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ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

TRANDOLAPRIL MG

14CPS 2MG

MYLAN SpA

Descrizione prodotto

TRANDOLAPRIL MG*14CPS 2MG

Principio attivo

TRANDOLAPRIL

Forma farmaceutica

CAPSULE

ATC livello 3

ACE INIBITORI NON ASSOCIATI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

4.09


Codice ATC livello 5:
C09AA10

Codice AIC:
38260105


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Ipertensione lieve o moderata.

Disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto.

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Composizione

Ogni capsula contiene:

Trandolapril, 0,5 mg

Trandolapril, 2,0 mg

Ogni capsula contiene 24 mg lattosio monoidrato

Ogni capsula da 0,5 mg o 2 mg contiene 1,26 mg di Giallo Tramonto (E110)

Per l'elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Dimeticone

Cellulosa microcristallina

Lattosio monoidrato

Amido di mais pregelatinizzato

Silice colloidale anidra

Magnesio stearato

Involucro capsule da 0,5 mg:

Gelatina

Titanio diossido (E171)

Eritrosina (E127)

Giallo tramonto (E110)

Giallo di chinolina (E104)

Involucro capsule da 2 mg:

Gelatina

Titanio diossido (E171)

Eritrosina (E127)

Giallo tramonto (E110)

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Controindicazioni

Ipersensibilità nota a trandolapril, altri ACE inibitori o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Storia di edema angioneurotico (per esempio edema di Quincke) associato a precedente somministrazione di un ACE inibitore.

Edema angioneurotico ereditario o idiopatico.

Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego e 4.6 Gravidanza e allattamento).

Allattamento

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Posologia

Trandolapril può essere assunto prima, durante o dopo i pasti.

Adulti:

Ipertensione:

Per l'adulto non in cura con diuretici, senza insufficienza cardiaca congestizia né insufficienza renale o epatica, il dosaggio iniziale raccomandato è di 0,5 mg come dose singola giornaliera. Una risposta terapeutica sara' ottenuta solo in una minoranza di pazienti con una dose di 0,5 mg. Il dosaggio deve essere raddoppiato in modo incrementale a intervalli di 2-4 settimane, sulla base della risposta del paziente, fino a un massimo di 4 mg come singola dose giornaliera.

La dose abituale di mantenimento è di 1-2 mg in singola dose giornaliera. Se la risposta del paziente è ancora insoddisfacente a una dose di trandolapril 4 mg, si deve prendere in considerazione la terapia associativa con diuretici e bloccanti dei canali del calcio.

Disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto.

Dopo un infarto miocardico acuto, una volta ottenute le necessarie condizioni per iniziare il trattamento (stabilità emodinamica e gestione di qualsiasi ischemia residua) è possibile avviare la terapia fin dal terzo giorno. La dose iniziale deve essere bassa (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego), particolarmente all'avvio della terapia se il paziente mostra una pressione arteriosa normale o bassa. La terapia iniziale deve essere di 0,5 mg/giorno (24 ore). È possibile aumentare progressivamente la dose fino a un massimo di 4 mg/giorno in una singola dose. Questo aggiustamento posologico può essere temporaneamente sospeso, per esempio in caso di ipotensione sintomatica.

Il trattamento deve essere avviato in ospedale mantenendo sotto stretto controllo la pressione arteriosa (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego ).

In caso di ipotensione, tutti i trattamenti ipotensivi concomitanti (per esempio vasodilatatori come i nitrati, diuretici) devono essere rivalutati attentamente e se possibile la loro dose deve essere ridotta. La dose di trandolapril deve essere ridotta solamente se tali precauzioni sono insufficienti o non possono essere effettuate.

In caso di precedente trattamento con diuretici, è necessario prestare particolare attenzione:

Si raccomanda o di interrompere il trattamento con diuretici almeno 72 ore prima di avviare il trattamento con trandolapril e/o di avviarlo alla dose di 0,5 mg/giorno. In questo caso la dose deve essere regolata a seconda della risposta del paziente. Se è necessario continuare la terapia con diuretici, questo deve essere fatto sotto diretto controllo medico.

