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VITAMINA K ED ALTRI EMOSTATICI

WILATE

FL 900+800UI+FL10ML+SIR

OCTAPHARMA ITALY SPA

Descrizione prodotto

WILATE*FL 900+800UI+FL10ML+SIR

Principio attivo

FATTORE VIII UMANO DI COAGULAZIONE/FATTORE DI VON WILLEBRAND

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

VITAMINA K ED ALTRI EMOSTATICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

614.62


Codice ATC livello 5:
B02BD06

Codice AIC:
39385024


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Malattia di Von Willebrand (VWD)

Trattamento e profilassi delle emorragie o dei sanguinamenti chirurgici nella Malattia di von Willebrand (VWD), quando il trattamento con desmopressina da solo è inefficace o controindicato.

Emofilia A

Trattamento e profilassi delle emorragie nei pazienti con emofilia A (carenza congenita del fattore VIII).

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Composizione

Wilate si presenta come una polvere e un solvente per soluzione iniettabile contenente nominativamente 450 UI/900 UI di fattore VIII della coagulazione umana e 400 UI/800 UI di fattore Von Willebrand umano (VWF), per flaconcino. Il prodotto contiene circa 80 UI/ml del fattore Von Willebrand umano quando viene ricostituito con 5 ml/10 ml di acqua per preparazioni iniettabili con 0,1% di polisorbato 80.

L’attività specifica di Wilate è circa ≥53 UI VWF:RCo/mg proteine.

La concentrazione (UI) del VWF è misurata in relazione all’attività del Cofattore ristocetinico (VWF:RCo) comparato allo Standard Internazionale del fattore Von Willebrand Concentrato (WHO).

Il prodotto contiene circa 90 UI/ml del fattore VIII della coagulazione umana quando viene ricostituito con 5 ml/10 ml di acqua per preparazioni iniettabili con 0,1% di polisorbato 80.

La concentrazione (UI) del FVIII è determinata con il test cromogenico della Farmacopea europea.

La attività specifica di Wilate è circa ≥60 UI FVIII:C/mg proteine.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Polvere: sodio cloruro, glicina, saccarosio, sodio citrato e calcio cloruro.

Solvente: acqua per preparazioni iniettabili con 0,1% di polisorbato 80.

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Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

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Posologia

Il trattamento deve essere iniziato sotto controllo di un medico con esperienza nel trattamento dei disordini della coagulazione.

Il prodotto è monodose e deve essere somministrato l’intero contenuto del flaconcino. In caso rimanga una parte del contenuto, questa deve essere eliminata secondo le normative locali.

Malattia di Von Willebrand (VWD)

Il rapporto tra FVIII:C e VWF:RCo è approssimativamente 1:1. In generale 1 UI/kg di peso corporeo (PC) FVIII:C e VWF:RCo aumenta il livello plasmatico di 1,5-2% di attività normale per la rispettiva proteina. Normalmente sono necessari circa da 20 a 50 UI Wilate/kg PC per raggiungere una emostasi adeguata, che nei pazienti aumenterà la FVIII:C e VWF:RCo di un valore circa dal 30 al 100%.

Potrebbe essere necessaria una dose iniziale da 50 a 80 UI Wilate/kg PC, specialmente nei pazienti con la Malattia di VW di tipo 3, dove il mantenimento di livelli plasmatici adeguati può richiedere dosi più elevate rispetto ad altri tipi di malattia di VW.

Prevenzione di emorragie in caso di interventi chirurgici o trauma grave:

Per la prevenzione di emorragie in caso di interventi chirurgici, Wilate deve essere somministrato 1-2 ore prima dell’intervento chirurgico. Si devono raggiungere livelli di VWF:RCo ≥60 UI/dl (≥60%) e livelli di FVIII:C ≥40 UI/dl (≥40%).

La somministrazione di una appropriata dose deve essere ripetuta ogni 12-24 ore di trattamento.

