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ANTIMICOTICI PER USO SISTEMICO

FLUCONAZOLO DOC

10CPS 100MG

DOC GENERICI Srl

Descrizione prodotto

FLUCONAZOLO DOC*10CPS 100MG

Principio attivo

FLUCONAZOLO

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

ANTIMICOTICI PER USO SISTEMICO

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

26.63


Codice ATC livello 5:
J02AC01

Codice AIC:
37879107


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Il fluconazolo è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni, quando causate da funghi che sono sicuramente o probabilmente sensibili al fluconazolo:

Candidosi vaginale non sufficientemente trattata con terapia locale.

Candidosi delle mucose che includono candidosi orofaringea ricorrente, esofagea e broncopolmonare non invasiva.

Candiduria in pazienti con immunodepressione.

Candidosi sistemica (candidemia, candidosi disseminata profonda, peritonite).

Un tentativo terapeutico limitato nel tempo in termini di prevenzione delle infezioni da Candida in pazienti neutropenici (per esempio AIDS, trapianto di midollo osseo).

Trattamento e terapia di mantenimento della meningite da criptococco in pazienti immunodepressi.

Infezioni micotiche accertate della pelle causate sia da dermatofiti che da Candida o da altre specie (tinea corporis/cruris/pedis (come tentativo terapeutico) /versicolor) quando il trattamento locale abbia fallito o sia considerato inappropriato. Tinea versicolor solo quando resistente alla terapia di prima scelta o quando si verifica in pazienti immunocompromessi.

Va tenuta in considerazione la linea guida ufficiale sull’uso appropriato degli agenti antifungini.

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Composizione

Ciascuna capsula contiene 50mg, 100mg, 150mg, 200mg di fluconazolo.

Le capsule contengono lattosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.

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Eccipienti

Contenuto della capsula:

silice colloidale anidra;

magnesio stearato;

talco;

amido di mais;

povidone;

lattosio anidro.

Involucro della capsula:

gelatina;

titanio diossido (E171);

carminio indaco (E132).

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Controindicazioni

Il fluconazolo non deve essere usato in pazienti con nota ipersensibilità al fluconazolo, ad altri derivati azolici o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Il fluconazolo non deve essere usato in pazienti che assumono cisapride, terfenadina o astemizolo (vedere sezione 4.5.).

Il fluconazolo non deve essere usato in pazienti con un prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito in maniera documentata.

Il fluconazolo non deve essere usato in concomitanza con altri medicinali che prolungano l’intervallo QT come gli antiaritmici di classe IA e III.

Il fluconazolo non deve essere usato in pazienti con disordini dell’equilibrio elettrolitico, in particolare ipopotassiemia e ipomagnesiemia.

Il fluconazolo non deve essere usato in pazienti con bradicardia clinicamente rilevante, aritmia cardiaca o insufficienza cardiaca grave.

Fluconazolo è controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. La sola eccezione a questa controindicazione è il caso in cui la vita del paziente sia in grave pericolo.

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Posologia

La dose giornaliera dipende dal tipo e dalla gravità dell’infezione fungina.

Il trattamento delle infezioni che richiedono dosi ripetute deve continuare fino a che i parametrici clinici o i risultati di laboratorio non mostrino che l’infezione fungina attiva è terminata. Un periodo di trattamento insufficiente può condurre ad una ricomparsa dell’infezione attiva.

Adulti:

Candidosi vaginale: 150 mg in somministrazione unica.

Candidosi delle mucose:

Dose giornaliera: 50-100 mg per 2-4 settimane.

Candiduria in pazienti con immunodepressione:

Dose giornaliera: 50 mg per 1-2 settimane. In casi gravi la dose giornaliera può essere aumentata a 100 mg di fluconazolo.

Candidosi sistemica:

Normalmente, deve essere somministrata il primo giorno una dose singola di 400 mg, seguita da una dose da 200 mg al giorno. La dose può essere aumentata a 400 mg una volta al giorno. Molto raramente, può essere considerata necessaria una dose giornaliera di 800 mg. La durata del trattamento dipende dalla risposta clinica.

