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ANTIBIOTICI CITOTOSSICI E SOSTANZE CORRELATE

EPIRUBICINA HOSP

FL2MG/ML100ML

HOSPIRA ITALIA Srl

Descrizione prodotto

EPIRUBICINA HOSP*FL2MG/ML100ML

Principio attivo

EPIRUBICINA CLORIDRATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTIBIOTICI CITOTOSSICI E SOSTANZE CORRELATE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

330.96


Codice ATC livello 5:
L01DB03

Codice AIC:
37227081


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Epirubicina è impiegata nel trattamento di una gamma di malattie neoplastiche tra cui:

carcinoma della mammella;

carcinoma avanzato delle ovaie;

carcinoma gastrico;

carcinoma del polmone a piccole cellule.

Quando somministrata per via endovescicale, epirubicina ha dimostrato di essere vantaggiosa nel trattamento del:

carcinoma della vescica a cellule papillari transizionali;

carcinoma-in-situ;

profilassi intravescicale delle recidive del carcinoma superficiale della vescica dopo intervento di resezione transuretrale.

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Composizione

Epirubicina Cloridrato 2mg/ml

Per l’elenco degli eccipienti vedere 6.1

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Eccipienti

Sodio cloruro;

acqua per preparazioni iniettabili;

acido cloridrico per la correzione del pH.

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Controindicazioni

Epirubicina è controindicata nei:

Pazienti che hanno mostrato ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti.

Pazienti con marcata mielodepressione indotta da precedenti trattamenti con altri agenti antineoplastici o radioterapia.

Pazienti trattati con dosi cumulative massime di altre antracicline quali doxorubicina o daunorubicina.

Pazienti con danni cardiaci in atto o pregressi (comprende lo scompenso cardiaco muscolare di 4° grado, attacco cardiaco acuto e pregressi attacchi cardiaci con risultante scompenso cardiaco muscolare di 3° e 4° grado, malattie infiammatorie cardiache acute, aritmia con serie conseguenze emodinamiche).

Pazienti con infezioni sistemiche acute.

Allattamento al seno.

Epirubicina è controindicata per somministrazione endovescicale nelle:

Infezioni delle vie urinarie.

Tumori invasivi penetrati in vescica.

Problemi di cateterizzazione.

Infiammazione della vescica.

Grande volume di urina residua.

Contrazione della vescica.

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Posologia

Epirubicina è solo per uso endovenoso o endovescicale.

Non è stata dimostrata la sicurezza e l’efficacia d’uso di epirubicina nei bambini.

Somministrazione endovenosa:

È opportuno somministrare epirubicina attraverso una linea di infusione endovenosa continua di una fleboclisi di soluzione salina, dopo aver controllato che l’ago sia correttamente posizionato in vena. Attenzione ad evitare lo stravaso (vedere 4.4). In caso di stravaso, interrompere immediatamente la somministrazione.

Dose convenzionale:

Quando Epirubicina è impiegata come unico agente, la dose consigliata negli adulti è di 60-90mg/m² di superficie corporea. Epirubicina deve essere somministrata per iniezione endovenosa in 3-5 minuti. La dose va ripetuta ad intervalli di 21 giorni, compatibilmente con le condizioni ematologiche e la funzionalità midollare del paziente.

Nel caso in cui si verifichino segni di tossicità, incluso grave neutropenia/febbre neutropenica e trombocitopenia (che possono perdurare al giorno 21), deve essere modificata la dose oppure deve essere posticipata la dose successiva.

Alte dosi:

Epirubicina come agente singolo nel trattamento ad alte dosi del carcinoma polmonare deve essere somministrata secondo i seguenti regimi:

Carcinoma polmonare a piccole cellule (in pazienti non pretrattati): 120mg/m² al giorno 1, ogni 3 settimane;.

Per il trattamento con alte dosi, epirubicina deve essere somministrato in bolo per via endovenosa in 3-5 minuti o come infusione endovenosa in un massimo di 30 minuti.

