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ALTRI ANTINEOPLASTICI

VECTIBIX

INFUS 1FL 5ML 20MG/ML

AMGEN DOMPE' SpA

Descrizione prodotto

VECTIBIX*INFUS 1FL 5ML 20MG/ML

Principio attivo

PANITUMUMAB

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

633.03


Codice ATC livello 5:
L01XC08

Codice AIC:
38347011


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Vectibix è indicato per il trattamento dei pazienti adulti con cancro colorettale metastatico (mCRC) KRAS wild-type

• in prima linea in combinazione con FOLFOX.

• in seconda linea in combinazione con FOLFIRI in pazienti che hanno ricevuto in prima linea chemioterapia a base di fluoropirimidine (escludendo irinotecan).

• come monoterapia dopo fallimento di regimi chemioterapici contenenti fluoropirimidine, oxaliplatino e irinotecan.

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Composizione

Ogni ml di concentrato contiene 20 mg di panitumumab.

Ogni flaconcino contiene 100 mg di panitumumab in 5 ml, 200 mg di panitumumab in 10 ml oppure 400 mg di panitumumab in 20 ml.

Se preparato secondo le istruzioni riportate al paragrafo 6.6, la concentrazione finale di panitumumab non deve superare 10 mg/ml.

Panitumumab è un anticorpo monoclonale completamente umano del tipo IgG2, prodotto in una linea cellulare di mammifero (CHO) mediante tecnologia del DNA ricombinante.

Eccipienti con effetti noti:

Ogni ml di concentrato contiene 0,150 mmol di sodio, che è pari a 3,45 mg di sodio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sodio cloruro

Sodio acetato triidrato

Acido acetico, glaciale (per aggiustamento del pH)

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

Pazienti con storia di ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, di natura grave o che abbia messo in pericolo la vita (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti affetti da polrnonite interstiziale o fibrosi polmonare (vedere paragrafo 4.4).

La combinazione di Vectibix con chemioterapia contenente oxaliplatino è controindicata nei pazienti con mCRC e KRAS mutato o con mCRC e status mutazionale di KRAS non noto.

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Posologia

Il trattamento con Vectibix deve essere effettuato sotto la supervisione di un medico specializzato nell’utilizzo di terapie antitumorali. L’evidenza dello status mutazionale di KRAS wild-type è richiesta prima di iniziare il trattamento con Vectibix. Lo status mutazionale di KRAS deve essere determinato da un laboratorio con adeguata esperienza che utilizzi un metodo validato.

Posologia

La dose di Vectibix raccomandata è di 6 mg/kg di peso corporeo e viene somministrata ogni due settimane. Prima dell’infusione, Vectibix deve essere diluito in una soluzione iniettabile di sodio cloruro di 9 mg/ml (0,9%), fino a raggiungere una concentrazione finale non superiore a 10 mg/ml (per le istruzioni di preparazione vedere paragrafo 6.6).

La modifica della dose di Vectibix potrebbe essere necessaria in caso di reazioni dermatologiche gravi (grado ≥ 3) (vedere paragrafo 4.4).

Popolazioni particolari

La sicurezza e l’efficacia di Vectibix non sono state studiate in pazienti affetti da compromissione della funzione renale o epatica.

Non ci sono dati clinici a supporto dell’aggiustamento della dose negli anziani.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Vectibix nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state ancora stabilite.

Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Vectibix deve essere somministrato per via endovenosa, mediante una pompa per infusione e con una linea periferica o un catetere a permanenza, dotato di un filtro in linea di 0,2 o 0,22 micrometri a basso legame proteico. Il tempo di infusione raccomandato è di circa 60 minuti. Se la prima infusione è tollerata, le successive infusioni possono essere somministrate in un tempo che va dai 30 ai 60 minuti. Dosi superiori a 1000 mg devono essere infuse nell’arco di circa 90 minuti (per le istruzioni per l’uso, vedere paragrafo 6.6).

Prima e dopo la somministrazione di Vectibix si deve pulire la linea di infusione, facendovi fluire una soluzione di sodio cloruro, per evitare la miscelazione con altri medicinali o soluzioni endovenose.

Una riduzione della velocità di infusione di Vectibix potrebbe essere necessaria in caso di reazioni da infusione (vedere paragrafo 4.4).

Vectibix non deve essere somministrato come infusione endovenosa rapida o bolo endovenoso.

Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

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Avvertenze e precauzioni

Reazioni dermatologiche e tossicità dei tessuti molli

In quasi tutti i pazienti (circa il 90%) trattati con Vectibix si manifestano reazioni di tipo dermatologico, un effetto farmacologico osservato con gli inibitori del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). Reazioni cutanee gravi (grado 3 secondo l’NCI-CTC) sono state riportate nel 34% dei casi e reazioni cutanee che hanno messo in pericolo di vita (grado 4 secondo l’NCI-CTC) sono state riportate in meno dell’1% dei pazienti che hanno ricevuto Vectibix in combinazione con chemioterapia (n = 1.536) (vedere paragrafo 4.8). Se un paziente dovesse sviluppare reazioni dermatologiche di grado 3 (CTCAE v 4.0) o di grado superiore, oppure reazioni che sono considerate intollerabili, é raccomandata la seguente modifica di dose:

Insorgenza di sintomi cutanei di grado: ≥ 3¹ Somministrazione di Vectibix Esito Regolazione della dose
Insorgenza iniziale Saltare 1 o 2 dosi Miglioramento (grado < 3) Continuare l’infusione al 100% della dose originale
Non risolto Interrompere permanentemente
Alla seconda insorgenza Saltare 1 o 2 dosi Miglioramento (grado < 3) Continuare l’infusione all’80% della dose originale
Non risolto Interrompere permanentemente
Alla terza insorgenza Saltare 1 o 2 dosi Miglioramento (grado < 3) Continuare l’infusione al 60% della dose originale
Non risolto Interrompere permanentemente
Alla quarta insorgenza Interrompere permanentemente

¹Il grado maggiore o uguale a 3 è definito come grave o che mette in pericolo la vita

Negli studi clinici, in seguito allo sviluppo di reazioni dermatologiche gravi (inclusa la stomatite), sono state osservate complicazioni infettive quali la sepsi e la fascite necrotizzante, che in casi rari hanno portato a morte, e ascessi locali, che hanno richiesto incisioni e drenaggi. I pazienti che manifestano reazioni dermatologiche gravi o tossicità dei tessuti molli o reazioni che peggiorano durante la somministrazione di Vectibix devono essere monitorati, per rilevare l’eventuale sviluppo di sequele infiammatorie o infettive (incluse cellulite e fascite necrotizzante) e istituire immediatamente un trattamento appropriato. Complicazioni infettive pericolose per la vita e fatali, incluse fascite necrotizzante e sepsi, sono state osservate nei pazienti in trattamento con Vectibix. Sospendere o interrompere Vectibix in caso di tossicità dermatologica o dei tessuti molli associata a complicazioni infiammatorie o infettive gravi o pericolose per la vita.

Il trattamento delle reazioni dermatologiche deve essere basato sulla gravità e potrebbe includere una crema idratante, una crema di protezione solare (fattore di protezione > 15 UVA e UVB), una crema steroidea ad uso topico (non più forte di idrocortisone all’1%) da applicare sulle aree interessate, e/o antibiotici orali. Si raccomanda anche che i pazienti che riportino rash/tossicità dermatologiche facciano uso di filtri solari e cappelli, e limitino l’esposizione al sole dal momento che i raggi solari possono esacerbare qualsiasi reazione cutanea.

Il trattamento proattivo della cute, che include una crema idratante, una crema di protezione solare (fattore di protezione > 15 UVA e UVB), una crema steroidea ad uso topico (non più forte di idrocortisone all’1%) e un antibiotico orale (ad esempio doxiciclina) potrebbe essere utile nella gestione delle reazioni dermatologiche. Ai pazienti potrebbe essere raccomandato di applicare una crema idratante e una di protezione solare su viso, mani, piedi, collo, schiena e torace, ogni mattina, durante il trattamento e di applicare una crema steroidea ad uso topico su viso, mani, piedi, collo, schiena e torace, ogni notte, durante il trattamento.

Complicanze polmonari

I pazienti con polmonite interstiziale o fibrosi polmonare pregressa o in atto sono stati esclusi dagli studi clinici. Casi di malattia polmonare interstiziale (ILD), sia con esito fatale che non fatale, sono stati riportati principalmente dalla popolazione giapponese. In caso di insorgenza acuta o peggioramento di sintomi polmonari preesistenti si deve interrompere il trattamento con Vectibix, disponendo un esame immediato di questi sintomi. In caso di diagnosi di ILD, si deve interrompere permanentemente il trattamento con Vectibix e trattare il paziente in modo appropriato. Nei pazienti con una storia di polmonite interstiziale o fibrosi polmonare, i benefici della terapia con panitumumab rispetto al rischio di complicazioni polmonari deve essere considerato con attenzione.

