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IPNOTICI E SEDATIVI

ZOLPIDEM DOC G.

30CPR RIV 10MG

DOC GENERICI Srl

Descrizione prodotto

ZOLPIDEM DOC G.*30CPR RIV 10MG

Principio attivo

ZOLPIDEM TARTRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

IPNOTICI E SEDATIVI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

13.44


Codice ATC livello 5:
N05CF02

Codice AIC:
38927101


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento a breve termine dell’insonnia.

Le benzodiazepine o i composti simili alle benzodiazepine sono indicati esclusivamente quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone l’individuo a estremo disagio.

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Composizione

Una compressa contiene 10 mg di zolpidem tartrato (2:1).

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa

Cellulosa microcristallina (E460)

Sodio amido glicolato (Tipo A)

Magnesio stearato (E470b)

Rivestimento

Ipromellosa (E464)

Idrossipropil cellulosa (E463)

Polietilene glicole 8000

Titanio biossido (E171).

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Controindicazioni

•   Insufficienza epatica grave.

•   Ipersensibilità allo zolpidem o ad uno qualunque degli eccipienti.

•   Sindrome da apnea notturna.

•   Miastenia grave.

•   Insufficienza respiratoria grave.

•   Bambini e adolescenti sotto i 18 anni.

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Posologia

Il trattamento deve essere il più breve possibile. Generalmente la durata del trattamento varia da pochi giorni a due settimane con una durata massima, comprensiva della fase di riduzione progressiva, di quattro settimane. La riduzione progressiva deve essere stabilita caso per caso.

In alcuni casi può essere necessario prolungare la durata del trattamento oltre il massimo; questo non deve avvenire senza una rivalutazione del paziente.

Il prodotto deve essere assunto con del liquido subito prima di coricarsi.

Adulti

La dose raccomandata giornaliera per gli adulti è di 10 mg subito prima di coricarsi.

Anziani

Nei pazienti anziani o debilitati che possono essere particolarmente sensibili agli effetti dello zolpidem si raccomanda una dose di 5 mg. Questa dose può essere aumentata a 10 mg solo nei casi in cui la risposta clinica sia inadeguata e il farmaco sia ben tollerato.

Pazienti con insufficienza epatica

I pazienti con insufficienza epatica che non eliminano il farmaco rapidamente come gli individui normali, si raccomanda una dose di 5 mg. Questa dose può essere aumentata a 10 mg solo nei casi in cui la risposta clinica sia inadeguata e il farmaco sia ben tollerato.

La dose totale di zolpidem non deve superare i 10 mg in nessun paziente.

Bambini e adolescenti sotto i 18 anni

ZOLPIDEM DOC Generici 10 mg è controindicato in bambini e adolescenti sotto i 18 anni.

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Avvertenze e precauzioni

Generali

Quando sia possibile si deve verificare la causa dell’insonnia. È necessario trattare i fattori di base prima di prescrivere un ipnotico. La mancata remissione dell’insonnia dopo 7-14 giorni di trattamento può indicare la presenza di un disturbo psichiatrico o fisico primario, che deve essere valutato.

Le informazioni generali relative agli effetti della somministrazione di benzodiazepine o di altri ipnotici che devono essere tenute in considerazione dal medico prescrittore sono descritte di seguito.

Assuefazione

Si può verificare una certa perdita di efficacia degli effetti ipnotici di benzodiazepine a breve durata d’azione e di agenti simili alle benzodiazepine dopo alcune settimane di uso ripetuto.

Dipendenza

L’uso delle benzodiazepine e di agenti simili alle benzodiazepine può determinare lo sviluppo di dipendenza fisica e psicologica a questi prodotti. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento ed è aumentata anche in pazienti con anamnesi di disturbi psichiatrici e/o di abuso di alcool o droghe.

Quando si sia instaurata una dipendenza, la brusca interruzione del trattamento sarà accompagnata da sintomi di astinenza. Questi possono consistere in mal di testa o dolori muscolari, ansia e tensione nervosa estreme, irrequietezza, confusione e irritabilità. In casi gravi si possono manifestare i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolii alle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o crisi epilettiche.

Insonnia di rimbalzo

All’interruzione del trattamento con un agente ipnotico si può manifestare una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine o agenti simili alle benzodiazepine si presentano in forma aumentata. Può essere accompagnata da altre reazioni che includono cambi dell’umore, ansia e irrequietezza.

