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ANESTETICI GENERALI

SEVOFLURANE BA

6FL 250ML 100%

BAXTER SpA

Descrizione prodotto

SEVOFLURANE BA*6FL 250ML 100%

Principio attivo

SEVOFLURANO

Forma farmaceutica

AEROSOL

ATC livello 3

ANESTETICI GENERALI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

870.65


Codice ATC livello 5:
N01AB08

Codice AIC:
37141013


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Induzione e mantenimento dell’anestesia generale in adulti e bambini.

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Composizione

Sevoflurano 100%

Il medicinale è costituito dal solo principio attivo.

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Eccipienti

Nessuno

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Controindicazioni

Il sevoflurano non deve essere usato in pazienti con ipersensibilità nota o sospetta al sevoflurano o ad altri anestetici alogenati (per esempio anamnesi di disfunzione epatica, febbre o leucocitosi di causa sconosciuta dopo anestesia con uno di questi agenti).

Anamnesi di disfunzione epatica da moderata a severa di cui non è stata stabilita la causa, con ittero, febbre e eosinofilia dopo anestesia indotta con sevoflurano.

Il sevoflurano non deve essere usato in pazienti con predisposizione genetica nota o sospetta a ipertermia maligna.

Il sevoflurano è controindicato in pazienti in cui l’anestesia totale è controindicata.

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Posologia

La premedicazione deve essere scelta secondo il bisogno del paziente individuale, e a discrezione dell’anestesista.

Anestesia chirurgica

La concentrazione di sevoflurano che viene somministrata da un vaporizzatore durante l’anestesia deve essere nota. Ciò si ottiene usando un vaporizzatore specificamente calibrato per il sevoflurano.

Induzione dell’anestesia

Il dosaggio deve essere personalizzato e titolato per ottenere l’effetto desiderato in funzione dell’età e dello stato clinico del paziente.Può essere somministrato un barbiturico ad azione rapida o altro agente di induzione per via endovenosa seguito dall’inalazione di sevoflurano.

L’induzione con sevoflurano può essere ottenuta mediante inalazione di 0,5–1,0% di sevoflurano in ossigeno (O2) con o senza aggiunta di protossido di azoto (N2O), aumentando il dosaggio con incrementi di 0,5–1,0% di sevoflurano, fino a un massimo dell’8% negli adulti e nei bambini, fino a raggiungere la profondità dell’anestesia desiderata. Negli adulti concentrazioni inspirate fino al 5% di sevoflurano solitamente producono l’anestesia chirurgica in meno di due minuti Nei bambini, concentrazioni inspirate fino al 7% di sevoflurano solitamente producono l’anestesia chirurgica in meno di due minuti.

Mantenimento dell’anestesia

I livelli chirurgici di anestesia possono essere mantenuti mediante l’inalazione di 0,5–3,0% di sevoflurano in O2, con o senza l’uso concomitante di N2O.

Tabella 1

Valori della MAC per adulti e pazienti pediatrici secondo l’età

Età del paziente (anni) Sevoflurano in Ossigeno Sevoflurano in 65% N2O/35% O2
0 – 1 mesi * 3,3%  
1 – <6 mesi 3,0%  
6 mesi – <3 anni 2,8% 2,0% @
3–12 2,5%  
25 2,6% 1,4%
40 2,1% 1,1%
60 1,7% 0,9%
80 1,4% 0,7%

* Età gestazionale dei neonati a termine. Non sono stati stabiliti valori della MAC per i neonati pretermine.

@ Nei pazienti pediatrici da 1 a meno di 3 anni, è stato usato 60% N20/40% 02

Risveglio

Il risveglio da anestesia indotta mediante sevoflurano è generalmente rapido. Pertanto i pazienti potrebbero richiedere più presto i farmaci antidolorifici nella fase postoperatoria.

Anziani

La MAC diminuisce con l’aumentare dell’età del paziente. La concentrazione media di sevoflurano per raggiungere la MAC in un paziente di 80 anni è circa il 50% di quella richiesta per un paziente di 20 anni.

