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ANTIEMICRANICI

ZOLMITRIPTAN AC

3CPR RIV 2,5MG

ACTAVIS ITALY SpA

Descrizione prodotto

ZOLMITRIPTAN AC*3CPR RIV 2,5MG

Principio attivo

ZOLMITRIPTAN

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIEMICRANICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

7.54


Codice ATC livello 5:
N02CC03

Codice AIC:
39387016


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento acuto della cefalea emicranica, con o senza aura.

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Composizione

Ogni compressa rivestita con film da 2,5 mg contiene 2,5 mg di zolmitriptan.

Eccipiente:

Ogni compressa rivestita con film da 2,5 mg contiene 87, 7 mg di lattosio anidro.

Ogni compressa rivestita con film da 5 mg contiene 175,5 mg di lattosio anidro.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo compressa:

Lattosio anidro

Cellulosa microcristallina

Sodio amido glicolato (di tipo A)

Magnesio stereato

Rivestimento compressa:

Ipromellosa (E464)

Titano biossido (E171)

Polidestrosio

Talco

Maltodestrina

Trigliceridi a catena media

Ferro ossido giallo (E172)

Ferro ossido nero (E172) (solo per 2,5 mg)

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Ipertensione di entità moderata o grave e ipertensione lieve incontrollata.

Questa classe di composti (agonisti dei recettori 5HT1B/1D) è stata associata a vasospasmo coronarico; di conseguenza, i pazienti con patologia cardiaca ischemica sono stati esclusi dagli studi clinici. Zolmitriptan Actavis non deve pertanto essere somministrato a pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio o che presentano cardiopatia ischemica, vasospasmo coronarico (angina di Prinzmetal), vasculopatie periferiche o a pazienti che presentano sintomi o segni indicativi di una cardiopatia ischemica.

La somministrazione concomitante di zolmitriptan con ergotamina, derivati dell’ergotamina (inclusa metisergide), sumatriptan, naratriptan e con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D è controindicata (vedere paragrafo 4.5).

Lo zolmitriptan non deve essere somministrato a pazienti con anamnesi di accidenti cerebrovascolari (ACV) o attacchi ischemici transitori (TIA).

Lo zolmitriptan è controindicato nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 15 ml/min.

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Posologia

Per dosi non realizzabili/praticabili con questa concentrazione, sono disponibili anche altre concentrazioni del medicinale.

La dose raccomandata di zolmitriptan per trattare un attacco di emicrania è 2,5 mg. Sebbene sia consigliabile assumere lo zolmitriptan il prima possibile dopo l’insorgenza della cefalea emicranica, il farmaco è efficace anche in fasi successive dell’attacco.

Le compresse vanno deglutite intere con acqua.

Qualora, dopo una risposta iniziale, i sintomi dell’emicrania dovessero manifestarsi nuovamente nell’arco di 24 ore, può essere assunta una seconda dose. Se è necessaria una seconda dose, questa non deve essere assunta entro 2 ore dalla dose iniziale. Se il paziente non risponde alla prima somministrazione è improbabile che una seconda dose possa apportare beneficio nel corso del medesimo attacco.

Se il paziente non ha ottenuto una risposta soddisfacente con la dose da 2,5 mg, per gli attacchi seguenti possono essere considerate dosi di zolmitriptan da 5 mg.

La dose totale giornaliera non deve superare i 10 mg. Nell’arco delle 24 ore non si devono assumere più di due dosi di zolmitriptan.

Lo zolmitriptan non è indicato per la profilassi dell’emicrania.

Utilizzo nei bambini (al di sotto dei 12 anni di età)

La sicurezza e l’efficacia dello zolmitriptan in età pediatrica non sono state valutate. L’uso dello zolmitriptan nei bambini non è pertanto raccomandato.

Adolescenti (12-17 anni di età)

L’efficacia di zolmitriptan compresse non è stata dimostrata nel contesto di studi clinici controllati con placebo per pazienti di età compresa tra 12 e 17 anni. L’uso dello zolmitriptan negli adolescenti non è pertanto raccomandato.

Utilizzo in pazienti di età superiore ai 65 anni

La sicurezza e l’efficacia dello zolmitriptan in soggetti di età superiore ai 65 anni non sono state valutate. L’uso dello zolmitriptan negli anziani non è pertanto raccomandato.

Pazienti con funzionalità epatica alterata

I pazienti che presentano una disfunzione epatica di entità da moderata a grave non necessitano di alcuna correzione del dosaggio; nei pazienti con grave disfunzione epatica è però raccomandata la somministrazione di una dose massima di 5 mg nelle 24 ore.

