed i sintomi. Se sono presenti tali segni o sintomi, il paziente deve essere valutato immediatamente e la lamotrigina deve essere sospesa se non si può stabilire un’eziologia alternativa.

Interruzione della lamotrigina

Una brusca interruzione dell’assunzione di lamotrigina può provocare crisi epilettiche di rimbalzo. Tranne nei casi in cui vi siano problemi di sicurezza (per es. rash) che richiedono un’interruzione improvvisa, la dose di lamotrigina deve essere ridotta in modo graduale nell’arco di un periodo di 2 settimane.

Nel caso di un cambiamento qualsiasi del trattamento (per es. l’introduzione o la sospensione di altri antiepilettici, vedere paragrafi 4.2 e 4.5) si devono prendere in considerazione le potenziali interazioni farmacocinetiche. La lamotrigina può aumentare le crisi in alcuni pazienti.

Metabolismo dell’acido folico

La lamotrigina è un debole inibitore della diidrofolico riduttasi, e pertanto vi è la possibilità di un’interferenza con il metabolismo dell’acido folico durante una terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.5).

Altri organi

Vi sono segnalazioni nella letteratura che gravi attacchi convulsivi, compreso lo stato epilettico possono portare a rabdomiolisi, disfunzione di più organi e coagulazione intravascolare disseminata (DIC), talvolta con esito fatale. Casi simili si sono presentati con l’uso di lamotrigina.

Uso in associazione con anticoncezionali ormonali:

E’ stato dimostrato che un’associazione di etinilestradiolo e levonorgestrel (30 mcg / 150 mcg) aumenta la clearance della lamotrigina di circa il doppio, con una conseguente diminuzione dei livelli di lamotrigina (vedere paragrafo 4.5). Pertanto, può rendersi necessaria una titolazione del dosaggio di lamotrigina (vedere paragrafo 4.2). Vi è inoltre un modesto aumento della clearance di levonorgestrel e delle concentrazioni sieriche di FSH e LH quando si usano insieme alla lamotrigina (vedere paragrafo 4.5). Non si può escludere la possibilità di un effetto sull’efficacia anticoncezionale. Pertanto, si deve dire alle pazienti di segnalare prontamente eventuali variazioni del loro ciclo mestruale.

Non sono stati studiati trattamenti con altri anticoncezionali orali e la terapia ormonale sostitutiva, anche se questi possono influire in modo simile sui parametri farmacocinetici della lamotrigina.

Compromissione renale

Si richiede una particolare prudenza quando si trattano pazienti con insufficienza renale, perché l’emivita della lamotrigina può risultare prolungata in caso di grave compromissione della funzione renale. Si deve inoltre prevedere un accumulo di metaboliti glucuronidi.

Compromissione epatica

La principale via di eliminazione è il metabolismo epatico. In base ai dati farmacocinetici dei soggetti con insufficienza epatica si raccomanda una regolazione della dose secondo la gravità (classificazione di Child-Pugh).

Ripresa della terapia

Si raccomanda di non riprendere la terapia con lamotrigina nei pazienti che l’ hanno sospesa per la comparsa di rash associato al trattamento precedente con lamotrigina, a meno che i potenziali benefici siano chiaramente superiori al rischio (vedere paragrafo 4.2).

Donne in età fertile

Le donne in età fertile e durante la gravidanza devono utilizzare gli anticonvulsivanti come monoterapia quando possibile, perché il rischio di malformazioni può aumentare con una terapia che associa più anticonvulsivanti.

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Interazioni

Effetto della lamotrigina sulla farmacocinetica di altri principi attivi

Antiepilettici

Sono stati segnalati disturbi del sistema nervoso centrale comprendenti cefalea, nausea, offuscamento della visione, vertigini, diplopia ed atassia nei pazienti che assumevano carbamazepina dopo l’assunzione di lamotrigina. Questi casi si risolvono abitualmente con una riduzione della dose di carbamazepina.

Anche se sono state segnalate variazioni delle concentrazioni plasmatiche di altri antiepilettici, studi controllati non hanno mostrato evidenze che la lamotrigina influisca sulla concentrazione plasmatica di antiepilettici assunti contemporaneamente. Gli studi in vitro indicano che la lamotrigina non sposta altri antiepilettici dai siti di legame proteici.