Disturbi elettrolitici

In alcuni pazienti è stata osservata una diminuzione progressiva dei livelli sierici del magnesio con conseguente ipomagnesemia grave (grado 4). I pazienti devono essere monitorati per ipomagnesemia e conseguente ipocalcemia prima di iniziare il trattamento con Vectibix, e quindi periodicamente fino a 8 settimane dopo il completamento del trattamento (vedere paragrafo 4.8). È raccomandata una terapia integrativa con magnesio, secondo quanto appropriato.

Sono state osservate anche alterazioni di altri elettroliti, incluso ipocaliemia. Il monitoraggio sopra indicato e l’integrazione di questi elettroliti secondo quanto appropriato, sono raccomandati.

Reazioni correlate all’infusione

Considerando gli studi clinici nel mCRC in monoterapia e in combinazione (n = 2.588), le reazioni correlate all’infusione (insorte entro 24 ore da un’infusione) sono state riportate in circa il 4% dei pazienti trattati con Vectibix, di cui < 1% erano gravi (grado 3 e 4 dell’NCI-CTC).

Durante l’utilizzo post-marketing, sono state riportate reazioni gravi all’infusione, inclusi eventi rari con esito fatale. Vectibix deve essere interrotto in modo permanente nel caso in cui, durante l’infusione o in qualsiasi momento dopo l’infusione, insorga una reazione grave o che metta in pericolo la vita [per esempio presenza di broncospasmo, angioedema, ipotensione, necessità di trattamento parenterale o anafilassi] (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).

In pazienti in cui si siano verificate reazioni all’infusione lievi o moderate (gradi 1 o 2 secondo CTCAE v 4.0) la velocità di infusione deve essere ridotta per la durata di quella infusione. Si raccomanda di mantenere questa ridotta velocità di infusione per tutte le infusioni successive.

Sono state riportate reazioni di ipersensibilità verificatesi dopo più di 24 ore dall’infusione che hanno incluso un caso di angioedema con esito letale, insorto dopo più di 24 ore dalla fine dell’infusione.

Si raccomanda di avvertire i pazienti della possibilità di una insorgenza tardiva della reazione e di dire loro di contattare il medico in caso si verifichino sintomi di una reazione di ipersensibilità.

Insufficienza renale acuta

È stata osservata insufficienza renale acuta in pazienti che sviluppano diarrea grave e disidratazione. Ai pazienti che manifestano diarrea grave deve essere riferito di consultare urgentemente un operatore sanitario.

Vectibix in associazione con chemioterapia irinotecan, 5-fluorouracile in bolo e leucovorin (IFL)

I pazienti trattati con Vectibix in associazione con il regime IFL [bolo di 5- fluorouracile (500 mg/m²), leucovorin (20 mg/m²) e irinotecan (125 mg/m²)] hanno manifestato una elevata incidenza di diarrea grave (vedere paragrafo 4.8). Per questo motivo si deve evitare la somministrazione di Vectibix in associazione con IFL (vedere paragrafo 4.5).

Vectibix in associazione con bevacizumab e regimi chemioterapici

Uno studio randomizzato, in aperto e multicentrico, condotto su 1.053 pazienti ha valutato l’efficacia di bevacizumab insieme a regimi chemioterapici a base di oxaliplatino o irinotecan, con e senza Vectibix, nel trattamento di prima linea del cancro del colon-retto metastatico. È stata osservata una riduzione del tempo di sopravvivenza libero da progressione e un aumento delle morti nei pazienti trattati con Vectibix in associazione con bevacizumab e chemioterapia. Nei bracci di trattamento in cui era stato somministrato Vectibix, in associazione con bevacizumab e chemioterapia, è stata osservata anche una più elevata frequenza di embolia polmonare, infezioni (soprattutto di origine dermatologica), diarrea, squilibri degli elettroliti, nausea, vomito e disidratazione. Un’ulteriore analisi dei dati di efficacia in relazione allo status di KRAS non ha identificato alcun sottogruppo di pazienti che beneficiavano di Vectibix in associazione con chemioterapia a base di oxaliplatino o irinotecan, e bevacizumab. E’ stata osservata una tendenza verso una sopravvivenza peggiore con Vectibix nel sottogruppo di pazienti con KRAS wild-type nella coorte con bevacizumab e oxaliplatino, e una tendenza verso una sopravvivenza peggiore con Vectibix nella coorte con bevacizumab e irinotecan, indipendentemente dallo status mutazionale di KRAS. Per questo motivo, Vectibix non deve essere somministrato in associazione con regimi chemioterapici contenenti bevacizumab (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

