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ALTRI ANTINEOPLASTICI

SUTENT

30CPS 12,5MG

PFIZER ITALIA Srl

Descrizione prodotto

SUTENT*30CPS 12,5MG

Principio attivo

SUNITINIB MALEATO

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

2178.37


Codice ATC livello 5:
L01XE04

Codice AIC:
37192022


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST)

SUTENT è indicato per il trattamento del tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST) non operabile e/o metastatico negli adulti dopo fallimento di un trattamento con imatinib dovuto a resistenza o intolleranza.

Carcinoma renale metastatico (MRCC)

SUTENT è indicato per il trattamento del carcinoma renale avanzato/metastatico (MRCC) negli adulti.

Tumori neuroendocrini pancreatici (pNET)

SUTENT è indicato per il trattamento di tumori neuroendocrini pancreatici (pNET) ben differenziati, non operabili o metastatici, in progressione di malattia, negli adulti.

L’esperienza con SUTENT come farmaco di prima linea è limitata (vedere paragrafo 5.1).

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Composizione

Ogni capsula contiene sunitinib malato, corrispondente a 12,5 mg di sunitinib.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Contenuto della capsula

Mannitolo (E421)

Croscarmellosa sodica

Povidone (K-25)

Magnesio stearato

Involucro della capsula

Gelatina

Ossido di ferro rosso (E172)

Diossido di titanio (E171)

Inchiostro

Gomma lacca

Glicole propilenico

Sodio idrossido

Povidone

Diossido di titanio (E171)

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

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Posologia

La terapia con sunitinib deve essere avviata da un medico esperto nella somministrazione di agenti antitumorali.

Posologia

Per il GIST ed il MRCC la dose raccomandata di SUTENT è 50 mg da assumere per via orale una volta al giorno, per 4 settimane consecutive, seguite da 2 settimane di riposo (Schema 4/2) in modo da effettuare un ciclo completo di 6 settimane.

Per il pNET la dose raccomandata di SUTENT è 37,5 mg da assumere per via orale una volta al giorno, senza un periodo di riposo programmato.

Aggiustamento della dose

Sicurezza e tollerabilità

Per il GIST ed il MRCC possono essere effettuate modifiche della posologia con incrementi di 12,5 mg in base alla sicurezza e tollerabilità del singolo paziente. La dose giornaliera non deve superare 75 mg né deve essere ridotta al di sotto di 25 mg.

Per il pNET possono essere effettuate modifiche della posologia con incrementi di 12,5 mg in base alla sicurezza e tollerabilità del singolo paziente. La dose massima somministrata nello studio di fase 3 sui pNET è stata di 50 mg al giorno.

Possono essere necessarie sospensioni nell’assunzione di alcune dosi in base alla sicurezza e tollerabilità del singolo paziente.

Inibitori/induttori del CYP3A4

La co-somministrazione di sunitinib con potenti induttori del CYP3A4, come rifampicina, deve essere evitata (vedere paragrafi 4.4. e 4.5). Se ciò non è possibile, può essere necessario aumentare la dose di sunitinib con incrementi da 12,5 mg (fino a 87,5 mg/die per il GIST e il MRCC o 62,5 mg/die per il pNET) sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità.

La co-somministrazione di sunitinib con potenti inibitori del CYP3A4, come il ketoconazolo, deve essere evitata (vedere paragrafi 4.4. e 4.5). Se ciò non è possibile, può essere necessario ridurre la dose di sunitinib ad un dosaggio minimo di 37,5 mg al giorno per il GIST e il MRCC o 25 mg al giorno per il pNET, sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità.

Deve essere presa in considerazione la scelta di un medicinale concomitante alternativo con nessun potenziale o con un potenziale minimo di indurre o inibire il CYP3A4.

Popolazioni particolari

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di sunitinib in pazienti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite.

Non ci sono dati disponibili.

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di sunitinib nei bambini dalla nascita ai 6 anni di età nel trattamento del tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST) non operabile e/o metastatico dopo fallimento di un trattamento con imatinib dovuto a resistenza o intolleranza. Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di sunitinib nella popolazione pediatrica nel trattamento del carcinoma renale avanzato/metastatico (MRCC) e nel trattamento dei tumori neuroendocrini pancreatici (pNET) ben differenziati, non operabili o metastatici, in progressione di malattia.

L’uso di sunitinib nella popolazione pediatrica non è raccomandato.

Pazienti anziani (≥65 anni)

Circa un terzo dei pazienti arruolati negli studi clinici che hanno ricevuto sunitinib aveva un’età pari o superiore a 65 anni. Non sono state osservate differenze significative nella sicurezza ed efficacia tra soggetti più giovani e più anziani.

Compromissione epatica

Non è richiesto un aggiustamento del dosaggio iniziale quando sunitinib viene somministrato ai pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (stadio Child-Pugh A e B). L’impiego di sunitinib in soggetti con insufficienza epatica severa (stadio Child-Pugh C) non è stato studiato, pertanto il suo uso nei pazienti con insufficienza epatica non è raccomandato(vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

Non è necessario un aggiustamento della dose inziale quando sunitinib è somministrato ai pazienti con compromissione renale (moderata-grave) o con malattia renale in fase terminale (ESRD) sottoposti a emodialisi. Gli aggiustamenti posologici successivi devono essere effettuati in base alla sicurezza ed alla tollerabilità del singolo paziente (vedere paragrafo 5.2).

Modo di somministrazione

SUTENT è per somministrazione orale. Può essere assunto con o senza cibo.

Se una dose non viene assunta, non si deve somministrare una dose aggiuntiva. Il paziente deve assumere la dose abituale prescritta il giorno successivo.

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Avvertenze e precauzioni

La co-somministrazione con induttori potenti del CYP3A4 deve essere evitata perché può ridurre la concentrazione plasmatica di sunitinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

La co-somministrazione con inibitori potenti del CYP3A4 deve essere evitata perché può aumentare la concentrazione plasmatica di sunitinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

Disturbi della cute e dei tessuti

L’alterazione del colore della cute, che può essere dovuta al colore del principio attivo (giallo), è una reazione avversa comune che si verifica in circa il 30% dei pazienti. I pazienti devono essere informati che durante il trattamento con sunitinib può verificarsi anche la depigmentazione dei capelli o della cute. Altri possibili effetti dermatologici possono includere secchezza, ispessimento o screpolatura della cute, bolle, pioderma gangrenoso (ulcerazione dolorosa della cute generalmente reversibile dopo interruzione del trattamento) o rash cutaneo occasionale del palmo delle mani o della pianta dei piedi.

