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IPNOTICI E SEDATIVI

TALENTUM

IM EV 10F 15MG 3ML

FISIOPHARMA Srl

Descrizione prodotto

TALENTUM*IM EV 10F 15MG 3ML

Principio attivo

MIDAZOLAM CLORIDRATO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

IPNOTICI E SEDATIVI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

94.71


Codice ATC livello 5:
N05CD08

Codice AIC:
37263062


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Talentum è un farmaco ipno-inducente a breve durata d’azione indicato in:

Adulti

• SEDAZIONE CONSCIA prima e durante procedure diagnostiche o terapeutiche con o senza anestesia locale;

• ANESTESIA

- Premedicazione prima dell’induzione dell’anestesia

- Induzione dell’anestesia

- Come componente sedativo nell’anestesia combinata.

• SEDAZIONE IN TERAPIA INTENSIVA

Bambini

• Sedazione conscia prima e durante procedure diagnostiche o terapeutiche con o senza anestesia locale;

• Anestesia

- Premedicazione prima dell’induzione dell’anestesia

• Sedazione in terapia intensiva

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Composizione

Talentum 5mg/1ml soluzione iniettabile

1 ml di soluzione contiene:

principio attivo: midazolam cloridrato pari a midazolam 5mg

Talentum 15mg/3ml soluzione iniettabile

3 ml di soluzione contengono:

principio attivo: midazolam cloridrato pari a midazolam 15mg

Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Sodio cloruro, acido cloridrico diluito, acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ad altre benzodiazepine o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Sedazione conscia in pazienti con grave insufficienza respiratoria o depressione acuta respiratoria.

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Posologia

Dosaggio standard

Il Midazolam è un potente agente sedativo che richiede un aggiustamento del dosaggio e una somministrazione lenta. L’aggiustamento del dosaggio è fortemente raccomandato per ottenere con sicurezza il livello di sedazione desiderato in base alla necessità clinica, lo stato fisico, l’età e concomitante somministrazione di farmaci. In adulti sopra i 60 anni, debilitati o in pazienti con malattie croniche e pazienti pediatrici, la dose deve essere determinata con cautela e devono essere considerati i fattori di rischio per ciascun paziente.

I dosaggi standard sono riportati nella tabella seguente.

Ulteriori informazioni sono riportate successivamente alla tabella.

Indicazioni Adulti < 60 anni Adulti ≥ 60 anni / debilitati o con malattie croniche Bambini
Sedazione conscia i.v. i.v. i.v. in pazienti di età compresa fra 6 mesi e 5 anni
Dose iniziale: 2-2,5 mg Dose iniziale: 0,5 - 1 mg Dose iniziale: 0,05 - 0,1 mg/kg
Dosi aggiuntive: 1 mg Dosi aggiuntive: 0,5 - 1 mg
Dose totale: 3,5-7,5 mg Dose totale: < 3,5 mg Dose totale: < 6 mg
i.v. in pazienti di età compresa fra 6 e 12 anni
Dose iniziale: 0,025-0,05 mg/kg
Dose totale: < 10 mg
rettale > 6 mesi
0,3 - 0,5 mg/Kg
i.m. 1-15 anni
0,005 - 0,15 mg/kg
Premedicazione in Anestesia i.m. i.m. rettale > 6 mesi
0,07 - 0,1 mg/kg 0,025 - 0,05 mg/kg 0,3 - 0,5 mg/kg
i.m. 1 - 15 anni
0,08 - 0,2 mg/kg
Induzione dell’anestesia i.v. i.v.  
0,15-0,2 mg/kg 0,1 - 0,2 mg/kg
(0,3-0,35 senza premedicazione) (0,15-0,3 senza premedicazione)
Componente sedativo in anestesia combinata i.v. i.v.  
Dosi intermittenti di 0,03-0,1 mg/kg o infusione continua di 0,03-0,1 mg/kg/h Dosi inferiori a quelle consigliate per adulti < 60 anni
Sedazione in terapia intensiva i.v. i.v. in neonati < 32 settimane di età gestazionale
Dose di carico: 0,03-0,3 mg/Kg con incrementi di 1- 2,5 mg 0,03 mg/kg/h
Dose di mantenimento: 0,03-0,2 mg/kg/h i.v. in neonati > 32 settimane e bambini fino a 6 mesi
0,06 mg/kg/h
i.v. in pazienti di età > 6 mesi
Dose di carico: 0,05 - 0,2 mg/Kg
Dose di mantenimento: 0,06 - 0,12 mg/kg/h

