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ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

QUINAPRIL EG

14CPR RIV 20MG

EG SpA

Descrizione prodotto

QUINAPRIL EG*14CPR RIV 20MG

Principio attivo

QUINAPRIL CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

2.21


Codice ATC livello 5:
C09AA06

Codice AIC:
37203229


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione essenziale.

Trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia.

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Composizione

Una compressa di Quinapril EG 5 mg contiene quinapril cloridrato corrispondente a 5 mg di quinapril.

Una compressa di Quinapril EG 10 mg contiene quinapril cloridrato corrispondente a 10 mg di quinapril.

Una compressa di Quinapril EG 20 mg contiene quinapril cloridrato corrispondente a 20 mg di quinapril.

Una compressa di Quinapril EG 40 mg contiene quinapril cloridrato corrispondente a 40 mg di quinapril.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa

Magnesio carbonato pesante

Calcio fosfato dibasico anidro

Amido pregelatinizzato (mais)

Croscarmellosa sodica

Magnesio stearato

Film di rivestimento

Ipromellosa

Idrossipropilcellulosa

Titanio diossido (E171)

Macrogol 400

Ferro ossido rosso (E172)

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Controindicazioni

– Ipersensibilità a quinapril, ad uno qualsiasi degli eccipienti o a qualsiasi altro ACE–inibitore.

– Storia di angioedema correlato ad un precedente trattamento con ACE–inibitori.

– Angioedema ereditario o idiopatico.

– Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

– Quinapril non deve essere usato nei pazienti con ostruzione dinamica del flusso ventricolare sinistro.

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Posologia

La dose deve essere individualizzata.

Ipertensione

Monoterapia: La dose iniziale raccomandata è di 10 mg una volta al giorno. La dose può essere aggiustata successivamente, a seconda della risposta clinica. In generale se l’effetto terapeutico desiderato non può essere ottenuto in un periodo da 3 a 4 settimane ad un certo livello di dosaggio, la dose può essere aumentata ulteriormente. La dose di mantenimento accettata è di 20–40 mg/die.

Il quinapril deve essere dato come una singola dose o in due dosi divise. La maggior parte dei pazienti possono essere trattati con una sola dose giornaliera.

Pazienti trattati con diuretici

L’ipotensione sintomatica può verificarsi dopo l’inizio della terapia con quinapril. Questo è più probabile in pazienti che stanno assumendo diuretici. Si raccomanda, perciò, cautela, poiché questi pazienti possono presentare deplezione di volume e/o di sali. Se possibile, si deve interrompere la somministrazione di diuretici da 2 a 3 giorni prima di incominciare la terapia con quinapril. Nei pazienti ipertesi per i quali il trattamento con diuretici non può essere interrotto, la terapia con quinapril deve essere iniziata con una dose di 2,5 mg. Devono essere monitorati la funzionalità renale e il potassio sierico. Il dosaggio successivo di quinapril deve essere aggiustato a seconda della risposta della pressione sanguigna. Se necessario, la terapia con diuretici può essere ripresa (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Insufficienza cardiaca

Quinapril EG deve essere dato in aggiunta oppure in combinazione con un diuretico e/o digitale, quando il caso lo richiede. Il trattamento può essere iniziato ambulatorialmente. Nei pazienti con insufficienza cardiaca grave o instabile, ridotta funzionalità renale, ipovolemia, iponatriemia o con pressione sistolica <90 mm Hg il trattamento deve però essere iniziato in ospedale. Questo vale anche in caso di trattamento concomitante con altri farmaci vasodilatatori e diuretici dell’ansa somministrati ad alte dosi (furosemide a dose > 80 mg) e per pazienti di 70 anni o più anziani. Il paziente deve essere attentamente monitorato durante le prime due settimane di trattamento e sempre quando si modifica la dose del quinapril o del diuretico.

