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ACE INIBITORI, ASSOCIAZIONI

RAMIPRIL ID GE

14CPR 5+25MG

GERMED PHARMA SpA

Descrizione prodotto

RAMIPRIL ID GE*14CPR 5+25MG

Principio attivo

RAMIPRIL/IDROCLOROTIAZIDE

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

ACE INIBITORI, ASSOCIAZIONI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

2.48


Codice ATC livello 5:
C09BA05

Codice AIC:
38170205


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione essenziale. L’associazione a dose fissa di ramipril e idroclorotiazide è indicata in pazienti la cui pressione sanguigna non è controllata in modo adeguato dal ramipril da solo o dall’idroclorotiazide da sola.

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Composizione

Ramipril e idroclorotiazide GERMED 2,5 mg + 12,5 mg compresse: ogni compressa contiene 2,5 mg di ramipril e 12, 5 mg di idroclorotiazide.

Ramipril e idroclorotiazide GERMED 5 mg + 25 mg compresse: ogni compressa contiene 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide.

Eccipienti:

Ramipril e idroclorotiazide GERMED 2,5 mg + 12,5 mg compresse: lattosio monoidrato 64,5 mg.

Ramipril e idroclorotiazide GERMED 5 mg + 25 mg compresse: lattosio monoidrato 129 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Amido di mais pregelatinizzato, sodio stearil fumarato, sodio bicarbonato, lattosio monoidrato, sodio croscarmellosa.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al ramipril, ad altri ACE inibitori , alle tiazidi o ad altri derivati sulfonamidici o a uno qualsiasi degli eccipienti, Anamnesi di edema angioneurotico relativo ad un precedente trattamento con un ACE inibitore, Edema angioneurotico ereditario/idiopatico, Funzionalità renale gravemente compromessa (clearance della creatinina 30ml/min /1,73 m² di superficie corporea) o anuria.

Funzionalità epatica gravemente compromessa e/o colestasi

Sia durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza, sia durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

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Posologia

L’associazione a dose fissa non è adatta per la terapia iniziale.

Generale: Devono essere corretti deficit elettrolitici e/o di fluidi.

Adulti:

La somministrazione dell’associazione a dose fissa Ramipril e idroclorotiazide GERMED è raccomandata solo dopo una titolazione individuale della dose dei singoli componenti.

La dose può essere aumentata con intervalli di almeno 3 settimane. La dose iniziale abituale è 2,5 mg di ramipril e 12,5 mg di idroclorotiazide una volta al giorno. La dose di mantenimento abituale è 2,5 mg di ramipril e 12,5 mg di idroclorotiazide o 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. La dose massima raccomandata è 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide.

Pazienti anziani e pazienti con funzionalità renale compromessa:

Si raccomanda di determinare la funzionalità renale all’inizio del trattamento. Il potassio e la creatinina devono essere monitorati periodicamente in questi pazienti, per esempio ogni due mesi quando il trattamento è stato stabilizzato (vedere paragrafo 4.4).

Nei pazienti anziani e nei pazienti con clearance della creatinina tra 30 e 60 ml/min, i singoli componenti individuali di ramipril e idroclorotiazide vengono titolati individualmente con particolare attenzione, prima di passare a Ramipril e idroclorotiazide GERMED 2,5 mg + 12,5 mg compresse e 5 mg + 25 mg compresse.

Nel caso in cui il paziente abbia avuto benefici da un precedente trattamento con un diuretico, può insorgere ipotensione sintomatica dopo la dose iniziale del prodotto, specialmente in pazienti con deplezione di sali (iponatriemia) e/o ipovolemia, causata da un trattamento diuretico precedente. Il diuretico deve essere interrotto 2 o 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con Ramipril e idroclorotiazide GERMED 2,5 mg + 12,5 mg compresse e 5 mg + 25 mg compresse; in pazienti in cui la sospensione del diuretico è impossibile, il trattamento deve iniziare con ramipril alla dose di 2,5 mg.

La dose di Ramipril e idroclorotiazide GERMED deve essere mantenuta il più bassa possibile. La dose massima giornaliera è 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide.

Ramipril e idroclorotiazide GERMED è controindicato in pazienti con funzionalità renale gravemente compromessa (clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 mq di superficie corporea) (vedere anche paragrafo 4.3).

Funzionalità epatica compromessa:

In pazienti con compromissione della funzionalità epatica da media a moderata, la dose di ramipril deve essere titolata prima di passare a Ramipril e idroclorotiazide GERMED.

Ramipril e idroclorotiazide GERMED non deve essere utilizzato in pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa e/o colestasi (vedere paragrafo 4.3).

