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MACROLIDI, LINCOSAMIDI E STREPTOGRAMINE

CLARITROMICINA RAN

12CPR 250MG

RANBAXY ITALIA SpA

Descrizione prodotto

CLARITROMICINA RAN*12CPR 250MG

Principio attivo

CLARITROMICINA

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

MACROLIDI, LINCOSAMIDI E STREPTOGRAMINE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

2.78


Codice ATC livello 5:
J01FA09

Codice AIC:
37586043


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Claritromicina Ranbaxy Italia compresse è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni quando causate da germi sensibili:

Infezioni del tratto inferiore delle vie respiratorie: bronchite acuta e cronica, polmonite.

Infezioni del tratto superiore delle vie respiratorie: sinusite e faringite.

Infezioni della cute e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata.

Claritromicina è adatta per la terapia iniziale di infezioni respiratorie acquisite in comunità ed è risultata attiva in vitro contro i germi patogeni respiratori, comuni ed atipici, elencati nella sezione “microbiologia”.

Eradicazione dell’H. pylori in pazienti con ulcera duodenale in adeguata associazione con regimi terapeutici antibatterici ed in presenza dell’inibizione acida prodotta da omeprazolo o lansoprazolo (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

Devono essere prese in considerazione le linee-guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

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Composizione

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa contiene: Claritromicina 250 mg.

Claritromicina Ranbaxy Italia 500 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa contiene: Claritromicina 500 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, povidone, magnesio stearato, talco, silice colloidale anidra, acido stearico.

Film di rivestimento: Opadry 20H 52875 contenente: ipromellosa, idrossipropilcellulosa, glicole propilenico, vanillina, titanio diossido, talco e chinolina gialla (E104).

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Controindicazioni

La claritromicina non deve essere usata in pazienti con ipersensibilità alla claritromicina, ad altri antibiotici macrolidi o agli eccipienti della compressa.

La claritromicina non deve essere somministrata assieme ai derivati ergolinici, poiché ciò può causare tossicità all’ergot (vedere paragrafo 4.5).

È controindicata la somministrazione concomitante di claritromicina e dei seguenti principi attivi: astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina poiché questo può dare luogo a prolungamento dell’intervallo QT ed aritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti che soffrono di ipokaliemia (prolungamento dell’intervallo QT).

La claritromicina non deve essere usata in concomitanza agli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine), lovastatina, simvastatina o atorvastatina, a causa del rischio di rabdomiolisi. Il trattamento con uno qualsiasi di questi farmaci deve essere sospeso durante il trattamento con claritromicina (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in associazione con insufficienza renale.

La claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in associazione con insufficienza renale, prolungamento congenito o acquisito dell’intervallo QT o tachicardia ventricolare incluse torsioni di punta (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

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Posologia

La dose di claritromicina dipende dalla condizione clinica del paziente e deve essere in ogni caso decisa dal medico.

Adulti ed adolescenti

Dose standard: la dose usuale è di 250 mg due volte al giorno.

Trattamento ad alto dosaggio (infezioni gravi): la dose usuale può essere aumentata a 500 mg due volte al giorno nelle infezioni gravi.

Bambini

Claritromicina Ranbaxy Italia compresse non è adatta per i bambini fino a 12 anni di età che pesano meno di 30 kg.

Sono stati condotti studi clinici con la claritromicina sospensione nei bambini da 6 mesi a 12 anni. Pertanto, i bambini al di sotto di 12 anni devono usare claritromicina sospensione pediatrica (Claritromicina Ranbaxy sospensione orale).

Pazienti con infezioni da microbatteri

La dose iniziale raccomandata è 500 mg due volte al giorno. Se non si osserva una risposta clinica o batteriologica entro 3 o 4 settimane, la dose può essere aumentata a 1000 mg due volte al giorno.

Eradicazione dell’H. pylori in pazienti con ulcera duodenale (adulti) fornito come esempio

La claritromicina come parte della triplice terapia di prima linea è somministrata in una dose di 500 mg due volte al giorno. Devono essere tenute in considerazione le comuni raccomandazioni per l’eradicazione dell’H. pylori.

Anziani

Come per gli adulti.

Compromissione della funzionalità renale

Di solito non è richiesto un aggiustamento della dose eccetto che in pazienti con compromissione grave della funzionalità renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). Se l’aggiustamento si dovesse rendere necessario, la dose totale giornaliera standard deve essere dimezzata, ad es. 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno nelle infezioni più gravi. Il trattamento non deve proseguire oltre 14 giorni in questi pazienti.

Metodo di somministrazione

La claritromicina può essere somministrata indipendentemente dal cibo (vedere paragrafo 5.2).

Durata della terapia

La durata della terapia dipende dai batteri infettivi e dalla condizione clinica del paziente. La durata della terapia deve essere in ogni caso decisa dal medico.

La durata abituale del trattamento è da 6 a 14 giorni.