La dose e la durata del trattamento dipendono dallo stato clinico del paziente, dal tipo e dalla gravità dell’emorragia e dai livelli di FVIII:C e VWF:RCo.

In pazienti che ricevono prodotti a base di VWF contenenti il FVIII, i livelli plasmatici di FVIII:C devono essere monitorati per verificare il raggiungimento di eccessivi livelli di FVIII:C nel plasma, che possono aumentare il rischio di eventi trombotici, in particolare in pazienti con fattori di rischio clinici o di laboratorio noti. In presenza di eccessivi livelli nel plasma di FVIII:C ridurre le dosi e/o prolungare l’intervallo tra le dosi o usare prodotti a base di VWF contenenti un basso livello di FVIII.

Profilassi:

Per la profilassi a lungo termine dei sanguinamenti in pazienti con la malattia di VW, devono essere somministrate dosi da 20-40 UI/kg di peso corporeo devono essere somministrate 2 o 3 volte a settimana. In alcuni casi, come per i pazienti con sanguinamento gastrointestinale, possono essere necessarie dosi maggiori.

Emofilia A

La dose e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità della carenza del Fattore VIII, dalla localizzazione e dal grado dell’emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente.

Il numero di unità di FVIII somministrate viene espresso in Unità Internazionali (UI), conformi allo standard dell’OMS per i prodotti con FVIII. L’attività del Fattore VIII nel plasma viene espressa sia come percentuale (relativa al plasma umano normale) o come UI (relativa allo Standard Internazionale per il Fattore VIII nel plasma).

Una UI di attività di FVIII equivale alla stessa quantità di FVIII presente in un ml di plasma umano normale.

Il calcolo della dose necessaria di FVIII si basa sul dato empirico che 1 UI FVIII:C/kg PC aumenta il livello plasmatico di 1,5-2% dell’attività normale. La dose necessaria viene determinata usando la seguente formula:

UI Richieste = PC (kg) x aumento di FVIII desiderato (%) (UI/dl) x 0,5 UI/kg

La quantità da somministrare e la frequenza di somministrazione devono sempre essere orientate all’efficacia clinica nei singoli casi.

In caso di eventi emorragici sotto riportati, l’attività del FVIII non deve scendere sotto i livelli plasmatici di attività (in% del normale o UI/dl) riportati nella casella corrispondente. La seguente tabella può essere usata come guida per il dosaggio negli episodi emorragici e in chirurgia.

Schema di trattamento di Emorragie ed Interventi chirurgici

Grado di emorragia/Tipo di intervento chirurgico (%) di livello FVIII necessario (UI/dl) Frequenza delle Dosi (ore)/Durata della Terapia (giorni)
Emorragia    
emorragie articolari iniziali, emorragie muscolari o orali 20 – 40 Ripetere ogni 12-24 ore. Almeno 1 giorno finchè l’episodio emorragico è risolto come indicato dal dolore o sino al raggiungimento della guarigione.
Emorragie articolari più estese, emorragie muscolari o ematoma 30 – 60 Ripetere l’infusione ogni 12-24 ore per 3-4 giorni ed oltre fino alla remissione del dolore e dell’infermità.
Emorragia con rischio per la vita 60 – 100 Ripetere l’infusione ogni 8-24 ore fino a remissione del rischio.
Intervento chirurgico    
Minore incluse estrazioni dentali 30 – 60 Ogni 24 ore, per almeno 1 giorno, fino alla guarigione.
chirurgia maggiore 80 – 100 (pre- e postoperatoria) Ripetere l’infusione ogni 8-24 ore sino a adeguata guarigione della ferita, poi la terapia deve essere mantenuta per almeno altri 7 giorni per conservare l’attività del FVIII al 30% - 60%(UI/dl).

Profilassi:

Per la profilassi a lungo termine contro le emorragie nei pazienti con emofilia A grave, si devono somministrare dosi da 20 a 40 UI di Wilate/kg PC ad intervalli di 2-3 giorni. In alcuni casi, particolarmente nei pazienti più giovani, possono essere necessari intervalli di dose più brevi o dosi maggiori.