Dosaggio in sedazione conscia

Nella sedazione conscia il midazolam è somministrato per via endovenosa prima dell’intervento diagnostico o chirurgico. La dose deve essere personalizzata con un aggiustamento del dosaggio e non deve essere somministrata in iniezione rapida o in singolo bolo. L’inizio della sedazione può variare individualmente a seconda dello stato fisico del paziente e delle particolari condizioni del dosaggio (es. velocità di somministrazione, quantità della dose). Se necessario, in base alle necessità individuali, possono essere somministrate dosi ulteriori. La sedazione inizia circa 2 minuti dopo l’iniezione. Il massimo effetto si ottiene dopo circa 5 - 10 minuti.

Adulti

Il midazolam deve essere somministrato lentamente per via endovenosa ad una velocità di circa 1 mg ogni 30 secondi.

Negli adulti di età inferiore ai 60 anni la dose iniziale è di circa 2 - 2,5 mg somministrati da 5 ai 10 minuti prima dell’inizio dell’intervento. Ulteriori dosi di 1 mg possono essere somministrate in caso di necessità. La dose totale media è risultata essere compresa tra 3,5 e 7,5 mg. Generalmente non è necessaria una dose totale superiore ai 5 mg. Negli adulti di età superiore ai 60 anni, debilitati o con malattie croniche, si consiglia di iniziare somministrando una dose di 0,5-1 mg. Successive dosi di 0,5- 1mg possono essere somministrate in caso di necessità. Generalmente non è necessaria una dose totale superiore ai 3,5 mg.

Bambini

Somministrazione endovenosa: il dosaggio del midazolam deve essere regolato lentamente fino al raggiungimento dell’effetto clinico desiderato. La dose iniziale deve essere somministrata in 2-3 minuti. Bisogna attendere 2-5 minuti per valutare pienamente l’effetto sedativo prima di ripetere la dose. Se si rende necessaria un’ulteriore sedazione, continuare la regolazione del dosaggio con piccoli incrementi fino a raggiungere il giusto grado di sedazione.

Bambini di età inferiore ai 5 anni possono richiedere dosi sostanzialmente più elevate (mg/kg) di altri bambini e adolescenti.

• Pazienti pediatrici di età inferiore ai 6 mesi: i pazienti pediatrici di età inferiore ai 6 mesi sono particolarmente suscettibili alle ostruzioni delle vie aeree e all’ipoventilazione. Per questo motivo, deve essere evitato l’uso nella sedazione conscia in bambini di età inferiore ai 6 mesi.

• Pazienti pediatrici da 6 mesi a 5 anni di età: la dose iniziale è di 0,05 - 0,1 mg/kg. Una dose totale fino a 0,6 mg/kg può essere necessaria per raggiungere l’effetto desiderato, ma la dose totale non deve superare i 6 mg. Sedazione prolungata e rischio di ipoventilazione possono essere associate con le dosi più elevate.

• Pazienti pediatrici da 6 a 12 anni di età: la dose iniziale è di 0,025 - 0,05 mg/kg. Può essere necessaria una dose totale fino a 0,4 mg/kg, fino ad un massimo di 10 mg. Sedazione prolungata e rischio di ipoventilazione possono essere associate con le dosi più elevate.

• Pazienti pediatrici da 12 a 16 anni di età: deve essere adottato il dosaggio per gli adulti.

Somministrazione rettale: la dose totale di midazolam generalmente varia da 0,3 a 0,5 mg/kg. La somministrazione rettale della soluzione in fiala viene effettuata per mezzo di un applicatore in plastica fissato alla fine della siringa. Se il volume da somministrare è troppo piccolo, può essere aggiunta acqua fino ad un volume totale di 10 ml. La dose totale deve essere somministrata una sola volta ed evitata la somministrazione rettale ripetuta.

La somministrazione per via rettale in bambini di età inferiore ai 6 mesi deve essere evitata in quanto i dati disponibili in questa popolazione sono limitati.

