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IMMUNOGLOBULINE

VENITAL

EV FL 100ML 50G/L+SET

KEDRION SpA

Descrizione prodotto

VENITAL*EV FL 100ML 50G/L+SET

Principio attivo

IMMUNOGLOBULINA UMANA NORMALE

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

IMMUNOGLOBULINE

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

415.90


Codice ATC livello 5:
J06BA02

Codice AIC:
37254036


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

Terapia sostitutiva in

Sindromi da immunodeficienza primaria:

•   agammaglobulinemia e ipogammaglobulinemia congenita

•   immunonodeficienza comune variabile

•   immunonodeficienza combinata grave

•   sindrome di Wiskott Aldrich.

Mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti.

Bambini con AIDS congenito e infezioni ricorrenti.

Effetto immunomodulatore

Porpora trombocitopenica idiopatica (ITP), in bambini o adulti ad alto rischio di emorragie o prima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica.

Sindrome di Guillain Barrè.

Malattia di Kawasaki.

Trapianto di midollo osseo allogenico

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Composizione

Immunoglobulina umana normale (Ig e.v.).

1 ml di soluzione contiene:

Immunoglobulina umana normale mg 50

Proteine umane 50 g/l delle quali almeno il 95% è IgG

Distribuzione delle sottoclassi di IgG

•   IgG1 24.3 - 37.2 mg

•   IgG2 12.4 - 22.1 mg

•   IgG3 0.9 - 1.5 mg

•   IgG4 0.1 - 0.5 mg

Massimo contenuto di IgA 0.05 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere sezione 6.1.

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Eccipienti

Maltosio.

Acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.

Intolleranza alle immunoglobuline omologhe, specialmente nei casi molto rari di deficienza di IgA quando il paziente abbia anticorpi anti-IgA.

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Posologia

Posologia

Il dosaggio e gli intervalli di somministrazione dipendono dall’indicazione.

Nella terapia sostitutiva il dosaggio deve essere personalizzato per ogni paziente a seconda della risposta farmacocinetica e della risposta clinica. I seguenti suggerimenti posologici possono essere usati come riferimento.

Terapia sostitutiva nelle sindromi di immunodeficienza primaria

Il dosaggio deve raggiungere un livello base di IgG (misurato prima della successiva infusione) di almeno 4 - 6 g/l. Sono necessari da 3 a 6 mesi dopo l’inizio della terapia per raggiungere un equilibrio.

La dose iniziale raccomandata è di 0,4 - 0,8 g/kg seguiti da almeno 0,2 g/kg ogni 3 settimane.

La dose richiesta per raggiungere un livello base di 6 g/l è nell’ordine di 0,2 - 0,8 g/kg/mese. L’intervallo di somministrazione varia da 2 a 4 settimane dopo che si è raggiunto livello stabile.

I livelli base devono essere misurati per adeguare il dosaggio e l’intervallo di somministrazione.

Terapia sostitutiva in mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti; terapia sostitutiva in bambini con AIDS e infezioni ricorrenti

La dose raccomandata è 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane.

Porpora trombocitopenica idiopatica

Per il trattamento di episodi acuti 0,8 - 1,0 g/kg il primo giorno, che può essere ripetuto una seconda volta entro tre giorni, o 0,4 g/kg al giorno per 2 - 5 giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di ricadute.

Sindrome di Guillain Barré

0,4 g/kg/die per 3 - 7 giorni.

L’esperienza nei bambini è limitata.

Malattia Kawasaki

1,6 - 2,0 g/kg devono essere somministrati in dosi suddivise in 2 - 5 giorni o 2,0 g/kg in dose singola. I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico.

Trapianto di midollo osseo allogenico

Il trattamento con immunoglobulina umana normale deve essere utilizzato in fase di preparazione e dopo il trapianto.

Per il trattamento di infezioni e per la profilassi della malattia da rigetto il dosaggio è personalizzato ed inizia di solito con 0,5 g/kg/settimana, iniziando 7 giorni prima del trapianto e continuando per 3 mesi dopo il trapianto.

