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ALTRI ANTINEOPLASTICI

CARBOPLATINO AHCL

EV 150MG/15M

ACCORD HEALTHCARE ITALIA Srl

Descrizione prodotto

CARBOPLATINO AHCL*EV 150MG/15M

Principio attivo

CARBOPLATINO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

67.03


Codice ATC livello 5:
L01XA02

Codice AIC:
39263025


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Il carboplatino è indicato per il trattamento di:

1.  carcinoma dell’ovaio di origine epiteliale in fase avanzata in:

     (a)  terapia di prima linea

     (b)  terapia di seconda linea, dopo il fallimento di altri trattamenti.

2.  carcinoma del polmone a piccole cellule.

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Composizione

1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 10 mg di carboplatino.

Ciascun flaconcino da 5 ml contiene 50 mg di carboplatino.

Ciascun flaconcino da 15 ml contiene 150 mg di carboplatino.

Ciascun flaconcino da 45 ml contiene 450 mg di carboplatino.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Il carboplatino è controindicato nei pazienti con:

•  ipersensibilità al principio attivo o ad altri composti contenenti platino

•  allattamento

•  mielosoppressione grave

•  tumori con emorragia

•  grave insufficienza renale pre-esistente (clearance della creatinina ≤ 20 ml al minuto)

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Posologia

Dosaggio e somministrazione

Il carboplatino deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa. La dose raccomandata di carboplatino in pazienti adulti non trattati precedentemente e con funzionalità renale normale, cioè clearance dellacreatinina > 60 ml/min è 400 mg/m², in un’unica dose somministrata con infusione endovenosa a breve termine della durata da 15 a 60 minuti. Alternativamente la formula Calvert indicata sotto può essere utilizzata per determinare il dosaggio:

Dose (mg) = AUC target (mg/ml x min) x [GFR ml/min + 25]

Dose (mg) = AUC target (mg/ml x min) x [GFR ml/min + 25]
AUC target Chemioterapia programmata Stato di trattamento del paziente
5-7 mg/ml/min Carboplatino in monoterapia Nessuna terapia precedente
4-6 mg/ml/min Carboplatino in monoterapia Terapia precedente
4-6 mg/ml/min Carboplatino più ciclofosfamide Nessuna terapia precedente

Nota: con la formula Calvert, la dose totale di carboplatino viene calcolata in mg, non in mg/m². La formula di Calvert non deve essere utilizzata in pazienti  massivamente pre-trattati**.

** I pazienti sono considerati massivamente pre-trattati se hanno ricevuto uno qualsiasi dei seguenti schemi terapeutici:

•  mitomicina C

•  nitrosourea

•  terapia con associazione di doxorubicina/ciclofosfamide/cisplatino

•  terapia con associazione di 5 o più farmaci,

•  radioterapia ≥4500 rad, focalizzata su un campo di 20 x 20 cm o su più di un campo di terapia.

La terapia con il carboplatino deve essere interrotta nel caso di tumore non responsivo, di malattia progressiva e/o di insorgenza di effetti collaterali non tollerabili.

La terapia non deve essere ripetuta fino a quando non siano trascorse quattro settimane dal ciclo precedente di carboplatino e/o fino a quando la conta dei neutrofili è di almeno 2.000 cellule/mm³ e la conta piastrinica è di almeno 100.000 cellule/mm³.

La riduzione della dose iniziale del 20-25% è consigliata nei pazienti che presentino fattori di rischio, quali una precedente terapia mielosoppressiva e un basso performance status (ECOG-Zubrod 2-4 o Karnofsky inferiore a 80).

Si consiglia di determinare il nadir ematologico con controlli settimanali della crasi ematica durante i cicli iniziali di terapia con il carboplatino per la titolazione successiva del dosaggio.

Insufficienza renale

I pazienti con valori di clearance della creatinina inferiori a 60 ml/min sono a maggiore rischio di sviluppo di mielosoppressione.

L’uso ottimale del carboplatino nei pazienti che si presentano con alterazione della funzionalità renale richiede titolazioni adeguate del dosaggio e il monitoraggio frequente sia dei nadir ematologici che della funzionalità renale.

In caso di velocità di filtrazione glomerulare di ≤ 20 ml/min, il carboplatino non deve essere somministrato affatto.

