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ANTIMETABOLITI

ATRIANCE

EV 6FL 250MG 50ML

GLAXOSMITHKLINE SpA

Descrizione prodotto

ATRIANCE*EV 6FL 250MG 50ML

Principio attivo

NELARABINA

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTIMETABOLITI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

3637.48


Codice ATC livello 5:
L01BB07

Codice AIC:
38116012


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

La nelarabina è indicata per il trattamento di pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule T (T-ALL) e da linfoma linfoblastico a cellule T (T-LBL) che non hanno risposto o hanno avuto recidive dopo trattamento con almeno due regimi di chemioterapia.

Poichè le popolazioni dei pazienti che si trovano in queste condizioni patologiche sono poco numerose, le informazioni a supporto di tali indicazioni sono basate su dati limitati.

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Composizione

Ogni ml contiene 5 mg di nelarabina.

Ogni flaconcino contiene 250 mg di nelarabina.

Eccipienti: ogni ml contiene 1.725 mg (75 micromoli) di sodio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cloruro di sodio

Acqua per preparazioni iniettabili

Acido cloridrico (per aggiustare il pH)

Idrossido di sodio (per aggiustare il pH)

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

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Posologia

La nelarabina è solo per uso endovenoso e deve essere somministrata solo sotto il controllo di un medico esperto nell’uso di agenti citotossici.

Posologia

Si raccomanda che i pazienti in trattamento con nelarabina ricevano un’idratazione per via endovenosa in accordo con la pratica medica standard per la gestione della iperuricemia nei pazienti a rischio per la sindrome da lisi tumorale. Nei pazienti a rischio di iperuricemia, deve essere preso in considerazione l’uso di allopurinolo (vedere paragrafo 4.4).

Adulti e adolescenti (di età pari o superiore ai 16 anni)

La dose raccomandata di nelarabina negli adulti è di 1.500 mg/m² somministrati per via endovenosa, per la durata di due ore, nei giorni 1, 3 e 5 e ripetuta ogni 21 giorni.

Popolazione pediatrica

Bambini e adolescenti (di età pari o inferiore ai 21 anni)

La dose raccomandata di nelarabina nei bambini e negli adolescenti è di 650 mg/m² somministrati per via endovenosa, per la durata di un’ora, giornalmente per 5 giorni consecutivi, ripetuta ogni 21 giorni.

Negli studi clinici sono state utilizzate, in pazienti di età compresa tra 16 e 21 anni, sia dosi da 650 mg/m² che da 1.500 mg/m². L’efficacia e la sicurezza sono state simili per entrambi i regimi. Il medico prescrittore deve considerare quale regime sia appropriato quando tratta pazienti di questo range di età.

Sono disponibili limitati dati di farmacologia clinica nei pazienti al di sotto dei 4 anni di età (vedere paragrafo 5.2).

Modifica della dose

La nelarabina deve essere sospesa al primo segno di eventi neurologici di grado 2 o superiore, in base ai National Cancer Institute Common Terminology Criteria Adverse Event (NCI CTCAE). Nel caso di tossicità di altro tipo, compresa la tossicità ematologica, ritardare la dose successiva può rappresentare un’opzione.

Anziani

E’ stato trattato con nelarabina un numero di pazienti di età pari o superiore ai 65 anni non sufficiente per stabilire se essi rispondano in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Insufficienza renale

La nelarabina non è stata studiata in soggetti con insufficienza renale. Nelarabina e 9-β-D-arabinofuranosilguanina (ara-G) sono escrete parzialmente per via renale (vedere paragrafo 5.2 - Insufficienza renale). Non vi sono dati sufficienti per raccomandare una modifica della dose nei pazienti con una clearance renale della creatinina Clcr inferiore a 50 ml/min. I pazienti con insufficienza renale che vengono trattati con nelarabina devono essere attentamente monitorati per la comparsa di tossicità.

Insufficienza epatica

La nelarabina non è stata studiata in pazienti con insufficienza epatica. Questi pazienti devono essere trattati con cautela.

