Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Salute e benessere > Risultato Ricerca Farmaci

ALTRI ANTINEOPLASTICI

SUTENT

30CPS 50MG

PFIZER ITALIA Srl

Descrizione prodotto

SUTENT*30CPS 50MG

Principio attivo

SUNITINIB MALEATO

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

8714.39


Codice ATC livello 5:
L01XE04

Codice AIC:
37192034


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


nascondi

Indicazioni terapeutiche

Tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST)

SUTENT è indicato per il trattamento del tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST) non operabile e/o metastatico negli adulti dopo fallimento di un trattamento con imatinib mesilato dovuto a resistenza o intolleranza.

Carcinoma renale metastatico (MRCC)

SUTENT è indicato per il trattamento del carcinoma renale avanzato/metastatico (MRCC) negli adulti.

Tumori neuroendocrini pancreatici (pNET)

SUTENT è indicato per il trattamento di tumori neuroendocrini pancreatici ben differenziati, non operabili o metastatici, in progressione di malattia, negli adulti.

L’esperienza con SUTENT come farmaco di prima linea è limitata (vedere paragrafo 5.1).

nascondi

Composizione

SUTENT 12,5 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene sunitinib malato, corrispondente a 12,5 mg di sunitinib.

SUTENT 25 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene sunitinib malato, corrispondente a 25 mg di sunitinib.

SUTENT 37,5 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene sunitinib malato, corrispondente a 37,5 mg di sunitinib.

SUTENT 50 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene sunitinib malato, corrispondente a 50 mg di sunitinib.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

nascondi

Eccipienti

Capsula 12,5 mg Capsula 25 mg Capsula 37,5 mg Capsula 50 mg
Contenuto della capsula Contenuto della capsula Contenuto della capsula Contenuto della capsula
Mannitolo (E421) Mannitolo (E421) Mannitolo (E421) Mannitolo (E421)
Croscarmellosa sodica Croscarmellosa sodica Croscarmellosa sodica Croscarmellosa sodica
Povidone (K-25) Povidone (K-25) Povidone (K-25) Povidone (K-25)
Magnesio stearato Magnesio stearato Magnesio stearato Magnesio stearato
Involucro della capsula Involucro della capsula (colore arancione) Involucro della capsula Involucro della capsula
Gelatina Gelatina Gelatina Gelatina
Ossido di ferro rosso (E172) Ossido di ferro rosso (E172) Diossido di titanio (E171) Diossido di titanio (E171)
Diossido di titanio (E171) Diossido di titanio (E171) Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro giallo (E172)
      Ossido di ferro rosso (E172)
Ossido di ferro nero (E172)
  Involucro della capsula (colore caramello)    
Gelatina
Diossido di titanio (E171)
Ossido di ferro giallo (E172)
Ossido di ferro rosso (E172)
Ossido di ferro nero (E172)
Inchiostro Inchiostro Inchiostro Inchiostro
Gomma lacca Gomma lacca Gomma lacca Gomma lacca
Propilen glicole Propilen glicole Propilen glicole Propilen glicole
Sodio idrossido Sodio idrossido Potassio idrossido Sodio idrossido
Povidone Povidone Ossido di ferro nero (E172) Povidone
Diossido di titanio (E171) Diossido di titanio (E171)   Diossido di titanio (E171)

nascondi

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

nascondi

Posologia

La terapia con sunitinib deve essere avviata da un medico esperto nella somministrazione di agenti antitumorali.

Per il GIST ed il MRCC la dose raccomandata di SUTENT è 50 mg da assumere per via orale una volta al giorno, per 4 settimane consecutive, seguite da 2 settimane di riposo (Schema 4/2) in modo da effettuare un ciclo completo di 6 settimane.

Per il pNET la dose raccomandata di SUTENT è 37,5 mg da assumere per via orale una volta al giorno, senza un periodo di riposo programmato.

Aggiustamento della dose

Sicurezza e tollerabilità

Per il GIST ed il MRCC possono essere effettuate modifiche della posologia con incrementi di 12,5 mg in base alla sicurezza e tollerabilità del singolo paziente. La dose giornaliera non deve superare 75 mg né deve essere ridotta al di sotto di 25 mg.

Per il pNET possono essere effettuate modifiche della posologia con incrementi di 12,5 mg in base alla sicurezza e tollerabilità del singolo paziente. La dose massima somministrata nello studio di fase 3 sui pNET è stata di 50 mg al giorno.

Possono essere necessarie sospensioni nell’assunzione di alcune dosi in base alla sicurezza e tollerabilità del singolo paziente.

Inibitori/induttori del CYP3A4

La somministrazione concomitante di SUTENT con potenti induttori del CYP3A4, come rifampicina, deve essere evitata (vedere paragrafi 4.4. e 4.5). Se ciò non è possibile, può essere necessario aumentare la dose di SUTENT con incrementi da 12,5 mg (fino a 87,5 mg/die per il GIST e il MRCC o 62,5 mg/die per il pNET) sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità.

La somministrazione concomitante di SUTENT con potenti inibitori del CYP3A4, come il ketoconazolo, deve essere evitata (vedere paragrafi 4.4. e 4.5). Se ciò non è possibile, può essere necessario ridurre la dose di SUTENT ad un dosaggio minimo di 37,5 mg al giorno per il GIST e il MRCC o 25 mg al giorno per il pNET, sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità.

Deve essere presa in considerazione la scelta di un medicinale concomitante alternativo con nessun potenziale o con un potenziale minimo di indurre o inibire il CYP3A4.

Popolazioni particolari

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di SUTENT in pazienti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di SUTENT nei bambini dalla nascita ai 6 anni di età nel trattamento del tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST) non operabile e/o metastatico dopo fallimento di un trattamento con imatinib mesilato dovuto a resistenza o intolleranza. Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di SUTENT nella popolazione pediatrica nel trattamento del carcinoma renale avanzato/metastatico e nel trattamento dei tumori neuroendocrini pancreatici ben differenziati, non operabili o metastatici, in progressione di malattia.

L’uso di SUTENT nella popolazione pediatrica non è raccomandato.

Pazienti anziani (≥65 anni)

Circa un terzo dei pazienti arruolati negli studi clinici che hanno ricevuto sunitinib aveva un’età pari o superiore a 65 anni. Non sono state osservate differenze significative nella sicurezza ed efficacia tra soggetti più giovani e più anziani.

Insufficienza epatica

Non è richiesto un aggiustamento del dosaggio iniziale quando sunitinib viene somministrato ai pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (stadio Child-Pugh A e B). L’impiego di sunitinib in soggetti con insufficienza epatica severa (Child-Pugh C) non è stato studiato (vedere paragrafo 5.2).

Insufficienza renale

Non è necessario un aggiustamento della dose inziale quando SUTENT viene somministrato ai pazienti con insufficienza renale (moderata-grave) o con malattia renale in fase terminale (ESRD) sottoposti a emodialisi. Gli aggiustamenti posologici successivi devono essere effettuati in base alla sicurezza ed alla tollerabilità del singolo paziente (vedere paragrafo 5.2).

Metodo di somministrazione

SUTENT è per somministrazione orale. Può essere assunto con o senza cibo.

