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ANTIPSICOTICI

XOMOLIX

EV 10F 1ML 2,5MG/ML

PROSTRAKAN Srl

Descrizione prodotto

XOMOLIX*EV 10F 1ML 2,5MG/ML

Principio attivo

DROPERIDOLO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTIPSICOTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

82.35


Codice ATC livello 5:
N05AD08

Codice AIC:
38169025


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

•  Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori negli adulti e, secondariamente, nei bambini e negli adolescenti.

•  Prevenzione di nausea e vomito provocati da derivati di morfina durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA) negli adulti.

La somministrazione del droperidolo richiede alcune precauzioni: vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4.

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Composizione

Ogni millilitro di soluzione contiene 2,5 mg di droperidolo.

Eccipienti: sodio < 23 mg per 1 ml.

Per un elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Mannitolo

Acido tartarico

Sodio idrossido (per la regolazione del pH)

Acqua p.p.i.

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Controindicazioni

Il droperidolo è controindicato nei pazienti con:

•  ipersensibilità al droperidolo o a uno qualsiasi degli eccipienti;

•  ipersensibilità ai butirrofenoni;

•  noto o sospetto intervallo QT prolungato (QTc maggiore di 450 msec nelle femmine e maggiore di 440 msec nei maschi). Questo include i pazienti con un intervallo QT lungo congenito, pazienti con una storia familiare di prolungamento QT congenito e quelli trattati con prodotti medicinali noti per prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5);

•  ipopotassiemia o ipomagnesiemia;

•  bradicardia (frequenza inferiore a 55 battiti per minuto);

•  trattamento concomitante noto che provoca bradicardia;

•  feocromocitoma;

•  stati comatosi;

•  malattia di Parkinson;

•  grave depressione.

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Posologia

Uso endovenoso.

Prevenzione e trattamento di nausea e vomito nel post-operatorio (PONV)

Adulti: da 0,625 mg a 1,25 mg (da 0,25 a 0,5 ml).

Anziani: 0,625 mg (0,25 ml)

Compromissione renale/epatica: 0,625 mg (0,25 ml)

Bambini (di età superiore a 2 anni) e adolescenti: da 20 a 50 mcg /kg (fino a un massimo di 1,25 mg).

Bambini (età inferiore a 2 anni): non è raccomandato

Si consiglia di somministrare il droperidolo 30 minuti prima del termine previsto dell’intervento chirurgico.

Dosi ripetute possono essere somministrate ogni 6 ore come richiesto.

Il dosaggio deve essere adattato a ogni singolo caso. I fattori da considerare includono età, peso corporeo, uso di altri prodotti medicinali, tipo di anestesia e procedura chirurgica.

Prevenzione di nausea e vomito causati da sostanze derivate della morfina durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA)

Adulti: da 15 a 50 mcg di droperidolo per mg di morfina, fino a una dose giornaliera massima di 5 mg di droperidolo.

Anziani, danno renale ed epatico: nessun dato in PCA disponibile.

Bambini (di età superiore a 2 anni) e adolescenti: non indicati in PCA.

Nei pazienti a rischio individuato o sospetto di aritmia ventricolare deve essere eseguita una pulsossimetria continua e il monitoraggio deve essere continuato nei 30 minuti successivi la singola somministrazione endovenosa.

Per istruzioni sulla diluizione del prodotto prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Vedere anche paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1.

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Avvertenze e precauzioni

Sistema Nervoso Centrale (SNC)

Il droperidolo può aumentare la depressione del SNC prodotta da altri farmaci deprimenti del SNC. Qualsiasi paziente sottoposto ad anestesia e a cui sono somministrati potenti medicinali deprimenti del SNC, o che mostra sintomi di depressione del SNC, deve essere attentamente monitorato.

L’uso concomitante di metoclopramide e altri neurolettici può indurre un aumento dei sintomi extrapiramidali e deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5).

Usare con cautela nei pazienti con epilessia (o con una anamnesi di epilessia) e condizioni predisponenti a epilessia o convulsioni.

Sistema Cardiovascolare

Successivamente alla somministrazione di droperidolo sono state osservate da lieve a moderata ipotensione e occasionalmente (riflesso) tachicardia. Questa reazione di solito si attenua spontaneamente. Tuttavia, se l’ipotensione dovesse persistere, si deve considerare la possibilità di ipovolemia e provvedere a un’adeguata reintegrazione di fluidi.