Modo di somministrazione

La nelarabina non è diluita prima della somministrazione. La dose appropriata di nelarabina è trasferita in sacche infusionali in polivinilcloruro (PVC) o etilvinilacetato (EVA) o in contenitori di vetro e somministrata nei pazienti adulti con una infusione della durata di due ore e nei pazienti pediatrici con una infusione della durata di un’ora.

Deve essere controllata regolarmente la conta ematica completa comprensiva delle piastrine (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).

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Avvertenze e precauzioni

EVENTI AVVERSI NEUROLOGICI

Con l’utilizzo di nelarabina sono stati riportati eventi neurologici gravi. Tali eventi hanno compreso stati di alterazione mentale, inclusa sonnolenza grave, effetti sul sistema nervoso centrale, incluse convulsioni, e neuropatie periferiche che potevano variare da intorpidimento e parestesie a debolezza motoria e paralisi. Sono stati anche segnalati casi associati a demielinizzazione e neuropatie periferiche ascendenti simili alla sindrome di Guillain-Barré.

Non sempre con la sospensione di nelarabina si è ottenuta la guarigione completa da questi eventi. Pertanto, è fortemente raccomandato un attento monitoraggio di una eventuale comparsa di eventi neurologici e la nelarabina deve essere sospesa al primo segno di eventi neurologici di Grado 2 o superiore in base ai National Cancer Institute Common Terminology Criteria Adverse Event (NCI CTCAE).

La tossicità dose-limitante della nelarabina è la neurotossicità. Si consiglia di tenere sotto attenta osservazione i pazienti sottoposti a terapia con nelarabina per la comparsa di segni e sintomi di tossicità neurologica.

I comuni segni e sintomi correlati alla neurotossicità di nelarabina comprendono sonnolenza, confusione, convulsioni, atassia, parestesie e ipoestesia. La tossicità neurologica grave può manifestarsi sotto forma di coma, stato epilettico, demielinizzazione o neuropatie ascendenti simili alla sindrome di Guillain-Barré (vedere paragrafo 4.8).

Pazienti trattati in precedenza o in concomitanza con chemioterapia intratecale, o in precedenza con irradiazione craniospinale, sono potenzialmente a rischio maggiore di effetti indesiderati neurologici (vedere paragrafo 4.2 - Modifica della dose) e pertanto la terapia intratecale concomitante e/o l’irradiazione craniospinale non sono raccomandate.

Nei pazienti immunocompromessi, l’immunizzazione con vaccini vivi può potenzialmente causare infezione. Pertanto, l’immunizzazione con vaccini vivi non è raccomandata.

Sono state associate alla terapia con nelarabina leucopenia, trombocitopenia, anemia e neutropenia (compresa neutropenia febbrile). Deve essere controllata regolarmente la conta ematica completa comprensiva delle piastrine (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).

Si raccomanda che i pazienti in trattamento con nelarabina ricevano un’idratazione per via endovenosa in accordo con la pratica medica standard per la gestione della iperuricemia nei pazienti a rischio di sindrome da lisi tumorale. Nei pazienti a rischio di iperuricemia, deve essere preso in considerazione l’uso di allopurinolo.

Anziani

Gli studi clinici con nelarabina non includono un numero di pazienti di età pari o superiore ai 65 anni sufficiente per stabilire se essi rispondano in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani. In un’analisi esploratoria, l’aumento dell’età, soprattutto per età pari o superiore ai 65 anni, sembra essere associato ad un aumento della frequenza di effetti indesiderati neurologici.

Cancerogenesi e mutagenesi

Non sono stati condotti test di cancerogenesi con nelarabina. Tuttavia, è noto che nelarabina è genotossica per le cellule di mammifero (vedere paragrafo 5.3).

Avvertenza relativa al sodio

Questo medicinale contiene 1.725 mg/ml (75 micromoli) di sodio. Ciò va tenuto in considerazione da parte dei pazienti che seguono una dieta a ridotto contenuto di sodio.