Inizialmente viene somministrata una dose di 2,5 mg, quindi il paziente viene attentamente monitorato per ipotensione sintomatica. La dose di Quinapril EG può essere aggiustata gradualmente fino a 40 mg/die, da somministrare in due dosi suddivise. Di solito i pazienti vengono mantenuti di fatto a dosi di 10–20 mg/die suddivise in due dosi al giorno. Nei pazienti con insufficienza cardiaca di grado lieve o moderato, emodinamicamente stabili dopo assunzione di una dose giornaliera di 20 mg suddivise in due dosi per almeno un mese, la dose può essere somministrata anche una volta al giorno.

Compromissione renale

La dose iniziale di quinapril deve essere ridotta nei pazienti con funzionalità renale compromessa poiché la concentrazione plasmatica di quinaprilato aumenta con clearance della creatinina ridotta. Sono raccomandate le seguenti dosi iniziali:

Clearance della creatinina (ml/min) (mg) Dose iniziale giornaliera raccomandata
> 60 10
30–60 5
10–30 2.5

Non c’è esperienza sufficiente nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 10 ml/min) inclusi i pazienti in dialisi. Il trattamento non è quindi raccomandato in questi pazienti.

La dialisi non ha un effetto apprezzabile sull’eliminazione di quinaprilato.

Se non si ottiene una risposta soddisfacente entro 3 mesi, si deve considerare un cambiamento della terapia.

Uso nell’anziano

Poiché la funzionalità renale tende a diminuire con l’età, questo deve anche essere preso in considerazione nei pazienti anziani e perciò il trattamento deve incominciare con 5 mg una volta al giorno.

Popolazione pediatrica

I dati attualmente disponibili sono riportati ai paragrafi 5.1 e 5.2 ma non possono essere fatte raccomandazioni sulla posologia.

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Avvertenze e precauzioni

Stenosi aortica e della valvola mitralica/cardiomiopatia ipertrofica

Come per altri ACE–inibitori, il quinapril deve essere somministrato con cautela a pazienti con stenosi della valvola mitralica o nella cardiomiopatia ipertrofica. Quinapril deve essere usato con cautela nei pazienti selezionati affetti da stenosi aortica.

Reazioni di sensibilità

Reazioni di ipersensibilità possono verificarsi in pazienti con o senza una storia di allergia o asma bronchiale, ad esempio, porpora, fotosensibilità, orticaria, angioite necrotizzante, difficoltà respiratoria inclusa polmonite ed edema polmonare, reazioni anafilattiche.

Ipotensione sintomatica

L’ipotensione sintomatica è riscontrata raramente in pazienti ipertesi senza complicazioni. In pazienti ipertesi trattati con quinapril, è più probabile che l’ipotensione si verifichi se il paziente ha perso liquidi ad esempio attraverso una terapia con diuretici, restrizione di sale con la dieta, dialisi, diarrea o vomito, o ha una grave ipertensione renina–dipendente (vedere paragrafi 4.5 e 4.8).

In caso di ipotensione sintomatica, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, sottoposto ad infusione endovena di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce controindicazione ad ulteriori dosi; tuttavia possono essere prese in considerazione dosi più basse di quinapril o qualsiasi altra terapia concomitante con diuretici.

Nei pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza insufficienza renale associata, è stata osservata ipotensione sintomatica. È molto probabile che questo accada in quei pazienti con gradi più severi di insufficienza cardiaca, come riflesso dell’uso di dosi elevate di diuretici dell’ansa, iponatremia o compromissione della funzionalità renale. Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, che sono a rischio di ipotensione eccessiva, la terapia con quinapril deve essere iniziata alla dose raccomandata sotto stretto controllo medico; questi pazienti devono essere seguiti attentamente per le prime due settimane di trattamento e ogni volta che il dosaggio di quinapril viene aumentato.

Simili considerazioni si applicano ai pazienti con ischemia cardiaca o malattia cerebrovascolare per i quali un’eccessiva caduta della pressione sanguigna può dare luogo ad un infarto del miocardio o ad un accidente cerebrovascolare.

Compromissione della funzionalità renale

In pazienti con insufficienza renale, il monitoraggio della funzionalità renale durante la terapia deve essere effettuato in modo appropriato, anche se nella maggior parte dei casi la funzionalità renale non cambia o né migliora.

