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MACROLIDI, LINCOSAMIDI E STREPTOGRAMINE

CLARITROMICINA EG

14CPR 500MG

EG SpA

Descrizione prodotto

CLARITROMICINA EG*14CPR 500MG

Principio attivo

CLARITROMICINA

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

MACROLIDI, LINCOSAMIDI E STREPTOGRAMINE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

10.35


Codice ATC livello 5:
J01FA09

Codice AIC:
37374257


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

La claritromicina è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche croniche ed acute, quando sono state causate da batteri suscettibili in pazienti con nota ipersensibilità alle penicilline o quando l’impiego della penicillina è inappropriata per altre ragioni.

Infezioni delle vie respiratorie superiori come faringite e sinusite.

Infezioni delle vie respiratorie inferiori, come attacchi acuti di bronchite cronica e polmonite acquisita in comunità.

Infezioni della pelle ed infezioni dei tessuti molli, di grado da lieve a moderato.

In adatta associazione con regimi terapeutici di antibatterici e un appropriato agente cicatrizzante per l’eradicazione di H. pylori in pazienti con ulcere associate a H. pylori. Vedere paragrafo 4.2.

Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato di agenti antibatterici.

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Composizione

Una compressa contiene 500 mg di claritromicina

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Nucleo: croscarmellosa sodica; cellulosa microcristallina; silice colloidale anidra; povidone (K 30); acido stearico; magnesio stearato; talco.

Rivestimento (Opadry 20 H 52875): ipromellosa; glicole propilenico; idrossipropilcellulosa; talco; titanio diossido (E 171); giallo chinolina (E 104); vanillina.

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Controindicazioni

La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipersensibilità alla claritromicina, ad altri macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti della compressa.

Non si devono somministrare contemporaneamente claritromicina e derivati ergolinici.

Trattamento concomitante di claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti principi attivi è controindicato: cisapride, pimozide o terfenadina. Elevati livelli di cisapride, pimozide o terfenadina sono stati riscontrati in pazienti che assumevano uno qualunque di questi principi attivi concomitantemente con la claritromicina. Ciò può risultare in un prolungamento dell’intervallo Q-T ed in aritmie cardiache incluso tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e Torsade de Pointes. Simili effetti sono stati osservati in somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti ipocaliemici (prolungamento dell’intervallo Q-T).

La claritromicina non deve essere usata concomitantemente con simvastatina o atorvastatina. Il trattamento con uno qualunque di questi agenti deve essere sospeso durante il trattamento con claritromicina (vedere paragrafo 4.5).

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Posologia

La dose di claritromicina dipende dalle condizioni cliniche del paziente e deve essere definita in ogni caso dal medico.

Adulti e adolescenti:

Dosaggio standard: la dose abituale è di 250 mg due volte al giorno.

Trattamento ad alto dosaggio (infezioni gravi): nei casi di infezioni gravi, il dosaggio può essere aumentato fino a 500 mg due volte al giorno.

Bambini:

Non è consigliato l’uso di Claritromicina EG 500 mg compresse rivestite con film nei bambini al di sotto dei 12 anni e con peso inferiore ai 30 kg.

Eradicazione di H. pylori nei pazienti con ulcere duodenali (Adulti) dati come esempio:

La terapia tripla di prima scelta consiste nel somministrare claritromicina in dosi da 500 mg due volte al dì. Si devono tenere in considerazione le solite raccomandazioni per l’eradicazione dell’H. Pylori.

Anziani:

Come per gli adulti.

Compromissione della funzionalità renale:

L’adattamento posologico non è abitualmente necessario, tranne che nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). Se è necessario l’adeguamento posologico, si deve ridurre a metà il dosaggio giornaliero totale, per es. 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno nei casi di infezione più gravi. In questi pazienti il trattamento non deve essere protratto oltre i 14 giorni.

Modi di somministrazione:

Le compresse di claritromicina possono essere assunte indipendentemente dai pasti.

Durata della terapia:

La durata della terapia dipende dai batteri che hanno causato l’infezione e dalle condizioni cliniche del paziente. La durata del trattamento deve in qualunque caso essere determinata dal medico.

La durata usuale del trattamento va da 6 a 14 giorni.

La terapia deve essere continuata per almeno 2 giorni dopo che i sintomi sono scomparsi.

Nelle infezioni da Streptococcus pyogenes la durata della terapia deve essere di almeno 10 giorni così da evitare complicazioni come febbre reumatica e glomerulonefrite.

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Avvertenze e precauzioni

La claritromicina è eliminata principalmente dal fegato. Perciò si deve prestare cautela nel somministrare claritromicina a pazienti con funzione epatica ridotta.

Come per altri antibiotici quando la funzionalità renale è compromessa, si deve adeguatamente ridurre il dosaggio di claritromicina a seconda del grado di compromissione (vedere paragrafo 4.2).

