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VITAMINA K ED ALTRI EMOSTATICI

NPLATE

FL 500MCG POLV

AMGEN DOMPE' SpA

Descrizione prodotto

NPLATE*FL 500MCG POLV

Principio attivo

ROMIPLOSTIM

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

VITAMINA K ED ALTRI EMOSTATICI

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

1794.84 €


Codice ATC livello 5:
B02BX04

Codice AIC:
39002023


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Nplate è indicato in pazienti adulti affetti da porpora trombocitopenica immunitaria (idiopatica) cronica (PTI) splenectomizzati che sono refrattari ad altri trattamenti (ad es. corticosteroidi, immunoglobuline).

Nplate può essere preso in considerazione come trattamento di seconda linea nei pazienti adulti non-splenectomizzati per i quali l’intervento chirurgico è controindicato.

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Composizione

Ogni flaconcino contiene 250 mcg di romiplostim. Dopo ricostituzione, un volume estraibile di 0,5 ml di soluzione contiene 250 mcg di romiplostim (500 mcg/ml). In ogni flaconcino è incluso un volume aggiuntivo per assicurare che siano disponibili 250 mcg di romiplostim.

Ogni flaconcino contiene 500 mcg di romiplostim. Dopo ricostituzione, un volume estraibile di 1 ml di soluzione contiene 500 mcg di romiplostim (500 mcg/ml). In ogni flaconcino è incluso un volume aggiuntivo per assicurare che siano disponibili 500 mcg di romiplostim.

Romiplostim è prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante in Escherichia coli (E. coli).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Mannitolo (E421)

Saccarosio

L-istidina

Acido cloridrico (per aggiustamento del pH)

Polisorbato 20

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, oppure alle proteine derivate da Escherichia coli.

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Posologia

Il trattamento deve rimanere sotto la supervisione di un medico con esperienza nel trattamento delle malattie ematologiche.

Posologia

Nplate deve essere somministrato una volta alla settimana mediante iniezione sottocutanea.

Dose iniziale

La dose iniziale di romiplostim è di 1 mcg/kg, in base all’effettivo peso corporeo.

Calcolo della dose

Dose iniziale o successiva (1 volta alla settimana) Peso* in kg x dose in mcg/kg = dose individuale per paziente in mcg
Volume da somministrare: Dose in mcg x 1 ml/500 mcg = quantità da iniettare in ml
Esempio: Paziente di 75 kg inizia con 1 mcg/kg di romiplostim.
Dose individuale per paziente =
75 kg x 1 mcg = 75 mcg
La corrispondente quantità di Nplate soluzione da iniettare =
75 mcg x 1 ml /500 mcg = 0,15 ml
*Per calcolare la dose di romiplostim si deve usare sempre il peso corporeo effettivo rilevato all’inizio del trattamento. I successivi aggiustamenti di dose si basano esclusivamente sulle variazioni della conta piastrinica, e sono fatti mediante incrementi di 1 mcg/kg (vedere la tabella sottostante).

Aggiustamenti della dose

Si deve usare il peso corporeo effettivo rilevato all’inizio della terapia per calcolare la dose. La dose unica settimanale di romiplostim deve essere aumentata di 1 mcg/kg, fino a quando il paziente raggiunge una conta piastrinica ≥ 50 x 109/l. La conta piastrinica deve essere controllata settimanalmente, fino a quando non si è raggiunta una conta piastrinica stabile (≥ 50 x 109/l per almeno 4 settimane senza aggiustamenti della dose). Successivamente, si deve controllare la conta piastrinica con cadenza mensile. Non superare la dose settimanale massima di 10 mcg/kg.

Aggiustare la dose come segue:

Conta piastrinica (x 109/l) Azione
< 50 Aumentare la dose unica settimanale di 1 mcg/kg
> 150 per due settimane consecutive Ridurre la dose unica settimanale di 1 mcg/kg
> 250 Non somministrare, continuare a valutare la conta piastrinica ogni settimana.
Dopo che la conta piastrinica è scesa a < 150 x 109/l, riprendere la somministrazione con una dose unica settimanale ridotta di 1 mcg/kg.