Carcinoma della mammella:

Nel trattamento adiuvante delle pazienti con carcinoma della mammella in stadio iniziale con linfonodi positivi, le dosi endovenose di epirubicina consigliate variano da 100mg/m² (come singola dose al giorno 1) a 120mg/m² (frazionata in due dosi al giorno 1 e 8) ogni 3-4 settimane, in combinazione con ciclofosfamide e 5-fluorouracile per via endovenosa e tamoxifene per via orale.

Dosi inferiori (60-75mg/m² nel trattamento convenzionale e 105-120mg/m² per il trattamento con alte dosi) sono consigliate per i pazienti con funzionalità midollare danneggiata da precedenti trattamenti chemioterapici o radioterapici, dall’età avanzata, o da infiltrazione neoplastica midollare. La dose totale per ciclo può essere frazionata in 2-3 giorni consecutivi.

Le seguenti dosi di epirubicina sono impiegate comunemente in chemioterapia in combinazione e in monoterapia per diversi tumori, come evidenziato:

  Dose di Epirubicina (mg/m² )a
Indicazione del Carcinoma Monoterapia Terapia in combinazione
Carcinoma avanzato delle ovaie 60–90 50–100
Carcinoma gastrico 60–90 50
SCLC 120 120
Cancro della vescica 50 mg/50 ml o 80 mg/50 ml (carcinoma in situ) Profilassi: 50 mg/50 ml a settimana per 4 settimane, successivamente, mensilmente per 11 mesi  

a Dosi somministrate generalmente al Giorno 1 o Giorno 1,2 e 3 ad intervalli di 21 giorni

Terapia in combinazione:

Se epirubicina è usata in combinazione con altri prodotti citotossici, la dose deve essere ridotta di conseguenza. Le dosi comunemente impiegate sono riportate nella tabella sopra.

Compromissione della funzionalità epatica:

La più importante via di eliminazione dell’epirubicina è rappresentata dal sistema epatobiliare. Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, la dose deve essere ridotta in funzione dei livelli della bilirubina nel siero come segue:

Bilirubinemia Riduzione della dose
24 - 51 mcmol/l 50%
51 mcmol/l 75%

Compromissione della funzionalità renale:

Una moderata compromissione della funzionalità renale non sembra richiedere una riduzione della dose, data la bassa escrezione di Epirubicina attraverso l’emuntorio renale. Tuttavia, può essere necessario un adattamento della dose in pazienti con valori sierici di creatinina > 5mg/dL.

Somministrazione endovescicale:

Epirubicina può essere somministrata per via endovescicale nel trattamento del carcinoma superficiale della vescica e del carcinoma in situ. Non deve essere somministrata per via endovescicale nel trattamento dei tumori invasivi che hanno penetrato la parete della vescica, in questi casi è più appropriata la terapia sistemica o quella chirurgica (vedere Paragrafo 4.3). Epirubicina è stata impiegata con successo come agente profilattico per via endovescicale dopo resezione transuretrale dei tumori superficiali per impedirne la recidiva.

Per il trattamento del carcinoma superficiale della vescica si consiglia il seguente regime posologico, utilizzando la tabella di diluizione seguente.

8 instillazioni settimanali di 50 mg/50 ml (diluite in soluzione salina o in acqua distillata sterile).

Se si osserva tossicità locale: si raccomanda di ridurre la dose a 30 mg/50 ml.

Carcinoma-in-situ: fino a 80 mg/50 ml (in funzione della tollerabilità individuale del paziente).

Nella profilassi: 4 somministrazioni settimanali da 50 mg/50 ml seguite da 11 instillazioni mensili con la stessa dose.