La terapia deve essere continuata per almeno altri 2 giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Nelle infezioni da Streptococcus pyogenes la durata della terapia deve essere di almeno 10 giorni al fine di prevenire complicazioni come febbre reumatica e glomerulonefrite.

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Avvertenze e precauzioni

Il medico non deve prescrivere claritromicina a donne in gravidanza senza valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio, soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

La claritromicina viene escreta principalmente attraverso il fegato. Pertanto, deve essere prestata cautela nella somministrazione di claritromicina in pazienti con alterata funzione epatica.

Come con altri antibiotici quando la funzionalità renale è compromessa, la dose di claritromicina deve essere adeguatamente ridotta a seconda del grado di compromissione (vedere paragrafo 4.2). Nei pazienti anziani deve essere presa in considerazione la possibilità di compromissione della funzionalità renale.

Sono stati riportati casi di insufficienza epatica ad esito fatale (vedere paragrafo 4.8). Alcuni pazienti possono aver avuto una malattia epatica pre-esistente o possono aver assunto altri medicinali epatotossici. I pazienti devono essere avvisati di interrompere il trattamento e di contattare il proprio medico in caso di segni e sintomi di patologie epatiche come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale.

La terapia con claritromicina per l’eradicazione dell’H.pylori, può far insorgere organismi resistenti.

L’uso prolungato può dare luogo, come con altri antibiotici, a colonizzazione con un aumentato numero di batteri resistenti e di funghi. Se compare una superinfezione, deve essere instaurata una terapia adeguata.

I pazienti ipersensibili o con resistenza crociata ad altri macrolidi, alla lincomicina e alla clindamicina, possono anche essere sensibili o presentare resistenza crociata alla claritromicina. Pertanto, occorre cautela quando si prescrive la claritromicina a questi pazienti.

È stata riportata colite pseudomembranosa con quasi tutti i farmaci antibatterici, incluso i macrolidi, che può variare in intensità da lieve a potenzialmente pericolosa per la vita. Con l’uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui la claritromicina, sono stati segnalati casi di diarrea associata a Clostridium Difficile (CDAD), la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con gli antibiotici altera la normale flora del colon e porta a una crescita eccessiva di C. difficile. Il CDAD deve essere tenuto in considerazione in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito dell'uso di antibiotici. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di diarrea associata a CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibiotici. Pertanto si deve sospendere il trattamento con claritromicina a prescindere dalle indicazioni. Devono essere eseguite analisi microbiologiche e si deve iniziare una terapia adeguata. Deve essere evitato l’uso di farmaci che inibiscono la peristalsi.

Si deve prestare cautela quando la claritromicina viene somministrata in concomitanza con altri farmaci ototossici, soprattutto con gli aminoglicosidi. La funzione vestibolare ed uditiva devono essere controllate durante e dopo il trattamento.

A causa del rischio del prolungamento dell’intervallo QT, la claritromicina deve essere usata con cautela nei pazienti con disturbi delle coronarie, anamnesi di aritmia ventricolare, grave insufficienza cardiaca, ipopotassiemia non compensata e/o ipomagnesiemia, bradicardia (< 50 battiti/min) o quando associata ad altri medicinali con effetto di prolungamento dell’intervallo QT. La claritromicina non deve essere usata in pazienti con prolungamento QT congenito o documentatamente acquisito (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acuta, come anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere immediatamente interrotta e deve essere urgentemente avviato un trattamento alternativo.

Claritromicina deve essere usata con cautela quando indicata in pazienti trattati con induttori del CYP3A4 a causa della possibilità di formazione di livelli sub-terapeutici di claritromicina (vedere paragrafo 4.5).

Inibitori della HMG-CoA reduttasi: l’uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Come con altri macrolidi, la claritromicina ha riportato un aumento delle concentrazioni degli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (vedere paragrafo 4.5). In rari casi è stata riscontrata rabdomiolisi nei pazienti che assumevano questi medicinali in associazione. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Sono stati riportati rari casi di rabdomiolisi anche nei pazienti che assumevano atorvastatina o rosuvastatina in concomitanza con claritromicina. Quando con claritromicina vengono utilizzate, atorvastatina o rosuvastatina devono essere somministrate alle dosi più basse possibili. Deve essere preso in considerazione un aggiustamento della dose della statina o l’impiego di una statina che non dipende dal metabolismo del CYP-3A (ad esempio, fluvastatina o pravastatina).

Ipoglicemizzanti orali/insulina: l’uso concomitante di claritromicina e ipoglicemizzanti orali e/o insulina può causare ipoglicemia significativa. In pazienti trattati con alcuni farmaci ipoglicemizzanti, come nateglinide, pioglitazone, repaglinide e rosiglitazone può manifestarsi inibizione dell’enzima CYP3A4 da parte della claritromicina e ipoglicemia se somministrati contemporaneamente. Si raccomanda un attento monitoraggio del glucosio.