In circa il 14% dei pazienti si è verificato dolore/irritazione alla bocca. Le reazioni sopra riportate erano cumulative, sono risultate generalmente reversibili e solitamente non hanno comportato l’interruzione del trattamento.

Sono state raramente segnalate reazioni cutanee gravi, tra cui casi di eritema multiforme (EM) e casi riconducibili alla sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e alla necrolisi epidermica tossica (NET). In presenza di segni o sintomi di SJS, NET o EM (p.es. rash cutaneo progressivo spesso con vesciche o lesioni della mucosa) il trattamento con sunitinib deve essere interrotto. Se la diagnosi di SJS o di NET viene confermata, il trattamento non deve essere ripreso. In alcuni casi di sospetto EM, dopo la risoluzione della reazione i pazienti hanno tollerato la reintroduzione della terapia con sunitinib a dosi più basse; alcuni di questi pazienti hanno anche ricevuto trattamento concomitante con corticosteroidi o antistaminici.

Emorragia e sanguinamenti causati da tumori

Dall’esperienza post-marketing sono stati riportati eventi emorragici, alcuni dei quali con esito fatale, inclusi emorragie gastrointestinali, respiratorie, emorragie delle vie urinarie e cerebrali.

Episodi di sanguinamento si sono verificati nel 18% dei pazienti trattati con sunitinib rispetto al 17% dei pazienti del gruppo placebo in uno studio di fase 3 sull’indicazione GIST. I pazienti con MRCC in trattamento con sunitinib mai precedentemente trattati con sunitinib hanno riportato eventi di sanguinamento nel 39% dei casi rispetto all’11% di pazienti trattati con IFN-α. Undici (3,1%) pazienti in trattamento con sunitinib rispetto ad 1 paziente (0,3%) in trattamento con IFN-α hanno riportato episodi di sanguinamento di Grado 3 o superiore correlati al trattamento. Il 26% dei pazienti in trattamento con sunitinib per MRCC refrattari alle citochine ha riportato episodi di sanguinamento.

Episodi di sanguinamento, esclusa l’epistassi, si sono verificati nel 19% dei pazienti trattati con sunitinib rispetto al 4% dei pazienti del gruppo placebo nello studio di fase 3 sull’indicazione pNET.

La valutazione di routine di questo evento deve includere una conta ematica completa ed un esame obiettivo.

L’epistassi è stata la reazione avversa emorragica più comune, essendo stata segnalata in circa la metà dei pazienti con tumori solidi che hanno riportato eventi emorragici. Alcuni di questi episodi di epistassi sono stati gravi, ma molto raramente fatali.

Sono stati segnalati eventi di emorragia del tumore, talvolta associati a necrosi tumorale; alcuni di questi eventi emorragici sono stati fatali.

Negli studi clinici un’emorragia correlata al trattamento del tumore si è verificata in circa il 2% dei pazienti con GIST. Questi eventi possono verificarsi improvvisamente e, nel caso di tumori polmonari, possono presentarsi sotto forma di un’emottisi grave e potenzialmente fatale o come emorragia polmonare. Casi di emorragia polmonare, alcuni con esito fatale, sono stati osservati negli studi clinici e sono stati segnalati anche nella fase di commercializzazione del prodotto nei pazienti trattati con sunitinib per il MRCC, GIST e il tumore del polmone. SUTENT non è approvato per l’uso in pazienti con tumore del polmone.

I pazienti in trattamento concomitante con anticoagulanti (per es. warfarin, acenocumarolo) possono essere periodicamente monitorati mediante una conta ematica completa (piastrine), i fattori di coagulazione (PT/INR) ed un esame obiettivo.

Disturbi gastrointestinali

Nausea, diarrea, stomatite, dispepsia e vomito sono state le reazioni avverse gastrointestinali segnalate con maggiore frequenza (vedere paragrafo 4.8).

Le cure di supporto per le reazioni avverse gastrointestinali che necessitano di un trattamento possono includere medicinali con proprietà antiemetiche o antidiarroiche.

Complicanze gastrointestinali gravi, talvolta fatali, incluse perforazioni gastrointestinali, si sono verificate raramente in pazienti con neoplasie intra-addominali trattati con sunitinib. Nello studio di fase 3 sul GIST si sono verificati episodi di sanguinamento gastrointestinale fatali correlati al trattamento nello 0,5% dei pazienti trattati con placebo.

Ipertensione

L’ipertensione correlata al trattamento è stata segnalata in circa il 16% dei pazienti con tumori solidi.

Il dosaggio di sunitinib è stato ridotto o la sua somministrazione temporaneamente sospesa in circa il 2,7% dei pazienti nei quali si è verificata ipertensione. In nessuno di questi pazienti sunitinib è stato interrotto in modo permanente. Una grave ipertensione (>200 mmHg sistolica o 110 mmHg diastolica) si è verificata nel 4,7% dei pazienti con tumori solidi. Nei pazienti MRCC e mai precedentemente trattati sono stati segnalati casi di ipertensione correlata al trattamento nel 30% dei pazienti in trattamento con sunitinib malato rispetto al 6% dei pazienti in trattamento con IFN-α.

Episodi di ipertensione grave si sono verificati nel 12% dei pazienti del gruppo sunitinib malato e nel 6% di quelli del gruppo IFN-α mai precedentemente trattati. Nello studio di fase 3 sul pNET l’ipertensione correlata al trattamento è stata segnalata nel 23% dei pazienti che hanno assunto sunitinib rispetto al 4% dei pazienti del gruppo placebo. Episodi di ipertensione grave si sono verificati in pazienti con pNET nel 10% dei pazienti trattati con sunitinib e nel 3% di quelli trattati con placebo. I pazienti devono essere sottoposti a screening per l’ipertensione e controllati in modo appropriato. Si raccomanda la sospensione temporanea del trattamento in pazienti con grave ipertensione non controllata con trattamento farmacologico. Il trattamento può riprendere quando l’ipertensione è adeguatamente controllata.