Vectibix in associazione con chemioterapia a base di oxaliplatino nei pazienti con mCRC e KRAS mutato o per i quali non sia noto lo status di KRAS

Vectibix in associazione con chemioterapia contenente oxaliplatino è controindicato nei pazienti con mCRC con KRAS mutato o per i quali non sia noto lo status di KRAS. In uno studio di fase 3 (n = 1.183, 656 pazienti con tumore con KRAS wild-type e 440 pazienti con KRAS mutato) per la valutazione di panitumumab in associazione con 5-fluorouracile infusionale, leucovorin e oxaliplatino (FOLFOX) versus il solo FOLFOX, come trattamento di prima linea nel mCRC, sono stati osservati una sopravvivenza libera da progressione e una sopravvivenza globale inferiori, nei pazienti con KRAS mutato che ricevevano panitumumab e FOLFOX (n = 221) versus il solo FOLFOX (n = 219).

Lo status mutazionale di KRAS deve essere determinato da un laboratorio con adeguata esperienza che utilizzi un metodo validato. Se Vectibix viene usato in combinazione con FOLFOX si raccomanda che lo status mutazionale sia determinato da un laboratorio che partecipi ad un programma Europeo di Assicurazione della Qualità KRAS oppure lo status wild-type sia confermato da un doppio test.

Tossicità oculari

Casi gravi di cheratite e cheratite ulcerativa sono stati riportati raramente durante l’utilizzo post-marketing. Quando i pazienti manifestano segni e sintomi indicativi di cheratite acuta o in peggioramento come infiammazione degli occhi, lacrimazione, sensibilità alla luce, annebbiamento della vista, dolore oculare e/o arrossamento degli occhi, queste manifestazioni devono essere prontamente riferite ad uno specialista in oftalmologia.

Se è confermata una diagnosi di cheratite ulcerativa, il trattamento con Vectibix deve essere sospeso o interrotto permanentemente. Se la cheratite è diagnosticata, devono essere attentamente considerati i benefici ed i rischi di continuare la terapia.

Vectibix deve essere usato con cautela nei pazienti con una storia di cheratite, cheratite ulcerativa o xeroftalmia grave. L’uso di lenti a contatto è anche un fattore di rischio per cheratiti ed ulcerazioni.

Pazienti con performance status ECOG 2 trattati con Vectibix in combinazione a chemioterapia

Per i pazienti con performance status ECOG 2, si raccomanda la valutazione del rapporto rischio-beneficio prima di iniziare Vectibix in combinazione con chemioterapia come trattamento dell’mCRC. Non è stato documentato un rapporto rischio-beneficio positivo in pazienti con performance status ECOG 2 (vedere paragrafo 5.1).

Pazienti anziani

Nel complesso non sono state osservate differenze nella sicurezza o nell’efficacia in pazienti anziani (≥ 65 anni di età) trattati con Vectibix in monoterapia. Tuttavia, un aumentato numero di eventi avversi gravi è stato riportato in pazienti anziani trattati con Vectibix in combinazione con chemioterapia FOLFIRI o FOLFOX rispetto alla sola chemioterapia (vedere paragrafo 4.8).

Altre precauzioni

Questo medicinale contiene 0,150 mmol di sodio (corrispondenti a 3,45 mg di sodio) per ml di concentrato. Questa informazione deve essere tenuta in considerazione in caso di pazienti sottoposti a dieta iposodica.

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Interazioni

Dati da uno studio di interazione con Vectibix e irinotecan nei pazienti mCRC indicano che la farmacocinetica di irinotecan e del suo metabolita attivo, SN-38, non è alterata quando i medicinali vengono somministrati insieme. I risultati di un confronto incrociato tra studi indicano che i regimi contenenti irinotecan (IFL o FOLFIRI) non hanno effetto sulla farmacocinetica di panitumumab.