Terapia in associazione

L’utilizzo ottimale del carboplatino in associazione con altri farmaci mielosoppressori richiede le titolazioni della dose secondo il regime e lo schema di somministrazione adottato.

Uso nei bambini

Poiché non è disponibile un’esperienza sufficiente sull’uso del carboplatino nei bambini, non è possibile consigliare dosi specifiche.

Anziani

In base alle condizioni fisiche del paziente può rendersi necessaria la titolazione della dose, sia inizialmente che successivamente nella terapia.

Diluizione e ricostituzione

Il prodotto deve essere diluito prima dell’infusione; vedere paragrafo 6.6

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Avvertenze e precauzioni

Avvertenze

Il carboplatino deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico qualificato esperto nell’uso delle terapie antineoplastiche. Strutture diagnostiche e terapeutiche devono essere prontamente disponibili per la gestione della terapia e le possibili complicanze.

La mielosoppressione associata all’uso del carboplatino è strettamente correlata alla clearance renale. È probabile che i pazienti con funzionalità renale anormale o che ricevono la terapia concomitante con altri farmaci potenzialmente nefrotossici siano affetti da mielotossicità grave e prolungata. È pertanto necessario valutare attentamente i parametri della funzionalità renale prima e durante la terapia.

Normalmente, i cicli di infusione di carboplatino non devono essere ripetuti più di una volta al mese. Dopo la somministrazione di carboplatino possono insorgere trombocitopenia, leucopenia e anemia. Un frequente controllo della crasi ematica periferica è consigliato durante tutta la terapia e dopo la terapia con il carboplatino. La terapia con l’associazione di carboplatino ad altri farmaci mielosoppressori deve essere pianificata molto attentamente per quanto riguarda i dosaggi e i tempi di somministrazione, per minimizzare gli effetti cumulativi. Nei pazienti affetti da grave mielosoppressione può rendersi necessaria una terapia trasfusionale di supporto.

Il carboplatino può causare nausea e vomito. La premedicazione con antiemetici si è dimostrata utile nel ridurre l’incidenza e l’intensità di questi effetti.

L’alterazione della funzionalità renale ed epatica può insorgere con il carboplatino. Dosi altissime di carboplatino (≥ 5 volte la dose consigliata dell’agente singolo) hanno prodotto gravi anormalità della funzionalità epatica e/o renale. Non è chiaro se un programma appropriato di idratazione  possa ovviare gli effetti sulla funzionalità renale. La riduzione della dose o l’interruzione della terapia è richiesta se è presente un’alterazione da moderata a severa dei test di funzionalità renale o epatica. (Vedere paragrafo 4.8).

L’incidenza e la severità della nefrotossicità possono aumentare nei pazienti che hanno una funzionalità renale alterata prima della terapia con il carboplatino. L’alterazione della funzionalità renale è inoltre più probabile nei pazienti che sono stati affetti precedentemente da nefrotossicità a causa della terapia con il cisplatino. Sebbene non sia stata accumulata alcuna evidenza clinica sulla nefrotossicità combinata, si consiglia di non associare il carboplatino con amminoglicosidici o altri composti nefrotossici.

Sono state riferite reazioni allergiche al carboplatino, ad es. rash eritematoso, febbre senza alcuna causa apparente o prurito. Si sono verificati raramente anafilassi, angioedema e reazioni anafilattoidi, inclusi broncospasmo, orticaria e edema facciale. Queste reazioni sono simili a quelle osservate dopo la somministrazione di altri composti contenenti platino e possono verificarsi entro alcuni minuti. L’incidenza delle reazioni allergiche può aumentare con l’esposizione precedente alla terapia con platino; sono state tuttavia osservate reazioni allergiche all’esposizione iniziale al carboplatino. I pazienti devono essere osservati attentamente per possibili reazioni allergiche e gestiti con la terapia di supporto appropriata, comprendente antiistamine, adrenalina e/o glucocorticoidi.

La valutazione neurologica e un accertamento dell’udito devono essere effettuati regolarmente, particolarmente nei soggetti che ricevono carboplatino a dosi elevate. La neurotossicità, come parestesia, riduzione dei riflessi tendinei profondi, e l’ototossicità sono osservate con maggiore probabilità nei pazienti precedentemente trattati con altre terapie a base di platino e altri agenti ototossici.