TABELLA DI DILUZIONE PER LE SOLUZIONI DA INSTILLARE IN VESCICA

Dose di Epirubicina richiesta Volume di Epirubicina 2 mg/ml Soluzione Iniettabile Volume del solvente acqua per preparazioni iniettabili sterile o soluzione fisiologica sterile Volume totale per la instillazione in vescica
30 mg 15 ml 35 ml 50 ml
50 mg 25 ml 25 ml 50 ml
80 mg 40 ml 10 ml 50 ml

La soluzione deve essere trattenuta in vescica per 1-2 ore. Per evitare un’eccessiva diluizione con le urine, il paziente deve essere istruito ad evitare di bere qualsiasi liquido nelle 12 ore prima dell’instillazione. Nel corso dell’instillazione, il paziente ogni tanto deve essere ruotato e al termine del periodo di instillazione invitato a vuotare la vescica.

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Avvertenze e precauzioni

Epirubicina deve essere somministrata soltanto sotto il controllo di un medico esperto nell’impiego di farmaci chemioterapici. E’ necessario disporre prontamente di attrezzature diagnostiche e mediche per il trattamento delle possibili complicanze dovute alla mielosoppressione, in particolare dopo trattamento con alte dosi di epirubicina.

Epirubicina può manifestare effetti genotossici. Pertanto i pazienti di sesso maschile trattati con epirubicina devono essere consigliati di non concepire un figlio durante e nei sei mesi successivi al trattamento e per il rischio di infertilità secondaria alla terapia con epirubicina di chiedere consigli sulla modalità di conservazione dello sperma prima del trattamento.

Le donne non devono rimanere in stato di gravidanza durante il trattamento con epirubicina. Sia l’uomo sia la donna devono adottare efficaci metodi contraccettivi durante il trattamento e nei sei mesi successivi al termine dello stesso.

Lo stravaso di epirubicina dalla vena nel corso dell’iniezione può provocare gravi lesioni tissutali e necrosi. Si può manifestare sclerosi venosa a seguito dell’iniezione in piccoli vasi o a seguito di iniezioni ripetute nella stessa vena.

Il trattamento iniziale con epirubicina deve essere preceduto da un attento controllo dei livelli basali dei diversi parametri di laboratorio e della funzione cardiaca basale.

Durante il trattamento con epirubicina, devono essere attentamente controllati, sia prima sia durante ogni ciclo di terapia, i globuli rossi, i globuli bianchi, i neutrofili e le piastrine. La leucopenia e la neutropenia sono solitamente transitorie con i trattamenti convenzionali e con alte dosi, raggiungendo il nadir fra il decimo e quattordicesimo giorno, i valori devono ritornare nella norma entro il ventunesimo giorno; sono più gravi dopo trattamento con alti dosi di epirubicina. La trombocitopenia (< 100.000 piastrine/mm³) è riportata in assai pochi pazienti, anche dopo alte dosi di epirubicina.

Nei pazienti con grave stomatite o mucosite, prima di iniziare il trattamento con epirubicina, accertarsi che queste siano guarite.

Per la definizione della dose cumulativa massima di epirubicina, deve essere valutata l’eventuale terapia concomitante con medicinali potenzialmente cardiotossici. La dose cumulativa di 900-1000 mg/m² deve essere superata con estrema cautela con le dosi di epirubicina sia convenzionali sia alte. Al di sopra di tale livello aumenta notevolmente il rischio di scompenso cardiaco congestizio irreversibile. Si consiglia di eseguire prima e dopo ciascun ciclo di trattamento un ECG. Le alterazioni del tracciato ECG, quali appiattimento o inversione dell’onda T, depressione del tratto S-T, o l’insorgenza di aritmie, generalmente transitorie e reversibili, non devono necessariamente essere ritenute indicazioni per la sospensione del trattamento. Con dosi cumulative <900 mg/m² , vi è evidenza che la tossicità cardiaca è rara. Tuttavia, la funzione cardiaca deve essere attentamente controllata durante il trattamento per minimizzare il rischio di danno cardiaco del tipo descritto per altre antracicline. Nella evenienza di insufficienza cardiaca, il trattamento con epirubicina deve essere interrotto.