Anticoagulanti orali: vi è un rischio di emorragia grave, un aumento significativo del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR) e del tempo di protrombina quando claritromicina viene somministrata contemporaneamente con warfarin (vedere paragrafo 4.5). L’INR e il tempo di protrombina devono essere frequentemente monitorati quando i pazienti assumono contemporaneamente claritromicina e anticoagulanti orali.

Com’è noto per altri macrolidi, la claritromicina può causare un peggioramento o aggravamento della miastenia grave e deve perciò essere usata con cautela nei pazienti con miastenia grave (vedere paragrafi 4.5 e 4.8).

Nelle aree con un’elevata incidenza di resistenza all’eritromicina A, è particolarmente importante tenere in considerazione l’evoluzione dello schema di suscettibilità alla claritromicina.

A causa della resistenza dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, la claritromicina non è un farmaco di prima scelta per la polmonite contratta in comunità. Per quanto riguarda la polmonite contratta in ospedale, la claritromicina deve essere usata in associazione con altri antibiotici appropriati.

La claritromicina non è un farmaco di prima scelta per la terapia della faringite. È usata soprattutto per il trattamento delle infezioni provocate da Streptococco, se è presente ipersensibilità alla penicillina o se la penicillina è controindicata per altre ragioni.

Le infezioni della pelle e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata sono più spesso causate daStaphylococcus aureus e Streptococcus piogene, entrambi possono essere resistenti ai macrolidi. Pertanto, è importante eseguire il test di sensibilità. Nei casi in cui gli antibiotici beta-lattamici non possono essere usati (ad esempio in caso di allergia), altri antibiotici, come la clindamicina, possono essere considerati farmaci di prima scelta. Attualmente, si ritiene che i macrolidi abbiano un ruolo importante in alcune infezioni della pelle o dei tessuti molli come per esempio quelle causate da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), acne volgare e erisipela e nei casi in cui il trattamento con penicillina non può essere usato.

Sono stati riportati casi post-marketing di tossicità da colchicina in seguito all’uso concomitante di claritromicina e colchicina, specialmente nei pazienti anziani, alcuni dei casi segnalati si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati riportati decessi in alcuni di questi pazienti (vedere paragrafo 4.5). Se la somministrazione concomitante di claritromicina e colchicina risulta necessaria, i pazienti devono essere monitorati per valutare i sintomi clinici causati di tossicità da colchicina.

Si consiglia cautela nella somministrazione concomitante di claritromicina e triazolo-benzodiazepina, come triazolam e midazolam (vedere paragrafo 4.5).

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Interazioni

L’uso dei seguenti farmaci è assolutamente controindicato a causa dei potenziali gravi effetti di interazione farmacologica:

Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina.

Livelli elevati di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che hanno assunto in concomitanza claritromicina e cisapride.

Ciò può comportare un prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache che includono tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Effetti simili sono stati osservati nei pazienti che assumono claritromicina e pimozide in concomitanza (vedere paragrafo 4.3)

I macrolidi alterano il metabolismo della terfenadina aumentando i livelli di terfenadina che occasionalmente sono stati associati ad aritmie cardiache, quali prolungato intervallo QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere paragrafo 4.3). In uno studio su 14 volontari sani, la co-somministrazione di claritromicina e terfenadina ha determinato un aumento di 2-3 volte dei livelli sierici del metabolita acido di terfenadina e un prolungamento dell’intervallo QT, che non ha portato ad alcun effetto clinicamente rilevabile. Effetti simili sono stati osservati in seguito alla co-somministrazione di astemizolo ed altri macrolidi.

Ergotamina/diidroergotamina

Segnalazioni post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina e ergotamina o diidroergotamina è stata associata a tossicità acuta da ergot caratterizzata da vasospasmo e ischemia delle estremità e di altri tessuti tra cui il sistema nervoso centrale. La co-somministrazione di claritromicina e questi farmaci è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Effetti di altri medicinali sulla claritromicina

I medicinali induttori del CYP3A4 (ad es.: rifampicina, rifabutina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, Erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina, causando livelli sub-terapeutici di claritromicina che portano ad una ridotta efficacia. Può essere inoltre necessario il monitoraggio dei livelli plasmatici degli induttori del CYP3A4 perché i livelli possono essere aumentati a causa dell’inibizione del CYP3A4 da parte della claritromicina (vedere anche le informazioni relative al medicinale induttore del CYP3A4 somministrato). La co-somministrazione di rifabutina e claritromicina porta ad un aumento dei livelli plasmatici della rifabutina ed ad una diminuzione dei livelli plasmatici di claritromicina con un aumentato rischio di uveite.

