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ANTIMETABOLITI

TREXODEM

1SIR 1,5ML 20MG/ML

SANDOZ SpA

Descrizione prodotto

TREXODEM*1SIR 1,5ML 20MG/ML

Principio attivo

METOTREXATO SODICO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ANTIMETABOLITI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

22.37 €


Codice ATC livello 5:
L01BA01

Codice AIC:
39298070


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

– Artrite reumatoide in fase attiva nei pazienti adulti in cui è indicato il trattamento con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARDs).

– Forme severe di poliarticolari, di artrite idiopatica giovanile (AIG) attiva, a seguito di una risposta inadeguata ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

– Forme gravi di psoriasi volgare soprattutto del tipo a placche, non trattabile in maniera appropriata con le terapie convenzionali quali fototerapia, PUVA e retinoidi, e artrite psoriasica grave.

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Composizione

1 ml di soluzione iniettabile contiene 20 mg di metotrexato (sotto forma di 21,94 mg di metotrexato disodico).

Il medicinale contiene 4,13 mg/ml di sodio (0,18 mmol/ml di sodio).

1 siringa preriempita con 1 ml di soluzione iniettabile contiene 20 mg di metotrexato.

1 siringa preriempita con 1,25 ml di soluzione iniettabile contiene 25 mg di metotrexato.

1 siringa preriempita con 1,5 ml di soluzione iniettabile contiene 30 mg di metotrexato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Cloruro di sodio

Sodio idrossido per la correzione del pH

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

TREXODEM è controindicato nel caso di:

– ipersensibilità accertata al metotrexato o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

– Insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.2).

– Abuso di alcol.

– Insufficienza renale (clearance della creatinina < 20 ml/minuto, vedere paragrafo 4.2)

– Discrasia ematica preesistente quale ipoplasia midollare, leucopenia, trombocitopenia o anemia significativa.

– Gravi infezioni acute o croniche quali tubercolosi e HIV, ulcere del cavo orale e accertata patologia ulcerosa gastrointestinale in fase attiva.

– Gravidanza, allattamento (vedere paragrafo 4.6).

– Contemporanea vaccinazione con vaccini vivi.

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Posologia

TREXODEM deve esser prescritto unicamente da medici che conoscono le diverse caratteristiche del medicinale e la sua modalità d’azione. La somministrazione di routine deve essere effettuata da operatori sanitari. Se la situazione clinica lo consente il medico curante in casi selezionati può delegare la somministrazione al paziente stesso, provvedendo necessariamente ad istruirlo in maniera accurata.

Lo schema di somministrazione del metotrexato prevede solamente un’unica somministrazione settimanale.

TREXODEM è somministrato tramite iniezione una volta a settimana. I pazienti devono essere informati senza possibilità di equivoco che TREXODEM deve essere somministrato una volta a settimana. Si consiglia, pertanto, di individuare il giorno della settimana che sarà il "giorno dell’iniezione".

Nei soggetti anziani può essere necessario considerare una riduzione del dosaggio a causa della ridotta funzionalità epatica e renale e della minore riserva di folati in seguito all’invecchiamento.

Dosaggio nei pazienti con artrite reumatoide

La dose iniziale raccomandata è di 7,5 mg di metotrexato una volta a settimana, somministrata per via sottocutanea, intramuscolare o endovenosa. In relazione all’attività della malattia e alla tollerabilità dimostrate dal singolo paziente, la dose può essere aumentata in maniera graduale di 2,5 mg a settimana. Non si deve superare, tuttavia, la dose settimanale di 25 mg.

È importante considerare, inoltre, che i dosaggi superiori a 20 mg/settimana possono associarsi ad un significativo aumento della tossicità ed in particolare della soppressione midollare. In genere la risposta al trattamento si manifesta dopo circa 4–8 settimane. Una volta raggiunti i risultati terapeutici desiderati, il dosaggio deve essere ridotto gradualmente fino a raggiungere la dose di mantenimento efficace più bassa possibile.