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Interazioni

Nelarabina e ara-G in vitro non inibiscono in modo significativo le attività dei maggiori isoenzimi (CYP) del citocromo epatico P450, CYP1A2, CYP2A6, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 o CYP3A4.

Non è raccomandata la somministrazione concomitante di nelarabina in associazione con inibitori della adenosina deaminasi, quale la pentostatina. La somministrazione concomitante può ridurre l’efficacia della nelarabina e/o modificare il profilo degli eventi avversi di entrambi i principi attivi.

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Effetti indesiderati

Dati da studi clinici

Dati dagli studi clinici principali

Il profilo di sicurezza ricavabile dagli studi clinici principali condotti con le dosi raccomandate di nelarabina in adulti (1.500 mg/m²) e bambini (650 mg/m²) si basa su dati relativi a 103 adulti e 84 pazienti pediatrici, rispettivamente. Gli eventi avversi più frequenti sono stati stanchezza, disturbi gastrointestinali, disturbi ematologici, disturbi respiratori, disturbi del sistema nervoso e piressia. La neurotossicità è risultata la tossicità dose-limitante associata alla terapia con nelarabina (vedere paragrafo 4.4).

La convenzione seguente è stata utilizzata per la classificazione della frequenza: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1.000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (non è possibile stimarla dai dati disponibili).

Eventi avversi Adulti (1.500 mg/m²) N=103 (%) Bambini (650 mg/m²) N=84 (%)
Infezioni ed infestazioni
Infezioni (comprese ma non limitate a: sepsi, batteriemia, polmonite, infezioni fungine) Molto comune: 40 (39) Molto comune: 13 (15)
Nella popolazione adulta, vi è stato un solo ulteriore referto bioptico che confermava una leucoencefalopatia multifocale progressiva. Vi sono state segnalazioni di infezioni opportunistiche a volte fatali in pazienti in terapia con nelarabina.
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Sindrome da lisi tumorale (vedere anche Dati dal programma di uso compassionevole e da studi non principali) Comune: 1 (1) Non pertinente
Patologie del sistema emolinfopoietico
Neutropenia febbrile Molto comune: 12 (12) Comune: 1 (1)
Neutropenia Molto comune: 83 (81) Molto comune: 79 (94)
Leucopenia Comune: 3 (3) Molto comune: 32 (38)
Trombocitopenia Molto comune: 89 (86) Molto comune: 74 (88)
Anemia Molto comune: 102 (99) Molto comune: 80 (95)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ipoglicemia Non pertinente Comune: 5 (6)
Ipocalcemia Comune: 3 (3) Comune: 7 (8)
Ipomagnesemia Comune: 4 (4) Comune: 5 (6)
Ipopotassiemia Comune: 4 (4) Molto comune: 9 (11)
Anoressia Comune: 9 (9) Non pertinente
Disturbi psichiatrici
Stato confusionale Comune: 8 (8) Comune: 2 (2)
Patologie del sistema nervoso
Crisi epilettiche (compresi convulsioni, convulsioni da grande male, stato di male epilettico) Comune: 1 (1) Comune: 5 (6)
Amnesia Comune: 3 (3) Non pertinente
Sonnolenza Molto comune: 24 (23) Comune: 6 (7)
Patologie del sistema nervoso periferico (sensitivo e motorio) Molto comune: 22 (21) Molto comune: 10 (12)
Ipoestesia Molto comune: 18 (17) Comune: 5 (6)
Parestesia Molto comune: 15 (15) Comune: 3 (4)
Atassia Comune: 9 (9) Comune: 2 (2)
Disturbi dell’equilibrio Comune: 2 (2) Non pertinente
Tremori Comune: 5 (5) Comune: 3 (4)
Capogiri Molto comune: 22 (21) Non pertinente
Cefalea Molto comune: 15 (15) Molto comune: 14 (17)
Disgeusia Comune: 3 (3) Non pertinente
Sono stati anche segnalati casi associati a demielinizzazione e neuropatie periferiche ascendenti simili alla sindrome di Guillain-Barré. Un soggetto del gruppo pediatrico ha avuto un evento neurologico di stato di male epilettico ad esito fatale.
Patologie dell’occhio
Visione confusa Comune: 4 (4) Non pertinente
Patologie vascolari
Ipotensione Comune: 8 (8) Non pertinente
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Versamento pleurico Comune: 10 (10) Non pertinente
Sibili respiratori Comune: 5 (5) Non pertinente
Dispnea Molto comune: 21 (20) Non pertinente
Tosse Molto comune: 26 (25) Non pertinente
Patologie gastrointestinali
Diarrea Molto comune: 23 (22) Comune: 2 (2)
Stomatite Comune: 8 (8) Comune: 1 (1)
Vomito Molto comune: 23 (22) Comune: 8 (10)
Dolore addominale Comune: 9 (9) Non pertinente
Stipsi Molto comune: 22 (21) Comune: 1 (1)
Nausea Molto comune: 42 (41) Comune: 2 (2)
Patologie epatobiliari
Iperbilirubinemia Comune: 3 (3) Comune: 8 (10)
Aumento delle transaminasi Non pertinente Molto comune: 10 (12)
Aumento della aspartato aminotransferasi Comune: 6 (6) Non pertinente
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Debolezza muscolare Comune: 8 (8) Non pertinente
Mialgia Molto comune: 13 (13) Non pertinente
Artralgia Comune: 9 (9) Comune: 1 (1)
Lombalgia Comune: 8 (8) Non pertinente
Dolore alle estremità Comune: 7 (7) Comune: 2 (2)
Patologie renali e urinarie
Aumento della creatinina ematica Comune: 2 (2) Comune: 5 (6)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Edema Molto comune: 11 (11) Non pertinente
Anomalie dell’andatura Comune: 6 (6) Non pertinente
Edema periferico Molto comune: 15 (15) Non pertinente
Piressia Molto comune: 24 (23) Comune: 2 (2)
Dolore Molto comune: 11 (11) Non pertinente
Stanchezza Molto comune: 51 (50) Comune: 1 (1)
Astenia Molto comune: 18 (17) Comune: 5 (6)

