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ACE INIBITORI, ASSOCIAZIONI

LISINOPRIL IDRO SAND

14CPR

SANDOZ SpA

Descrizione prodotto

LISINOPRIL IDRO SAND*14CPR

Principio attivo

LISINOPRIL DIIDRATO/IDROCLOROTIAZIDE

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

ACE INIBITORI, ASSOCIAZIONI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

3.00


Codice ATC livello 5:
C09BA03

Codice AIC:
38535011


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione essenziale. Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ, contenendo una dose fissa delle singole componenti (20 mg di lisinopril e 12,5 mg di idroclorotiazide), è indicato in pazienti in cui la pressione sanguigna non è adeguatamente controllata dal trattamento con lisinopril da solo (o con idroclorotiazide da solo).

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Composizione

Ogni compressa contiene:

Principi attivi: lisinopril diidrato 21,78 mg (corrispondente a lisinopril 20 mg) ed idroclorotiazide 12,5 mg.

Per gli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

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Eccipienti

•  Calcio fosfato dibasico diidrato

•  Croscarmellosa sodica

•  Mannitolo

•  Amido di mais

•  Magnesio stearato

•  Ferro ossido rosso (E 172)

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Controindicazioni

•  Anamnesi di ipersensibilità al lisinopril o ad uno degli eccipienti, o agli altri ACE inibitori.

•  Anamnesi di ipersensibilità all’idroclorotiazide o ad altri medicinali sulfonamidici.

•  Edema angioneurotico associato ad un precedente trattamento con ACE inibitori.

•  Edema angioneurotico idiopatico ereditario.

•  Grave insufficienza renale o epatica.

•  Stenosi dell’arteria renale.

•  Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6 “Gravidanza e allattamento”).

•  Allattamento (vedere paragrafo 4.6 “Gravidanza e allattamento”).

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Posologia

La scelta di una dose antiipertensiva appropriata di lisinopril e idroclorotiazide deve avvenire dopo aver valutato la risposta clinica del paziente.

Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ deve essere somministrato una volta al giorno.

La somministrazione dell’associazione fissa di lisinopril e idroclorotiazide è, generalmente, consigliata solo dopo la titolazione dei singoli componenti.

Solo quando la condizione clinica del paziente viene giudicata idonea, può avvenire il passaggio diretto dalla monoterapia all’associazione fissa.

Le compresse da 10 mg/12,5 mg possono essere somministrate nei pazienti in cui la pressione sanguigna non è adeguatamente controllata dall’assunzione di 10 mg di lisinopril da solo.

Le compresse da 20 mg/12,5 mg possono essere somministrate nei pazienti in cui la pressione sanguigna non è adeguatamente controllata dall’assunzione di 20 mg di lisinopril da solo.

Non deve essere superata la dose massima giornaliera di 40 mg di lisinopril/25 mg di idroclorotiazide.

Precedente trattamento con diuretici

Dopo la dose iniziale si può verificare ipotensione sintomatica; ciò è più probabile che accada in pazienti ipovolemici e/o che hanno subito perdita di sodio in conseguenza di una precedente terapia diuretica. La terapia diuretica deve essere sospesa per 2-3 giorni prima di iniziare la terapia con lisinopril idroclorotiazide SANDOZ. Se ciò non fosse possibile, il trattamento deve essere iniziato con lisinopril da solo, alla dose di 2,5 mg. Questa categoria di pazienti deve essere attentamente monitorata per i sintomi oggettivi e soggettivi di ipotensione, dopo l’assunzione della prima dose di lisinopril idroclorotiazide SANDOZ (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego” - Ipotensione e squilibrio idro/elettrolitico).

Compromissione della funzione renale

L’associazione lisinopril/idroclorotiazide è controindicata nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina <30ml/min). In pazienti con clearance della creatinina compresa tra 30 e 80 ml/min, lisinopril idroclorotiazide SANDOZ deve essere utilizzato solo dopo titolazione dei singoli componenti.

La dose iniziale raccomandata di lisinopril in monoterapia è 5-10 mg (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”).

