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FARMACI ANTI-DEMENZIA

DONEPEZIL MG

28CPR RIV 10MG

MYLAN SpA

Descrizione prodotto

DONEPEZIL MG*28CPR RIV 10MG

Principio attivo

DONEPEZIL CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

FARMACI ANTI-DEMENZIA

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

23.90


Codice ATC livello 5:
N06DA02

Codice AIC:
38605236


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Donepezil Mylan Generics è indicato per il trattamento sintomatico della demenza da Alzheimer.

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Composizione

Donepezil Mylan Generics 5 mg, compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 5 mg di donepezil cloridrato (equivalenti a 4,56 mg di donepezil)

Donepezil Mylan Generics 10 mg, compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di donepezil cloridrato (equivalenti a 9,12 mg di donepezil)

Eccipiente con effetto noto: lattosio monoidrato.

Donepezil Mylan Generics 5 mg, compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 87,15 mg di lattosio.

Donepezil Mylan Generics 5 mg, compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 174,3 mg di lattosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa:

Lattosio monoidrato

Amido di mais

Idrossi–propilcellulosa

Cellulosa microcristallina

Magnesio stearato.

Rivestimento della compressa:

Ipromellosa

Diossido di titanio (E171)

Macrogol 400.

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Controindicazioni

Ipersensibilità alla sostanza attiva, ai derivati della piperidina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

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Posologia

Adulti/anziani

Donepezil Mylan Generics deve essere assunto per via orale, alla sera, subito prima di coricarsi.

Il trattamento va iniziato con una dose di 5 mg/die (una volta al giorno). La dose di 5 mg/die deve essere mantenuta per almeno 1 mese al fine di consentire di valutare la risposta clinica precoce del trattamento e di permettere il raggiungimento delle concentrazioni di "steady state" del donepezil cloridrato. Dopo un mese di valutazione clinica del trattamento a 5 mg/die, la dose di donepezil cloridrato può essere aumentata a 10 mg/die (una volta al giorno). La dose massima raccomandata è di 10 mg/die. Dosi maggiori di 10 mg/die non sono state studiate in sperimentazioni cliniche.

Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento della Demenza di Alzheimer. La diagnosi deve essere fatta secondo linee–guida accettate (ad es.: DSM IV, ICD 10). La terapia con donepezil cloridrato deve essere iniziata solo se è disponibile una persona qualificata che possa monitorare regolarmente l’assunzione del prodotto da parte del paziente. Il trattamento di mantenimento può essere continuato fino a quando vi è un beneficio terapeutico per il paziente. Pertanto il beneficio clinico del donepezil cloridrato deve essere valutato regolarmente. L’interruzione deve essere presa in considerazione quando non vi è più l’evidenza di un effetto terapeutico. La risposta individuale al donepezil cloridrato non può essere prevista.

Dopo l’interruzione del trattamento è stato osservato un graduale riduzione degli effetti benefici.

Pazienti con compromissione renale o epatica

Una posologia simile può essere seguita per i pazienti con compromissione renale, poiché la clearance del donepezil cloridrato non viene influenzata da questa condizione.

A causa del possibile aumento di esposizione, nella compromissione epatica da lieve a moderata (vedi sezione 5.2), l’aumento della dose deve essere eseguito in base alla tollerabilità individuale.

Non vi sono dati riguardo ai pazienti con grave compromissione epatica.

Popolazione pediatrica

L’uso di Donepezil Mylan Generics è raccomandato solo negli adulti.

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Avvertenze e precauzioni

L’uso di donepezil cloridrato in pazienti con grave Demenza da Alzheimer, altri tipi di demenza o altri tipi di compromissione della memoria (ad es. declino cognitivo legato all’età), non è stato studiato.

Anestesia

Donepezil cloridrato, in quanto inibitore della colinesterasi, può esagerare il rilassamento muscolare di tipo succinilcolinico, durante l’anestesia.

Disturbi cardiovascolari:

a causa della loro azione farmacologica, gli inibitori della colinesterasi possono avere effetti vagotonici sulla frequenza cardiaca (ad es. bradicardia). L’effetto di questo meccanismo può essere particolarmente rilevante nei pazienti con "malattia del nodo del seno" o con altri disturbi della conduzione cardiaca sopraventricolare, come blocco atrioventricolare o senoatriale. Vi sono state segnalazioni di sincope o convulsioni. Nel valutare questi pazienti deve essere considerata la possibilità di blocco cardiaco o di lunghe pause sinusali.

