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ALTRI ANTINEOPLASTICI

IRINOTECAN HOSP

INF 500MG 25M

HOSPIRA ITALIA Srl

Descrizione prodotto

IRINOTECAN HOSP*INF 500MG 25M

Principio attivo

IRINOTECAN CLORIDRATO TRIIDRATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

767.20


Codice ATC livello 5:
L01XX19

Codice AIC:
37037037


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Irinotecan è indicato per il trattamento del carcinoma avanzato del colon-retto.

In combinazione con 5-fluorouracile e acido folinico in pazienti che non sono stati trattati precedentemente con chemioterapia per tumore avanzato

Come monoterapia in pazienti nei quali un trattamento convenzionale contenente 5-fluorouracile non ha avuto successo

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Composizione

Un millilitro contiene 20 mg di irinotecan cloridrato triidrato, equivalente a 17,33 mg di irinotecan.

Un flaconcino da 2 ml contiene 40 mg di irinotecan cloridrato come triidrato

Un flaconcino da 5 ml contiene 100 mg di irinotecan cloridrato come triidrato

Un flacone da 25 ml contiene 500 mg di irinotecan cloridrato come triidrato

Eccipienti:

Contiene anche Sorbitolo, (E420) 45,0 mg/ml

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere sezione 6.1

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Eccipienti

Sorbitolo

Acido lattico

Sodio idrossido e/o acido cloridrico (per aggiustare il pH)

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

Malattie infiammatorie croniche dell’intestino e/o occlusione intestinale (vedere sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

Anamnesi di reazioni gravi di ipersensibilità all’irinotecan cloridrato o ad uno degli eccipienti di irinotecan.

Gravidanza e allattamento (vedere sezione 4.6 ‘Gravidanza e allattamento’ e 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

Valori di bilirubina > 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (vedere sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

Grave insufficienza midollare.

‘Performance status WHO’ > 2.

L’uso concomitante dell’erba di San Giovanni (vedere sezione 4.5 ‘Interazioni con altri medicinali e altre forme d’interazione’).

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Posologia

Da utilizzare solo in pazienti adulti. La soluzione diluita di Irinotecan per infusione deve essere infusa in una vena centrale o periferica.

Dosaggio raccomandato

In monoterapia (per pazienti precedentemente trattati)

Il dosaggio raccomandato di irinotecan cloridrato è di 350 mg/m² somministrato per infusione endovenosa della durata di 30 - 90 minuti ogni 3 settimane (vedere sezione 6.6 ‘Istruzioni per l’impiego e la manipolazione’ e 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

In terapia di combinazione (per pazienti in precedenza non trattati)

La sicurezza e l’efficacia di irinotecan cloridrato in combinazione con il 5-fluorouracile (5FU) e l’acido folinico (FA) sono state determinate con lo schema di trattamento seguente (vedere sezione 5.1 “Proprietà farmacodinamiche”)

Irinotecan cloridrato più 5FU/FA ogni 2 settimane

La dose raccomandata di irinotecan cloridrato è 180 mg/m²somministrata ogni 2 settimane come infusione endovenosa della durata di 30 - 90 minuti, seguita da infusione di acido folinico e 5-fluorouracile.

Adattamento del dosaggio

Irinotecan cloridrato deve essere somministrato dopo che tutti gli eventi avversi sono rientrati nei gradi 0 o 1 della scala NCI-CTC (National Cancer Institute Common Toxicity Criteria) e quando la diarrea correlata al trattamento è completamente risolta.

All’inizio di un ciclo successivo di infusioni, la dose di irinotecan cloridrato, e se del caso di 5FU, deve essere diminuita in accordo con il grado di eventi avversi più gravi osservati nella infusione precedente. Il trattamento deve essere ritardato di 1-2 settimane fino a completo recupero degli eventi avversi correlati al trattamento.