Disturbi ematologici

Una riduzione assoluta della conta dei neutrofili di grado 3 e 4 è stata osservata rispettivamente nel 10% e nell’1,7% dei pazienti arruolati nello studio di fase 3 sul GIST, nel 16% e 1,6% dei pazienti inclusi nello studio MRCC di fase 3 e nel 13% e 2,4% dei pazienti inclusi nello studio di fase 3 sui pNET. Una riduzione della conta piastrinica di grado 3 e 4 è stata riportata rispettivamente nel 3,7% e nello 0,4% dei pazienti arruolati nello studio di fase 3 sul GIST, nell’8,2% e 1,1% dei pazienti inclusi nello studio MRCC di fase 3 e nell’3,7% e 1,2% dei pazienti inclusi nello studio di fase 3 sui pNET.

Gli eventi suddetti non sono stati cumulativi, sono stati generalmente reversibili e solitamente non hanno comportato l’interruzione del trattamento. Nessuno di questi eventi negli studi di fase 3 è stato fatale, ma nella fase post-marketing del prodotto sono stati segnalati rari eventi ematologici fatali, inclusa emorragia associata con trombocitopenia e infezioni neutropeniche.

È stato osservato che l’anemia può verificarsi sia nella fase iniziale che in quella tardiva del trattamento con sunitinib; sono stati segnalati casi di Grado 3 e 4.

La conta ematica completa deve essere eseguita all’inizio di ogni ciclo di trattamento nei pazienti in terapia con sunitinib.

Patologie cardiache

Eventi cardiovascolari, alcuni dei quali fatali, che includevano insufficienza cardiaca, cardiomiopatia e patologie del miocardio, sono stati riportati dall’esperienza post-marketing. Questi dati indicano che sunitinib aumenta il rischio di cardiomiopatia. Nei pazienti trattati non è stato identificato nessuno specifico fattore di rischio aggiuntivo nei casi di cardiomiopatia indotta dal sunitinib, a parte l’effetto specifico del medicinale.

Negli studi clinici si sono verificate riduzioni della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) ≥ 20% e al di sotto del limite inferiore del normale in circa il 2% dei pazienti con GIST trattati con sunitinib, nel 4% dei pazienti con MRCC refrattari alle citochine trattati con sunitinib e nel 2% dei pazienti con GIST trattati con placebo. Queste riduzioni della LVEF non sembrano essere progressive e spesso sono migliorate con il proseguimento del trattamento. Nello studio condotto in pazienti con MRCC e mai precedentemente trattati, il 27% dei pazienti in trattamento con sunitinib ed il 15% di quelli trattati con IFN-α presentava un valore di LVEF al di sotto del limite inferiore del normale. A due pazienti (<1%) trattati con sunitinib è stata diagnosticata un’insufficienza cardiaca congestizia (ICC).

Nei pazienti con GIST gli episodi di "insufficienza cardiaca", "insufficienza cardiaca congestizia" o "insufficienza ventricolare sinistra" correlati al trattamento sono stati segnalati nello 0,7% dei pazienti trattati con sunitinib e nell’1% dei pazienti trattati con placebo. Nello studio pivotal di fase 3 sul GIST (n=312), le reazioni cardiache fatali correlate al trattamento si sono verificate nell’1% dei pazienti di entrambi i bracci dello studio (braccio sunitinib e placebo). In uno studio di fase 2 su pazienti con MRCC refrattari alle citochine, lo 0,9% dei pazienti ha riportato infarto del miocardio fatale correlato al trattamento e in uno studio di fase 3 su pazienti con MRCC e mai precedentemente trattati, lo 0,6% dei pazienti del braccio IFN-α e lo 0% di pazienti del braccio sunitinib ha riportato eventi cardiaci fatali. Nello studio di fase 3 sul pNET un paziente (1%) che aveva assunto sunitinib ha avuto una insufficienza cardiaca fatale correlata al trattamento. Un’eventuale correlazione tra l’inibizione del recettore per le tirosin chinasi (RTK) e la funzionalità cardiaca non è chiara.

I pazienti che hanno riportato eventi cardiaci, nei 12 mesi precedenti la somministrazione di sunitinib, quali infarto del miocardio (inclusa angina grave/instabile), intervento di bypass aortocoronarico/periferico, ICC sintomatica, evento cerebrovascolare o attacco ischemico transitorio o embolia polmonare, sono stati esclusi dagli studi clinici con sunitinib. Non è noto se i pazienti con tali condizioni concomitanti possano essere a rischio maggiore di sviluppare una disfunzione del ventricolo sinistro correlata al farmaco.

Deve essere effettuato un attento monitoraggio dei segni e dei sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia, in particolare in pazienti con fattori di rischio cardiaci e/o con storia di coronaropatia.

Si consiglia ai medici di valutare questo rischio rispetto ai benefici potenziali del farmaco. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati per i segni e sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia durante il trattamento con sunitinib. Quando il paziente è in trattamento con sunitinib devono essere prese in considerazione anche valutazioni al basale e periodiche della frazione di eiezione ventricolare sinistra. In pazienti che non presentano fattori di rischio cardiaco, deve essere presa comunque in considerazione una valutazione della frazione di eiezione ventricolare al basale.

In presenza di manifestazioni cliniche di ICC, si raccomanda l’interruzione del trattamento con sunitinib. La somministrazione di sunitinib deve essere interrotta e/o la dose ridotta in pazienti senza evidenze cliniche di insufficienza cardiaca congestizia ma con una riduzione della frazione di eiezione tra il 20% e il 50% rispetto al basale.

Prolungamento dell’intervallo QT

I dati degli studi preclinici (in vitro e in vivo), condotti con dosi superiori a quelle raccomandate nell’uomo, indicano che sunitinib può inibire i processi di ripolarizzazione cardiaca (ad es. prolungamento dell’intervallo QT).

Aumenti dell’intervallo QTc a più di 500 msec si sono verificati con una percentuale dello 0,5% e variazioni rispetto al basale di oltre 60 msec si sono verificate nell’1,1% dei 450 pazienti con tumori solidi; entrambi questi parametri sono riconosciuti come variazioni potenzialmente significative. A concentrazioni corrispondenti a circa il doppio di quelle terapeutiche è stato osservato che sunitinib prolunga l’intervallo QTcF (corretto secondo la formula di Frederica).

Il prolungamento dell’intervallo QT è stato studiato in uno studio condotto su 24 pazienti, di età compresa tra 20-87 anni, con neoplasie in fase avanzata. I risultati di questo studio hanno dimostrato che sunitinib ha avuto un effetto sull’intervallo QTc (definito quale variazione media aggiustata per il placebo >10 msec, con un limite superiore dell’IC 90% >15 msec) alla concentrazione terapeutica (giorno 3) utilizzando il metodo di correzione al basale nell’arco delle 24 ore, ed a concentrazioni superiori a quelle terapeutiche (giorno 9) utilizzando entrambi i metodi di correzione al basale.