Popolazione pediatrica

Fare riferimento alla Tabella 1 per i valori della MAC per i pazienti pediatrici a seconda dell’età.

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Avvertenze e precauzioni

Il sevoflurano deve essere somministrato esclusivamente da personale addestrato nella somministrazione dell’anestesia generale. È necessario che siano immediatamente disponibili apparecchiature per il mantenimento della pervietà delle vie aeree del paziente, la ventilazione assistita, il supplemento di ossigeno e la rianimazione circolatoria. I segni vitali di tutti i pazienti anestetizzati con sevoflurano, inclusi elettrocardiogramma (ECG), pressione sanguigna (BP), saturazione dell’ossigeno e concentrazione di anidride carbonica (CO2) di fine espirazione devono essere costantemente monitorati.

La concentrazione di sevoflurano somministrata mediante un vaporizzatore deve essere conosciuta esattamente. Dato che gli anestetici volatili differiscono nelle loro proprietà fisiche, devono essere usati solo vaporizzatori specificamente calibrati per il sevoflurano. La somministrazione dell’anestesia totale deve essere individualizzata sulla base della risposta del paziente. All’aumentare progressivo della profondità dell’anestesia corrisponde un aumento dell’ipotensione e della depressione respiratoria.

Durante il mantenimento dell’anestesia, l’aumento della concentrazione di sevoflurano determina una diminuzione dose–dipendente della pressione sanguigna. Una diminuzione eccessiva della pressione sanguigna può essere correlata alla profondità dell’anestesia e in tali casi può essere corretta diminuendo la concentrazione del sevoflurano inspirato. Il risveglio dall’anestesia generale deve essere attentamente monitorato prima che i pazienti vengano dimessi dalla unità di cura post–anestesia.

Un’attenzione particolare deve essere prestata alla scelta del dosaggio per pazienti ipovolemici, ipotesi, debilitati o compromessi emodinamicamente sotto altri aspetti, per esempio a seguito di farmaci concomitanti.

In anestesia ostetrica è necessario osservare la massima cautela in quanto il sevoflurano produce il rilassamento dell’utero e aumenta l’emorragia intrauterina (vedi il Paragrafo 4.6)

I pazienti con esposizioni ripetute agli idrocarburi alogenati, incluso il sevoflurano, in un intervallo di tempo relativamente breve, possono avere un aumentato rischio di danno epatico.

Come con tutti gli anestetici, il mantenimento della stabilità emodinamica è importante al fine di evitare ischemie miocardiche in pazienti affetti da patologie coronariche.

Ipertermia maligna :

in soggetti predisposti, l’inalazione di potenti agenti anestetici può innescare uno stato ipermetabolico dell’apparato muscoloscheletrico che porta ad un’elevata richiesta di ossigeno e quindi ad una sindrome clinica nota come ipertermia maligna. Rari casi di ipertermia maligna sono stati segnalati in seguito all’uso di sevoflurano (vedere anche il Paragrafo 4.8).

La sindrome è segnalata dall’ipercapnia, e può includere rigidità muscolare, tachicardia, tachipnea, cianosi, aritmie e/o sbalzi di pressione. Alcuni di questi sintomi non specifici possono anche comparire durante un’anestesia leggera: ipossia acuta, ipercapnia e ipovolemia. Il trattamento include la sospensione degli agenti scatenanti (ad esempio il sevoflurano), la somministrazione di dantrolene sodico per via endovenosa e l’applicazione di una terapia di supporto. È possibile che in seguito si verifichi insufficienza renale, pertanto è necessario monitorare la diuresi e, se possibile, facilitarla.

L’uso di agenti anestetici per inalazione è stato associato con rari aumenti nei livelli sierici di potassio che hanno causato aritmie cardiache e decesso in pazienti pediatrici durante il periodo post–operatorio.