Somministrazione intramuscolare: la dose utilizzata varia fra 0,05 e 0,15 mg/kg. Una dose totale superiore a 10 mg non è generalmente necessaria. Questa via di somministrazione deve essere utilizzata solo in casi eccezionali. La somministrazione rettale deve essere preferita in quanto la somministrazione i.m. è dolorosa.

In bambini con peso corporeo inferiore ai 15 kg, le soluzioni di midazolam con concentrazioni maggiori di 1 mg/ml devono essere evitate. Le concentrazioni più alte devono essere diluite a 1 mg/ml.

DOSAGGIO IN ANESTESIA

PREMEDICAZIONE

La premedicazione con midazolam somministrato poco prima di un intervento produce sedazione (induzione di sonnolenza o assopimento e diminuzione dell’apprensione) e riduzione preoperativa della memoria. Il midazolam può anche essere somministrato in combinazione con anticolinergici. Per questa indicazione midazolam deve essere somministrato per via intramuscolare, nella massa muscolare profonda, da 20 a 60 minuti prima dell’induzione dell’anestesia, o preferibilmente per via rettale nel bambino (vedere sopra). È obbligatoria un’adeguata osservazione del paziente dopo la somministrazione della premedicazione a causa della sensibilità individuale e per la possibilità che si verifichino sintomi da sovradosaggio.

Adulti

Per la sedazione preoperativa e per diminuire la memoria della fase preoperativa, la dose raccomandata per gli adulti del ASA Physical Status I e II e di età inferiore ai 60 anni è compresa tra 0,07 e 0,1 mg/kg somministrati per via intramuscolare. La dose deve essere ridotta e personalizzata quando midazolam è somministrato in adulti al di sopra dei 60 anni di età, debilitati o in pazienti con malattie croniche. La dose raccomandata va da 0,025 a 0,05 mg/kg somministrata per via intramuscolare. La dose usuale è 2 - 3 mg.

Bambini

Somministrazione rettale: la dose totale di midazolam, generalmente compresa fra 0,3 e 0,5 mg/kg, deve essere somministrata 15-30 minuti prima dell’induzione dell’anestesia. La somministrazione rettale della soluzione in fiala viene effettuata per mezzo di un applicatore in plastica fissato alla fine della siringa. Se il volume da somministrare è troppo piccolo, può essere aggiunta acqua fino ad un volume totale di 10 ml.

Somministrazione intramuscolare: poiché l’iniezione intramuscolare è dolorosa, questa via di somministrazione deve essere utilizzata soltanto in casi eccezionali. La via rettale deve essere preferita.

Comunque un dosaggio compreso fra 0,08 e 0,2 mg/kg di midazolam somministrato per via intramuscolare si è dimostrato efficace e sicuro. Nei bambini di età compresa fra 1 e 15 anni sono richieste dosi proporzionalmente più alte rispetto agli adulti in relazione al peso corporeo.

L’uso nei bambini di età inferiore ai 6 mesi deve essere evitato in quanto i dati disponibili in questa popolazione sono limitati.

In bambini con peso corporeo inferiore ai 15 kg, le soluzioni di midazolam con concentrazioni maggiori di 1 mg/ml devono essere evitate. Le concentrazioni più alte devono essere diluite a 1 mg/ml.

INDUZIONE

Adulti

Se il midazolam è utilizzato per l’induzione dell’anestesia prima della somministrazione di altri agenti anestetici la risposta individuale è variabile. La dose deve essere regolata al fine di raggiungere l’effetto desiderato tenendo conto dell’età del paziente ed il suo stato clinico. Quando il midazolam è somministrato, per l’induzione dell’anestesia, prima o in combinazione con altri farmaci somministrati per via endovenosa o inalatoria, la dose iniziale di ciascun farmaco deve essere significativamente ridotta. Il livello desiderato di anestesia è raggiunto attraverso tappe successive. La dose di midazolam per via endovenosa per l’induzione dell’anestesia deve essere aumentata lentamente. Ciascun aumento di non più di 5 mg deve essere iniettato in 20-30 secondi con un intervallo di almeno 2 minuti fra due incrementi successivi.