L’emivita di quinaprilato è prolungata poiché la clearance della creatinina diminuisce. Ai pazienti con una clearance della creatinina <60 mL/min non è necessario un dosaggio iniziale più basso di quinapril (vedere paragrafo 4.2). Il dosaggio per questi pazienti deve essere aumentato gradualmente in base alla risposta terapeutica, e la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata, anche se gli studi iniziali non indicano che quinapril produce un ulteriore peggioramento della funzionalità renale.

Come conseguenza dell’inibizione del sistema renina–angiotensina–aldosterone, i cambiamenti nella funzionalità renale si possono prevedere in soggetti sensibili. In pazienti con insufficienza cardiaca grave la cui funzionalità renale può dipendere dall’attività del sistema renina–angiotensina–aldosterone, il trattamento con quinapril può essere associato a oliguria e/o progressiva azotemia e raramente a insufficienza renale acuta e/o morte.

In studi clinici in pazienti ipertesi con stenosi unilaterale o bilaterale dell’arteria renale, sono stati osservati aumenti dell’urea e della creatinina sierica in alcuni pazienti sottoposti a terapia con ACE inibitori. Questi aumenti erano quasi sempre reversibili con la sospensione della terapia con ACE inibitori e/o una terapia diuretica. In tali pazienti, la funzionalità renale deve essere monitorata durante le prime settimane di terapia.

Se è presente anche ipertensione renovascolare, c’è un aumentato rischio di grave ipotensione ed insufficienza renale. In questi pazienti, il trattamento deve essere iniziato sotto stretto controllo medico con basse dosi e accurata titolazione della dose.

Alcuni pazienti con ipertensione o insufficienza cardiaca senza apparente preesistente malattia renale hanno sviluppato aumenti (> 1,25 volte il limite superiore della norma) dell’urea e della creatinina sierica, di solito lievi e transitori, in particolare quando quinapril è stato somministrato in concomitanza a un diuretico. Sono stati osservati aumenti dell’azoto ureico nel sangue e della creatinina sierica nel 2% e 2% rispettivamente dei pazienti ipertesi in monoterapia con quinapril e nel 4% e 3% rispettivamente dei pazienti ipertesi in terapia con quinapril/idroclorotiazide. Questo è più probabile che si verifichi in pazienti con preesistente compromissione renale. Può essere richiesta una riduzione del dosaggio e/o una sospensione del diuretico e/o del quinapril

Non vi è sufficiente esperienza in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <10 ml/min). Il trattamento non è quindi raccomandato in questi pazienti.

Trapianto del rene

Non c’è esperienza clinica a riguardo della somministrazione di quinapril nei pazienti con un recente trapianto di rene. Il trattamento con quinapril non è, perciò, raccomandato.

Angioedema

Angioedema è stato segnalato in pazienti trattati con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina. Se si verificano stridore laringeo o angioedema del viso, della lingua o della glottide, il trattamento deve essere interrotto immediatamente, il paziente trattato correttamente, nel rispetto delle cure mediche, e osservato attentamente finché il gonfiore non scompare. Nei casi in cui il gonfiore è limitato al viso e alle labbra, la condizione generalmente si risolve senza trattamento; gli antistaminici possono essere utili per alleviare i sintomi. L’angioedema associato con il coinvolgimento della laringe può essere fatale. Se vi è un interessamento della lingua, della glottide o della laringe che può causare ostruzione delle vie aeree, deve essere prontamente intrapresa una terapia appropriata, per esempio una soluzione di adrenalina per via sottocutanea 1:1000 (da 0,3 a 0,5 ml).

Pazienti con una storia di angioedema non correlato alla terapia con ACE–inibitori possono trovarsi a maggior rischio di angioedema mentre ricevono un ACE–inibitore (vedere paragrafo 4.3).

Angioedema intestinale

Angioedema intestinale è stato segnalato in pazienti trattati con ACE–inibitori. Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era nessuna precedente storia di angioedema facciale ed i livelli di C–1 esterasi erano normali. L’angioedema è stato diagnosticato dagli esami compresi TAC addominale o ultrasuoni, o in chirurgia, e sintomi si sono risolti dopo l’interruzione della terapia con ACE–inibitore. Angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti trattati con ACE–inibitori che presentano dolore addominale.