Dosaggio nei bambini e adolescenti con forme poliarticolari di artrite idiopatica giovanile

La dose raccomandata è 10–15 mg/m² di superficie corporea/settimana. Nei casi refrattari al trattamento, il dosaggio settimanale può essere aumentato fino a 20 mg/m² di superficie corporea/settimana. Tuttavia, se si somministra una dose più elevata, è indicato intensificare i controlli.

Data l’esiguità dei dati disponibili in merito alla somministrazione e.v. nei bambini e negli adolescenti, la somministrazione parenterale deve limitarsi all’iniezione sottocutanea e intramuscolare.

I pazienti con AIG devono sempre essere indirizzati ad un’unità di reumatologia specializzata nel trattamento dei bambini/adolescenti.

L’uso nei bambini d’età inferiore a 3 anni non è raccomandato a causa dei dati insufficienti sull’uso del farmaco in questo gruppo di soggetti (vedere il paragrafo 4.4).

Dosaggio nei pazienti con forme severe di psoriasi e artrite psoriasica

Prima dell’inizio della terapia si raccomanda di somministrare per via parenterale una dose di prova di 5–10 mg per individuare eventuali reazioni avverse di natura idiosincratica.

La dose iniziale raccomandata è di 7,5 mg di metotrexato una volta a settimana, somministrata per via sottocutanea, intramuscolare o endovenosa.

La dose deve essere aumentata secondo necessità, ma non deve superare il dosaggio massimo settimanale di 30 mg.

In genere la risposta al trattamento si manifesta dopo circa 2–6 settimane. Una volta raggiunti i risultati terapeutici desiderati, il dosaggio deve essere ridotto gradualmente fino a raggiungere la dose di mantenimento efficace più bassa possibile.

Dosaggio nei pazienti con compromissione della funzionalità renale

Il metotrexato deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. La dose deve essere corretta come segue:

Clearance della creatinina (ml/minuto)
> 50 – 100% della dose
20–50 – 50% della dose
< 20 il metotrexato non deve essere somministrato.

Dosaggio nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica

II metotrexato deve essere somministrato con grande cautela, se non evitato, nei pazienti con malattia epatica pregressa o in corso, specialmente se indotta dall’abuso di alcool. Se i livelli di bilirubina sono superiori a 5 mg/dl (85,5 mcmol/l), il metotrexato è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

Modo e durata della somministrazione

Medicinale monouso.

TREXODEM può essere somministrato per via sottocutanea, intramuscolare o endovenosa. Negli adulti, la somministrazione per endovena deve avvenire sotto forma d’iniezione in bolo.

La durata complessiva del trattamento è stabilita dal medico curante.

La terapia con TREXODEM nell’artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile, psoriasi volgare severa e artrite psoriasica, è da intendersi a lungo termine.

Artrite reumatoide

Nei pazienti con artrite reumatoide si può prevedere una risposta al trattamento dopo 4–8 settimane. Tuttavia i sintomi possono ripresentarsi alla sospensione della terapia.

Forme severe di psoriasi volgare e di artrite psoriasica

In genere la risposta al trattamento si manifesta dopo 2–6 settimane. La terapia può quindi essere continuata o interrotta in funzione del quadro clinico e delle variazioni dei risultati degli esami di laboratorio.

Annotazioni particolari

Nel passaggio dalla somministrazione orale alla somministrazione per via parenterale, può essere necessario effettuare una riduzione del dosaggio a causa della variabilità della biodisponibilità del metotrexato dopo la somministrazione orale.

Secondo quanto riportato nelle linee guida correnti, può essere indicata l’assunzione di acido folico o acido folinico .

Evitare qualsiasi contatto del metotrexato con la pelle e le mucose. In caso di contaminazione, le parti interessate devono essere risciacquate immediatamente con abbondante acqua.

Vedere paragrafo 6.6.

La soluzione deve essere controllata visivamente prima dell’uso. Utilizzare solamente soluzioni limpide prive di particelle in sospensione.