In caso di deficit persistente della produzione di anticorpi la dose di 0,5 g/kg/mese è raccomandata finché il livello di anticorpi non torna alla norma.

Il dosaggio raccomandato è riassunto nella seguente tabella:

Indicazione Dose Frequenza delle iniezioni
Terapia sostitutiva nella immunodeficienza primaria dose iniziale: 0,4 - 0,8 g/kg ogni 2 - 4 settimane per ottenere livelli base di IgG di almeno 4 - 6 g/l
successive: 0,2 - 0,8 g/kg
Terapia sostitutiva nella immunodeficienza secondaria 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane per ottenere livelli base di IgG di almeno 4 - 6 g/l
Bambini con AIDS 0,2 - 0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane
Immunomodulazione:
Porpora trombocitopenica idiopatica 0,8 - 1 g/kg il primo giorno, possibilmente ripetendo una seconda volta entro tre giorni
oppure
0,4 g/kg/die per 2 - 5 giorni
Sindrome di Guillain Barré 0,4 g/kg/die per 3 - 7 giorni
Malattia di Kawasaki 1,6 - 2 g/kg in dosi suddivise in 2 - 5 giorni, in associazione con acido acetilsalicilico
oppure
2 g/kg in dose singola, in associazione con acido acetilsalicilico
Trapianto di midollo osseo allogenico:
trattamento di infezioni e profilassi della malattia da rigetto 0,5 g/kg ogni settimana da sette giorni prima del trapianto, fino a tre mesi dopo
deficienza persistente nella produzione di anticorpi 0,5 g/kg ogni mese finché i livelli di anticorpi non tornano nella norma

Modo di somministrazione

VENITAL deve essere infusa per via endovenosa ad una velocità iniziale di 0,46 - 0,92 ml/kg/h (10 - 20 gocce al minuto) per 20 - 30 minuti. Se ben tollerata la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1,85 ml/kg/h (40 gocce/minuto) per il resto dell’infusione.

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Avvertenze e precauzioni

Certe gravi reazioni allergiche al preparato possono essere correlate alla velocità di infusione.

La velocità di infusione raccomandata nel "Modo di somministrazione" deve essere strettamente seguita. Il paziente deve essere rigorosamente controllato ed attentamente osservato per qualsiasi sintomo durante l’intero periodo dell’infusione.

Alcune reazioni avverse possono manifestarsi più frequentemente:

•   in caso di alta velocità di infusione

•   in pazienti con ipo- agammaglobulinemia, con o senza deficienza di IgA

•   in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta o, in casi rari, quando è stato cambiato il prodotto di immunoglobulina umana normale o quando c’è stato un lungo intervallo dalla precedente infusione.

Vere reazioni di ipersensibilità sono rare. Possono verificarsi in casi molto rari di deficienza di IgA con anticorpi anti-IgA.

Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare un calo della pressione del sangue con reazioni anafilattiche, anche quando il paziente non abbia mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.

Potenziali complicazioni spesso possono essere evitate assicurando:

•   che i pazienti non siano sensibili all’immunoglobulina umana normale iniettando inizialmente il prodotto lentamente (velocità di iniezione 0,46 - 0,92 ml/kg/h);

•   che i pazienti siano controllati attentamente per qualunque sintomo durante il periodo di infusione. In particolare, pazienti che ricevono per la prima volta immunoglobulina umana normale, pazienti che hanno cambiato prodotto di IgIV o pazienti con un lungo intervallo dalla precedente infusione devono essere controllati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per individuare potenziali segnali di reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

Esistono prove cliniche di una associazione tra la somministrazione di Ig e.v. ed eventi tromboembolici (come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare e trombosi venosa profonda) che si presume siano correlati ad un aumento relativo della viscosità del sangue dovuta ad un alto afflusso di immunoglobuline in pazienti a rischio. Bisogna essere cauti nel prescrivere e nell’infondere Ig e.v. in pazienti obesi e in pazienti con fattori di rischio pre-esistenti per eventi trombotici (come età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, pazienti con disordini trombofili ereditari o acquisiti, pazienti con prolungato periodo di immobilità, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue).