I seguenti farmaci sono noti o sospettati di alterare le concentrazioni circolanti di claritromicina; può essere richiesto un aggiustamento della dose di claritromicina o trattamenti alternativi:

Efavirenz, neviparina, rifampicina, rifabutina e rifapentina

I farmaci che risultano essere forti induttori del metabolismo del citocromo P450 come efavirenz, nefirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina, aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14-OH-claritromicina, un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico. Poiché le attività microbiologiche della claritromicina e del 14-OH-claritromicina sono differenti per batteri diversi, l’effetto terapeutico previsto potrebbe essere compromesso nel corso della co-somministrazione di claritromicina e degli induttori enzimatici.

Fluconazolo

La co-somministrazione di 200 mg di fluconazolo al giorno e di 500 mg di Claritromicina Ranbaxy due volte al giorno in 21 volontari sani ha determinato aumenti della concentrazione minima media di claritromicina allo stato stazionario (Cmin) e dell’area sotto la curva (AUC) pari al 33% ed al 18%, rispettivamente. Le concentrazioni allo stato stazionario del metabolita attivo 14-OH-claritromicina, non sono state influenzate in maniera significativa dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di claritromicina.

Ritonavir

Uno studio farmacocinetico ha dimostrato che la somministrazione concomitante di 200 mg di ritonavir ogni otto ore e di 500 mg di Claritromicina Ranbaxy ogni 12 ore ha determinato una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina con aumento in Cmax, Cmin e AUC rispettivamente del 31, del 182 e 77%, quando somministrata contemporaneamente al ritonavir. La formazione del 14-OH-claritromicina è risultata completamente inibita. A causa dell’ampia finestra terapeutica della claritromicina, non è necessaria una riduzione della dose nei pazienti con normale funzionalità renale. Tuttavia, deve essere considerata una riduzione della dose nei pazienti con compromissione renale. Per pazienti con una clearance della creatinina (CLCR) da 30 a 60 ml/min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50% e per quelli con clearance della creatinina (CLCR) <30 ml/min la dose deve essere ridotta del 75%. Non devono essere co-somministrate dosi di claritromicina superiori a 1 g al giorno con ritonavir.

Simili aggiustamenti della dose devono essere considerati nei pazienti con ridotta funzionalità renale quando ritonavir è utilizzato come potenziale farmacocinetico con altri inibitori delle HIV-proteasi, inclusi atanazavir e saquinavir (vedere paragrafo sotto, Interazioni farmacologiche Bi-direzionali).

Effetto della claritromicina su altri medicinali

Interazioni sul CYP3A-base

La co-somministrazione di claritromicina, nota per inibire il CYP3A, e di un farmaco metabolizzato principalmente dal CYP3A, può essere associata ad aumenti delle concentrazioni del farmaco che potrebbero potenziare o prolungare gli effetti terapeutici e gli effetti indesiderati del farmaco somministrato in concomitanza. La claritromicina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti in terapia con altri farmaci noti per essere substrati dell’enzima CYP3A, soprattutto se il substrato del CYP3A presenta un ristretto margine di sicurezza (ad esempio la carbamazepina) e/o se il substrato viene metabolizzato in maniera estesa da questo enzima.

Devono essere presi in considerazione aggiustamenti della dose e, quando possibile, si devono attentamente monitorare le concentrazioni sieriche dei farmaci metabolizzati principalmente dal CYP3A nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con claritromicina.

I seguenti farmaci o classi di farmaci noti o sospettati di essere metabolizzati dallo stesso isoenzima CYP3A sono: alprazolam, astemizolo, carbamazepina, cilostazolo, cisapride, ciclosporine, disopiramide, alcaloidi della segale cornuta, lovastatina, metilprednisolone, midazolam, omeprazolo, anticoagulanti orali (ad es. warfarin), pimozide, chinidina, rifabutina, sildenafil, simvastatina, sirolimus, tacrolimus, terfenadina, triazolam e vinblastina. Altri farmaci che interagiscono con un meccanismo simile attraverso altri isoenzimi nell’ambito del sistema del citocromo P450 includono fenitoina, teofillina e valproato.

Antiaritmici

Vi sono state segnalazioni post-marketing di torsioni di punta che si sono verificate con l'uso concomitante di claritromicina e chinidina o disopiramide. Deve essere effettuato un monitoraggio dell’elettorcardiogramma per il prolungamento del QT durante la co-somministrazione di claritromicina con questi farmaci. I livelli sierici di chinidina e disopiramide devono essere monitorati durante la terapia con claritromicina.

Omeprazolo

Soggetti adulti sani hanno assunto claritromicina (500 mg ogni 8 ore) in associazione all’omeprazolo (40 mg al giorno). Le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di omeprazolo sono risultate aumentate (la Cmax, l’AUC0-24, e il t½ sono aumentati del 30%, dell’89% e del 34%, rispettivamente), a causa della co-somministrazione di claritromicina.

Il valore del pH gastrico medio nel corso di 24 ore era pari a 5,2 quando l’omeprazolo è stato somministrato in monoterapia, e a 5,7 quando l’omeprazolo è stato somministrato in concomitanza alla claritromicina.