Anticoncezionali ormonali

In uno studio eseguito su 16 volontarie donne, una dose allo steady-state di 300 mg di lamotrigina non ha avuto alcun effetto sulla farmacocinetica della componente etinilestradiolo di una pillola anticoncezionale orale di associazione. E’ stato osservato un modesto aumento della clearance orale della componente levonorgestrel, con una riduzione media del 19% e del 12% rispettivamente dell’AUC e della Cmax del levonorgestrel. La misurazione dei valori sierici di FSH, LH ed estradiolo nel corso dello studio ha indicato una certa perdita di soppressione dell’attività ormonale ovarica di alcune donne, anche se la misurazione del progesterone sierico indicava che non vi erano evidenze ormonali di ovulazione in nessuno dei 16 soggetti.

Non è noto l’impatto del modesto aumento della clearance del levonorgestrel e delle variazioni dei livelli sierici di FSH e LH sull’attività ovulatoria ovarica (vedere paragrafo 4.4). Non sono stati studiati gli effetti di dosi di lamotrigina diverse da 300 mg al giorno e non sono stati condotti studi con altri preparati ormonali femminili.

Effetto di altri principi attivi sulla farmacocinetica della lamotrigina

Gli antiepilettici che sono induttori enzimatici (come la fenitoina, la carbamazepina, il fenobarbitale ed il primidone) potenziano il metabolismo della lamotrigina e possono causare la necessità di aumentare la dose (vedere paragrafo 4.2).

Il valproato riduce il metabolismo della lamotrigina ed aumenta l’emivita media della lamotrigina di quasi il doppio (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Principi attivi che inibiscono significativamente la glucuronazione della lamotrigina Principi attivi che inducono significativamente la glucuronazione della lamotrigina Principi attivi che non inibiscono né inducono significativamente la glucuronazione della lamotrigina
Valproato Carbamazepina Litio
  Fenitoina Bupropione
  Primidone Olanzapina
  Fenobarbitale Oxcarbazepina**
  Rifampicina***  
  Associazione etinilestradiolo/levonorgestrel*  

* Non sono stati studiati trattamenti con altri anticoncezionali orali e la terapia ormonale sostitutiva, anche se questi possono influire in modo simile sui parametri farmacocinetici della lamotrigina.

** In uno studio su volontari adulti sani che utilizzavano dosi di 200 mg al giorno di lamotrigina e 1200 mg al giorno di oxcarbazepina i risultati hanno mostrato che rispetto al placebo i valori medi per la Cmax e l’AUC (0-24) di lamotrigina allo steady-state erano ridotti del 2% e dell’8%, rispettivamente. Gli intervalli di confidenza al 90% indicavano che le differenze erano fra –22% e +8% per l’AUC (0-24) e –15% e +15% per la Cmax. Gli eventi avversi erano segnalati più frequentemente con oxcarbazepina e lamotrigina associate che con questi due farmaci in monoterapia. Gli eventi avversi più comuni erano cefalea, vertigini, nausea e sonnolenza.

*** In uno studio su 10 maschi adulti sani la rifampicina aumentava la clearance e diminuiva l’emivita della lamotrigina.

Anticoncezionali ormonali

In uno studio di 16 volontarie donne, 30 mcg di etinilestradiolo / 150 mcg di levonorgestrel in una pillola anticoncezionale orale di associazione causavano un aumento di quasi il doppio della clearance totale della lamotrigina, con una conseguente riduzione media del 52% e del 39%, rispettivamente dell’AUC e della Cmax della lamotrigina. Le concentrazioni di lamotrigina sierica aumentavano gradatamente nel corso della settimana di trattamento inattivo (cioè nella settimana senza la pillola), con concentrazioni pre-dose al termine della settimana di trattamento inattivo che erano, in media, circa il doppio di quelle riscontrate durante la terapia di associazione.

Se l’effetto terapeutico della lamotrigina è dubbio, pur essendo state fatte regolazioni della dose, si deve prendere in considerazione un metodo anticoncezionale non ormonale.

I medici devono istituire un appropriato trattamento clinico delle donne che iniziano o interrompono l’assunzione di anticoncezionali orali durante la terapia con lamotrigina.