I pazienti con distrofie muscolari latenti o manifeste, in particolare la Distrofia Muscolare di Duchenne, sembrano essere più vulnerabili. L’uso concomitante di succinilcolina è stato associato con molti, ma non tutti, questi casi. Questi pazienti hanno avuto anche aumenti significativi nei livelli sierici di creatinina chinasi e, in alcuni casi, modifiche nell’urina conformi alla mioglobinuria. Nonostante la somiglianza nella presentazione con l’ipertermia maligna, nessuno di questi pazienti ha mostrato segni o sintomi di rigidità muscolare o stato ipermetabolico. Si raccomanda un intervento precoce e aggressivo per trattare l’iperkaliemia e le aritmie resistenti, come pure la successiva valutazione di danni neuromuscolari latenti.

Isolati rapporti di prolungamento dell’intervallo Q–T, molto raramente associati alla torsione di punta (in casi eccezionali, fatale) sono stati ricevuti. Si deve prestare attenzione quando si somministra il sevoflurano a pazienti predisposti.

Isolati casi di aritmia ventricolare sono stati riportati in pazienti pediatrici con malattia di Pompe.

Deve essere posta attenzione nel somministrare l’anestesia totale, incluso il sevoflurano, a pazienti con disturbi mitocondriali.

Movimenti distonici, che scompaiono senza alcun trattamento, sono stati osservati in bambini che avevano ricevuto sevoflurano per l’induzione dell’anestesia. La correlazione tra tali disturbi e il sevoflurano non è stata dimostrata.

Il risveglio da anestesia indotta mediante sevoflurano è generalmente rapido. Pertanto potrebbe essere necessario somministrare farmaci antidolorifici nella fase postoperatoria iniziale.

Sono stati segnalati casi molto rari di disfunzione epatica o epatite (con o senza ittero) postoperatoria leggera, moderata o grave dall’esperienza post marketing. Deve essere espresso un parere clinico se il sevoflurano viene utilizzato in pazienti con disturbi epatici di base o che assumono farmaci che causano notoriamente disfunzioni epatiche. Nei pazienti che hanno lamentato lesioni epatiche, ittero, febbre di cui non sia stata stabilita la causa o eosinofilia a seguito della somministrazione di altri anestetici inalatori, si consiglia di evitare la somministrazione di sevoflurano se è possibile praticare una anestesia con medicinali per via endovenosa o una anestesia regionale (vedere il Paragrafo 4.8).

Sebbene il recupero della coscienza a seguito della somministrazione di sevoflurano di solito avviene in alcuni minuti, l’impatto sulla funzione intellettiva per i due o tre giorni successivi l’anestesia non è stato studiato. Come con gli altri anestetici, piccole alterazioni dell’umore possono persistere per alcuni giorni dopo la somministrazione (vedere il Paragrafo 4.7).

Sostituzione degli assorbitori essiccati di CO2

La reazione esotermica tra il sevoflurano e la calce sodata utilizzata per l’assorbimento di CO2 è rafforzata quando la calce è secca, ad esempio dopo un periodo prolungato di esposizione del contenuto del contenitore della calce sodata al gas fresco. Sono stati segnalati rari casi di surriscaldamento, produzione di fumo e/o fiamme spontanee dal vaporizzatore dell’anestetico durante l’uso di sevoflurano insieme a calce sodata secca, specificamente quella che contiene idrossido di potassio. Un ritardo imprevisto nell’aumento della concentrazione di sevoflurano inspirato o una diminuzione imprevista di concentrazione di sevoflurano inspirato, rispetto all’impostazione del vaporizzatore può essere indice di surriscaldamento del contenitore contenente la calce per l’assorbimento di CO2.

