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ALTRI ANTINEOPLASTICI

REMOVAB

INFUS 1SIR 10MCG+1CAN

FRESENIUS BIOTECH GMBH

Descrizione prodotto

REMOVAB*INFUS 1SIR 10MCG+1CAN

Principio attivo

CATUMAXOMAB

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO SOLO USO OSPEDALIERO

Prezzo al pubblico

744.74


Codice ATC livello 5:
L01XC09

Codice AIC:
39223019


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Removab® è indicato per il trattamento intraperitoneale dell’ascite maligna nei pazienti con carcinomi EpCAM-positivi quando una terapia standard non sia disponibile o non sia più attuabile.

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Composizione

Una siringa preriempita contiene 10 mcg di catumaxomab* in 0,1 ml di soluzione, corrispondenti a 0,1 mg/ml.

Oppure

Una siringa preriempita contiene 50 mcg di catumaxomab* in 0,5 ml di soluzione, corrispondenti a 0,1 mg/ml.

*anticorpo monoclonale IgG2 ibrido ratto-topo prodotto in una linea cellulare di ibridoma ibrido ratto-topo

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sodio citrato

Acido citrico monoidrato

Polisorbato 80

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Ipersensibilità a proteine murine (di ratto e/o topo).

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Posologia

Removab® deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’impiego degli agenti antineoplastici.

Si consiglia un monitoraggio adeguato del paziente dopo il termine dell’infusione di Removab®. Nello studio pivotal i pazienti sono stati monitorati per 24 h dopo ogni infusione.

Prima dell’infusione intraperitoneale si raccomanda la premedicazione con analgesici/antipiretici/antiflogistici non steroidei (vedere paragrafo 4.4).

Posologia

Lo schema posologico di Removab® comprende le seguenti quattro infusioni intraperitoneali:

1a dose 10 mcg il giorno 0

2a dose 20 mcg il giorno 3

3a dose 50 mcg il giorno 7

4a dose 150 mcg il giorno 10

Tra un’infusione e quella successiva deve intercorrere un intervallo di almeno due giorni. L’intervallo tra le infusioni può essere prolungato in caso di reazioni avverse di rilievo. La durata complessiva del trattamento non deve superare 20 giorni. Negli studi clinici non sono state esaminate dosi ridotte di Removab®.

Popolazioni speciali

• Disfunzione epatica

Non sono stati oggetto di studio i pazienti con disfunzione epatica di grado superiore a moderato e/o con metastasi in più del 70% del fegato e/o trombosi/ostruzione della vena porta. Il trattamento di tali pazienti con Removab® deve essere preso in considerazione solo previa attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio (vedere paragrafo 4.4).

• Disfunzione renale

Non sono stati studiati pazienti con disfunzione renale di grado superiore a lieve. Il trattamento di tali pazienti con Removab® deve essere preso in considerazione solo previa attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio (vedere paragrafo 4.4).

• Pazienti pediatrici

L’uso di Removab® non è raccomandato nei bambini al di sotto di 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e efficacia.

• Etnia

Negli studi clinici non sono stati inclusi pazienti di origine non caucasica.

Modo di somministrazione

Removab® deve essere somministrato esclusivamente tramite infusione intraperitoneale.

Removab® non deve essere somministrato in bolo intraperitoneale o tramite qualsiasi altra via di somministrazione.

Prima della somministrazione di Removab®, il concentrato per soluzione per infusione viene diluito in soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%). La soluzione per infusione Removab® diluita viene somministrata per via intraperitoneale tramite una pompa per infusione continua.

Per istruzioni dettagliate sulla diluizione prima della somministrazione e istruzioni relative alla somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

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Avvertenze e precauzioni

Removab® non deve essere somministrato in bolo o tramite qualsiasi altra via diversa da quella intraperitoneale.