Con i seguenti eventi avversi, applicare una riduzione del 15 - 20 % della dose di irinotecan cloridrato e/o 5FU se del caso:

tossicità ematologica (grado 4 di neutropenia), neutropenia febbrile (grado 3-4 di neutropenia e grado 2-4 di febbre), trombocitopenia e leucopenia (grado 4),

tossicità non ematologica (grado 3-4).

Durata del trattamento

Il trattamento con irinotecan cloridrato deve essere continuato finché si osserva una oggettiva progressione della malattia e se non compaiono sintomi di tossicità inaccettabili.

Popolazioni speciali

Pazienti con alterata funzionalità epatica:

Monoterapia

Valori di bilirubinemia (fino a 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità), nei pazienti con stato di prestazione WHO ≤2, stabiliscono il dosaggio iniziale di irinotecan cloridrato. In questi pazienti con iperbilirubinemia e tempo di protrombina maggiore del 50%, la clearance di irinotecan è ridotta (vedere sezione 5.2 ‘Proprietà farmacocinetiche’).

Esiste pertanto un maggiore rischio di tossicità ematica. In questa popolazione di pazienti si deve quindi effettuare un monitoraggio dell’emocromo completo settimanale.

Nei pazienti con valori di bilirubina fino a 1,5 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità, la dose raccomandata di irinotecan cloridrato è 350 mg/ m²

Nei pazienti con valori di bilirubina tra 1,5 - 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità, la dose raccomandata di irinotecan cloridrato è 200 mg/ m²

I pazienti con valori di bilirubina maggiore di 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità, non devono essere trattati con irinotecan cloridrato (vedere sezione 4.3 ‘Controindicazioni’ e 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

Terapia di combinazione

Non sono disponibili dati per pazienti con ridotta funzionalità epatica trattati con irinotecan cloridrato in terapia di combinazione.

Funzionalità renale alterata

Poiché con questo prodotto non sono stati condotti studi specifici in questo gruppo di pazienti, l’uso di irinotecan cloridrato in pazienti con funzionalità renale alterata non è raccomandato (vedere sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’ e 5.2 ‘Proprietà farmacocinetiche’).

Anziani

Non sono stati condotti studi specifici di farmacocinetica negli anziani. Tuttavia, a causa della maggiore frequenza di diminuzione delle funzioni vitali in particolare quella epatica, in questi pazienti la scelta del dosaggio deve essere effettuata con cautela. Questi pazienti richiedono un maggiore controllo (vedere sezione 4.4 “Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego”).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Irinotecan nei pazienti pediatrici non sono state stabilite, pertanto, l’Irinotecan non deve essere impiegato nella popolazione pediatrica fino a disponibilità di maggiori dati.

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Avvertenze e precauzioni

L’uso di Irinotecan deve essere riservato a unità specializzate nella somministrazione di terapie citotossiche sotto la supervisione di un medico qualificato nell’uso di terapie antineoplastiche.

Data la natura e l’incidenza di effetti collaterali, Irinotecan dovrà essere prescritto nei casi seguenti solo dopo valutazione del beneficio atteso in relazione ad eventuali fattori di rischio:

• pazienti che presentano fattori di rischio, particolarmente quelli con un ‘Performance Status’ WHO = 2.

in quei rari casi per i quali è prevedibile una scarsa aderenza del paziente alle istruzioni per il trattamento degli eventi avversi (necessità di trattamento antidiarroico immediato e prolungato associato all’assunzione di grandi quantità di liquidi alla comparsa della diarrea ritardata). Si raccomanda per tali pazienti una stretta sorveglianza in ospedale.

Quando Irinotecan è usato in monoterapia, di norma è somministrato secondo lo schema di dosaggio ogni 3 settimane. Tuttavia lo schema settimanale (vedere sezione 5 ‘Proprietà farmacologiche’) può essere considerato per i pazienti che abbiano bisogno di un controllo più frequente o che siano particolarmente a rischio di neutropenia grave.