In pazienti che hanno ricevuto terapia con Ig e.v. sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi i fattori di rischio sono stati identificati in insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, somministrazione concomitante di medicinali nefrotossici, o età superiore a 65 anni.

In caso di danno renale deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento.

Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono stati associati con l’uso di molti prodotti registrati di Ig e.v., quei prodotti contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano una quota preponderante dell’intero numero. In pazienti a rischio può essere preso in considerazione l’uso di prodotti di Ig e.v. che non contengono saccarosio. In pazienti a rischio per insufficienza renale acuta o per reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti di Ig e.v. devono essere somministrati alla minima velocità di infusione ed alla minima concentrazione praticabili.

In tutti i pazienti la somministrazione di Ig e.v. richiede:

•   adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di Ig e.v.

•   controllo del volume urinario

•   controllo del livello di creatinina sierica

•   evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa.

In caso di reazione avversa la velocità di somministrazione deve essere ridotta o l’infusione deve essere interrotta.

Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravità dell’effetto collaterale.

In caso di shock, deve essere eseguito il trattamento medico standard per lo shock.

Sicurezza virale

Misure standard per prevenire le infezioni conseguenti all’uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle donazioni individuali e dei pool plasmatici per specifici marcatori di infezione e l’inclusione di step di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione dei virus.

Ciò nonostante, quando si somministrano specialità medicinali preparate da sangue o plasma umano non può essere totalmente esclusa la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò si applica anche a virus e altri patogeni emergenti o sconosciuti.

Le misure prese sono considerate efficaci per i virus con involucro come HIV, HBV e HCV e per i virus senza involucro come HAV.

Le misure prese hanno un valore limitato contro i virus senza involucro come il Parvovirus B19.

C’è una esperienza clinica rassicurante in merito all’assenza di trasmissione dell’epatite A e del parvovirus B19 con le immunoglobuline e si può presumere che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale.

Si raccomanda fortemente che ogni volta che VENITAL viene somministrato ad un paziente, il nome e numero di lotto del prodotto siano registrati, in modo tale da mantenere un collegamento tra il paziente ed il lotto del prodotto.

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Interazioni

Vaccini a virus vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobuline può alterare per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3 mesi, l’efficacia dei vaccini a virus vivi attenuati come quelli per il morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo prodotto deve trascorrere un intervallo di tre mesi prima della vaccinazione con vaccini a virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo questo indebolimento della risposta può persistere fino anche ad un anno. Quindi nei pazienti che ricevono il vaccino del morbillo il livello degli anticorpi deve essere controllato.

Interferenze con i test sierologici

Dopo l’iniezione di immunoglobuline, l’aumento transitorio degli anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può dare risultati falsamente positivi dei test sierologici.

La trasmissione passiva di anticorpi contro antigeni eritrocitari, es. A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per allo - anticorpi di globuli rossi (es. test di Coombs), conta dei reticolociti e aptoglobina.

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Effetti indesiderati

Si possono occasionalmente verificare reazioni avverse come: brividi, cefalea, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgie, calo della pressione del sangue e dolore lombare di moderata intensità.

Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare un improvviso calo della pressione del sangue, ed in alcuni casi isolati shock anafilattico anche quando il paziente non abbia mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.

Con l’uso di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, casi isolati reversibili di anemia emolitica/emolisi e rari casi di transitorie reazioni cutanee.

Sono stati osservati aumento del livello sierico di creatinina e/o insufficienza renale acuta.

Molto raramente sono state osservate reazioni tromboemboliche come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda.

Per la sicurezza nei confronti di agenti trasmissibili, vedere la sezione 4.4.

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Gravidanza e allattamento

La sicurezza d’uso di questa specialità medicinale durante la gravidanza umana non è stata stabilita in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrata con cautela in donne gravide o in madri che allattano.

La lunga esperienza clinica delle immunoglobuline indica che non sono da aspettarsi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato.

Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato.

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - +8°C). Tenere il flacone nell’imballaggio esterno.

Non congelare.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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