Dati da studi/programma di uso compassionevole del National Cancer Institute e da studi di Fase I

Oltre alle reazioni avverse osservate negli studi clinici principali, vi sono anche dati relativi a 875 pazienti compresi in studi/programma di uso compassionevole del National Cancer Institute (694 pazienti) e da studi di Fase I con nelarabina (181 pazienti). Sono state osservate le seguenti reazioni avverse:

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Sindrome da lisi tumorale - 7 casi (vedere paragrafi 4.2 e 4.4)

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Gravidanza e allattamento

Contraccezione negli uomini e nelle donne

Uomini e donne sessualmente attivi devono usare metodi contraccettivi efficaci, durante il trattamento e per almeno tre mesi dopo la cessazione del trattamento.

Gravidanza

Non vi sono dati adeguati provenienti dall’uso di nelarabina in donne in gravidanza.

Studi nell’animale hanno mostrato tossicità riproduttiva, incluse malformazioni (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l’uomo non è noto, tuttavia l’esposizione durante la gravidanza probabilmente comporterà anomalie e malformazioni del feto.

La nelarabina non deve essere utilizzata durante la gravidanza, a meno che non sia strettamente necessario. Se le pazienti iniziano una gravidanza durante il trattamento con nelarabina, devono essere informate riguardo il possibile rischio per il feto.

Allattamento

Non è noto se nelarabina o i suoi metaboliti siano escreti nel latte umano. L’escrezione di nelarabina nel latte non è stata studiata nell’animale. Tuttavia, a causa delle potenziali reazioni avverse gravi nei bambini, l’allattamento al seno deve essere interrotto.

Fertilità

Non è noto l’effetto di nelarabina sulla fertilità nell’uomo. Sono possibili, in base all’azione farmacologica del prodotto, effetti indesiderati relativi alla fertilità. La pianificazione delle nascite deve essere adeguatamente discussa con i pazienti.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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