Sildenafil, tadalafil e verdanafil

Ognuno di questi inibitori della fosfodiesterasi è metabolizzato, almeno parzialmente, dal CYP3A ed il CYP3A può essere inibito dalla claritromicina somministrata in concomitanza. È probabile che la co-somministrazione di claritromicina con sildenafil, tadalafil o vardenafil determini un aumento dell’esposizione all’inibitore della fosfodiesterasi. Deve pertanto essere presa in considerazione una riduzione della dose di sildenafil, tadalafil e verdanafil quando tali farmaci vengono co-somministrati con claritromicina.

Teofillina, carbamazepina

I risultati di studi clinici indicano che vi è stato un modesto ma statisticamente significativo (p >0,05) aumento di teofillina o dei livelli circolanti di carbamazepina, quando uno di questi farmaci è stato somministrato in concomitanza con la claritromicina. Può essere necessario prendere in considerazione una riduzione della dose.

Tolterodina

La via metabolica principale della tolterodina passa attraverso l’isoforma 2D6 del citocromo P450 (CYP2D6). Tuttavia, in un sottogruppo di popolazione sprovvisto di CYP2D6, la via metabolica identificata è rappresentata dal CYP3A. In questo sottogruppo di popolazione, l’inibizione del CYP3A determina concentrazioni sieriche di tolterodina significativamente più elevate. In presenza degli inibitori del CYP3A, può essere necessaria una riduzione della dose di tolterodina come può essere necessario procedere ad una riduzione della dose di claritromicina nella popolazione di pazienti in cui il CYP2D6 risulti scarsamente metabolizzato.

Triazolobenzodiazepine (ad es. alprazolam, midazolam, triazolam)

Quando il midazolam è stato somministrato in associazione a claritromicina compresse (500 mg due volte al giorno) l’AUC del midazolam è aumentata di 2,7 volte dopo somministrazione endovenosa di midazolam e 7 volte dopo quella orale. La somministrazione concomitante di midazolam e claritromicina deve essere evitata. Se si somministra midazolam per via endovenosa con claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato per effettuare aggiustamenti della dose. Le stesse precauzioni si applicano alle altre benzodiazepine metabolizzate dal CYP3A4, inclusi triazolam e alprazolam. Nel caso di benzodiazepine la cui eliminazione non dipenda dal CYP3A (temazepam, nitrazepam e lorazepam), è improbabile che si verifichi un’interazione importante dal punto di vista clinico con la claritromicina.

Nel corso dell’esperienza post-marketing, a seguito dell’uso concomitante di claritromicina e triazolam, sono state segnalate interazioni farmacologiche ed effetti a carico del SNC (ad es. sonnolenza e confusione). Si consiglia di monitorare il paziente per l’aumento di effetti farmacologici a carico del SNC.

Interazioni di altri medicinali

Colchicina

La colchicina è un substrato sia del CYP3A che dell’efflux transporter, P-glicoproteina (Pgp). È noto che la claritromicina e gli altri macrolidi inibiscono il CYP3A e il Pgp. Quando la claritromicina e la colchicina sono somministrate contemporaneamente, l’inibizione del CYP3A e/o del Pgp da parte della claritromicina può portare ad una aumentata esposizione alla colchicina. I pazienti devono essere monitorati per l’insorgenza di sintomi clinici di tossicità da colchicina (vedere paragrafo 4.4).

Digossina

Si ritiene che la digossina sia un substrato dell’efflux transporter, P-glicoproteina (Pgp). La claritromicina è nota per inibire la Pgp. Quando la digossina e la claritromicina vengono somministrate in concomitanza, l’inibizione della Pgp da parte della claritromicina può determinare un aumento dell’esposizione alla digossina. Sono anche stati segnalati aumenti delle concentrazioni plasmatiche di digossina nei pazienti sottoposti a terapia concomitante a base di digossina e claritromicina nel corso della vigilanza post-marketing. Alcuni pazienti hanno evidenziato segni clinici analoghi a quelli che si presentano in caso di tossicità da digossina, tra cui l’insorgenza di aritmie potenzialmente fatali. Le concentrazioni plasmatiche di digossina devono essere monitorate attentamente quando i pazienti sono sottoposti a terapia concomitante con digossina e claritromicina.

Zidovudina

La somministrazione contemporanea di claritromicina compresse e zidovudina in pazienti adulti HIV-positivi è risultata in una diminuzione delle concentrazioni di zidovudina allo stadio stazionario. Poiché la claritromicina sembra interferire con l’assorbimento della zidovudina somministrata contemporaneamente per via orale, questa interazione può essere ampiamente evitata distanziando le dosi di claritromicina e zidovudina in modo da consentire un intervallo di 4 ore tra i due farmaci. Tale interazione non compare nei pazienti pediatrici affetti da HIV quando la claritromicina sospensione viene assunta contemporaneamente a zidovudina o didanosina. Tale interazione è improbabile quando la claritromicina viene somministrata per infusione endovenosa.