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Avvertenze e precauzioni

Ai pazienti deve essere spiegato con chiarezza che TREXODEM deve essere somministrato una volta la settimana e non tutti i giorni.

I soggetti in terapia con TREXODEM devono essere costantemente monitorati in modo che possano essere individuati e valutati con la massima tempestività gli eventuali segni di un effetto tossico del farmaco o eventuali eventi avversi. Il metotrexato, pertanto, deve essere somministrato solamente da, o sotto la supervisione di, medici con conoscenze ed esperienza adeguate anche nell’uso della terapia con antimetaboliti. A causa della possibilità di reazioni tossiche gravi o persino fatali, il paziente deve essere informato in maniera completa dei rischi connessi alla terapia e delle misure di sicurezza raccomandate. Deve essere considerato, in ogni caso, che i dosaggi superiori a 20 mg/settimana possono associarsi ad un significativo aumento della tossicità ed in particolare della soppressione midollare.

È stato documentato che nell’uomo il metotrexato è causa d’infertilità, oligospermia, alterazioni del ciclo mestruale e amenorrea sia durante la terapia che per un breve periodo dopo la conclusione della stessa, può inoltre avere effetti embriotossici ed indurre aborti e malformazioni fetali. In considerazione di questi effetti, pertanto, è necessario che con i pazienti in età fertile siano discussi i possibili rischi di conseguenze sulla riproduzione (vedere paragrafo 4.6).

Controlli e misure di sicurezza raccomandati:

Prima di iniziare la terapia con metotrexato o di riprendere la terapia dopo un periodo di pausa:

esame emocromocitometrico completo con conta ematica differenziale e conta piastrinica, enzimi epatici, bilirubina, albumina sierica, radiografia del torace e test di funzionalità renale. Se clinicamente indicato, escludere tubercolosi ed epatite.

Durante la terapia (almeno una volta il mese durante i primi sei mesi e poi ogni tre mesi):

se il farmaco viene somministrato ad un dosaggio più elevato, valutare la possibilità d’intensificare i controlli.

1. Ispezione della cavità orale e della gola per eventuali alterazioni mucosali.

2. Esame emocromocitometrico completo con conta ematica differenziale e conta piastrinica. Poiché il metotrexato può causare una depressione emopoietica improvvisa in associazione a dosaggi apparentemente sicuri, qualsiasi consistente diminuzione della conta leucocitaria o piastrinica deve indurre all’immediata sospensione del farmaco e al ricorso ad una terapia di supporto adeguata. Ai pazienti deve inoltre essere indicato di riferire la comparsa di tutti gli eventuali segni e sintomi associabili alla presenza di un’infezione. Nei soggetti sottoposti a concomitante terapia epatotossica (ad es. con leflunomide) devono essere effettuati attenti controlli della conta ematica e piastrinica.

3. Test di funzionalità epatica: è necessario prestare particolare attenzione alla manifestazione di un’eventuale tossicità epatica. Non avviare oppure interrompere il trattamento in caso di presenza o di sviluppo in corso di terapia, di alterazioni dei risultati degli esami della funzionalità epatica o della biopsia epatica. Solitamente tali alterazioni rientrano nei parametri di normalità entro due settimane, dopodiché il trattamento può essere ripreso a discrezione del merito curante. Per quanto concerne le indicazioni reumatologiche non vi sono evidenze a supporto dell’impiego della biopsia epatica per il monitoraggio della tossicità a carico del fegato.

Nei pazienti con psoriasi la necessità di una biopsia epatica prima o durante la terapia è controversa. È necessario inoltre effettuare ulteriori ricerche per stabilire se i test ematochimici epatici ripetuti o il propeptide del collagene di tipo III sono in grado di individuare un’eventuale epatotossicità. La valutazione deve essere effettuata caso per caso e deve distinguere tra pazienti senza fattori di rischio e pazienti con fattori di rischio quali storia clinica di abuso di alcol, incremento persistente degli enzimi epatici, anamnesi di malattia epatica, anamnesi familiare di malattia epatica ereditaria, diabete mellito, obesità e storia clinica d’esposizione significativa a prodotti chimici o farmaci epatotossici e trattamento prolungato con metotrexato o assunzione di dosi cumulative pari o superiori a 1,5 g.

