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ALTRI ANTINEOPLASTICI

OXALIPLATINO CRINOS

INF FL100M

CRINOS SpA

Descrizione prodotto

OXALIPLATINO CRINOS*INF FL100M

Principio attivo

OXALIPLATINO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

407.23


Codice ATC livello 5:
L01XA03

Codice AIC:
38452025


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

L’oxaliplatino in associazione con il 5-fluorouracile (5-FU) e con l’acido folinico (AF) è indicato nel:

- trattamento adiuvante del carcinoma del colon in stadio III (Duke C) dopo resezione completa del tumore primitivo

- trattamento del carcinoma colorettale metastatico.

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Composizione

Un ml di soluzione concentrata ricostituita contiene 5 mg di oxaliplatino.

Flaconcino da 50 mg: Ogni flaconcino contiene 50 mg di oxaliplatino da ricostituire in 10 ml di solvente.

Flaconcino da 100 mg: Ogni flaconcino contiene 100 mg di oxaliplatino da ricostituire in 20 ml di solvente.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Lattosio monoidrato

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Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti

- Allattamento al seno

- Mielosoppressione antecedente all'inizio del primo ciclo, evidenziata in condizioni basali da neutrofili <2 x 109/l e/o da conta piastrinica <100 x 109/l

- Neuropatia sensoriale periferica con incapacità funzionale antecedente al primo ciclo

- Funzionalità renale gravemente compromessa (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min)

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Posologia

Posologia

SOLO PER ADULTI

La dose raccomandata di oxaliplatino in adiuvante è 85 mg/m² per via endovenosa, da ripetere ogni due settimane per 12 cicli (6 mesi).

La dose raccomandata di oxaliplatino nel trattamento del carcinoma colorettale metastatico è 85 mg/m² per via endovenosa, da ripetere ogni due settimane.

La dose da somministrare va aggiustata secondo la tollerabilità (vedere paragrafo 4.4).

L’oxaliplatino va sempre somministrato prima delle fluoropirimidine – vale a dire del 5-fluorouracile.

L’oxaliplatino viene somministrato come infusione endovenosa della durata di 2–6 ore in 250-500 ml di glucosio soluzione 5% da somministrare in una concentrazione compresa tra 0,2 mg/ml e 0,70 mg/ml; 0,70 mg/ml è la massima concentrazione nella pratica clinica per una dose di oxaliplatino di 85 mg/m².

L’oxaliplatino è stato usato principalmente in associazione con regimi basati sull’infusione continua di 5-fluorouracile. Per lo schema terapeutico bisettimanale, sono stati impiegati regimi di 5-fluorouracile che combinavano iniezione in bolo e infusione continua.

Popolazioni speciali

- Insufficienza renale

L’oxaliplatino non è stato studiato nei pazienti con grave insufficienza renale (vedere paragrafo 4.3).

Nei pazienti con insufficienza renale moderata, il trattamento può essere iniziato alla dose raccomandata normale (vedere paragrafo 4.4). Non c’è necessità di un aggiustamento della dose nei pazienti con lieve disfunzione renale.

- Insufficienza epatica

In uno studio di fase I che includeva pazienti con diverso grado di compromissione della funzionalità epatica, la frequenza e la gravità dei disturbi epato-biliari si sono dimostrate correlate alla progressione della malattia e alle alterazioni dei test di funzionalità epatica al basale. Durante lo sviluppo clinico, non è stato effettuato alcun aggiustamento della dose nei pazienti con alterazione dei test di funzionalità epatica.

- Pazienti anziani

Non si è osservato alcun aumento di grave tossicità, quando l’oxaliplatino è stato impiegato come unico farmaco o in associazione con il 5-fluorouracile nei pazienti con età superiore ai 65 anni. Di conseguenza, non è necessario alcun adattamento della dose nei pazienti anziani.

Metodo di somministrazione

L’oxaliplatino viene somministrato mediante infusione endovenosa.

La somministrazione di oxaliplatino non richiede l’iperidratazione.

L’oxaliplatino, diluito in 250-500 ml di glucosio soluzione 5% per ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml, va infuso in un catetere venoso centrale o in una vena periferica per un tempo pari a 2-6 ore. L’infusione di oxaliplatino deve sempre precedere quella del 5-fluorouracile.

In caso di stravaso, la somministrazione va immediatamente interrotta.