Bambini e adolescenti (<18 anni di età):

Ramipril e idroclorotiazide GERMED non è raccomandato per l’uso in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia (vedere paragrafo 5.1)

Somministrazione:

Ramipril e idroclorotiazide GERMED deve essere assunto come dose singola la mattina con una sufficiente quantità di liquido. Le compresse possono essere assunte con o senza cibo.

I pazienti ad alto rischio di ipotensione acuta grave devono essere monitorati dal punto di vista medico preferibilmente in ospedale, fino a quando si attende il massimo effetto dopo la somministrazione della prima dose e ogni qual volta la dose di ACE inibitore e diuretico viene aumentata. Questo si applica anche a pazienti con angina pectoris o malattia cerebrovascolare, nei quali un’eccessiva ipotensione può portare ad infarto del miocardio o accidente cerebrovascolare. In pazienti con ipertensione maligna o insufficienza cardiaca grave l’inizio della terapia e gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati in ospedale.

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Avvertenze e precauzioni

Ramipril

Ipotensione sintomatica

Si verifica ipotensione sintomatica raramente in pazienti con ipertensione non complicata. In pazienti ipertesi che assumono ramipril, l’ipotensione si verifica più frequentemente in pazienti ipovolemici (per es. a causa di una terapia diuretica, restrizione di sale nella dieta, dialisi, diarrea o vomito), o che soffrono di ipertensione renina-dipendente (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). É stata osservata in pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza insufficienza renale associata. Questo si verifica con più probabilità in pazienti con gradi più gravi di insufficienza cardiaca, come conseguenza dell’uso di alte dosi di diuretici dell’ansa, o in chi soffre di iponatriemia o compromissione della funzionalità renale. Poiché ramipril/idroclorotiazide contiene idroclorotiazide, il trattamento con altri diuretici deve, se possibile, essere interrotto prima di iniziare il trattamento.

In pazienti con rischio aumentato di ipotensione sintomatica, l’inizio della terapia e l’aggiustamento della dose devono essere monitorati attentamente. Simili considerazioni si applicano a pazienti con malattia ischemica cardiaca o malattia cerebrovascolare, nei quali una caduta eccessiva della pressione sanguigna può portare ad infarto del miocardio o ad accidente cerebrovascolare.

Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere sistemato in posizione supina e, se necessario, ricevere un’infusione endovenosa di una normale soluzione salina. Una risposta ipotensiva transitoria non è una controindicazione per ulteriori dosi, che di solito possono essere somministrate senza complicazioni una volta che la pressione sanguigna è aumentata dopo l’espansione di volume.

In alcuni pazienti con insufficienza cardiaca che hanno una pressione sanguigna nella norma o bassa, si può verificare, con il ramipril una diminuzione ulteriore della pressione sanguigna sistolica. Questo effetto è previsto e di solito non richiede un’interruzione del trattamento. Se l’ipotensione diventa sintomatica, può essere necessaria una riduzione della dose o un’interruzione del trattamento con ramipril.

Stenosi della valvola aortica e della valvola mitrale/Cardiomiopatia ipertrofica

Come con altri ACE inibitori, ramipril deve essere somministrato con cautela in pazienti con stenosi della valvola mitrale e ostruzione del flusso in uscita del ventricolo sinistro, come stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica.

In caso di rilevanza emodinamica non deve essere somministrata una combinazione fissa di ramipril e idroclorotiazide.

Aldosteronismo primario (sindrome di Conn)

L’uso di una combinazione fissa di ramipril/ idroclorotiazide è controindicato, poiché i pazienti con aldosteronismo primario non rispondono agli agenti ipertensivi con l’inibizione del sistema renina-angiotensina.

Compromissione renale/stenosi dell’arteria renale

Vedere paragrafo 4.2.

In pazienti con insufficienza cardiaca, l’ipotensione a seguito dell’inizio della terapia con ACE inibitori può portare a un’ulteriore riduzione della funzionalità renale. È stata segnalata in questa situazione insufficienza renale acuta, di solito reversibile.

La combinazione fissa di ramipril e idroclorotiazide è controindicata nella stenosi dell’arteria renale. Se si sospetta una stenosi dell’arteria renale, deve essere eseguita una renografia prima di iniziare il trattamento.

In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell’arteria renale o con una stenosi dell’arteria di un solo rene, che sono stati trattati con ACE inibitori, si sono verificati aumenti dell’urea e della creatinina sierica nel sangue, di solito reversibile dopo interruzione del trattamento.