A causa della variabilità interindividuale della risposta piastrinica, in alcuni pazienti la conta piastrinica potrebbe scendere bruscamente al di sotto di 50 x 109/l dopo una riduzione di dose o dopo l’interruzione del trattamento. In questi casi, se clinicamente appropriato, a seconda del giudizio del medico, si possono prendere in considerazione conte piastriniche di riferimento più elevate per la riduzione della dose (200 x 109/l) e per l’interruzione del trattamento (400 x 109/l).

In caso di perdita di risposta o di incapacità a mantenere una risposta piastrinica al romiplostim, impiegato nel range posologico raccomandato, deve essere avviata una ricerca dei fattori causali (vedere paragrafo 4.4, perdita di risposta al romiplostim).

Interruzione del trattamento

La somministrazione di romiplostim deve essere interrotta se il valore piastrinico non aumenta a un livello sufficiente per evitare sanguinamenti clinicamente importanti dopo quattro settimane di terapia con romiplostim alla più elevata dose settimanale di 10 mcg/kg.

I pazienti devono essere sottoposti periodicamente a valutazione clinica ed il proseguimento del trattamento deve essere deciso su base individuale dal medico che segue il trattamento. Se il trattamento viene interrotto, la ricomparsa della trombocitopenia è probabile (vedere paragrafo 4.4).

Metodo di somministrazione

Per uso sottocutaneo.

Dopo ricostituzione della polvere, Nplate soluzione iniettabile deve essere somministrato per via sottocutanea. Il volume da iniettare può essere molto piccolo. Deve essere utilizzata una siringa graduata a 0,01 ml.

Per le istruzioni sulla ricostituzione di Nplate prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.

Pazienti anziani (≥ 65 anni)

Non sono state rilevate differenze di sicurezza o efficacia tra pazienti < 65 anni di età e quelli ≥ 65 anni di età (vedere paragrafo 5.1). Sebbene in base ai dati disponibili non siano richiesti aggiustamenti del regime posologico nei pazienti anziani, si raccomanda di usare attenzione, considerato il limitato numero di pazienti anziani inclusi finora negli studi clinici.

Popolazione pediatrica

Nplate non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 18 anni di età, a causa della insufficienza di dati sulla sicurezza o sull’efficacia. Non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia in questa popolazione.

Insufficienza epatica

Romiplostim non deve essere usato in pazienti con insufficienza epatica da moderata a grave (Child-Pugh score ≥ 7) salvo che il beneficio atteso superi il rischio identificato di trombosi venosa portale in pazienti con trombocitopenia associata ad insufficienza epatica e trattati con TPO agonisti (vedere paragrafo 4.4).

Se si ritiene necessario l’uso di romiplostim, la conta piastrinica deve essere monitorata accuratamente per minimizzare il rischio di complicanze tromboemboliche.

Insufficienza renale

In queste popolazioni di pazienti non sono stati finora condotti studi clinici mirati. In queste popolazioni Nplate deve essere usato con cautela.

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Avvertenze e precauzioni

Le seguenti avvertenze speciali e precauzioni di impiego sono basate su osservazioni reali o sono potenziali effetti di classe legati al meccanismo d’azione degli stimolanti il recettore della trombopoietina (TPO).

Recidiva della trombocitopenia e sanguinamento dopo cessazione del trattamento

In seguito all’interruzione del trattamento con romiplostim è probabile che si manifesti di nuovo la trombocitopenia. Se si interrompe la somministrazione di romiplostim in presenza di una terapia con anticoagulanti o antipiastrinici, il rischio di sanguinamenti risulta aumentato. Dopo interruzione del trattamento con romiplostim, i pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare un’eventuale riduzione della conta piastrinica ed essere sottoposti a trattamento medico per evitare che si verifichino sanguinamenti. In caso di interruzione del trattamento con romiplostim si raccomanda di riprendere il trattamento della PTI secondo le linee guida terapeutiche più attuali. La gestione medica supplementare può comprendere la cessazione della terapia anticoagulante e/o antipiastrinica, l’inibizione dell’anticoagulazione o l’infusione di piastrine.