Fenitoina e Valproato

Ci sono state segnalazioni spontanee o pubblicate di interazioni di inibitori del CYP3A, inclusa la claritromicina con farmaci che non si ritiene vengano metabolizzati dal CYP3A (ad es. fenitoina e valproato). Sono raccomandate determinazioni dei livelli sierici per questi farmaci quando somministrati in concomitanza con claritromicina. Sono stati riferiti aumenti dei livelli sierici.

Interazioni farmacologiche Bidirezionali

Atazanavir

La claritromicina e l’atazanavir sono entrambi substrati ed inibitori del CYP3A ed esistono prove di interazione farmacologica bidirezionale tra questi farmaci. La co-somministrazione di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e di atazanavir (400 mg una volta al giorno) ha determinato un aumento di ben 2 volte dell’esposizione alla claritromicina ed una diminuzione del 70% dell’esposizione del 14-OH-claritromicina con un aumento del 28% dell’AUC di atazanavir. In virtù dell’ampia finestra terapeutica della claritromicina, non dovrebbe essere necessario procedere ad alcuna riduzione della dose nei pazienti che presentano funzionalità renale normale. Nel caso di pazienti che presentino un’insufficienza renale di grado moderato (clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min), la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%. Nel caso di pazienti in cui la clearance della creatinina risulti minore di 30 ml/min, la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75%, utilizzando un’idonea formulazione di claritromicina. Non devono essere somministrate dosi di claritromicina superiori a 1000 mg al giorno in concomitanza alla somministrazione degli inibitori della proteasi.

Itraconazolo

La claritromicina e l’itraconazolo sono entrambi substrati ed inibitori del CYP3A e ciò determina un’interazione farmacologica bidirezionale fra questi farmaci. La claritromicina può determinare un aumento dei livelli plasmatici di itraconazolo mentre l’itraconazolo può aumentare i livelli plasmatici della claritromicina. I pazienti che assumono claritromicina ed itraconazolo in concomitanza devono essere attentamente monitorati per rilevare l’eventuale presenza di segni e sintomi del potenziamento e del prolungamento degli effetti farmacologici di questi farmaci.

Saquinavir

La claritromicina e il saquinavir sono entrambi substrati ed inibitori del CYP3A e ciò determina un’interazione farmacologica bidirezionale fra questi farmaci. La co-somministrazione di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e di saquinavir (capsule molli di gelatina, 1200 mg tre volte al giorno) a 12 volontari sani ha determinato valori allo stato stazionario di AUC e Cmax di saquinavir che sono risultati superiori del 177% e del 187% rispetto a quelli rilevati con il saquinavir somministrato da solo. I valori di AUC e Cmax della claritromicina sono risultati circa il 40% più elevati rispetto a quelli rilevati in caso di somministrazione di claritromicina in monoterapia. Non è necessario procedere ad alcun aggiustamento della dose quando i due farmaci vengono somministrati in concomitanza per un periodo di tempo limitato alle dosi/formulazioni studiate. Le osservazioni emerse dagli studi di interazione farmacologica eseguiti utilizzando la formulazione in capsule molli di gelatina possono non essere rappresentative degli effetti rilevati ricorrendo alla formulazione di saquanavir in capsule rigide di gelatina. Le osservazioni emerse dagli studi di interazione farmacologica svolti somministrando saquinavir in monoterapia possono non essere rappresentative degli effetti rilevati con la terapia combinata saquinavir/ritonavir. Quando saquinavir viene somministrato in concomitanza al ritonavir, si deve procedere ad un’attenta valutazione degli effetti potenziali che il ritonavir può avere sulla claritromicina.

Verapamil

Nei pazienti che assumono claritromicina e verapamil in concomitanza, sono stati osservati casi di ipotensione, bradiaritmia e acidosi lattica.

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Effetti indesiderati

Sintesi del profilo di sicurezza

Gli effetti indesiderati più frequenti e comuni correlati alla terapia con claritromicina sia per i pazienti adulti che per quelli pediatrici sono: dolore addominale, diarrea, nausea, vomito e alterazione del gusto. Questi effetti indesiderati sono generalmente di lieve intensità e sono coerenti con il profilo di sicurezza degli antibiotici macrolidi (vedere b) Tabella del riassunto delle reazioni avverse - paragrafo 4.8).

Non vi è stata alcuna differenza significativa nell’incidenza di questi effetti indesiderati gastrointestinali durante gli studi clinici tra la popolazione di pazienti con o senza infezioni pre-esistenti da micobatteri.

b) Tabella del riassunto degli effetti indesiderati

La seguente tabella riporta gli effetti indesiderati segnalati nel corso di studi clinici e dell’esperienza post-marketing a seguito della somministrazione di claritromicina compresse a rilascio immediato, in granuli per sospensione orale, polvere per soluzione iniettabile, compresse a rilascio prolungato e compresse a rilascio modificato.