La preparazione di soluzioni iniettabili a base di agenti citotossici va eseguita da personale specialista addestrato, in possesso di conoscenze sui medicinali in uso e deve avvenire in condizioni che garantiscano l’integrità del prodotto medicinale, la protezione dell’ambiente e in particolare la protezione del personale che maneggia i medicinali, come previsto dalla politica ospedaliera. È necessario svolgere l’operazione in un’area riservata a questo scopo. In quest’area è proibito fumare, mangiare o bere.

Istruzioni per l’uso:

Vedere paragrafo 6.6.

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Avvertenze e precauzioni

L’oxaliplatino va impiegato solo nei reparti specialistici di oncologia e va somministrato sotto il controllo di un medico oncologo esperto.

A causa delle limitate informazioni sulla sicurezza nei pazienti con moderata compromissione della funzione renale, la somministrazione va presa in considerazione solo dopo adeguata valutazione del rapporto rischio/beneficio per il paziente.

In questa situazione, la funzione renale va strettamente monitorata e la dose va aggiustata a seconda della tossicità.

I pazienti con anamnesi di reazioni allergiche ai composti del platino vanno monitorati al fine di riconoscere i sintomi di un’allergia. Nel caso di una reazione anafilattoide all’oxaliplatino, l’infusione va immediatamente interrotta e va iniziato un adeguato trattamento sintomatico. È controindicata una nuova somministrazione dell’oxaliplatino.

Nel caso di uno stravaso di oxaliplatino, l’infusione va immediatamente interrotta e va iniziato il trattamento sintomatico locale di routine.

La tossicità neurologica dell’oxaliplatino va attentamente monitorata, specialmente quando esso viene somministrato assieme ad altri farmaci con tossicità neurologica specifica. Va condotto un esame neurologico prima di ciascuna somministrazione e, successivamente, a intervalli regolari.

Nei pazienti che sviluppano una disestesia faringolaringea acuta (vedere paragrafo 4.8) durante o nelle ore successive all’infusione con durata di 2 ore, l’infusione successiva di oxaliplatino va somministrata in 6 ore.

Se compaiono sintomi neurologici (parestesie, disestesie), si raccomandano i seguenti aggiustamenti della dose di oxaliplatino, basati sulla durata e sulla gravità dei sintomi stessi:

- Se i sintomi durano più a lungo di sette giorni e si rivelano preoccupanti, la dose successiva di oxaliplatino va ridotta da 85 a 65 mg/m² (nel trattamento della malattia metastatica) o a 75 mg/m² (come adiuvante).

- Se le parestesie senza compromissione funzionale persistono fino al ciclo seguente, la dose successiva di oxaliplatino va ridotta da 85 a 65 mg/m² (nel trattamento della malattia metastatica) o a 75 mg/m² (come adiuvante).

- Se le parestesie con compromissione funzionale persistono fino al ciclo successivo, il trattamento con oxaliplatino va interrotto.

- Se questi sintomi migliorano dopo la sospensione della terapia con oxaliplatino, può essere presa in considerazione la reintroduzione della terapia.

I pazienti vanno informati sulla possibile comparsa di sintomi persistenti di neuropatia sensitiva periferica dopo la conclusione del trattamento. Parestesie moderate localizzate o che possono interferire con le attività funzionali possono persistere fino a 3 anni dopo la conclusione del trattamento adiuvante.

La tossicità gastrointestinale, che si manifesta sotto forma di nausea e vomito, giustifica la terapia e/o la profilassi antiemetica (vedere paragrafo 4.8).

Disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokaliemia, acidosi metabolica e compromissione renale possono essere la conseguenza di grave diarrea/emesi, specialmente quando l’oxaliplatino viene somministrato in associazione con il 5-fluorouracile. In casi isolati, è stata riportata la comparsa di pancreatite.

Se compare tossicità ematologica (neutrofili <1,5 x 109/l o piastrine <50 x 109/l), la somministrazione del ciclo successivo di terapia va posticipata, fino a quando i valori ematologici non rientrino nei livelli accettabili. Prima di iniziare la terapia e prima di ciascun ciclo, va effettuato un esame emocromocitometrico completo con formula leucocitaria.

I pazienti vanno adeguatamente informati sul rischio di diarrea/emesi, mucosite/stomatite e neutropenia dopo la somministrazione di oxaliplatino e 5-fluorouracile, in modo che possano rivolgersi immediatamente al proprio medico per un’appropriata gestione di questi problemi.

Se compare mucosite/stomatite con o senza neutropenia, il trattamento successivo va rinviato fino a che la mucosite/stomatite non regredisce al grado 1 o inferiore a 1 e/o fino a quando la conta dei neutrofili non raggiunge ≥1,5 x 109/l.