Se una dose non viene assunta, non si deve somministrare una dose aggiuntiva. Il paziente deve assumere la dose abituale prescritta il giorno successivo.

nascondi

Avvertenze e precauzioni

La somministrazione concomitante con induttori potenti del CYP3A4 deve essere evitata perché può ridurre la concentrazione plasmatica di sunitinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

La somministrazione concomitante con inibitori potenti del CYP3A4 deve essere evitata perché può aumentare la concentrazione plasmatica di sunitinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

Disturbi della cute e dei tessuti

L’alterazione del colore della cute, che può essere dovuta al colore del principio attivo (giallo), è una reazione avversa comune che si verifica in circa il 30% dei pazienti. I pazienti devono essere informati che durante il trattamento con sunitinib può verificarsi anche la depigmentazione dei capelli o della cute. Altri possibili effetti dermatologici possono includere secchezza, ispessimento o screpolatura della cute, bolle o rash cutaneo occasionale del palmo delle mani o della pianta dei piedi.

In circa il 14% dei pazienti si è verificato dolore/irritazione alla bocca. Gli eventi sopra riportati non sono stati cumulativi, sono risultati generalmente reversibili e solitamente non hanno comportato l’interruzione del trattamento.

Emorragia e sanguinamenti causati da tumori

Dall’esperienza post-marketing sono stati riportati eventi emorragici, alcuni dei quali con esito fatale, inclusi emorragie gastrointestinali, respiratorie, emorragie correlate a tumori, emorragie delle vie urinarie e cerebrali. Negli studi clinici un’emorragia correlata al trattamento del tumore si è verificata in circa il 2% dei pazienti con GIST. Questi eventi possono verificarsi improvvisamente e, nel caso di tumori polmonari, possono presentarsi sotto forma di un’emottisi grave e potenzialmente fatale o come emorragia polmonare. Un’emorragia polmonare fatale si è verificata in 2 pazienti (~ 1,8%) in trattamento con SUTENT nel corso di uno studio clinico di fase 2 condotto in pazienti con tumore polmonare metastatico non a piccole cellule (NSCLC). Entrambi i pazienti hanno evidenziato un reperto istologico di cellule squamose. SUTENT non è approvato per l’uso in pazienti con NSCLC.

Episodi di sanguinamento si sono verificati nel 18% dei pazienti trattati con SUTENT rispetto al 17% dei pazienti del gruppo placebo in uno studio di fase 3 sull’indicazione GIST. I pazienti con MRCC in trattamento con SUTENT e mai precedentemente trattati hanno riportato eventi di sanguinamento nel 39% dei casi rispetto all’11% di pazienti trattati con IFN-a. Undici (3,1%) pazienti in trattamento con sunitinib malato rispetto ad un paziente (0,3%) in trattamento con IFN-a hanno riportato episodi di sanguinamento di Grado 3 o superiore correlati al trattamento. Il 26% dei pazienti in trattamento con sunitinib malato per MRCC refrattari alle citochine ha riportato episodi di sanguinamento. Episodi di sanguinamento, esclusa l’epistassi, si sono verificati nel 19% dei pazienti trattati con sunitinib rispetto al 4% dei pazienti del gruppo placebo nello studio di fase 3 sull’indicazione pNET. La valutazione di routine di questo evento deve includere una conta ematica completa ed un controllo medico.

L’epistassi è stata la reazione avversa emorragica più comune, essendo stata segnalata in circa la metà dei pazienti con tumori solidi che hanno riportato eventi emorragici. Alcuni di questi episodi di epistassi sono stati gravi, ma molto raramente fatali.

Disturbi gastrointestinali

Nausea, diarrea, stomatite, dispepsia e vomito sono state le reazioni avverse gastrointestinali segnalate con maggiore frequenza (vedere paragrafo 4.8).

Le cure di supporto per le reazioni avverse gastrointestinali che necessitano di un trattamento possono includere medicinali con proprietà antiemetiche o antidiarroiche.

Complicanze gastrointestinali gravi, talvolta fatali, incluse perforazioni gastrointestinali, si sono verificate raramente in pazienti con neoplasie intra-addominali trattati con sunitinib. Nello studio di fase 3 sul GIST si sono verificati episodi di sanguinamento gastrointestinale fatali correlati al trattamento nello 0,5% dei pazienti trattati con placebo.

Ipertensione

L’ipertensione correlata al trattamento è stata segnalata in circa il 16% dei pazienti con tumori solidi. Il dosaggio di sunitinib è stato ridotto o la sua somministrazione temporaneamente sospesa in circa il 2,7% dei pazienti nei quali si è verificata ipertensione. In nessuno di questi pazienti sunitinib è stato interrotto in modo permanente. Una grave ipertensione (>200 mmHg sistolica o 110 mmHg diastolica) si è verificata nel 4,7% dei pazienti con tumori solidi. Nei pazienti MRCC e mai precedentemente trattati sono stati segnalati casi di ipertensione correlata al trattamento nel 30% dei pazienti in trattamento con sunitinib malato rispetto al 6% dei pazienti in trattamento con IFN-a. Episodi di ipertensione grave si sono verificati nel 12% dei pazienti del gruppo sunitinib malato e nel 6% di quelli del gruppo IFN-a mai precedentemente trattati. Nello studio di fase 3 sul pNET l’ipertensione correlata al trattamento è stata segnalata nel 23% dei pazienti che hanno assunto sunitinib rispetto al 4% dei pazienti del gruppo placebo. Episodi di ipertensione grave si sono verificati in pazienti con pNET nel 10% dei pazienti trattati con sunitinib e nel 3% di quelli trattati con placebo.

I pazienti devono essere sottoposti a screening per l’ipertensione e controllati in modo appropriato. Si raccomanda la sospensione temporanea del trattamento in pazienti con grave ipertensione non controllata con trattamento farmacologico. Il trattamento può riprendere quando l’ipertensione è adeguatamente controllata.

Disturbi ematologici

Una riduzione assoluta della conta dei neutrofili di grado 3 e 4 è stata osservata rispettivamente nel 10% e nell’1,7% dei pazienti arruolati nello studio di fase 3 sul GIST, nel 16% e 1,6% dei pazienti inclusi nello studio MRCC di fase 3 e nel 13% e 2,4% dei pazienti inclusi nello studio di fase 3 sui pNET. Una riduzione della conta piastrinica di grado 3 e 4 è stata riportata rispettivamente nel 3,7% e nello 0,4% dei pazienti arruolati nello studio di fase 3 sul GIST, nell’8,2% e 1,1% dei pazienti inclusi nello studio MRCC di fase 3 e nell’3,7% e 1,2% dei pazienti inclusi nello studio di fase 3 sui pNET. Gli eventi suddetti non sono stati cumulativi, sono stati generalmente reversibili e solitamente non hanno comportato l’interruzione del trattamento. Nessuno di questi eventi negli studi di fase 3 è stato fatale, ma nella fase post-marketing del prodotto sono stati segnalati rari eventi ematologici fatali, inclusa emorragia associata con trombocitopenia e infezioni neutropeniche.

È stato osservato che l’anemia può verificarsi sia nella fase iniziale che in quella tardiva del trattamento con sunitinib; sono stati segnalati casi di Grado 3 e 4.

La conta ematica completa deve essere eseguita all’inizio di ogni ciclo di trattamento nei pazienti in terapia con sunitinib.