Nessun paziente ha riportato un valore QTc >500 msec. Sebbene un effetto sull’intervallo QTcF sia stato osservato il giorno 3 a distanza di 24 ore dalla somministrazione (quindi con la concentrazione plasmatica terapeutica prevista dopo la dose raccomandata iniziale di 50 mg) con il metodo di correzione al basale nell’arco delle 24 ore, il significato clinico di questo dato non è chiaro.

Utilizzando valutazioni ECG seriali comprensive corrispondenti ad esposizioni terapeutiche o ad esposizioni superiori a quelle terapeutiche, in nessuno dei pazienti delle popolazioni valutabili o ITT è stato osservato un prolungamento dell’intervallo QTc ritenuto "grave" (quindi uguale o superiore al Grado 3 della versione 3.0 CTCAE).

Alle concentrazioni terapeutiche plasmatiche, la variazione media massima dell’intervallo QTcF (corretto secondo la formula di Frederica) rispetto al basale è stata di 9,6 msec (IC 90% 15,1 msec). A concentrazioni terapeutiche corrispondenti a circa due volte le concentrazioni terapeutiche, la variazione massima dell’intervallo QTcF rispetto al basale è stata di 15,4 msec (IC 90% 22,4 msec).

La moxifloxacina (400 mg) utilizzata come controllo positivo ha evidenziato una variazione media massima dell’intervallo QTcF rispetto al basale di 5,6 msec. Nessun soggetto ha riportato un effetto sull’intervallo QTc superiore al Grado 2 (versione 3.0 CTCAE).

Il prolungamento dell’intervallo QT può causare un aumento del rischio di aritmie ventricolari, incluse le Torsioni di punta. La Torsione di punta è stata osservata in <0,1% dei pazienti esposti a sunitinib. Sunitinib deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva di prolungamento dell’intervallo QT, nei pazienti in trattamento con antiaritmici o in pazienti con pre-esistenti patologie cardiache rilevanti, bradicardia o alterazioni elettrolitiche. La co-somministrazione di sunitinib con inibitori potenti del CYP3A4 deve essere limitata per il possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche di sunitinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

Eventi tromboembolici venosi

In circa l’1,0% dei pazienti con tumori solidi trattati con sunitinib negli studi clinici, inclusi gli studi GIST e MRCC, sono stati osservati eventi tromboembolici venosi correlati al trattamento.

Nel corso di un studio di fase 3 sul GIST, sette pazienti (3%) in trattamento con sunitinib e nessun paziente del gruppo placebo ha riportato eventi tromboembolici venosi; cinque dei sette pazienti avevano una trombosi venosa profonda (TVP) di grado 3 e due di grado 1 o 2. Quattro di questi sette pazienti in trattamento per il GIST hanno interrotto il trattamento dopo osservazione di TVP.

Tredici pazienti (3%) trattati con sunitinib nello studio di fase 3 per l’indicazione MRCC e mai precedentemente trattati e quattro pazienti (2%) dei due studi MRCC, refrattari alle citochine, hanno riportato eventi tromboembolici venosi correlati al trattamento. Nove di questi pazienti avevano un’embolia polmonare, uno di grado 2 e otto di grado 4. Otto di questi pazienti avevano la TVP, uno con grado 1, due con grado 2, quattro con grado 3 ed uno con grado 4.

Dei pazienti MRCC mai precedentemente trattati ed in trattamento con IFN-α, sei (2%) hanno riportato eventi tromboembolici venosi, un paziente (<1%) ha riportato TVP di grado 3 e cinque pazienti (1%) embolie polmonari, tutte di grado 4.

Nello studio di fase 3 sul pNET non è stato riportato nessun evento tromboembolico venoso correlato al trattamento tra i pazienti trattati con sunitinib ed è stato riportato un evento di TVP di grado 2 tra i pazienti trattati con placebo.

Negli studi registrativi su GIST, MRCC e pNET non sono stati osservati casi con esito fatale. Casi con esito fatale sono stati osservati nella fase di commercializzazione del prodotto (vedere eventi respiratori e il paragrafo 4.8).

Eventi tromboembolici arteriosi

Casi di eventi tromboembolici arteriosi (ETA), a volte fatali, sono stati segnalati nei pazienti trattati con sunitinib. Gli eventi più frequenti comprendevano accidente cerebrovascolare, attacco ischemico transitorio e ischemia cerebrale. I fattori di rischio associati con gli eventi tromboembolici arteriosi, in aggiunta alla neoplasia preesistente e ad un’età pari o superiore a 65 anni, includevano ipertensione, diabete mellito e precedente evento tromboembolico.

Eventi respiratori

I pazienti che presentavano un’embolia polmonare nei 12 mesi precedenti sono stati esclusi dagli studi clinici con sunitinib.

Nei pazienti in trattamento con sunitinib negli studi registrativi di fase 3, gli eventi polmonari correlati al trattamento (dispnea, versamento pleurico, embolia polmonare o edema polmonare) sono stati osservati in circa il 5% dei pazienti con GIST, in circa il 14% di quelli con MRCC e nel 7,2% dei pazienti con pNET.

Circa l’8% dei pazienti con tumori solidi, inclusi GIST e MRCC, trattati con sunitinib negli studi clinici hanno riportato eventi polmonari correlati al trattamento.

Casi di embolia polmonare sono stati osservati in circa l’1,3% dei pazienti con GIST e nello 0,8% circa dei pazienti con MRCC, trattati con sunitinib negli studi di fase 3 (vedere paragrafo 4.4. –

Eventi tromboembolici venosi). Nessun caso di embolia polmonare correlato al trattamento è stato osservato nei pazienti con pNET trattati con sunitinib nello studio di fase 3. Nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati osservati rari casi con esito fatale (vedere paragrafo 4.8).