Vectibix non deve essere somministrato in associazione con il regime chemioterapico IFL o con regimi chemioterapici contenenti bevacizumab. È stata osservata un’alta incidenza di diarrea grave quando panitumumab è stato somministrato in associazione con IFL (vedere paragrafo 4.4), ed è stato riportato un aumento della tossicità e della mortalità quando panitumumab è stato somministrato in associazione con bevacizumab e chemioterapia (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Vectibix in associazione con chemioterapia contenente oxaliplatino è controindicato nei pazienti con mCRC che presentano KRAS mutato o per i quali non sia noto lo status di KRAS. In uno studio clinico sono stati osservati una sopravvivenza libera da progressione e una sopravvivenza globale inferiori nei pazienti con tumori che presentavano KRAS mutato e che ricevevano panitumumab e FOLFOX (vedere paragrafo 4.4 e 5.1).

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

In base all’analisi di tutti i pazienti mCRC degli studi clinici trattati con Vectibix in monoterapia e in combinazione con chemioterapia (n = 2.588), le reazioni avverse segnalate più di frequente sono le reazioni cutanee nel 93% dei pazienti. Queste reazioni sono correlate agli effetti farmacologici di Vectibix, per la maggior parte sono di entità lieve o moderata, nel 25% dei casi di natura grave (grado 3 secondo l’NCI-CTC) e con frequenza < 1% mettono in pericolo di vita (grado 4 secondo l’NCI-CTC). Per la gestione clinica delle reazioni dermatologiche, incluso le raccomandazioni di modifica della dose, vedere il paragrafo 4.4.

Le reazioni avverse molto comunemente riportate verificatesi in ≥ 20% dei pazienti sono state patologie gastrointestinali [diarrea (50%), nausea (41%), vomito (27%), stipsi (23%) e dolore addominale (23%)]; patologie sistemiche [affaticamento (37%), piressia (20%)]; disturbi del metabolismo e della nutrizione [anoressia (27%)]; infezioni e infestazioni [paronichia (20%)]; e patologie della cute e del tessuto sottocutaneo [rash (45%), dermatite acneiforme (39%), prurito (35%), eritema (30%), e cute secca (22%)].

Tabella riassuntiva delle reazioni avverse

I dati nella tabella sottostante descrivono le reazioni avverse riportate negli studi clinici in pazienti affetti da mCRC che hanno ricevuto panitumumab in monoterapia o in combinazione con chemioterapia (n = 2.588) e le segnalazioni spontanee. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

  Reazioni avverse
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) Rara (≥ 1/10.000, < 1/1.000) Frequenza non nota*
Infezioni ed infestazioni Paronichia¹ Rash pustolare, cellulite,1 follicolite, infezione localizzata Infezione agli occhi, infezione alle palpebre    
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia Leucopenia      
Disturbi del sistema immunitario   Ipersensibilit๠  Reazione anafilattica¹  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipocaliemia, anoressia, ipomagnesemia Ipocalcemia, disidratazione, iperglicemia, ipofosfatemia      
Disturbi psichiatrici Insonnia Ansia      
Patologie del sistema nervoso   Cefalea, capogiri      
Patologie dell’occhio Congiuntivite Blefarite, crescita eccessiva delle ciglia, iperlacrimazione, iperemia oculare, xeroftalmia, prurito oculare, irritazione degli occhi Irritazione delle palpebre, cheratite¹ Cheratite ulcerativa¹  
Patologie cardiache   Tachicardia Cianosi    
Patologie vascolari   Trombosi venosa profonda, ipotensione, ipertensione, vampate      
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea, tosse Embolia polmonare, epistassi Broncospasmo, secchezza nasale   Malattia polmonare interstiziale
Patologie gastrointestinali Diarrea,¹ Nausea, vomito, dolore addominale, stomatite, stipsi Emorragia rettale, secchezza della bocca, dispepsia, stomatite aftica, cheilite, malattia da reflusso gastroesofageo Labbra screpolate    
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite acneiforme, rash,1,2 eritema, prurito, cute secca, fissure cutanee, acne, alopecia Sindrome da eritrodisestesia palmo–plantare, ulcera cutanea, piaghe, ipertricosi, onicoclasia, patologie dell’unghia Angioedema,¹ irsutismo, unghia incarnita, onicolisi Necrosi cutanea¹  
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Mal di schiena Dolore alle estremità      
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento, piressia, astenia, infiammazione delle mucose, edema periferico Dolore toracico, dolore, brividi Reazioni correlate all’infusione¹    
Esami diagnostici Perdita di peso Riduzione del magnesio nel sangue      