Differenze etniche

È stato segnalato che pazienti neri che sono in terapia con ACE–inibitori hanno una maggiore incidenza di angioedema rispetto ai pazienti non neri. Va inoltre segnalato che in studi clinici controllati, gli ACE inibitori hanno un effetto sulla pressione arteriosa minore nei pazienti neri rispetto ai non neri.

Neutropenia/Agranulocitosi

ACE–inibitori sono stati raramente associati a agranulocitosi e depressione del midollo osseo in pazienti con ipertensione non complicata ma più frequentemente nei pazienti con insufficienza renale, soprattutto se hanno anche una malattia vascolare del collagene.

&EGRAVE; stata riportata raramente agranulocitosi durante il trattamento con quinapril. Deve essere valutato il monitoraggio della conta dei globuli bianchi nei pazienti con malattie vascolari del collagene e/o con malattia renale.

Il quinapril deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con malattia vascolare del collageno, terapia di immunosoppressione, trattamento con allopurinolo o procainamide o una combinazione di questi fattori complicanti, particolarmente se in presenza di una preesistente funzionalità renale compromessa. Alcuni di questi pazienti svilupparono gravi infezioni che in alcuni casi non risposero a terapia antibiotica intensiva. Se il quinapril è usato in tali pazienti, si consiglia il monitoraggio periodico della conta leucocitaria ed i pazienti devono essere istruiti a riferire qualsiasi segno d’infezione.

Desensibilizzazione

Pazienti che ricevevano ACE–inibitori durante trattamento di desensibilizzazione con veleno d’imenotteri hanno manifestato reazioni anafilattoidi pericolose per la vita. Negli stessi pazienti, queste reazioni sono state evitate, quando gli ACE–inibitori sono stati temporaneamente interrotti ma esse sono riapparse dopo involontaria ripresa della terapia.

Emodialisi e LDL aferesi

In pazienti emodializzati con membrane ad alto flusso di poliacrilonitrile (’AN69’) è altamente probabile che si verifichino reazioni anafilattoidi se sono trattati con ACE–inibitori. Questa combinazione deve pertanto essere evitata, sia mediante l’uso di farmaci antiipertensivi alternativi sia mediante membrane alternative per emodialisi. Reazioni simili sono state osservate durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità con destrano–solfato. Questo metodo non deve quindi essere usato in pazienti trattati con ACE–inibitori.

Compromissione della funzionalità epatica

Quinapril in combinazione con un diuretico deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica compromessa o epatopatia progressiva, poiché alterazioni minori del fluido e dell’equilibrio elettrolitico possono causare coma epatico. Il metabolismo di quinapril a quinaprilato dipende normalmente dalla esterasi epatiche. Le concentrazioni di quinaprilato sono ridotte nei pazienti con cirrosi alcolica a causa della de–esterificazione ridotta di quinapril.

Raramente, gli ACE–inibitori sono stati associati ad una sindrome che inizia con itterizia colestatica e progredisce a una necrosi epatica fulminante (in alcuni casi fatale). Pazienti che in trattamento con ACEinibitori sviluppano ittero o enzimi epatici visibilmente elevati devono cessare l’assunzione di quinapril e devono ricevere un adatto follow–up medico.

Tosse

È stata osservata tosse con l’uso di ACE–inibitori. Caratteristicamente, la tosse è non–produttiva, persistente e scompare dopo interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE–inibitori deve essere considerata come parte della diagnosi differenziale della tosse.

Chirurgia/Anestesia

Nei pazienti che subiscono una operazione chirurgica maggiore o durante l’anestesia con agenti che producono ipotensione, il quinapril può bloccare la formazione di angiotensina II secondaria a rilascio compensatorio di renina. Se si verifica ipotensione e si considera che sia dovuta a questo meccanismo, si può correggere mediante espansione di volume (vedere paragrafo 4.5).