La cardiomiopatia da antracicline è associata alla riduzione persistente del voltaggio del complesso QRS, ad un prolungamento oltre i limiti della norma dell’intervallo sistolico (PEP/LVET) e ad una riduzione della frazione di eiezione. Il monitoraggio cardiaco dei pazienti in trattamento con epirubicina è molto importante ed è opportuno stabilire la funzionalità cardiaca con tecniche non-invasive. Le modifiche dell’elettrocardiogramma (ECG) possono essere indicative di cardiomiopatia indotta da antracicline, tuttavia l’ECG non costituisce un metodo sensibile o specifico per monitorare la cardiotossicità correlata alle antracicline. Il rischio di grave danno cardiaco può ridursi con il controllo continuo della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) durante il corso del trattamento interrompendo immediatamente l’epirubicina ai primi segni di deterioramento di questa funzione. Il metodo migliore per la valutazione continua della funzione cardiaca è la misurazione del LVEF con la angiografia con radionuclide del tipo MUGA (MUGA scan) oppure con l’ecocardiografia (ECHO). Soprattutto nei pazienti con fattori di rischio di aumentata tossicità cardiaca, si consiglia una valutazione cardiaca di base con l’ECG e il MUGA scan oppure l’ECHO. Devono essere ripetuti gli esami MUGA scan o ECHO per la valutazione del LVEF in particolare con dosaggi alti e cumulativi di antracicline. La tecnica di controllo impiegata deve essere ripetuta nei follow up successivi. Nei pazienti con fattori di rischio, in particolare prima dell’impiego delle antracicline o di antracenedione, il controllo della funzionalità cardiaca deve essere particolarmente rigido.

Come per gli altri agenti citotossici, epirubicina può indurre iperuricemia in risposta alla rapida lisi delle cellule neoplastiche. I livelli ematici di acido urico devono essere controllati così da riconoscere e trattare prontamente il fenomeno. L’idratazione, l’alcalinizzazione delle urine e la profilassi con allopurinolo per prevenire l’iperuricemia potrebbe minimizzare le potenziali complicanze della sindrome della lisi tumorale.

Lo scompenso cardiaco può manifestarsi parecchie settimane dopo la fine del trattamento con epirubicina e potrebbe non rispondere al trattamento medico specifico. Il rischio potenziale di cardiotossicità può aumentare nei pazienti che abbiano ricevuto trattamenti precedenti o concomitanti con radioterapia sull’area mediastino-pericardica e/o che sono sottoposti a trattamento medico con specialità medicinali potenzialmente cardiotossiche (vedere Paragrafo 4.5).

Prima d’iniziare la terapia con epirubicina e se possibile durante il trattamento, deve essere controllata la funzionalità epatica (SGOT, SGT, fosfatasi alcalina, bilirubina), (vedere Paragrafo 4.2)

Come altri farmaci citotossici, epirubicina può indurre iperuricemia secondaria alla rapida lisi delle cellule neoplastiche. Si raccomanda quindi un attento monitoraggio della uricemia al fine di riconoscere e trattare questo fenomeno.

Epirubicina può determinare una colorazione rossa delle urine per uno o due giorni dopo la somministrazione.

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Interazioni

Si raccomanda di non mescolare Epirubicina Mayne 2mg/ml Soluzione Iniettabile con altri prodotti medicinali. Tuttavia, l’epirubicina può essere impiegata in combinazione ad altri farmaci antitumorali.

Sono state riportate interazioni tra epirubicina e cimetidina, dexverapamil, dexrazoxane, docetaxel, interferone alfa 2b, paclitaxel e chinina.

Dexverapamil può modificare la farmacocinetica di epirubicina e potrebbe anche aumentare i suoi effetti depressivi sul midollo osseo.

La pregressa somministrazione di dosaggi elevati (900mg/m² e 1200mg/m² ) di dexrazoxano potrebbe aumentare la clearance sistemica di epirubicina con conseguente diminuzione dell’AUC.