Diarrea ritardata

I pazienti devono essere consapevoli del rischio di diarrea ritardata che può insorgere cioè più di 24 ore dopo la somministrazione di Irinotecan cloridrato e in qualsiasi momento precedente il ciclo successivo. In monoterapia, il tempo mediano di comparsa della prima evacuazione liquida è stato il 5° giorno dopo l’infusione di Irinotecan cloridrato. I pazienti devono informare rapidamente il proprio medico in caso di insorgenza della diarrea e iniziare immediatamente la terapia appropriata. I pazienti a rischio maggiore di diarrea sono quelli precedentemente trattati con radioterapia addominale/pelvica, quelli con iperleucocitosi basale e quelli con ‘Performance Status’ ≥ 2 e le donne. Se non viene trattata appropriatamente, la diarrea può minacciare la sopravvivenza, specialmente nei casi in cui il paziente sia contemporaneamente neutropenico.

Appena compare la prima evacuazione di feci liquide, il paziente deve iniziare a bere grossi volumi di liquidi sotto forma di bevande contenenti elettroliti e deve essere immediatamente iniziata una appropriata terapia antidiarroica. Il trattamento specifico sarà prescritto dal reparto nel quale è stato somministrato Irinotecan cloridrato. Dopo la dimissione dall’ospedale, i pazienti dovranno avere a disposizione i farmaci prescritti, in modo che possano trattare la diarrea non appena questa insorga. Inoltre, essi devono informare il proprio medico o il reparto che ha somministrato Irinotecan cloridrato della comparsa della diarrea.

Il trattamento antidiarroico attualmente raccomandato è costituito da loperamide ad alte dosi (inizialmente 4mg, e quindi 2 mg ogni 2 ore). Questa terapia deve continuare per 12 ore dopo l’ultima evacuazione di feci liquide e non dovrà essere modificata. In nessun caso la loperamide deve essere somministrata a queste dosi per più di 48 ore, a causa del rischio di ileo paralitico, e il trattamento deve durare almeno 12 ore.

Quando la diarrea è associata a neutropenia grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/mm³) occorre aggiungere al trattamento antidiarroico una profilassi con antibiotici ad ampio spettro.

Oltre al trattamento antibiotico si raccomanda l’ospedalizzazione per la gestione della diarrea nei seguenti casi:

Diarrea associata a febbre,

Diarrea grave (tale da richiedere reidratazione per via endovenosa),

Diarrea persistente dopo 48 ore dall’inizio della terapia con alte dosi di loperamide.

La loperamide non deve essere somministrata come profilassi, anche nei pazienti che nei cicli precedenti hanno presentato diarrea ritardata. Nei pazienti che hanno avuto diarrea grave nei cicli successivi si raccomanda una riduzione di dosaggio (vedere sezione 4.2 ‘Posologia e modo di somministrazione’).

Ematologia

Si raccomanda di effettuare un controllo settimanale completo dell’emocromo durante il trattamento con Irinotecan cloridrato. I pazienti devono essere a conoscenza del rischio di neutropenia e del significato della febbre. Le neutropenia febbrile (temperatura > 38°C e conta dei neutrofili ≤ 1.000cellule/mm³) deve essere trattata urgentemente in ospedale con antibiotici a largo spettro per via endovenosa.

Nei pazienti che hanno presentato eventi ematologici gravi, si raccomanda una riduzione della dose per le somministrazioni successive (vedere sezione 4.2 ‘Posologia e modo di somministrazione’).

Nei pazienti con diarrea grave è aumentato il rischio di infezioni e di tossicità ematologica. Nei pazienti con diarrea grave deve essere effettuato un controllo completo dell’emocromo.

Alterata funzionalità epatica

Gli esami di funzionalità epatica devono essere effettuati in condizioni basali e prima di ogni ciclo di trattamento.

