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ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

QUINAPRIL SANDOZ

14CPR RIV20MG

SANDOZ SpA

Descrizione prodotto

QUINAPRIL SANDOZ*14CPR RIV20MG

Principio attivo

QUINAPRIL CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

2.21


Codice ATC livello 5:
C09AA06

Codice AIC:
37404163


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Ipertensione Essenziale:

Trattamento di tutti i gradi di ipertensione essenziale. QUINAPRIL SANDOZ è efficace sia come monoterapia sia in associazione con diuretici in pazienti affetti da ipertensione.

Insufficienza cardiaca congestizia:

Trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia in associazione con diuretici e/o glicosidi cardiaci. Il trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia con QUINAPRIL SANDOZ deve sempre essere iniziato sotto stretto controllo medico.

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Composizione

Una compressa rivestita con film contiene 20 mg di quinapril (in forma di quinapril cloridrato)

Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Nucleo delle compresse:

Lattosio monoidrato; cellulosa microcristallina; magnesio ossido; crospovidone di Tipo A; magnesio stearato.

Rivestimento:

Ipromellosa; macrogol 400; polisorbato 80; ferro ossido giallo (E172); ferro ossido nero (E172); titanio diossido (E171).

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Controindicazioni

Ipersensibilità a quinapril, ad uno qualsiasi degli eccipienti o a qualunque altro ACE-inibitore.

Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6)

QUINAPRIL è controindicato in pazienti con anamnesi di angioedema correlato a trattamento precedente con ACE-inibitori.

QUINAPRIL è controindicato in pazienti con edema angioneurotico ereditario/idiopatico.

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Posologia

Per uso orale.

QUINAPRIL SANDOZ è disponibile in vari dosaggi, adatti ai diversi schemi terapeutici

Adulti

Ipertensione Essenziale

- Monoterapia: Per l’ipertensione, la dose iniziale raccomandata è di 10 mg una volta al giorno. A seconda della risposta clinica, il dosaggio del paziente può essere titolato (raddoppiando la dose in un periodo di 3-4 settimane per consentire l’aggiustamento del dosaggio) fino ad un dosaggio di mantenimento compreso tra i 20 ed i 40 mg/die somministrati in dose singola o suddivisi in 2 dosi.

Nella maggior parte dei pazienti, il controllo a lungo termine è mantenuto con una dose singola giornaliera. Di solito, la dose massima di mantenimento è di 40 mg/die, comunque pazienti sono stati trattati con dosaggi fino a 80 mg/die.

- Trattamento contemporaneo con diuretici: All’inizio della terapia con quinapril, può manifestarsi ipotensione sintomatica. Tale evento è più probabile in pazienti in trattamento con diuretici. Si raccomanda, pertanto, prudenza, per la possibilità che in tali pazienti si manifesti una riduzione di volume e/o di sali. Se possibile, il diuretico deve essere sospeso 2-3 giorni prima dell’inizio della terapia con quinapril. Al fine di valutare la possibilità che si verifichi un’ipotensione eccessiva, in pazienti in trattamento con diuretici la dose iniziale di Quinapril raccomandata è di 2,5 mg. Successivamente il dosaggio di QUINAPRIL SANDOZ Compresse deve essere titolato (in un lasso di tempo tale da consentire la regolazione del dosaggio) fino ad ottenere una risposta ottimale (vedi paragrafo 4.5).

Insufficienza cardiaca congestizia:

Al fine di controllare attentamente i pazienti per l’insorgenza di ipotensione sintomatica, si raccomanda una dose singola iniziale di 2.5 mg. Successivamente, il dosaggio deve essere titolato (in un periodo di 2-3 settimane necessarie per la regolazione del dosaggio) ad una dose efficace (fino a 40 mg/die) somministrata in 1 o 2 dosi, in associazione al diuretico e/o alla terapia con glicosidi cardiaci. La dose di mantenimento efficace è solitamente di 10-20 mg/die somministrati in 1 o 2 dosi assieme alla terapia concomitante. La dose massima di 40 mg/die non deve essere superata.