Aumento della reticolina nel midollo osseo

Si ritiene che l’aumento della reticolina nel midollo osseo sia il risultato della stimolazione del recettore della TPO, che comporta un aumento del numero di megacariociti nel midollo osseo ed il conseguente rilascio di citochine da parte di questi. L’aumento della reticolina può essere suggerito dalle variazioni morfologiche delle cellule ematiche periferiche e può essere rilevato mediante biopsia midollare. Per questo motivo, si raccomanda di eseguire l’esame dello striscio di sangue periferico per rilevare eventuali anomalie citomorfologiche e l’emocromo completo prima e durante il trattamento con romiplostim. Vedere il paragrafo 4.8 per le informazioni sugli aumenti della reticolina osservati negli studi clinici condotti con romiplostim.

Qualora si rilevi nei pazienti una perdita di efficacia ed anomalie in uno striscio di sangue periferico, si deve interrompere la somministrazione di romiplostim, effettuare un esame obiettivo completo ed eventualmente considerare l’esecuzione di una biopsia midollare con colorazione specifica per la reticolina. Se disponibile, si deve effettuare un confronto con una precedente biopsia midollare. Se l’efficacia è mantenuta e si osservano anomalie nello striscio di sangue periferico, il medico deve effettuare una adeguata valutazione clinica, considerando anche l’esecuzione di una biopsia midollare e devono essere rivalutati il rapporto rischio-beneficio di romiplostim e le opzioni terapeutiche alternative per il trattamento della PTI.

Complicanze trombotiche/tromboemboliche

Conte piastriniche superiori al range di normalità presentano un rischio teorico di complicanze trombotiche/tromboemboliche. L’incidenza di eventi trombotici/tromboembolici osservata negli studi clinici è stata simile fra romiplostim e placebo, e non è stata osservata alcuna associazione tra questi eventi e conte piastriniche elevate. Deve essere prestata attenzione nel caso si somministri romiplostim a pazienti per i quali siano noti fattori di rischio per tromboembolismo fra cui, ma non solo, fattori di rischio ereditari (per es. Factor V Leiden) o acquisiti (per es. carenza del fattore ATIII, sindrome antifosfolipidica), età avanzata, pazienti sottoposti a prolungati periodi di immobilizzazione, tumori, terapie contraccettive e ormonali sostitutive, chirurgia/traumi, obesità e fumo.

Casi di eventi tromboembolici (TEEs) inclusi trombosi venosa portale, sono stati riportati in pazienti con malattia epatica cronica trattati con romiplostim. Romiplostim deve essere usato con attenzione in queste popolazioni. In questi casi si devono seguire le linee guida sugli aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 4.2).

Progressione di esistenti neoplasie ematopoietiche maligne o Sindromi Mielodisplastiche (SMD)

Gli stimolatori del recettore della TPO sono fattori di crescita che inducono proliferazione e differenziazione delle cellule progenitrici trombopoietiche e produzione di piastrine. Il recettore della TPO è espresso in prevalenza sulla superficie delle cellule della linea mieloide. Per gli stimolatori del recettore della TPO esiste un rischio teorico che possano stimolare la progressione di esistenti neoplasie ematopoietiche maligne o SMD.

La diagnosi di PTI nei soggetti adulti ed anziani deve essere confermata dalla esclusione di altre patologie che si manifestano con trombocitopenia. Si deve prendere in considerazione l’esecuzione di un aspirato e biopsia midollare durante il corso della malattia e del trattamento, in particolare nei pazienti con più di 60 anni, con sintomi sistemici o segni anormali.

Romiplostim non deve essere impiegato per il trattamento della trombocitopenia da SMD o da qualunque altra causa di trombocitopenia diversa dalla PTI, al di fuori di studi clinici.Il profilo rischio-beneficio di romiplostim non è stato definito nelle SMD o in altre popolazioni di pazienti non affetti da PTI. In studi clinici in pazienti con SMD in trattamento con romiplostim, sono stati segnalati casi di progressione in leucemia mieloide acuta (LMA); comunque questo è un esito atteso delle SMD e non è chiaro il rapporto con il trattamento con romiplostim.

Perdita di risposta al romiplostim

La perdita di risposta o l’incapacità di mantenere una risposta piastrinica con romiplostim nel range di dosaggio raccomandato deve spingere ad un accertamento dei fattori causali, compresa una eventuale immunogenicità (vedere paragrafo 4.8) ed un aumento della reticolina nel midollo osseo (vedere sopra).