È importante che il paziente sia informato della possibile comparsa di fenomeni di rimbalzo, in modo da ridurre l’ansia causata da questi sintomi, nel caso si verificassero all’interruzione del trattamento.

Ci sono evidenze che, nel caso di trattamento con benzodiazepine e sostanze simili alle benzodiazapine con breve durata d’azione, la sindrome di astinenza si possa verificare anche con dosi all’interno dell’intervallo terapeutico, soprattutto quando il dosaggio è alto.

Dal momento che il rischio che si manifestino una sindrome di astinenza o dei fenomeni di rimbalzo è maggiore se il trattamento viene interrotto bruscamente, si raccomanda di ridurre la dose con gradualità.

Durata del trattamento

La durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere paragrafo 4.2) e non deve superare le 4 settimane, comprensive della fase di riduzione progressiva del dosaggio. La prosecuzione oltre questo periodo non deve avvenire senza una rivalutazione del paziente.

Può essere utile informare il paziente fin dall’inizio del trattamento che la durata sarà limitata.

Amnesia

Le benzodiazepine o gli agenti simili alle benzodiazapine possono indurre amnesia anterograda. Il fenomeno si manifesta solitamente diverse ore dopo l’assunzione del prodotto. Per ridurre il rischio, i pazienti devono assicurarsi di poter godere di 7-8 ore di sonno ininterrotto (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni psichiatriche e “paradosse”

È noto che quando si usano benzodiazepine o agenti simili alle benzodiazapine, si possono manifestare reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delusione, rabbia, incubi, allucinazioni, psicosi, sonnambulismo, comportamento inappropriato, peggioramento dell’insonnia e altri eventi avversi di natura comportamentale. Nel caso questo si verificasse, sarebbe necessario interrompere l’uso del prodotto. Queste reazioni avverse sono più probabili negli anziani.

Gruppi specifici di pazienti

Pazienti anziani o debilitati

Devono ricevere una dose più bassa: si vedano le posologie raccomandate (paragrafo 4.2).

A causa dell’effetto miorilassante il rischio di cadute e conseguenti fratture dell’anca è accresciuto, particolarmente negli anziani che si alzino durante la notte.

Pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2)

È necessaria cautela, benché non sia richiesto un aggiustamento posologico.

Pazienti con insufficienza respiratoria cronica

È necessaria cautela nel prescrivere lo zolpidem in quanto si è visto che le benzodiazepine riducono la funzionalità respiratoria. Si deve anche tenere in considerazione il fatto che ansia e agitazione sono state descritte come segni di insufficienza respiratoria scompensata.

Pazienti con grave insufficienza epatica

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine non sono indicate per il trattamento di pazienti con insufficienza epatica grave, in quanto possono causare un’encefalopatia.

Impiego in pazienti con malattie psicotiche

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine sono sconsigliati come trattamento primario.

Uso nella depressione

Nonostante non si siano evidenziate interazioni di rilievo clinico, farmacocinetico e farmacodinamico con gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) lo zolpidem deve essere somministrato con cautela a pazienti che mostrino sintomi di depressione.

Possono manifestarsi tendenze suicide. A causa della possibilità di sovradosaggio intenzionale è necessario fornire a questi pazienti la più bassa dose possibile.

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine non devono essere impiegati da soli per trattare la depressione o l’ansia associata alla depressione (in questi pazienti possono manifestarsi tendenze suicide).

Impiego in pazienti con anamnesi di abuso di droghe o di alcool

Le benzodiazepine e gli agenti simili alle benzodiazepine devono essere impiegate con estrema cautela in pazienti con anamnesi di abuso di droghe o di alcool. Questi pazienti devono essere tenuti sotto attenta sorveglianza durante il trattamento con lo zolpidem in quanto sono a rischio di assuefazione e dipendenza psicologica.

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Interazioni

L’assunzione concomitante di alcool è sconsigliata. L’effetto sedativo può essere accresciuto quando il prodotto è impiegato in combinazione con alcool. Questo influenza la capacità di guidare e di usare macchinari.

È necessaria cautela nell’impiego congiunto dello zolpidem con altri depressori del SNC (vedere paragrafo 4.4).

Si può verificare un aumento dell’effetto depressorio in caso di uso concomitante con antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, miorilassanti, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi (vedere paragrafi 4.8 e 5.1).