Iperkaliemia e diuretici risparmiatori di potassio

In pazienti trattati con quinapril da solo è stato osservato innalzamento dei livelli sierici di potassio. Quando somministrato in concomitanza, quinapril può ridurre la ipokaliemia indotta da diuretici tiazidici. A causa del rischio di ulteriori aumenti di potenziamento del potassio sierico si raccomanda di iniziare con cautela la terapia di combinazione con diuretici risparmiatori di potassio e di monitorare attentamente i livelli sierici di potassio del paziente (vedere Ipotensione sopra e paragrafo 4.5).

Pazienti diabetici

In pazienti diabetici gli ACE–inibitori possono accrescere la sensibilità all’insulina e sono stati associati ad ipoglicemia nei pazienti trattati con agenti antidiabetici orali o insulina. Si deve attentamente monitorare il controllo glicemico in particolare nel primo mese di trattamento con un ACE–inibitore (vedere paragrafo 4.5).

Gravidanza

Gli ACE inibitori non devono essere iniziati durante la gravidanza. A meno che la continuazione della terapia con l’ACE inibitore sia ritenuta necessaria, alle pazienti che pianificano una gravidanza il trattamento deve essere cambiato con un antiipertensivo alternativo che abbia un profilo di sicurezza dimostrato per l’utilizzo in gravidanza.

Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con gli ACE inibitori deve essere immediatamente sospeso e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

Litio

La combinazione di litio e quinapril generalmente non è raccomandata (vedere 4.5).

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Interazioni

Tetracicline ed altri medicinali che interagiscono con il magnesio

A causa della presenza di magnesio carbonato nella formulazione, quinapril in volontari sani ha determinato una riduzione del 28–37% dell’assorbimento della tetraciclina qualora somministrata contemporaneamente.

Questa interazione può essere considerata se si prescrive contemporaneamente quinapril e tetraciclina.

Terapia diuretica concomitante

Pazienti in terapia con diuretici, specialmente quelli in terapia diuretica recentemente istituita, possono occasionalmente presentare un’eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l’inizio della terapia con quinapril. Gli effetti ipotensivi dopo la prima dose di quinapril possono essere minimizzati interrompendo il diuretico pochi giorni prima l’inizio della terapia. Se l’interruzione del diuretico non è possibile, la dose iniziale di quinapril deve essere ridotta. Nei pazienti in cui viene continuata la terapia con diuretici, deve essere mantenuta supervisione medica fino a due ore dopo la dose iniziale di quinapril (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Furosemide

Studi condotti su pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica hanno dimostrato che il captopril (e molto probabilmente altri ACE–inibitori) riduce l’effetto diuretico e natriuretico della furosemide.

Agenti che aumentano il potassio sierico

Quinapril è un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina in grado di ridurre i livelli di aldosterone, il che può determinare un lieve aumento del potassio sierico. Trattamenti concomitanti con diuretici risparmiatori di potassio (es. spironolattone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sali di potassio devono essere usati con cautela e predisponendo un adeguato controllo del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4).

Chirurgia/anestesia

Benché non siano disponibili dati che indichino un’interazione tra quinapril ed agenti anestetici che inducono ipotensione, si deve avere cautela quando i pazienti sono sottoposti ad interventi di alta chirurgia o ad anestesia poiché è stato dimostrato che gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina sono in grado di bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Ciò può portare ad ipotensione che può essere corretta con espansione della volemia (vedere paragrafo 4.4).

Altri medicinali antipertensivi

Ci può essere un effetto additivo o di potenziamento quando quinapril è usato in combinazione con altri medicinali antipertensivi o nitroglicerina e altri nitrati, o altri vasodilatatori.

Litio

Sono stati riscontrati aumenti dei livelli sierici di litio e sintomi di tossicità da litio in pazienti che assumono in concomitanza litio e ACE–inibitori a causa dell’aumentata perdita di sodio di questi agenti. Il quinapril e il litio devono essere co–somministrati con cautela e si raccomanda un frequente controllo dei livelli sierici del litio.

Se viene usato anche un diuretico, questo può aumentare il rischio di tossicità da litio (vedere paragrafo 4.4).