Effetti del romiplostim su globuli rossi e bianchi

Alterazioni nei parametri dei globuli rossi (diminuzione) e dei globuli bianchi (aumento) sono state osservate negli studi tossicologici non clinici (ratto e scimmia), ma non nei pazienti affetti da PTI. Il monitoraggio di questi parametri deve essere considerato nei pazienti in trattamento con romiplostim.

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Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione. Le potenziali interazioni di romiplostim con medicinali assunti contemporaneamente, dovute a legame con le proteine plasmatiche, sono sconosciute.

I prodotti medicinali usati nel trattamento della PTI in combinazione con romiplostim negli studi clinici comprendevano corticosteroidi, danazolo e/o azatioprina, immunoglobulina endovenosa (IVIG) e immunoglobulina anti-D. Quando romiplostim viene associato ad altri prodotti medicinali per il trattamento della PTI, si deve monitorare la conta piastrinica, al fine di evitare che i relativi valori superino il range raccomandato (vedere paragrafo 4.2).

L’uso di corticosteroidi, danazolo e azatioprina può essere ridotto o interrotto in caso di uso concomitante con romiplostim (vedere paragrafo 5.1). Le conte piastriniche devono essere monitorate quando gli altri trattamenti per la PTI sono ridotti o sospesi, al fine di evitare che i valori delle piastrine scendano al di sotto dei range raccomandati (vedere paragrafo 4.2).

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Effetti indesiderati

Riepilogo del profilo di sicurezza

In base ad un’analisi di tutti i pazienti adulti con PTI trattati con romiplostim in 4 studi clinici controllati e 5 non controllati, l’incidenza totale di tutte le reazioni avverse nei pazienti trattati con romiplostim è stata del 91,5% (248/271). La durata media di esposizione al trattamento con romiplostim in questa popolazione in studio è stata di 50 settimane.

Tabella delle reazioni avverse

Le frequenze sono definite come: Molto comune (≥ 1/10), Comune (≥ 1/100 sino a < 1/10) e Non comune (≥ 1/1.000 sino a < 1/100). All’interno di ciascuna classificazione per sistemi e organi e classe di frequenza, secondo MedDRA, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune
Patologie del sistema emolinfopoietico   Alterazioni del midollo osseo* Anemia
Trombocitopenia* Anemia aplastica
  Insufficienza midollare
Leucocitosi
Splenomegalia
Trombocitemia
Incremento della conta piastrinica
Anormalità della conta piastrinica
Patologie cardiache     Infarto del miocardio
Aumento del battito cardiaco
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Vertigini
Patologie dell’occhio     Emorragia congiuntivale
Disturbi dell’accomodazione
Cecità
Disturbi dell’occhio
Prurito oculare
Aumento della lacrimazione
Papilledema
Disturbi visivi
Patologie gastrointestinali   Nausea Vomito
Diarrea Emorragia rettale
Dolore addominale Odore del respiro
Costipazione Disfagia
Dispepsia Malattia da reflusso gastroesofageo
  Ematochezia
Emorragia della bocca
Disturbi gastrici
Stomatite
Discolorazione dentale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Affaticamento Emorragia nel sito di iniezione
Edema periferico Dolore toracico
Sindrome simile-influenzale Irritabilità
Dolore Malessere
Astenia Edema facciale
Piressia Vampate di calore
Brividi Agitazione
Reazioni nel sito di iniezione  
Patologie epatobiliari     Trombosi della vena porta
Aumento delle transaminasi
Infezioni ed infestazioni     Influenza
Infezioni localizzate
Nasofaringite
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura   Contusioni  
Esami diagnostici     Aumento della pressione sanguigna
Aumento della lattato deidrogenasi nel sangue
Aumento della temperatura corporea
Diminuzione di peso
Aumento di peso
Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Intolleranza all’alcool
Anoressia
Diminuzione dell’appetito
Disidratazione
Gotta
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Artralgia Rigidità muscolare
Mialgia Debolezza muscolare
Spasmi muscolari Dolore alle spalle
Dolore alle estremità Fascicolazioni muscolari
Dolore alla schiena  
Dolore osseo
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti, e polipi compresi)     Mieloma multiplo
Mielofibrosi
Patologie del sistema nervoso Cefalea Capogiri Clono
  Emicrania Disgeusia
Parestesie Ipoestesia
  Ipogeusia
Neuropatia periferica
Trombosi del seno trasverso
Disturbi psichiatrici   Insonnia Depressione
Sogni anormali
Patologie renali e urinarie     Presenza di proteine nelle urine
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella     Emorragia vaginale
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Embolia polmonare* Tosse
  Rinorrea
Gola secca
Dispnea
Congestione nasale
Respirazione dolorosa
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Prurito Alopecia
Ecchimosi Reazioni di fotosensibilizzazione
Rash Acne
  Dermatiti da contatto
Pelle secca
Eczema
Eritema
Rash esfoliativo
Crescita anormale dei capelli
Prurito
Porpora
Rash papulare
Rash pruriginoso
Nodulo cutaneo
Odore cutaneo anomalo
Orticaria
Patologie vascolari   Vampate Trombosi venosa profonda
  Ipotensione
Embolismo periferico
Ischemia periferica
Flebite
Tromboflebite superficiale
Trombosi