Nei pazienti con iperbilirubinemia (valori di bilirubina da 1,5 a 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità), la clearance dell’irinotecan è ridotta (vedere sezione 5.2 ‘Proprietà farmacocinetiche’) e pertanto presentano un rischio più elevato di ematotossicità. In questo gruppo di pazienti deve essere eseguito un controllo completo dell’emocromo ogni settimana. Il trattamento con Irinotecan cloridrato non deve essere iniziato nei pazienti con valori di bilirubina > 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (vedere sezione 4.3 ‘Controindicazioni’).

Nausea e vomito

Si raccomanda un trattamento profilattico con un antiemetico prima di ogni trattamento con Irinotecan cloridrato. Nausea e vomito sono stati riportati frequentemente. I pazienti con vomito associato a diarrea ritardata devono essere ricoverati in ospedale al più presto possibile.

Sindrome colinergica acuta

Se compare una sindrome colinergica acuta (definita come diarrea precoce associata a diversi altri sintomi quali sudorazione, crampi addominali, lacrimazione, miosi e salivazione), deve essere somministrata atropina solfato (0,25 mg per via sottocutanea) salvo nei casi in cui siano presenti controindicazioni cliniche (vedere sezione 4.8 ‘Effetti indesiderati’).

Si deve usare cautela nei pazienti con asma. Se il paziente riporta una sindrome colinergica acuta e grave si raccomanda l’uso profilattico di atropina solfato con le somministrazioni successive di irinotecan cloridrato.

Disturbi respiratori

Durante la terapia con irinotecan, non sono comuni le malattie interstiziali polmonari che si presentano come infiltrati polmonari. La malattia polmonare interstiziale può essere fatale. I probabili fattori di rischio associati allo sviluppo di infiltrati polmonari sono l’uso di farmaci tossici per i polmoni, radioterapia e l’uso di fattori di crescita. I pazienti con fattori di rischio devono essere monitorati attentamente per i sintomi respiratori prima e durante la terapia con irinotecan.

Anziani

Nei pazienti anziani, a causa della maggiore frequenza di diminuzione delle funzioni biologiche, per esempio la funzionalità epatica, la selezione della dose nel trattamento con irinotecan cloridrato in questa popolazione deve essere effettuato con cautela (vedere sezione 4.2 ‘ Posologia e modo di somministrazione’).

Occlusione intestinale

I pazienti non devono essere trattati con irinotecan cloridrato fino a risoluzione dell’occlusione intestinale (vedere sezione 4.3 ‘Controindicazioni’).

Alterata funzionalità renale

Non sono stati condotti studi specifici in questa popolazione (vedere sezione 4.2 ‘Posologia e modo di somministrazione’ e 5.2 ‘Proprietà farmacocinetiche’).

Altri

Il medicinale è inadatto per pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio, poiché contiene sorbitolo. Sono stati osservati rari casi di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza circolatoria in pazienti che hanno presentato episodi di disidratazione associata a diarrea e/o vomito, o sepsi. È necessario l’uso di un metodo anticoncezionale durante e per almeno 3 mesi dopo il termine della terapia.

Il trattamento concomitante di irinotecan con un forte inibiotore (per es. ketoconazolo) o induttore (per es. Rifampicina, carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina, erba di San Giovanni) del CYP3A4 possono alterare il metabolismo di irinotecan e devono essere evitati (vedere sezione 4.5 ‘Interazioni con altri medicinali e altre forme d’interazione’).

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Interazioni

Non si possono escludere interazioni tra irinotecan e farmaci bloccanti neuromuscolari. Poichè irinotecan cloridrato ha attività anticolinesterasica, i farmaci ad attività anticolinesterasica possono prolungare l’effetto di blocco neuromuscolare del suxametonio e antagonizzare il blocco neuromuscolare da farmaci non-depolarizzanti.

Numerosi studi hanno evidenziato che il trattamento concomitante con farmaci anticonvulsivanti CYP3A-inducenti (per es. carbamazepina, fenobarbitale o fenitoina) comporta una ridotta esposizione all’irinotecan, al SN-38 e al SN-38 glucuronato e ridotti effetti farmacodinamici. Gli effetti di questi farmaci anticonvulsivanti si riflettevano in un calo dell’AUC del SN-38 e del SN-38G del 50% o più. In aggiunta all’induzione degli enzimi del citocromo P450 3A, la maggiore glucuronizzazione e maggiore escrezione biliare possono avere un ruolo nella ridotta esposizione all’irinotecan e ai suoi metaboliti.