Trattamento diuretico precedente

Nei pazienti a rischio a causa di un sistema renina-angiotensina stimolato (per es. pazienti con deplezione di sodio e acqua), il diuretico deve essere interrotto 2-3 giorni prima di avviare la terapia con 0,5mg trandolapril in modo di ridurre la probabilità di ipotensione sintomatica. Se necessario la terapia con diuretici potrà essere ripresa in seguito.

Insufficienza cardiaca

Nei pazienti ipertesi affetti anche da insufficienza cardiaca congestizia, associata o meno a insufficienza renale, dopo una terapia con ACE inibitori è stata osservata la comparsa di ipotensione sintomatica. In questi pazienti la terapia dovrebbe essere iniziata a una dose di 0,5 mg trandolapril una volta al giorno, sotto stretto controllo medico ospedaliero.

Adattamento del dosaggio nella compromissione della funzionalità renale:

Se la clearance della creatinina e' compresa tra i valori di 0,2 – 0,5 ml/s (10-30 ml/min), il trattamento deve essere avviato con una dose giornaliera di 0,5 mg. Se necessario, è possibile aumentare la dose a 1 mg/giorno in singola dose. Se la clearance della creatinina è inferiore ai 0,2 ml/s (10 ml/min) e se si tratta di pazienti in emodialisi la dose è di 0,5 mg/giorno in singola dose. Per questi pazienti è necessario un regolare controllo di potassio sierico e creatinina sierica.

Ipertensione renovascolare

Il trattamento iniziale deve essere di 0,5mg/giorno. La dose deve essere regolata a seconda della risposta della pressione arteriosa.

Adattamento del dosaggio nella compromissione della funzionalità epatica:

Nei pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa, una diminuzione nella clearance metabolica del composto progenitore trandolapril e del metabolita attivo trandolaprilato causa un forte aumento nei livelli plasmatici di trandolapril e in misura minore un aumento nei livelli di trandolaprilato. Il trattamento con trandolapril deve pertanto essere avviato a una dose di 0,5 mg una volta al giorno sotto stretto controllo medico (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego e 5.2 Proprieta' farmacocinetiche).

Bambino:

Questo prodotto medicinale non deve essere somministrato ai bambini a causa di insufficienza di dati relativi al trattamento dei bambini.

Anziano:

Normalmente non è necessaria alcuna riduzione della dose. Gli studi di farmacocinetica sui pazienti ipertesi di età superiore a 65 anni con funzionalità renale normale per l'età indicano che non è necessario alcun aggiustamento della dose. Tuttavia, poiché alcuni pazienti anziani potrebbero essere particolarmente sensibili agli ACE inibitori, si raccomanda inizialmente di utilizzare dosi basse e controllare la risposta della pressione arteriosa e la funzionalità renale.

È necessario prestare cautela nei pazienti anziani in terapia concomitante con diuretici, con insufficienza cardiaca congestizia o insufficienza renale o epatica. La dose deve essere regolata a seconda della risposta della pressione arteriosa.

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Avvertenze e precauzioni

Rischio di ipotensione e/o insufficienza renale

Nei pazienti con ipertensione non complicata, in rari casi dopo la prima dose o dopo un aumento della dose è stata osservata ipotensione sintomatica. In determinate condizioni si presenta una marcata attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, in particolar modo in caso di grave deplezione di fluidi e sodio (dieta povera di sodio, trattamento prolungato con diuretici, dialisi, diarrea o vomito), stenosi dell'arteria renale, insufficienza cardiaca e cirrosi epatica con edema e/o ascite. La soppressione del sistema renina-angiotensina-aldosterone da parte dell'ACE inibitore potrebbe causare una grave ipotensione arteriosa e /o insufficienza renale funzionale, in particolar modo al primo dosaggio, quando la dose viene aumentata e durante le prime due settimane di trattamento. Una grave ipotensione può portare a svenimento e/o lesioni ischemiche in organi con patologie arteriose (per esempio infarto miocardico acuto, infarto cerebrovascolare).

In questi pazienti a rischio, compresi quelli con angina pectoris o patologie cerebrovascolari, il trattamento con trandolapril deve essere avviato sotto diretto controllo medico e a basse dosi, con un'accurata regolazione della dose. In caso di precedente terapia con diuretici si raccomanda di interrompere la terapia con diuretici almeno 72 ore prima di avviare il trattamento con trandolapril e iniziare con una dose di 0,5 mg/giorno (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione).