Disfunzione tiroidea

Si raccomanda di effettuare la valutazione della funzionalità tiroidea con la misurazione dei valori di laboratorio al basale in tutti i pazienti. I pazienti con preesistente ipotiroidismo o ipertiroidismo, prima di iniziare il trattamento con sunitinib, devono essere trattati in base a quanto previsto dalla pratica clinica standard. Durante il trattamento con sunitinib si deve effettuare un controllo di routine della funzionalità tiroidea ogni 3 mesi. Inoltre durante il trattamento tutti i pazienti devono essere tenuti sotto stretta osservazione per i possibili segni e sintomi di disfunzione tiroidea e i pazienti che sviluppano qualsiasi segno e/o sintomo indicativo di disfunzione tiroidea devono essere sottoposti ad analisi di laboratorio della funzionalità tiroidea come previsto clinicamente. I pazienti che sviluppano disfunzione tiroidea devono essere trattati in base a quanto previsto dalla pratica clinica standard.

È stato osservato che l’ipotiroidismo può verificarsi all’inizio o alla fine del trattamento con sunitinib.

L’ipotiroidismo è stato segnalato come reazione avversa in 7 pazienti (4%) in trattamento con sunitinib nei due studi MRCC condotti in pazienti refrattari alle citochine; in 61 pazienti (16%) in trattamento con sunitinib e in tre pazienti (<1%) del braccio di trattamento con IFN-α nello studio condotto in pazienti MRCC non pretrattati. Inoltre, in 4 pazienti (2%) trattati per MRCC refrattari alle citochine sono stati segnalati aumenti del TSH. Nel complesso, il 7% della popolazione MRCC ha riportato evidenze cliniche o di laboratorio di ipotiroidismo correlato al trattamento. L’ipotiroidismo emerso in corso di trattamento è stato osservato in 8 pazienti dello studio GIST (4%) che assumevano sunitinib rispetto ad 1 paziente (1%) del gruppo placebo. Nello studio di fase 3 sui pNET l’ipotiroidismo correlato al trattamento è stato segnalato in 5 pazienti (6%) in trattamento con sunitinib e in un paziente (1%) trattato con placebo.

Negli studi clinici e nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati segnalati rari casi di ipertiroidismo, alcuni seguiti da ipotiroidismo.

Pancreatite

Nei pazienti con diversi tumori solidi in trattamento con sunitinib sono stati osservati incrementi dell’attività della lipasi e dell’amilasi sierica. Gli incrementi dell’attività della lipasi sierica sono stati transitori e generalmente non associati a segni e sintomi di pancreatite in soggetti con tumori solidi di vario tipo.

La pancreatite è stata osservata con una frequenza non comune (<1%) in pazienti in trattamento con sunitinib per il GIST o MRCC.

Sono stati segnalati casi di eventi pancreatici gravi, alcuni con esito fatale.

In presenza di sintomi di pancreatite, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto ed ai pazienti deve essere fornita una adeguata terapia di supporto.

Nessun evento di pancreatite correlata al trattamento è stata segnalata nello studio di fase 3 sui pNET.

Epatotossicità

L’epatotossicità è stata osservata in pazienti trattati con sunitinib. Casi di insufficienza epatica, a volte con esito fatale, sono stati osservati in <1% dei pazienti con tumori solidi trattati con sunitinib. Prima di iniziare il trattamento, durante ogni ciclo di terapia e quando clinicamente indicato è necessario monitorare i test di funzionalità epatica (alanino transaminasi [ALT], aspartato transaminasi [AST], livelli di bilirubina). In presenza di segni o sintomi di insufficienza epatica, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto e ai pazienti devono essere fornite cure mediche di supporto adeguate.

Funzionalità renale

Sono stati segnalati casi di compromissione renale, insufficienza renale e/o insufficienza renale acuta, in alcuni casi con esito fatale.

I fattori di rischio associati con la compromissione/insufficienza renale nei pazienti in trattamento con sunitinib includevano, in aggiunta al carcinoma renale preesistente: età avanzata, diabete mellito, compromissione renale preesistente, insufficienza cardiaca, ipertensione, sepsi, disidratazione/ipovolemia e rabdomiolisi.

La sicurezza correlata alla prosecuzione del trattamento con sunitinib in pazienti con proteinuria di grado da moderato a severo non è stata valutata in modo sistematico.

Sono stati segnalati casi di proteinuria e rari casi di sindrome nefrosica. Si raccomanda l’analisi delle urine al basale e i pazienti devono essere monitorati per il possibile sviluppo o peggioramento di proteinuria.

Il trattamento con sunitinib deve essere interrotto in pazienti con sindrome nefrosica.

Fistole

Se si verifica la formazione di fistole, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto. Le informazioni disponibili sul trattamento prolungato con sunitinib in pazienti che presentano fistole sono limitate.

Compromissione del processo di cicatrizzazione delle ferite

Casi di compromessa cicatrizzazione delle ferite sono stati segnalati durante la terapia con sunitinib.

Non sono stati condotti formali studi clinici sull’effetto di sunitinib sulla cicatrizzazione delle ferite.

Per motivi precauzionali si raccomanda di interrompere temporaneamente la terapia con sunitinib nei pazienti che si sottopongono ad interventi chirurgici maggiori. L’esperienza clinica riguardo la tempistica necessaria per iniziare nuovamente la terapia dopo un intervento chirurgico maggiore è limitata. Pertanto la decisione di riprendere la terapia con sunitinib dopo un intervento chirurgico maggiore deve basarsi sul giudizio clinico di guarigione dall’intervento.

Osteonecrosi della mandibola/mascella

Casi di osteonecrosi della mandibola/mascella sono stati segnalati in pazienti trattati con SUTENT.

Nella maggioranza dei casi segnalati i pazienti avevano ricevuto un precedente o concomitante trattamento con bifosfonati per via endovenosa, con i quali l’osteonecrosi della mandibola/mascella è un rischio identificato. Pertanto deve essere prestata attenzione quando SUTENT e i bifosfonati endovena sono somministrati contemporaneamente od in modo sequenziale.

Anche gli interventi dentali di tipo invasivo sono stati identificati come fattore di rischio. Prima del trattamento con SUTENT si devono prendere in considerazione una visita odontoiatrica ed appropriate cure odontoiatriche preventive. Se possibile, interventi dentali di tipo invasivo devono essere evitati nei pazienti che hanno assunto in precedenza o stanno assumendo bifosfonati per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8).

Ipersensibilità/angioedema

Se si verifica un edema dovuto ad una reazione di ipersensibilità, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto e dovrà essere effettuato un trattamento medico standard.

Disturbi del sistema nervoso

Disturbi del gusto

Nel corso degli studi clinici la disgeusia è stata riportata in circa il 28% dei pazienti in trattamento con sunitinib.