In uno studio è stato riportato che docetaxel, quando somministrato immediatamente dopo epirubicina, potrebbe aumentare le concentrazioni plasmatiche dei metaboliti di epirubicina.

La somministrazione concomitante di interferone alfa 2b può causare una riduzione sia dell’emivita terminale di eliminazione sia della clearance totale di epirubicina.

Paclitaxel potrebbe influenzare la farmacocinetica di epirubicina e del suo metabolita, epirubicinolo. In uno studio, la tossicità ematologica era superiore quando paclitaxel era somministrato prima di epirubicina rispetto a dopo epirubicina.

Uno studio ha dimostrato che la clearance di paclitaxel è ridotta da epirubicina.

La chinina potrebbe accelerare la distribuzione iniziale di epirubicina dal sangue nei tessuti e potrebbe avere un’influenza sulla ripartizione di epirubicina nelle emazie.

E’ stato registrato dopo somministrazione di cimetidina 400 mg due volte al giorno, somministrata prima dell’epirubicina 100 mg/m² ogni 3 settimane, un aumento del 50% dell’AUC di epirubicina e un aumento del 41% dell’AUC dell’epirubicinolo (per quest’ultimo p<0,05). L’AUC del 7-deossi-doxorubicinolo aglicone e il flusso ematico epatico non erano ridotti, ne consegue che i risultati di cui sopra non sono imputabili alla ridotta attività del citocromo P-450.

Epirubicina in combinazione con altri agenti citotossici può causare mielotossicità additiva.

La possibilità di marcato disturbo della ematopoiesi necessita di essere tenuta presente con un (pre-) trattamento con farmaci che esercitano un’influenza sul midollo osseo (cioè farmaci citostatici, sulfonamide, cloramfenicolo, difenilidantoina, derivati amidoprinici, agenti antiretrovirali).

Il potenziale rischio di cardiotossicità può aumentare nei pazienti che hanno ricevuto in concomitanza agenti cardiotossici (per es., 5-fluorouracile, ciclofosfamide, cisplatino, taxani), oppure radioterapia concomitante (o precedente) sulla zona del mediastino.

Quando epirubicina è impiegata in concomitanza con altri farmaci che possono causare scompenso cardiaco, come i farmaci bloccanti del canale del calcio, la funzione cardiaca deve essere monitorata per tutta la durata del trattamento.

Epirubicina è principalmente metabolizzata dal fegato; ogni medicamento concomitante che influenza la funzione epatica potrebbe anche influenzare il metabolismo o la farmacocinetica di epirubicina e, quindi, la sua efficacia e/o tossicità.

Il prodotto non è normalmente consigliato in combinazione con vaccini vivi attenuati.

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Effetti indesiderati

La frequenza degli eventi avversi è stata classificata come segue: Molto comune (>1/10); comune (>1/100, <1/10); non comune (>1/1.000, < 100); rari (>10.000, < 1/1.000); molto rari (<1/10.000 e include i rapporti isolati).

Infezioni e infestazioni:

Possono insorgere come conseguenza della mielosoppressione febbre, infezioni, polmonite, sepsi e shock settico

Neoplasmi benigni, maligni e non classificati (include cisti e polipi):

Rari: leucemia mieloide acuta secondaria con o senza una fase pre-leucemica in pazienti trattati con epirubicina in combinazione con agenti antineoplastici che danneggiano il DNA. Queste leucemie mostrano un breve periodo di latenza (1-3 anni).

Disordini del sistema ematico e linfatico:

Mielodepressione (leucopenia, granulocitopenia, neutropenia, neutropenia febbrile, trombocitopenia, anemia). Possono anche manifestarsi emorragie e ipossia tissutale (in conseguenza della mielodepressione).

Alte dosi di Epirubicina sono state somministrate senza problemi ad un elevato numero di pazienti affetti da tumori solidi di varia natura e non pretrattati; gli effetti collaterali riscontrati non differivano da quelli evidenziati impiegando dosi convenzionali, fatta eccezione per neutropenia grave reversibile (<500 neutrofili/mm³ per < 7 giorni) che insorgeva nella maggioranza dei pazienti.