In pazienti anziani, la possibilità di compromissione della funzionalità renale deve essere presa in considerazione.

La terapia con claritromicina per H. Pylori può far insorgere organismi resistenti.

Pazienti che sono ipersensibili ad altri macrolidi, clindamicina e lincomicina possono pure essere sensibili alla claritromicina. Perciò si deve prestare attenzione nel prescrivere claritromicina per tali pazienti.

Con l’uso di antibiotici a largo spettro si è riscontrato colite pseudomembranosa. Perciò è importante considerare la sua diagnosi in pazienti che sviluppano grave diarrea durante o dopo la terapia con claritromicina. Il trattamento con claritromicina deve essere sospeso e si deve iniziare una adeguata terapia. Gli anti-peristaltici sono controindicati.

L’uso prolungato o ripetuto di claritromicina può risultare in superinfezioni con organismi non suscettibili. In caso di superinfezioni, la terapia con claritromicina deve essere sospesa.

A causa del rischio di prolungamento dell’intervallo Q-T, claritromicina deve essere usata con cautela in pazienti affetti da vasculopatia coronarica, con una storia di aritmia ventricolare, grave insufficienza cardiaca, ipokaliemia e/o ipomagnesemia non controllate, bradicardia (< 50bpm) o quando co-somministrato con altri farmaci con un effetto prolungante sull’intervallo Q-T. La claritromicina non deve essere usata su pazienti con prolungamento dell’intervallo Q-T congenita o acquisita in modo dimostrabile (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina deve essere usata con cautela qualora indicata per l’uso in pazienti sotto trattamento con un induttore della CYP3A4 a causa della possibilità di livelli subterapeutici di claritromicina ( vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina è un inibitore del CYP3A4 e l’uso concomitante con altri farmaci ampiamente metabolizzati da questo enzima deve essere limitato a situazioni chiaramente indicate (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori della HMG-CoA riduttasi, che comporta un’aumentata concentrazione plasmatica di questi farmaci.

Com’è noto per altri macrolidi, la claritromicina può causare un peggioramento o aggravamento della miastenia grave e deve perciò essere usato con cautela in pazienti con miastenia grave.

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Interazioni

L’effetto delle compresse di claritromicina su altri farmaci.

La claritromicina è un inibitore dell’enzima metabolizzante CYP3A4 e della proteina di trasporto glicoproteina-P. È difficile da predire il grado di inibizione su diversi substrati per CYP3A4. Perciò, non si deve usare claritromicina durante trattamenti con altri farmaci metabolizzati dal CYP3A4, a meno che non siano attentamente monitorati le concentrazioni plasmatiche, l’effetto terapeutico e le reazioni avverse. Può essere necessario una riduzione della dose per quei farmaci metabolizzati dal CYP3A4 se co-somministrati con claritromicina. Alternativamente, il trattamento con questi farmaci può essere sospeso durante il trattamento con claritromicina.

Farmaci con un potenziale di prolungare l’intervallo Q-T:

È stato riportato che la claritromicina inibisce il metabolismo di cisapride e terfenadina, con un aumento di 2 fino a 3 volte dei livelli plasmatici riscontrato per terfenadina. Ciò è stato associato ad un prolungamento dell’intervallo Q-T, aritmie cardiache incluso tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e Torsade de Pointes. Simili effetti sono stati osservati in pazienti trattati con pimozide qualora in combinazione con claritromicina. Trattamento concomitante di claritromicina con terfenadina, cisapride o pimozide è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

Casi con Torsades de Pointes sono stati riferiti in pazienti in cui claritromicina è stata cosomministrata con chinidina o disopiramide. Queste combinazioni devono perciò essere evitate, o i livelli plasmatici di chinidina o disopiramide devono essere attentamente esaminati per permettere l’aggiustamento della dose.

Occorre prestare cautela quando la claritromicina è somministrata a pazienti trattati che assumono altri farmaci col potenziale di prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.4).

Inibitori della HMG-CoA riduttasi:

La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori della HMG-CoA riduttasi che danno luogo ad aumentate concentrazioni plasmatiche di questi farmaci. In rari casi è stata riscontrata la rabdomiolisi in associazione ad aumentate concentrazioni plasmatiche in pazienti trattati con claritromicina e simvastatina. La claritromicina può produrre una simile interazione con atorvastatina ed una minore interazione con cerivastatina. La claritromicina non deve essere usata concomitantemente con simvastatina ed atorvastatina. Il trattamento con alcuni di questi agenti deve essere sospeso durante trattamento di claritromicina (vedere paragrafo 4.3). Quando il trattamento con claritromicina è indicato in pazienti che ricevono un trattamento con cerivastatina, i pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia.