Prevenzione delle infezioni da Candida in pazienti neutropenici:

50-400 mg una volta al giorno a seconda del rischio di infezione. In pazienti ad alto rischio di infezione sistemica, come i pazienti affetti o che verosimilmente svilupperanno neutropenia grave o prolungata, sono raccomandati 400 mg una volta al giorno. Il trattamento deve cominciare alcuni giorni prima della comparsa della neutropenia e continuare fino a 7 giorni dopo che la conta dei neutrofili ha raggiunto valori > 1000/mm³.

Trattamento e terapia di mantenimento della meningite da criptococco in pazienti immunocompromessi:

Inizialmente 400 mg, in seguito 200-400 mg al giorno per almeno 6-8 settimane. Una dose giornaliera di 100-200 mg è raccomandata per prevenire la ricomparsa della meningite da criptococco.

La durata della terapia di mantenimento nei pazienti con AIDS deve essere accuratamente giustificata a causa di un aumentato rischio di resistenza al fluconazolo.

Infezioni micotiche accertate della pelle:

tinea corporis, tinea cruris, tinea versicolor, tinea pedis:

Una volta al giorno 50 mg di fluconazolo.

Durata del trattamento: 2-4 settimane, tranne per la Tinea pedis che può richiedere più di 6 settimane.

Uso pediatrico:

Fluconazolo non deve essere usato in bambini al di sotto dei 16 anni di età poiché non sono state sufficientemente dimostrate efficacia e sicurezza. Nel caso in cui non esistesse una alternativa terapeutica deve essere utilizzata la dose raccomandata qui sotto.

Come per le infezioni simili che si verificano negli adulti, la durata del trattamento si basa sulla risposta clinica e micologica. La dose massima giornaliera nei bambini è di 400 mg in dose singola giornaliera e tale dose non deve essere superata.

Le capsule non sono adatte ai bambini che non possono assumere farmaci per via orale.

Inoltre, la dose richiesta in mg/kg (v. sotto) spesso non può essere ottenuta con le capsule.

Pazienti pediatrici sopra le 4 settimane:

Candidosi delle mucose: la dose raccomandata di fluconazolo è di 3 mg/kg al giorno. Una dose di carico di 6 mg/kg può essere usata il primo giorno per raggiungere più rapidamente i livelli allo stato stazionario.

Candidosi sistemica e infezione da criptococco: 6-12 mg/kg al giorno, in funzione della gravità della malattia.

Prevenzione delle infezioni da Candida in pazienti pediatrici neutropenici: 3-12 mg/kg al giorno a seconda dell’estensione e della durata della neutropenia (v. dosi per adulti).

Anziani:

Se non ci sono evidenze di insufficienza renale, deve essere somministrata la dose normale per gli adulti.

Pazienti (adulti e pediatrici) con funzionalità renale compromessa:

Il fluconazolo viene principalmente escreto immodificato nelle urine. Non è necessario nessun cambiamento della dose se il trattamento consiste in una somministrazione unica.

Per pazienti con funzionalità renale compromessa che richiedono somministrazioni ripetute, deve essere somministrata il primo giorno la dose normale raccomandata per l’indicazione, seguita da una dose giornaliera conforme alla seguente tabella:

Clearance della creatinina (ml/min.) Percentuale della dose raccomandata
> 50 100%
< 50 (no dialisi) 50%
Dialisi regolare 100% dopo ogni dialisi

Nei pazienti pediatrici con funzionalità renale compromessa, la dose deve essere aggiustata in accordo con le linee guida per gli adulti e in funzione del grado di insufficienza renale.

Metodo di somministrazione:

Le capsule di FLUCONAZOLO DOC Generici devono essere ingerite intere e assunte senza tener conto dei pasti.

La via di somministrazione dipende dalle condizioni cliniche del paziente. Non è necessario modificare la dose giornaliera di fluconazolo quando si passa dalla via endovenosa a quella orale.