Una reazione esotermica, un’aumentata degradazione del sevoflurano, e la produzione di prodotti di degradazione (vedere DESCRIZIONE) può verificarsi quando l’assorbitore di CO2 si essicca, come dopo un prolungato periodo di flusso di gas secco attraverso il contenitore dell’assorbitore di CO2. I prodotti di degradazione del sevoflurano (metanolo, formaldeide, monossido di carbonio e i Composti A, B, C e D) sono stati osservati nel circuito respiratorio di una macchina sperimentale per anestesia usando assorbitori di CO2 secchi e le concentrazioni massime di sevoflurano (8%) per periodi di tempo prolungati (> 2 ore). Concentrazioni di formaldeide osservato nel circuito respiratorio anestetico (usando assorbitori contenenti sodio idrossido) erano coerenti con i livelli che sono noti causare una leggera irritazione respiratoria. La rilevanza clinica dei prodotti di degradazione osservati in questo modello estremo sperimentale non è nota.

Se il medico che ha in cura il paziente sospetta che la calce sodata utilizzata per l’assorbimento di CO2 si è seccata, la calce deve essere sostituita prima della somministrazione del sevoflurano. L’indicatore della maggior parte delle calci utilizzate per l’assorbimento di CO2 non sempre cambia colore quando la calce è secca. L’assenza di un cambiamento di colore, pertanto, non deve essere interpretata come indice di un adeguato livello di idratazione. Gli assorbitori di CO2 devono essere sostituiti periodicamente, indipendentemente dal colore dell’indicatore (vedere il Paragrafo 6.6).

Compromissione renale

Poiché esiste un limitato numero di pazienti che presentano compromissioni renali (livelli serici di creatinina ≥ 1,5 mg/dl o 135 micromol/l), il sevoflurano deve essere somministrato con cautela a questa tipologia di pazienti; la funzionalità renale deve essere monitorata nella fase postoperatoria.

Neurochirurgia

In pazienti a rischio di aumenti della pressione intracranica (PIC), il sevoflurano deve essere somministrato con cautela in concomitanza con procedure volte a ridurre il rischio di PIC, come l’iperventilazione.

Convulsioni

Rari casi di convulsioni sono stati riportati in associazione all’uso del sevoflurano.

L’uso del sevoflurano è stato associato a convulsioni che si sono verificate in bambini, giovani adulti così come negli adulti più anziani con e senza fattori di rischio predisponenti. E’ necessario un parere clinico prima di somministrare il sevoflurano a pazienti a rischio di convulsioni. Nei bambini, la profondità dell’anestesia deve essere limitata. L’EEG può consentire di ottimizzare la dose di sevoflurano e contribuire ad evitare lo sviluppo di attività convulsive in pazienti con predisposizione alle convulsioni (vedere il Paragrafo 4.4 - Popolazione pediatrica).

Popolazione pediatrica

L’uso del sevoflurano è stato associato a convulsioni. Molte si sono verificate in bambini e giovani adulti a partire dai 2 mesi di età, molti dei quali non avevano fattori di rischio predisponenti. Deve essere espresso un parere clinico quando si usa il sevoflurano in pazienti che possono essere a rischio di convulsioni (vedere il Paragrafo 4.4 - Convulsioni).

Il risveglio rapido nei bambini può suscitare brevemente uno stato di agitazione e rallentare la cooperazione (in circa il 25% dei bambini anestetizzati).

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Interazioni

E’ stato dimostrato che il sevoflurano è sicuro ed efficace se somministrato insieme ad un’ampia varietà di agenti comunemente utilizzati in situazioni chirurgiche come agenti del sistema nervoso centrale, farmaci autonomici, rilassanti dei muscoli scheletrici, agenti antiinfettivi incluso gli aminoglicosidi, ormoni e sostituti sintetici, emoderivati e farmaci cardiovascolari, incluso l’epinefrina.

Protossido di azoto

Come con gli altri agenti anestetici alogenati, la MAC del sevoflurano viene diminuita quando è somministrato in combinazione con il protossido di azoto. La MAC equivalente è ridotta di circa il 50% negli adulti e di circa il 25% nei pazienti pediatrici (vedere anche il Paragrafo 4.2 – Mantenimento).