Convulsioni

Negli studi clinici con sunitinib e nella fase di commercializzazione del prodotto, sono stati osservati casi di convulsioni in soggetti con o senza evidenze radiologiche di metastasi cerebrali. Inoltre, c’è stato un numero limitato di segnalazioni (<1%) di soggetti con convulsioni ed evidenze radiologiche della sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS). I pazienti con convulsioni e segni/sintomi compatibili con RPLS, come ipertensione, cefalea, riduzione dello stato d’allerta, alterata funzionalità mentale e perdita della vista, inclusa cecità corticale, devono essere controllati con un trattamento medico che includa il controllo dell’ipertensione. Si raccomanda la sospensione temporanea di sunitinib; successivamente alla risoluzione dell’evento, il trattamento può riprendere a discrezione del medico curante.

Sindrome da lisi tumorale (TLS)

Casi di sindrome da lisi tumorale (TLS), alcuni con esito fatale, sono stati osservati raramente negli studi clinici e sono stati segnalati nella fase di commercializzazione del prodotto nei pazienti trattati con sunitinib. I fattori di rischio per la TLS includono l’insufficienza renale cronica preesistente, l’oliguria, la disidratazione, l’ipotensione e le urine acide. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati e trattati come clinicamente indicato; per questi pazienti deve essere presa in considerazione l’idratazione profilattica.

Infezioni

Sono stati segnalati casi di gravi infezioni, con o senza neutropenia, inclusi alcuni casi con esito fatale. Le infezioni più comunemente osservate con con il trattamento con sunitinib sono infezioni tipiche del paziente neoplastico, quali infezioni respiratorie, del tratto urinario, della cute e sepsi.

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Interazioni

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

Medicinali che possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di sunitinib

Nei volontari sani, la co-somministrazione di una singola dose di sunitinib con ketoconazolo, inibitore potente del CYP3A4, ha determinato un incremento dei valori combinati [sunitinib + metabolita primario] di Cmax e AUC0-∞, rispettivamente del 49% e del 51%.

La somministrazione di sunitinib con inibitori potenti del CYP3A4 (p.es. ritonavir, itraconazolo, eritromicina, claritromicina, succo di pompelmo) può aumentare le concentrazioni di sunitinib.

L’associazione con inibitori del CYP3A4 deve quindi essere evitata oppure deve essere preso in considerazione un medicinale alternativo con nessun potenziale o con un potenziale minimo di inibire il CYP3A4.

Se ciò non è possibile, può essere necessario ridurre la dose di SUTENT ad un minimo di 37,5 mg/die per il GIST e il MRCC o 25 mg/die per il pNET, sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità (vedere paragrafo 4.2).

Medicinali che possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di sunitinib

Nei volontari sani, la co-somministrazione di una singola dose di sunitinib e rifampicina, induttore del CYP3A4, ha comportato una riduzione dei valori combinati [sunitinib + metabolita primario] di Cmax e AUC0-∞, rispettivamente del 23% e del 46%.

La somministrazione di sunitinib con induttori potenti del CYP3A4 (p.es. desametasone, fenitoina, carbamazepina, rifampicina, fenobarbital o preparati a base di piante medicinali contenenti l’Erba di S. Giovanni/Hypericum perforatum) può ridurre le concentrazioni di sunitinib. L’associazione con induttori del CYP3A4 deve quindi essere evitata oppure deve essere preso in considerazione un medicinale alternativo con nessun potenziale o con un potenziale minimo di indurre il CYP3A4. Se ciò non è possibile, il dosaggio di SUTENT può essere aumentato con incrementi di 12,5 mg (fino a 87,5 mg/die per il GIST e il MRCC o 62,5 mg/die per il pNET) sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità (vedere paragrafo 4.2).

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le più gravi reazioni avverse correlate al trattamento con sunitinib sono insufficienza renale, insufficienza cardiaca, embolia polmonare, perforazione intestinale ed emorragie (es. emorragie respiratoria, gastrointestinale e correlata al tumore). Le più comuni reazioni avverse di qualsiasi grado (riportate da almeno il 20% dei pazienti negli studi clinici registrativi per l’RCC, il GIST ed il pNET) comprendevano riduzione dell’appetito, disturbi del gusto, ipertensione, affaticamento, disturbi gastrointestinali (es. diarrea, nausea, stomatite, dispepsia e vomito), alterazione del colore della cute e sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare. Tali sintomi possono attenuarsi con la prosecuzione del trattamento. L’ipotiroidismo può insorgere durante il trattamento. I disturbi ematologici (es. neutropenia, trombocitopenia ed anemia) sono risultati tra le più comuni reazioni avverse al farmaco.Gli eventi avversi fatali diversi da quelli elencati nel paragrafo 4.4. o nel paragrafo 4.8 e considerati possibilmente correlati a sunitinib includono insufficienza multipla d’organo, coagulazione intravascolare disseminata, emorragia peritoneale, rabdomiolisi, accidenti cerebrovascolari, disidratazione, insufficienza surrenale, insufficienza renale, insufficienza respiratoria, versamento pleurico, pneumotorace, shock e morte improvvisa.

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse segnalate dai pazienti con GIST, MRCC e pNET negli studi di fase 3 sono elencate di seguito e suddivise secondo la classificazione per sistemi e organi, frequenza e grado di gravità (NCI-CTCAE). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1.000 a <1/100), raro (≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1 - Reazioni avverse segnalate negli studi clinici