I pazienti considerati a maggior rischio devono iniziare il trattamento in ambito di ricovero ospedaliero (vedi paragrafo 4.4).

Anziani:

Nei pazienti anziani, bisogna anche tener presente che la funzione renale tende a ridursi con l’età. Per l’ipertensione essenziale, una dose iniziale di 2,5 mg è raccomandata, successivamente titolata fino a risposta ottimale.

Compromissione renale:

In pazienti con compromessa funzionalità renale, la dose iniziale di quinapril deve essere ridotta, poiché la concentrazione plasmatica di quinaprilato aumenta con il ridursi della clearance della creatinina.

Sono raccomandate le seguenti dosi iniziali:

Clearance della creatinina (ml/min) Massima dose giornaliera iniziale raccomandata (mg)
> 60 10
30-60 5
10-30 2,5
< 10 Esperienza insufficiente

Popolazione pediatrica:

I dati momentaneamente a disposizione sono riportati ai paragrafi 5.1 e 5.2 ma non possono essere fatte raccomandazioni sulla posologia.

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Avvertenze e precauzioni

Quinapril non deve essere usato nei pazienti con stenosi aortica o ostruzione del tratto d’efflusso.

Ipotensione sintomatica:

L’ipotensione sintomatica è osservata raramente in pazienti con ipertensione non complicata. In pazienti ipertesi trattati con quinapril, è più probabile che l’ipotensione si manifesti in presenza di deplezione volemica determinata ad es. da terapia diuretica, diete a basso contenuto di sale, dialisi, vomito o diarrea, o ipertensione grave renino-dipendente (vedere paragrafi 4.5 e 4.8).

In caso di ipotensione sintomatica, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, sottoposto ad infusione endovenosa di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce controindicazione ad ulteriori dosi, tuttavia, nel caso si verificasse un tale evento, si deve considerare la somministrazione di dosi più basse di quinapril o di qualsiasi altro medicinale per la terapia diuretica somministrato in concomitanza.

Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, che sono a rischio di ipotensione eccessiva, la terapia con quinapril deve essere iniziata alla dose raccomandata sotto stretto controllo medico; questi pazienti devono essere seguiti attentamente per le prime due settimane di trattamento e ogni volta che il dosaggio di quinapril viene aumentato. Considerazioni analoghe valgono per i pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cerebrovascolare in cui un’eccessiva diminuzione della pressione arteriosa può provocare un infarto miocardico o un accidente cerebrovascolare.

Compromissione della funzionalità renale:

In pazienti con insufficienza renale, il monitoraggio della funzionalità renale durante la terapia deve essere effettuato se ritenuto appropriato, anche se nella maggior parte dei casi la funzionalità renale non cambia o né migliora.

L’emivita di quinaprilato è prolungata poiché la clearance della creatinina diminuisce. Per i pazienti con una clearance della creatinina <60 mL/min è necessario un dosaggio iniziale più basso di quinapril (vedere paragrafo 4.2). Il dosaggio per questi pazienti deve essere aumentato gradualmente in base alla risposta terapeutica, e la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata, anche se gli studi iniziali non indicano che quinapril produce un ulteriore peggioramento della funzionalità renale.

Come conseguenza dell’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, i cambiamenti nella funzionalità renale si possono prevedere in soggetti sensibili. In pazienti con insufficienza cardiaca grave la cui funzionalità renale può dipendere dall’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone, il trattamento con quinapril può essere associato a oliguria e/o progressiva azotemia e raramente a insufficienza renale acuta e/o morte.

In studi clinici in pazienti ipertesi con stenosi unilaterale o bilaterale dell’arteria renale, sono stati osservati aumenti dell’urea e della creatinina sierica in alcuni pazienti sottoposti a terapia con ACE inibitori. Questi aumenti erano quasi sempre reversibili con la sospensione della terapia con ACE inibitori e/o della terapia diuretica. In tali pazienti, la funzione renale deve essere monitorata durante le prime settimane di terapia.