Anziani

Studi clinici sull’associazione di lisinopril e idroclorotiazide, hanno evidenziato che l’età non è associata con cambiamenti di efficacia e tollerabilità (vedere punto precedente ²Compromissione renale²).

Bambini

La sicurezza e l’efficacia di LISINOPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ nei bambini non sono state stabilite.

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Avvertenze e precauzioni

Ipotensione e squilibrio idro/elettrolitico

L’ipotensione sintomatica è rara in pazienti con ipertensione non complicata, ma è più probabile in condizioni di squilibrio idrico o elettrolitico, ad es. mancanza di sali, iponatriemia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesiemia o ipokaliemia, che si possono verificare a causa di una precedente terapia diuretica, di una restrizione di sali nella dieta, di dialisi, di diarrea o vomito. In tali pazienti si devono effettuare controlli periodici degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati.

Si deve fare particolare attenzione quando la terapia è somministrata a pazienti con cardiopatia o cerebropatia ischemica, dato che una eccessiva caduta della pressione arteriosa potrebbe causare un infarto miocardico o un evento cerebrovascolare.

Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, ricevere una infusione endovenosa di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce una controindicazione al proseguo della terapia. Con il ripristino di un volume ematico efficace e della pressione arteriosa si può ristabilire la terapia; altrimenti, se appropriato, è possibile usare, singolarmente, l’uno o l’altro componente dell’associazione.

Come gli altri vasodilatatori, lisinopril idroclorotiazide SANDOZ deve essere somministrato con cautela nei pazienti con stenosi aortica, stenosi mitrale o con cardiomiopatia ipertrofica.

Compromissione della funzione renale

I tiazidici sono inefficaci a valori di clearance della creatinina <30 ml/min (cioè in presenza di insufficienza renale moderata o grave).

Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ non deve essere somministrato a pazienti con clearance della creatinina compresa tra 30 e 80 ml/min, finche la titolazione dei singoli componenti non abbia prima dimostrato la necessità di somministrare la dose presente nell’associazione.

Alcuni pazienti senza un’apparente patologia renovascolare pre-esistente, quando il lisinopril veniva somministrato insieme ad un diuretico, hanno mostrato aumenti lievi e transitori dell’urea e della creatinina serica. Se durante la terapia con lisinopril idroclorotiazide SANDOZ si verifica tale condizione, il trattamento deve essere sospeso. È possibile ripristinare la terapia a dosi ridotte oppure entrambi i componenti possono essere usati da soli.

In alcuni pazienti con stenosi dell’arteria renale bilaterale o stenosi dell’arteria renale di un rene solitario trattati con ACE inibitori, sono stati osservati incrementi dell’urea e della creatinina serica di solito reversibili dopo la sospensione della terapia. Un tale aumento è probabile soprattutto in presenza di insufficienza renale. In presenza di ipertensione renovascolare, il rischio di ipotensione grave e di insufficienza renale è aumentato. In questi pazienti, il trattamento deve essere iniziato sotto stretta sorveglianza medica, a dosi basse e dopo un’accurata titolazione della dose. Poiché il trattamento con diuretici può contribuire al verificarsi delle condizioni sopra descritte, durante le prime settimane di trattamento la funzione renale deve essere monitorata.

Epatopatia

I tiazidici devono essere usati con cautela in pazienti con funzione epatica compromessa o con un’epatopatia progressiva, in quanto minime alterazioni del bilancio idro-elettrolitico possono evolvere in coma epatico. Raramente, l’uso di ACE inibitori è stato associato a una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce fino alla necrosi epatica fulminante e, talvolta, alla morte. Il meccanismo di tale sindrome è sconosciuto. I pazienti che sviluppano ittero colestatico o aumento degli enzimi epatici durante il trattamento con gli ACE inibitori, devono sospendere il trattamento e ricevere un appropriato follow-up medico.

Chirurgia/anestesia

In pazienti sottoposti a interventi di alta chirurgia o durante anestesia con agenti che causano ipotensione, il lisinopril può bloccare la formazione di angiotensina secondaria al rilascio compensatorio di renina; ciò può essere corretto mediante espansione del volume plasmatico.