Principi attivi antipsicotici

La farmacocinetica del litio dopo assunzione di 2 g di gluconato di litio anidro 2 volte al giorno per 6 giorni a 20 soggetti sani non risultava alterata dalla contemporanea somministrazione di 100 mg al giorno di lamotrigina.

Dosi orali multiple di bupropione non hanno avuto effetti statisticamente significativi sulla farmacocinetica della lamotrigina in dose singola in 12 soggetti ed hanno mostrato solo un lieve aumento dell’AUC della lamotrigina glucuronide.

Gli esperimenti di inibizione in vitro hanno indicato che la formazione del metabolita primario della lamotrigina, il 2-N-glucuronide, era minimamente influenzata dalla concomitante incubazione con amitriptilina, bupropione, clonazepam, aloperidolo o lorazepam. I dati relativi al metabolismo del bufuralolo ricavati dal microsoma epatico umano indicavano che la lamotrigina non riduce la clearance dei principi attivi eliminati prevalentemente dal CYP2D6. I risultati degli esperimenti in vitro indicano inoltre che è improbabile che la clearance della lamotrigina sia influenzata da clozapina, fluoxetina, fenelzina, risperidone, sertralina o trazodone. Tuttavia, è stato riferito che la sertralina può aumentare la tossicità della lamotrigina aumentandone la concentrazione nel plasma.

Acido folico

Interazione con il metabolismo dell’acido folico (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

L’assunzione prolungata di lamotrigina negli esseri umani non ha indotto significative alterazioni della concentrazione di emoglobina, del volume corpuscolare medio né delle concentrazioni di acido folico nel siero o nei globuli rossi fino ad 1 anno o delle concentrazioni di acido folico nei globuli rossi fino a 5 anni.

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Effetti indesiderati

Per la classificazione degli effetti indesiderati è stata adottata la seguente convenzione:

Molto comuni: >1/10

Comuni: >1/100 e <1/10

Non comuni: >1/1000 e <1/100

Rari: >1/10.000 e <1/1000

Molto rari: <1/10.000 incluse le segnalazioni isolate

  Molto comuni Comuni Non comuni Rari Molto rari
Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo Rash cutaneo1)     Sindrome di Stevens Johnson Necrolisi epidermica tossica
Alterazioni del sangue e del sistema linfatico         Anomalie ematologiche2)
Alterazioni del sistema immunitario         Sindrome da ipersensibilità
Disturbi psichiatrici   Irritabilità Aggressione   Tic, allucinazioni, confusione
Alterazioni del sistema nervoso Cefalea, vertigini Sonnolenza, insonnia, tremore, nistagmo, atassia     Agitazione, instabilità, disturbi del movimento, peggioramento della malattia di Parkinson, effetti extrapiramidali, coreoatetosi, aumento della frequenza di crisi epilettiche3)
Disturbi oculari Diplopia, offuscamento della visione     Congiuntivite  
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale   Disturbo gastrointestinale, nausea, vomito, diarrea      
Alterazioni del sistema epatobiliare         Aumento dei valori del test della funzione epatica, disfunzione epatica, insufficienza epatica4)
Alterazioni dell’apparato muscoloscheletrico e del tessuto connettivo         Reazioni simili al lupus
Disordini generali   Stanchezza      

1) In studi clinici in doppio cieco di terapia aggiuntiva sono comparsi rash cutanei nel 10% dei pazienti che assumevano lamotrigina e nel 5% di quelli che assumevano placebo. I rash cutanei hanno portato alla sospensione del trattamento con lamotrigina nel 2% dei pazienti. Il rash, solitamente di aspetto maculopapulare, compare generalmente entro 8 settimane dall’inizio del trattamento e scompare quando la lamotrigina viene sospesa (vedere paragrafo 4.4).

Rash cutanei gravi sono comuni nei bambini (1 %) e non comuni negli adulti (0,3 %). I rash cutanei sono più comuni quando la lamotrigina viene assunta assieme ad altri antiepilettici.

In rari casi sono stati segnalati gravi rash cutanei con potenziale pericolo di morte, comprendenti la sindrome di Stevens Johnson e la necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell). Anche se la maggioranza dei pazienti guarisce con la sospensione del principio attivo, alcuni presentano una formazione irreversibile di cicatrici e vi sono stati rari casi di morte associata (vedere paragrafo 4.4).