Questo rischio è più alto in pazienti con insufficienza renale. Se il paziente soffre contemporaneamente di ipertensione renovascolare, c’è un rischio aumentato di ipotensione grave e insufficienza renale. In questi pazienti, si deve iniziare il trattamento sotto stretto controllo medico con dosi basse e con un’attenta titolazione della dose. Poiché il trattamento con diuretici può dare un contributo agli eventi sopracitati, questi medicinali devono essere interrotti e deve essere monitorata la funzionalità renale durante le prime settimane di terapia con ramipril.

Sono stati osservati aumenti dell’urea nel sangue e della creatinina sierica in alcuni pazienti ipertesi senza una preesistente malattia renale vascolare, di solito minori e transitorie in particolar modo quando ramipril è stato somministrato contemporaneamente ad un diuretico.

Questo si verifica più probabilmente in pazienti con una preesistente compromissione renale. Può essere richiesta una riduzione della dose e/o un’interruzione del diuretico e/o del ramipril.

Pazienti con trapianto renale

Poiché non c’è esperienza sull’uso di ramipril in pazienti con un trapianto renale recente, non si raccomanda la somministrazione di ramipril per questo gruppo di pazienti.

Ipersensibilità/angioedema

Sono stati segnalati raramente angioedema del viso, delle estremità, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe in pazienti trattati con ACE inibitori, incluso il ramipril. Questo si può verificare in qualsiasi momento durante la terapia. In questi casi, il ramipril deve essere interrotto tempestivamente e si deve iniziare un trattamento appropriato e il monitoraggio per assicurare la completa risoluzione di tutti i sintomi prima di dimettere il paziente. Anche nel caso in cui sia gonfia solo la lingua, senza affanno, può essere richiesta una prolungata osservazione del paziente poiché il trattamento con antiistaminici e corticosteroidi può essere insufficiente.

Molto raramente, sono stati segnalati casi di morte improvvisa dovuti ad angioedema, associati a edema laringeo o edema della lingua. Edema che coinvolge la lingua, la glottide o la laringe, probabilmente è causa di ostruzione delle vie aeree, in particolar modo in pazienti con storia di interventi alle vie aeree. In questi casi deve essere tempestivamente somministrata una terapia di emergenza. Questo può includere la somministrazione di adrenalina e/o il mantenimento della pervietà delle vie aeree. Il paziente deve rimanere sotto stretto controllo medico fino alla completa e sostenuta risoluzione dei sintomi.

I pazienti con un’anamnesi di angioedema non correlata alla terapia con ACE inibitori possono essere esposti a rischio maggiore di angioedema mentre assumono un ACE inibitore (vedere paragrafo 4.3).

Reazioni anafilattoidi in pazienti emodializzati

Sono state segnalate reazioni anafilattoidi in pazienti dializzati con membrane ad alto flusso (per es. AN69) e trattati contemporaneamente con un ACE inibitore. In questi pazienti deve essere utilizzato un tipo diverso di membrane da dialisi o una classe diversa di agenti antiipertensivi.

Reazioni anafilattoidi LDL aferesi

In rari casi, pazienti che assumevano ACE inibitori durante l’LDL-aferesi (LDL= lipoproteine a bassa densità) con destrano solfato hanno avuto esperienza di reazioni anafilattoidi rischiose per la vita. Queste reazioni venivano evitate dalla sospensione temporanea della terapia con ACE inibitori prima di ciascuna aferesi.

Desensibilizzazione

Pazienti che assumevano ACE inibitori durante il trattamento di desensibilizzazione (es. dal veleno degli imenotteri) hanno avuto reazioni anafilattoidi. Negli stessi pazienti, queste reazioni sono state evitate quando gli ACE inibitori venivano interrotti temporaneamente ma ricomparivano con una somministrazione involontaria del medicinale.

Insufficienza epatica

In casi molto rari gli ACE inibitori sono stati associati a una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e porta a necrosi fulminante e (a volte) morte. Il meccanismo di questa sindrome non è stato compreso. In pazienti che assumono ACE inibitori che sviluppano ittero o aumenti significativi degli enzimi epatici, il ramipril deve essere interrotto e deve essere stabilito un follow-up medico.

Neutropenia/agranulocitosi

Sono state segnalate neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia e anemia in pazienti che assumevano ACE inibitori. Nei pazienti con funzionalità renale normale e nessun altro fattore di complicazione, si verifica raramente neutropenia. La neutropenia e l’agranulocitosi sono reversibili a seguito dell’interruzione dell’ACE inibitore. Il ramipril deve essere utilizzato con estrema cautela in pazienti con malattia vascolare del collagene, in terapia immunosoppressiva, in trattamento con allopurinolo o procainamide, o una combinazione di questi fattori di complicazione, in particolar modo se è presente una funzionalità renale compromessa preesistente. Alcuni di questi pazienti sviluppano gravi infezioni, che in pochi casi non rispondono alla terapia intensiva con antibiotici. Se il ramipril viene utilizzato in questi pazienti, si raccomanda il monitoraggio periodico della conta dei globuli bianchi e i pazienti devono essere invitati a segnalare qualsiasi segno di infezione.

