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FARMACI CHE AGISCONO SU STRUTTURA OSSEA E MINERALIZZAZIONE

ALENDRONATO ALTER

4CPR RIV70MG

LABORATORI ALTER Srl

Descrizione prodotto

ALENDRONATO ALTER*4CPR RIV70MG

Principio attivo

ACIDO ALENDRONICO SALE SODICO TRIIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

FARMACI CHE AGISCONO SU STRUTTURA OSSEA E MINERALIZZAZIONE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

15.37


Codice ATC livello 5:
M05BA04

Codice AIC:
38471025


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’osteoporosi postmenopausale. L’alendronato riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.

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Composizione

Ogni compressa rivestita con film contiene 70 mg di acido alendronico (equivalenti a 91,35 mg di sodio alendronato triidrato).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cellulosa microcristallina (E460)

Silice colloidale anidra

Sodio croscarmellosa (E468)

Magnesio stearato (E572)

Rivestimento :

Lustre Clear LC 103:

Cellulosa microcristallina (E460)

Carragenina (E407)

Macrogol 8000

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Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

• Anomalie dell’esofago e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, come stenosi o acalasia.

• Incapacità di rimanere alzati o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti.

• Ipocalcemia.

Vedere anche paragrafo 4.4.

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Posologia

Il dosaggio raccomandato è di una compressa rivestita con film di Alendronato Alter 70 mg in monosomministrazione settimanale, per uso orale. Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali di Alendronato Alter 70 mg, in particolare dopo 5 o più anni d’uso.

Per permettere un adeguato assorbimento dell’alendronato:

• Alendronato Alter va preso almeno 30 minuti prima del primo pasto, bevanda o altro medicinale della giornata, solo con acqua naturale. È probabile che l’assunzione di altre bevande (compresa acqua minerale), di alimenti e di alcuni medicinali riduca l’assorbimento dell’alendronato (vedere paragrafo 4.5).

Per facilitare il rilascio nello stomaco e quindi ridurre il potenziale di irritazione/eventi avversi locali ed esofagei (vedere paragrafo 4.4):

• Alendronato Alter va deglutito solo dopo essersi alzati il mattino, con un bicchiere colmo di acqua (non meno di 200 ml).

• I pazienti devono esclusivamente deglutire Alendronato Alter intero. I pazienti non devono schiacciare, masticare né sciogliere la compressa in bocca, a causa del potenziale di ulcerazione orofaringea.

• I pazienti non devono sdraiarsi fintanto che non abbiano mangiato qualcosa, il che deve avvenire almeno 30 minuti dopo l’assunzione della compressa.

• I pazienti non devono sdraiarsi per almeno 30 minuti dopo aver assunto Alendronato Alter.

• Alendronato Alter non deve essere assunto prima di coricarsi né prima di alzarsi il mattino.

• I pazienti devono assumere integratori di calcio e di vitamina D se l’apporto dietetico non è adeguato (vedere paragrafo 4.4).

Uso negli anziani:

Negli studi clinici non sono emerse differenze correlate all’età per quanto riguarda i profili di efficacia e di sicurezza dell’alendronato. Pertanto, non è necessario l’aggiustamento del dosaggio negli anziani.

Uso in caso di compromissione renale

Non è necessario aggiustare il dosaggio nei pazienti con VFG oltre 35 ml/min. Non si consiglia di somministrare l’alendronato ai pazienti con compromissione renale in cui la VFG è al di sotto di 35 ml/min, a causa della mancanza di esperienza.

Popolazione pediatrica

L’alendronato è stato studiato su un ristretto numero di pazienti con osteogenesi imperfetta di età inferiore ai 18 anni. I risultati sono insufficienti per supportare il suo uso nei bambini.

Alendronato Alter 70 mg non è stato studiato nel trattamento dell’osteoporosi indotta da glucocorticoidi.

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Avvertenze e precauzioni

Reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore

L’alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. A causa del potenziale di aggravamento della patologia di base, si deve usare cautela nel somministrare l’alendronato a pazienti con problemi attivi a livello del tratto gastrointestinale superiore, ad esempio disfagia, malattia esofagea, gastrite, duodenite, ulcere, oppure con recente anamnesi (negli ultimi 12 mesi) di patologia gastrointestinale maggiore, come ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo, oppure reduci da un intervento chirurgico del tratto gastrointestinale superiore, esclusa la piloroplastica (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con esofago di Barrett già noto, i medici prescrittori devono valutare i benefici ed i rischi potenziali dell’alendronato su base individuale.

Nei pazienti in trattamento con l’alendronato sono state segnalate reazioni (talvolta gravi e necessitanti il ricovero), come esofagite, ulcere ed erosioni esofagee, in rari casi seguite da stenosi esofagee. Pertanto, i medici devono prestare particolare attenzione alla comparsa di segni o sintomi indicativi di possibile reazione esofagea e i pazienti devono essere istruiti a interrompere l’assunzione dell’alendronato e rivolgersi a un medico se insorgono sintomi di irritazione esofagea, quali disfagia, deglutizione dolorosa o dolore retrosternale, insorgenza o peggioramento di bruciore allo stomaco.

