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ANTIMICOTICI PER USO SISTEMICO

TERBINAFINA ACTAVIS

8CPR 250MG

ACTAVIS ITALY SpA

Descrizione prodotto

TERBINAFINA ACTAVIS*8CPR 250MG

Principio attivo

TERBINAFINA CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

ANTIMICOTICI PER USO SISTEMICO

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

9.69


Codice ATC livello 5:
D01BA02

Codice AIC:
37731116


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento delle infezioni micotiche sensibili alla terbinafina come Tinea corporis, Tinea cruris e Tinea pedis (causate da dermatofiti; vedere paragrafo 5.1) se la terapia è considerata appropriata in ragione della localizzazione, severità od estensione dell’infezione.

Trattamento dell’onicomicosi (infezioni micotiche delle unghie sensibili alla terbinafina) causate da dermatofiti.

N.B. Le compresse di terbinafina per uso orale non sono efficaci contro la Pityriasis versicolor. Bisogna tenere presente le linee guida locali ufficiali, per esempio, le indicazioni nazionali relative all’uso corretto e alla prescrizione di farmaci antimicotici.

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Composizione

Ogni compressa contiene 250 mg di terbinafina come terbinafina cloridrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, silice colloidale anidra, ipromellosa, magnesio stearato.

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Controindicazioni

Ipersensibilità alla terbinafina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.

Grave compromissione della funzionalità renale.

Grave compromissione della funzionalità epatica.

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Posologia

Modo di somministrazione:

Per uso orale

La durata del trattamento dipende dall’indicazione e dal grado di severità dell’infezione.

Adulti:

250 mg una volta al giorno.

I pazienti con ridotta funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 50 ml/min. o creatinina sierica superiore a 300 micromoli/l), devono essere trattati con metà della dose normale.

Per i pazienti con danno epatico vedere paragrafo 4.3 e 4.4.

Infezioni cutanee :

La durata media del trattamento della Tinea pedis, Tinea corporis e Tinea cruris è da 2 a 4 settimane.

Per la Tinea pedis (interdigitale, plantare/tipo mocassino): i periodi di trattamento raccomandati possono raggiungere le 6 settimane.

Una completa scomparsa dei sintomi dell’infezione potrebbe richiedere diverse settimane dalla fine del trattamento micologico.

Onicomicosi

Nella maggior parte dei pazienti la durata del trattamento risolutivo varia da 6 a 12 settimane.

Onicomicosi delle unghie delle mani:

Nella maggior parte dei casi 6 settimane di trattamento sono sufficienti nella onicomicosi delle unghie delle mani.

Onicomicosi delle unghie del piede:

Nella maggior parte dei casi 12 settimane di trattamento sono sufficienti nella onicomicosi delle unghie dei piedi, nonostante alcuni pazienti richiedano un trattamento fino a 6 mesi.

Una ridotta crescita delle unghie durante la prima settimana di trattamento può facilitare l’identificazione di pazienti nei quali è indicata una terapia più lunga. Una completa risoluzione dei segni e dei sintomi di infezione potrebbe non arrivare prima di diverse settimane dalla fine del trattamento micologico, ed è visibile solo diversi mesi dopo l’interruzione del trattamento, alla crescita completa dell’unghia sana.

Popolazione pediatrica (<18 anni)

C’è esperienza limitata sull’uso di terbinafina per via orale nei bambini e negli adolescenti e di conseguenza il suo uso è sconsigliato.

Uso nei pazienti anziani

Non esistono evidenze che indichino la necessità di un diverso regime posologico nei pazienti anziani o che tali soggetti siano soggetti ad effetti indesiderati diversi da quelli riscontrati in pazienti più giovani. Nel prescrivere terbinafina compresse ai pazienti in questa fascia d’età, deve essere tenuta in considerazione la possibilità di una pre–esistente compromissione della funzionalità epatica o renale (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Compromissione epatica

Le compresse di terbinafina non sono raccomandate per i pazienti con malattia epatica cronica o attiva (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Compromissione renale

L’uso di compresse di terbinafina non è stato adeguatamente studiato in pazienti con compromissione renale e non è pertanto raccomandato in questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego e 5.2 Proprietà farmacocinetiche).