Disturbi cardiaci

Eventi cardiovascolari, alcuni dei quali fatali, che includevano insufficienza cardiaca, cardiomiopatia e patologie del miocardio, sono stati riportati dall’esperienza post-marketing. Questi dati indicano che sunitinib aumenta il rischio di cardiomiopatia. Nei pazienti trattati non è stato identificato nessuno specifico fattore di rischio aggiuntivo nei casi di cardiomiopatia indotta dal sunitinib, a parte l’effetto specifico del medicinale. Negli studi clinici si sono verificate riduzioni della LVEF ³ 20% e al di sotto del limite inferiore del normale in circa il 2% dei pazienti con GIST trattati con sunitinib, nel 4% dei pazienti con MRCC refrattari alle citochine trattati con sunitinib e nel 2% dei pazienti con GIST trattati con placebo. Queste riduzioni della LVEF non sembrano essere progressive e spesso sono migliorate con il proseguimento del trattamento. Nello studio condotto in pazienti con MRCC e mai precedentemente trattati, il 27% dei pazienti in trattamento con sunitinib ed il 15% di quelli trattati con IFN-a presentava un valore di LVEF al di sotto del limite inferiore del normale. A due pazienti (<1%) trattati con sunitinib è stata diagnosticata un’insufficienza cardiaca congestizia (ICC).

Nei pazienti con GIST gli episodi di “insufficienza cardiaca”, “insufficienza cardiaca congestizia” o “insufficienza ventricolare sinistra” correlati al trattamento sono stati segnalati nello 0,7% dei pazienti trattati con sunitinib e nell’1% dei pazienti trattati con placebo. Nello studio pivotal di fase 3 sul GIST (n=312), le reazioni cardiache fatali correlate al trattamento si sono verificate nell’1% dei pazienti di entrambi i bracci dello studio (braccio sunitinib e placebo). In uno studio di fase 2 su pazienti con MRCC refrattari alle citochine, lo 0,9% dei pazienti ha riportato infarto del miocardio fatale correlato al trattamento e in uno studio di fase 3 su pazienti con MRCC e mai precedentemente trattati, lo 0,6% dei pazienti del braccio IFN-a e lo 0% di pazienti del braccio sunitinib ha riportato eventi cardiaci fatali. Nello studio di fase 3 sul pNET un paziente (1%) che aveva assunto sunitinib ha avuto una insufficienza cardiaca fatale correlata al trattamento. Un’eventuale correlazione tra l’inibizione del recettore per le tirosin chinasi (RTK) e la funzionalità cardiaca non è chiara.

I pazienti che hanno riportato eventi cardiaci, nei 12 mesi precedenti la somministrazione di sunitinib, quali infarto del miocardio (inclusa angina grave/instabile), intervento di bypass aorto-coronarico/periferico, ICC sintomatica, evento cerebrovascolare o attacco ischemico transitorio o embolia polmonare, sono stati esclusi dagli studi clinici con sunitinib. Non è noto se i pazienti con tali condizioni concomitanti possano essere a rischio maggiore di sviluppare una disfunzione del ventricolo sinistro correlata al farmaco.

Deve essere effettuato un attento monitoraggio dei segni e dei sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia, in particolare in pazienti con fattori di rischio cardiaci e/o con storia di coronaropatia.

Si consiglia ai medici di valutare questo rischio rispetto ai benefici potenziali del farmaco. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati per i segni e sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia durante il trattamento con sunitinib. Quando il paziente è in trattamento con sunitinib devono essere prese in considerazione anche valutazioni al basale e periodiche della frazione di eiezione ventricolare sinistra. In pazienti che non presentano fattori di rischio cardiaco, deve essere presa comunque in considerazione una valutazione della frazione di eiezione ventricolare al basale.

In presenza di manifestazioni cliniche di ICC, si raccomanda l’interruzione del trattamento con sunitinib. La somministrazione di sunitinib deve essere interrotta e/o la dose ridotta in pazienti senza evidenze cliniche di insufficienza cardiaca congestizia ma con una riduzione della frazione di eiezione tra il 20% e il 50% rispetto al basale.

Prolungamento dell’intervallo QT

I dati degli studi preclinici (in vitro e in vivo), condotti con dosi superiori a quelle raccomandate nell’uomo, indicano che sunitinib può inibire i processi di ripolarizzazione cardiaca (ad es. prolungamento dell’intervallo QT).

Aumenti dell’intervallo QTc a più di 500 msec si sono verificati con una percentuale dello 0,5% e variazioni rispetto al basale di oltre 60 msec si sono verificate nell’1,1% dei 450 pazienti con tumori solidi; entrambi questi parametri sono riconosciuti come variazioni potenzialmente significative. A concentrazioni corrispondenti a circa il doppio di quelle terapeutiche è stato osservato che sunitinib prolunga l’intervallo QTcF (corretto secondo la formula di Frederica).

Il prolungamento dell’intervallo QT è stato studiato in uno studio condotto su 24 pazienti, di età compresa tra 20-87 anni, con neoplasie in fase avanzata. I risultati di questo studio hanno dimostrato che sunitinib ha avuto un effetto sull’intervallo QTc (definito quale variazione media aggiustata per il placebo > 10 msec, con un limite superiore dell’IC 90% >15 msec) alla concentrazione terapeutica (giorno 3) utilizzando il metodo di correzione al basale nell’arco delle 24 ore, ed a concentrazioni superiori a quelle terapeutiche (giorno 9) utilizzando entrambi i metodi di correzione al basale. Nessun paziente ha riportato un valore QTc > 500 msec. Sebbene un effetto sull’intervallo QTcF sia stato osservato il giorno 3 a distanza di 24 ore dalla somministrazione (quindi con la concentrazione plasmatica terapeutica prevista dopo la dose raccomandata iniziale di 50 mg) con il metodo di correzione al basale nell’arco delle 24 ore, il significato clinico di questo dato non è chiaro.

Utilizzando valutazioni ECG seriali comprensive corrispondenti ad esposizioni terapeutiche o ad esposizioni superiori a quelle terapeutiche, in nessuno dei pazienti delle popolazioni valutabili o ITT è stato osservato un prolungamento dell’intervallo QTc ritenuto “grave” (quindi uguale o superiore al Grado 3 della versione 3.0 CTCAE).

Alle concentrazioni terapeutiche plasmatiche, la variazione media massima dell’intervallo QTcF (corretto secondo la formula di Frederica) rispetto al basale è stata di 9,6 msec (IC 90% 15,1 msec). A concentrazioni terapeutiche corrispondenti a circa due volte le concentrazioni terapeutiche, la variazione massima dell’intervallo QTcF rispetto al basale è stata di 15,4 msec (IC 90% 22,4 msec). La moxifloxacina (400 mg) utilizzata come controllo positivo ha evidenziato una variazione media massima dell’intervallo QTcF rispetto al basale di 5,6 msec. Nessun soggetto ha riportato un effetto sull’intervallo QTc superiore al Grado 2 (versione 3.0 CTCAE).

Il prolungamento dell’intervallo QT può causare un aumento del rischio di aritmie ventricolari, incluse le Torsioni di punta. La Torsione di punta è stata osservata in <0,1% dei pazienti esposti a sunitinib. Sunitinib deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva di prolungamento dell’intervallo QT, nei pazienti in trattamento con antiaritmici o in pazienti con pre-esistenti patologie cardiache rilevanti, bradicardia o alterazioni elettrolitiche. La somministrazione concomitante di sunitinib con inibitori potenti del CYP3A4 deve essere limitata per il possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche di sunitinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).