Disturbi gastrointestinali:

I pazienti con aumentato rischio di sviluppare ulcere, ad es. quelli con anamnesi di ulcera o quelli in trattamento concomitante con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) devono essere monitorati per l’insorgenza di eventuali sintomi. Tuttavia gli studi clinici con donepezil cloridrato non hanno mostrato aumenti rispetto al placebo, dell’incidenza di ulcere peptiche o di sanguinamenti gastrointestinali.

Disturbi genito–urinarie:

Benché non osservato in studi clinici con donepezil cloridrato, i colinomimetici possono causare ostruzione urinaria.

Disturbi neurologici:

Convulsioni: si ritiene che i colinomimetici possano avere il potenziale per causare convulsioni generalizzate. Tuttavia le convulsioni possono essere una manifestazione del Morbo di Alzheimer.

I colinomimetici possono aver il potenziale di esacerbare o indurre sintomi extrapiramidali.

Sindrome Neurolettica Maligna (NMS): La NMS, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica, alterazione della coscienza e livelli elevati di creatinfosfochinasi nel siero, è stata riscontrata molto raramente in associazione con donepezil, in particolare nei pazienti che assumono contemporaneamente medicinali antipsicotici. Ulteriori segni possono includere mioglobinuria (rabdomiolisi) ed insufficienza renale acuta. Se un paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di una sindrome neurolettica maligna o presenta una febbre elevata inspiegabile senza ulteriori manifestazioni cliniche della NMS, il trattamento deve essere interrotto.

Disturbi polmonari:

A causa della loro azione colinomimetica, gli inibitori della colinesterasi devono essere prescritti con cautela ai pazienti con anamnesi di asma o di malattie ostruttive polmonari.

La somministrazione di donepezil cloridrato assieme ad altri inibitori agonisti della acetilcolinesterasi, o antagonisti del sistema colinergico, deve essere evitata.

Grave compromissione epatica:

Non vi sono dati relativi ai pazienti con compromissione epatica grave.

Questo medicinale contiene lattosio:

I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza della Lapp lattasi o malassorbimento del glucosio–galattosio non devono prendere questa medicinale.

Mortalità in studi sulla demenza vascolare

Sono stati condotti tre studi clinici della durata di sei mesi su individui che rispettavano i criteri NINDS–AIREN per una probabile o possibile demenza vascolare (VaD). I criteri NINDSAIREN sono stati disegnati per identificare i pazienti la cui demenza appare dovuta solamente a cause vascolari ed escludere pazienti con morbo di Alzheimer. Nel primo studio l’indice di mortalità era di 2/198 (1%) con donepezil cloridrato 5 mg, 5/206 (2,4%) con donepezil cloridrato 10 mg e 7/199 (3,5%) con placebo. Nel secondo studio l’indice di mortalità era di 4/208 (1,9%) con donepezil cloridrato 5 mg, 3/215 (1,4%) con donepezil cloridrato 10 mg e 1/193 (0,5%) con placebo. Nel terzo studio l’indice di mortalità era di 11/648 (1,7%) con donepezil cloridrato 5 mg e 0/326 (0%) con placebo. L’indice di mortalità per i 3 studi VaD combinati per il gruppo donepezil cloridrato (1,7%) era numericamente maggiore che nel gruppo placebo (1,1%), tuttavia questa differenza non era statisticamente significativa. La maggioranza delle morti nei pazienti che prendevano donepezil cloridrato o placebo sembra essere il risultato di varie cause vascolari, che possono essere attese in questa popolazione anziana con concomitanti malattie vascolari. Un’analisi di tutti gli eventi seri non–fatali e fatali non ha mostrato differenze nell’indice di comparsa nel gruppo trattato con donepezil rispetto al gruppo trattato con placebo.

Nell’insieme degli studi sul Morbo di Alzheimer (n=4146) e quando questi studi sul Morbo di Alzheimer sono stati sommati con altri studi sulla demenza inclusi studi sulla demenza vascolare (n totale 06888), l’indice di mortalità nel gruppo placebo ha superato numericamente quello nei gruppi trattati con donepezil cloridrato.