Monitoraggio degli enzimi epatici nel siero: sono stati segnalati dai pazienti, con una frequenza del 13–20%, aumenti transitori delle transaminasi a livelli due o tre volte superiori al limite di normalità. Nell’eventualità di un aumento costante degli enzimi epatici, deve essere considerata la possibilità di ridurre il dosaggio o interrompere la terapia.

Poiché il metotrexato può essere epatotossico, durante il trattamento si deve evitare l’uso concomitante di altri farmaci epatotossici se non in caso di assoluta necessità, evitando inoltre o riducendo al minimo anche il consumo di alcol (vedere paragrafo 4.5 "Interazioni con altri medicinali e altre forme d’interazione"). Nei pazienti che assumono contemporaneamente altri farmaci epatotossici (ad es. leflunomide) è necessario effettuare un controllo più rigoroso degli enzimi epatici, che si rende necessario anche durante la contemporanea somministrazione di medicinali ematotossici (ad es. leflunomide).

4. La funzionalità renale deve essere monitorata attraverso gli esami specifici e tramite l’analisi delle urine (vedere anche paragrafi 4.2 e 4.3).

Poiché il metotrexato è eliminato principalmente attraverso i reni, in presenza d’insufficienza renale è prevedibile un aumento delle concentrazioni sieriche che può produrre gravi effetti indesiderati.

Laddove la funzionalità renale può essere compromessa (ad es. nei soggetti anziani) i controlli devono essere effettuati con maggiore frequenza, ciò vale, in particolare, nel caso della co–somministrazione di farmaci che hanno un effetto sull’eliminazione del metotrexato, che possono causare un danno renale (ad es. i farmaci antinfiammatori non steroidei) o che possono potenzialmente compromettere la produzione ematica. La disidratazione può altresì intensificare la tossicità del metotrexato.

5. Apparato respiratorio: polmonite interstiziale acuta o cronica, sovente associata a eosinofilia ematica; sono stati inoltre segnalati decessi. Dispnea, tosse (soprattutto secca e non produttiva) e febbre costituiscono la sintomatologia tipica della patologia, per la quale i pazienti devono essere controllati ad ogni visita di follow–up. I pazienti devono inoltre essere informati del rischio di polmonite e deve essere loro indicato di contattare immediatamente il medico in caso di comparsa di tosse persistente o dispnea.

Nei soggetti con sintomi a carico dei polmoni, il metotrexato deve essere sospeso e devono essere effettuate delle indagini complete (tra cui la radiografia del torace) per escludere la presenza d’infezioni. Se si sospetta l’insorgenza di una malattia polmonare indotta dal farmaco, iniziare la terapia con cortisonici e interrompere la somministrazione del metotrexato.

La sintomatologia polmonare richiede una diagnosi rapida e l’interruzione del trattamento con metotrexato. La polmonite può insorgere in associazione con tutti i dosaggi.

6. A causa dell’effetto sul sistema immunitario, il metotrexato può compromettere la risposta ad un vaccino e alterare i risultati dei test immunologici. Particolare cautela si richiede anche in presenza d’’infezioni croniche inattive (ad esempio herpes zoster, tubercolosi, epatite B o C) a causa di una possibile attivazione. La vaccinazione concomitante con vaccini vivi, pertanto, non deve essere effettuata.

Nei pazienti che assumono bassi dosaggi di metotrexato possono manifestarsi linfomi maligni nel qual caso la terapia deve essere interrotta, avviando un trattamento citotossico qualora non si rilevino segni di una regressione spontanea del linfoma.

I versamenti pleurici e le asciti devono essere drenati prima dell’inizio della terapia con metotrexato.