Vasocostrittori della segale cornuta (come diidroergotamina, ergotamina):

Sono stati descritti casi di ergotismo a causa di aumentati livelli plasmatici di alcaloidi ergolinici quando questi farmaci sono stati co-somministrati con macrolidi. La combinazione è pertanto controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Benzodiazepine:

Quando midazolam fu somministrato contemporaneamente alle compresse di claritromicina (250 mg due volte al giorno), l’AUC del midazolam fu aumentato di 2,7 volte dopo somministrazione endovenosa di midazolam e di 7 volte dopo somministrazione orale. La somministrazione orale concomitante di midazolam e claritromicina deve essere evitata. Se midazolam è somministrato per via endovenosa contemporaneamente alla claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato per permettere l’aggiustamento della dose. Le stesse precauzioni devono essere applicate anche ad altre benzodiazepine metabolizzate dal CYP3A4, specialmente triazolam ma anche alprazolam. Per le benzodiazepine non metabolizzate dal CYP3A4 (temazepam, nitrazepam, lorazepam) un'interazione con claritromicina è improbabile.

Cyclosporina, tacrolimus e sirolimus:

L’uso concomitante di claritromicina orale e ciclosporina o tacrolimus ha portato ad un aumento di più di 2 volte dei livelli Cmin di ciclosporina e tacrolimus. Si possono attendere effetti simili anche per sirolimus. Quando si inizia il trattamento con claritromicina in pazienti che già ricevono un qualsiasi agente immunosoppressivo, i livelli plasmatici di ciclosporina, tacrolimus o di sirolimus devono essere attentamente monitorati e le loro dosi diminuite quando necessario. Quando il trattamento con la claritromicina viene sospeso in questi pazienti, è nuovamente necessario un monitoraggio attento dei livelli plasmatici di ciclosporina, tacrolimus o sirolimus per determinare l’aggiustamento della dose.

Digossina:

La concentrazione di digossina può essere aumentata quando somministrata contemporaneamente alla claritromicina. Occorre monitorare le concentrazioni plasmatiche di digossina quando si inizia e si finisce un trattamento con claritromicina dato che occorre aggiustare la dose della digossina.

Teofillina:

La somministrazione di claritromicina a pazienti che assumono teofillina è stata associata ad un aumento dei livelli sierici di teofillina e della tossicità potenziale della teofillina.

Zidovudina:

La somministrazione orale contemporanea di compresse di claritromicina e zidovudina a pazienti adulti infettati con HIV può dare luogo a livelli diminuiti di steady-state della zidovudina. Questo può essere ampiamente evitato scaglionando le dosi di claritromicina e zidovudina di 1-2 ore. Nessuna reazione simile è stata descritta nei bambini.

Effetto di altri farmaci sulle compresse di Claritromicina:

La claritromicina è metabolizzata dall'enzima CYP3A4. Pertanto, inibitori potenti di questo enzima possono inibire il metabolismo della claritromicina determinando l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina.

Anche se le concentrazioni plasmatiche di claritromicina ed omeprazolo possono essere aumentate quando sono somministrati contemporaneamente, nessuna correzione della dose è necessaria. Può anche verificarsi un aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina quando è somministrata contemporaneamente agli antacidi o alla ranitidina. Nessuna correzione del dosaggio è necessaria.

È stato dimostrato che ritonavir (200 mg tre volte al giorno) inibisce il metabolismo della claritromicina (500 mg due volte al giorno), con un aumento in Cmax, Cmin ed AUC rispettivamente del 31, 182 e 77%, quando somministrata contemporaneamente al ritonavir. La formazione del 14- idrossi metabolita attivo fu quasi completamente inibito. Una riduzione generale della dose non è probabilmente richiesta in pazienti con funzione renale normale, ma la dose giornaliera di claritromicina non deve superare 1 g. La riduzione della dose deve essere considerata in pazienti con compromissione della funzionalità renale. Per pazienti con una clearance della creatinina di 30- 60 ml/min, la dose di claritromicina deve essere ridotta al 50%, ed a una clearance della creatinina <30 ml/min la dose deve essere ridotta al 75%.

Farmaci induttori della CYP3A4 (come rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, iperico) può determinare l’aumento del metabolismo della claritromicina. Questo può portare a livelli subterapeutici di claritromicina comportando una riduzionedell’efficacia. Quando la claritromicina è indicata chiaramente, può essere necessario aumentare la dose di claritromicina ed esaminare attentamente l'efficacia e la sicurezza della claritromicina. Può essere inoltre necessario monitorare le concentrazioni plasmatiche dell’induttore della CYP3A4 perché questi ultimi possono essere aumentati per l'inibizione della CYP3A4 da parte della claritromicina (vedere anche le informazioni attinenti al farmaco per l’induttore di CYP3A4 somministrato).