¹Vedere la sezione sotto riportata "Descrizione di alcune reazioni avverse selezionate"

²Rash include termini comuni di tossicità cutanea, esfoliazione della pelle, rash esfoliativo, rash papulare, rash pruriginoso, rash eritematoso, rash generalizzato, rash maculare, rash maculo-papulare, lesione della pelle

*La frequenza non può essere stimata dai dati disponibili

Il profilo di sicurezza di Vectibix in combinazione con chemioterapia consiste nelle reazioni avverse riportate per Vectibix (come monoterapia) e nelle tossicità del regime chemioterapico in associazione. Non sono state osservate nuove tossicità o peggioramento delle tossicità già note in precedenza, al di là dell’effetto additivo atteso. Le reazioni cutanee sono le reazioni avverse che si verificano più frequentemente nei pazienti che ricevono panitumumab in combinazione a chemioterapia. Altre tossicità che sono state osservate con maggiore frequenza di quella relativa alla monoterapia includono ipomagnesemia, diarrea, e stomatite, Queste tossicità portano poco frequentemente alla interruzione permanente di Vectibix o della chemioterapia.

Descrizione di alcune reazioni avverse selezionate

Patologie gastrointestinali

La diarrea se segnalata ha presentato per lo più un’intensità lieve o moderata. La diarrea grave (grado 3 e 4 secondo l’NCI-CTC) è stata riportata nel 2% dei pazienti trattati con Vectibix in monoterapia e nel 17% dei pazienti trattati con Vectibix in combinazione con chemioterapia.

Ci sono state segnalazioni di insufficienza renale acuta in pazienti che sviluppano diarrea e disidratazione (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni correlate all’infusione

Considerando gli studi clinici nel mCRC in monoterapia ed in combinazione (n = 2.588), le reazioni correlate all’infusione (che si manifestano entro 24 ore da qualsiasi infusione) che possono includere sintomi/segni tali come brividi, febbre o dispnea, sono state riportate circa nel 4% dei pazienti trattati con Vectibix, di cui < 1% ha avuto un carattere grave (grado 3 e 4 secondo l’NCI-CTC).

Un caso letale di angioedema si è verificato in un paziente con carcinoma a cellule squamose del testa-collo ricorrente e metastatico trattato con Vectibix in uno studio clinico. L’evento letale è insorto dopo l’ulteriore esposizione successiva ad un precedente episodio di angioedema; entrambi gli episodi sono insorti dopo più di 24 ore dalla somministrazione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Reazioni di ipersensibilità intercorse dopo più di 24 ore dall’infusione sono state riportate anche durante l’utilizzo post-marketing.

Per la gestione delle reazioni correlate all’infusione, vedere paragrafo 4.4.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

I rash cutanei si sono manifestati più comunemente a livello di volto, torace superiore e schiena, ma hanno potuto estendersi anche alle estremità. In seguito allo sviluppo di reazioni cutanee e sottocutanee gravi, sono state osservate complicazioni infettive quali la sepsi, che in casi rari ha portato a morte, cellulite e ascessi locali, che hanno richiesto incisioni e drenaggi. Il tempo mediano fino alla comparsa dei primi sintomi di reazione dermatologica è stato di 10 giorni, e il tempo mediano fino alla risoluzione, dopo l’ultima dose di Vectibix, è stato di 28 giorni.

La paronichia è stata associata a gonfiore delle pieghe ungueali laterali delle dita dei piedi e delle mani.

È noto che le reazioni dermatologiche (incluso effetti sulle unghie), osservate nei pazienti trattati con Vectibix o altri inibitori di EGFR, sono associate all’effetto farmacologico della terapia.