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Avvertenze e precauzioni

Molto raramente, pazienti morti per gravi patologie sottostanti e che avevano ricevuto dosi ripetute di fluconazolo presentavano risultati post-mortem che includevano necrosi epatica. Questi pazienti avevano ricevuto più terapie concomitanti, alcune delle quali conosciute per essere potenzialmente epatotossiche e/o presentavano patologie sottostanti che potevano aver causato la necrosi epatica.

In caso di epatotossicità, non è stata osservata alcuna evidente relazione con la dose totale giornaliera di fluconazolo, con la durata della terapia, l’età o il sesso del paziente; le anomalie sono risultate in genere reversibili con la sospensione della terapia con fluconazolo.

Siccome una relazione casuale con l’uso di fluconazolo non può essere esclusa, i pazienti che presentino anomalie nei test di funzionalità epatica durante la terapia con fluconazolo devono essere monitorati relativamente allo sviluppo di un danno epatico più grave. La somministrazione del fluconazolo deve essere interrotta se si sviluppano, durante il trattamento con fluconazolo, segni clinici o sintomi correlati con una patologia epatica.

Durante il trattamento con fluconazolo, i pazienti hanno raramente sviluppato reazioni cutanee esfoliative, come sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. I pazienti con AIDS sono più inclini allo sviluppo di gravi reazioni cutanee a molti medicinali. Se in un paziente trattato per una infezione fungina superficiale si sviluppa un’eruzione cutanea attribuibile al fluconazolo, la terapia con questo agente deve essere interrotta. Se pazienti con infezioni fungine invasive/sistemiche sviluppano eruzioni cutanee, vanno strettamente monitorati e il fluconazolo deve essere sospeso se compaiono lesioni bollose o eritema multiforme.

Raramente sono state riportate reazioni anafilattiche (v. sezione 4.8).

Il fluconazolo non deve essere usato in pazienti con un prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito in maniera documentata (v. sezione 4.3).

Intolleranza al lattosio: le capsule da 50 mg, 100 mg, 150 mg e 200 mg contengono 49,5, 99,0, 148,5 e 198,0 mg di lattosio, rispettivamente. Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio o con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale.

La dose di fluconazolo va ridotta quando la clearance della creatinina è inferiore a 50 ml/min (v. sezione 4.2.)

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Interazioni

Le seguenti associazioni sono controindicate:

Cisapride (substrato del CYP3A4): sono stati riportati eventi cardiaci comprendenti torsioni di punta in pazienti che ricevevano fluconazolo in concomitanza con cisapride. La somministrazione concomitante di fluconazolo e cisapride è controindicata.

Terfenadina (400 mg o più, substrato del CYP3A4): in seguito alla comparsa di gravi aritmie cardiache secondarie al prolungamento dell’intervallo QTc in pazienti che ricevevano agenti antifungini azolici in concomitanza con terfenadina, sono stati effettuati studi di interazione. Uno studio con 200 mg di fluconazolo al giorno non ha mostrato alcun prolungamento dell’ intervallo QTc. Un altro studio con 400 mg e 800 mg di fluconazolo al giorno ha mostrato che 400 mg o più di fluconazolo al giorno aumentano in maniera significativa i livelli plasmatici di terfenadina quando assunta in concomitanza. La somministrazione concomitante di fluconazolo e terfenadina è controindicata.

Sovradosaggi di astemizolo hanno portato a prolungamento dell’intervallo QT e a grave aritmia ventricolare, torsioni di punta e arresto cardiaco. La somministrazione concomitante di astemizolo e fluconazolo è controindicata a causa di potenziali effetti cardiaci gravi, potenzialmente fatali.

Medicinali che modificano il metabolismo del fluconazolo:

Idroclorotiazide: in uno studio di interazione farmacocinetica con volontari sani che hanno ricevuto fluconazolo in concomitanza con dosi multiple di idroclorotiazide le concentrazioni plasmatiche di fluconazolo sono aumentate del 40%. Un effetto di questa dimensione non necessita di una modifica del regime posologico del fluconazolo in pazienti che sono trattati contemporaneamente con diuretici, sebbene il medico prescrittore debba tenerlo presente.