Agenti bloccanti neuromuscolari

Come con gli altri agenti anestetici alogenati, il sevoflurano influenza sia l’intensità che la durata del blocco neuromuscolare dei miorilassanti non depolarizzanti. Se usato per integrare l’anestesia con alfentanil– N2O, il sevoflurano potenzia il blocco neuromuscolare indotto con pancuronio, vecuronio o atracurio. Gli aggiustamenti di dosaggio per questi miorilassanti se somministrati con il sevoflurano sono simili a quelli richiesti con l’isoflurano. L’effetto del sevoflurano sulla succinilcolina e la durata del blocco neuromuscolare depolarizzante non sono stati studiati.

La riduzione di dosaggio degli agenti di blocco neuromuscolari durante l’induzione dell’anestesia può portare ad un inizio ritardato delle condizioni idonee all’intubazione endotracheale o ad un rilassamento dei muscoli inadeguato poiché si osserva un potenziamento degli agenti di blocco neuromuscolari pochi minuti dopo l’inizio della somministrazione del sevoflurano.

Tra gli agenti non depolarizzanti, sono state studiate le interazioni con il vecuronio, il pancuronio e l’atracurio. In assenza di specifiche linee guida: (1) per l’intubazione endotracheale, non ridurre la dose di miorilassanti non depolarizzanti; e, (2) durante il mantenimento dell’anestesia, la dose di miorilassanti non depolarizzanti deve essere verosimilmente ridotta in confronto a quella durante l’anestesia con N2O/oppioidi. La somministrazione di dosi supplementari di miorilassanti deve essere guidata dalla risposta alla stimolazione dei nervi.

Benzodiazepine e Oppioidi

Le benzodiazepine e gli oppioidi diminuiscono generalmente la MAC del sevoflurano nello stesso modo di altri anestetici inalati. La somministrazione di sevoflurano è compatibile con le benzodiazepine e gli oppioidi come comunemente usati nella pratica chirurgica.

Gli oppioidi come l’alfentanil e il sufentanil, se combinati con il sevoflurano, possono portare ad una caduta sinergistica nella frequenza cardiaca, nella pressione sanguigna e nella frequenza respiratoria.

Beta–bloccanti

Il sevoflurano può aumentare gli effetti ionotropi, cronotropi e dromotropi negativi dei betabloccanti attraverso il blocco dei meccanismi di compensazione cardiovascolari.

Epinefrina/Adrenalina

Il sevoflurano è analogo all’isoflurano nella sensibilizzazione del miocardio all’effetto aritmogenico dell’adrenalina somministrata per via esogena, essendo stata stabilita la dose soglia di adrenalina che produce aritmie ventricolari multiple a 5 mcg per kg.

Induttori del CYP2E1

I medicinali e i composti che aumentano l’attività dell’isoenzima CYP2E1 del citocromo P450, ad esempio isoniazide e alcol, possono aumentare il metabolismo del sevoflurano e provocare un aumento significativo delle concentrazioni di fluoruri nel plasma. L’uso concomitante di sevoflurano e isoniazide può potenziare gli effetti epatotossici dell’isoniazide.

Simpaticomimetici ad azione indiretta

Esiste il rischio di episodi ipertensivi acuti durante l’uso concomitante di sevoflurano e medicinali simpaticomimetici indiretti (anfetamine, efedrina).

Verapamil

Disturbi della conduzione atrioventricolare sono stati osservati durante la somministrazione concomitante di verapamil e sevoflurano.

Erba di San Giovanni

Sono stati riportati grave ipotensione e risveglio ritardato dall’anestesia con agenti inalatori alogenati in pazienti trattati a lungo termine con Erba di San Giovanni.

Barbiturici

La somministrazione di sevoflurano è compatibile con i barbiturici come comunemente usati nella pratica chirurgica.