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Avvertenze e precauzioni

Funzionalità epatica

Le compresse di terbinafina non sono raccomandate in pazienti con malattia epatica attiva o cronica. Prima di prescrivere terbinafina compresse si deve effettuare un test di funzionalità epatica. Può verificarsi tossicità epatica in pazienti con e senza malattia epatica preesistente, pertanto si raccomanda il monitoraggio periodico (dopo 4–6 settimane di trattamento) con un test di funzionalità epatica. La terbinafina deve essere immediatamente interrotta in caso di aumento dei valori nei parametri di funzionalità epatica. In pazienti trattati con terbinafina compresse sono stati segnalati casi molto rari di grave insufficienza epatica (alcuni con esito fatale o che hanno richiesto il trapianto di fegato). Nella maggior parte dei casi di insufficienza epatica, i pazienti presentavano pregresse patologie sistemiche gravi e la correlazione causale con l’assunzione di terbinafina compresse non era certa (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati)

Avvisare i pazienti in trattamento con terbinafina compresse di comunicare prontamente al proprio medico curante qualsiasi segno e sintomo di nausea persistente senza causa apparente, diminuzione dell’appetito, stanchezza, vomito, dolore addominale nel quadrante superiore destro, ittero, urine scure o feci chiare. I pazienti che presentano questi sintomi devono interrompere la terapia orale con terbinafina e occorre valutare immediatamente la loro funzionalità epatica.

Studi di farmacocinetica su singole dosi in pazienti con disfunzione epatica preesistente hanno dimostrato che la clearance della terbinafina può essere ridotta del 50% (Vedi paragrafo 5.2). L’uso terapeutico della terbinafina nei pazienti con disfunzioni epatiche croniche o in fase attiva non è stato studiato in studi clinici prospettici, e perciò non è raccomandato.

Effetti dermatologici:

In pazienti trattati con compresse di terbinfaina sono stati segnalati casi molto rari di gravi reazioni dermatologiche (es. sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica). Qualora si manifestasse rash cutaneo in progressivo peggioramento, il trattamento con terbinafina compresse deve essere interrotto.

Effetti ematologici:

In pazienti trattati con terbinafina compresse sono stati segnalati casi molto rari di discrasie ematiche (neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, pancitopenia). Deve essere valutata l’eziologia di qualsiasi disturbo ematico che dovesse incorrere in pazienti in trattamento con terbinafina compresse e si devono considerare possibili cambiamenti del regime terapeutico, inclusa l’interruzione del trattamento con terbinafina compresse. I pazienti in trattamento con terbinafina che sviluppano febbre alta o mal di gola, devono essere controllati a causa di possibili reazioni ematologiche.

Funzionalità renale:

L’uso di terbinafina compresse in pazienti con danno renale (clearance della creatinina inferiore a 50 ml/min o creatinina sierica superiore a 300 micromoli/l) non è stato adeguatamente studiato e non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.3 Controindicazioni e 5.2 Proprietà farmacocinetiche)

La terbinafina deve essere usata con cautela nei pazienti con pre–esistente psoriasi o lupus eritematoso, poiché sono stati riportati casi rarissimi molto rari di lupus eritematoso.

Altro

La terbinafina è un potente inibitore dell’isoenzima CYP2D6, e ciò deve essere preso in considerazione se si associa la terbinafina a prodotti medicinali metabolizzati da questi isoenzimi (vedere paragrafo 4.5). Può essere necessario un aggiustamento della dose.

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Interazioni

Effetti di altri medicinali sulla terbinafina

La clearance plasmatica della terbinafina può essere accelerata da farmaci che inducono il metabolismo (come la rifampicina) e può essere inibita da farmaci che inibiscono il citocromo P450 (come la cimetidina). Quando è necessaria la co–somministrazione di tali principi attivi, potrebbe servire un aggiustamento della dose di terbinafina.

I seguenti farmaci possono aumentare l’effetto o la concentrazione plasmatica della terbinafina

La cimetidina ha diminuito la clearance della terbinafina del 33%.

Il fluconazolo ha aumentato la Cmax e l’AUC della terbinafina rispettivamente del 52% e del 69% in seguito all’inibizione di entrambi gli enzimi CYP2C9 e CYP3A4. Un simile aumento nell’esposizione si può verificare quando altri farmaci che inibiscono sia il CYP2C9 sia il CYP3A4, come ad esempio ketoconazolo e amiodarone, sono somministrati in concomitanza a terbinafina.

I seguenti farmaci possono diminuire l’effetto o la concentrazione plasmatica della terbinafina

La rifampicina ha aumentato la clearance della terbinafina del 100%

Effetti della terbinafina su altri medicinali

In base ai risultati di studi condotti in vitro e su volontari sani risulta che la terbinafina mostra una trascurabile capacità di inibire o potenziare la clearance plasmatica della maggior parte dei farmaci che vengono metabolizzati tramite il sistema enzimatico del citocromo P450 (es. terfenadina, triazolam, tolbutamide o contraccettivi orali), ad eccezione di quelli metabolizzati attraverso il CYP2D6 (vedi sotto).

La terbinafina non interferisce con la clearance dell’antipirina o della digossina.