Prima di avviare la terapia con trandolapril è necessario rendere stabile l'eventuale deplezione di fluidi e sali.

Se durante il trattamento il paziente sviluppa ipotensione arteriosa o insufficienza renale, potrebbe essere necessario effettuare una riduzione della dose o una sospensione del trattamento con trandolapril e/o con i diuretici.

Un caso di ipotensione arteriosa che si presenti dopo la dose iniziale non esclude un trattamento successivo con trandolapril, a patto che la dose venga regolata prestando attenzione.

In caso di comparsa di ipotensione sintomatica, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, deve ricevere un'infusione di soluzione fisiologica per via endovenosa. In caso di bradicardia può essere necessario somministrare atropina per via endovenosa.

Pazienti con ipertensione renovascolare

Il trattamento dell'ipertensione renovascolare avviene per rivascolarizzazione.

Tuttavia, gli ACE inibitori possono essere utili fino all'effettuazione della rivascolarizzazione, o qualora tale procedura non possa essere effettuata. Il rischio di grave ipotensione arteriosa e insufficienza renale aumenta quando i pazienti con storia di stenosi unilaterale o bilaterale dell'arteria renale vengono trattati con un ACE inibitore. I diuretici potrebbero aumentare ulteriormente il rischio. La perdita di funzionalità renale potrebbe presentarsi con cambiamenti anche piccoli nella creatinina sierica, perfino in pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale. In questi pazienti la terapia deve essere avviata in ospedale sotto diretto controllo medico a basse dosi e con un'attenta regolazione della dose. Durante le prime settimane di trattamento la terapia con diuretici deve essere interrotta, e funzionalità renale e potassio sierico sottoposti a regolare controllo.

Valutazione della funzionalità renale

La valutazione del paziente deve comprendere la valutazione della funzionalità renale prima dell'avvio della terapia e durante il trattamento. Se la compromissione della funzionalità renale è presente prima della terapia o se vengono utilizzate dosi relativamente alte si potrebbe presentare proteinuria.

Pazienti con insufficienza renale

In caso di insufficienza renale è possibile ridurre la dose se la clearance della creatinina è ≤0,5 ml/s (£30 ml/min) (vedere paragrafo 4.2 Poslogia e modo di somministrazione). Nei pazienti con insufficienza renale si raccomanda di controllare con attenzione la funzionalità renale e potassio sierico durante le prime settimane di trattamento e successivamente al bisogno. Con la somministrazione di trandolapril in associazione a diuretici, alcuni pazienti ipertesi senza patologia renale precedentemente diagnosticata potrebbero sviluppare gli aumenti delle concentrazioni dell'urea e della creatinina sierica e aumenti nei livelli di creatinina sierica. Si potrebbe presentare proteinuria.

Nei pazienti con insufficienza renale, insufficienza cardiaca congestizia o stenosi unilaterale o bilaterale dell'arteria renale, nel singolo rene oltre che dopo trapianto di rene, esiste il rischio di compromissione della funzionalità renale. Se rilevata precocemente, tale compromissione della funzionalità renale è reversibile all'interruzione della terapia.

Trapianto di rene

Non esistono dati relativi alla somministrazione di trandolapril nei pazienti che hanno subito di recente un trapianto di rene. La terapia con trandolapril non è pertanto raccomandata.

Pazienti con compromissione della funzionalità epatica

Dato che trandolapril è un profarmaco metabolizzato alla sua forma attiva nel fegato, i pazienti con compromissione della funzionalità epatica devono essere seguiti con particolare cautela ed essere sottoposti a stretto controllo medico.

Insufficienza epatica

Raramente, gli ACE inibitori sono stati associati a una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e progredisce fino a necrosi epatica fulminante e (a volte) decesso. Il meccanismo di tale sindrome è ancora ignoto. I pazienti in terapia con ACE inibitori che sviluppano ittero o innalzamento marcato degli enzimi epatici devono interrompere l'ACE inibitore ed essere sottoposti ad appropriato controllo medico.

Angioedema

Nei pazienti trattati con un ACE inibitore, compreso trandolapril, sono stati riferiti casi di edema a viso, labbra, lingua, glottide e/o laringe, oltre che agli arti. L'angioedema può presentarsi in particolar modo durante le prime settimane di trattamento. Raramente si sviluppa solo dopo un trattamento prolungato con un ACE inibitore.