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Come con tutti i potenti anestetici assunti per inalazione, il sevoflurano può produrre depressione cardiorespiratoria dose–dipendente. La maggior parte delle reazioni avverse è di intensità lieve o moderata e di durata transitoria. Sono stati segnalati episodi di nausea e vomito nel periodo postoperatorio (sintomi peraltro comuni in seguito a interventi chirurgici e ad anestesia generale) che possono essere dovuti all’anestetico inalato, ad altri agenti somministrati nel periodo intra–operatorio o post–operatorio o a una reazione del paziente alla pratica chirurgica.

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state le seguenti:

In pazienti adulti: ipotensione, nausea e vomito;

In pazienti anziani: bradicardia, ipotensione e nausea; e

In pazienti pediatrici: agitazione, tosse, vomito e nausea.

Riassunto in forma tabulare delle reazioni avverse

Tutte le reazioni, almeno possibilmente correlate al sevoflurano da studi clinici e dall’esperienza post–marketing, sono mostrate nella Tabella sottostante secondo la Classificazione per Sistemi e Organi MedDRA, Termine preferito e frequenza. I seguenti gruppi di frequenza sono usati: molto comune (>1/10); comune (>1/100 e <1/10); non comune (>1/1000 e <1/100); raro (>1/10000 e <1/1000); molto raro (<1/10000), incluso rapporti isolati. Le reazioni avverse post–marketing sono state riportate volontariamente da una popolazione con una frequenza di esposizione non nota. Quindi non è possibile stimare la reale incidenza delle reazioni avverse e la frequenza è "non nota". Il tipo, la gravità e la frequenza delle reazioni avverse nei pazienti trattati con sevoflurano negli studi clinici sono state comparabili alle reazioni avverse in pazienti trattati con farmaci di riferimento.

Dati sulle reazioni avverse emerse da studi clinici ed esperienza post–marketing

Riassunto delle più frequenti reazioni avverse negli studi clinici con sevoflurano e nell’esperienza post–marketing
Classificazione per sistemi e Organi Frequenza Reazioni avverse
Disturbi del sistema immunitario Non noto Reazioni anafilattiche¹, reazioni anafilattoidi, ipersensibilità¹
Disturbi psichiatrici Molto comune Agitazione
Non comune Confusione
Patologie del sistema nervoso Comune Sonnolenza, capogiri, cefalea
Non comune Convulsioni2 3, distonia
Patologie cardiache Molto comune Bradicardia
Comune Tachicardia
Non comune Blocco atrioventricolare completo, aritmie cardiache (incluso aritmie ventricolari), fibrillazione atriale, extrasistole (ventricolari, sopraventricolari, collegate a bigeminismo)
Non noto Arresto cardiaco4
Patologie vascolari Molto comune Ipotensione
Comune Ipertensione
Patologie respiratorie, toraciche e Mediastiniche Molto comune Tosse
Comune Disturbi respiratori, depressione respiratoria, laringospasmo
Non comune Apnea, asma, ipossia
Non noto Broncospasmo, dispnea¹, sibilo¹
Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea, vomito
Comune Ipersecrezione salivare
Patologie epatobiliari Non noto Epatite1 2, insufficienza epatica1 2, necrosi epatica1 2
Patologie della cute e del tessuto Sottocutaneo Non noto Dermatite da contatto¹, prurito, eruzione cutanea¹, gonfiore del viso¹, orticaria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Brividi, febbre
Non noto Dolore al torace¹, ipertermia maligna1 2
Esami diagnostici Comune Glucosio ematico anormale, test della funzionalità epatica anormale5, conta dei globuli bianchi anormale, aumentato fosforo ematico
Non comune Aumento dei livelli serici di creatinina
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Comune Ipotermia

1 Vedere Paragrafo 4.8 - Descrizione delle reazioni avverse selezionate

2 Vedere Paragrafo 4.4

3 Vedere Paragrafo 4.8 - Popolazione pediatrica

4 Ci sono stati rapporti post–marketing molto rari di arresto cardiaco nella regolazione dell’uso di sevoflurano

5 Sono stati riportati casi occasionali di modifiche transitorie nei test di funzionalità epatica con il sevoflurano e gli agenti di riferimento