Uno studio ha evidenziato che il trattamento concomitante con ketoconazolo comportava un calo dell’AUC dell’APC del 87% e un aumento dell’AUC del SN-38 del 109% rispetto all’irinotecan somministrato in monoterapia. Si deve prestare attenzione ai pazienti in trattamento concomitante con farmaci noti inibire (per es. ketoconazolo) o indurre (per es. carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina, rifampicina) il metabolismo del farmaco tramite il citocromo P450 3A4. Il trattamento concomitante di irinotecan con un inibiotore/induttore di questa via metabolica può alterare il metabolismo dell’irinotecan e deve essere evitato (vedere sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

In un piccolo studio farmacocinetico (n=5), in cui l’irinotecan 350 mg/m² era somministrato in concomitanza con 900 mg di erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), si riportava un calo delle concentrazioni plasmatiche del 42% del metabolita attivo dell’irinotecan, l’SN-38.

L’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) diminuisce i livelli plasmatici di SN-38, ne consegue che non deve essere somministrato insieme all’irinotecan (vedere 4.3 ‘Controindicazioni’).

Il trattamento combinato di 5-fluorouracile/acido folinico non modifica la farmacocinetica dell’irinotecan.

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Effetti indesiderati

Le seguenti reazioni avverse ritenute possibilmente o probabilmente correlate alla somministrazione di irinotecan cloridrato sono state osservate su 765 pazienti trattati con la dose raccomandata di 350 mg/m² in monoterapia e su 145 pazienti trattati con irinotecan cloridrato in combinazione con 5FU/FA per somministrazione ogni 2 settimane alla dose raccomandata di 180 mg/m².

Infezioni e infestazioni

Nei pazienti con sepsi sono stati osservati rari casi di ridotta funzionalità renale, ipotensione o scompenso cardiaco e vascolare.

Patologie ematiche

La neutropenia è un effetto tossico dose-limitante. La neutropenia era reversibile e non cumulativa; il tempo mediano al nadir è stato di 8 giorni sia per l’uso in monoterapia sia per l’uso in terapia di combinazione.

In monoterapia

Neutropenia è stata osservata nel 78,7 % dei pazienti ed è risultata grave (conta dei neutrofili <500 cellule /mm³) nel 22,6% dei pazienti. Nel 18% dei cicli di trattamento valutabili, si è avuta una conta dei neutrofili inferiore a 1.000 cellule/mm³ compreso un 7,6% con conta di neutrofili <500 cellule /mm³. Il recupero totale è stato ottenuto entro il 22 giorno. La febbre con neutropenia grave è stata riportata nel 6,2% dei pazienti e nel 1,7% dei cicli di trattamento. Episodi infettivi si sono verificati in circa il 10,3% dei pazienti (e nel 2,5% dei cicli di trattamento) e sono risultati associati a neutropenia grave nel 5,3 % dei pazienti (1,1 % dei cicli di trattamento), con esito fatale in 2 casi.

L’anemia è stata riportata in circa il 58,7% dei pazienti (8% con emoglobina < 80 g/l e 0,9% con emoglobina < 65 g/l). La trombocitopenia (≤ 100.000 cellule/mm³) è stata osservata nel 7,4% dei pazienti e nel 1,8% dei cicli di trattamento, con conta delle piastrine ≤ 50.000 cellule /mm³nello 0,9% dei pazienti e nel 0,2% dei cicli di trattamento. Quasi tutti i pazienti hanno mostrato recupero entro il 22° giorno.