Il rischio globale di rash sembra essere fortemente associato con:

Elevate dosi iniziali di lamotrigina e superamento dell’aumento graduale della dose raccomandato nella terapia con lamotrigina (vedere paragrafo 4.2)

Uso contemporaneo di valproato (vedere paragrafo 4.2)

Il rash è stato segnalato anche come parte di una sindrome da ipersensibilità associata ad uno schema variabile di sintomi sistemici, comprendenti febbre, linfadenopatia, edema facciale, anomalie ematiche ed epatiche, coagulazione intravascolare disseminata (DIC) ed insufficienza di più organi (vedere paragrafo 4.4).

2) Le anomalie ematologiche (comprendenti neutropenia, leucopenia, anemia, trombocitopenia, pancitopenia, anemia aplastica, agranulocitosi) possono essere associate o meno alla sindrome da ipersensibilità.

3) Ci sono state segnalazioni che la lamotrigina può peggiorare i sintomi parkinsoniani nei pazienti con preesistente malattia di Parkinson e segnalazioni isolate di effetti extrapiramidali e coreoatetosi in pazienti senza quest’affezione di base.

4) La disfunzione epatica è solitamente associata a reazioni da ipersensibilità ma ne sono stati segnalati casi isolati senza segni palesi di ipersensibilità.

Non vi sono abbastanza dati disponibili circa l’effetto della lamotrigina sulla crescita, lo sviluppo e le funzioni cognitive dei bambini.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Rischi associati ai farmaci antiepilettici in generale

Alle donne in età fertile deve essere fornita una consulenza specialistica.

La necessità del trattamento antiepilettico deve essere rivalutata quando la paziente sta pianificando una gravidanza. Deve essere evitata una brusca interruzione della terapia antiepilettica perché questo può provocare crisi di rimbalzo che potrebbero avere serie conseguenze sia per la donna sia per il feto.

Il rischio di malformazioni congenite è aumentato di un fattore da 2 a 3 nella prole di madri trattate con antiepilettici rispetto all’incidenza attesa nella popolazione generale di circa il 3%. I difetti più frequentemente riportati sono labbro leporino, malformazioni cardiovascolari e difetti del tubo neurale.

La terapia multipla con farmaci antiepilettici è associata ad un più elevato rischio di malformazioni congenite rispetto alla monoterapia; per questa ragione deve essere praticata la monoterapia ogni volta che sia possibile.

Rischi associati alla lamotrigina

Studi epidemiologici, che hanno coinvolto approssimativamente un totale di 2000 donne trattate in monoterapia con lamotrigina durante la gravidanza, non possono escludere un aumento del rischio di malformazioni congenite. Un registro ha rilevato un aumento dell’incidenza di labio-palatoschisi. Altri set di dati non hanno confermato questi risultati. Studi su animali hanno mostrato tossicità di sviluppo (vedere paragrafo 5.3).

Qualora la terapia con lamotrigina sia ritenuta necessaria durante la gravidanza, si raccomanda la più bassa dose terapeutica.

La lamotrigina è un debole inibitore della diidrofolato reduttasi; riducendo i livelli di acido folico può quindi, teoricamente, causare un aumento del rischio di difetti embriofetali. Si può considerare la somministrazione di acido folico quando si pianifica una gravidanza e durante i primi mesi di gravidanza.

Le modifiche fisiologiche durante la gravidanza possono influire sui livelli di lamotrigina e/o sull’effetto terapeutico. Sono stati riportati casi di diminuzione dei livelli plasmatici di lamotrigina durante la gravidanza. Va assicurato un appropriato controllo clinico delle donne in gravidanza durante la terapia con lamotrigina.

Allattamento

Esistono informazioni limitate sull’uso della lamotrigina durante l’allattamento al seno.

La lamotrigina viene escreta nel latte materno e può raggiungere concentrazioni sieriche nel neonato allattato al seno che rientrano nell’abituale range terapeutico della madre. Le madri devono pertanto allattare al seno solo dopo un’accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio per il bambino o interrompere l’allattamento al seno. Se il bambino viene allattato al seno, deve essere tenuto sotto controllo per i possibili effetti.

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Conservazione

Nessuna precauzione particolare.

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Malattie Collegate: 1

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Ultima modifica: 19-09-2013
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