Il potenziale cancerogeno del carboplatino non è stato studiato, ma composti con meccanismi d’azione e mutagenicità simili sono stati riferiti come cancerogeni (Vedere paragrafo 5.3)

La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di carboplatino nei bambini non sono state dimostrate.

Durante la preparazione e la somministrazione del carboplatino non devono essere utilizzate apparecchiature che contengono alluminio (Vedere paragrafo 6.2).

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Interazioni

La terapia concomitante con farmaci nefrotossici o ototossici come amminoglicosidici, vancomicina, capreomicina e diuretici  non è raccomandata, poichè questo può dar luogo ad un aumento o ad una esacerbazione della  tossicità a causa dei cambiamenti nella clearance renale di queste sostanze indotti dal carboplatino.

Quando il carboplatino viene somministrato in associazione ad altri composti mielosoppressivi, l’effetto mielosoppressivo del carboplatino e/o degli altri composti può essere più pronunciato. È probabile che i pazienti che ricevono la terapia concomitante con altri agenti nefrotossici siano affetti da mielotossicità più severa e prolungata a causa della riduzione della clearance renale del carboplatino.

È necessario esercitare cautela quando il carboplatino viene utilizzato contemporaneamente a warfarin, perché sono stati riferiti casi di maggiore INR. 

Una riduzione dei livelli sierici di fenitoina è stata osservata nel caso di somministrazione concomitante di carboplatino e fenitoina. Questo può portare alla ricomparsa di crisi convulsive e può richiedere un aumento dei dosaggi di fenitoina.

La somministrazione concomitante di carboplatino e agenti chelanti deve essere evitata in quanto teoricamente può causare una riduzione dell’effetto antineoplastico del carboplatino. Tuttavia l’effetto antineoplastico del carboplatino non è risultato influenzato dal dietilditiocarbamato negli esperimenti negli animali o nell’uso clinico.

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Effetti indesiderati

Le incidenze delle reazioni avverse riferite qui sono basate sui dati cumulativi ottenuti in un numero elevato di pazienti con diverse caratteristiche prognostiche prima del trattamento.

Sono state utilizzate le seguenti frequenze:

Molto comune (≥1/10)

Comune (≥1/100, <1/10)

Non comune (≥1/1.000, ≤1/100)

Raro (≥1/10.000, ≤1/1.000)

Molto raro (<1/10.000), frequenza non nota (non calcolabile dai dati disponibili)

Patologie cardiache

Molto rari: eventi cardiovascolari (insufficienza cardiaca, embolia) oltre a eventi cerebrovascolari (apoplessia) sono stati riferiti in singoli casi (il rapporto causale con il carboplatino non è stato stabilito). Sono stati riferiti singoli casi di ipertensione.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comuni: la mielosoppressione rappresenta l’effetto tossico dose-limitante del carboplatino. La mielosoppressione può essere più severa e prolungata nei pazienti con funzionalità renale alterata, trattamento massivo precedente, performance status scadente ed età superiore a 65 anni. La mielosoppressione è inoltre aggravata dalla terapia con associazione di carboplatino  ad altri farmaci mielosoppressori. In genere la mielosoppressione è reversibile e non cumulativa quando il carboplatino è usato in monoterapia e ai dosaggi e alle frequenze di somministrazione raccomandati.

Ai massimi dosaggi tollerati di carboplatino somministrato in monoterapia, la trombocitopenia si verifica in circa un terzo dei pazienti con conte piastriniche di nadir inferiori a 50 x 109/l. In genere il nadir si verifica tra il 14° e il 21° giorno, con regressione entro 35 giorni dall’inizio della terapia.

La leucopenia è stata inoltre osservata nel 20% circa dei pazienti, ma la sua regressione dal giorno di nadir (tra il 14° e il 28° giorno) può essere più lenta e in genere avviene entro 42 giorni dall’inizio della terapia. La neutropenia con conte granulocitiche inferiori a 1 x 109/l si verifica in circa un quinto dei pazienti. I valori di emoglobina inferiori a 9,5 mg/100 ml sono stati osservati nel 48% dei pazienti con valori basali normali. L’anemia si verifica spesso e può essere cumulativa.