Infusione continua:

Prima dell’intervento chirurgico, deve essere effettuata una analisi farmacocinetica per determinare la clearance.

La velocità iniziale di infusione può essere calcolata nel seguente modo:

Velocità di infusione (UI/kg/h) = clearance (mL/kg/h) x livello allo stato stazionario desiderato (UI/mL).

Dopo le iniziali 24 ore di infusione continua, la clearance deve essere calcolata ogni giorno, utilizzando l’equazione dello stato stazionario con il livello misurato e la velocità di infusione nota.

In corso di trattamento, è consigliata una appropriata determinazione dei livelli di FVIII:C come guida per la dose da somministrare e per la frequenza di ripetizione delle infusioni. In caso di interventi di chirurgia maggiore in particolare, è indispensabile il preciso monitoraggio della terapia sostitutiva mediante l’analisi della coagulazione (FVIII:C). Le risposte al trattamento con fattore VIII possono variare nei singoli pazienti, raggiungendo diversi livelli di recupero in vivo e mostrando emivite differenti.

I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti del Fattore VIII (inibitori). Nel caso in cui i livelli plasmatici dell’attività del FVIII aspettati non vengano raggiunti o se l’emorragia non viene controllata con la dose adeguata, si dovrà eseguire una analisi per determinare se è presente un inibitore del Fattore VIII. Nei pazienti con alti livelli di inibitore, la terapia con FVIII può non essere efficace e si dovranno considerare altre terapie alternative.

La gestione di questi pazienti deve essere effettuata da medici con esperienza nella cura di pazienti con disordini della coagulazione. Vedere anche paragrafo 4.4.

I dati clinici sono insufficienti per raccomandare l’uso di Wilate in bambini di età inferiore ai 6 anni.

Metodo di somministrazione

Per iniezione endovenosa dopo ricostituzione con il solvente fornito. Vedere paragrafo 6.6.

La velocità di somministrazione per iniezione o infusione non deve eccedere 2-3 ml per minuto.

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Avvertenze e precauzioni

Come per tutti i prodotti proteici plasmaderivati a somministrazione endovenosa, sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. I pazienti devono essere strettamente monitorati ed attentamente osservati per qualsiasi sintomo, durante tutto il periodo di infusione.

I pazienti devono essere informati sui primi sintomi di reazioni di ipersensibilità, inclusi orticaria, orticaria generalizzata, costrizione toracica, respiro sibilante, ipotensione ed anafilassi. In caso di comparsa di sintomi allergici, i pazienti devono interrompere immediatamente la somministrazione e contattare il proprio medico.

In caso di shock seguire gli standard medici attuali per il trattamento dello shock.

Le misure standard per prevenire infezioni in seguito all’uso di medicinali derivati da plasma o sangue umano, includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per marker specifici di infezione e l’adozione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione dei virus. Malgrado ciò, con la somministrazione di medicinali derivati da plasma o sangue umano non si può escludere totalmente la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò è valido anche per virus sconosciuti o emergenti e per altri agenti patogeni.

Le misure intraprese sono considerate efficaci contro i virus capsulati quali HIV, HBV e HCV e per il virus non capsulato HAV. Le misure intraprese possono essere di efficacia limitata contro virus non capsulati quali il parvovirus B19.

L’infezione da parvovirus B19 può risultare grave nelle donne in gravidanza (infezione fetale) e per gli individui con immunodeficienza o aumentata produzione eritrocitaria (come nel caso dell’anemia emolitica).

È fortemente raccomandato registrare nome e numero di lotto del prodotto ogni volta che Wilate viene somministrato ad un paziente così da consentire un legame tra il paziente ed il numero di lotto del prodotto.