Il rischio di eventi avversi gravi a livello esofageo sembra maggiore nei pazienti che non assumono l’alendronato in modo corretto e/o che continuano ad assumerlo anche dopo l’esordio di sintomatologia indicativa di irritazione esofagea. È molto importante fornire al paziente istruzioni complete sul dosaggio, e che le comprenda (vedere paragrafo 4.2). I pazienti devono essere informati che il mancato rispetto delle presenti istruzioni può accrescere il rischio di problemi esofagei.

Sebbene in ampi studi clinici non sia emerso un innalzamento del rischio, sono stati segnalati rari casi (post–marketing) di ulcere gastriche e duodenali, talvolta gravi e con complicanze.

Osteonecrosi mandibolare

Nei pazienti con tumore trattati con regimi che comprendevano principalmente bifosfonati per via endovenosa è stata segnalata osteonecrosi mandibolare, generalmente associata a estrazione dentale e/o infezione locale (compresa osteomielite). Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. Sono stati segnalati casi di osteonecrosi mandibolare anche in pazienti con osteoporosi in trattamento con bifosfonati orali.

Si devono considerare i seguenti fattori di rischio al momento di valutare il rischio dello sviluppo di osteonecrosi mandibolare per il soggetto:

• potenza del bifosfonato (massima per l’acido zoledronico), via di somministrazione (vedere sopra) e dose cumulativa

• cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, tabagismo

• anamnesi di malattie dentarie, scarsa igiene orale, malattia parodontale, procedure odontoiatriche invasive e protesi poco adatte.

Prima di somministrare bifosfonati orali a pazienti con cattivo stato dentario deve essere preso in considerazione un esame odontoiatrico con appropriate misure odontoiatriche preventive.

Durante il trattamento, se possibile questi pazienti devono evitare procedure odontoiatriche di tipo invasivo. Nei pazienti che sviluppano osteonecrosi mandibolare durante la terapia con bifosfonati, la chirurgia odontoiatrica può aggravare la condizione. Non vi sono dati disponibili per i pazienti che richiedono procedure odontoiatriche, in merito alla possibile riduzione del rischio di osteonecrosi mandibolare con la cessazione della terapia con bifosfonati. Il programma di gestione di ciascun paziente deve basarsi sul giudizio clinico del medico curante sulla base della valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Durante il trattamento con bifosfonati tutti i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere buoni livelli di igiene orale, a sottoporsi a regolari controlli dentali e a segnalare qualsiasi sintomo orale, come mobilità dentale, dolore o gonfiore.

Dolore muscoloscheletrico

Nei pazienti in trattamento con bifosfonati è stato segnalato dolore osseo, articolare e/o muscolare. Nell’esperienza post–marketing, raramente questi sintomi sono stati di entità grave e/o invalidanti(vedere paragrafo 4.8). I tempi di esordio dei sintomi hanno variato da un giorno a vari mesi dall’inizio del trattamento. Gran parte dei pazienti ha trovato sollievo dai sintomi una volta cessata la terapia. In un sottogruppo di pazienti, con una nuova somministrazione dello stesso farmaco o di un altro bifosfonato si sono avute recidive dei sintomi.

Fratture atipiche del femore

Sono state segnalate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti sottoposte a un trattamento a lungo termine per l’osteoporosi con bisfosfonati. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano dopo un trauma minimo o in assenza di trauma e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata segnalata anche una scarsa guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale.

Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore.

Nell’esperienza post–marketing vi sono state rararamente segnalazioni di gravi reazioni cutanee, comprese sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica.

Dose dimenticata

I pazienti devono essere informati che se dimenticano una dose di Alendronato Alter, devono prendere una compressa il mattino successivo al giorno in cui se ne sono accorti. Inoltre, non devono prendere due compresse lo stesso giorno ma tornare all’assunzione di una compressa alla settimana, nel giorno prestabilito.

Compromissione renale

L’uso di alendronato non è raccomandato nei pazienti con compromissione renale in cui la VFG è inferiore a 35 ml/min.(vedere paragrafo 4.2).

Metabolismo osseo e minerale

Per l’osteoporosi devono essere prese in considerazione cause diverse da carenza di estrogeni ed età.

Prima di iniziare il trattamento con l’alendronato bisogna correggere l’ipocalcemia (vedere paragrafo 4.3). Si devono trattare efficacemente anche i disturbi che influenzano il metabolismo dei minerali (come la carenza di vitamina D e l’ipoparatiroidismo). Nei pazienti affetti da tali condizioni, durante il trattamento con Alendronato Alter si devono monitorare i livelli sierici di calcio e la comparsa di sintomi ipocalcemici.

Considerati gli effetti positivi dell’alendronato nell’incremento della mineralizzazione dell’osso, sono possibili riduzioni dei livelli sierici di calcio e di fosfato, in particolare nei pazienti che assumono glucocorticoidi, nei quali l’assorbimento del calcio può essere ridotto. Normalmente si tratta di diminuzioni contenute e asintomatiche. Tuttavia, vi sono state rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, che occasionalmente sono state gravi e sono spesso insorte in pazienti con condizioni predisponenti (es. ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e malassorbimento di calcio).