In tali casi la terapia con trandolapril deve essere sospesa, e il paziente deve essere sottoposto a controllo medico fino alla scomparsa dell'edema. Quando l'edema è localizzato a comprendere solamente il viso, generalmente scompare senza alcun trattamento, anche se gli antistaminici si sono rivelati utili nell'alleviare i sintomi.

L'associazione di edema facciale e laringeo può essere potenzialmente fatale. La tumefazione di lingua, glottide o laringe può causare ostruzione delle vie respiratorie. È necessario somministrare rapidamente adrenalina 0,1% (0,3-0,5 ml) per via sottocutanea e altre misure terapeutiche come necessario.

Dopo tale reazione allergica non si deve riavviare la terapia con un ACE inibitore. I pazienti con storia di edema di Quincke non presentatosi in associazione a terapia con un ACE inibitore, se vengono sottoposti a terapia con un ACE inibitore corrono un rischio maggiore di recidiva dell'edema di Quincke (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni).

È stato dimostrato che gli ACE inibitori causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti di etnie negroidi che non in quelli non negroidi.

Nei pazienti in terapia con ACE inibitori sono stati riferiti rari casi di angioedema intestinale. Questi pazienti presentavano dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era storia di angioedema facciale e i livelli di C-1 esterasi erano normali. L'angioedema è stato diagnosticato per mezzo di procedure che comprendevano scansione TC addominale, ultrasuoni o chirurgia e i sintomi si sono risolti dopo la sospensione della terapia con ACE inibitore. L'angioedema intestinale dovrebbe essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti in terapia con ACE inibitori che presentano dolore addominale (vedere 4.8 Effetti indesiderati).

Differenze etniche

Come avviene per altri ACE inibitori, trandolapril potrebbe essere meno efficace nell'effetto ipotensivo nei pazienti di etnie negroidi che non nei pazienti non negroidi. Ciò potrebbe essere causato da una maggiore incidenza di condizioni di bassi livelli di renina nei pazienti ipertesi di etnie negroidi.

Tosse

Durante la terapia con un ACE inibitore potrebbe comparire una tosse secca e non produttiva che scompare con la sospensione. Se la terapia con un ACE inibitore viene considerata essenziale, è possibile prendere in considerazione la ripresa del trattamento.

La tosse indotta da ACE inibitore deve essere considerata come parte della diagnosi differenziale per la tosse.

Iperpotassiemia

In alcuni pazienti trattati con ACE inibitori, compreso Trandolapril, sono stati osservati degli innalzamenti nei livelli sierici di potassio. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperpotassiemia comprendono insufficienza renale, peggioramento delle condizioni renali, età (> 70 anni), diabete mellito, patologie concomitanti , in particolare disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica e utilizzo concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (per es. spironolattone, eplerenone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio; o quei pazienti che assumono altri farmaci associati ad aumenti nel potassio sierico (per es. eparina). L'utilizzo di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, in particolar modo in pazienti con compromissione della funzionalità renale, può portare a un aumento significativo nei livelli sierici di potassio. L'iperpotassiemia può causare aritmie serie e a volte fatali. Se l'utilizzo concomitante di trandolapril e uno qualsiasi dei prodotti summenzionati viene considerato appropriato, essi devono essere utilizzati con cautela e con frequenti controlli del potassio sierico. (Vedere 4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione.)

Chirurgia/Anestesia

Nei pazienti che devono essere sottoposti ad un importante intervento chirurgico o durante l'anestesia con farmaci potenzialmente ipotensivi, gli ACE inibitori possono indurre un'ipotensione arteriosa possibilmente grave, che può essere corretta con somministrazione di plasma artificiale per trasfusione. Se non è possibile sospendere la terapia con l'ACE inibitore, la terapia con plasma artificiale deve essere somministrata con attenzione.

Stenosi aortica/cardiomiopatia ipertrofica

Gli ACE inibitori devono essere utilizzati con grande cautela nei pazienti con stenosi aortica o ostruzione dell'efflusso dal ventricolo sinistro.