Alcuni pazienti con ipertensione o insufficienza cardiaca senza apparente preesistente malattia renale hanno sviluppato aumenti (> 1,25 volte il limite superiore della norma) dell’urea e della creatinina sierica, di solito lievi e transitori, in particolare quando quinapril è stato somministrato in concomitanza a un diuretico ed è stato osservato nel 4% e 3% rispettivamente dei pazienti in monoterapia. Questo è più probabile che si verifichi in pazienti con preesistente compromissione della funzionalità renale. Può essere richiesta una riduzione del dosaggio e/o una sospensione del diuretico e/o del quinapril.

Non vi è sufficiente esperienza in pazienti con compromissione della funzionalità renale grave (clearance della creatinina <10 ml/min). Il trattamento con quinapril non è quindi raccomandato in questi pazienti.

Trapianto di rene:

Non esiste esperienza relativa alla somministrazione di quinapril in pazienti sottoposti di recente a trapianto di rene. Pertanto, il trattamento con quinapril non è raccomandato.

Angioedema:

Angioedema è stato segnalato in pazienti trattati con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina. I sintomi possono comparire molto tempo dopo l’inizio del trattamento, in qualsiasi momento durante la terapia. Se si verificano stridore laringeo o angioedema del viso, della lingua o della glottide, il trattamento deve essere interrotto immediatamente, il paziente trattato correttamente, in accordo con le cure mediche approvate, e osservato attentamente finché il gonfiore non scompare. Nei casi in cui il gonfiore è limitato al viso e alle labbra, la condizione generalmente si risolve senza trattamento; gli antistaminici possono essere utili per alleviare i sintomi. L’angioedema associato con il coinvolgimento della laringe può essere fatale. Se vi è un interessamento della lingua, della glottide o della laringe che può causare ostruzione delle vie aeree, deve essere prontamente intrapresa una terapia appropriata, per esempio una soluzione di adrenalina per via sottocutanea 1:1000 (da 0,3 a 0,5 ml).

I pazienti con una storia di angioedema non correlato a terapia con ACE inibitori possono essere a maggior rischio di angioedema durante il trattamento con un ACE-inibitore (vedere paragrafo 4.3).

Angioedema intestinale:

Angioedema intestinale è stato segnalato in pazienti trattati con ACE-inibitori. Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era nessuna precedente storia di angioedema facciale ed i livelli di C-1 esterasi erano normali. L’angioedema è stato diagnosticato dagli esami compresi TAC addominale o ultrasuoni, o in chirurgia, e sintomi si sono risolti dopo l’interruzione della terapia con ACE-inibitore. L’angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti trattati con ACE-inibitori che presentano dolore addominale.

Differenze etniche:

È stato segnalato che i pazienti neri che sono in terapia con ACE-inibitori hanno una maggiore incidenza di angioedema rispetto ai pazienti non neri. Va inoltre segnalato che in studi clinici controllati, gli ACE inibitori hanno un effetto sulla pressione arteriosa minore nei pazienti neri rispetto ai non neri.

Neutropenia/Agranulocitosi:

ACE-inibitori sono stati raramente associati ad agranulocitosi e depressione del midollo osseo in pazienti con ipertensione non complicata ma più frequentemente nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, soprattutto se hanno anche una malattia vascolare del collagene.

È stata segnalata agranulocitosi raramente durante il trattamento con quinapril. Si deve prendere in considerazione un monitoraggio della conta dei globuli bianchi nei pazienti con malattie vascolari del collagene e/o malattia renale.