• Negli adulti di età inferiore ai 60 anni una dose endovena da 0,15 a 0,2 mg/kg è generalmente sufficiente. Negli adulti non premeditati di età inferiore ai 60 anni la dose potrebbe essere più elevata (da 0,3 - 0,35 mg/kg i.v.). Se è richiesta l’induzione completa possono essere somministrati dosaggi con aumenti approssimativamente del 25% rispetto alla dose iniziale del paziente. In alternativa l’induzione può essere completata con anestetici inalatori. Nei casi resistenti, una dose totale fino a 0,6 mg/kg può essere somministrata per l’induzione, ma dosi così elevate possono prolungare il tempo di risveglio.

• In adulti di età superiore ai 60 anni, debilitati o in pazienti cronicamente ammalati, la dose somministrata per via endovenosa varia da 0,1 a 0,2 mg/kg. Negli adulti non premeditati con età superiore ai 60 anni generalmente si richiedono dosi maggiori di midazolam per l’induzione; una dose iniziale da 0,15 a 0,3 mg/kg è raccomandata. Pazienti non premeditati con gravi malattie sistemiche o altre affezioni debilitanti richiedono per l’induzione una dose minore di midazolam. Una dose iniziale da 0,15 a 0,25 mg/kg è generalmente sufficiente.

COMPONENTE SEDATIVO IN ANESTESIA COMBINATA

Adulti

Midazolam può essere somministrato come componente sedativo nell’anestesia combinata sia con piccole dosi intermittenti per via endovenosa (fra 0,03 e 0,1 mg/kg) sia per infusione endovenosa continua di midazolam (fra 0,03 e 0,1 mg/kg/h) in combinazione con analgesici. La dose e gli intervalli fra le dosi variano a seconda della reazione individuale del paziente.

In adulti di età superiore ai 60 anni, debilitati o in pazienti cronicamente ammalati sono richieste dosi di mantenimento minori.

SEDAZIONE IN TERAPIA INTENSIVA

Il livello di sedazione desiderato è raggiunto attraverso tappe successive del dosaggio di midazolam seguito da infusione continua o boli intermittenti, a seconda della richiesta clinica, dello stato fisico, dell’età e della concomitante somministrazione di farmaci (vedere 4.5 Interazioni).

Adulti

Dose da carico endovenosa: da 0,03 a 0,3 mg/kg deve essere aumentata lentamente. Ciascun aumento da 1 a 2,5 mg deve essere iniettato in 20-30 secondi con un intervallo di almeno 2 minuti fra due incrementi successivi. In pazienti ipovolemici, vasocostretti o ipotermici la dose da carico deve essere ridotta o evitata.

Quando il midazolam viene somministrato con analgesici maggiori, questi devono essere somministrati per primi in modo tale che l’effetto sedativo del midazolam venga regolato con sicurezza sulla base della massima sedazione provocata dall’analgesico.

Dose di mantenimento endovenosa: il dosaggio può oscillare da 0,03 a 0,02 mg/kg/h. In pazienti ipovolemici, vasocostretti o ipotermici la dose di mantenimento deve essere ridotta. Il livello di sedazione deve essere controllato regolarmente. Per sedazioni prolungate, si può sviluppare tolleranza. In questo caso la dose può essere aumentata.

Bambini di età superiore ai 6 mesi

In pazienti pediatrici intubati e ventilati, una dose da carico da 0,05 a 0,2 mg/kg per via endovenosa deve essere somministrata lentamente per almeno 2 - 3 minuti per stabilire l’effetto clinico desiderato. Il midazolam non deve essere somministrato rapidamente per via endovenosa. La dose da carico è seguita un’infusione endovenosa continua da 0,06 a 0,12 mg/kg/h (da 1 a 2 mcg/kg/min). La velocità di infusione può essere aumentata o diminuita (generalmente del 25% dell’iniziale o delle successive velocità di infusione) come richiesto, o dosi supplementari endovenose di midazolam possono essere somministrate per aumentare o mantenere l’effetto desiderato.

Quando si inizia l’infusione di midazolam in pazienti emodinamicamente compromessi, la dose da carico usuale deve essere regolata con piccoli incrementi ed il paziente controllato per l’instabilità emodinamica, es. l’ipotensione. Questi pazienti sono anche vulnerabili agli effetti depressivi sul respiro del midazolam e richiedono un accurato controllo della frequenza respiratoria e della saturazione d’ossigeno.