Effetti metabolici ed endocrini

La terapia con tiazidi può alterare la tolleranza al glucosio e può accrescere i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue. La glicemia deve essere attentamente monitorata nei pazienti precedentemente trattati con farmaci antidiabetici orali o insulina, vale a dire durante il primo mese di trattamento con l’ACE inibitore. Può rendersi necessario un aggiustamento della dose degli antidiabetici, compresa l’insulina.

I tiazidici possono ridurre l’escrezione urinaria di calcio e causare aumenti lievi e intermittenti dei livelli di calcio. Un’ipercalcemia marcata può svelare un iperparatiroidismo asintomatico. La terapia con tiazidi deve essere sospesa prima che vengano effettuati i test della funzione paratiroidea.

In alcuni pazienti, il trattamento con tiazidici può causare iperuricemia e/o gotta. Il lisinopril può, tuttavia, indurre un aumento dell’acido urico nelle urine e, di conseguenza, attenuare l’effetto iperuricemico dell’idroclorotiazide.

Squilibrio elettrolitico

Come per tutti i pazienti in terapia diuretica, ad intervalli regolari, si devono effettuare controlli periodici degli elettroliti sierici. I tiazidici, inclusa l’idroclorotiazide, possono provocare squilibrio idro/elettrolitico (ipokaliemia, iponatriemia, alcalosi ipocloremica). Segnali di avviso di uno squilibrio idro/elettrolitico sono bocca secca, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolore muscolare o crampi, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastro-intestinali come nausea o vomito (vedere paragrafo 4.8.).

Angioedema

In pazienti trattati con ACE inibitori, soprattutto durante le prime settimane di trattamento, si può verificare angioedema delle estremità, del viso, delle labbra, delle membrane mucose, della lingua, della glottide e/o della laringe. Tuttavia, dopo trattamento a lungo termine con un ACE inibitore, in rari casi si potrebbe sviluppare un angioedema grave. Il trattamento deve essere interrotto immediatamente. L’angioedema che interessa la lingua, la glottide o la laringe, può essere fatale. Deve essere istituita immediatamente una terapia d’emergenza. Il paziente deve essere ricoverato in ospedale e monitorato per almeno 12-24 ore, fino alla scomparsa totale e permanente dei sintomi.

Ipersensibilità, reazioni anafilattiche

I pazienti che assumono tiazidici, anche se non hanno precedenti di episodi allergici o asma bronchiale, possono sviluppare reazioni di ipersensibilità. Con l’uso di tiazidici è stata riportata esacerbazione o attivazione del lupus eritematoso sistemico.

Reazioni anafilattiche durante la desensibilizzazione

In rari casi, in pazienti sottoposti a trattamento con un ACE inibitore e contemporaneamente a terapia desensibilizzante sono state descritte reazioni anafilattiche intense, che potevano mettere in pericolo la vita del paziente. In questi pazienti le reazioni sono scomparse dopo temporanea sospensione della terapia a base di ACE inibitori, ma sono insorte nuovamente se la sostanza veniva somministrata inavvertitamente. Pertanto, è richiesta particolare cautela nei pazienti in trattamento con ACE inibitori che devono essere sottoposti a una terapia desensibilizzante.

Reazioni anafilattiche durante dialisi con membrane ad elevato flusso/aferesi delle lipoproteine

Sono state descritte reazioni anafilattiche in pazienti sottoposti a dialisi con membrane a elevato flusso o sottoposti a LDL-aferesi mediante assorbimento con destrano solfato.

Per questo tipo di pazienti si consiglia di utilizzare altre membrane o passare a un altro tipo di terapia.

Potassio sierico

La perdita di potassio indotta dai diuretici tiazidici viene, in genere, attenuata dall’effetto risparmiatore di potassio del lisinopril.

Durante il trattamento con ACE inibitori, le seguenti categorie di pazienti sono sottoposti a un maggior rischio di iperkaliemia: pazienti con funzione renale compromessa, diabete mellito, pazienti che utilizzano diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e/o sostituti del sale contenenti potassio. Si consiglia un frequente monitoraggio dei livelli di potassio sierico (vedere paragrafo 4.5. “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”). L’associazione di un ACE inibitore con un diuretico tiazidico non esclude la possibilità di iperkaliemia. Deve essere effettuato un regolare monitoraggio dei livelli di potassio nel sangue.