Gli effetti indesiderati considerati come almeno possibilmente correlati alla claritromicina sono riportati per classificazione sistemica organica e frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comuni (≥1/10), comuni (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100) e non nota (effetti indesiderati derivati dall’esperienza post-marketing, la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità quando la gravità può essere valutata.

Classificazione sistemica organica Molto comune (≥1/10) Comune (da ≥ 1/100 a < 1/10) Non comune (da ≥1/1000 a < 1/100) non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Infezioni e Infestazioni     Cellulite¹, candidiasi, gastroenterite², infezioni³, infezioni vaginali Colite pseudomembranosa, erisipela, eritrasma
Patologie del sistema emolinfopoietico     Leucopenia, neutropenia4, trombocitemia³, eosinofilia4 Agranulocitosi, trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario5     Reazione anafilattoide¹, Ipersensitività Reazione anafilattica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Anoressia, diminuzione dell’appetito Ipoglicemia6
Disturbi psichiatrici   Insonnia Ansietà, nervosismo³, urlo³ Disturbo psicotico, stato confusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazione, sogni anomali
Patologie del sistema nervoso   Disgeusia, cefalea, alterazione del gusto Perdita di coscienza¹, discinesia¹, vertigini, sonnolenza7, tremore Convulsioni, ageusia, parosmia, anosmia
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Vertigini, perdita di udito, tinnito Sordità
Patologie cardiache     Arresto cardiaco¹, fibrillazione atriale¹, QT prolungato all’electrocardiogramma8, extrasistole¹, palpitazioni Torsioni di punta8, tachicardia ventricolare8
Patologie vascolari   Vasodilatazione¹   Emorragia9
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Asma¹, epistassi², embolia polmonare¹  
Patologie gastrointestinali   Diarrea10, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominale Esofagite¹, malattia da reflusso gastroesofageo², gastrite, proctalgia², stomatite, glossite, distensione addominale4, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenza Pancreatite acuta, scolorimento della lingua, scolorimento dei denti
Patologie epatobiliari   Alterazione del test sulla funzionalità del fegato Colestasi4, epatite4, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento del gamma-glutamiltransferasi4 Insufficienza epatica11, ittero epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eruzione cutanea, iperidrosi Dermatite bollosa¹, prurito, orticaria, eruzione maculo-papulare³ Sindrome di Stevens-Johnson5, necrolisi epidermica tossica5, eruzione farmacologica con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), acne
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Spasmi muscolari³, rigidità muscolare¹, mialgia² Rabdomiolisi2,12, miopatia
Patologie renali e urinarie     Aumento della creatinina ematica¹, aumento dell’urea nel sangue¹ Insufficienza renale, nefrite interstiziale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Flebite al sito di iniezione¹ Dolore al sito di iniezione¹, infiammazione al sito di iniezione¹ Malessere4, piressia³, astenia, dolore toracico4, brividi4, affaticamento4  
Esami diagnostici     Rapporto albumina globulina anomalo¹, aumento di fosfatasi alcalina nel sangue4, aumento lattato deidrogenasi ematica nel sangue4 Rapporto Internazionale Normalizzato aumentato9, prolungamento del tempo di protrombina9, colore anomalo delle urine

¹ADR riportate solo per polvere per soluzione iniettabile

²ADR riportate solo per compresse a rilascio prolungato

³ADR riportate solo per granuli per sospensione orale

4 ADR riportate solo per compresse a rilascio immediato

5,8,10,11,12 Vedere a) Sintesi del profilo di sicurezza

6,7,9 Vedere c) Descrizione degli effetti indesiderati selezionati

c) Descrizione degli effetti indesiderati selezionati

Flebite al sito di iniezione, dolore al sito di iniezione, dolore nel sito di iniezione nel vaso sanguigno e infiammazione al sito di iniezione sono specifici della somministrazione endovenosa di claritromicina.

Sono stati segnalati rari casi di insufficienza epatica ad esito fatale e in generale è stato associato a gravi malattie di base e/o farmaci concomitanti (vedere paragrafo 4.4).

Particolare attenzione deve essere prestata alla diarrea associata a Clostridium difficile (CDCA) a seguito dell’uso di quasi tutti gli antibatterici tra cui la claritromicina, la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale (vedere paragrafo 4.4).

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acute, come anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere immediatamente interrotta e deve essere urgentemente avviato un trattamento alternativo (vedere paragrafo 4.4).

Come per altri macrolidi, raramente sono stati riportati con claritromicina prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare e torsioni di punta (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

La colite pseudomembranosa è stata riportata con quasi tutti i farmaci antibatterici, inclusa la claritromicina e può variare in intensità da lieve a pericolosa per la vita. È pertanto importante considerare questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea a seguito di somministrazione di farmaci antibatterici (vedere paragrafo 4.4).