Solo per alcuni pazienti si è resa necessaria l’ospedalizzazione e una terapia di supporto per le complicanze infettive acute dovute alle alte dosi.

Alterazioni del sistema immunitario:

Comune: reazioni allergiche dopo somministrazione endovescicale.

Non comune: fotosensibilità o ipersensibilità in caso di radioterapia (fenomeno del richiamo).

Rare: anafilassi (reazioni anafilattiche/anafilattoidi con o senza shock che includono rash cutaneo, prurito, febbre e brividi).

Alterazioni cardiache:

Rare: cardiotossicità (alterazioni dell’ECG, tachicardia, aritmia, cardiomiopatia, scompenso cardiaco congestizio (dispnea, edema, ingrossamento del fegato, ascite, edema polmonare, effusioni pleuriche, ritmo di galoppo), tachicardia ventricolare, bradicardia, blocco AV, blocco di branca (vedere Paragrafo 4.4).

Alterazioni vascolari:

Non comune: tromboflebite

Sono stati riportati casi coincidenti di eventi tromboembolici (incluso embolismo polmonare [ad esito infausto in casi isolati]).

Disturbi gastrointestinali:

Comune: nausea, vomito, diarrea con risultante disidratazione, inappetenza e dolore addominale. Possono anche insorgere esofagite e iperpigmentazione della mucosa orale.

Alterazioni della pelle e del tessuto sottocutaneo:

Molto comune: alopecia, di solito reversibile, è comparsa nel 60-90% dei casi trattati; è accompagnata da arresto della crescita della barba nel maschio.

Comune: vampate

Non comune: iperpigmentazione cutanea e delle unghie. Arrossamento cutaneo.

Rari: orticaria.

Disturbi generali e del sito di somministrazione:

Comune: mucosite – può insorgere 5-10 giorni dopo l’inizio del trattamento e normalmente comporta stomatite con zone di erosione dolenti, ulcerazioni e sanguinamento, soprattutto sul bordo della lingua e della mucosa sottolinguale.

Comune: arrossamento della vena impiegata per l’infusione. Flebite locale, flebosclerosi. Potrebbe manifestarsi dolore locale e necrosi tissutale (dopo accidentale iniezione paravenosa).

Non comune: mal di testa.

Rare: febbre, brividi, giramenti di testa, amenorrea, azoospermia, iperuricemia (quale risultato della rapida lisi delle cellule neoplastiche). E’ stato anche riportato iperpiressia, malessere, debolezza e aumento dei livelli delle transaminasi.

Incidenti, avvelenamento e complicanze operative:

Comune: sono state riportate dopo trattamento endovescicale cistite chimica, a volte emorragica.

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Gravidanza e allattamento

Non vi sono informazioni conclusive sugli effetti avversi dell’epirubicina sulla fertilità maschile e femminile né dell’azione teratogena. I dati sperimentali, tuttavia, suggeriscono che epirubicina può nuocere al feto. Come la maggior parte degli agenti antitumorali, epirubicina negli animali ha evidenziato proprietà mutagene e cancerogene. Sia gli uomini che le donne in trattamento con epirubicina devono essere informati del rischio potenziale di effetti avversi sulla riproduzione. Le donne in età fertile devono essere informate perfettamente del potenziale rischio per il feto e della possibilità di consulenza genetica nel caso in cui restino gravide durante la terapia con epirubicina . Nella chemioterapia tumorale, epirubicina non deve essere impiegata nelle donne gravide o nelle donne in età fertile che potrebbero restare gravide a meno che i potenziali benefici per la madre superino i possibili rischi per il feto. L’allattamento al seno deve essere interrotto prima e durante il trattamento con Epirubicina Mayne 2mg/ml Soluzione Iniettabile.

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Conservazione

Conservare tra 2°C e 8°C (in frigorifero).

Conservare il flacone nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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