Tosse

Dato che possono indurre tosse persistente, gli ACE inibitori devono essere somministrati con cautela nei pazienti con tosse.

Neutropenia/Agranulocitosi

Il rischio di neutropenia è in relazione alla dose e al tipo e dipende dallo stato clinico del paziente. Si osserva, raramente, in pazienti con una condizione clinica normale, ma può verificarsi in pazienti con compromissione renale, specialmente se associata a una collagenopatia (ad es. lupus eritematoso sistemico (LES)), scleroderma e terapia con farmaci immunosoppressori. La neutropenia è reversibile dopo l’interruzione della terapia con l’ACE inibitore.

Proteinuria

In pazienti con funzione renale compromessa e a dosi relativamente alte di ACE inibitore, si può verificare proteinuria.

Differenze etniche

Gli ACE inibitori provocano una più alta incidenza di angioedema nei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti di razza bianca. Il lisinopril, un componente dell’associazione a dose fissa, se somministrato a pazienti di razza Afro-Caraibica, può mostrare una risposta terapeutica ridotta.

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Interazioni

Diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale

La riduzione del potassio causata dai diuretici tiazidici viene attenuata, in genere, dall’effetto risparmiatore di potassio del lisinopril. L’uso di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, o sostituti del sale contenenti potassio, può determinare un significativo aumento del potassio sierico. Se l’impiego concomitante di lisinopril idroclorotiazide SANDOZ e di uno qualsiasi di questi agenti è ritenuto appropriato, essi devono essere utilizzati con cautela e con frequenti controlli del potassio sierico.

Litio

Il litio, generalmente, non deve essere somministrato con i diuretici o con gli ACE inibitori. Entrambi, infatti, riducono la clearance renale del litio e comportano un elevato rischio di tossicità. Se l’associazione si dimostra necessaria, devono essere attentamente monitorati i livelli sierici di litio.

Antidiabetici

L’uso concomitante di ACE inibitori e di antidiabetici può causare un aumento dell’effetto ipoglicemizzante, determinando un aumento del rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno può verificarsi con maggiore probabilità durante le prime settimane di trattamento e nei pazienti con compromissione renale.

FANS (Farmaci antiinfiammatori non steroidei)

L’uso concomitante con FANS (es. inibitori selettivi della COX-2, acido acetilsalicilico (>3g/die) e FANS non selettivi) può ridurre l’effetto antiipertensivo e diuretico degli ACE inibitori e dei diuretici tiazidici. Nei pazienti con disfunzione renale in trattamento con FANS, la contemporanea somministrazione di lisinopril può determinare un ulteriore deterioramento della funzione renale, inclusa la possibilità di insufficienza renale acuta, e un aumento dei livelli di potassio sierico. L’associazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente reidratati e dovrà essere monitorata la funzione renale sia all’inizio della terapia associata sia, successivamente, a intervalli periodici.

Allopurinolo

L’uso concomitante di ACE inibitori e allopurinolo aumenta il rischio di insufficienza renale.

Ciclosporina

L’uso concomitante di ACE inibitori e ciclosporina aumenta il rischio di insufficienza renale e iperkaliemia.

Lovastatina

L’uso concomitante di ACE inibitori e lovastatina aumenta il rischio di iperkaliemia.

Probenecid

L’uso concomitante può determinare un incremento dei livelli sierici di tiazide.

Trimetoprim

L’uso concomitante di di ACE inibitori e tiazidi con trimetoprim aumenta il rischio di iperkaliemia.

Glicosidi digitalici

L’ipokaliemia indotta dal trattamento con tiazide può incrementare gli effetti dei glicosidi digitalici.

Sotalolo

L’ipokaliemia causata dal trattamento con tiazide può incrementare il rischio di aritmie indotte dal sotalolo.