La diarrea e la stomatite ulcerativa possono essere effetti tossici del farmaco e ne richiedono la sospensione onde evitare la comparsa d’enterite emorragica e il decesso conseguente alla perforazione intestinale.

I preparati vitaminici e altri prodotti contenenti acido folico, acido folinico o loro derivati possono diminuire l’efficacia del metotrexato.

7. L’uso nei bambini d’età inferiore a 3 anni non è raccomandato a causa delle insufficienti esperienze sull’uso del farmaco in questo gruppo di pazienti (vedere paragrafo 4.2)

In corso di trattamento con metotrexato possono ricomparire dermatite da radioterapia e lesioni simili a scottature solari (fenomeno del radiation recall). L’applicazione di raggi UV durante la somministrazione di metotrexato può aggravare le lesioni psoriasiche.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol sodio (23 mg) per dose settimanale ovvero è sostanzialmente privo di sodio.

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Interazioni

Negli esperimenti animali, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), tra i quali anche l’acido salicilico, hanno ridotto la secrezione tubulare del metotrexato, aumentandone, di conseguenza, la tossicità. Tuttavia, negli studi clinici in cui FANS e acido salicilico sono stati somministrati contemporaneamente ai pazienti affetti da artrite reumatoide, gli effetti collaterali non sono aumentati. Il trattamento dell’artrite reumatoide con tali farmaci, quindi, può essere continuato in corso di terapia con metotrexato, ma soltanto sotto rigoroso controllo medico.

Il consumo regolare di alcool e la somministrazione di altri farmaci epatotossici aumentano la probabilità di effetti epatotossici indotti dal metotrexato.

I pazienti in trattamento con farmaci potenzialmente epatotossici durante la terapia con metotrexato (ad esempio leflunomide, azatioprina, sulfasalazina e retinoidi) devono essere sottoposti a rigorosa sorveglianza per via di un potenziale aumento dell’epatotossicità, è indispensabile, inoltre, che durante la somministrazione di TREXODEM sia evitato il consumo di alcolici.

È necessario tenere conto delle interazioni di carattere farmacocinetico tra metotrexato, farmaci anticonvulsivanti (riduzione dei livelli ematici di metotrexato) e 5 –fluorouracile (aumento dell’emivita del 5–fluorouracile)

Farmaci quali salicilati, fenilbutazone, fenitoina, barbiturici, tranquillanti, contraccettivi orali, tetraciclina, derivati dell’amidopirina, sulfonamidi e acido p–aminobenzoico influiscono sul legame tra metotrexato e albumina sierica, accrescendo in tal modo la biodisponibilità (incremento indiretto della dose).

Anche il probenecid e gli acidi organici leggeri possono ridurre la secrezione tubulare del metotrexato, con conseguente innalzamento indiretto della dose.

Gli antibiotici quali penicilline, glicopeptidi, sulfonamidi, ciprofloxacina e cefalotina, in casi singoli possono ridurre la clearance renale del metotrexato e pertanto indurre un aumento della concentrazione sierica del farmaco con la manifestazione contemporanea di tossicità ematologica e gastrointestinale.

Gli antibiotici orali quali tetracicline, cloramfenicolo, come pure gli antibiotici ad ampio spettro non assorbibili possono ridurre l’assorbimento intestinale del metotrexato o interferire con la circolazione enteroepatica attraverso l’inibizione della flora intestinale o la soppressione del metabolismo batterico.

In caso di (pre–)trattamento con farmaci con potenziali effetti sul midollo osseo (ad esempio sulfonamidi, trimetoprim/sulfametoxazolo, cloramfenicolo, pirimetamina), si deve considerare il rischio di marcate depressioni del sistema emopoietico durante la terapia con metotrexato.