Sintomi correlati al rilascio di citochine

Siccome il legame di catumaxomab alle cellule immunitarie e alle cellule tumorali induce il rilascio di citochine proinfiammatorie e citotossiche, durante e dopo la somministrazione di Removab® sono stati segnalati molto comunemente sintomi clinici correlati al rilascio di citochine, quali febbre, nausea, vomito e brividi (vedere paragrafo 4.8). Comunemente si osservano dispnea e ipo/ipertensione. Negli studi clinici condotti su pazienti con ascite maligna, prima dell’infusione di Removab® sono stati somministrati di routine 1.000 mg di paracetamolo per via endovenosa per il controllo di dolore e piressia. Nonostante tale premedicazione, i pazienti hanno manifestato le reazioni avverse descritte sopra, con intensità fino al grado 3 dei CommonTerminology Criteria for Adverse Events (CTCAE) del National Cancer Institute, USA.

Si consiglia una premedicazione standard alternativa addizionale con analgesici/antipiretici/antiflogistici non steroidei.

La sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS), che può a sua volta manifestarsi non comunemente a causa del meccanismo d’azione di

catumaxomab, si sviluppa, generalmente, entro 24 ore dopo l’infusione di Removab® con sintomi quali febbre, tachicardia, tachipnea e leucocitosi (vedere paragrafo 4.8). Per ridurre il rischio sono indicate una terapia o una premedicazione standard, ad es. con analgesici/antipiretici/ antiflogistici non steroidei.

Dolore addominale

Tra le reazioni avverse è stato comunemente riportato dolore addominale.

Tale effetto transitorio è considerato, in parte, una conseguenza delle procedure previste negli studi clinici, come la somministrazione per via intraperitoneale.

Stato di performance e BMI

Prima della terapia con Removab® è richiesto un buono stato di performance, espresso da un indice di massa corporea (BMI) >17 (da determinarsi dopo il drenaggio del liquido ascitico) e da un indice di Karnofsky > 60.

Infezioni acute

In presenza di fattori che interferiscono con il sistema immunitario, in particolare infezioni acute, la somministrazione di Removab® non è raccomandata.

Drenaggio dell’ascite

La gestione appropriata del drenaggio dell’ascite è un prerequisito del trattamento con Removab®, al fine di garantire la stabilità delle funzioni circolatoria e renale. Le misure intraprese devono comprendere almeno il drenaggio dell’ascite fino all’arresto del flusso spontaneo e, se necessario, una terapia sostitutiva di supporto con cristalloidi e/o colloidi. Condizioni quali ipovolemia, ipoproteinemia, ipotensione, scompenso circolatorio e disfunzione renale acuta devono essere corrette prima di ogni infusione di Removab®.

Disfunzione epatica o trombosi/ostruzione della vena porta

Non sono stati oggetto di studio i pazienti con disfunzione epatica di grado superiore a moderato e/o con metastasi a carico di più del 70% del fegato e/o trombosi/ostruzione della vena porta. Il trattamento di tali pazienti con Removab® deve essere preso in considerazione solo previa attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Disfunzione renale

Non sono stati oggetto di studio i pazienti con disfunzione renale di grado superiore a lieve. Il trattamento di tali pazienti con Removab® deve essere preso in considerazione solo previa attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Sistema di perfusione

Per la somministrazione di Removab® devono essere utilizzati esclusivamente i materiali seguenti:

• siringhe in polipropilene da 50 ml

• tubo per perfusione in polietilene con diametro interno di 1 mm e lunghezza di 150 cm

• valvole per infusione /connettori a Y in policarbonato

• cateteri in poliuretano o poliuretano rivestito in silicone.

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Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione.

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Effetti indesiderati

La natura e la frequenza delle reazioni avverse descritte nel presente paragrafo sono state determinate in un’analisi di sicurezza integrata sulla base di 5 studi clinici comprendenti 258 pazienti con le indicazioni ascite maligna (193 pazienti), carcinomatosi peritoneale (24 pazienti) e carcinoma ovarico (41 pazienti) trattati con somministrazione intraperitoneale di Removab®.

Approssimativamente il 90% dei pazienti ha manifestato reazioni avverse.