Rifampicina (induttore del CYP450): l’assunzione contemporanea di fluconazolo e rifampicina porta ad una riduzione del 25% dell’AUC e del 20% dell’emivita del fluconazolo. Nei pazienti che ricevono in concomitanza rifampicina, deve essere preso in considerazione un aumento della dose di fluconazolo.

Rifabutina (induttore del CYP450): Esistono segnalazioni secondo cui la somministrazione contemporanea di rifabutina e fluconazolo porta a un aumento dei livelli sierici di rifabutina. Sono state riportate uveiti in pazienti trattati con fluconazolo e rifabutina in concomitanza. Pazienti che ricevono rifabutina e fluconazolo in concomitanza devono essere strettamente monitorati.

Effetti del fluconazolo sul metabolismo di altri medicinali:

Fluconazolo è un potente inibitore del citocromo P450 (CYP) isoenzima 2C9 e un moderato inibitore del CYP3A4. Oltre alle seguenti interazioni osservate c’è il rischio di un aumento delle concentrazioni plasmatiche di altri medicinali metabolizzati da CYP2C9 o CYP3A4 (cioè alcaloidi della segale cornuta, inibitori dell’HMG-CoA riduttasi, chinidina) quando co-somministrati con fluconazolo. Quindi deve sempre essere posta attenzione quando queste associazioni vengono utilizzate e i pazienti devono essere attentamente monitorati. L’effetto può persistere per 4-5 giorni dopo la fine del trattamento con fluconazolo a causa della lunga emivita del fluconazolo.

Anticoagulanti (substrato del CYP2C9): l’assunzione concomitante di fluconazolo durante il trattamento con warfarin può prolungare il tempo di protrombina fino a 2 volte. Come per gli altri azoli sono stati riportati fenomeni di sanguinamento (ematomi, epistassi, sanguinamento gastrointestinale, sangue nelle urine e nelle feci) in relazione ad un aumento del tempo di protrombina in pazienti trattati contemporaneamente con warfarin. Il tempo di protrombina deve essere strettamente monitorato in pazienti in trattamento con fluconazolo e derivati cumarinici.

Fenitoina (substrato del CYP2C9 e potente induttore del CYP450): l’assunzione di 200 mg di fluconazolo in concomitanza con 250 mg di fenitoina per via endovenosa ha aumentato l’AUC della fenitoina del 75% e la Cmin del 128 %. Se è necessario somministrare entrambe le sostanze contemporaneamente, la concentrazione di fenitoina deve essere controllata con un aggiustamento della dose allo scopo di mantenere le concentrazioni plasmatiche a livello terapeutico ma non tossico.

Alfentanil (substrato del CYP3A4): l’assunzione concomitante di 400 mg di fluconazolo e di alfentanil 20 mcg/kg endovena in volontari sani ha aumentato l’ AUC10 dell’alfentanil approssimativamente di 2 volte e ridotto la clearance del 55%, probabilmente attraverso l’inibizione del CYP3A4. Quando si utilizzano queste associazioni può essere necessario un aggiustamento della dose.

Benzodiazepine (substrato del CYP3A4): l’assunzione concomitante di 400 mg di fluconazolo e di 7,5 mg di midazolam per via orale ha aumentato l’AUC e l’emivita del midazolam di 3,7 volte e 2,2 volte, rispettivamente, ed anche gli effetti psicomotori. 100 mg di fluconazolo al giorno e 0,25 mg di triazolam hanno aumentato l’AUC e l’emivita del triazolam di 2,5 volte e di 1,8 volte con effetti potenziati e prolungati. Se è necessario trattare i pazienti con una benzodiazepina in concomitanza con fluconazolo, va tenuta in considerazione la diminuzione della dose di benzodiazepina. I pazienti devono essere attentamente seguiti.