Neutropenia/ agranulocitosi

Sono stati osservati casi molto rari di neutropenia/agranulocitosi dopo la terapia con ACE inibitori somministrati ad alte dosi e/o a pazienti con insufficienza renale, in particolar modo associata a patologie del tessuto connettivo (per esempio lupus eritematoso disseminato e sclerodermia) oltre che terapia immunosoppressiva con farmaci aventi un rischio potenziale di leucopenia. La neutropenia è reversibile con l'interruzione della terapia con l'ACE inibitore. La prevenzione migliore è di attenersi attentamente alla dose raccomandata. Se in tali pazienti a rischio la terapia con un ACE inibitore viene considerata necessaria, è necessario considerare attentamente il rapporto rischio/beneficio. Nei pazienti con collagenopatie vascolari (per esempio lupus eritematoso e sclerodermia), in particolar modo se associate a compromissione della funzionalità renale e terapia concomitante in particolare con corticosteroidi e antimetaboliti, o terapia con allopurinolo o procainamide, si deve prendere in considerazione regolari controlli ematologici per leucociti e proteinuria.

Proteinuria

La proteinuria può presentarsi in particolar modo nei pazienti con compromissione conclamata della funzionalità renale o in terapia con dosi relativamente alte di ACE inibitori. Nei pazienti con proteinuria clinicamente rilevante (più di 1 g/giorno) Trandolapril deve essere somministrato solamente dopo una valutazione critica del rapporto rischio/beneficio della terapia.

Reazioni anafilattoidi durante la terapia di desensibilizzazione al veleno degli imenotteri

In rari casi, durante la desensibilizzazione al veleno degli imenotteri i pazienti in terapia con ACE inibitori hanno avuto reazioni anafilattoidi potenzialmente fatali. Tali reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente la terapia con ACE inibitori prima di ciascuna desensibilizzazione.

Reazioni anafilattoidi durante LDL aferesi

In rari casi, durante la LDL aferesi con destrano solfato i pazienti cui vengono somministrati ACE inibitori hanno avuto reazioni anafilattoidi potenzialmente fatali. Tali reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente la terapia con ACE inibitori prima di ciascuna aferesi.

Pazienti in emodialisi

Nei pazienti dializzati con membrane ad alto flusso (per es. AN 69®) e in terapia concomitante con un ACE inibitore sono state riferite reazioni anafilattoidi. In questi pazienti è necessario prendere in considerazione la possibilità di utilizzare un tipo differente di membrana per la dialisi o una classe diversa di farmaci antipertensivi.

Pazienti diabetici

Nei pazienti diabetici in terapia con farmaci antidiabetici orali o insulina, durante il primo mese di terapia con un ACE inibitore il controllo glicemico deve essere mantenuto attentamente sotto controllo (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione).

Gravidanza

Durante la gravidanza non si deve avviare alcuna terapia con ACE inibitori. A meno che una terapia continuativa con ACE inibitori non venga considerata essenziale, la terapia delle pazienti che stanno pianificando una gravidanza deve essere modificata verso trattamenti antipertensivi alternativi che abbiano un profilo di sicurezza documentato per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere avviata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 Controindicazioni e 4.6 Gravidanza e allattamento).

Interazioni

Questo prodotto medicinale GENERALMENTE NON E’ RACCOMANDATO in combinazione con i diuretici risparmiatori di potassio, Sali di potassio e litio.

Contiene lattosio.

I pazienti affetti da intolleranza ereditaria al galattosio, da una forma particolare di deficit di lattasi (deficit di Lapp-lattasi), o da malassorbimento glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

Associazioni non raccomandate (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze spaciali e mprecauzioni di impiego)

Potassio o diuretici risparmiatori di potassio: Amiloride, potassio canrenoato, spironolattone, triamterene, Sali di potassio:

La somministrazione concomitante di potassio o diuretici risparmiatori di potassio aumenta il rischio di iperpotassiemia, in particolar modo nei pazienti con insufficienza renale. Qualora tale associazione dovesse essere ritenuta necessaria, è essenziale effettuare controlli frequenti dei livelli di potassio sierico.

Litio:

Aumentata concentrazione di litio, potenzialmente a livelli tossici (diminuita escrezione renale di litio).