Neonati e bambini fino a 6 mesi di età

Il midazolam deve essere somministrato in infusione endovenosa continua partendo da 0,03 mg/kg/h (0,5 mcg/kg/min) in neonati di età gestazionale fino a 32 settimane o 0,06 mg/kg/h (1 mcg/kg/min) in neonati di età superiore alle 32 settimane e bambini fino a 6 mesi.

Le dosi da carico endovenose devono essere evitate nei prematuri, neonati e bambini fino a 6 mesi, piuttosto, nelle prime ore, può essere praticata un’infusione più veloce per raggiungere i livelli plasmatici terapeutici.

La velocità di infusione deve essere accuratamente e frequentemente reimpostata, soprattutto dopo le prime 24 ore, per somministrare la dose efficace più bassa possibile e ridurre il rischio di potenziale accumulo del farmaco.

È richiesto un attento controllo della frequenza respiratoria e della saturazione d’ossigeno.

Nei prematuri, neonati e bambini con peso corporeo inferiore ai 15 kg, le soluzioni di midazolam con concentrazioni superiori ad 1 mg/ml devono essere evitate. Le concentrazioni più alte devono essere diluite a 1 mg/ml.

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Avvertenze e precauzioni

Il midazolam deve essere somministrato solo quando sono disponibili appropriate apparecchiature di rianimazione poiché la somministrazione endovenosa di midazolam può deprimere la contrattilità miocardica e causare apnea. Gravi eventi avversi cardiorespiratori sono stati segnalati in rare occasioni. Questi includono depressione respiratoria, apnea, arresto respiratorio e/o arresto cardiaco. Tali effetti pericolosi per la vita sono più frequenti quando l’iniezione viene fatta troppo rapidamente o quando vengono somministrati alti dosaggi.

Pazienti pediatrici di età inferiore ai 6 mesi sono particolarmente suscettibili alle ostruzioni delle vie aeree e all’ipoventilazione, pertanto sono essenziali piccoli incrementi del dosaggio per ottenere l’effetto clinico ed il controllo accurato della frequenza respiratoria e della saturazione d’ossigeno. Quando il midazolam viene somministrato per la premedicazione, è obbligatorio un adeguato controllo del paziente dopo la somministrazione poiché la sensibilità individuale varia e possono verificarsi sintomi da sovradosaggio.

Speciali precauzioni devono essere prese quando midazolam viene somministrato a pazienti ad alto rischio:

- adulti con età superiore ai 60 anni

- pazienti cronicamente ammalati o debilitati quali:

- pazienti con insufficienza respiratoria cronica

- pazienti con insufficienza renale cronica, diminuita funzionalità epatica o con diminuita

funzionalità cardiaca

- pazienti pediatrici specialmente in quelli con instabilità cardiovascolare.

Questi pazienti ad alto rischio richiedono dosaggi più bassi (vedere 4.2 Posologia e modo di somministrazione) e devono essere continuamente controllati per riscontrare segni precoci di alterazione delle funzioni vitali.

Le benzodiazepine devono essere utilizzate con cautela in pazienti con precedenti di abuso di alcool o droga.

Come per ogni altra sostanza dotata di proprietà depressiva sul SNC e/o miorilassante, particolare attenzione è necessaria quando il midazolam viene somministrato a pazienti affetti da miastenia grave.

Tolleranza

Una certa perdita di efficacia è stata riportata quando midazolam è stato somministrato nella sedazione a lungo termine in terapia intensiva.

Dipendenza

Quando il midazolam è somministrato in terapia intensiva nella sedazione a lungo termine, si deve ricordare che si può sviluppare dipendenza fisica al midazolam. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento

Sintomi d’astinenza

Durante il trattamento prolungato con midazolam in terapia intensiva, si può sviluppare dipendenza fisica, pertanto una brusca interruzione del trattamento sarà accompagnata da sintomi d’astinenza. Possono verificarsi i seguenti sintomi: mal di testa, dolore muscolare, ansietà, tensione, irrequietezza, confusione, irritabilità, insonnia di rimbalzo, cambiamenti d’umore, allucinazioni e convulsioni. Poiché il rischio di sintomi d’astinenza è maggiore dopo l’interruzione brusca del trattamento, si raccomanda di diminuire il dosaggio gradualmente.