Fluvastatina:

Può verificarsi un aumento dell’area sotto la curva (AUC) della fluvastatina fino al 200% come risultato dell’interazione tra fluvastatina e fluconazolo. Un paziente singolo che assume 80 mg di fluvastatina al giorno può essere esposto a considerevoli concentrazioni di fluvastatina se trattato con alte dosi di fluconazolo. Va posta attenzione quando il fluconazolo o altri potenti inibitori del citocromo P450 2C9 (CYP2C9) sono prescritti a pazienti che prendono anche fluvastatina. La rilevanza clinica dell’ aumento delle concentrazioni plasmatiche e del prolungamento dell’eliminazione della fluvastatina resta non chiara.

Calcioantagonisti:

Il CYP3A4 è coinvolto nel metabolismo di alcuni calcioantagonisti diidropiridinici, comprendenti nifedipina, isradipina, nicardipina, amlodipina e felodipina. Sono state pubblicate segnalazioni di edema periferico marcato e/o concentrazioni elevate di calcioantagonisti durante l’uso concomitante di itraconazolo e felodipina, isradipina, o nifedipina. Ci si aspetta che quest’interazione si verifichi con altri agenti antifungini triazolici. Deve essere presa in considerazione la riduzione della dose del calcioantagonista.

Agenti chemioterapici:

Didanosina:

Sebbene la cosomministrazione di didanosina e fluconazolo sembra avere un effetto ridotto sulla farmacocinetica o l’efficacia della didanosina, la risposta al fluconazolo deve essere monitorata. Può essere vantaggioso somministrare il fluconazolo qualche tempo prima di didanosina.

Trimetrexato:

Medicinali come il fluconazolo che inibiscono il sistema enzimatico del P450 possono causare interazioni che aumentano le concentrazioni plasmatiche di trimetrexato. Se non è possibile evitare la somministrazione concomitante di trimetrexato e fluconazolo, i livelli sierici e la tossicità di trimetrexato (soppressione del midollo osseo, disfunzione epatica e renale e ulcera gastrointestinale) devono essere attentamente monitorati.

Zidovudina: studi di interazione hanno mostrato un aumento dell’AUC della zidovudina approssimativamente del 20% e del 70% quando somministrata in concomitanza con 200 mg o 400 mg di fluconazolo al giorno, rispettivamente, probabilmente a causa dell’inibizione della coniugazione con acido glucuronico. I pazienti che ricevono questa associazione devono essere monitorati per gli effetti indesiderati da zidovudina.

Immunosoppressori:

Ciclosporina (substrato del CYP 3A4): in uno studio di farmacocinetica su pazienti sottoposti a trapianto renale, 200 mg al giorno di fluconazolo hanno lentamente aumentato le concentrazioni plasmatiche di ciclosporina. Tuttavia, in un altro studio, la somministrazione di dosi ripetute di 100 mg di fluconazolo al giorno non ha influenzato le concentrazioni di ciclosporina nei pazienti che avevano subito un trapianto di midollo osseo. Le concentrazioni plasmatiche di ciclosporina devono essere monitorate durante il trattamento concomitante con fluconazolo.

Prednisone:

Un paziente che ha subito un trapianto di fegato e che assumeva prednisone ha avuto una crisi addisoniana quando è stato interrotto un trattamento di 3 mesi con fluconazolo. L’interruzione del fluconazolo ha causato un aumento dell’attività del CYP3A4, portando a un aumento della degradazione del prednisone e allo scatenamento della crisi addisoniana. Pazienti che ricevono una terapia a lungo termine con fluconazolo e prednisone devono essere attentamente monitorati per i sintomi di insufficienza corticosurrenalica quando il fluconazolo viene interrotto.

Tacrolimus e sirolimus (substrati del CYP3A4): l’assunzione contemporanea di fluconazolo e tacrolimus 0.15 mg/kg b.i.d. aumenta la Cmin di tacrolimus di 1.4 e 3.1 volte con dosi di fluconazolo di 100 mg e 200 mg, rispettivamente. In pazienti che ricevevano fluconazolo e tacrolimus in concomitanza è stata riportata tossicità renale. Sebbene non siano stati condotti studi di interazione tra fluconazolo e sirolimus, si raccomanda che i livelli di sirolimus siano monitorati perchè può essere necessario un aggiustamento della dose. I pazienti che ricevono in concomitanza tacrolimus o sirolimus e fluconazolo devono essere attentamente monitorati per l’aumentata tossicità del sirolimus (anemia, leucopenia, trombocitopenia, ipopotassiemia, diarrea).