Desensibilizzazione:

Alcuni pazienti in terapia con ACE-inibitori durante trattamento di desensibilizzazione con veleno di imenotteri hanno manifestato reazioni anafilattoidi con esito potenzialmente fatale. Negli stessi pazienti, tali reazioni sono state evitate mediante sospensione temporanea degli ACE-inibitori, ma sono riapparse quando questi ultimi sono stati risomministrati inavvertitamente.

Emodialisi e LDL aferesi:

In pazienti emodializzati con membrane ad alto flusso di poliacrilonitrile (’AN69’) è altamente probabile che si verifichino reazioni anafilattoidi se sono trattati con ACE-inibitori. Questa combinazione deve pertanto essere evitata, sia mediante l’uso di medicinali antiipertensivi alternativi sia mediante membrane alternative per emodialisi. Reazioni simili sono state osservate durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità con destrano-solfato. Questo metodo non deve quindi essere usato in pazienti trattati con ACE-inibitori.

Compromissione della funzionalità epatica:

Quinapril in combinazione con un diuretico deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica compromessa o epatopatia progressiva, poiché alterazioni minori del fluido e dell’equilibrio elettrolitico possono causare coma epatico. Il metabolismo di quinapril a quinaprilato dipende normalmente dalla esterasi epatiche.

Le concentrazioni di quinaprilato sono ridotte nei pazienti con cirrosi alcolica a causa della de-esterificazione ridotta di quinapril.

Insufficienza epatica:

Raramente, gli ACE-inibitori sono stati associati ad una sindrome che si manifesta con ittero colestatico ed evolve in necrosi epatica fulminante e (talvolta) morte. Il meccanismo di tale sindrome non è conosciuto. I pazienti che manifestano ittero o aumenti significativi degli enzimi epatici in corso di trattamento con ACE-inibitori devono sospendere gli ACE-inibitori e ricevere follow up medico adeguato.

Tosse:

In corso di trattamento con ACE-inibitori è stata segnalata tosse. Questa tosse è tipicamente non produttiva, persistente e termina con la sospensione della terapia. La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata come parte della diagnosi differenziale della tosse.

Chirurgia/Anestesia:

In pazienti sottoposti ad interventi chirurgici importanti o anestetizzati con agenti che determinano ipotensione, quinapril può bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Se si sviluppa ipotensione dovuta a tale meccanismo, essa può essere corretta mediante espansione della volemia (vedere paragrafo 4.5).

Iperkaliemia e diuretici risparmiatori di potassio:

In pazienti trattati con quinapril da solo è stato osservato innalzamento dei livelli sierici di potassio. Quando somministrato in concomitanza, quinapril può ridurre la ipokaliemia indotta da diuretici tiazidici. A causa del rischio di ulteriori aumenti di potenziamento del potassio sierico si consiglia di iniziare con cautela la terapia di combinazione con diuretici risparmiatori di potassio e di monitorare attentamente i livelli sierici di potassio del paziente (vedere Ipotensione sopra e paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione).

Pazienti diabetici:

Nei pazienti diabetici gli ACE-inibitori possono accrescere la sensibilità all’insulina e sono stati associati a ipoglicemia nei pazienti trattati con antidiabetici orali o insulina. Nel corso del primo mese di trattamento con ACE-inibitori, si raccomanda un attento controllo della glicemia (vedere paragrafo 4.5).

Gravidanza:

La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza.

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

Iperaldosteronismo primario:

Di solito, i pazienti con iperaldosteronismo primario non rispondono ai medicinali antiipertensivi che agiscono tramite il sistema renina-angiotensina. Pertanto, in tali pazienti, il trattamento con ACE-inibitori non è raccomandato.

Lattosio:

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

Tetraciclina ed altri medicinali che interagiscono con i sali di magnesio:

A causa della presenza di sali di magnesio nella formulazione, QUINAPRIL SANDOZ in volontari sani ha determinato una riduzione del 28-37% dell’assorbimento di tetraciclina qualora somministrata contemporaneamente. Questa interazione deve essere considerata se si prescrive contemporaneamente quinapril e tetraciclina.