Eventi tromboembolici venosi

In circa l’1,0% dei pazienti con tumori solidi trattati con sunitinib negli studi clinici, inclusi gli studi GIST e MRCC, sono stati osservati eventi tromboembolici venosi correlati al trattamento.

Nel corso di un studio di fase 3 sul GIST, sette pazienti (3%) in trattamento con SUTENT e nessun paziente del gruppo placebo ha riportato eventi tromboembolici venosi; cinque dei sette pazienti avevano una trombosi venosa profonda (TVP) di grado 3 e due di grado 1 o 2. Quattro di questi sette pazienti in trattamento per il GIST hanno interrotto il trattamento dopo osservazione di TVP.

Tredici pazienti (3%) trattati con sunitinib nello studio di fase 3 per l’indicazione MRCC e mai precedentemente trattati e quattro pazienti (2%) dei due studi MRCC, refrattari alle citochine, hanno riportato eventi tromboembolici venosi correlati al trattamento. Nove di questi pazienti avevano un’embolia polmonare, uno di grado 2 e otto di grado 4. Otto di questi pazienti avevano la TVP, uno con grado 1, due con grado 2, quattro con grado 3 ed uno con grado 4.

Dei pazienti MRCC mai precedentemente trattati ed in trattamento con IFN-a, sei (2%) hanno riportato eventi tromboembolici venosi, un paziente (<1%) ha riportato TVP di grado 3 e cinque pazienti (1%) embolie polmonari tutte di grado 4.

Nello studio di fase 3 sul pNET non è stato riportato nessun evento tromboembolico venoso correlato al trattamento tra i pazienti trattati con sunitinib ed è stato riportato un evento di TVP di grado 2 tra i pazienti trattati con placebo.

Negli studi registrativi su GIST, MRCC e pNET non sono stati osservati casi con esito fatale. Casi con esito fatale sono stati osservati nella fase di commercializzazione del prodotto (vedere eventi respiratori e il paragrafo 4.8).

Eventi tromboembolici arteriosi

Casi di eventi tromboembolici arteriosi (ETA), a volte fatali, sono stati segnalati nei pazienti trattati con sunitinib. Gli eventi più frequenti comprendevano accidente cerebrovascolare, attacco ischemico transitorio e ischemia cerebrale. I fattori di rischio associati con gli eventi tromboembolici arteriosi, in aggiunta alla neoplasia preesistente e ad un’età pari o superiore a 65 anni, includevano ipertensione, diabete mellito e precedente evento tromboembolico.

Eventi respiratori

I pazienti che presentavano un’embolia polmonare nei 12 mesi precedenti sono stati esclusi dagli studi clinici con sunitinib.

Nei pazienti in trattamento con sunitinib negli studi registrativi di fase 3, gli eventi polmonari correlati al trattamento (dispnea, versamento pleurico, embolia polmonare o edema polmonare) sono stati osservati in circa il 5% dei pazienti con GIST, in circa il 14% di quelli con MRCC e nel 7,2% dei pazienti con pNET.

Circa l’8% dei pazienti con tumori solidi, inclusi GIST e MRCC, trattati con sunitinib negli studi clinici hanno riportato eventi polmonari correlati al trattamento.

Casi di embolia polmonare sono stati osservati in circa l’1,3% dei pazienti con GIST e nello 0,8% circa dei pazienti con MRCC, trattati con sunitinib negli studi di fase 3 (vedere paragrafo 4.4. – Eventi tromboembolici venosi). Nessun caso di embolia polmonare correlato al trattamento è stato osservato nei pazienti con pNET trattati con sunitinib nello studio di fase 3. Nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati osservati rari casi con esito fatale (vedere paragrafo 4.8).

Disfunzione tiroidea

Si raccomanda di effettuare la valutazione della funzionalità tiroidea con la misurazione dei valori di laboratorio al basale in tutti i pazienti. I pazienti con preesistente ipotiroidismo o ipertiroidismo, prima di iniziare il trattamento con sunitinib, devono essere trattati in base a quanto previsto dalla pratica clinica standard. Durante il trattamento con sunitinib si deve effettuare un controllo di routine della funzionalità tiroidea ogni 3 mesi. Inoltre durante il trattamento tutti i pazienti devono essere tenuti sotto stretta osservazione per i possibili segni e sintomi di disfunzione tiroidea e i pazienti che sviluppano qualsiasi segno e/o sintomo indicativo di disfunzione tiroidea devono essere sottoposti ad analisi di laboratorio della funzionalità tiroidea come previsto clinicamente. I pazienti che sviluppano disfunzione tiroidea devono essere trattati in base a quanto previsto dalla pratica clinica standard.

È stato osservato che l’ipotiroidismo può verificarsi all’inizio o alla fine del trattmento con sunitinib.

L’ipotiroidismo è stato segnalato quale evento avverso in 7 pazienti (4%) in trattamento con sunitinib nei due studi MRCC condotti in pazienti refrattari alle citochine; in 61 pazienti (16%) in trattamento con sunitinib e in tre pazienti (<1%) del braccio di trattamento con IFN-a nello studio condotto in pazienti MRCC non pretrattati. Inoltre, in 4 pazienti (2%) trattati per MRCC refrattari alle citochine sono stati segnalati aumenti del TSH. Nel complesso, il 7% della popolazione MRCC ha riportato evidenze cliniche o di laboratorio di ipotiroidismo correlato al trattamento. L’ipotiroidismo emerso in corso di trattamento è stato osservato in 8 pazienti dello studio GIST (4%) che assumevano sunitinib rispetto ad 1 paziente (1%) del gruppo placebo. Nello studio di fase 3 sui pNET l’ipotiroidismo correlato al trattamento è stato segnalato in 5 pazienti (6%) in trattamento con sunitinib e in un paziente (1%) trattato con placebo.

Negli studi clinici e nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati segnalati rari casi di ipertiroidismo, alcuni seguiti da ipotiroidismo.

Pancreatite

Nei pazienti con diversi tumori solidi in trattamento con sunitinib sono stati osservati incrementi dell’attività della lipasi e dell’amilasi sierica. Gli incrementi dell’attività della lipasi sierica sono stati transitori e generalmente non associati a segni e sintomi di pancreatite in soggetti con tumori solidi di vario tipo.

La pancreatite è stata osservata con una frequenza non comune (<1%) in pazienti in trattamento con sunitinib per il GIST o MRCC.

Sono stati segnalati casi di eventi pancreatici gravi, alcuni con esito fatale.

In presenza di sintomi di pancreatite, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto ed ai pazienti deve essere fornita una adeguata terapia di supporto.

Nessun evento di pancreatite correlata al trattamento è stata segnalata nello studio di fase 3 sui pNET.

Epatotossicità

L’epatotossicità è stata osservata in pazienti trattati con sunitinib. Casi di insufficienza epatica, a volte con esito fatale, sono stati osservati in < 1% dei pazienti con tumori solidi trattati con sunitinib. Prima di iniziare il trattamento, durante ogni ciclo di terapia e quando clinicamente indicato è necessario monitorare i test di funzionalità epatica (alanina transaminasi [ALT], aspartato transaminasi [AST], livelli di bilirubina). In presenza di segni o sintomi di insufficienza epatica, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto e ai pazienti devono essere fornite cure mediche di supporto adeguate.

Funzionalità renale

Sono stati segnalati casi di compromissione renale, insufficienza renale e/o insufficienza renale acuta, in alcuni casi con esito fatale.