Per l’oxaliplatino in associazione con il 5-fluorouracile (con o senza l’acido folinico), vanno applicati gli abituali aggiustamenti posologici in caso di tossicità da 5-fluorouracile.

Alla comparsa di diarrea di grado 4, di neutropenia di grado 3-4 (neutrofili <1,0 x 109/l), di trombocitopenia di grado 3-4 (piastrine <50 x 109/l), la dose di oxaliplatino va ridotta da 85 mg/m² a 65 mg/m² (nel trattamento della malattia metastatica) o a 75 mg/m² (in adiuvante), insieme alle riduzioni di dose richieste per il 5-fluorouracile.

In caso di anomali risultati dei test di funzionalità epatica o di ipertensione portale non dovuta alle metastasi epatiche, si consideri la possibilità che si manifestino molto raramente casi di disturbi epatici vascolari da farmaco.

Nel caso di comparsa di sintomi respiratori inspiegabili, quali tosse non produttiva, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari all’esame radiologico, l’oxaliplatino va sospeso fino a quando ulteriori indagini polmonari non escludano la presenza di una malattia polmonare interstiziale (vedere paragrafo 4.8).

Per l’uso in donne in gravidanza si veda il paragrafo 4.6.

In studi preclinici con l’oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici. Per questa ragione i pazienti di sesso maschile trattati con oxaliplatino vengono avvisati di non concepire durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la sua interruzione e invitati a informarsi circa la conservazione dello sperma prima di sottoporsi al trattamento, dato che l’oxaliplatino può causare infertilità potenzialmente irreversibile.

Le donne non devono restare incinte durante il trattamento con oxaliplatino e devono far uso di un efficace metodo contraccettivo (vedere paragrafo 4.6).

Si devono prendere adeguate misure contraccettive durante il trattamento e fino a 4 mesi per le donne e 6 mesi per gli uomini dopo la sua sospensione.

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Interazioni

Nei pazienti che hanno ricevuto una singola dose di 85 mg/m² di oxaliplatino immediatamente prima della somministrazione di 5-fluorouracile, non è stata osservata alcuna alterazione della concentrazione di 5-fluorouracile.

In vitro, non è stato osservato alcuno spostamento significativo dell’oxaliplatino dal legame con le proteine plasmatiche, con i seguenti farmaci: eritromicina, salicilati, granisetron, paclitaxel e sodio valproato.

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Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più frequenti dell’oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile/acido folinico (5-FU/AF) sono stati gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito e mucosite), ematologici (neutropenia, trombocitopenia) e neurologici (neuropatia sensitiva periferica acuta e legata ad accumulo di dose). Complessivamente, questi effetti indesiderati sono stati più frequenti e gravi quando è stato associato l'oxaliplatino con il 5-FU/AF, rispetto a quelli osservati con il solo 5-FU/AF.

Le frequenze degli effetti indesiderati riportate nella tabella seguente derivano da studi clinici sul trattamento della malattia metastatica e in adiuvante (che includevano 416 e 1108 pazienti rispettivamente nel braccio di trattamento oxaliplatino + 5-FU/FA ) e dall’esperienza post-marketing.

Le frequenze riportate nella tabella vengono definite usando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (da ≥ 1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000, <1/100); raro (da ≥1/10.000 a <1/1000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Dopo la tabella, vengono riportati ulteriori dettagli.