Comuni: sono state riportate anche complicanze emorragiche, in genere minori.

Non comuni: sono state riportate occasionalmente complicanze infettive.

Rare: sono stati riportati casi di neutropenia febbrile. Si sono verificati singoli casi di infezioni e emorragia con pericolo di vita.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto rari: fibrosi polmonare manifestata da oppressione toracica e dispnea. Questa deve essere considerata se si esclude uno stato di ipersensibilità polmonare (vedere Patologie sistemiche sotto).

Patologie del sistema nervoso

Comuni: l’incidenza delle neuropatie periferiche dopo il trattamento con il carboplatino è del 6%. Nella maggioranza dei pazienti la neurotossicità è limitata alla parestesia ed alla riduzione dei riflessi tendinei profondi. La frequenza e l’intensità di questo effetto collaterale aumenta nei pazienti anziani e in quelli precedentemente trattati con il cisplatino. La parestesia presente prima di iniziare la terapia con il carboplatino, particolarmente se correlata a precedente terapia con il cisplatino, può persistere o aggravarsi durante il trattamento con il carboplatino. (Vedere Precauzioni).

Non comuni: sono stati riportati sintomi nervosi centrali che risultano però spesso attribuiti alla terapia antiemetica concomitante.

Patologie dell’occhio

Rari: disturbi transitori della vista, talvolta comprendenti la perdita transitoria della visione, sono stati riferiti raramente con la terapia a base di platino, in genere associati alla terapia con alti dosaggi nei pazienti con compromissione renale. Nella sorveglianza post marketing è stata riportata la neurite ottica.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Molto comuni: la diminuzione subclinica dell’acuità uditiva, con perdita uditiva delle alte frequenze (4000-8000 Hz) documentata dall’audiogramma, è stata riferita nel 15% dei pazienti trattati con il carboplatino.

Comuni: ototossicità clinica. Solo l’1% dei pazienti presenta una sintomatologia clinica, che si manifesta nella maggior parte dei casi sotto forma di tinnito. Nei pazienti che sono stati precedentemente trattati con il cisplatino e hanno sviluppato ipoacusia correlata a questa terapia, può verificarsi una persistenza o peggioramento dell’alterazione dell’udito.

A dosi superiori a quelle raccomandate e in associazione ad altri farmaci ototossici, l’ipoacusia significativa è stata riportata in pazienti pediatrici ai quali è stato somministrato il carboplatino.

Disturbi gastrointestinali

Molto comuni: la nausea senza vomito si verifica in circa un quarto dei pazienti che ricevono il carboplatino; il vomito è stato riferito in oltre la metà dei pazienti e circa un terzo di questi sono affetti da emesi severa. La nausea e il vomito sono in genere ritardati fino a 6-12 ore dopo la somministrazione di carboplatino, spariscono in genere entro 24 ore dal trattamento e rispondono in genere ai (e possono essere prevenuti dai) farmaci antiemetici. Un quarto dei pazienti sono affetti da nausea o vomito. Il vomito non controllabile con farmaci è stato osservato soltanto nell’1% dei pazienti. Sembra che il vomito si verifichi più frequentemente in pazienti precedentemente trattati, particolarmente in pazienti precedentemente trattati con il cisplatino.

Patologie gastrointestinali dolorose si sono verificate nel 17% dei pazienti.

Comuni: diarrea (6%), stipsi (4%), mucosite.

Rari: alterazione del gusto. Sono stati riportati  casi di anoressia.

Patologie renali e urinarie

Molto comuni: in genere la nefrotossicità non è dose-limitante nei pazienti che ricevono carboplatino, né richiede accorgimenti preventivi come l’idratazione con alti volumi di fluidi o la diuresi forzata. Possono tuttavia verificarsi aumenti dei livelli ematici di azoto ureico e di acido urico o dei livelli sierici di creatinina.

Comuni: è anche possibile osservare l’alterazione della funzionalità renale, definita da una riduzione nella clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min. L’incidenza e la severità della nefrotossicità possono aumentare nei pazienti che hanno una funzionalità renale alterata prima della terapia con il carboplatino.