Deve essere presa in considerazione una idonea vaccinazione contro l’epatite A e B in quei pazienti che vengono regolarmente/ripetutamente trattati con prodotti a base di concentrati di FVIII/VWF derivati da plasma umano.

Malattia di Von Willebrand (VWD)

Quando si utilizza un prodotto a base di VWF contenente FVIII il medico curante deve essere consapevole che il trattamento prolungato può provocare un eccessivo aumento del FVIII:C.

Nei pazienti che ricevono prodotti a base di VWF contenenti FVIII, i livelli plasmatici di FVIII:C devono essere monitorati per evitare il permanere di eccessivi livelli di FVIII:C nel plasma, che potrebbero aumentare il rischio di eventi trombotici.

C’è il rischio di insorgenza di eventi trombotici durante l’uso di prodotti a base di VWF contenenti FVIII, particolarmente in pazienti con fattori di rischio clinici o di laboratorio noti. Pertanto i pazienti a rischio devono essere monitorati per i sintomi di trombosi. Deve essere istituita una profilassi contro la tromboembolia venosa, secondo le correnti raccomandazioni.

Pazienti con malattia di VW, specialmente quelli di tipo 3, possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) al VWF. Se non vengono raggiunti i livelli plasmatici di attività del VWF:RCo attesi, o se l’emorragia non viene controllata con la dose adeguata, si deve eseguire l’esame idoneo a determinare la presenza di un inibitore del Fattore VW. Nei pazienti con alti livelli di inibitore, la terapia con il Fattore VW può non essere efficace ed in tale caso si dovranno considerare altre terapie alternative.

Il trattamento di questi pazienti deve essere gestito da un medico con esperienza nella cura dei pazienti con disordini della coagulazione.

Emofilia A

La formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) del Fattore VIII è una complicanza nota nella gestione di pazienti con emofilia A. Questi inibitori sono generalmente Immunoglobuline IgG, dirette contro l’attività pro-coagulante del Fattore VIII, quantificate in Unità Bethesda Modificate (BU) per ml di plasma usando il test modificato. Il rischio di sviluppare inibitori è correlato all’esposizione al Fattore VIII anti-emofilico, rischio che risulta più alto entro i primi 20 giorni di esposizione. Raramente, gli inibitori si possono sviluppare dopo i primi 100 giorni di esposizione. I pazienti trattati con il Fattore VIII devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di inibitori attraverso adeguata osservazione clinica ed esami di laboratorio (vedere anche il paragrafo 4.8).

Casi di comparsa recidivante di inibitore (a basso titolo) sono stati osservati a seguito del passaggio da un prodotto a base di fattore VIII ad un altro in pazienti già trattati in precedenza con oltre 100 giorni di esposizione al farmaco e con precedente storia di sviluppo di inibitori. Si raccomanda pertanto di controllare attentamente i pazienti per l’eventuale sviluppo di inibitori in caso di passaggio da un prodotto all’altro.

Questo medicinale contiene fino a 2,55 mmol di sodio (58,7 mg) per dose per 450 UI FVIII e 400 UI VWF/flaconcino e fino a 5,1 mmol di sodio (117,3 mg) per dose per 900 UI di FVIII e 800 UI VWF/flaconcino.

Tale presenza deve essere tenuta in considerazione da parte dei pazienti a dieta con apporto controllato di sodio.

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Interazioni

Non sono note interazioni con altri medicinali.

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Effetti indesiderati

Ipersensibilità o reazioni allergiche (che possono includere angioedema, bruciore e sensazione urticante al sito di infusione, brividi, rossori, orticaria generalizzata, cefalea, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, costrizione toracica, formicolio, vomito e respiro sibilante) sono state osservate non frequentemente, ed in alcuni casi possono progredire fino all’anafilassi grave (incluso shock). In rare occasioni è stata osservata febbre.