I fattori di rischio associati con la compromissione/insufficienza renale nei pazienti in trattamento con sunitinib includevano, in aggiunta al carcinoma renale preesistente: età avanzata, diabete mellito, insufficienza renale preesistente, insufficienza cardiaca, ipertensione, sepsi, disidratazione/ipovolemia e rabdomiolisi.

La sicurezza correlata alla prosecuzione del trattamento con sunitinib in pazienti con proteinuria di grado da moderato a severo non è stata valutata in modo sistematico.

Sono stati osservati casi di proteinuria e rari casi di sindrome nefrosica. Si raccomanda l’analisi delle urine al basale e i pazienti devono essere monitorati per il possibile sviluppo o peggioramento di proteinuria.

Il trattamento con sunitinib deve essere interrotto in pazienti con sindrome nefrosica.

Fistole

Se si verifica la formazione di fistole, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto. Le informazioni disponibili sul trattamento prolungato con sunitinib in pazienti che presentano fistole sono limitate.

Compromissione del processo di cicatrizzazione delle ferite

Casi di compromessa cicatrizzazione delle ferite sono stati segnalati durante la terapia con sunitinib.

Non sono stati condotti formali studi clinici sull’effetto di sunitinib sulla cicatrizzazione delle ferite.

Per motivi precauzionali si raccomanda di interrompere temporaneamente la terapia con sunitinib nei pazienti che si sottopongono ad interventi chirurgici maggiori. L’esperienza clinica riguardo la tempistica necessaria per iniziare nuovamente la terapia dopo un intervento chirurgico maggiore è limitata. Pertanto la decisione di riprendere la terapia con sunitinib dopo un intervento chirurgico maggiore deve basarsi sul giudizio clinico di guarigione dall’intervento.

Osteonecrosi della mandibola/mascella

Casi di osteonecrosi della mandibola/mascella sono stati segnalati in pazienti trattati con SUTENT. Nella maggioranza dei casi segnalati i pazienti avevano ricevuto un precedente o concomitante trattamento con bifosfonati per via endovenosa, con i quali l’osteonecrosi della mandibola/mascella è un rischio identificato. Pertanto deve essere prestata attenzione quando SUTENT e i bifosfonati endovena sono somministrati contemporaneamente od in modo sequenziale.

Anche gli interventi dentali di tipo invasivo sono stati identificati come fattore di rischio. Prima del trattamento con SUTENT si devono considerare una visita odontoiatrica ed appropriate cure odontoiatriche preventive. Se possibile, interventi dentali di tipo invasivo devono essere evitati nei pazienti che hanno assunto in precedenza o stanno assumendo bifosfonati per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8).

Ipersensibilità/Angioedema

Se si verifica un edema dovuto ad una reazione di ipersensibilità, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto e dovrà essere effettuato un trattamento medico standard.

Disturbi del sistema nervoso

Disturbi del gusto

Nel corso degli studi clinici la disgeusia è stata riportata in circa il 28% dei pazienti in trattamento con sunitinib.

Convulsioni

Negli studi clinici con sunitinib e nella fase di commercializzazione del prodotto, sono stati osservati casi di convulsioni in soggetti con o senza evidenze radiologiche di metastasi cerebrali. Inoltre, c’è stato un numero limitato di segnalazioni (<1%) di soggetti con convulsioni ed evidenze radiologiche della sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS). I pazienti con convulsioni e segni/sintomi compatibili con RPLS, come ipertensione, cefalea, riduzione dello stato d’allerta, alterata funzionalità mentale e perdita della vista, inclusa cecità corticale, devono essere controllati con un trattamento medico che includa il controllo dell’ipertensione. Si raccomanda la sospensione temporanea di sunitinib; successivamente alla risoluzione dell’evento, il trattamento può riprendere a discrezione del medico curante.

nascondi

Interazioni

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

Medicinali che possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di sunitinib

Nei volontari sani, la somministrazione concomitante di una singola dose di sunitinib con ketoconazolo, inibitore potente del CYP3A4, ha determinato un incremento dei valori combinati [sunitinib + metabolita primario] di Cmax e AUC0-∞, rispettivamente del 49% e del 51%.

La somministrazione di sunitinib con inibitori potenti del CYP3A4 (p.es. ritonavir, itraconazolo, eritromicina, claritromicina, succo di pompelmo) può aumentare le concentrazioni di sunitinib. L’associazione con inibitori del CYP3A4 deve quindi essere evitata oppure deve essere preso in considerazione un medicinale alternativo con nessun potenziale o con un potenziale minimo di inibire il CYP3A4.

Se ciò non è possibile, può essere necessario ridurre la dose di SUTENT ad un minimo di 37,5 mg/die per il GIST e il MRCC o 25 mg/die per il pNET, sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità (vedere paragrafo 4.2).

Medicinali che possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di sunitinib

Nei volontari sani, la somministrazione concomitante di una singola dose di sunitinib e rifampicina, induttore del CYP3A4, ha comportato una riduzione dei valori combinati [sunitinib + metabolita primario] di Cmax e AUC0-∞, rispettivamente del 23% e del 46%.

La somministrazione di sunitinib con induttori potenti del CYP3A4 (p.es. desametasone, fenitoina, carbamazepina, rifampicina, fenobarbital o preparati a base di piante medicinali contenenti l’Erba di S. Giovanni/Hypericum perforatum può ridurre le concentrazioni di sunitinib. L’associazione con induttori del CYP3A4 deve quindi essere evitata oppure deve essere preso in considerazione un medicinale alternativo con nessun potenziale o con un potenziale minimo di indurre il CYP3A4. Se ciò non è possibile, il dosaggio di SUTENT può essere aumentato con incrementi di 12,5 mg (fino a 87,5 mg/die per il GIST e il MRCC o 62,5 mg/die per il pNET) sulla base di un attento monitoraggio della tollerabilità (vedere paragrafo 4.2).

Anticoagulanti

In pazienti trattati con sunitinib sono stati raramente osservati casi di emorragia (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). I pazienti in trattamento concomitante con anticoagulanti (per es. warfarin, acenocumarolo) possono essere periodicamente monitorati mediante una conta ematica completa (piastrine), i fattori di coagulazione (PT/INR) ed un esame obiettivo.

nascondi

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse gravi più importanti correlate al trattamento con SUTENT in pazienti con tumori solidi sono state embolia polmonare (1%), trombocitopenia (1%), emorragia tumorale (0,9%), neutropenia febbrile (0,4%) ed ipertensione (0,4%). Le reazioni avverse più comuni correlati al trattamento (riportati in almeno il 20% dei pazienti) di qualsiasi gravità includono: affaticamento, disturbi gastrointestinali come diarrea, nausea, stomatite, dispepsia e vomito; alterazione del colore della cute, disgeusia ed anoressia. Nei pazienti con tumori solidi, affaticamento, ipertensione e neutropenia sono state le reazioni avverse di grado 3 più comuni e l’incremento della lipasi è stato la reazione avversa di grado 4 più frequente. L’epatite e l’insufficienza epatica si sono verificate in <1% dei pazienti e un prolungamento dell’intervallo QT si è verificato nello <0,1% dei pazienti (vedere paragrafo 4.4.).