In terapia di combinazione

La neutropenia è stata osservata nel 82,5% dei pazienti ed è risultata grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/mm³) nel 9,8% dei pazienti. Nel 67,3% dei cicli di trattamento valutabili, si è avuta una conta dei neutrofili inferiore a 1.000 cellule /mm³ compreso un 2,7% con conta dei neutrofili <500 cellule /mm³. Il recupero totale è stato ottenuto generalmente entro 7-8 giorni.

La febbre con neutropenia grave è stata riportata nel 3,4% dei pazienti e nel 0,9% dei cicli di trattamento. Episodi infettivi si sono verificati in circa il 2% dei pazienti (0,5 % dei cicli di trattamento) e sono risultati associati a neutropenia grave nel 2,1% dei pazienti circa (0,5% dei cicli di trattamento), con esito fatale in 1 caso.

L’anemia è stata riportata nel 97,2% dei pazienti (2,1% con emoglobina < 80 g/l).

La trombocitopenia (≤ 100.000 cellule/mm³) è stata osservata nel 32,6% dei pazienti e nel 21,8% dei cicli di trattamento. Non è stata osservata trombocitopenia grave (<50.000 cellule/mm³). E’ stato riportato nel periodo di farmacovigilanza dopo l’immissione in commercio un caso di trombocitopenia periferica associata alla formazione di anticorpi antipiastrine.

Disturbi del sistema immunitario

Sono state riportate reazioni allergiche lievi, che sono tuttavia non frequenti, e rare reazioni anafilattiche/anafilattoidi.

Patologie del sistema nervoso

Nel periodo di farmacovigilanza successivo alla commercializzazione del farmaco sono state associate all’infusione di irinotecan casi molto rari di disturbi reversibili del linguaggio.

Patologie cardiache

Durante o dopo l’infusione sono stati riportati rari casi di ipertensione.

Patologie respiratorie

Le malattie polmonari interstiziali che si presentano come infiltrati polmonari non sono comuni durante la terapia con irinotecan.

Sono stati segnalati effetti iniziali come la dispnea (vedere sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni per l’impiego’).

Patologie gastrointestinali

Diarrea ritardata

La diarrea (che compare dopo più di 24 ore dalla somministrazione) rappresenta una tossicità dose-limitante dell’irinotecan cloridrato.

In monoterapia: la diarrea grave è stata osservata nel 20% dei pazienti che avevano seguito le raccomandazioni per il trattamento della diarrea. Per quanto riguarda i cicli di trattamento valutabili, la diarrea grave è stata osservata nel 14%. Il tempo mediano di comparsa della prima evacuazione liquida è stato il quinto giorno dopo l’infusione di irinotecan cloridrato.

In terapia di combinazione: la diarrea grave è stata osservata nel 13,1% dei pazienti che avevano seguito le raccomandazioni per il trattamento della diarrea. Per quanto riguarda i cicli di trattamento valutabili, la diarrea grave è stata osservata nel 3,9%.

Sono stati riportati casi rari di colite pseudo-membranosa, uno dei quali è stato documentato batteriologicamente (Clostridium difficile).

Disidratazione

Sono stati riportati episodi di disidratazione spesso associati a diarrea e/o vomito.

Sono stati osservati rari casi di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza cardiocircolatoria in pazienti che hanno presentato episodi di disidratazione associata a diarrea e/o vomito.

Nausea e vomito

In monoterapiala nausea e il vomito sono stati gravi nel 10% dei pazienti trattati con antiemetici.

In terapia di combinazione, è stata osservata una minore incidenza di nausea e vomito gravi (rispettivamente nel 2,1% e 2,8% dei pazienti).

Altri effetti gastrointestinali

Stipsi, secondaria a irinotecan cloridrato e/o loperamide, è stata osservata in monoterapia in meno del 10% dei pazienti e in terapia di combinazione nel 3,4% dei pazienti.

Sono stati riportati rari casi di occlusione intestinale o emorragia gastrointestinale e rari casi di colite compreso tiflite e colite ischemica e ulcerativa. Sono stati riportati rari casi di perforazione intestinale. Altri effetti lievi comprendono anoressia, dolore addominale e mucosite.