Antidepressivi triciclici/Antipsicotici

L’uso concomitante di antidepressivi triciclici ed antipsicotici con ACE–inibitori può dare luogo ad una ulteriore riduzione della pressione sanguigna.

Farmaci Antinfiammatori Non–Steroidei (FANS)

In alcuni pazienti, la somministrazione di un agente anti–infiammatorio non steroideo può ridurre l’effetto antiipertensivo degli ACE–inibitori. È stato descritto inoltre, che i FANS e gli ACE–inibitori esercitano un effetto additivo sull’aumento del potassio sierico, mentre la funzionalità renale può diminuire. Questi effetti sono in teoria reversibili e compaiono specialmente in pazienti con funzionalità renale compromessa.

Acido acetilsalicilico

Alte dosi di acido acetilsalicilico (> 325 mg) possono alterare gli effetti emodinamici degli ACE–inibitori quando usati per trattare l’insufficienza cardiaca. Quando è indicata la somministrazione concomitante è possibile usare una bassa dose antitrombotica (50–100 mg/die) di acido acetilsalicilico, in base alla situazione clinica individuale del paziente.

Simpaticomimetici

I simpaticomimetici possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE–inibitori.

Oro

Sono state segnalate raramente reazioni nitritoidi (sintomi includono arrossamento del volto, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in terapia con oro iniettabile (sodio aurotiomalato) e concomitante terapia con ACE inibitori.

Allopurinolo, agenti citostatici ed immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide

La somministrazione concomitante con ACE–inibitori può comportare un maggior rischio di leucopenia (vedere paragrafo 4.4).

Alcool, barbiturici o narcotici

Può comparire potenziamento dell’ipotensione ortostatica.

Altri agenti

La somministrazione concomitante di dosi multiple di 10 mg di atorvastatina con 80 mg di quinapril non ha comportato variazioni significative nei parametri farmacocinetici allo steady–state di atorvastatina.

Medicinali antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali ed insulina)

Nei pazienti diabetici gli ACE–inibitori possono aumentare la sensibilità all’insulina e sono stati associati con ipoglicemia in pazienti trattati con farmaci antidiabetici orali e insulina. Deve essere attentamente monitorato il livello della glicemia in particolare durante il primo mese di trattamento con un ACE–inibitore (vedere paragrafo 4.4).

Trimetoprim

Una grave iperkaliemia si è riscontrata durante il trattamento concomitante di ACE–inibitori con trimetoprim.

Antiacidi

Gli antiacidi possono ridurre la biodisponibilità di quinapril.

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Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante il trattamento con quinapril e altri ACE–inibitori. In questo paragrafo le frequenze degli effetti indesiderati sono definite come segue:

molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Le reazioni avverse più frequentemente verificate in studi clinici sono state: cefalea (7,2%), capogiri (5,5%), tosse (3,9%), affaticamento (3,5%), rinite (3,2%), nausea e/o vomito (2,8%) e mialgia (2,2%).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: Agranulocitosi, anaemia emolitica, neutropenia, trombocitopenia

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: Reazione anafilattica

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: Iperkaliemia

Disturbi psichiatrici:

Comune: Insonnia

Non comune: Nervosismo, depressione, confusione.

Patologie del sistema nervoso:

Comune: Capogiro, cefalea, parestesia.

Non comune: Attacco ischemico transitorio, sincope, sonnolenza.

Raro: Neuropatia, disturbo al bilancio elettrolitico.

Non nota: Accidente cerebrovascolare

Patologie dell’occhio:

Non comune: Ambliopia

Raro: Visione offuscata.

Patologie dell’orecchio e del labirinto:

Non comune: Tinnito, vertigini.

Patologie cardiache:

Non comune: Infarto del miocardio, angina pectoris, tachicardia, palpitazioni

Patologie vascolari:

Comune: Ipotensione.

Non comune: Vasodilatazione

Non nota. Ipotensione ortostatica

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Comune: Dispnea, tosse.

Non comune: Gola secca

Raro: Peggioramento dell’asma, polmonite eosinofila.

Non nota: Broncospasmo. In singoli casi, ostruzione del tratto respiratorio superiore da angioedema (che può essere fatale)

Patologie gastrointestinali:

Comune: Vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, nausea.