Gli eventi avversi fatali diversi da quelli elencati nel paragrafo 4.4. o nel paragrafo 4.8 e considerati possibilmente correlati a sunitinib hanno incluso insufficienza multipla d’organo, coagulazione intravascolare disseminata, emorragia peritoneale, rabdomiolisi, accidenti cerebrovascolari, disidratazione, insufficienza surrenale, insufficienza renale, insufficienza respiratoria, versamento pleurico, pneumotorace, shock e morte improvvisa.

Le reazioni avverse segnalate in >2% dei pazienti con GIST e MRCC e in >5% dei pazienti con pNET nello studio di fase 3 sono elencate di seguito e suddivise secondo la classificazione per sistemi e organi, frequenza e grado di gravità (NCI-CTCAE). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 a <1/10); non comune (≥1/1.000 a <1/100); raro (≥1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1 - Reazioni avverse segnalate negli studi GIST in pazienti in trattamento con SUTENT

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Tutti i gradi n (%) Grado 3 n (%) Grado 4 n (%)
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Anemia 86 (19,5%) 24 (5,5%) 3 (0,7%)
Molto comune Neutropenia 81 (18,4%) 39 (8,9%) 5 (1,1%)
Molto comune Trombocitopenia 67 (15,2%) 19 (4,3%) 6 (1,4%)
Comune Leucopenia 26 (5,9%) 9 (2,0%) 1 (0,2%)
Comune Linfopenia 10 (2,3%) 3 (0,7%) 1 (0,2%)
Patologie endocrine Molto comune Ipotiroidismo 59 (13,4%) 5 (1,1%) 1 (0,2%)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Riduzione dell’appetito a 117 (26,6%) 8 (1,8%) 0 (0,0%)
Disturbi psichiatrici Comune Insonnia 14 (3,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie del sistema nervoso Molto comune Disturbi del gusto b 105 (23,9%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Molto comune Cefalea 76 (17,3%) 5 (1,1%) 0 (0,0%)
Comune Parestesia 27 (6,1%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Capogiri 18 (4,1%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Neuropatia periferica 11 (2,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Ipoestesia 10 (2,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 101 (23,0%) 43 (9,8%) 0 (0,0%)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Epistassi 28 (6,4%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Dispnea 16 (3,6%) 2 (0,5%) 0 (0,0%)
Patologie renali e urinarie Comune Cromaturia 18 (4,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea 187 (42,5%) 24 (5,5%) 0 (0,0%)
Molto comune Nausea 161 (36,6%) 15 (3,4%) 0 (0,0%)
Molto comune Vomito 98 (22,2%) 7 (1,6%) 0 (0,0%)
Molte comune Stomatite 90 (20,5%) 7 (1,6%) 0 (0,0%)
Molto comune Dispepsia 80 (18,2%) 4 (0,9%) 0 (0,0%)
Molto comune Dolore/distensione addominale C 77 (17,5%) 15 (3,4%) 2 (0,5%)
Molto comune Flatulenza 46 (10,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Dolore del cavo orale 44 (10,0%) 2 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Stipsi 37 (8,4%) 2 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Glossodinia 37 (8,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza della bocca 31 (7,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Malattia da reflusso gastroesofageo 12 (2,7%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Ulcerazione della bocca 11 (2,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Disturbi del cavo orale 11 (2,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Ingiallimento/Alterazione del colore della cute 146 (33,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Eritrodisestesia palmo-plantare 106 (24,1%) 27 (6,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Alterazione del colore dei capelli 67 (15,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Rash 64 (14,5%) 3 (0,7%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza della cute 41 (9,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Alopecia 33 (7,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Dermatite 29 (6,6%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Edema periorbitale 20 (4,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Reazioni cutanee 20 (4,5%) 3 (0,7%) 0 (0,0%)
Comune Eritema 18 (4,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Eczema 16 (3,6%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Prurito 16 (3,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Iperpigmentazione della cute 15 (3,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Esfoliazione cutanea 12 (2,7%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Vescicole 10 (2,3%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Lesioni della cute 10 (2,3%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Dolore alle estremità 54 (12,3%) 5 (1,1%) 0 (0,0%)
Comune Artralgia 39 (8,9%) 3 (0,7%) 0 (0,0%)
Comune Mialgia 29 (6,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Spasmi muscolari 21 (4,8%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Dolore alla schiena 11 (2,5%) 2 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Debolezza muscolare 10 (2,3%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Affaticamento/Astenia 287 (65,2%) 64 (14,5%) 5 (1,1%)
Molto comune Infiammazione della mucosa 70 (15,9%) 6 (1,4%) 1 (0,2%)
Molto comune Edema d 59 (13,4%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Piressia 26 (5,9%) 2 (0,5%) 0 (0,0%)
Esami diagnostici Comune Aumento della lipasi 35 (8,0%) 12 (2,7%) 7 (1,6%)
Comune Riduzione della conta dei globuli bianchi e 33 (7,5%) 15 (3,4%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione della frazione d’eiezione 27 (6,1%) 5 (1,2%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione dell’emoglobina 27 (6,1%) 6 (1,4%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione della conta piastrinica 25 (5,7%) 4 (0,9%) 1 (0,2%)
Comune Riduzione di peso 23 (5,2%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della creatinfosfochinasi ematica 22 (5,0%) 1 (0,2%) 1 (0,2%)
Comune Aumento dell’amilasi 21 (4,8%) 8 (1,8%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della aspartato amino-transferasi 18 (4,1%) 2 (0,5%) 1 (0,2%)
Comune Aumento della alanino amino-transferasi 12 (2,7%) 1 (0,2%) 0 (0,0%)
  Altri eventi avversi 414 (94,1%) 204 (46,4%) 53 (12,0%)

I seguenti termini sono stati raggruppati:

a Anoressia e riduzione dell’appetito

b Disgeusia, ageusia e alterazione del gusto

c Dolore addominale e dolore addominale superiore

d Edema, edema periferico ed edema facciale

e Riduzione della conta dei globuli bianchi, riduzione della conta dei neutrofili e riduzione della conta leucocitaria

Tabella 2 - Reazioni avverse segnalate negli studi su pazienti refrattari alle citochine e su pazienti mai precedentemente trattati con MRCC in trattamento con SUTENT