La somministrazione concomitante di farmaci con potenziale effetto antifolico (ad esempio sulfonamidi, trimetoprim/sulfametoxazolo) può accrescere la tossicità del metotrexato, per cui il farmaco deve essere usato con particolare cautela nei pazienti con deficit di acido folico. D’altro canto, la somministrazione contemporanea di farmaci contenenti acido folinico o di preparati vitaminici a base di acido folico o suoi derivati può ridurre l’efficacia del metotrexato.

In generale, la somministrazione concomitante di TREXODEM e terapie di base (ad esempio, composti a base di oro, penicillamina, idrossiclorochina, sulfasalazina, azatioprina, ciclosporina), non accresce la tossicità del metotrexato.

Inibitori della pompa protonica

La somministrazione contemporanea di inibitori della pompa protonica come omeprazolo o pantoprazolo può comportare delle interazioni: la co–somministrazione di metotrexato e omeprazolo ha indotto un ritardo dell’eliminazione renale del metotrexato. In associazione con il pantoprazolo, invece, si è registrata un’inibizione dell’eliminazione renale del metabolita 7–idrossimetotressato con comparsa di mialgia e tremore in un caso.

Benché l’uso concomitante di sulfasalazina possa accrescere l’efficacia del metotrexato giacché la sulfasalazina inibisce la sintesi dell’acido folico, con conseguente aumento del rischio di effetti indesiderati, questi sono stati osservati soltanto in singoli pazienti in vari studi.

Il metotrexato può ridurre la clearance della teofillina, per cui in caso di trattamento concomitante con metotrexato è bene tenere sotto controllo la concentrazione di teofillina nel sangue.

Durante la terapia con metotrexato è necessario evitare il consumo eccessivo di bevande contenenti caffeina o teofillina (caffè, bevande a base di caffeina, tè nero), poiché l’efficacia del trattamento potrebbe essere ridotta dalle possibili interazioni tra il metotrexato e le metilxantine a livello dei recettori dell’adenosina.

L’uso combinato di metotrexato e leflunomide può accrescere il rischio di pancitopenia. Il metotrexato induce, inoltre, un aumento dei livelli plasmatici di mercaptopurine, pertanto, l’uso concomitante di tali sostanze potrebbe richiedere la correzione del dosaggio.

Soprattutto in caso d’interventi di chirurgia ortopedica, in cui il rischio d’infezioni è elevato, si impone cautela nell’associazione del metotrexato con agenti immunomodulanti.

È necessario, inoltre, considerare la possibilità di un ritardo della clearance del metotrexato nell’associazione con agenti citostatici.

In conseguenza del possibile impatto sul sistema immunitario, il metotrexato può alterare gli esiti della vaccinazione e dei test immunologici (procedure immunologiche per il rilevamento della reazione immunitaria): durante la terapia con metotrexato, quindi, non devono essere effettuate vaccinazioni con vaccini vivi (vedere paragrafo 4.3).

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Effetti indesiderati

La comparsa di effetti indesiderati e la loro entità dipendono dal dosaggio e dalla frequenza con cui TREXODEM è somministrato. Tuttavia, giacché effetti indesiderati severi possono insorgere anche se la terapia è effettuata con dosi ridotte, è imperativo sottoporre i pazienti a controlli medici periodici a intervalli ravvicinati.

Nella maggior parte dei casi gli effetti indesiderati, se riconosciuti tempestivamente, sono transitori. Nell’eventualità della comparsa di tali effetti, in ogni caso, è necessario ridurre il dosaggio o sospendere la terapia e devono essere prese contromisure adeguate (vedere paragrafo 4.9). La terapia con metotrexato deve essere quindi ripresa con cautela valutando attentamente la necessità del trattamento e rivolgendo una maggiore attenzione alla possibilità di una ricomparsa della tossicità.

La frequenza degli eventi avversi è determinata utilizzando le seguenti definizioni convenzionali: molto comuni (≥1/10), comuni (≥1/100 a <1/10), non comuni (≥1/1.000 a <1/100), rari (≥1/10.000 a <1/1.000) e molto rari (<1/10.000), non noti (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Ulteriori dettagli sono riportati nel testo che segue la tabella.