Tabella 1: Effetti indesiderati secondo la classe sistemica organica

Classe sistemica organica Molto comune Comune Non comune Raro Molto raro
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia, neutropenia, trombocitopenia*, leucopenia, linfopenia*     Trombocitopenia immunoallergica, anemia emolitica  
Patologie del sistema nervoso Neuropatia sensoriale periferica, cefalea, disturbi del sensorio, alterazione del gusto Capogiri, neurite motoria, meningismo   Disartria  
Patologie dell’occhio   Congiuntivite, visione anormale   Diminuzione transitoria dell’acuità visiva, alterazioni del campo visivo, neurite ottica  
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Ototossicità Sordità  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea, tosse Dolore al torace, singhiozzo   Malattia polmonare interstiziale, fibrosi polmonare**  
Patologie gastrointestinali Diarrea, nausea, vomito, stomatite/mucosite, dolore addominale, stipsi Dispepsia, reflusso gastroesofageo Ileo, ostruzione intestinale Coliti, compresa la diarrea da Clostridium difficile Pancreatite
Patologie renali e urinarie   Disuria, anomala frequenza della minzione, aumento della creatinina, ematuria     Nefropatia acuta tubulo-interstiziale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Alterazioni cutanee, alopecia Esfoliazione cutanea (cioè sindrome mano-piede), rash eritetmatoso, rash, aumento della sudorazione, disturbi ungueali      
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Lombalgia Artralgia, dolori scheletrici      
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia, alterazioni della glicemia, ipokalemia, alterazioni della natriemia Disidraazione Acidosi metabolica    
Infezioni e infestazioni Infezione Neutropenia febbrile/Sepsi neutropenica (ad es. neutropenia di grado 3,4 e infezioni documentate)*, riniti, infezione delle vie respiratorie superiori      
Patologie vascolari Epistassi Emorragia, tromboflebiti profonde, embolia polmonare, emoragie rettali, vampate      
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre³, affaticamento, aumento di peso (in adiuvante), reazioni al sito dell’iniezione¹ Perdita di peso (nel trattamento della malattia metastatica)      
Disturbi del sistema immunitario Allergia/reazione allergica²        
Patologie epatobiliari Aumento della fosfatasi alcalina, aumento della bilirubina, aumento dei valori LDH, aumento degli enzimi epatici (SGPT/ALAT, SGOT/ASAT)       Sindrome ostruttiva sinusoidale del fegato
Disturbi psichiatrici   Depressione, insonnia Nervosismo    

¹ Lo stravaso può dar luogo a dolore e infiammazione locale, che possono essere gravi e portare a complicanze, soprattutto quando l’oxaliplatino viene infuso attraverso una vena periferica (vedere paragrafo 4.4).

² Reazioni allergiche comuni, quali un rash cutaneo (in particolare l’orticaria), congiuntiviti, riniti.

Reazioni anafilattiche comuni, che comprendono broncospasmo, angioedema, ipotensione e shock anafilattico

³ Febbre molto comune, o di origine infettiva (con o senza neutropenia febbrile) o febbre isolata, da meccanismi immunologici.

* Vedere il paragrafo dettagliato sotto

** Vedere il paragrafo 4.4.

Tossicità ematologica

Tabella 2: Incidenza nei pazienti (%), a seconda del grado

Oxaliplatino e 5-FU/AF 85 mg/m² ogni 2 settimane Metastatico Adiuvante
Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Tutti i gradi Grado 3 Grado 4
Anemia 82,2 3 <1 75,6 0,7 0,1
Neutropenia 71,4 28 14 78,9 28,8 12,3
Trombocitopenia 71,6 4 <1 77,4 1,5 0,2
Neutropenia febbrile 5,0 3,6 1,4 0,7 0,7 0,0
Sepsi neutropenica 1,1 0,7 0,4 1,1 0,6 0,4

Tossicità digestiva

Tabella 3: Incidenza nei pazienti (%), a seconda del grado

Oxaliplatino e 5-FU/AF 85 mg/m² ogni 2 settimane Metastatico Adiuvante
Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Tutti i gradi Grado 3 Grado 4
Nausea 69,9 8 <1 73,7 4,8 0,3
Diarrea 60,8 9 2 56,3 8,3 2,5
Vomito 49,0 6 7 47,2 5,3 0,5
Mucositi/Stomatiti 39,9 4 <1 42,1 2,8 0,1

Sono indicati la profilassi e/o il trattamento con antiemetici potenti.

Disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokaliemia, acidosi metabolica e compromissione renale possono essere la conseguenza di grave diarrea/emesi, specialmente quando l’oxaliplatino viene somministrato in associazione con il 5-fluorouracile (vedere paragrafo 4.4). In casi isolati, è riportata la pancreatite.

Sistema nervoso:

La tossicità dose-limitante dell’oxaliplatino è neurologica. Implica una neuropatia sensitiva periferica, caratterizzata da disestesia e/o parestesia delle estremità con o senza crampi, spesso scatenate dal freddo. Questi sintomi compaiono in una percentuale fino al 95% di pazienti trattati. La durata di questi sintomi, che di solito regrediscono tra un ciclo e l’altro del trattamento, aumenta con il numero dei cicli somministrati.

La comparsa di dolore e/o di disturbi funzionali costituisce indicazione, a seconda della durata dei sintomi, per un aggiustamento della dose o addirittura per l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

Tali disturbi funzionali comprendono difficoltà a eseguire movimenti fini e sono la possibile conseguenza della compromissione sensitiva. Il rischio di comparsa di sintomi persistenti per una dose cumulativa di 850 mg/m² (10 cicli) è circa del 10%, mentre è circa del 20% per una dose cumulativa di 1020 mg/m² (12 cicli).