I pazienti con i seguenti fattori di rischio, noti o sospetti, per l’aritmia cardiaca devono essere attentamente esaminati prima della somministrazione di droperidolo:

•  un’anamnesi di malattia cardiaca significativa, inclusi grave aritmia ventricolare, blocco atrio-ventricolare di II o III grado, disfunzione del nodo del seno, insufficienza cardiaca congestizia, malattia cardiaca ischemica e ipertrofia ventricolare sinistra;

•  storia familiare di morte improvvisa;

•  insufficienza renale (particolarmente quando in dialisi cronica);

•  significativa malattia polmonare ostruttiva cronica e insufficienza respiratoria;

•  fattori di rischio per disturbi elettrolitici, come osservato in pazienti che assumono lassativi, glucocorticoidi, diuretici eliminatori di potassio, associati alla somministrazione di insulina in quadri acuti, o in pazienti con vomito e/o diarrea prolungati.

I pazienti a rischio di aritmia cardiaca devono essere sottoposti a esame dei livelli di creatinina ed elettroliti del siero e l’esistenza di un prolungamento dell’intervallo QT deve essere esclusa prima della somministrazione di droperidolo.

Nei pazienti a rischio individuato o sospetto di aritmia ventricolare deve essere eseguita una pulsossimetria continua e il monitoraggio deve essere continuato nei 30 minuti successivi la singola somministrazione intravenosa.

Generale

Per prevenire il prolungamento del QT, è necessaria cautela quando i pazienti stanno assumendo dei medicinali che possono indurre uno squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia) per es. diuretici eliminatori di potassio, lassativi e glucocorticoidi.

Le sostanze che inibiscono l’attività degli isoenzimi (CYP) CYP1A2 e CYP3A4 del citocromo P450, o di entrambi, potrebbero ridurre la velocità di metabolizzazione del droperidolo e prolungarne l’azione farmacologica. Conseguentemente, si suggerisce cautela se il droperidolo è somministrato in concomitanza con potenti inibitori di CYP1A2 e CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

I pazienti con un’accertata o sospetta storia di abuso di alcol o di assunzioni elevate recenti devono essere accuratamente esaminati prima della somministrazione di droperidolo.

In caso di ipertermia inspiegata è fondamentale sospendere il trattamento, perché questo segno può essere uno degli elementi della sindrome maligna riportata con i neurolettici.

La dose deve essere ridotta negli anziani e negli individui con compromissione della funzionalità renale ed epatica (vedere paragrafo 4.2).

Questo prodotto medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per 1 ml, ossia è essenzialmente “privo di sodio”.

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Interazioni

Controindicazioni all’uso concomitante

I medicinali noti per prolungare l’intervallo QTc non devono essere somministrati in concomitanza con il droperidolo. Gli esempi includono certi antiaritmici, come quelli di Classe IA (per es. chinidina, disopiramide, procainamide) e Classe III (per es. amiodarone, sotalolo); antibiotici macrolidi (per es. azitromicina, eritromicina, claritromicina), antibiotici fluorochinoloni (per es. sparfloxacina); certi antistaminici (per es. astemizolo, terfenadina); antidepressivi triciclici (per es. amitriptilina); certi antidepressivi tetraciclici (per es. maprotilina); certi farmaci antipsicotici (per es. amisulpride, clorpromazina, aloperidolo, melperone, fenotiazine, pimozide, sulpiride, sertindolo, tiapride); SSRI (per es. fluoxetina, sertralina, fluvoxamina); agenti antimalarici (per es. chinina, clorochina, alofantrina); cisapride, pentamidina, tacrolimus, tamoxifene e vincamina.

L’uso concomitante di prodotti medicinali che provocano sintomi extrapiramidali, per es. metoclopramide e altri neurolettici, può portare a un’aumentata incidenza di questi sintomi e deve essere pertanto evitato.

Il consumo di bevande alcoliche e farmaci deve essere evitato.

Si raccomanda cautela nell’uso concomitante

Per prevenire il prolungamento dell’intervallo QT, è necessaria cautela se i pazienti stanno assumendo prodotti medicinali che possono causare squilibrio elettrolitico (ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia), per es. diuretici che causano perdita di potassio, lassativi e glucocorticoidi.

Il droperidolo può potenziare l’azione dei sedativi (barbiturici, benzodiazepine, sostanze derivate dalla morfina). Lo stesso si applica agli agenti antipertensivi, cosicché ne può derivare ipotensione ortostatica.

Come altri sedativi, il droperidolo può potenziare la depressione respiratoria indotta da oppioidi.

Poiché il droperidolo blocca i recettori della dopamina, esso può inibire l’azione degli agonisti della dopamina, come bromocriptina, lisuride e L-dopa.