All’interno di ciascun raggruppamento di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Gli effetti indesiderati che possono manifestarsi sono i seguenti:

dopo la somministrazione del metotrexato per via intramuscolare, talvolta possono comparire localmente effetti indesiderati (sensazione di bruciore) o lesioni (formazione di ascesso sterile, distruzione del tessuto adiposo), in corrispondenza del sito di iniezione.

La somministrazione del metotrexato per via sottocutanea, invece, evidenzia una buona tollerabilità a livello locale e sino ad ora sono state osservate soltanto reazioni cutanee lievi, il cui numero è andato diminuendo nel corso del trattamento.

           
  Molto comuni Comuni Non comuni Rari Molto rari
Infezioni e infestazioni*         Sepsi, infezioni opportunistiche (talvolta fatali), infezioni causate dal citomegalovirus
Patologie cardiache       Pericardite, effusione pericardica, tamponamento cardiaco  
Patologie del sistema emolinfopoietico*   Leucocitopenia, trombocitopenia, anemia. Pancitopenia, agranulocitosi, patologie emopoietiche. Anemia megaloblastica. Decorso severo della depressione midollare, anemia aplastica. Linfadenopatia, disturbi linfoproliferativi (parzialmente reversibili), eosinofilia e neutropenia.
Disturbi del sistema immunitario*         Immunosoppressione Ipogammaglobulinemia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione          
Disturbi psichiatrici         Insonnia
Patologie del sistema nervoso*   Cefalea, stanchezza, sonnolenza Vertigini, confusione, depressione, convulsioni. Disturbi visivi gravi, alterazioni dell’umore. Dolore, astenia muscolare o parestesia degli arti, alterazioni del gusto (sapore metallico), meningismo (paralisi, vomito), meningite asettica acuta.
Patologie dell’occhio       Disturbi della vista Congiuntivite, retinopatia
Patologie dell’orecchio e del labirinto          
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi).     Casi singoli di linfoma, che in vari casi sono tornati nella norma una volta sospeso il trattamento con il metotrexato. In uno studio recente non è stato possibile stabilire se la terapia con metotrexato accresca l’incidenza dei linfomi.    
Patologie vascolari       Ipotensione, episodi tromboembolici (ivi incluse trombosi arteriosa e cerebrale, tromboflebite, trombosi venosa profonda, trombosi venosa retinica, embolia polmonare).  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Complicanze polmonari dovute a polmonite/alveolite interstiziale e decessi correlati (indipendentemente dalla dose e dalla durata della terapia con metotrexato). Sintomi tipici possono essere: malessere generale; tosse secca, irritante, affanno fino a dispnea in condizione di riposo, dolore toracico, febbre. In caso di sospetta insorgenza di tali complicanze, il trattamento con TREXODEM deve essere sospeso immediatamente e si deve escludere la presenza di infezioni (inclusa la polmonite). Fibrosi polmonare. Faringite, apnea, asma bronchiale. Polmonite da Pneumocystis carinii, affanno malattia ostruttiva cronica polmonare. Infezioni, inclusa polmonite. Effusione pleurica
Patologie gastrointestinali* Perdita d’ appetito, nausea, vomito, dolore addominale, infiammazione e ulcerazione delle mucose del cavo orale e della gola (soprattutto entro le prime 24–48 ore dalla somministrazione di TREXODEM). Stomatite, dispepsia. Diarrea (soprattutto durante le prime 24–48 ore dalla somministrazione di TREXODEM). Ulcere ed emorragie gastrointestinali. Enterite, melena. Gengivite, malassorbimento. Ematemesi, megacolon tossico.
Patologie epatobiliari Innalzamento degli enzimi epatici (ALAT, ASAT, fosfatasi alcalina e bilirubina).   Sviluppo di fegato grasso, fibrosi e cirrosi epatiche (si manifestano frequentemente nonostante enzimi epatici, peraltro controllati periodicamente, entro i limiti di normalità), metabolismo diabetico, diminuzione dell’albumina sierica. Epatite acuta e epatotossicità. Riattivazione di un’epatite cronica, degenerazione epatica acuta. Sono state osservate, inoltre, epatite da herpes simplex e insufficienza epatica (vedere anche le note riguardanti la biopsia epatica in 4.4).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Esantema, eritema, prurito. Orticaria, fotosensibilità, iperpigmentazione della cute, caduta dei capelli, aumento dei noduli reumatici, herpes zoster, lesioni dolorose delle placche psoriasiche, reazioni tossiche severe: Vasculite, eruzione cutanea erpetiforme, sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell). Marcate modificazioni pigmentarie delle unghie, acne, petecchie, ecchimosi, eritema multiforme, eruzioni eritematose cutanee. Paronichia acuta, foruncolosi, telangiectasia. Sono state osservate, inoltre, nocardiosi, istoplasma e micosi criptococcica, e herpes simplex disseminato. Vasculite allergica, idradenite
Ossa, tessuto connettivo e apparato muscolo–scheletrico     Artralgia, mialgia, osteoporosi Fratture da stress  
Patologie renali e urinarie     Infiammazione e ulcere della vescica (talvolta con ematuria), disuria. Insufficienza renale, oliguria, anuria, azotemia. Proteinuria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione     Reazioni allergiche gravi che evolvono in shock anafilattico.   Febbre, alterazione del processo riparativo delle ferite.
Esami diagnostici          
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella     Infiammazione e ulcerazione vaginale.   Perdita della libido, impotenza, oligospermia, alterazioni del ciclo mestruale, perdite vaginali, infertilità.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza: La somministrazione di metotrexato è controindicata in gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Negli studi sugli animali, il metotrexato ha evidenziato tossicità riproduttiva, soprattutto durante il primo trimestre di gestazione (vedere il paragrafo 5.3). Il metotrexato ha dimostrato altresì un effetto teratogeno nell’uomo e sono stati inoltre segnalati casi di morte fetale e/o anomalie congenite. La somministrazione ad un numero limitato di donne in stato di gravidanza (42) ha fatto registrare un’aumentata incidenza (1:14) delle malformazioni (craniche, cardiovascolari e a carico delle estremità). Se la somministrazione del metotrexato è sospesa prima del concepimento, le gravidanze hanno un decorso normale.