Terapia diuretica concomitante:

I pazienti in terapia con diuretici, specialmente quelli in terapia diuretica recentemente istituita, possono occasionalmente presentare un’eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l’inizio della terapia con quinapril. Gli effetti ipotensivi dopo la prima dose di quinapril possono essere minimizzati interrompendo il diuretico pochi giorni prima l’inizio della terapia. Se l’interruzione del diuretico non è possibile, la dose iniziale di quinapril deve essere ridotta. Nei pazienti in cui viene sospesa la terapia con diuretici, deve essere mantenuta la supervisione medica fino a due ore dopo la dose iniziale di quinapril (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Agenti che aumentano il potassio sierico:

Quinapril è un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina in grado di ridurre i livelli di aldosterone, il che può determinare un lieve aumento del potassio sierico. Trattamenti concomitanti con diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sali di potassio devono essere usati con cautela e predisponendo un adeguato controllo del potassio sierico.

Chirurgia/anestesia:

Benché non siano disponibili dati che indichino un’interazione tra quinapril ed agenti anestetici che inducono ipotensione, si deve avere cautela quando i pazienti sono sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore o ad anestesia poiché è stato dimostrato che gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina sono in grado di bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Ciò può portare ad ipotensione che può essere corretta con espansione della volemia (vedere paragrafo 4.4).

Litio:

Aumenti dei livelli sierici del litio e sintomi di tossicità da litio sono stati segnalati in pazienti in trattamento concomitante con litio ed ACE-inibitori, a causa dell’effetto iponatremico di questi agenti. Il quinapril e il litio devono essere co-somministrati con cautela e si raccomanda un frequente controllo dei livelli sierici del litio. Se viene usato anche un diuretico, questo può aumentare il rischio di tossicità da litio.

Medicinali anti-infiammatori non steroidei:

In alcuni pazienti, la somministrazione di un agente anti-infiammatorio non steroideo può ridurre l’effetto anti-ipertensivo degli ACE-inibitori. È stato descritto inoltre, che i FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull’aumento del potassio sierico, mentre la funzionalità renale può diminuire. Questi effetti sono in teoria reversibili e compaiono specialmente in pazienti con funzione renale compromessa.

Oro:

Sono state segnalate raramente reazioni nitritoidi (i sintomi includono arrossamento del volto, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in terapia con oro iniettabile (es. sodio aurotiomalato) e concomitante terapia con ACE inibitori.

Allopurinolo, agenti citostatici ed immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide:

La somministrazione concomitante di ACE-inibitori può comportare un maggior rischio di leucopenia (vedere paragrafo 4.4).

Alcool, barbiturici o narcotici:

Può comparire potenziamento dell’ipotensione ortostatica.

Altri medicinali anti-ipertensivi:

Ci può essere un effetto additivo o di potenziamento.

Simpaticomimetici:

I simpaticomimetici possono ridurre l’effetto antiipertensivo degli ACE-inibitori.

Altri agenti:

La somministrazione concomitante di dosi multiple di 10 mg di atorvastatina con 80 mg di quinapril non ha comportato variazioni significative nei parametri farmacocinetici allo steady-state di atorvastatina.

Antiacidi:

Possono ridurre la biodisponibilità di quinapril.

Medicinali antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali ed insulina):

Nei pazienti diabetici gli ACE-inibitori possono aumentare la sensibilità all’insulina e sono stati associati con ipoglicemia in pazienti trattati con medicinali antidiabetici orali e insulina. Deve essere attentamente monitorato il livello della glicemia.

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Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante il trattamento con quinapril ed altri ACE-inibitori con le seguenti frequenze: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Le reazioni avverse più frequentemente segnalate in studi clinici sono state: cefalea (7,2%), capogiri (5,5%), tosse (3,9%), affaticamento (3,5%), rinite (3,2%), nausea e/o vomito (2,8%) e mialgia (2,2%).