La somministrazione concomitante di rifabutina e claritromicina risultò in un aumento e diminuzione, rispettivamente, dei livelli sierici, seguito da un aumentato rischio di uveite.

Quando la claritromicina fu usata contemporaneamente con l’induttore di CYP3A4 efavirenz è stata notata una riduzione del 39% nell’ AUC per claritromicina ed un aumento del 34% nell’ AUC per il 14-idrossi metabolita attivo.

Interazione nei regimi di eradicazione di H.pylori:

Anche se le concentrazioni plasmatiche di claritromicina ed omeprazolo possono essere aumentate quando sono somministrati contemporaneamente, nessuna aggiustamento del dosaggio è necessaria. Alle dosi raccomandate, non vi è alcuna interazione clinicamente significativa tra claritromicina e lansoprazolo. Può anche verificarsi un aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina quando è co-somministrata con antacidi o ranitidina. Nessuna correzione del dosaggio è necessaria. Non ci sono interazioni farmacocinetiche con antibiotici specifici che sono usati nella terapia di eradicazione di H.pylori.

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Effetti indesiderati

Gli eventi più spesso riferiti in adulti che assumono compresse di claritromicina sono diarrea (3%), nausea (3%), disgeusia (3%), dispepsia (2%), dolore/malessere addominale (2%) e mal di testa (2%).

In questo paragrafo gli effetti indesiderati sono definiti come segue:

Molto comuni (>=1/10), comuni (>=1/100; < 1/10), non comuni (>=1/1000; < 1/100), rari (>=1/10 000; < 1/1000), molto rari (< 1/10 000).

Esami diagnostici:

Comuni: azotemia elevata.

Non comuni: prolungamento del tempo di protrombina, creatinina sierica elevata, prove alterate di funzione epatica (aumentati livelli delle transaminasi).

Molto rari: ipoglicemia è stata osservata specialmente dopo somministrazione concomitante con farmaci antidiabetici ed insulina.

Patologie cardiache:

Molto rari: prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare e Torsades de Pointes.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Non comuni: diminuiti livelli dei leucociti.

Molto rari: trombocitopenia.

Patologie del sistema nervoso:

Comuni: mal di testa, alterazione dell’olfatto.

Molto rari: capogiro, vertigine, parestesia, convulsioni.

Patologie dell’orecchio e del labirinto:

Rari: tinnito.

Molto rari: perdita dell'udito reversibile.

Patologie gastrointestinali:

Comuni: nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, dispepsia, stomatite, glossite, alterazione reversibile del colore della lingua e dei denti ed alterazione del gusto, ovvero gusto metallico o amaro.

Molto rari: pancreatite.

È stata descritta molto raramente colite pseudomembranosa con claritromicina, e può variare in gravità da mite a pericolosa per la vita.

Patologie renali e urinarie:

Molto rari: nefrite interstiziale, insufficienza renale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Molto rari: sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica.

Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e dell’osso:

Non comuni: artralgia, mialgia.

Infezioni ed infestazioni:

Comuni: candidosi orale.

Come per altri antibiotici, l’uso prolungato può dare luogo a crescita eccessiva di organismi nonsuscettibili.

Disturbi del sistema immunitario:

Non comuni: reazioni allergiche che variano da orticaria ed eruzioni miti della pelle ad anafilassi.

Patologie epatobiliari:

Non comuni: disfunzione epatica che è di solito transitoria e reversibile, epatite e colestasi con o senza ittero.

Molto rari: insufficienza epatica mortale è stata descritta particolarmente in pazienti con epatopatie pre-esistenti o che assumevano altri farmaci epatotossici.

Disturbi psichiatrici:

Molto rari: ansia, insonnia, allucinazioni, psicosi, disorientamento, depersonalizzazione, incubi e confusione.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

I dati sull’uso di claritromicina durante il primo trimestre di più di 200 gravidanze non mostrano alcuna chiara evidenza di effetti teratogeni o avversi sulla salute del neonato. I dati desunti da un numero limitato di donne incinte esposte nel primo trimestre indicano un possibile aumentato rischio di aborti. Fino ad oggi non vi sono altri dati epidemiologici particolari disponibili.

I dati da studi su animali hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per la specie umana è sconosciuto. La claritromicina deve essere data a donne incinte solamente dopo un accurato accertamento del rapporto rischio/beneficio.

Allattamento:

La claritromicina ed i suoi metaboliti attivi sono secreti nel latte materno. Perciò, diarrea ed infezioni micotiche delle membrane mucose possono verificarsi nei bambini allattati al seno, tanto da dover sospendere l’allattamento. La possibilità di sensibilizzazione deve essere tenuta presente. Il beneficio del trattamento della madre deve essere valutato in relazione al rischio potenziale per il bambino.

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Conservazione

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

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Malattie Collegate: 4

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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