Sulfanilurea (substrato del CYP2C9): è stato dimostrato che il fluconazolo prolunga l’emivita plasmatica delle sulfaniluree somministrate in concomitanza (clorpropamide, glibenclamide, glipizide e tolbutamide) a volontari sani. Il fluconazolo e i derivati della sulfanilurea per via orale possono essere utilizzati in concomitanza nei diabetici, ma i pazienti devono essere informati della possibilità di ipoglicemia.

Contraccettivi orali: sono stati effettuati due studi di farmacocinetica con un contraccettivo orale combinato e dosi ripetute di fluconazolo. 50 mg di fluconazolo non hanno influenzato nessuna delle concentrazioni ormonali, ma 200 mg al giorno hanno aumentato l’AUC di etinilestradiolo e levonorgestrel del 40 e del 24%, rispettivamente. Perciò è poco probabile che a queste dosi il fluconazolo riduca l’efficacia del contraccettivo orale combinato.

Amitriptilina: Diversi case report hanno descritto lo sviluppo di aumentate concentrazioni di amitripitilina e segni di tossicità da antidepressivi triciclici in seguito all’uso di amitriptilina in combinazione con fluconazolo. È stato riportato che la cosomministrazione di fluconazolo con nortriptilina, il metabolita attivo dell’amitriptilina, ha prodotto aumentati livelli di nortriptilina. A causa del rischio di tossicità da amitriptilina, si deve considerare il fatto che può essere necessario monitorare i livelli di amitripitilina e aggiustare la dose.

Celecoxib: uno studio clinico con celecoxib ha mostrato un aumento di due volte delle concentrazioni plasmatiche di celecoxib quando somministrato insieme a 200 mg di fluconazolo. Si pensa che questa interazione sia dovuta all’inibizione del metabolismo del celecoxib mediato dal citocromo P450 2C9. Nei pazienti che ricevono anche fluconazolo, la terapia con celecoxib deve essere iniziata alla dose raccomandata più bassa.

Losartan: A causa dell’inibizione del CYP2C9 da parte del fluconazolo, si ha una ridotta conversione del losartan nel suo metabolita attivo (E-3174), il quale è responsabile della maggior parte dell’antagonismo dei recettori dell’angiotensina II che si verifica con la terapia con losartan. Il paziente deve essere monitorato per assicurare il controllo continuo della ipertensione.

Teofillina: in uno studio di interazione controllato con placebo, l’assunzione di 200 mg di fluconazolo per 14 giorni ha prodotto una diminuzione del 18% della clearance media plasmatica della teofillina. Pazienti in trattamento con alte dosi di teofillina o che abbiano un qualunque altro motivo per avere un aumentato rischio di tossicità da teofillina devono essere mantenuti sotto attenta osservazione durante il trattamento concomitante con fluconazolo e la dose di teofillina deve essere aggiustata se necessario.

Altri tipi di interazione:

Amfotericina B: Studi in vitro e in vivo su animali hanno evidenziato un antagonismo tra l’amfotericina B e i derivati azolici. Il meccanismo d’azione degli imidazoli consiste nell’inibizione della sintesi dell’ergosterolo nelle membrane delle cellule fungine. L’amfotericina B agisce legando gli steroli nella membrana cellulare e cambiando la permeabilità della membrana. Gli effetti clinici di questo antagonismo sono attualmente sconosciuti. Un effetto simile si può verificare con il complesso Amfotericina B colesteril-solfato.

HMG-CoA: Il rischio di miopatia o rabdomiolisi è aumentato quando gli antifungini azolici vengono somministrati insieme agli inibitori dell’ HMG-CoA riduttasi come l’atorvastatina. Se è necessaria una terapia concomitante, i pazienti devono essere monitorati per i segni e i sintomi della miopatia o della rabdomiolisi (dolore muscolare, fragilità o debolezza), e per i livelli di creatina chinasi (CK). La terapia con HMG-CoA deve essere interrotta se i livelli di CK mostrano un marcato aumento, o se sono diagnosticate o sospettate miopatia o rabdomiolisi.