Razza

Gli ACE inibitori possono causare una frequenza più alta di angioedema nei pazienti neri che in pazienti non neri. Come per gli altri ACE inibitori, il ramipril può essere meno efficace nell’abbassare la pressione sanguigna nei pazienti neri rispetto a quelli non neri, probabilmente a causa di una più alta prevalenza di stati di bassa renina nella popolazione nera ipertesa.

Tosse

È stata segnalata tosse con l’uso di ACE inibitori. Tipicamente, la tosse è non produttiva, persistente e si risolve dopo l’interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE inibitori deve essere considerata parte della diagnosi differenziale di tosse.

Insufficienza cardiaca grave

In pazienti con insufficienza cardiaca grave (classe IV) il trattamento deve essere iniziato con una attenta supervisione medica, e la dose iniziale deve essere bassa.

Chirurgia/anestesia

Il ramipril può causare ipotensione o shock ipotensivo in pazienti sottoposti a chirurgia maggiore o che sono sotto anestesia, come risultato del potenziamento degli anestetici, che possono causare ipotensione. Il trattamento appropriato in questi casi è la ricostituzione del volume. Le tiazidi possono ridurre la risposta arteriosa alla noradrenalina. Nelle operazioni di emergenza la dose di premedicazione e di anestetico devono essere ridotte. Le tiazidi possono aumentare la risposta alla tubocurarina. Il trattamento con un’associazione fissa di ramipril e idroclorotiazide deve, se possibile, essere interrotto prima dell’intervento chirurgico, in alternativa deve essere prestata particolare attenzione per affrontare l’ostruzione del flusso in uscita dal ventricolo sinistro.

Iperkaliemia

Sono stati osservati aumenti del potassio sierico in alcuni pazienti trattati con ACE inibitori, incluso ramipril. I pazienti a rischio per lo sviluppo di iperkaliemia includono quelli con insufficienza renale, diabete mellito, o quelli che usano contemporaneamente diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, o quei pazienti che assumono altri farmaci associati a un aumento del potassio sierico (ad es. eparina). Se l’uso concomitante degli agenti sopracitati è ritenuto appropriato, si raccomanda un regolare monitoraggio del potassio sierico (vedere 4.5).

Pazienti diabetici

Nei pazienti diabetici trattati con altri agenti antidiabetici orali o insulina, durante il primo mese di trattamento con un ACE inibitore il controllo glicemico deve essere strettamente monitorato. (vedere 4.5).

Litio

La combinazione di litio e ramipril generalmente non è raccomandata (vedere 4.5).

Integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio

Sebbene i livelli di potassio, di solito, negli studi clinici con gli ACE inibitori rimangano entro i limiti normali, alcuni pazienti hanno avuto esperienza di iperkaliemia, dopotutto. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia includono insufficienza renale, diabete mellito e uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (per es. spironolattone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio. In particolar modo in pazienti con ridotta funzionalità renale, gli integratori di potassio, i diuretici risparmiatori di potassio o i sostitutii del sale contenenti potassio possono portare ad un significativo aumento di potassio serico.

Il ramipril somministrato contemporaneamente ai diuretici risparmiatori di potassio, può risultare in una ipokaliemia indotta da diuretici.

Proteinuria:

Si può verificare in particolar modo in pazienti con una compromissione esistente della funzionalità renale o su dosi relativamente alte di ACE inibitori.

Idroclorotiazide

Funzionalità renale compromessa

In pazienti con ridotta funzionalità renale, le tiazidi possono precipitare l’azotemia. In pazienti con funzionalità renale compromessa, si possono verificare effetti cumulativi del medicinale. Se si sviluppa insufficienza renale progressiva, caratterizzata da un incremento dell’azoto non proteico, è necessaria un’attenta valutazione della terapia, e deve essere tenuta in considerazione l’interruzione della terapia diuretica (vedere paragrafo 4.3).

Funzionalità epatica compromessa

Le tiazidi devono essere utilizzate con cautela in pazienti con funzionalità renale compromessa o disturbi progressivi della funzionalità epatica, poiché piccole variazioni dell’equilibrio di liquidi ed elettroliti possono portare a coma epatico. (vedere paragrafo 4.3).

Effetti metabolici ed endocrini

La terapia con tiazidi può ridurre la tolleranza al glucosio. Nel diabete possono essere necessari aggiustamenti della dose di insulina o farmaci ipoglicemizzanti orali. Un diabete mellito latente può diventare manifesto durante al terapia con tiazidi.