Colestiramina, colestipolo

La somministrazione concomitante di colestiramina o colestipolo riduce l’eliminazione della tiazide rispettivamente dell’85% e del 43%. Se l’assunzione concomitante di colestiramina/colestipolo con LISINOPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ si rendesse necessaria, le due somministrazioni devono essere distanziate di alcune ore.

Antidepressivi triciclici/antipsicotici

Possono aumentare gli effetti ipotensivi degli ACE inibitori.

Farmaci che inducono torsioni di punta

Non devono essere utilizzati in associazione con idroclorotiazide.

Corticosteroidi, amfotericina B (parenterale), carbenoxolone, corticotropina (ACHT) o lassativi stimolanti

L’idroclorotiazide può intensificare lo squilibrio elettrolitico e causare, in particolare, ipokaliemia.

Altri antiipertensivi

Possono verificarsi effetti additivi.

Simpaticomimetici

Possono ridurre gli effetti antiipertensivi degli ACE inibitori. Pertanto, i pazienti devono essere controllati attentamente per verificare che si ottengano gli effetti desiderati.

Allopurinolo, procainamide, agenti citostatici o immunosoppressori

L’uso concomitante di ACE inibitori può aumentare il rischio di leucopenia.

Sali di calcio

In seguito all’uso concomitante di diuretici tiazidici può verificarsi un aumento dei livelli serici di calcio dovuto a riduzione dell’escrezione.

Altri farmaci

Le tiazidi possono incrementare la risposta alla tubocurarina.

Emodialisi

Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ non è indicato nei pazienti che necessitano di dialisi poiché è stata segnalata un’alta incidenza di reazioni anafilattiche nei pazienti sottoposti a dialisi con membrane ad alto flusso e trattati, contemporaneamente, con ACE inibitori. Questa associazione, pertanto, deve essere evitata.

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Effetti indesiderati

Negli studi clinici, gli effetti indesiderati sono gli stessi precedentemente segnalati per lisinopril e idroclorotiazide somministrati separatamente.

Comuni (>1/100, <1/10)

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: vertigine che, generalmente, scompare con la riduzione del dosaggio e, raramente, richiede la sospensione della terapia. Mal di testa, senso di affaticamento.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: tosse secca e persistente che scompare dopo la sospensione della terapia.

Patologie cardiovascolari: ipotensione, compresa ipotensione ortostatica.

Non comuni (>1/1000, <1/100)

Patologie gastrointestinali: diarrea, nausea, vomito, cattiva digestione, pancreatite, bocca secca.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzione cutanea

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: gotta

Patologie cardiovascolari: palpitazioni, dolori toracici, crampi muscolari e debolezza muscolare.

Patologie del sistema nervoso: parestesia, astenia.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: impotenza

Rari (>1/10.000, <1/1000)

Disturbi del sistema immunitario: edema angioneurotico del volto, delle estremità, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe (vedere 4.4. Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso).

Altri: una sintomatologia complessa può comprendere uno o più dei seguenti sintomi: febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, test ANA-positivo, velocità di eritrosedimentazione elevata, eosinofilia, leucocitosi, eruzione cutanea, fotosensibilità o altre manifestazioni dermatologiche.

Esami diagnostici

Raramente si sono verificate alterazioni, clinicamente rilevanti, dei parametri dei test di laboratorio. Occasionalmente, sono state osservate iperglicemia, iperuricemia, iperkaliemia o ipokaliemia. In seguito a trattamento con tiazidi, sono stati osservati aumenti dei livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue.

Di solito, nei pazienti che non presentano una preesistente compromissione renale, è stato osservato un ridotto aumento dell’urea nel sangue e della creatinina nel siero.

Se tali aumenti persistono essi sono reversibili, solitamente, dopo la sospensione del trattamento. Sono stati segnalati effetti indesiderati a carico del midollo osseo che si manifestavano come anemia e/o trombocitopenia e/o leucopenia. Raramente è stata segnalata agranulocitosi, ma non è stato stabilita una relazione causale con il medicinale. Frequentemente, sono state riferite lievi diminuzioni dell’emoglobina e dell’ematocrito in pazienti ipertesi, ma raramente sono state clinicamente rilevanti, a meno che non coesistesse un’altra causa di anemia. Raramente si sono avuti innalzamenti degli enzimi epatici e/o della bilirubina sierica, ma non è stata stabilita una reazione causale con lisinopril idroclorotiazide SANDOZ. Raramente è stata segnalata anemia emolitica.