L’uso di Trandolapril con il litio non è raccomandato, ma se si ritiene necessaria la combinazione, i livelli sierici di litio devono essere mantenuti attentamente sotto controllo.

Associazioni che necessitano di cautela :

Diuretici:

I pazienti in terapia con diuretici, particolarmente i pazienti che hanno di recente iniziato un trattamento o i pazienti con deplezione salina o plasmatica, dopo il trattamento iniziale con un ACE inibitore possono sviluppare un grave calo nella pressione arteriosa e/o insufficienza pre-renale. È possibile ridurre il rischio di episodi ipotensivi sospendendo i diuretici, aumentando preventivamente l'assunzione di sale e avviando il trattamento con dosi iniziali inferiori dell'ACE inibitore. Successivi incrementi di dosaggio devono essere effettuati con cautela. Trandolapril può attenuare la perdita di potassio causata dai diuretici della classe delle tiazidi.

Farmaci antipertensivi:

L'associazione di trandolapril e altri farmaci antipertensivi può potenziare la risposta antipertensiva agli ACE inibitori.

Farmaci antipsicotici:

Con la somministrazione concomitante può manifestarsi ipotensione ortostatica.

Allopurinolo, procainamide, farmaci citostatici o immunosoppressori, corticosteroidi per via sistemica:

Con la somministrazione concomitante agli ACE inibitori, possono determinare l'aumento del rischio di leucopenia.

Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS):

La somministrazione contemporanea con farmaci antinfiammatori non steroidei (ad es. acido acetilsalicico al dosaggio di antinfiammatorio, inibitori COX-2 e FANS non selettivi) può ridurre l'effetto antiipertensivo degli ACE inibitori. L’uso concomitante di ACE inibitori con FANS può incrementare il rischio di peggioramento della funzionalità renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta, un aumento dei livelli sierici di potassio, specialmente in pazienti con funzionalità renale già compromessa. La somministrazione contemporanea deve essere fatta con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e la funzionalità renale deve essere tenuta sotto controllo all’inizio della terapia concomitante e periodicamente nel periodo successivo.

Antidiabetici:

Sebbene gli studi clinici non rilevino alcun aumento nel rischio di ipoglicemia nei pazienti diabetici trattati con insulina o farmaci antidiabetici orali in associazione a un ACE inibitore, in tali pazienti sono stati riferiti casi di ipoglicemia. Pertanto, nei diabetici la glicemia deve essere mantenuta sotto stretto controllo medico, in particolar modo all'inizio o all'aumento della dose di un ACE inibitore.

Antiacidi:

La somministrazione concomitante può portare a una riduzione dell'assorbimento dell'ACE inibitore. Pertanto, tra la somministrazione di trandolapril e quella degli antiacidi devono passare almeno due ore.

Alcool:

Pochi pazienti hanno manifestato ipotensione ortostatica, capogiri e svenimento subito dopo l’assunzione di alcool sebbene l’ alcool aumenti l'effetto ipotensivo del trandolapril.

Uso di membrane ad alto flusso (poliacrilonitrile) nell'emodialisi:

Nei pazienti in terapia con ACE inibitori sono state riferite reazioni anafilattoidi alle membrane ad alto flusso (poliacrilonitrile) utilizzate per l'emodialisi. Come per altri farmaci antipertensivi appartenenti a questa classe chimica, nella prescrizione di ACE inibitori a pazienti in dialisi renale tale associazione deve essere evitata.

Assenza di interazioni con altri prodotti medicinali:

In studi su volontari sani non sono state osservate interazioni farmacocinetiche quando trandolapril è stato associato a digossina, furosemide, nifedipina, glibenclamide, propranololo o cimetidina. Le proprietà anticoagulanti del warfarin non sono state influenzate dopo la somministrazione concomitante di trandolapril.

Non sono state osservate interazioni cliniche nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto quando trandolapril è stato somministrato in associazione a trombolitici, acido acetilsalicilico, beta-bloccanti, calcio antagonisti, nitrati, anticoagulanti, diuretici o digossina.