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Interazioni

Donepezil cloridrato e/o i suoi metaboliti non inibiscono nell’uomo il metabolismo di teofillina, warfarina, cimetidina o digossina. Il metabolismo di donepezil cloridrato non viene modificato dalla somministrazione concomitante di digossina o cimetidina. Gli studi in vitro hanno dimostrato che l’isoenzima 3A4 del citocromo P450, ed in minore misura il 2D6, sono coinvolti nel metabolismo di donepezil. Gli studi di interazione farmacologica condotti in vitro hanno evidenziato che il ketoconazolo e la chinidina, rispettivamente inibitori del CYP3A4 e del 2D6, inibiscono il metabolismo di donepezil. Pertanto, questi ed altri inibitori del CYP3A4, come l’itraconazolo e l’eritromicina, e gli inibitori del CYP2D6, come la fluoxetina, possono inibire il metabolismo di donepezil. In uno studio condotto su volontari sani, il ketoconazolo ha determinato un aumento delle concentrazioni medie di donepezil di circa il 30%. Gli induttori enzimatici come la rifampicina, la fenitoina, la carbamazepina e l’alcol, possono ridurre i livelli di donepezil. Poiché non si conosce l’entità di un effetto inibitorio o induttivo, la somministrazione delle suddette associazioni farmacologiche deve essere effettuata con cautela.

Donepezil cloridrato può interferire con i farmaci dotati di attività anticolinergica. E’ inoltre possibile un’attività sinergica con il trattamento concomitante a base di farmaci come la succinilcolina, altri bloccanti neuromuscolari o colinomimetici o con i beta–bloccanti che agiscono sulla conduzione cardiaca.

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Effetti indesiderati

Gli eventi avversi più comuni sono diarrea, crampi muscolari, affaticamento, nausea, vomito ed insonnia.

Le reazioni avverse riportate con frequenza maggiore che in casi isolati, sono riportate di seguito, ordinate per organi e sistemi e per frequenza. Le frequenze sono definite come: Molto comuni (≥1/10), Comuni (≥1/100 e <1/10), Non comuni (≥1/1000 e <1/100), Rari (≥1/10.000 e <1/1000), Molto rari (<1/10.000), Non note (non possono essere stimate dai dati disponibili).

Classi di organi e sistemi Molto comuni Comuni Non comuni Rari Molto rari
Infezioni ed infestazioni   Raffreddore comune      
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Anoressia      
Disturbi psichiatrici   Allucinazioni**, agitazione**, comportamento aggressivo**      
Patologie del sistema nervoso   Sincope*, capogiri, insonnia Convulsioni Sintomi extrapiramidali Sindrome Neurolettica Maligna (NMS)
Patologie cardiache     Bradicardia Blocco seno–atriale, blocco atrio– ventricolare  
Patologie gastrointestinali Diarrea, nausea Vomito, disturbi addominali Emorragia gastrointestinale, ulcere gastriche e duodenali    
Patologie epato– biliari       Disfunzioni epatiche inclusa l’epatite***  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Rash, prurito      
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Crampi muscolari      
Patologie renali ed urinarie   Incontinenza urinaria      
Disturbi generali Cefalea Affaticamento, dolore      
Alterazioni degli esami di laboratorio     Lievi aumenti delle concentrazioni sieriche della CPK muscolare    
Lesioni ed avvelenamenti   Incidente      

* Nel valutare i pazienti con sincope o convulsioni deve essere considerata la possibilità di un blocco cardiaco o di lunghe pause sinusali

** Casi di allucinazioni, agitazione e comportamento aggressivo sono stati risolti con riduzione della dose o sospensione del trattamento

*** In casi di inspiegabili disfunzioni epatiche, deve essere considerata la sospensione del donepezil cloridrato.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza:

Non vi sono dati adeguati dall’uso del donepezil cloridrato in donne in gravidanza.

Studi negli animali non hanno mostrato effetti teratogeni ma hanno mostrato tossicità peri– e post–natale (vedere sezione 5.3). Il rischio potenziale non è noto.

Il donepezil cloridrato non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento:

Donepezil cloridrato viene escreto nel latte dei ratti. Non si sa se il donepezil cloridrato venga escreto nel latte umano e non vi sono studi in donne che allattano. Pertanto le donne che prendono il donepezil cloridrato non devono allattare.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede speciali condizioni di conservazione.

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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