Classificazione sistemica organica Non comune Raro Molto raro
Disturbi del sistema immunitario Reazione di ipersensibilità   shock anafilattico
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   febbre  
Esami diagnostici   Inibitori del FVIII Inibitori del VWF

Non comune (>1/1000, <1/100)

Raro (>1/10.000, <1/1000)

Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate.

Malattia di Von Willebrand (VWD)

I pazienti con la malattia di VW, particolarmente quella di tipo 3, molto raramente possono sviluppare anticorpi neutralizzanti verso VWF. Se si presentano tali inibitori, la condizione si manifesterà come una risposta clinica inadeguata.

Questi anticorpi possono precipitare e si può verificare una concomitante reazione anafilattica. Pertanto, i pazienti con reazioni anafilattiche dovranno essere sottoposti ad analisi, per verificare la presenza di inibitori.

In tutti i casi sopra citati, si raccomanda di rivolgersi ad un centro specialistico per l’emofilia.

Gli studi clinici o l’esperienza post-marketing non hanno ad oggi riportato casi di inibitori per il fattore di von Willebrand.

Vi è un rischio di insorgenza di eventi trombotici, in particolare nei pazienti con fattori di rischio clinici o di laboratorio noti. Pertanto, i pazienti a rischio devono essere monitorati per i sintomi precoci di trombosi. Deve essere istituita una profilassi contro il tromboembolismo venoso, in accordo alle attuali raccomandazioni.

Nei pazienti trattati con prodotti a base di VWF contenenti FVIII, il permanere di livelli eccessivi di FVIII:C nel plasma può aumentare il rischio di eventi trombotici.

Emofilia A

I pazienti con emofilia A possono sviluppare anticorpi neutralizzati (inibitori) verso il Fattore VIII. Se si presentano questi inibitori, la condizione si manifesterà come una risposta clinica insufficiente. In questi casi si raccomanda di contattare un centro specializzato per l’emofilia.

L’esperienza con Wilate in pazienti non trattati in precedenza (PUPs) è limitata. In uno studio clinico che ha coinvolto 24 PUPs con un minimo di 50 giorni di esposizione al trattamento con Wilate, sono stati individuati solo tre pazienti con un inibitore persistente e clinicamente manifesto con un titolo al di sopra di 5 BU/ml. Tre pazienti hanno sviluppato inibitori transitori a basso titolo senza alcuna manifestazione di tipo clinico, mentre due pazienti hanno manifestato un inibitore a basso titolo in una sola occasione senza alcun esito al controllo.

Vedere anche paragrafo 4.2. Non si sono registrati casi di sviluppo di inibitori in pazienti trattati in precedenza.

Per la sicurezza sugli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4.

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Gravidanza e allattamento

Non sono stati eseguiti studi di riproduzione su animali con i Fattori VIII/VW.

Malattia di Von Willebrand (VWD)

Non sono disponibili dati per il trattamento di donne in gravidanza o in allattamento.

Wilate deve essere somministrato a donne in gravidanza o in allattamento con carenza del Fattore VW solo se chiaramente necessario, considerando che il parto aumenta il rischio di eventi emorragici in queste pazienti.

Emofilia A

A causa dei rari casi di emofilia A nelle donne, non sono disponibili dati sul trattamento durante la gravidanza e l’allattamento. Pertanto, Wilate deve essere somministrato durante la gravidanza e l’allattamento solo in caso di evidente necessità.

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Conservazione

Conservare i flaconcini di polvere e solvente in frigorifero (2°C–8°C).

Tenere i flaconcini nel confezionamento esterno per tenerlo al riparo dalla luce. Non congelare.

Il prodotto può essere conservato a temperatura ambiente (non superiore a 25°C) per 2 mesi. In questo caso il periodo di validità del prodotto scade 2 mesi dopo che è stato tirato fuori dal frigorifero per la prima volta. Il nuovo periodo di validità deve essere annotato dal paziente sulla confezione esterna.

La soluzione ricostituita deve essere usata una sola volta e l’eventuale residuo deve essere smaltito.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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