Studi di interazione hanno mostrato che non si verifica alcuna modifica clinicamente significativa nell’assorbimento del fluconazolo per via orale insieme a cibo, cimetidina, antiacidi o dopo radioterapia su tutto il corpo in seguito ad un trapianto di midollo osseo.

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Effetti indesiderati

I più comuni effetti indesiderati osservati negli studi clinici col fluconazolo sono i seguenti:

Frequenza à Classificazione sistemica organica â Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1.000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000
Patologie del sistema emolinfopoietico   Anemia    
Disturbi del sistema immunitario     Reazione anafilattica  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Anoressia    
Disturbi psichiatrici   Insonnia    
Patologie del sistema nervoso Cefalea Convulsioni Capogiri Disgeusia Parestesia Sonnolenza Tremori  
Patologie dell’orecchio e del labirinto   Vertigini  
Patologie gastrointestinali   Nausea Vomito Dolore addominale Diarrea Stipsi Bocca secca Dispepsia Flatulenza  
Patologie epatobiliari     Colestasi Necrosi epatica Danno epatocellulare Ittero  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eruzione cutanea   Iperidrosi Prurito   Dermatite esfoliativa Sindrome di Stevens-Johnson
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Mialgia    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Astenia Fatica Malessere Piressia  
Esami diagnostici   Aumento dell’aspartato aminotransferasi Aumento dell’alanina aminotransferasi Aumento della fosfatasi alcalina del sangue Aumento della bilirubina del sangue    

Inoltre i seguenti effetti indesiderati sono stati osservati dopo la commercializzazione:

Frequenza Classificazione sistemica organica Molto comune ≥1/10 Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1.000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000 Molto raro <1/10.000
Patologie del sistema emolinfopoietico       Leucopenia, comprese neutropenia e agranulocitosi, Trombocitopenia  
Disturbi del sistema immunitario         Reazione anafilattica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione       Ipercolesterolemia, Ipertrigliceridemia, Ipopotassiemia  
Patologie del sistema nervoso       Convulsioni    
Patologie cardiache       Torsioni di punta  
Patologie epatobiliari         Insufficienza epatica Epatite Necrosi epatica  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo         Alopecia Edema angioneurotico Prurito Sindrome di Stevens-Johnson Necrolisi epidermica tossica
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione         Edema facciale  
Esami diagnostici         Intervallo QT prolungato nell’elettrocardiogramma  

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Non sono disponibili dati da opportuni studi controllati su donne in gravidanza. Sono state riportate anomalie multiple congenite in bambini le cui madri avevano assunto alte dosi di fluconazolo (da 400 a 800 mg al giorno) per un periodo di 3 mesi o più per coccidioidomicosi. Non è chiaro se c’è una connessione tra questi casi e la somministrazione di fluconazolo.

Il fluconazolo è controindicato in gravidanza (v. sezione 4.3). La sola eccezione a questa controindicazione è il caso in cui la vita del paziente sia in grave pericolo. Se il trattamento ha avuto luogo durante l’organogenesi, è raccomandato un accurato esame ecografico.

Prima di iniziare il trattamento col fluconazolo, va esclusa una gravidanza (test di gravidanza eseguito da un medico). In donne fertili una possibile gravidanza va prevenuta con appropriate misure contraccettive fino a 7 giorni dopo la fine del trattamento.

Allattamento:

Il fluconazolo non deve essere somministrato a donne che stanno allattando poiché il fluconazolo raggiunge nel latte materno le stesse concentrazioni del plasma. L’allattamento al seno deve essere interrotto prima di prendere fluconazolo.

Spiegazione:

Sebbene i dati siano molto limitati, l’utilizzo di fluconazolo durante la gravidanza (primo trimestre) sembra essere teratogenico con la somministrazione continua di 400 mg al giorno o più (“Drugs in pregnancy and lactation”, G. Briggs, sesta edizione).

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30° C

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Malattie Collegate: 3

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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