*vedere paragrafo 4.4

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

In aggiunta, anche le reazioni elencate di seguito sono state ritenute essere correlate al trattamento con romiplostim.

Trombocitosi

In base ad un’analisi di tutti i pazienti con PTI trattati con romiplostim in 4 studi clinici controllati e 5 non controllati, sono stati segnalati 3 eventi di trombocitosi, n = 271. Non sono state segnalate sequele cliniche in associazione con l’elevata conta piastrinica in nessuno dei 3 soggetti.

Trombocitopenia dopo interruzione del trattamento

In base ad un’analisi di tutti i pazienti con PTI trattati con romiplostim in 4 studi clinici controllati e 5 non controllati, sono stati riportati 4 eventi di trombocitopenia dopo interruzione del trattamento, n = 271 (vedere paragrafo 4.4).

Aumento della reticolina nel midollo osseo

Negli studi clinici, il trattamento con romiplostim è stato interrotto in 4 dei 271 pazienti a causa del deposito di reticolina nel midollo osseo. In altri 6 pazienti la reticolina è stata osservata in seguito a biopsia del midollo osseo (vedere paragrafo 4.4).

Immunogenicità

Negli studi clinici in pazienti adulti con PTI sono stati esaminati gli anticorpi anti-romiplostim.

Mentre il 5,8% e il 3,9% dei soggetti sono risultati positivi allo sviluppo di anticorpi capaci di legarsi a romiplostim ed alla TPO rispettivamente, soltanto 2 soggetti (0,4%) sono risultati positivi ad anticorpi neutralizzanti romiplostim, ma questi anticorpi non hanno mostrato reazioni crociate con la TPO endogena. Entrambi i soggetti sono risultati negativi alla ricerca di anticorpi neutralizzanti romiplostim 4 mesi dopo l’interruzione del dosaggio. L’incidenza di anticorpi preesistenti contro romiplostim e la TPO era rispettivamente dell’8% e del 5,4%.

Come per tutte le proteine terapeutiche, esiste una potenziale immunogenicità. Se si sospetta la formazione di anticorpi neutralizzanti, contattare il rappresentante locale del Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (vedere paragrafo 6 del Foglio Illustrativo) per l’analisi anticorpale.

Reazioni avverse segnalate spontaneamente:

La categoria di frequenza delle reazioni avverse identificate da segnalazioni spontanee, che non sono state riportate in studi clinici, non può essere stimata (Frequenza: non nota). Le reazioni avverse identificate da segnalazioni spontanee includono:

Patologie vascolari: eritromelalgia.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Per romiplostim non sono disponibili dati clinici relativi a gravidanze esposte.

Gli studi su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva, come il passaggio transplacentare e l’aumento delle conte piastriniche fetali nel ratto (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

Romiplostim non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità.

Allattamento

Non ci sono dati sull’escrezione di romiplostim nel latte materno. Comunque è probabile che l’escrezione abbia luogo e pertanto non si può escludere l’esistenza di un rischio per il lattante.

La decisione se continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con romiplostim deve essere presa considerando il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino ed il beneficio che la terapia con romiplostim comporta per la donna.

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).

Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito, vedere paragrafo 6.3.

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Questo farmaco è disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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