Nei pazienti trattati con glucorticoidi è particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e di vitamina D.

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Interazioni

È probabile che l’assunzione concomitante di cibi e bevande (compresa acqua minerale), integratori di calcio, antiacidi e di alcuni medicinali orali interferisca con l’assorbimento dell’alendronato. Pertanto i pazienti devono attendere almeno 30 minuti dall’assunzione dell’alendronato, prima di assumere altri medicinali orali (vedere paragrafo 4.2 e 5.2).

Non si prevedono altre interazioni di rilevanza clinica con medicinali. Alcuni pazienti all’interno degli studi clinici hanno ricevuto estrogeno (intravaginale, transdermico od orale) mentre assumevano l’alendronato. Non sono stati identificati effetti avversi attribuibili al loro uso concomitante.

Poiché l’uso dei FANS è associato a irritazione gastrointestinale, si deve usare cautela durante l’assunzione concomitante con l’alendronato.

Sebbene non siano stati effettuati studi specifici di interazione, negli studi clinici l’alendronato è stato usato in concomitanza con una vasta gamma di medicinali prescritti comunemente, senza evidenze di interazioni cliniche avverse.

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Effetti indesiderati

In uno studio di un anno su donne in postmenopausa con osteoporosi, i profili complessivi di sicurezza per l’alendronato 70 mg/settimana (n=519) e per l’alendronato 10 mg/die (n=370) sono risultati simili.

In due studi di tre anni con disegno pressoché identico in donne in postmenopausa (alendronato 10 mg: N=196, placebo: n=397), i profili complessivi di sicurezza per l’alendronato 10 mg/die e il placebo sono risultati simili.

Reazioni avverse segnalate dagli sperimentatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente associate al farmaco, sono presentate nella tabella che segue se insorte nell’≥1% in entrambi i gruppi trattati all’interno dello studio di un anno, oppure nell’≥1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e con incidenza superiore rispetto ai pazienti che ricevevano placebo negli studi di tre anni:

  Studio di un anno Studi triennali
  alendronato 70 mg (n = 519) % alendronato 10 mg/die (n = 370) % alendronato 10 mg/die (n = 196) % placebo (n = 397) %
Patologie gastrointestinali        
dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8
dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5
rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3
nausea 1,9 2,4 3,6 4,0
distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8
costipazione 0,8 1,6 3,1 1,8
diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8
disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0
flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5
gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3
ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0
ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0
Patologie muscoloscheletriche        
dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) 2,9 3,2 4,1 2,5
crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0
Patologie del sistema nervoso        
cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5

Nel corso degli studi clinici e/o dell’uso post–marketing sono state inoltre segnalate le seguenti reazioni avverse:

[molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000 comprese le segnalazioni isolate]

Disturbi del sistema immunitario:

Raro: reazioni di ipersensibilità, compresi orticaria e angioedema

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Raro: ipocalcemia sintomatica, spesso associata a condizioni predisponenti. §

Patologie del sistema nervoso:

Comune: cefalea, capogiri

Non comune: disgeusia

Patologie dell’occhio:

Non comune: infiammazione oculare (uveite, sclerite, episclerite)

Patologie dell’orecchio e del labirinto:

Comune: vertigini

Patologie gastrointestinali:

Comune: dolore addominale, dispepsia, costipazione, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido

Non comune: nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena

Raro: stenosi esofagea*, ulcerazione orofaringea*, perforazione, ulcera, sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore (PUBs)§

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Comune: alopecia, prurito

Non comune: eruzione cutanea, eritema

Raro: eruzione cutanea con fotosensibilità, reazioni cutanee gravi, comprese sindrome di Stevens–Johnson e

necrolisi epidermica tossica

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

Molto comune: dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare), talvolta intenso†§

Comune: gonfiore articolare

Raro: osteonecrosi mandibolare‡§, fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bifosfonati)

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Comune: astenia, edema periferico

Non comune: sintomi transitori, come in una risposta in fase acuta (mialgia, malessere e, in rari casi, febbre), tipicamente in associazione con l’inizio del trattamento.

§ Vedere paragrafo 4.4

La frequenza negli studi clinici è stata analoga nel gruppo farmaco e nel gruppo placebo.

*Vedere paragrafi 4.2 e 4.4

Questa reazione avversa è stata identificata tramite la sorveglianza post–marketing. La frequenza delle reazioni rare è stata stimata in base agli studi clinici pertinenti.

Identificate nell’esperienza post–marketing.

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Gravidanza e allattamento

Uso durante la gravidanza

L’Alendronato non deve essere usato in gravidanza. Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso dell’alendronato in donne in gravidanza. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, o sviluppo postnatale. L’alendronato somministrato ai ratti durante la gravidanza ha causato distocia associata a ipocalcemia (vedere paragrafo 5.3).

Uso durante l’allattamento

Non è noto se l’alendronato venga escreto nel latte materno. Considerata l’indicazione, l’alendronato non deve essere usato dalle donne durante l’allattamento.

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25° C.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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