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Tutti i gradi – n (%) Grado 3 – n (%) Grado 4 – n (%)
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Neutropenia 169 (16,3%) 81 (7,8%) 14 (1,4%)
Molto comune Trombocitopenia 155 (14,9%) 55 (5,3%) 9 (0,9%)
Molto comune Anemia 131 (12,6%) 34 (3,3%) 6 (0,6%)
Comune Leucopenia 90 (8,7%) 32 (3,1%) 1 (0,1%)
Comune Linfopenia 26 (2,5%) 15 (1,4%) 1 (0,1%)
Non comune Pancitopenia 1 (0,1%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Disturbi del sistema immunitario Non comune Ipersensibilità 4 (0,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie endocrine Comune Ipotiroidismo 101 (9,7%) 7 (0,7%) 1 (0,1%)
Non comune Ipertiroidismo 1 (0,1%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Riduzione dell'appetitoa 311 (30,0%) 14 (1,4%) 0 (0,0%)
Comune Disidratazione 50 (4,8%) 12 (1,2%) 1 (0,1%)
Non comune Sindrome della lisi tumorale 2 (0,2%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Disturbi psichiatrici Comune Insonnia 46 (4,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Depressione 16 (1,5%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Patologie del sistema nervoso Molto comune Alterazione del gustob 375 (36,2%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Cefalea 145 (14,0%) 6 (0,6%) 0 (0,0%)
Comune Parestesia 63 (6,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Capogiri 57 (5,5%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Neuropatia periferica 55 (5,3%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Ipoestesia 27 (2,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Iperestesia 25 (2,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie dell’occhio Comune Aumento della lacrimazione 45 (4,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Edema della palpebra 19 (1,8%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Patologie cardiache Non comune Insufficienza cardiaca congestizia 4 (0,4%) 3 (0,3%) 1 (0,1%)
Non comune Insufficienza cardiaca 3 (0,3%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Non comune Cardiomiopatia 3 (0,3%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Non comune Versamento pericardico 3 (0,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Insufficienza ventricolare sinistra 1 (0,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Prolungamento del QT nell’elettrocardiogramma 1 (0,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 236 (22,8%) 96 (9,3%) 0 (0,0%)
Comune Rossore 31 (3,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Vampate di calore 18 (1,7%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Epistassi 126 (12,2%) 4 (0,4%) 0 (0,0%)
Comune Dispnea 66 (6,4%) 9 (0,9%) 0 (0,0%)
Comune Dolore orofaringeo 33 (3,2%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Tosse 30 (2,9%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Dispnea da sforzo 17 (1,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza nasale 15 (1,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Versamento pleurico 14 (1,4%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Congestione nasale 14 (1,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Embolia polmonare 8 (0,8%) 0 (0,0%) 7 (0,7%)
Non comune Emorragia polmonare 2 (0,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Emottisi 9 (0,9%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Dollore faringolaringeo 6 (0,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea 542 (52,3%) 61 (5,9%) 0 (0,0%)
Molto comune Stomatite/stomatite aftosa 303 (29,2%) 22 (2,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Vomito 277 (26,7%) 22 (2,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Nausea 456 (44,0%) 29 (2,8%) 0 (0,0%)
Molto comune Dispepsia 263 (25,4%) 10 (1,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Dolorec/dolore addominale 175 (16,9%) 21 (20,%) 1 (0,1%)
Molto comune Stipsi 120 (11,6%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Molto comune Glossodinia 114 (11,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Dolore del cavo orale 104 (10,0%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Flatulenza 100 (9,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza della bocca 90 (8,7%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Malattia da reflusso esofageo 62 (6,0%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Disfalgia 29 (2,8%) 2 (0,2%) 1 (0,1%)
Comune Sanguinamento gengivale 26 (2,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Ulcerazione della bocca 26 (2,5%) 0 (0,0%) 1 (0,1%)
Comune Cheilite 22 (2,1%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Proctalgia 22 (2,1%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Emorroidi 22 (2,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Disturbi del cavo orale 16 (1,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Emorragia rettale 16 (1,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Eruttazione 15 (1,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Disturbi di stomaco 14 (1,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Perforazione intestinale 2 (0,2%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Non comune Pancreatite 7 (0,7%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Patologie epatobiliari Non comune Anormale funzionalitÀ epatica 3 (0,3%) 0 (0,0%) 1 (0,1%)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Ingiallimento/alterazione del colore della cute/disturbi della pigmentazione 289 (27,9%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Eritrodistesia palmo-plantare 230 (22,2%) 66 (6,4%) 0 (0,0%)
Molto comune Rash 190 (18,3%) 5 (0,5%) 1 (0,1%)
Molto comune Alterazione del colore dei capelli 173 (16,7%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Secchezza della cute 142 (13,7%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Alopecia 92 (8,9%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Eritema 79 (7,6%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Reazioni cutanee 60 (5,8%) 8 (0,8%) 0 (0,0%)
Comune Esfoliazione cutanea 57 (5,5%) 4 (0,4%) 0 (0,0%)
Comune Prurito 52 (5,0%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Dermatite 50 (4,8%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Edema periorbitale 48 (4,6%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Disturbi/alterazione del colore delle unghie 39 (3,8%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Lesioni della cute 35 (3,4%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Vescicole 29 (2,8%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Ipercheratosi 27 (2,6%) 5 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Acne 22 (2,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Iperpigmentazione della cute 13 (1,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Eczema 9 (0,9%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Raro Sindrome di Stevens-Johnson 1 (0,1%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molot comune Dolore delle estremità/arti 134 (12,9%) 9 (0,9%) 0 (0,0%)
Comune Mialgia 90 (8,7%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Artralgia 87 (8,4%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Spasmi muscolari 44 (4,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Dolore alla schiena 28 (2,7%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Debolezza muscolare 14 (1,4%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Dolore muscoloscheletrico 12 (1,2%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Non comune Fistola anale 3 (0,3%) 2 (0.2%) 0 (0,0%)
Non comune Fistola 1 (0,1%) 0 (0,0%) 1 (0,1%)
Patologie renali e urinarie Comune Insufficienza renale 11 (1,1%) 4 (0,4%) 1 (0,1%)
Comune Cromaturia 33 (3,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Insufficienza renale acuta 3 (0,3%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Non comune Sindrome nefrosica 2 (0,2%) 1 (0,1%) 1 (0,1%)
Non comune Proteinuria 7 (0,7%) 3 (0,3%) 0 (0,0%)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Affaticamento/astenia 649 (62,6%) 143 (13,8%) 3 (0,3%)
Molto comune Infiammazione della mucosa 189 (18,2%) 11 (1,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Edemad 120 (11,6%) 5 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Piressia 58 (5,6%) 5 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Brividi 42 (4,1%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Dolore al torace 23 (2,2%) 5 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Dolore 23 (2,2%) 1 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Sintome influenzale 13 (1,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Compromissione del processo di cicatrizzazione 2 (0,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Esami diagnostici Comune Riduzione della frazione d'eiezione 104 (10,1%) 19 (1,8%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione di peso 78 (7,5%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione della conta dei globuli rossie 68 (6,6%) 32 (3,1%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della lipasi 66 (6,4%) 30 (2,9%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione della conta piastrinica 63 (6,1%) 18 (1,7%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione dell’emoglobina 49 (4,7%) 12 (1,2%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione dell’emoglobina 40 (3,7%) 8 (0,8%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della creatina fosfochinasi ematica 37 (3,6%) 17 (1,6%) 0 (0,0%)
Comune Aumento dell’amilasi 33 (3,2%) 8 (0,8%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della aspartato amino-transferasi 27 (2,6%) 9 (0,9%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della creatininemia 26 (2,5%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della pressione sanguigna 18 (1,7%) 2 (0,2%) 0 (0,0%)
Non comune Aumento dell’ormone tireotropo 7 (0,7%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
    Altri eventi avversi 974 (93,9%) 482 (46,5%) 112 (10,8%)