Alla terapia diuretica con tiazidi sono stati associati aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi . In alcuni pazienti trattati con diuretici tiazidici si può verificare iperuricemia, o si può sviluppare gotta evidente.

Gotta

In alcuni pazienti, il trattamento con tiazidi può causare iperuricemia e/o gotta. Comunque, il ramipril può aumentare l’escrezione di acido urico, e questo attenua l’effetto di iperuricemia dell’idroclorotiazide.

Squilibri elettrolitici

Deve essere eseguita una determinazione periodica degli elettroliti sierici a intervalli appropriati, per ogni paziente trattato con diuretici.

Le tiazidi, inclusa l’idroclorotiazide, possono causare squilibrio di liquidi ed elettroliti (ipokaliemia, iponatriemia e alcalosi ipocloremica). Segnali di avvertimento dello squilibrio di liquidi ed elettroliti sono secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, mialgia, o crampi muscolari, fatica muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disordini gastrointestinali come nausea e vomito.

Sebbene si possa sviluppare ipokaliemia durante il trattamento con diuretici tiazidici, l’uso concomitante di ramipril può diminuire l’ipokaliemia indotta da diuretici. Il rischio di ipokaliemia è più probabile nei pazienti con cirrosi epatica, in pazienti che soffrono di diuresi rapida, in pazienti che hanno un’assunzione orale di elettroliti inadeguata e in pazienti trattati contemporaneamente con corticosteroidi o ACTH (vedere 4.5).

Quando fa caldo si può verificare iponatriemia in pazienti edematosi. La carenza di cloro è generalmente lieve e non necessita di trattamento. Il potassio sierico deve essere determinato prima che sia iniziato il trattamento, dopo una settimana di trattamento, e poi misurato a intervalli regolari in seguito.

L’uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio o altri medicinali che possono aumentare il potassio sierico (es. eparina sodica) possono causare un aumento dei livelli di potassio sierico.

In pazienti con lungo intervallo QT idiopatico o causata da un medicinale, sia ipokaliemia e bradicardia sono fattori di rischio che possono causare torsioni di punta. In questi casi il potassio sierico deve essere monitorato a frequenti intervalli.

Le tiazidi possono ridurre l’escrezione di potassio e causare un lieve intermittente aumento dei livelli di calcio sierico anche in assenza di disordini noti del metabolismo del calcio. Una spiccata ipercalcemia può essere un indizio di un iperparatiroidismo nascosto. Le tiazidi devono essere interrotte prima che vengano effettuati i test della funzionalità paratiroidea. Le tiazidi si sono dimostrate aumentare l’escrezione renale di magnesio, che può portare ad ipomagnesia.

Neutropenia/Agranulocitosi

La dose fissa di combinazione di ramipril e idroclorotiazide deve essere interrotta se si scopre o si sospetta neutropenia (neutrofili minori di 1000/mm³).

Test antidoping

L’idroclorotiazide contenuta in questo medicinale può determinare positività ai test anti-doping

Altro

Si possono verificare reazioni di ipersensibilità in pazienti con o senza un’anamnesi di asma allergico o bronchiale.

Sono state segnalate possibilità di un peggioramento o di un’attivazione del lupus eritematoso sistemico.

L’associazione fissa di ramipril e idroclorotiazide può essere utilizzata solo dopo una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio sotto un regolare monitoraggio di parametri clinici e di laboratorio rappresentativi in caso di:

disturbo delle reazioni immunitarie o malattia del collagene (es. lupus eritematoso, scleroderma), terapia sistemica concomitante con medicinali che sopprimono le reazioni immunitarie (es. corticoidi, citostatici, antimetaboliti), allopurinolo, procainamide o litio), gotta.

Questo medicinale contiene lattosio monoidrato.

I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

Sono state segnalate le seguenti interazioni tra ramipril/idroclorotiazide compresse, altri ACE inibitori o prodotti che contengono idroclorotiazide.

Ramipril

Diuretici

Quando viene aggiunto un diuretico alla terapia di un paziente che assume ramipril, l’effetto antiipertensivo è di solito additivo.

I pazienti che già assumono diuretici e in particolar modo quelli nei quali la terapia con diuretici è stata istituita recentemente, possono occasionalmente soffrire di una eccessiva riduzione della pressione sanguigna quando viene aggiunto ramipril. La possibilità di ipotensione sintomatica con ramipril può essere minimizzata interrompendo il diuretico prima dell’inizio del trattamento con ramipril (vedere paragrafo 4.4).