Amnesia

Il midazolam causa amnesia anterograda (frequentemente questo è un effetto particolarmente desiderabile in situazioni quali: prima e durante gli interventi chirurgici e diagnostici), la cui durata è direttamente proporzionale alla dose somministrata. Una prolungata amnesia può presentare problemi nei pazienti ambulatoriali per i quali sono previste le dimissioni dopo l’intervento. Dopo somministrazione di midazolam per via parenterale i pazienti devono essere dimessi dall’ospedale o dall’ambulatorio solo se accompagnati.

Reazioni paradosso

Sono state riportate dopo somministrazione di midazolam reazioni paradosso quali agitazione, movimenti involontari (comprendenti convulsioni tonico/cloniche e tremori muscolari), iperattività, ostilità, reazioni colleriche, aggressività, eccitamento parossistico e aggressioni. Queste reazioni possono verificarsi con alti dosaggi e/o quando l’iniezione è effettuata rapidamente. La più alta incidenza di simili reazioni è stata segnalata nei bambini e negli anziani.

Ritardata eliminazione del midazolam.

L’eliminazione del midazolam può essere alterata in pazienti che ricevono farmaci inibenti o inducenti il CYP3A4 (vedere 4.5 Interazioni).

L’eliminazione del midazolam può essere anche ritardata in pazienti con disfunzione epatica, bassa gettata cardiaca e nei neonati (vedere 5.2 Farmacocinetica in speciali tipi di pazienti).

Bambini prematuri e neonati

Estrema cautela è richiesta nella sedazione di bambini prematuri e bambini prematuri non sviluppati, dovuto ad un aumentato rischio di apnea. È richiesto un accurato controllo della frequenza respiratoria e della saturazione d’ossigeno.

L’iniezione rapida deve essere evitata nella popolazione neonatale. I neonati hanno funzionalità organica ridotta o immatura e sono anche suscettibili ai profondi e/o prolungati effetti respiratori del midazolam. Eventi avversi emodinamici sono stati segnalati in pazienti pediatrici con instabilità cardiovascolare; la somministrazione rapida endovenosa in questa popolazione deve essere evitata.

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Interazioni

Il metabolismo del midazolam è quasi esclusivamente mediato dall’isoenzima CYP3A4 del citocromo P450 (CYP450). Gli inibitori e gli induttori del CYP3A4 (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego), ma anche altre sostanze attive (vedere oltre), possono portare a interazioni farmacologiche con il midazolam.

Poiché il midazolam subisce un significativo effetto di primo passaggio, la somministrazione parenterale dovrebbe essere teoricamente meno influenzata da interazioni metaboliche e le relative conseguenze cliniche dovrebbero essere limitate.

• Itraconazolo, fluconazolo e ketoconazolo

La contemporanea somministrazione di midazolam per via orale ed alcuni antifungini azoici (itraconazolo, fluconazolo e ketoconazolo) incrementano marcatamente i livelli plasmatici di midazolam e prolungano la sua emivita di eliminazione, portando ad una maggiore alterazione dei test psico-sedativi. Le emivite di eliminazione sono aumentate approssimativamente da 3 a 8 ore.

Quando una dose di midazolam in singolo bolo viene somministrata per una sedazione a breve termine, l’effetto del midazolam non è aumentato o prolungato ad un grado clinicamente significativo dall’itraconazolo; non è pertanto richiesta la riduzione del dosaggio. Comunque la somministrazione di alte dosi o infusioni a lungo termine di midazolam a pazienti riceventi itraconazolo, fluconazolo o ketoconazolo, es. durante il trattamento in terapia intensiva, possono provocare effetti ipnotici di lunga durata, possibile ritardato risveglio e possibile depressione respiratoria; ciò richiede un aggiustamento della dose.

• Verapamil e diltiazem

Non sono disponibili studi di interazione in vivo con somministrazione endovenosa di midazolam e verapamil o diltiazem.