Nella maggior parte dei casi, i segni e sintomi neurologici migliorano o regrediscono completamente alla sospensione del trattamento. Nel trattamento adiuvante del carcinoma del colon, 6 mesi dopo la cessazione del trattamento, nell’87% dei pazienti i sintomi sono stati lievi o assenti. Dopo un periodo di follow-up che può durare fino a 3 anni, circa il 3% dei pazienti presentava parestesie localizzate persistenti di intensità moderata (2,3%) o parestesie che possono interferire con le attività funzionali (0,5%).

Sono state segnalate manifestazioni neurosensoriali acute (vedere paragrafo 5.3). Queste iniziano entro qualche ora dalla somministrazione e spesso compaiono con l’esposizione al freddo. Si manifestano solitamente come parestesie, disestesie e ipoestesie transitorie. Una sindrome acuta di disestesia faringolaringea si manifesta nell’1-2% dei pazienti ed è caratterizzata da sensazioni soggettive di disfagia o di dispnea/senso di soffocamento, senza alcuna evidenza obiettiva di difficoltà respiratoria (assenza di cianosi o di ipossia) o di laringospasmo o broncospasmo (assenza di stridore o di respiro sibilante). Anche se in questi casi sono stati somministrati antiistaminici e broncodilatatori, i sintomi sono rapidamente reversibili anche in assenza di trattamento. Il prolungamento dell’infusione aiuta a ridurre l’incidenza della sindrome (vedere paragrafo 4.4). Sporadicamente, sono stati osservati altri sintomi, tra cui spasmi mandibolari/muscolari/contrazioni muscolari involontarie/spasmi muscolari/mioclono, disturbi della coordinazione/dell’andatura/dell’equilibrio, senso di restrizione/pressione/disturbi/dolore alla gola o al torace. È inoltre possibile che si possano associare disfunzioni dei nervi cranici, o anche manifestarsi come evento isolati quali ptosi, diplopia, afonia/disfonia/raucedine, talvolta descritte come paralisi delle corde vocali, anomala sensazione alla lingua o disartria, descritta talvolta in forma di afasia, nevralgia trigeminale/algia facciale/oculare, diminuzione dell’acuità visiva, disturbi al campo visivo.

Durante il trattamento con oxaliplatino, sono stati riportati altri sintomi neurologici, quali perdita del riflesso tendineo profondo e segno di Lhermitte. Sono stati riportati isolati casi di neurite ottica.

Reazioni allergiche:

Tabella 4: Incidenza nei pazienti (%), a seconda del grado

Oxaliplatino e 5-FU/AF 85 mg/m² ogni 2 settimane Metastatico Adiuvante
Tutti i gradi Grado 3 Grado 4 Tutti i gradi Grado 3 Grado 4
Reazioni allergiche 9,1 1 <1 10,3 2,3 0,6

Alterazioni del sistema epatobiliare:

Sono state riportate sindrome ostruttiva sinusoidale del fegato, conosciuta anche come malattia veno-occlusiva epatica, oppure manifestazioni patologiche collegate a questo disturbo epatico, tra cui la peliosi epatica, l’iperplasia nodulare rigenerativa, la fibrosi perisinusoidale. Manifestazioni cliniche possono essere ipertensione portale e/o un aumento delle transaminasi.

Disturbi renali e delle vie urinarie:

È stata segnalata nefropatia tubulo-interstiziale acuta che ha portato fino all’insufficienza renale.

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Gravidanza e allattamento

A tutt’oggi non sono disponibili dati riguardanti la sicurezza d’uso in donne in gravidanza. Nell’ambito degli studi condotti sugli animali è stata osservata tossicità riproduttiva. Di conseguenza non è raccomandato l’uso di oxaliplatino durante la gravidanza e in donne potenzialmente fertili che non fanno uso di metodi contraccettivi. L’impiego dell’oxaliplatino deve essere preso in considerazione solo dopo aver adeguatamente avvisato la paziente circa il rischio per il feto e solo con il consenso della paziente stessa.

Si devono prendere adeguate misure contraccettive durante il trattamento e fino a 4 mesi per le donne e 6 mesi per gli uomini dopo la sua sospensione.

L’escrezione nel latte materno non è stata studiata. L’allattamento è controindicato durante la terapia con oxaliplatino.

L’oxaliplatino può causare infertilità (vedere paragrafo 4.4).

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Conservazione

Medicinale confezionato per la vendita: Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.

Per le condizioni di conservazione del prodotto ricostituito e diluito vedere paragrafo 6.3.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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