I seguenti termini sono stati raggruppati:

a Anoressia e riduzione dell’appetito

b Disgeusia, ageusia e alterazione del gusto

c Dolore addominale e dolore addominale superiore

d Edema, edema periferico ed edema facciale

e Riduzione della conta dei globuli bianchi, riduzione della conta dei neutrofili e riduzione della conta leucocitaria

Tabella 2 – Reazioni avverse individuate durante la fase di commercializzazione del prodotto

Le seguenti reazioni avverse sono state individuate nella fase di commercializzazione di SUTENT.

Queste reazioni includono le segnalazioni spontanee e gli eventi avversi gravi provenienti dagli studi in corso, dai programmi d’accesso allargato (expanded access programme), dagli studi di farmacologia clinica e da studi esplorativi su indicazioni non approvate.

Infezioni e infestazioni
Non comune* Infezioni (con o senza neutropenia)
Raro Fascite necrotizzante
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune* Microangiopatia trombotica
Disturbi del sistema immunitario
Non comune* Angioedema
Patologie cardiache
Raro Torsione di punta
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune* Insufficienza respiratoria
Patologie epatobiliari
Non comune Insufficienza epatica
Non comune* Epatite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro Necrolisi epidermica tossica
Raro Pioderma gangrenoso
Raro Eritema multiforme
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune* Miopatia, rabdomiolisi
Non comune* Osteonecrosi della mandibola/mascella

* La frequenza della reazione avversa è calcolata con la metodologia 3/X descritta nella Lineaguida del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

Descrizione delle reazioni avverse individuate

Infezioni ed infestazioni: Sono stati segnalati casi di infezioni gravi (con o senza neutropenia), inclusa polmonite. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale (vedere anche paragrafo 4.4). Sono stati segnalati rari casi di fascite necrotizzante, tavolvolta fatali, che potevano interessare anche la zona del perineo.

Patologie del sistema emolinfopoietico: Sono stati segnalati rari casi di microangiopatia trombotica In questi casi si raccomanda la sospensione temporanea di SUTENT; dopo la risoluzione di questi eventi è possibile riavviare il trattamento a discrezione del medico curante.

Disturbi del sistema immunitario: Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità, incluso angioedema.

Patologie endocrine: Negli studi clinici e nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati segnalati casi rari di ipertiroidismo, alcuni seguiti da ipotiroidismo (vedere anche paragrafo 4.4).

Patologie cardiache: Nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati segnalati eventi cardiaci, alcuni con esito fatale, includenti insufficienza cardiaca, cardiomiopatia e patologie cardiache (vedere anche paragrafo 4.4).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Nei pazienti trattati con sunitinib sono stati segnalati casi di sindrome da lisi tumorale, alcuni fatali.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Sono stati segnalati casi di embolia polmonare e casi di emorragia polmonare, in alcuni casi con esito fatale.

Patologie epatobiliari: È stata segnalata disfunzione epatica e può includere anormalità dei test di funzionalità epatica, epatite o insufficienza epatica (vedere anche paragrafo 4.4).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Sono stati segnalati rari casi di pioderma gangrenoso, generalmente reversibile dopo l’interruzione del trattamento (vedere anche paragrafo 4.4).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Sono stati segnalati rari casi di miopatia e/o rabdomiolisi, alcuni associati ad insufficienza renale acuta. I pazienti che presentano segni o sintomi di tossicità muscolare devono essere trattati secondo quanto previsto dalla pratica medica standard.

Sono stati riportati casi di formazione di fistole, talvolta associate a necrosi tumorale e regressione, in alcuni casi con esito fatale.

Casi di compromessa cicatrizzazione delle ferite sono stati segnalati durante la terapia con sunitinib.

Casi di osteonecrosi della mandibola/mascella sono stati segnalati in pazienti trattati con SUTENT, molti dei quali si sono verificati in pazienti che avevano fattori di rischio riconosciuti per l’osteonecrosi della mandibola/mascella, in particolare l’esposizione ai bifosfonati per via endovenosa e/o storia di malattie odontoiatriche che richiedevano interventi dentali di tipo invasivo (vedere anche paragrafo 4.4).

Patologie renali e urinarie: Sono stati segnalati casi di compromissione renale, insufficienza renale e/o insufficienza renale acuta, a volte con esito fatale.

Sono stati segnalati casi di proteinuria e casi rari di sindrome nefrosica. La sicurezza correlata alla prosecuzione del trattamento con SUTENT in pazienti con proteinuria da moderata a grave non è stata valutata in modo sistematico. Il trattamento con SUTENT deve essere interrotto in pazienti con sindrome nefrosica (vedere anche paragrafo 4.4).

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non sono stati condotti studi su donne in gravidanza in trattamento con sunitinib. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva, incluse malformazioni fetali (vedere paragrafo 5.3).

SUTENT non deve essere usato durante la gravidanza o in donne che non usano misure contraccettive efficaci, a meno che i potenziali benefici giustificano i potenziali rischi per il feto. Se SUTENT è utilizzato durante la gravidanza, o se la paziente rimane incinta durante il trattamento con SUTENT, la paziente deve essere informata dei potenziali rischi per il feto.

Le donne in età fertile devono essere avvertite di usare misure contraccettive efficaci e di evitare una gravidanza quando sono in trattamento con SUTENT.

Allattamento

Sunitinib e/o i suoi metaboliti sono escreti nel latte di ratto. Non è noto se sunitinib o il suo principale metabolita attivo siano escreti nel latte materno. Poiché i principi attivi sono generalmente escreti nel latte materno e considerate le possibili reazioni avverse gravi nei bambini allattati, le donne non devono allattare durante il trattamento con SUTENT.

Fertilità

I dati preclinici suggeriscono che la fertilità maschile e femminile possono essere compromesse dal trattamento con sunitinib (vedere paragrafo 5.3).

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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