Non è chiaro se un adeguato programma d’idratazione possa ovviare a questo effetto, ma la riduzione della dose o la sospensione della terapia è necessaria in presenza di funzionalità renale moderatamente compromessa (clearance della creatinina da 41 a 59 ml/min) o di un’alterazione renale grave (clearance della creatinina da 21 a 40 ml/min). Il carboplatino è controindicato nei pazienti con una clearance della creatinina uguale a o inferiore a 20 ml/min.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comuni: alopecia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comuni: dopo il trattamento con il carboplatino sono state riportate diminuzioni degli elettroliti del siero (sodio, magnesio, potassio e calcio); questi casi non sono tuttavia di gravità tale da causare la comparsa di segni o sintomi clinici.

Rari: sono stati riportati casi di iponatriemia.

Tumori benigni, maligni e non specificati (compresi cisti e polipi)

Non comuni: malignità secondarie (inclusa la leucemia promielocitica che si è verificata 6 anni dopo la monoterapia con il carboplatino e precedente l’irradiazione) sono state riportate dopo la somministrazione di carboplatino in monoterapia o in associazione (rapporto causale non stabilito).

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comuni: l’iperuricemia viene osservata in circa un quarto dei pazienti. I livelli sierici di acido urico possono essere diminuiti da allopurinolo. Astenia.

Comuni: malessere, orticaria, sindrome simil-influenzale, rash eritematoso, prurito.

Non comuni: febbre e brividi senza evidenza di infezione; reazioni nel sito dell’iniezione, come dolore, eritema, gonfiore, orticaria e necrosi.

Rare: sindrome uremica emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Comuni: sono state riportate reazioni allergiche a carboplatino in meno del 2% dei pazienti, ad es. rash cutaneo, orticaria, rash eritematoso e febbre senza causa apparente o prurito. Queste reazioni sono simili a quelle osservate dopo la somministrazione di altri composti contenenti platino e devono essere gestite con l’appropriata terapia di supporto.

Rari: si sono verificati anafilassi, shock anafilattico, angioedema e reazioni anafilattoidi, incluso broncospasmo, orticaria, edema facciale e vampate alla faccia, dispnea, ipotensione, capogiri, mancanza di respiro e tachicardia (Vedere paragrafo 4.4).

Patologie epatobiliari

Molto comuni: anormalità dei test della funzionalità epatica (in genere da lievi a moderate) sono state riportate con il carboplatino in circa un terzo dei pazienti con valori basali normali. Aumenti dei livelli di fosfatasi alcalina sono stati osservati più frequentemente rispetto ai valori di SGOT, SGPT e bilirubina totale. La maggior parte di queste anormalità regredisce spontaneamente durante il trattamento.

Rari: la disfunzione epatica grave (inclusa la necrosi epatica acuta) è stata riportata dopo la somministrazione di dosi di carboplatino superiori a quelle consigliate.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

L’uso sicuro del carboplatino durante la gravidanza non è stato stabilito. Gli studi sugli animali hanno dimostrato la tossicità sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3.). Il carboplatino ha dimostrato di essere embriotossico e teratogeno nei ratti e mutageno in vivo e in vitro. Il carboplatino non deve essere utilizzato durante la gravidanza, se non chiaramente indicato. Se il carboplatino viene utilizzato durante la gravidanza, il paziente deve essere informato sul rischio potenziale per il feto.

Fertilità

Alle donne in età fertile deve essere consigliato di evitare l’inizio della gravidanza, utilizzando metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la fine della terapia. Alle donne che sono incinte o rimangono incinte durante la terapia, deve essere fornito il counseling genetico.

Il carboplatino è genotossico. Si consiglia agli uomini trattati con il carboplatino di non generare un figlio durante e fino a 6 mesi dopo la terapia e di ottenere le informazioni sulla conservazione dello sperma prima della terapia, a causa della possibilità di infertilità irreversibile dovuta alla terapia con il carboplatino.

Allattamento

Non è noto se il carboplatino venga escreto nel latte materno umano.

A causa della possibilità di effetti nocivi nei piccoli allattati, l’allattamento deve essere interrotto se la madre è trattata con il carboplatino(vedere paragrafo 4.3).

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Non refrigerare o congelare.

Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Conservare il flacone nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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