Nella Tabella 1, le reazioni avverse segnalate con catumaxomab sono classificate in base alla frequenza e per sistemi e organi. Le frequenze sono definite secondo le convenzioni seguenti: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1: Reazioni avverse con catumaxomab

Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune Linfopenia
Comune Leucocitosi, anemia, neutrofilia, trombocitemia
Patologie cardiache
Comune Tachicardia
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Comune Vertigini
Patologie gastrointestinali
Molto comune Dolore addominale*, nausea, vomito, diarrea
Comune Ileo*, sub-ileo*, stipsi, dispepsia, distensione addominale, flatulenze, disturbi gastrici, malattia da reflusso gastroesofageo, stomatite
Non comune Emorragia gastrica*, ostruzione intestinale*
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune Piressia*, affaticamento, brividi, dolore
Comune Astenia, malattia simil-influenzale, dolore toracico, edema, sete
Non comune Infiammazione nella sede di somministrazione*, stravaso*
Patologie epatobiliari
Comune Iperbilirubinemia, epatite citolitica
Infezioni ed infestazioni
Comune Infezione, eritema indurato, infezione delle vie urinarie
Non comune Infezione correlata al catetere*, infezione cutanea*
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune Anoressia, iponatriemia, ipocalcemia, ipokaliemia, ipoproteinemia, disidratazione, iperglicemia
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune Artralgia, dorsalgia, mialgia
Patologie del sistema nervoso
Comune Cefalea, capogiro
Non comune Convulsioni*
Disturbi psichiatrici
Comune Ansietà, insonnia
Patologie renali e urinarie
Comune Oliguria, leucocituria, proteinuria, ematuria
Non comune Insufficienza renale acuta*
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune Dispnea*, effusione pleurica
Non comune Embolia polmonare*, effusione pleurica*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune Esantema, dermatite allergica, reazione cutanea, eritema, eruzione cutanea, iperidrosi, prurito, orticaria
Non comune Dermatite allergica*, eruzione cutanea*, esfoliazione cutanea*, reazione cutanea*
Patologie vascolari
Comune Ipotensione, ipertensione, rossore, vampate di calore

* riportati anche come reazioni avverse gravi.

Sono valide le seguenti definizioni dei criteri CTCAE del National Cancer Institute, USA: grado 1 CTCAE = lieve, grado 2 CTCAE = moderato, grado 3 CTCAE = grave, grado 4 CTCAE = pericolo di vita.

• Sintomi correlati al rilascio di citochine

Reazioni acute correlate all’infusione molto comuni, dovute al rilascio di citochine, hanno compreso febbre, nausea, vomito e brividi. Tali reazioni sono state osservate frequentemente durante e dopo le infusioni di Removab® con entità di grado 1 e 2 CTCAE e sono state totalmente reversibili. Sono stati segnalati piressia (5%), vomito (3,9%), nausea (2,3%), dispnea (1,6%), ipotensione (1,2%), ipertensione (0,8%) e brividi (0,8%) di grado 3. Sono state riportate anche dispnea e ipotensione di grado 4, ciascuna rispettivamente in un paziente. Il dolore e la piressia possono essere ridotti o evitati con la premedicazione (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

• Sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS)

Nello 0,8% dei pazienti sono stati osservati sintomi di SIRS entro 24 ore dopo l’infusione di Removab®, quali tachicardia e febbre di grado 3 e dispnea di grado 4. Tali reazioni sono regredite in seguito al trattamento sintomatico.

• Dolore addominale

Nel 48,1% dei pazienti, tra le reazioni avverse è stato riportato dolore addominale, che ha raggiunto il grado 3 nel 9,7% dei pazienti, ma è regredito in seguito a trattamento sintomatico.

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Gravidanza e allattamento

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso del Removab® in donne in gravidanza. Con catumaxomab non sono stati condotti studi sulla tossicità riproduttiva in animali. Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Pertanto, Removab® non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità.

Non è noto se catumaxomab venga escreto nel latte materno umano. Occorre decidere se far interrompere l’allattamento o interrompere/astenersi dalla terapia con Removab® tenendo in considerazione i benefici dell’allattamento per il bambino e i benefici della terapia per la madre.

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C − 8°C). Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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