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Tutti i gradi n (%) Grado 3 n (%) Grado 4 n (%)
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Neutropoenia 89 (16,4%) 46 (8,5%) 5 (0,9%)
Molto comune Trombocitopenia 86 (15,8%) 37 (6,8%) 5 (0,9%)
Molto comune Anemia 68 (12,5%) 21 (3,9%) 4 (0,7%)
Molto comune Leucopenia 55 (10,1%) 20 (3,7%) 0 (0%)
Comune Linfopenia 21 (3,9%) 12 (2,2%) 1 (0,2%)
Patologie endocrine Molto comune Ipotiroidismo 69 (12,7%) 7 (1,3%) 0 (0%)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto Comune Riduzione dell’appetito a 205 (37,7%) 9 (1,7%) 0 (0%)
Comune Disidratazione 33 (6,1%) 7 (1,3%) 1 (0,2%)
Disturbi psichiatrici Comune Insonnia 22 (4,0%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Depressione 15 (2,8%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Patologie del sistema nervoso Molto comune Alterazione del gusto b 251 (46,1%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Molto comune Cefalea 82 (15,1%) 3 (0,6%) 0 (0%)
Comune Capogiri 38 (7,0%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Neuropatia periferica 35 (6,4%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Parestesia 35 (6,4%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Ipoestesia 20 (3,7%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Iperestesia 18 (3,3%) 0 (0%) 0 (0%)
Patologie dell’occhio Comune Aumento della lacrimazione 39 (7,2%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Edema della palpebra 12 (2,2%) 0 (0%) 0 (0%)
Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 149 (27,4%) 56 (10,3%) 0 (0%)
Comune Rossore 17 (3,1%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Vampate di calore 12 (2,2%) 0 (0%) 0 (0%)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Epistassi 87 (16,0%) 3 (0,6%) 0 (0%)
Comune Dispnea 45 (8,3%) 6 (1,1%) 0 (0%)
Comune Dolore faringolaringeo 26 (4,8%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Tosse 23 (4,2%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Disfonia 16 (2,9%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Secchezza nasale 14 (2,6%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Versamento pleurico 12 (2,2%) 3 (0,6%) 0 (0%)
Comune Congestione nasale 12 (2,2%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Dispnea da sforzo 11 (2,0%) 0 (0%) 0 (0%)
Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea 326 (59,9%) 39 (7,2%) 0 (0%)
Molto comune Nausea 290 (53,3%) 19 (3,5%) 0 (0%)
Molto comune Stomatite/stomatite aftosa 192 (35,3%) 14 (2,6%) 0 (0%)
Molto comune Dispepsia 189 (34,7%) 8 (1,5%) 0 (0%)
Molto comune Vomito 180 (33,1%) 17 (3,1%) 0 (0%)
Molto comune Dolore/distensione addominale c 99 (18,2%) 9 (1,7%) 0 (0%)
Molto comune Stipsi 83 (15,3%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Molto comune Glossodinia 63 (11,6%) 0 (0%) 0 (0%)
Molto comune Dolore del cavo orale 62 (11,4%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Molto comune Flatulenza 60 (11,0%) 0 (0%) 0 (0%)
Molto comune Secchezza della bocca 56 (10,3%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Malattia da reflusso gastroesofageo 50 (9,2%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Disfagia 20 (3,7%) 2 (0,4%) 1 (0,2%)
Comune Cheilite 19 (3,5%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Sanguinamento gengivale 18 (3,3%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Emorroidi 18 (3,3%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Proctalgia 17 (3,1%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Ulcerazione della bocca 16 (2,9%) 0 (0%) 1 (0,2%)
Comune Emorragia rettale 13 (2,4%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Disturbi di stomaco 12 (2,2%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Eruttazione 11 (2,0%) 0 (0%) 0 (0%)
Molto comune Alterazione/ingiallimento del colore della cute/disturbi della pigmentazione 153 (28,1%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Molto comune Eritrodisestesia palmo-plantare 139 (25,6%) 44 (8,1%) 0 (0%)
Molto comune Rash 122 (22,4%) 3 (0,6%) 1 (0,2%)
Molto comune Secchezza della cute 108 (19,9%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Molto comune Alterazione del colore dei capelli 103 (18,9%) 0 (0%) 0 (0%)
Molto comune Alopecia 64 (11,8%) 0 (0%) 0 (0%)
Molto comune Eritema 58 (10,7%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Esfoliazione cutanea 47 (8,6%) 4 (0,7%) 0 (0%)
Comune Reazioni cutanee/disturbi cutanei 42 (7,7%) 6 (1,1%) 0 (0%)
Comune Prurito 40 (7,4%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Edema periorbitale 31 (5,7%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Lesione cutanea 27 (5,0%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Dermatite 26 (4,8%) 4 (0,7%) 0 (0%)
Comune Disturbi/alterazione del colore delle unghie 25 (4,6%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Vescicole 23 (4,2%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Ipercheratosi 22 (4,0%) 4 (0,7%) 0 (0%)
Comune Acne 19 (3,5%) 0 (0%) 0 (0%)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto comune Dolore alle estremità 96 (17,6%) 6 (1,1%) 0 (0%)
Comune Artralgia 51 (9,4%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Mialgia 49 (9,0%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Spasmi muscolari 26 (4,8%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Dolore alla schiena 17 (3,1%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Dolore muscoloscheletrico 11 (2,0%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Patologie renali e urinarie Comune Cromaturia 17 (3,1%) 0 (0%) 0 (0%)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Affaticamento/Astenia 373 (68,6%) 93 (17,1%) 1 (0,2%)
Molto comune Infiammazione della mucosa 134 (24,6%) 8 (1,5%) 0 (0%)
Molto comune Edema d 83 (15,3%) 4 (0,7%) 0 (0%)
Comune Piressia 37 (6,8%) 3 (0,6%) 0 (0%)
Comune Brividi 34 (6,3%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Dolore 21 (3,9%) 0 (0%) 0 (0%)
Comune Dolore al torace 13 (2,4%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Sintome influenzale 11 (2,0%) 0 (0%) 0 (0%)
Molto comune Riduzione/alterazione della frazione d’eiezione 86 (15,8%) 16 (2,9%) 0 (0%)
Molto comune Riduzione di peso 58 (10,7%) 1 (0,2%) 0 (0%)
Comune Riduzione della conta piastrinica 41 (7,5%) 15 (2,8%) 2 (0,4%)
Comune Riduzione della conta dei globuli bianchi e 37 (6,8%) 16 (2,9%) 0 (0%)
Comune Aumento della lipasi 36 (6,6%) 19 (3,5%) 11 (2,0%)
Comune Riduzione dell’emoglobina 25 (4,6%) 8 (1,5%) 0 (0%)
Comune Aumento dell’amilasi sierica 19 (3,5%) 11 (2,0%) 2 (0,4%)
Comune Aumento della creatinfosfochinasi ematica 19 (3,5%) 7 (1,3%) 2 (0,4%)
Comune Aumento della aspartato amino-transferasi 18 (3,3%) 7 (1,3%) 0 (0%)
Comune Aumento della creatininemia 17 (3,1%) 3 (0,6%) 0 (0%)
Comune Aumento della pressione 15 (2,8%) 2 (0,4%) 0 (0%)
Comune Aumento delle alanino amino-transferasi 14 (2,6%) 7 (1,3%) 2 (0,4%)
   > Altri eventi avversi 524 (96,3%) 297 (54,6%) 59 (10,8%)

I seguenti termini sono stati raggruppati:

a Anoressia e riduzione dell’appetito

b Disgeusia, ageusia e alterazione del gusto

c Dolore addominale e dolore addominale superiore

d Edema, edema periferico ed edema facciale

e Riduzione della conta dei globuli bianchi, riduzione della conta dei neutrofili e riduzione della conta leucocitaria

Tabella 3 - Reazioni avverse segnalate nello studio di fase 3 in pazienti con pNET in trattamento con SUTENT