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Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito secondo la presente convenzione:
Molto comune (≥1/10)
Comune (≥1/100; <1/10)
Non comune (≥1/1.000; <1/100)
Raro (≥1/10.000, <1/1.000):
Molto raro (<1/10.000), non noto (dai dati disponibili non è possibile effettuare una stima)
Esami diagnostici
Frequenza non nota Aumento in urea e creatinina sierica, riduzione nel numero di trombociti, aumento dei valori enzimatici epatici (compresi AST e ALT).
Patologie del sistema emolinfopoietico  
Frequenza non nota Agranulocitosi, leucopenia.
Patologie del sistema nervoso  
Comune (>1/100 e <1/10) Cefalea, capogiri.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche  
Comune (>1/100 e <1/10) Tosse.
Raro - molto raro (<1/1.000) Irritazione della gola, rinorrea.
Frequenza non nota Dispnea, bronchite.
Patologie gastrointestinali  
Non comune (>1/1.000 e <1/100) Nausea.
Raro - molto raro (<1/1.000) Vomito, dolore addominale, diarrea, stipsi ostinata, dispepsia.
Frequenza non nota Secchezza delle fauci, pancreatite.
Patologie renali e urinarie  
Frequenza non nota Insufficienza renale funzionale, proteinuria
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo  
Non comune (>1/1.000 e <1/100) Prurito, eruzione cutanea.
Raro - molto raro (<1/1.000) Angioedema, tendenza alla sudorazione, orticaria.
Frequenza non nota Alopecia.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo  
Raro - molto raro (<1/1.000) Mialgia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione  
Frequenza non nota Iperotassiemia.
Patologie vascolari  
Comune – molto comune (>1/100) Ipotensione arteriosa.
Frequenza non nota Infarto cerebrovascolare, sincope.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione  
Comune (>1/100 e <1/10) Astenia.
Non comune (>1/1.000 e <1/100) Malessere.
Raro - molto raro (<1/1.000) Vampate di calore.
Frequenza non nota Febbre.
Disturbi del sistema immunitario  
Frequenza non nota Reazioni allergiche, compresi prurito ed eruzione cutanea.
Disturbi psichiatrici  
Raro - molto raro (<1/1.000) Nervosismo, disturbi del sonno, sonnolenza.

Effetti indesiderati riferiti per gli ACE inibitori come classe (frequenza non nota):

Esami diagnostici:

Diminuzione dei valori di emoglobina ed ematocrito.

Patologie cardiache:

Angina pectoris, infarto miocardico, blocco AV, bradicardia, arresto cardiaco, tachicardia.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Pancitopenia.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Sinusite, rinite, glossite, broncospasmo

Patologie gastrointestinali:

Ileo

Patologie renali e urinarie:

Innalzamento dei valori di bilirubina sierica, anemia emolitica con deficit congenito relativo al G-6 PDH (glucosio-6-fosfato deidrogenasi).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eruzione cutanea simile a psoriasi e alopecia.

Patologie vascolari:

Emorragia cerebrale, ischemia transitoria.

Patologie epatobiliari:

Ittero colestatico, epatite

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

L'uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).L'uso di ACE inibitori è controindicato durante secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 Controindicazionie 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego)

Le evidenze epidemiologiche riguardo al rischio di teratogenicità a seguito di esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono state decisive; tuttavia, non è possibile escludere un leggero aumento nel rischio. A meno che una terapia continuativa con ACE inibitori non venga considerata essenziale, la terapia delle pazienti che stanno pianificando una gravidanza deve essere sostituita con trattamenti antipertensivi alternativi che abbiano un profilo di sicurezza documentato e certo per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere avviata una terapia alternativa.

È noto che l'esposizione a terapia con ACE inibitori durante il secondo e terzo trimestre induca fetotossicità nella specie umana (diminuzione della funzionalità renale, oligodramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, ipercalemia). (Vedere anche 5.3 'Dati preclinici di sicurezza'). Qualora vi sia stata un'esposizione ad ACE inibitori dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo radiologico di funzionalità renale e cranio. I neonati la cui madre ha assunto ACE inibitori devono essere sottoposti a stretto controllo medico per l'ipotensione (vedere anche i paragrafi 4.3 Controindicazioni e 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

Allattamento

A causa dell´esperienza limitata, l’uso di Trandolapril è controindicato durante l'allattamento.Non è noto se il trandolapril venga escreto nel latte materno.

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25ºC.

Conservare nella confezione originale.

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Malattie Collegate: 1

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Ultima modifica: 19-09-2013
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