Non comune: Flatulenza, secchezza delle fauci.

Raro: Glossite, costipazione, disgeusia

Molto raro: Ileo, angioedema del piccolo intestino

Non nota: Pancreatite*

Patologie epatobiliari:

Raro: Disturbi della funzionalità epatica.

Non nota: Epatite, ittero colestatico

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Non comune: Angioedema, rash, esantema, prurito, orticaria, iperidrosi.

Raro: Eritema multiforme, pemfigo, esantema tipo–psoriasi.

Non nota: Sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica tossica, dermatite esfoliativa, alopecia, reazioni di fotosensibilità. Problemi della pelle possono essere associati a piressia, dolori muscolari e articolari (mialgie, artralgia, artrite), infiammazione vascolare (vasculite), infiammazioni dei tessuti sierosi e di alcuni cambiamenti nei valori di laboratorio (eosinofilia, leucocitosi e/o elevati titoli ANA, VES elevata)

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

Comune: Mialgia, mal di schiena

Raro: Artralgia

Patologie renali e urinarie:

Non comune: Disfunzione renale, proteinuria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

Non comune: Disfunzione erettile

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Comune: Affaticamento, astenia, dolore al petto

Non comune: Edema generalizzato, piressia, edema periferico

Esami diagnostici

Comune: Aumento della creatinina sierica, aumento dell’azoto ureico nel sangue **

Non nota: Diminuzione dell’emoglobina, diminuzioni dell’ematocrito e WCXC, aumento degli enzimi epatici, aumento della bilirubina. Nei pazienti affetti da deficit congenito di G–6–PDH, sono stati segnalati singoli casi di anemia emolitica

Infezioni e infestazioni

Comune: Faringite, rinite

Non comune: Bronchite, infezione del tratto respiratorio superiore, infezione del tratto urinario, sinusite.

* È stata riportata pancreatite nei pazienti trattati con ACE–inibitori; in alcuni casi ciò si è rivelato fatale.

** Tali aumenti sono più probabili in pazienti sottoposti a terapia concomitante con diuretici rispetto a quelli in monoterapia con quinapril. Questi aumenti osservati spesso regrediscono al proseguimento della terapia.

Sono stati segnalate vasculite e ginecomastia con altri ACE–inibitori e non si può escludere che questi effetti indesiderati sono gruppo specifici.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

L’utilizzo degli ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’utilizzo degli ACE inibitori è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Non si è ottenuta evidenza epidemiologica conclusiva relativamente al rischio di teratogenicità in seguito ad esposizione agli ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza; comunque un minimo aumento del rischio non può essere escluso. Gli ACE inibitori non devono essere somministrati durante la gravidanza. A meno che la continuazione della terapia con l’ACE inibitore sia ritenuta necessaria, alle pazienti che pianificano una gravidanza il trattamento deve essere cambiato con un antiipertensivo alternativo che abbia un profilo di sicurezza dimostrato per l’utilizzo in gravidanza. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente sospeso e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa.

È noto che l’esposizione durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza alla terapia con l’ACE inibitore induce feto tossicità umana (diminuzione della funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3).

Se l’esposizione all’ACE inibitore è necessaria, si raccomanda dal secondo trimestre di gravidanza un controllo ultrasonico della funzionalità renale e del cranio.

I neonati le cui madri hanno assunto ACE inibitori devono essere tenuti sotto stretta osservazione per ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Allattamento

Limitati studi farmacocinetici dimostrano una concentrazione molto bassa nell’allattamento al seno (vedere paragrafo 5.2). Sebbene queste concentrazioni sembrino essere clinicamente irrilevanti l’uso di quinapril durante l’allattamento al seno non è raccomandato per i neonati pretermine e dopo le prime settimane dalla nascita, a causa di un rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e poiché non vi è esperienza clinica.

Nei neonati più grandi si può considerare l’uso di quinapril durante l’allattamento se ritenuto necessario per la madre e il neonato viene tenuto sotto osservazione per la possibile comparsa di effetti indesiderati.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

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Ultima modifica: 19-09-2013
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