Sono stati riportati casi di rabdomiolisi a seguito della co-somministrazione di claritromicina e statine, fibrati, colchicina o allopurinolo (vedere paragrafi 4.3 e 4.4)

Sono stati riportati casi post-marketing di tossicità da colchicina a seguito dell’uso concomitante di claritromicina e colchicina, specialmente nei pazienti anziani e/o nei pazienti con insufficienza renale, alcuni con esito fatale (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Si sono verificati casi rari di ipoglicemia, alcuni dei quali si sono verificati a seguito della co-somministrazione di ipoglicemizzanti orali o insulina (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Nel corso dell’esperienza post-marketing, a seguito dell’uso concomitante di claritromicina e triazolam, sono state segnalate interazioni farmacologiche ed effetti a carico del SNC (ad es. sonnolenza e confusione). Si consiglia di monitorare il paziente per tenere sotto controllo l’aumento di effetti farmacologici a carico del SNC (vedere paragrafo 4.5).

Vi è un rischio di emorragia grave, un aumento significativo del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR) e del tempo di protrombina quando claritromicina viene usata in concomitanza con warfarin. L’INR e il tempo di protrombina devono essere frequentemente monitorati quando i pazienti vengono trattati con claritromicina e anticoagulanti orali in concomitanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Sono stati riportati rari casi con claritromicina compresse a rilascio prolungato di presenza di residui nelle feci, molti dei quali si sono verificati in pazienti con disturbi gastrointestinali anatomici (inclusa ileostomia o colostomia) o funzionali con tempi di transizione gastrointestinale ridotti. In numerosi casi, i residui delle compresse sono apparsi nella diarrea. Si raccomanda che i pazienti con residui di compressa nelle feci e nessun miglioramento nelle condizioni devono passare ad una diversa formulazione di claritromicina (ad es. la sospensione) o ad un altro antibiotico.

Popolazioni particolari: effetti indesiderati nei pazienti immunocompromessi (vedere e) Altre popolazioni particolari)

Popolazioni pediatriche

Sono stati condotti studi clinici utilizzando sospensione pediatrica di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età. Pertanto, i bambini al di sotto dei 12 anni di età devono utilizzare la claritromicina sospensione pediatrica. I dati sono insufficienti per poter raccomandare un regime di dose per l’uso della formulazione di claritromicina per via endovenosa in pazienti di età inferiore ai 18 anni.

Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità degli effetti indesiderati nei bambini siano gli stessi degli adulti.

e) Altre popolazioni particolari

Pazienti immunocompromessi

Nei pazienti affetti da AIDS e immunocompromessi trattati con dosi elevate di claritromicina per periodi prolungati di tempo per infezioni micobatteriche, è stato spesso difficile distinguere effetti indesiderati eventualmente associati alla somministrazione di claritromicina da segni pre-esistenti di HIV o malattia intermittente.

Nei pazienti adulti, gli effetti indesiderati più frequentemente riportati dai pazienti trattati con dosi giornaliere totali di 1000 mg e 2000 mg di claritromicina sono stati: nausea, vomito, alterazione del gusto, dolore addominale, diarrea, eruzioni cutanee, flatulenza, cefalea, costipazione, disturbi dell’udito, aumenti della glutammato-ossalacetato transaminasi (GOT) e glutammato-piruvato transaminasi (GPT) sierica. Altri eventi con minore frequenza hanno incluso dispnea, insonnia e bocca secca. L’incidenza era paragonabile per i pazienti trattati con 1000 mg e 2000 mg, ma era generalmente 3-4 volte più frequente per quei pazienti trattati con dosi giornaliere totali di 4000 mg di claritromicina.

Nei pazienti immunocompromessi, sono state eseguite valutazioni degli esami di laboratorio analizzando quei parametri al di fuori dei livelli gravemente anomali (ad es. il limite estremo più basso o più elevato) per il test specifico. Sulla base di questi criteri, circa il 2-3% di quei pazienti trattati con 1000 mg o 2000 mg di claritromicina al giorno avevano livelli anormali elevati di GOT e GPT e globuli bianchi e piastrine insolitamente bassi. Una percentuale più bassa di pazienti in questi due gruppi di dosaggio avevano anche livelli elevati di azoto ureico nel sangue. Incidenze lievemente più elevate di valori anormali sono state osservate nei pazienti trattati con 4000 mg al giorno per tutti i parametri ad eccezione dei globuli bianchi.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

La sicurezza dell’uso di claritromicina durante la gravidanza e l’allattamento non è stata stabilita. Sulla base dei risultati ottenuti da studi su topi, ratti, conigli e scimmie la possibilità di effetti avversi sullo sviluppo embrio-fetale non può essere esclusa. Pertanto, l’uso in gravidanza e nelle donne che allattano non è raccomandato a meno che i benefici non siano superiori ai rischi.

Allattamento

La claritromicina è stata ritrovata nel latte animale ed umano nel periodo dell’allattamento.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione. Conservare nella confezione originale.

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Malattie Collegate: 5

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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