In pazienti che hanno assunto terbinafina compresse in concomitanza a contraccettivi orali sono stati riscontrati alcuni casi di irregolari disturbi mestruali, quali sanguinamento da interruzione da contraccettivo e ciclo irregolare, anche se l’incidenza di questi disturbi rientra in quella delle pazienti che assumono contraccettivi orali da soli.

La terbinafina può aumentare l’effetto o la concentrazione plasmatica dei seguenti medicinali

Caffeina:

La terbinafina ha diminuito la clearance della caffeina somministrata per via endovenosa del 19%.

Composti metabolizzati prevalentemente dal CYP2D6:

Studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che la terbinafina inibisce il metabolismo mediato dall’enzima CYP2D6 (vedere paragrafo 5.2). Questo risultato può essere clinicamente rilevante per i composti metabolizzati principalmente da CYP2D6, ad es. alcuni farmaci appartenenti alle seguenti classi: antidepressivi triciclici, beta–bloccanti, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, antiaritmici (inclusi quelli della classe IA, IB e IC) e inibitori della monoaminoossidasi di tipo B, soprattutto qualora abbiano anche una finestra terapeutica stretta (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

Desipramina

La terbinafina ha diminuito la clearance della desipramina dell’82%.

La terbinafina può diminuire l’effetto o la concentrazione plasmatica dei seguenti medicinali

Ciclosporina

La terbinafina ha aumentato la clearance della ciclosporina del 15%.

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Effetti indesiderati

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate durante gli studi clinici o nell’esperienza post–marketing

Le reazioni avverse (Tabella 1) sono classificate per sistemi ed organi e in base alla loro frequenza come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, <1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: Disturbi ematologici quali neutropenia, agranulocitosi e trombocitopenia, pancitopenia

Non nota: Anemia

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: Reazioni anafilattoidi, angioedema, Lupus eritematoso cutaneo e sistemico

Non nota: Reazioni anafilattiche, reazioni simili alla malattia da siero

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: Diminuzione dell’appetito

Disturbi psichiatrici:

Molto raro: Depressione, ansia*

Patologie del sistema nervoso:

Comune: Cefalea.

Non comune: Ageusia**, ipogeusia**, disgeusia**

Raro: Parestesia, Ipoestesia, Capogiri

Non nota: Anosmia

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non nota Ipoacusia, alterazioni dell’udito, tinnito

Patologie vascolari

Non nota Vasculite

Patologie gastrointestinali

Molto comune: Dispepsia, distensione addominale, nausea, dolore addominale, diarrea.

Non nota: Pancreatite

Patologie epatobiliari

Raro: Insufficienza epatica, aumento dei livelli degli enzimi epatici, epatite, ittero, colestasi

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune: Reazioni cutanee allergiche (rash, orticaria).

Raro: Reazioni cutanee gravi (es. sindrome di Stevens–Johnsons, necrolisi epidermica, fotosensibilità ed edema angioneurotico. Se l’eruzione cutanea è progressiva allora il trattamento con terbinafina deve essere interrotto

Molto raro Eritema multiforme, pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP), eruzioni psoriasiformi o esacerbazioni di psoriasi, alopecia.

Non nota; Reazioni di fotosensibilità, fotodermatosi, reazioni di fotosensibilità allergica ed eruzione polimorfica da esposizione alla luce

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto comune: Artralgia e mialgia. Queste possono far parte della reazione di ipersensibilità in associazione con le reazioni allergiche cutanee.

Non nota: Rabdomiolisi

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro: Malessere, fatica

Non nota: Sindrome simil–influenzale, piressia

Esami diagnostici

Non nota Aumento della creatinin fosfochinasi ematica, perdita di peso***

* Ansia e sintomi depressivi secondari a disgeusia.

** Alterazioni del gusto(disgeusia, ipogeusia), incluso la perdita del gusto (ageusia) sono stati segnalati in circa lo 0.6 % dei pazienti trattari con terbinafina. Generalmente si risolve dopo l’interruzione del trattamento. Sono stati segnalati casi isolati di alterazioni persistenti del gusto.

*** Perdita di peso secondaria a ipogeusia.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Ci sono dati limitati dell’uso di terbinafrina nelle donne in gravidanza. La terbinafina non deve essere utilizzata in gravidanza a meno che non sia effettivamente necessario.

Allattamento:

La terbinafina è secreta nel latte materno e perciò le donne in allattamento non devono assumere terbinafina durante l’allattamento al seno.

Fertilità

Studi di tossicità fetale e di fertilità nell’animale non hanno evidenziato effetti avversi vedere paragrafo 5.3).

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Conservazione

Questo prodotto medicinale non richiede condizioni speciali di conservazione.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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