Antinfiammatori non steroidei (FANS), compreso acido acetilsalicilico <3g/die

La somministrazione cronica di FANS può ridurre l’effetto antiipertensivo di un ACE inibitore. I FANS e gli ACE inibitori esercitano un effetto additivo sull’aumento del potassio sierico e possono portare a deterioramento della funzionalità renale. Questi effetti sono solitamente reversibili. Raramente, si può verificare insufficienza renale acuta, in particolar modo in pazienti con funzionalità renale compromessa come negli anziani o nelle persone disidratate.

Altri antiipertensivi

L’uso concomitante di questi medicinali può aumentare l’effetto ipotensivo di ramipril. L’uso concomitante di trinitroglicerina e altri nitrati, o altri vasodilatatori, può ridurre ulteriormente la pressione sanguigna.

Antidepressivi triciclici/antipsicotici/anestetici

L’uso concomitante di alcuni medicinali anestetici, antidepressivi triciclici e antipsicotici con ACE inibitori può portare a ulteriore riduzione della pressione sanguigna (vedere paragrafo 4.4).

Simpaticomimetici

I simpaticomimetici possono ridurre l’effetto ipotensivo degli ACE inibitori; i pazienti devono essere monitorati attentamente.

Antidiabetici

Studi epidemiologici hanno suggerito che la somministrazione concomitante di ACE inibitori e medicinali antidiabetici (insulina, ipoglicemizzanti orali) può causare un aumento dell’effetto di diminuzione del glucosio nel sangue con rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno sembrava verificarsi con più probabilità durante le prime settimane di trattamento combinato in pazienti con compromissione renale.

Allopurinolo

La somministrazione concomitante di ACE inibitori e allopurinolo aumenta il rischio di insufficienza renale e può portare a un aumento del rischio di leucopenia.

Ciclosporina

La somministrazione concomitante di ACE inibitori e ciclosporina aumenta il rischio di insufficienza renale e iperkaliemia.

Lovastatina

La somministrazione concomitante di ACE inibitori e lovastatina aumenta il rischio di iperkaliemia.

Procainamide, citostatici o medicinali immunosoppressori

La somministrazione concomitante con ACE inibitori può portare ad un rischio aumentato di leucopenia.

Emodialisi

Ramipril/Idroclorotiazide non è indicato in pazienti che richiedono dialisi poiché è stata segnalata un’alta incidenza di reazioni anafilattoidi in pazienti dializzati con membrane ad alto flusso e trattati contemporaneamente con ACE inibitori.

Idroclorotiazide

Amfotericina B (parenterale), carbenoxolone, corticosteroidi, corticotropina (ACTH) o lassativi stimolanti.

L’idroclorotiazide può causare squilibri elettrolitici, specialmente ipokaliemia.

Sali di calcio/vitamina D

Si può verificare un aumento dei livelli di calcio sierico come risultato di una diminuita escrezione se somministrati contemporaneamente a diuretici tiazidici.

Glicosidi cardiaci

Un aumentato rischio di intossicazione da digitatici insieme a tiazidi induce ipokaliemia. Gli effetti e gli effetti indesiderati (potenziamento di effetti cardiotossici) di glicosidi digitalici e agenti antiaritmici può essere potenziato se c’è una preesistente carenza di potassio e/o carenza di magnesio.

Colestiramina e colestipolo

Queste possono ridurre o rallentare l’assorbimento di idroclorotiazide. Quindi i diuretici sulfonamidici devono essere assunti almeno un’ora prima o da quattro a sei ore dopo questi farmaci.

Rilassanti muscolari non depolarizzanti (es. derivati del curaro).

L’effetto di questi medicinali può essere aumentato dall’idroclorotiazide.

Medicinali associati a torsione di punta

A causa del rischio di ipokaliemia, deve essere prestata attenzione se viene somministrata idroclorotiazide contemporaneamente a medicinali associati a torsione di punta quali ad es. alcuni antipsicotici e altri medicinali che sono noti per indurre torsioni di punta.

Sotalolo.

L’ipokaliemia indotta da tiazidi può aumentare il rischio di aritmie indotte da sotalolo.

Ramipril/Idroclorotiazide

Integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio

Anche se i livelli di potassio rimanevano di solito entro i limiti normali negli studi clinici con ACE inibitori, alcuni pazienti hanno avuto comunque episodi di iperkaliemia. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia includono insufficienza renale , diabete mellito e uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (es. spironolattone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio. In particolar modo in pazienti con ridotta funzionalità renale gli integratori di potassio, i diuretici risparmiatori di potassio, i sostituti del sale contenenti potassio possono portare ad aumenti significativi di potassio sierico.

Il ramipril somministrato contemporaneamente a diuretici risparmiatori di potassio, può portare a un miglioramento dell’ipokaliemia indotta da diuretici.