Le sostanze che inibiscono l’attività degli isoenzimi (CYP) CYP1A2 e CYP3A4 del citocromo P450, o di entrambi, potrebbero ridurre la velocità di metabolizzazione del droperidolo e prolungarne l’azione farmacologica. Conseguentemente, si suggerisce cautela se il droperidolo è somministrato in concomitanza con gli inibitori del CYP1A2 (per es. ciprofloxacina, ticlopidina) e del CYP3A4 (per es. diltiazem, eritromicina, fluconazolo, indinavir, itraconazolo, ketoconazolo, nefazodone, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, verapamil) o di entrambi (per es. cimetidina, mibefradil).

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Effetti indesiderati

Gli eventi riportati più frequentemente durante l’esperienza clinica sono episodi di sonnolenza e sedazione. Si riferiscono anche casi meno frequenti di ipotensione, aritmie cardiache, sindrome neurolettica maligna (SNM) e sintomi associati al SNM. Si sono verificati, inoltre, disordini motori, come discinesia, episodi di ansia o agitazione.

Classificazione sistemica-organica Comune (da ≥1/100 a <1/10) Non comune (da ≥1/1000 a <1/100) Raro (da ≥1/10.000 a <1/1000) Molto raro (<1/10.000) Non conosciuto (non stimabile in base ai dati disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico       Discrasia ematica  
Disturbi del sistema immunitario     Reazione anafilattica; edema angioneurotico; ipersensibilità    
Disturbi del metabolismo e della nutrizione         Inappropriata secrezione di ormone antidiuretico
Disturbi psichiatrici   Ansia; agitazione/acatisia Stati confusionali; agitazione Disforia Allucinazioni
Patologie del sistema nervoso Sonnolenza Distonia; rotazione degli occhi   Disturbo extrapiramidale; convulsioni; tremore Attacchi epilettici; morbo di Parkinson; iperattività psicomotoria; coma
Patologie cardiache   Tachicardia; vertigini Aritmie cardiache, incluse aritmie ventricolari Arresto cardiaco Torsione di punta; intervallo QT prolungato all’elettrocardiogrmma
Patologie vascolari Ipotensione       Sincope
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche         Broncospasmo; laringospasmo
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo     Rash    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione     Sindrome neurolettica maligna (SNM) Morte improvvisa  

Sono stati occasionalmente riportati sintomi potenzialmente associati alla SNM, ossia alterazioni della temperatura corporea, rigidità e febbre. Un’alterazione dello stato mentale con confusione o agitazione e uno stato di coscienza alterato sono stati osservati. L’instabilità vegetativa può manifestarsi sotto forma di tachicardia, pressione arteriosa instabile, sudorazione/salivazione eccessiva e tremore. In casi estremi la SNM può portare al coma o a problemi renali e/o epatobiliari.

Casi isolati di amenorrea, galattorrea, ginecomastia, iperprolattinemia e oligomenorrea sono stati associati a un’esposizione prolungata nelle indicazioni psichiatriche.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

In uno studio prospettico, 80 pazienti affetti da hyperemesis gravidarum hanno ricevuto dosi elevate di droperidolo (in media 1 mg/ora in 50 ore) per controllare la nausea e il vomito. L’epoca gestazionale al momento del parto, ossia il peso alla nascita, l’incidenza della nascita pretermine e l’incidenza di “feto piccolo per l’epoca gestazionale” erano comparabili a un gruppo di controllo storico. Un altro studio, che ha coinvolto 28 pazienti a cui è stato somministrato mediamente 1 mg/ora di droperidolo in 40 ore, non ha evidenziato alcuna differenza statisticamente significativa tra il gruppo di trattamento e il gruppo di controllo storico circa aborti spontanei, aborti volontari, punteggio di Apgar, epoca gestazionale al momento del parto e peso alla nascita.

Il droperidolo non si è dimostrato teratogeno nei ratti. Gli studi sugli animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto e sullo sviluppo post-natale.

Nei bambini neonati da madri sottoposte a trattamento a lungo termine e con dosi elevate di neurolettici sono stati descritti disturbi neurologici temporanei di natura extrapiramidale.

In pratica, come misura precauzionale, è preferibile non somministrare il droperidolo durante la gravidanza. In tarda gravidanza, se la sua somministrazione è necessaria, si consiglia di monitorare le funzioni neurologiche del neonato.

Allattamento

I neurolettici del gruppo dei butirrofenoni sono noti per essere escreti nel latte materno; il trattamento con droperidolo deve essere limitato a una singola somministrazione o l’allattamento dovrà essere interrotto se sono necessarie dosi ripetute. La somministrazione ripetuta non è raccomandata.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale.

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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