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Tutti i gradi n (%) Grado 3 n (%) Grado 4 n (%)
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Neutropoenia 24 (28,9%) 6 (7,2%) 4 (4,8%)
Molto comune Trombocitopenia 14 (16,9%) 2 (2,4%) 1 (1,2%)
Comune Leucopenia 8 (9,6%) 4 (4,8%) 1 (1,2%)
Patologie endocrine Comune Ipotiroidismo 5 (6,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Anoressia 17 (20,5%) 2 (2,4%) 0 (0,0%)
Comune Riduzione dell’appetito 5 (6,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Disturbi psichiatrici Comune Insonnia 7 (8,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie del sistema nervoso Molto comune Disgeusia 16 (19,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Cefalea 10 (12,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Capogiri 5 (6,0%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Patologie dell’occhio Comune Edema della palpebra 5 (6,0%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 19 (22,9%) 8 (9,6%) 0 (0,0%)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Epistassi 16 (19,3%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Comune Dispnea 6 (7,2%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
  Molto comune Diarrea 44 (53,0%) 4 (4,8%) 0 (0,0%)
Molto comune Nausea 32 (38,6%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Molto comune Vomito 21 (25,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Stomatite 18 (21,7%) 3 (3,6%) 0 (0,0%)
Molto comune Dolore addominale 12 (14,5%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Molto comune Dispepsia 12 (14,5%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Stipsi 8 (9,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza della bocca 7 (8,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Dolore addominale superiore 6 (7,2%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Comune Stomatite aftosa 5 (6,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Flatulenza 5 (6,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Sanguinamento gengivale 5 (6,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
  Molto comune Alterazione del colore dei capelli 24 (28,9%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Molto comune Eritrodisestesia palmo-plantare 19 (22,9%) 5 (6,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Rash 13 (15,7%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Molto comune Secchezza della cute 11 (13,3%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Disturbi delle unghie 8 (9,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Eritema 7 (8,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Ingiallimento del colore della cute 6 (7,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Alopecia 5 (6,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Dolore alle estremità 7 (8,4%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Artralgia 6 (7,2%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Affaticamento/Astenia 46 (55,4%) 5 (6,0%) 1 (1,2%)
Molto comune Infiammazione della mucosa 13 (15,7%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
Esami diagnostici Molto comune Riduzione di peso 11 (13,3%) 1 (1,2%) 0 (0,0%)
    Altri eventi avversi 81 (97,6%) 29 (34,9%) 7 (8,4%)

Tabella 4 - Reazioni avverse segnalate durante l’esperienza post-marketing

Le seguenti tipologie di reazioni sono state segnalate nella fase successiva alla commercializzazione di SUTENT. Queste reazioni includono le segnalazioni spontanee e gli eventi avversi gravi provenienti dagli studi in corso, dai programmi d’accesso allargato (expanded access programme), dagli studi di farmacologia clinica e da studi esplorativi su indicazioni non approvate.

Infezioni e infestazioni a
Non comune* Infezioni (con o senza neutropenia)
Patologie del sistema emolinfopoieticob
Non comune* Microangiopatia trombotica
Disturbi del sistema immunitarioc
Non comune* Angioedema, reazioni di ipersensibilità
Patologie endocrined
Non comune* Ipertiroidismo
Patologie cardiache
Non comune Insufficienza cardiaca, insufficienza cardiaca congestizia, insufficienza ventricolare sinistra
Raro Prolungamento dell’intervallo QT, torsione di punta
Non comune* Cardiomiopatia, versamento pericardico
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune* Emottisi
Patologie gastrointestinali
Non comune Pancreatite
Raro Perforazione gastrointestinale
Patologie epatobiliarie
Non comune Insufficienza epatica
Non comune* Epatite
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivof
Non comune* Miopatia e/o rabdomiolisi
Non comune* Formazione di fistole
Non comune* Compromissione del processo di cicatrizzazione delle ferite
Non comune* Osteonecrosi della mandibola/mascella
Patologie renali e urinarieg
Non comune* Insufficienza renale, Insufficienza renale acuta, Proteinuria, sindrome nefrosica
Patologie polmonarih
Non comune* Versamento pleurico
Non comune* Embolia polmonare e insufficienza respiratoria
Esami diagnostici
Comune Aumento dell’ormone tireotropo (TSH)

La frequenza della reazione avversa è calcolata con la metodologia 3/X descritta nella Lineaguida del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

a Infezioni ed infestazioni: Sono stati segnalati casi di infezioni gravi (con o senza neutropenia), inclusa polmonite. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale.

b Patologie del sistema emolinfopoietico: Sono stati segnalati rari casi di microangiopatia trombotica In questi casi si raccomanda la sospensione temporanea di SUTENT; dopo la risoluzione di questi eventi è possibile riavviare il trattamento a discrezione del medico curante.

c Disturbi del sistema immunitario: Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità, incluso angioedema.

d Patologie endocrine: Negli studi clinici e nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati segnalati casi rari di ipertiroidismo, alcuni seguiti da ipotiroidismo (vedere anche paragrafo 4.4).

e Patologie epatobiliari: È stata segnalata disfunzione epatica e può includere anormalità dei test di funzionalità epatica, epatite o insufficienza epatica (vedere anche paragrafo 4.4).

f Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Sono stati segnalati rari casi di miopatia e/o rabdomiolisi, alcuni associati ad insufficienza renale acuta. I pazienti che presentano segni o sintomi di tossicità muscolare devono essere trattati secondo quanto previsto dalla pratica medica standard.

Sono stati riportati casi di formazione di fistole, talvolta associate a necrosi tumorale e regressione, in alcuni casi con esito fatale.

Casi di compromessa cicatrizzazione delle ferite sono stati segnalati durante la terapia con sunitinib.

Casi di osteonecrosi della mandibola/mascella sono stati segnalati in pazienti trattati con SUTENT, molti dei quali si sono verificati in pazienti che avevano fattori di rischio riconosciuti per l’osteonecrosi della mandibola/mascella, in particolare l’esposizione ai bifosfonati per via endovenosa e/o storia di malattie odontoiatriche che richiedevano interventi dentali di tipo invasivo (vedere anche paragrafo 4.4).

g Patologie renali e urinarie:

Sono stati segnalati casi di compromissione renale, insufficienza renale e/o insufficienza renale acuta, a volte con esito fatale.

Sono stati segnalati casi di proteinuria e casi rari di sindrome nefrosica. La sicurezza correlata alla prosecuzione del trattamento con SUTENT in pazienti con proteinuria da moderata a grave non è stata valutata in modo sistematico. Il trattamento con SUTENT deve essere interrotto in pazienti con sindrome nefrosica (vedere anche paragrafo 4.4).

h Patologie polmonari: Sono stati riportati casi di embolia polmonare, in alcuni casi ad esito fatale.

nascondi

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non sono stati condotti studi su donne in gravidanza in trattamento con SUTENT. Gli studi sugli animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva, incluse malformazioni fetali (vedere paragrafo 5.3). SUTENT non deve essere usato durante la gravidanza o in donne che non fanno uso di un contraccettivo adeguato, a meno che i potenziali benefici giustificano i potenziali rischi per il feto. Se SUTENT viene utilizzato durante la gravidanza, o se la paziente rimane incinta durante il trattamento con SUTENT, la paziente deve essere informata dei potenziali rischi per il feto.

Alle donne in età fertile si deve consigliare di utilizzare un metodo di contraccezione efficace e di evitare una gravidanza quando sono in trattamento con SUTENT.

Allattamento

Sunitinib e/o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte di ratto. Non è noto se sunitinib o il suo principale metabolita attivo vengano escreti nel latte materno. Poiché i principi attivi vengono generalmente escreti nel latte materno e considerate le possibili reazioni avverse gravi nei bambini allattati, le donne non devono allattare durante il trattamento con SUTENT.

Fertilità

I dati preclinici suggeriscono che la fertilità maschile e femminile possono essere compromesse dal trattamento con SUTENT (vedere paragrafo 5.3).

nascondi

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.

nascondi

Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Farmadati

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Ultima modifica: 19-09-2013
Promozioni:

Commenti