Litio

Sono stati segnalati aumenti reversibili delle concentrazioni di litio sierico e tossicità, durante la somministrazione concomitante di litio e ACE inibitori. L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il rischio di tossicità da litio e incrementare la già aumentata tossicità da litio con ACE inibitori. L’uso di ramipril con il litio non è raccomandato, ma se si rende necessaria l’associazione, deve essere effettuato un attento monitoraggio dei livelli di litio sierico (vedere paragrafo 4.4).

Trimetoprim

La somministrazione concomitante di ACE inibitori e tiazidi con trimetoprim aumentano il rischio di iperkaliemia.

Agenti antidiabetici orali (es. sulfaniluree/biguanidi come la metformina) insulina

L’idroclorotiazide può probabilmente ridurre l’effetto di questi medicinali e il ramipril può pronunciare l’effetto ipoglicemizzante.

Sodio cloruro

Riduce l’effetto antiipertensivo dell’associazione fissa di ramipril e idroclorotiazide.

Trattamento con alte dosi di salicilati(>3 g/die)

L’idroclorotiazide può potenziare l’effetto tossico sul SNC dei salicilati

Alcool

L’associazione fissa di ramipril e idroclorotiazide può potenziare l’effetto dell’alcool. La concomitante assunzione di alcool può peggiorare l’ipotensione ortostatica.

Liquirizia

La liquirizia può portare a perdita di potassio e di magnesio.

Metildopa

È stata descritta emolisi dovuta alla formazione di anticorpi contro il componente efficace idroclorotiazide.

Ipnotici, stupefacenti, anestetici

Peggioramento dell’ipotensione (ortostatica) (gli anestesisti devono essere informati del trattamento con la combinazione fissa di ramipril e idroclorotiazide , vedere anche paragrafo 4.4).

Mezzi di contrasto contenenti iodio

Aumentato rischio di insufficienza renale acuta, in particolar modo con alte dosi di mezzi di contrasto contenenti iodio.

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Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati in associazione alla terapia con ACE inibitori, ramipril o idroclorotiazide: sintomi quali vertigini, debolezza generale, visione offuscata si sono verificati raramente con disturbi dello stato di coscienza (sincope).

Si è verificata ipotensione grave dopo l’inizio o l’aumento della terapia. Questo si verifica in particolar modo in alcuni gruppi a rischio (vedere paragrafo 4.4). Sono stati segnalati casi isolati di tachicardia, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, infarto del miocardio, grave ipotensione con shock, attacchi ischemici transitori e emorragia cerebrale, e infarto cerebrale ischemico, per gli ACE inibitori in associazione a ipotensione.

Sono state utilizzate le seguenti terminologie per classificare il verificarsi di effetti indesiderati:

Molto comune(≥ 1/10)

Comune (≥ 1/100 a <1/10)

Non comune (≥ 1/1000 a <1/100)

Raro (≥ 1/10.000 a <1/1000)

Molto raro (≥ 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Frequenza Classificazione sistemica organica Comune Non comune Raro Molto raro
Patologie cardiache       Angina pectoris, infarto del miocardio, aritmia, palpitazioni, tachicardia.
Patologie del sistema emolinfopoietico     Diminuzione dell’emoglobina, ematocrito, leucopenia, trombocitopenia. Agranulocitosi, pancitopenia, eosinofilia, anemia emolitica in pazienti con G-6-PDH.
Patologie del sistema nervoso Vertigini, fatica, mal di testa, debolezza Sonnolenza Irrequietezza, disordini dell’olfatto, disturbi dell’equilibrio, parestesia Attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale
Patologie dell’occhio   Congiuntivite/blefarite* Miopia transitoria, visione offuscata  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse, bronchite   Dispnea, sinusite, rinite, faringite, glossite, broncospasmo, polmonite interstiziale allergica Edema angioneurotico con ostruzione fatale delle vie respiratorie ¹,edema polmonare causato ad ipersensibilità all’idroclorotiazide
Patologie gastrointestinali Nausea, dolore addominale, vomito, indigestione Crampi epigastrici, sete, costipazione, diarrea, perdita di appetito Secchezza delle fauci, vomito, disturbi del gusto, infiammazione delle membrane mucose della bocca e della lingua, sialadenite, glossite Ileo, pancreatite (emorragica)
Patologie renali e urinarie   Proteinuria Deterioramento della funzionalità renale, aumentato azoto ureico nel sangue (BUN), urea nel sangue, e creatinina sierica, disidratazione Insufficienza renale (acuta), nefrosi, nefrite interstiziale, oliguria
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo ³ Reazioni allergiche come eruzione cutanea Fotosensibilità, prurito, orticaria Vampate, diaforesi, edema angioneurotico Eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica reazioni cutanee psoriasiformi o pemfigoidi, lupus eritematoso, alopecia*, peggioramento della psoriasi, onicolisi
Patologie del sistema muscoloscheletrico     Crampi muscolari, mialgia, artralgia, debolezza muscolare, artrite Paresi
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipokaliemia, iperuricemia,con aumento dell’urea e della creatinina, iperglicemia, gotta Iperkaliemia, iponatriemia, ipomagnesiemia, ipercloremia, ipercalcemia Disturbi dell’equilibrio dei liquidi ed elettrolitico (in particolar modo in pazienti con malattia renale preesistente), ipocloremia, alcalosi metabolica Trigliceridi elevati, ipercolesterolemia, aumento dell’amilasi, peggioramento del diabete
Patologie vascolari ipotensione   Malattia tromboembolica, sincope Attacchi ischemici transitori, ictus, peggioramento della sindrome di Raynaud, disordini alle vene, infiammazioni venose, trombosi, emboli
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione     Tinnito Reazioni anafilattiche, edema angioneurotico¹
Patologie epatobiliari     Aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina Ittero col estatico/ittero, epatite, ittero ², colecistite (in caso di preesistente calcolosi biliare), necrosi epatica
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Libido diminuita Impotenza  
Disturbi psichiatrici   Apatia, nervosismo Ansia, confusione, depressione, disturbi del sonno  