Nel caso di analgesici narcotici si può anche verificare anche un incremento dell’euforia che può condurre ad un aumento della dipendenza psicologica.

Lo zolpidem è metabolizzato da alcuni enzimi della famiglia del citocromo P450. Il principale enzima è CYP3A4.

La rifampicina induce il metabolismo dello zolpidem, determinando una riduzione approssimativamente del 60% nelle concentrazioni di picco plasmatico ed eventualmente in una riduzione dell’efficacia.

Effetti simili sono attesi anche da altri forti induttori degli enzimi del citocromo P450.

I composti che inibiscono gli enzimi epatici (particolarmente CYP3A4) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche e potenziare l’attività dello zolpidem. Tuttavia la somministrazione concomitante di zolpidem con itraconazolo (inibitore del CYP3A4) non altera significativamente gli effetti farmacocinetici e farmacodinamici. La rilevanza clinica di questi risultati non è nota.

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Effetti indesiderati

C’è evidenza di una correlazione con la dose per gli eventi avversi associati all’uso dello zolpidem, in particolare per alcuni effetti sul sistema nervoso centrale e gastrointestinali. Come viene raccomandato nel paragrafo 4.2, questi dovrebbero teoricamente ridursi se lo zolpidem viene assunto immediatamente prima di coricarsi o già a letto. Si verificano con maggior frequenza nei pazienti anziani.

Viene utilizzata la seguente convenzione MedDRA per la frequenza: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a <1/1000), molto raro (<1/10.000), non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario

Non noto: edema angioneurotico.

Disturbi psichiatrici

Comuni: allucinazioni, agitazione, incubi.

Non comuni: stato confusionale, irritabilità.

Non noti: irrequietezza, aggressività, illusione, rabbia, psicosi, comportamento anomalo, sonnambulismo (vedere paragrafo 4.4), dipendenza (si possono manifestare sintomi da astinenza o effetti di rimbalzo dopo l’interruzione del trattamento), disturbi della libido.

La maggior parte di questi effetti indesiderati psichiatrici sono legati a reazioni paradosse.

Patologie del sistema nervoso

Comuni: sonnolenza, mal di testa, capogiri, esacerbazione dell’insonnia, amnesia anterograda: (gli effetti amnestici possono essere associati a comportamento inappropriato).

Non noti: riduzione del livello di coscienza.

Patologie dell’occhio

Non comuni: diplopia.

Patologie gastrointestinali

Comuni: diarrea.

Patologie epatobiliari

Non note: innalzamento degli enzimi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non noti: eruzione cutanea, prurito, orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non note: debolezza muscolare.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comuni: stanchezza.

Non noti: disturbi nell’andatura, assuefazione al farmaco, cadute (principalmente nei pazienti anziani e quando lo zolpidem non viene assunto seguendo le raccomandazioni prescrittive).

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Gravidanza e allattamento

Non si dispone di dati sufficienti a stabilire la sicurezza dello zolpidem durante la gravidanza e l’allattamento. Benché studi condotti su animali non abbiano evidenziato effetti teratogenici o embriotossici, la sicurezza in gravidanza negli esseri umani non è stata stabilita. Pertanto lo zolpidem non deve essere utilizzato in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.

Se si prescrive questo farmaco ad una donna che potrebbe restare incinta, è necessario che questa sia informata di mettersi in contatto con il proprio medico per considerare l’interruzione del trattamento in caso intendesse iniziare una gravidanza o sospettasse di essere rimasta incinta.

Se, per convincenti ragioni cliniche, lo zolpidem viene somministrato nelle ultime fasi della gravidanza o durante il travaglio, ci si possono aspettare effetti sul neonato come ipotermia, ipotonia e moderata depressione respiratoria, dovuti all’azione farmacologica del prodotto.

I nati da madri che hanno fatto uso cronico di benzodiazepine o di agenti simili alle benzodiazepine durante le ultime fasi della gravidanza, possono sviluppare sintomi da astinenza nel periodo postnatale come risultato di una dipendenza fisica.

Lo zolpidem passa nel latte materno in minime quantità. Lo zolpidem perciò non deve essere impiegato durante l’allattamento, dal momento che gli effetti sul bambino non sono stati studiati.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede condizioni di temperatura di conservazione particolari. Conservare nel confezionamento originale.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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