Classificazione per sistemi e organi Effetti indesiderati
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non nota Neutropenia, agranulocitosi, anemia emolitica, trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario
Non nota Reazione anafilattica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune Iperkaliemia
Disturbi psichiatrici
Comune Insonnia
Non comune Nervosismo, depressione, confusione
Patologie del sistema nervoso
Comune Capogiri, cefalea, parestesia
Non comune Sonnolenza, attacchi ischemici transitori
Raro Disturbi di equilibrio, sincope, neuropatia
Non nota Accidente cerebrovascolare
Patologie dell’occhio
Non comune Ambliopia
Molto raro Visione offuscata
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comune Tinnito, vertigini
Patologie cardiache
Non comune Palpitazioni, angina pectoris, tachicardia, infarto miocardico
Patologie vascolari
Comune Ipotensione
Non comune Vasodilatazione
Non nota Ipotensione posturale
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune Tosse, faringite, dispnea, rinite
Non comune Sinusite, infezione del tratto respiratorio superiore, bronchite
Raro Polmonite eosinofila, peggioramento dell’asma
Non nota Broncospasmo. In singoli casi, edema angioneurotico che coinvolge le vie aeree superiori ha causato una ostruzione respiratoria fatale
Patologie gastrointestinali
Comune Nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale
Non comune Secchezza di bocca o gola, flatulenza
Raro Alterazione del gusto, stipsi, glossite
Molto raro Ileo, angioedema intestinale
Non nota Pancreatite*
Patologie epatobiliari
Non nota Ittero colestatico, epatite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune Prurito, eruzione cutanea, aumento della sudorazione, angioedema
Raro Orticaria, eritema multiforme, pemfigo
Molto raro Efflorescenza simile a psoriasi
Non nota Sindrome di Stevens Johnson, dermatite esfoliativa, alopecia, necrolisi epidermica, fotosensibilità. Cambiamenti della pelle possono essere associati a febbre, dolori muscolari e articolari (mialgie, artralgie, artrite), infiammazione vascolare (vasculite), infiammazioni dei tessuti sierosi e cambiamenti di alcuni valori di laboratorio (eosinofilia, leucocitosi e/o elevati titoli ANA, VES elevata)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune Dolore alla schiena, mialgia
Patologie renali e urinarie
Non comune Disfunzione renale, infezione del tratto urinario, proteinuria
Molto raro Insufficienza renale
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non comune Impotenza
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune Dolore al petto, affaticamento, astenia
Non comune Febbre, edema generalizzato, edema periferico
Esami diagnostici
Comune Aumento della creatinina sierica, aumento dell’azoto ureico nel sangue **
Non nota Diminuzione dell’emoglobina, diminuzione dell’ematocrito. Diminuzioni dell’ematocrito e WCXC così come aumento degli enzimi epatici e della bilirubina. Nei pazienti affetti da deficit congenito di G-6-PDH, sono stati segnalati singoli casi di anemia emolitica

* È stata segnalata pancreatite nei pazienti trattati con ACE-inibitori; in alcuni casi ciò si è rivelato fatale.

** Tali aumenti sono più probabili in pazienti sottoposti a terapia concomitante con diuretici rispetto a quelli in monoterapia con quinapril. Questi aumenti osservati spesso regrediscono al proseguimento della terapia.

Sono stati segnalate vasculite e ginecomastia con altri ACE-inibitori e non si può escludere che questi effetti indesiderati siano gruppo specifici.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

L’uso di ACE-inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso degli ACE-inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio.

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.

È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3).

Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.

I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Allattamento:

Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno (vedere paragrafo 5.2). Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l’uso di Quinapril Sandoz in allattamento non è raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perché non vi è abbastanza esperienza clinica.

Nei neonati più grandi, se ritenuto necessario per la madre, Quinapril Sandoz può essere assunto durante l’allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25 °C. Conservare nella confezione originale.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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