Da tutto ciò si evince che nelle donne in età fertile la possibilità di una gravidanza in atto deve essere esclusa con certezza tramite l’impiego di misure adeguate ad esempio l’esecuzione di un test di gravidanza prima dell’inizio della terapia. È necessario che durante la somministrazione del metotrexato le pazienti di sesso femminile evitino il concepimento e che tutti i soggetti in età fertile (maschi e femmine) facciano uso di efficaci metodi contraccettivi durante e per almeno 6 mesi dopo la conclusione del trattamento con TREXODEM (vedere paragrafo 4.4).Qualora, tuttavia, il concepimento avvenga durante il periodo di trattamento, si raccomanda un consulto sui possibili rischi di effetti dannosi per il bambino ad esso associati.

Poiché il metotrexato può essere genotossico, è consigliabile che tutte le pazienti di sesso femminile che desiderano avviare una gravidanza effettuino un consulto presso un centro di consulenza genetica possibilmente già prima dell’inizio del trattamento, mentre i soggetti di sesso maschile possono valutare la possibilità di conservazione dello sperma prima dell’effettuazione della terapia.

Allattamento: Poiché il metotrexato passa nel latte materno e può avere effetti tossici sul lattante, la somministrazione è controindicata per tutto il periodo dell’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Qualora si renda necessario somministrare TREXODEM durante l’allattamento, questo deve essere interrotto prima dell’avvio della terapia.

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Conservazione

Conservare il farmaco nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

Non conservare a temperature superiori a 25° C.

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Malattie Collegate: 4

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Questo farmaco è disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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