Comunque, come prevedibile, la farmacocinetica di midazolam orale varia clinicamente in modo significativo quando somministrato in combinazione con questi bloccanti dei canali del calcio, in particolare si verifica un aumento quasi doppio dell’emivita e del picco di livello plasmatico. Questo determina una forte riduzione nella esecuzione dei test di coordinazione della funzione cognitiva e produzione di una profonda sedazione. Quando midazolam è somministrato per via orale, si raccomanda solitamente un aggiustamento del dosaggio. Sebbene non ci si aspettino interazioni clinicamente significative con midazolam per la sedazione a breve termine, bisogna prestare particolare attenzione per somministrazioni endovenose di midazolam in associazione a verapamil o diltiazem.

• Antibiotici macrolidi

Eritromicina e claritromicina

La contemporanea somministrazione di midazolam orale ed eritromicina o claritromicina aumenta significativamente di circa quattro volte l’AUC di midazolam e più del doppio l’emivita di eliminazione del midazolam a seconda dello studio. Sono state osservate marcate modifiche nei test psicomotori; pertanto si raccomanda di modificare le dosi del midazolam, se somministrato oralmente, a causa di significativi ritardi nel risveglio.

Quando una dose di midazolam in singolo bolo viene somministrata per la sedazione a breve termine, l’effetto del midazolam non viene aumentato o prolungato ad un livello clinicamente significativo dall’eritromicina, sebbene sia stata segnalata una significativa diminuzione nella clearance plasmatica.

Particolare cautela deve essere prestata se il midazolam viene somministrato per via endovenosa contemporaneamente a eritromicina o claritromicina. Non sono state segnalate interazioni cliniche significative tra midazolam ed altri antibiotici macrolidi.

• Cimetidina e ranitidina

La contemporanea somministrazione di cimetidina (a dosi uguali o superiori a 800 mg/die) e midazolam per via endovenosa aumenta leggermente la concentrazione plasmatica di midazolam allo steady-state; questo, potrebbe portare ad un ritardo del risveglio. Al contrario la contemporanea somministrazione di ranitidina non ha alcun effetto. La cimetidina e la ranitidina non influenzano la farmacocinetica del midazolam per via orale. Questi dati indicano che midazolam per via endovenosa può essere somministrato utilizzando le dosi usuali di cimetidina (400 mg/die) e della ranitidina senza nessun aggiustamento del dosaggio.

• Saquinavir

La contemporanea somministrazione di una singola dose endovenosa di midazolam 0,05 mg/kg dopo 3 o 5 giorni di trattamento con saquinavir (1200 mg t.i.d.) a 12 volontari sani diminuisce la clearance del midazolam del 56% ed aumenta l’emivita di eliminazione da 4,1 a 9,5 h. Solo gli effetti soggettivi al midazolam (scale analogiche visive relative al parametro “effetti globali del farmaco”) erano aumentati dal saquinavir. Pertanto una dose endovenosa di midazolam in singolo bolo può essere somministrata in associazione con saquinavir. Tuttavia durante un’infusione prolungata di midazolam, deve essere ridotta la dose totale per evitare ritardati risvegli (vedere 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

• Altri inibitori delle proteasi: ritonavir, indinavir, nelfinavir e amprenavir.

Non sono disponibili studi in vivo di interazione fra midazolam somministrato per via endovenosa ed altri inibitori delle proteasi. Considerando che il saquinavir, tra tutti gli inibitori delle proteasi, ha la più debole potenza inibitoria sul CYP3A4, il midazolam deve essere sistematicamente ridotto durante l’infusione prolungata quando somministrato in combinazione con inibitori delle proteasi diversi dal saquinavir.

• Depressivi del sistema nervoso centrale

Altri farmaci sedativi possono potenziare gli effetti del midazolam. La classe farmacologica dei depressivi del sistema nervoso centrale include gli oppiacei (quando questi sono usati come analgesici, antitussivi o per trattamenti sostitutivi), antipsicotici, altre benzodiazepine usate come ansiolitici o ipnotici, fenobarbital, antidepressivi sedativi, antistaminici ed antiipertensivi agenti a livello centrale.

Deve essere considerata una sedazione aggiuntiva quando il midazolam è somministrato in associazione con altri sedativi.