Incidenza aumentata di edema angioneurotico in persone nere, gli ACE inibitori sono stati associati all’insorgenza di edema angioneurotico compresi viso e tessuto orofaringeo in un gruppo minore di pazienti

Il monitoraggio medico del paziente è richiesto quando si verificano ittero o enzimi epatici elevati.

In caso di gravi reazioni cutanee è necessario contattare il medico immediatamente.

È stato segnalato un insieme di sintomi associato a uno o più dei seguenti sintomi:

Febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, test ANA per gli anticorpi antinucleo positivo, aumentata sedimentazione dei globuli rossi (ESR), eosinofilia e leucocitosi, eruzione cutanea, fotosensibilità o altre manifestazioni dermatologiche.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Ramipril/Idroclorotiazide non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. Quando si programma o viene confermata una gravidanza, deve essere iniziato un trattamento alternativo prima possibile. Non sono stati condotti studi controllati con ACE inibitori sugli uomini, ma un numero di casi limitati di esposizione nel primo trimestre di gravidanza non ha evidenziato malformazioni.

Ramipril/Idroclorotiazide può causare, quando somministrato a donne in gravidanza morbilità fetale e neonatale. Alcune dozzine di casi sono stati segnalati nella letteratura mondiale.

L’esposizione prolungata durante il secondo e il terzo trimestre può indurre tossicità nei feti (diminuita funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e nei neonati (insufficienza renale neonatale, ipotensione e iperkaliemia). In più, l’uso di ACE inibitori (incluso Ramipril/Idroclorotiazide) è stato associato ad un potenziale aumento del rischio di difetti della nascita.

Quando la gravidanza è certa, gli ACE inibitori devono essere interrotti il prima possibile e deve essere condotto regolarmente un monitoraggio dello sviluppo fetale. Nelle donne che stanno programmando una gravidanza, gli ACE inibitori (incluso ramipril/idroclorotiazide) non devono essere utilizzati. Donne in età fertile devono essere rese consapevoli dei potenziali rischi e gli ACE inibitori (incluso ramipril/idroclorotiazide) devono essere somministrati solo dopo un attento consiglio e dopo la considerazione dei rischi e dei benefici individuali.

L’idroclorotiazide in caso di prolungata esposizione durante il terzo trimestre di gravidanza può causare ischemia feto-placentare e rischio di ritardo della crescita. In più, sono stati segnalati casi rari di ipoglicemia, ittero e trombocitopenia nei neonati in caso di esposizione vicino al termine. Altri effetti indesiderati visti negli adulti possono anche verificarsi nei neonati.

L’idroclorotiazide può ridurre sia il volume di plasma, sia il flusso sanguigno uteroplacentare.

Allattamento

Ramipril/Idroclorotiazide è controindicato nel periodo di allattamento. Sia il ramipril, sia l’idroclorotiazide sono escreti nel latte umano. Nelle madri che allattano, le tiazidi sono state associate a diminuzione o anche a soppressione dell’allattamento. Si possono verificare ipersensibilità ai derivati sulfonamidici, ipokaliemia e ittero nucleare. A causa della potenziali gravi reazioni avverse nei lattanti da parte di entrambi i farmaci, si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia tenendo conto dell’importanza di questa terapia per la madre.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 30° C.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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