Rari casi di pancreatite sintomatica e asintomatica sono stati associati alla terapia con irinotecan.

Parametri di laboratorio

In monterapia sono stati osservati aumenti transitori da lievi a moderati dei valori sierici delle transaminasi, della fosfatasi alcalina o della bilirubina rispettivamente nel 9,2%, 8,1% e 1,8% dei pazienti, in assenza di metastasi epatiche in progressione. Aumenti transitori da lievi a moderati dei valori sierici della creatinina sono stati osservati nel 7,3% dei pazienti.

Durante il trattamento in combinazione sono stati osservati aumenti transitori dei livelli sierici (grado 1 e 2) di SGPT, SGOT, fosfatasi alcalina e bilirubina rispettivamente nel 15%, 11%, 11% e 10% dei pazienti, in assenza di metastasi epatiche in progressione. Un aumento transitorio di grado 3 è stato osservato rispettivamente nello 0%, 0%, 0% e 1% dei pazienti. Il grado 4 non è stato osservato.

Sono stati riportati rari casi di aumento delle amilasi e/o delle lipasi.

Sono stati riportati rari casi di ipopotassiemia e iponatriemia frequentemente associati a diarrea e/o vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

L’alopecia è stata un evento avverso molto frequente e reversibile. Sebbene non frequentemente sono state riportate lievi reazioni cutanee.

Patologie del sistema muscoloscheletrico

Sono stati riferiti effetti precoci come contrazioni muscolari o crampi e parestesie.

Patologie sistemiche e condizioni relative al sito di infusione

Sindrome colinergica acuta

È stata riportata una grave sindrome colinergica acuta transitoria nel 9% dei pazienti trattati con monoterapia e solo nel 1,4% dei pazienti trattati con terapia di combinazione.

I sintomi principali sono stati descritti come diarrea precoce e vari altri sintomi come dolore addominale, congiuntivite, rinite, ipotensione, vasodilatazione, sudorazione, brividi, malessere, capogiri, disturbi visivi, miosi, lacrimazione e aumento della salivazione, comparsi entro le prime 24 ore dopo l’infusione di irinotecan cloridrato. Questi sintomi sono scomparsi dopo somministrazione di atropina (vedere sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

L’astenia è stata grave in meno del 10% dei pazienti trattati in monoterapia e nel 6,2% dei pazienti trattati con terapia di combinazione. La relazione causale con irinotecan cloridrato non è stata chiaramente stabilita. Febbre senza infezioni senza concomitanza di neutropenia grave si è verificata nel 12% dei pazienti trattati in monoterapia e nel 6,2% dei pazienti trattati con terapia di combinazione. Sebbene non frequenti, sono state riportate lievi reazioni cutanee nel sito di infusione.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non ci sono informazioni sull’uso di irinotecan cloridrato in donne in gravidanza. Irinotecan cloridrato si è dimostrato embriotossico, fetotossico e teratogeno nei conigli e nei ratti, pertanto, Irinotecan non deve essere usato durante la gravidanza (vedere sezione 4.3 ‘Controindicazioni’ e sezione 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

Donne in età fertile

Le donne in età fertile che assumono Irinotecan devono essere informate che è necessario evitare una gravidanza e avvisare immediatamente il medico curante nel caso in cui inizi una gravidanza (vedere sezione 4.3 ‘Controindicazioni’ e 4.4 ‘Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego’).

Allattamento

14C-irinotecan è stato ritrovato nel latte di ratte che allattano. Non è noto se l’irinotecan venga escreto nel latte materno. Di conseguenza, a causa di potenziali effetti collaterali nel lattante, l’allattamento al seno deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento con irinotecan cloridrato (vedere sezione 4.3 ‘Controindicazioni’).

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Conservazione

Conservare il flaconcino nella confezione originale. Non congelare.

I flaconcini di Irinotecan cloridrato concentrato per soluzione per infusione devono essere protetti dalla luce.

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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