Inoltre un ulteriore aumento della depressione respiratoria deve essere particolarmente controllato in caso di trattamento concomitante con oppiacei, fenobarbital o benzodiazepine. L’alcool può aumentare significativamente l’effetto sedativo del midazolam. Il consumo di alcool dovrebbe essere assolutamente evitato in caso di somministrazione di midazolam.

Altre interazioni

La somministrazione endovenosa di midazolam riduce la concentrazione alveolare minima

(MAC) degli anestetici inalatori richiesti per l’anestesia generale.

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Effetti indesiderati

Per midazolam somministrato per iniezione, sono stati riportati (molto raramente) i seguenti effetti indesiderati:

Patologie della cute e del tessuto cutaneo :rash cutanei, orticaria, prurito.

Disturbi psichiatrici e Patologie del sistema nervoso :sonnolenza e sedazione prolungata, ridotto stato di allerta, confusione, euforia, allucinazioni, affaticamento, cefalea, senso di vertigine, atassia, sedazione postoperatoria, amnesia anterograda la cui durata è direttamente proporzionale alla dose somministrata. L’amnesia anterograda può essere ancora presente alla fine della procedura ed in casi isolati è stata evidenziata amnesia prolungata.

Reazioni paradosso quali agitazione, movimenti involontari (inclusi movimenti tonico/clonici e tremori muscolari), iperattività, ostilità, reazioni colleriche, aggressività, eccitazione parossistica e aggressività, sono stati evidenziati soprattutto nei bambini e negli anziani.

Convulsioni sono state evidenziate più frequentemente nei bambini prematuri e nei neonati.

L’uso di midazolam - anche a dosi terapeutiche - può portare allo sviluppo di dipendenza fisica dopo somministrazione i.v. prolungate, l’interruzione improvvisa può essere accompagnata da sintomi d’astinenza incluse convulsioni.

Patologie gastrointestinali : nausea, vomito, singhiozzo, costipazione, secchezza delle fauci.

Patologie cardiache e respiratorie :eventi avversi cardiorespiratori gravi: depressione respiratoria, apnea, arresto respiratorio e/o cardiaco, ipotensione, alterazioni della frequenza cardiaca, effetti di vasodilatazione, dispnea, laringospasmo.

Eventi letali sono più probabili negli adulti al di sopra dei 60 anni e in pazienti con preesistente insufficienza respiratoria o alterata funzionalità cardiaca, in particolare quando l’iniezione è effettuata troppo rapidamente o quando è somministrato un dosaggio elevato (vedere 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione :reazioni generalizzate di ipersensibilità: reazioni cutanee, reazioni cardiovascolari, broncospasmo, shock anafilattico.

Eritema e dolore alla sede d’iniezione, tromboflebite, trombosi.

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Gravidanza e allattamento

I dati disponibili su midazolam sono insufficienti per valutare la sua sicurezza d’impiego in gravidanza.

Studi condotti sull’animale non hanno mostrato effetti teratogeni, mentre è stata osservata, come per altre benzodiazepine, fetotossicità.

Non sono disponibili dati su gravidanze esposte a midazolam durante i primi due trimestri di gravidanza.

La somministrazione di midazolam ad alte dosi, nell’ultimo trimestre di gravidanza, durante il travaglio o per l’induzione dell’anestesia per parto cesareo, ha provocato effetti avversi per la madre e per il feto (rischio di aspirazione per la madre, irregolarità nella frequenza cardiaca fetale, debole suzione, ipotonia, ipotermia e depressione respiratoria per il neonato).

Inoltre, neonati da madri che hanno assunto cronicamente benzodiazepine durante l’ultima fase della gravidanza, possono sviluppare dipendenza fisica ed essere soggetti a manifestare sintomi di astinenza durante la fase postnatale.

Conseguentemente midazolam non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

È preferibile evitarne l’uso nel parto cesareo.

Deve essere tenuto in considerazione il rischio per il neonato in caso di somministrazione di midazolam per interventi chirurgici in prossimità del termine della gravidanza.

Midazolam viene escreto in piccole quantità nel latte materno.

Le madri che allattano devono essere avvisate di interrompere l’allattamento durante le 24 ore successive alla somministrazione di midazolam.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce.

Le fiale di Talentum non devono essere congelate, altrimenti si rompono.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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