Descrizione della reazioni avverse selezionate

Aumenti transitori nei livelli serici di fluoruri inorganici possono verificarsi durante e dopo l’anestesia con il sevoflurano. Le concentrazioni di fluoruri inorganici generalmente si abbassano entro due ore dal termine della anestesia con sevoflurano e ritornano entro 48 ore ai livelli pre–operatori. Negli studi clinici, elevate concentrazioni di fluoruri non sono state associate a compromissione della funzionalità renale.

Esistono rari rapporti di epatite post–operatoria. In aggiunta, ci sono stati rari rapporti postmarketing di insufficienza epatica e necrosi epatica associate all’uso di potenti agenti anestetici volatili, incluso il sevoflurano. Tuttavia, l’effettiva incidenza e la relazione del sevoflurano con questi eventi non può essere stabilita con certezza (vedere il Paragrafo 4.4).

Sono stati segnalati casi rari di ipersensibilità (incluso dermatite da contatto, eruzione cutanea, dispnea, sibilo, dolore al torace, gonfiore del viso, orticarie, prurito, broncospasmo, reazioni anafilattiche o anafilattoidi particolarmente in associazione all’esposizione a lungo termine da lavoro agli agenti anestetici per inalazione, incluso il sevoflurano.

In individui predisposti, l’inalazione di potenti agenti anestetici può scatenare uno stato impermetabolico dei muscoli scheletrici che porta ad un’elevata domanda di ossigeno e alla sindrome clinica nota come ipertermia maligna (vedere il Paragrafo 4.4).

Popolazione pediatrica

L’uso del sevoflurano è stato associato a convulsioni. Molte di queste si sono verificate nei bambini e nei giovani adulti a partire dai 2 mesi di età, molti dei quali non avevano fattori di rischio predisponenti. Molti casi non hanno rivelato la somministrazione concomitante di altri medicinali, ed almeno un caso è stato confermato da elettroencefalogramma (EEG).

Anche se numerosi casi sono stati costituiti da convulsioni singole risoltesi spontaneamente o dopo il trattamento, sono stati segnalati anche casi di convulsioni multiple. Si sono verificate convulsioni durante o poco dopo l’induzione con sevoflurano, durante il risveglio e durante il recupero post–operatorio fino a un giorno successivo all’anestesia. Deve essere espresso un parere clinico quando si utilizza il sevoflurano in pazienti che possono essere a rischio di convulsioni (vedere il Paragrafo 4.4).

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Gli studi riproduttivi in topi e conigli a dosi fino a 1 MAC non hanno rivelato evidenza di danni al feto causati dal sevoflurano. Non ci sono studi adeguati e ben controllati nelle donne in stato di gravidanza; quindi, il sevoflurano deve essere usato durante la gravidanza solo se chiaramente necessario.

Travaglio e Parto

In uno studio clinico, è stata dimostrata la sicurezza del sevoflurano sia per le madri che per i neonati se utilizzato per l’anestesia durante il parto cesareo. La sicurezza del sevoflurano nel travaglio e nel parto vaginale non è stata dimostrata.

Dati gli effetti farmacologici, il sevoflurano ha un effetto rilassante sull’utero. Uno studio clinico sulla interruzione della gravidanza ha riferito di un incremento delle emorragie intrauterine.

Allattamento

Non è noto se il sevoflurano venga escreto nel latte materno. Si deve prestare cautela quando viene somministrato il sevoflurano a donne che allattano al seno.

Fertilità

Gli studi riproduttivi in topi e conigli a dosi fino a 1 MAC non hanno rivelato evidenza di compromissione della fertilità dovuta al sevoflurano.

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Conservazione

Il presente medicinale non necessita di alcuna precauzione speciale per la conservazione.

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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