Altri effetti indesiderati segnalati con i singoli componenti sono:

Idroclorotiazide: anoressia, irritazione gastrica, stipsi, ittero (ittero colestatico intraepatico), pancreatite, sialoadenite, vertigine, xantopsia, leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, anemia aplastica, anemia emolitica, porpora, fotosensibilità, orticaria, vasculite necrotizzante (vasculite cutanea), febbre, difficoltà respiratoria inclusa polmonite ed edema polmonare, reazioni anafilattiche, iperglicemia, glicosuria, iperuricemia, squilibri elettrolitici incluso iponatriemia, spasmo muscolare, irrequietezza, offuscamento transitorio della vista, insufficienza renale, aritmia cardiaca, reazioni cutanee simili al lupus eritematoso, necrolisi epidermica tossica e nefrite interstiziale.

Lisinopril: infarto del miocardio o disfunzioni cerebrovascolari, possibilmente secondari ad un’eccessiva ipotensione nei pazienti ad alto rischio, tachicardia, angina pectoris, sincope, rossore, reazioni anafilattiche, sindrome di Reynaud, proteinuria, fotosensibilità, dolori addominali e dispepsia, alterazioni dell’umore, confusione mentale, vertigini. Come con altri ACE inibitori, si possono verificare disturbi del gusto e disturbi del sonno, broncospasmo, rinite, sinusite, alopecia, orticaria, sudorazione, prurito, psoriasi e lesioni cutanee gravi (inclusi pemfigo, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson ed eritema multiforme), iponatriemia, uremia, oliguria/anuria, disfunzione renale, insufficienza renale acuta, pancreatite, epatite (epatocellulare o colestatica), ittero ed anemia emolitica.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ non deve essere utilizzato durante il primo trimestre di gravidanza. Qualora venga pianificata o confermata una gravidanza, deve essere intrapreso un trattamento alternativo, non appena possibile.

Non sono stati condotti studi controllati con ACE inibitori negli esseri umani, ma nell’esiguo numero di soggetti esposti durante il primo trimestre di gravidanza non si è verificata nessuna malformazione.

Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. L’utilizzo prolungato di lisinopril durante il secondo e il terzo mese di gravidanza determina tossicità nel feto (riduzione della funzione renale, riduzione dei livelli di liquido amniotico, ritardo nella formazione delle ossa del cranio) e nei neonati (insufficienza renale neonatale, ipotensione, iperkaliemia).

L’utilizzo prolungato di idroclorotiazide durante il terzo trimestre di gravidanza può causare ischemia feto-placentare e rischio di ritardo nella crescita. Inoltre, sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia nei neonati in seguito a esposizione in prossimità del termine della gravidanza.

L’idroclorotiazide può ridurre il volume del plasma come anche il flusso ematico uteroplacentare.

In caso di utilizzo di lisinopril idroclorotiazide SANDOZ a partire dal secondo trimestre di gravidanza è necessario un controllo ecografico della funzione renale e delle ossa della testa.

Allattamento

Lisinopril idroclorotiazide SANDOZ è controindicato durante l’allattamento. Sia il lisinopril sia l’idroclorotiazide sono escreti nel latte materno.

L’uso di tiazidi durante il periodo dell’allattamento può comportare una riduzione o una interruzione della montata lattea. Nel feto o nel neonato possono verificarsi ipersensibilità ai derivati delle sulfonamidi, ipokaliemia e ittero.

A causa dei rischi potenziali per il feto, dovuti alle reazioni avverse associate all’utilizzo di entrambe le sostanze, sarà necessario valutare, a seconda dell’importanza della terapia per la madre, se interrompere l’allattamento o sospendere la terapia stessa.

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Conservazione

Nessuna.

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Ultima modifica: 19-09-2013
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