Considerando tutti gli studi clinici, le reazioni cutanee si sono verificate nel 93% dei pazienti che hanno ricevuto Vectibix in monoterapia o in combinazione con chemioterapia (n = 2.588). Queste reazioni sono consistite principalmente in rash e dermatite acneiforme e sono state per la maggior parte di entità lieve o moderata. Reazioni cutanee gravi (grado 3 secondo l’NCI-CTC) sono state riportate nel 34% dei casi e reazioni cutanee che hanno messo in pericolo di vita (grado 4 secondo l’NCI-CTC) sono state riportate in meno dell’1% dei pazienti che hanno ricevuto Vectibix in combinazione con chemioterapia (n = 1.536). Complicazioni infettive pericolose per la vita e fatali, incluse fascite necrotizzante e sepsi, sono state osservate nei pazienti in trattamento con Vectibix (vedere paragrafo 4.4).

Per la gestione clinica delle reazioni dermatologiche, incluse le raccomandazioni di modifica della dose, vedere il paragrafo 4.4.

Durante l’utilizzo post-marketing sono stati riportati casi di necrosi cutanea.

Tossicità oculari

Sono stati osservati casi non gravi di cheratite nello 0,2-0,7% dei pazienti degli studi clinici. Durante l’utilizzo post-marketing, sono stati riportati raramente casi gravi di cheratite e cheratite ulcerativa (vedere paragrafo 4.4).

Altre popolazioni speciali

Nel complesso, non sono state riportate differenze nella sicurezza ed efficacia di Vectibix nei pazienti anziani (con età ≥ 65 anni) trattati con Vectibix in monoterapia. Tuttavia, è stato riportato un aumento degli eventi avversi gravi nei pazienti anziani trattati con Vectibix in combinazione con chemioterapia FOLFIRI (45% vs 37%) o FOLFOX (52% vs 37%) rispetto alla sola chemioterapia (vedere paragrafo 4.4). Gli eventi avversi che hanno riportato un maggiore aumento sono diarrea nei pazienti trattati con Vectibix in combinazione sia con FOLFOX che con FOLFIRI e disidratazione ed embolismo polmonare nei pazienti trattati con Vectibix in combinazione con FOLFIRI.

La sicurezza di Vectibix non è stata studiata in pazienti affetti da compromissione della funzione renale o epatica.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di Vectibix in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Tuttavia, è stato osservato come l’EGFR sia implicato nel controllo dello sviluppo prenatale e possa essere essenziale nello sviluppo dell’embrione, affinchè organogenesi, proliferazione e differenziazione avvengano normalmente. Per questo motivo, Vectibix potrebbe causare danni feta|i in caso di somministrazione a donne in gravidanza.

È noto che le IgG umane attraversino la barriera placentare e pertanto panitumumab potrebbe essere trasmesso dalla madre al feto in via di sviluppo. Nelle donne in età fertile, si devono adottare misure contraccettive appropriate nel corso del trattamento con Vectibix e nei 2 mesi successivi alla somministrazione dell’ultima dose. Qualora si usi Vectibix durante la gravidanza o nel caso in cui la paziente inizi una gravidanza durante l’assunzione di questo farmaco, dovrà essere informata del potenziale rischio di interruzione di gravidanza o danni fetali.

Le donne che risultano essere in stato di gravidanza durante il trattamento con Vectibix devono essere incoraggiate ad arruolarsi nel programma di Sorveglianza della Gravidanza di Amgen. I dettagli dei contatti sono riportati nel paragrafo 6 del Foglio Illustrativo - "Contenuto della confezione e altre informazioni".

Allattamento

Non è noto se panitumumab sia escreto nel latte materno. Dato che nel latte materno sono secrete IgG umane, in esso potrebbe essere escreto anche panitumumab. Non è noto se possa essere assorbito e possa causare danni al neonato dopo l’ingestione. Si raccomanda di non allattare al seno durante il trattamento con Vectibix e nel corso dei 2 mesi successivi alla somministrazione dell’ultima dose.

Le donne che allattano al seno durante il trattamento con Vectibix devono essere incoraggiate ad arruolarsi nel programma di Sorveglianza dell’Allattamento di Amgen. I dettagli dei contatti sono riportati nel paragrafo 6 del Foglio Illustrativo - "Contenuto della confezione e altre informazioni".

Fertilità

Studi su animali hanno dimostrato effetti reversibili di annullamento del ciclo mestruale e una ridotta fertilità nelle scimmie di sesso femminile (vedere paragrafo 5.3). Panitumumab potrebbe influire sulla capacità di una donna a rimanere in stato di gravidanza.

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2° C âE.“ 8° C).

Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione, vedere paragrafo 6.3.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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