Pazienti con funzionalità renale alterata

Non è richiesta alcuna correzione del dosaggio nei pazienti con una clearance della creatinina superiore a 15 ml/min (vedere paragrafi 4.3 e 5.2).

Interazioni che richiedono una correzione del dosaggio (vedere paragrafo 4.5).

Per i pazienti in terapia con inibitori delle MAO-A è raccomandata una dose massima di 5 mg nelle 24 ore. Nei pazienti in terapia con cimetidina è raccomandata una dose massima di zolmitriptan di 5 mg nelle 24 ore.

Nei pazienti in terapia con specifici inibitori del CYP 1A2, quali fluvoxamina e chinoloni (p. es. ciprofoxacina), è raccomandata una dose massima di zolmitriptan di 5 mg nelle 24 ore.

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Avvertenze e precauzioni

Lo zolmitriptan deve essere utilizzato soltanto dopo che è stata formulata una chiara diagnosi di emicrania. Come con altre terapie acute per l’emicrania, prima di trattare la cefalea in pazienti non diagnosticati precedentemente come emicranici e in pazienti emicranici che presentino sintomi atipici, deve essere osservata la debita cautela al fine di escludere altre patologie neurologiche potenzialmente gravi. L’uso dello zolmitriptan non è indicato nell’emicrania emiplegica, basilare o oftalmoplegica. Nei pazienti trattati con agonisti 5HT1B/1D sono stati riferiti ictus e altri eventi cerebrovascolari. Occorre osservare che i soggetti emicranici potrebbero essere a rischio di sviluppare alcuni eventi cerebrovascolari.

Lo zolmitriptan non deve essere somministrato a pazienti affetti dalla sindrome di Wolff-Parkinson-White sintomatica o con aritmie associate ad altre vie accessorie della conduzione cardiaca.

In casi molto rari, come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, sono stati segnalati vasospasmo coronarico, angina pectoris e infarto miocardico. Zolmitriptan Actavis non deve essere somministrato a pazienti che presentano fattori di rischio per cardiopatie ischemiche (quali tabagismo, ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, ereditarietà) senza prima effettuare una valutazione cardiovascolare (vedere paragrafo 4.3). Particolare attenzione deve essere prestata alle donne in postmenopausa e agli uomini di età superiore a 40 anni che presentano questi fattori di rischio. Tali valutazioni, tuttavia, non sempre consentono di identificare tutti i pazienti con patologie cardiache e, in casi molto rari, pazienti senza alcuna patologia cardiovascolare di fondo hanno sviluppato eventi cardiaci gravi.

Come altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, dopo la somministrazione dello zolmitriptan sono stati riferiti senso di pesantezza, oppressione o pressione precordiale (vedere paragrafo 4.8). Se compaiono dolore toracico o sintomi indicativi di una cardiopatia ischemica, non devono essere assunte ulteriori dosi di zolmitriptan finché non sia stata effettuata un’adeguata valutazione medica.

Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, sono stati descritti aumenti transitori della pressione sanguigna sistemica in pazienti con e senza anamnesi di ipertensione. In casi molto rari questi aumenti si sono associati a eventi clinici significativi. Non si devono superare le dosi di zolmitriptan raccomandate.

Gli effetti indesiderati possono essere più comuni durante l’uso concomitante di triptani e preparati a base di erbe contenenti l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).

In seguito a trattamento concomitante con triptani e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o inibitori della ricaptazione di serotonina e norepinefrina (SNRI), è stata riferita sindrome serotoninergica (che include stato mentale alterato, instabilità autonomica e anomalie neuromuscolari). Queste reazioni possono essere gravi. Qualora il trattamento concomitante con zolmitriptan e un SSRI o un SNRI fosse clinicamente necessario, si raccomanda di istituire un’adeguata osservazione, in particolare all’avvio del trattamento, in caso di aumenti del dosaggio o di aggiunta di altri farmaci serotoninergici (vedere paragrafo 4.5).

L’uso prolungato di qualsiasi antidolorifico per il trattamento della cefalea può peggiorare la situazione. Se questa situazione si verifica o si sospetta, è necessario consultare il medico e sospendere il trattamento. Nei pazienti che lamentano cefalea frequente o quotidiana malgrado (o a causa di) uso regolare di farmaci per il trattamento della cefalea si deve sospettare una diagnosi di abuso di farmaci.

Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

Gli studi di interazione condotti con caffeina, ergotamina, diidroergotamina, paracetamolo, metoclopramide, pizotifene, fluoxetina, rifampicina e propranololo non hanno evidenziato differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica dello zolmitriptan o del suo metabolita attivo.

I dati acquisiti in soggetti sani suggeriscono l’assenza di interazioni farmacocinetiche o clinicamente significative tra lo zolmitriptan e l’ergotamina. Tuttavia, l’aumento del rischio di vasospasmo coronarico è una possibilità teorica e la somministrazione concomitante è controindicata. Si consiglia di attendere almeno 24 ore dall’uso di preparati contenenti ergotamina prima di somministrare lo zolmitriptan. Viceversa, si consiglia di aspettare almeno sei ore dalla somministrazione dello zolmitriptan prima di somministrare un prodotto contenente ergotamina (vedere paragrafo 4.3).

A seguito della somministrazione di moclobemide, un inibitore specifico delle MAO-A, è stato registrato un lieve incremento (26%) della AUC dello zolmitriptan e un incremento di 3 volte della AUC del metabolita attivo. Nei pazienti in terapia con un inibitore delle MAO-A è dunque raccomandata una dose massima di zolmitriptan di 5 mg nelle 24 ore. I medicinali non devono essere assunti contemporaneamente se si somministrano dosi di moclobemide superiori a 150 mg due volte al giorno.

Dopo somministrazione di cimetidina, un inibitore generale del citocromo P450, l’emivita e la AUC dello zolmitriptan sono risultate incrementate rispettivamente del 44% e del 48%. Inoltre l’emivita e la AUC del metabolita attivo N-demetilato (183C91) sono risultate raddoppiate. Nei pazienti in terapia con cimetidina è raccomandata una dose massima di zolmitriptan di 5 mg nelle 24 ore. Sulla base del profilo di interazione complessivo non può essere esclusa un’interazione con inibitori specifici del CYP 1A2. Pertanto, con sostanze di questo tipo, come fluvoxamina e chinoloni (p. es. ciprofloxacina) è raccomandata la medesima riduzione di dosaggio.

La seleginina (un inibitore delle MAO-B) e la fluoxetina (un SSRI) non hanno determinato alcuna interazione farmacocinetica con lo zolmitriptan. Sono stati tuttavia segnalati casi isolati di pazienti con sintomi compatibili con la sindrome serotoninergica (inclusi stato mentale alterato, instabilità autonomica e anomalie neuromuscolari) in seguito all’uso degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o di inibitori della ricaptazione di serotonina e norepinefrina e triptani (vedere paragrafo 4.4)

Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, lo zolmitriptan potrebbe ritardare l’assorbimento di altri medicinali.

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Effetti indesiderati

I possibili effetti indesiderati sono generalmente transitori, tendono a manifestarsi entro quattro ore dalla somministrazione, la somministrazione ripetuta non ne aumenta la frequenza e si risolvono spontaneamente senza ulteriori trattamenti.

All’incidenza degli effetti indesiderati si applicano le seguenti definizioni: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

I seguenti effetti indesiderati sono stati riferiti dopo la somministrazione dello zolmitriptan.

Patologie cardiache

Comune: palpitazioni.

Non comune: tachicardia, lieve aumento della pressione sanguigna. Incrementi transitori della pressione sanguigna sistemica.

Molto raro: infarto del miocardio, angina pectoris, vasospasmo coronarico.

Patologie del sistema nervoso

Comune: anomalie o disturbi sensoriali, capogiri, cefalea, iperestesia, parestesia, sonnolenza, sensazione di calore.

Patologie gastrointestinali

Comune: dolore addominale, nausea, vomito; xerostomia.

Molto raro: ischemia o infarto (ad es. ischemia intestinale, infarto intestinale, infarto splenico) che possono presentarsi sotto forma di diarrea emorragica o dolore addominale.

Patologie renali e urinarie

Non comune: poliuria; aumento della frequenza urinaria.

Molto raro: urgenza urinaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: debolezza muscolare, mialgia.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: astenia, senso di pesantezza, oppressione, dolore o pressione alla gola, al collo, alle estremità o al torace.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni di ipersensibilità, inclusi orticaria, angioedema e reazioni anafilattiche.

Alcuni sintomi possono far parte dell’attacco emicranico stesso.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza La sicurezza dell’uso di questo medicinale in gravidanza non è stata determinata. La valutazione degli studi sperimentali condotti sull’animale non indica effetti teratogeni diretti. Alcuni risultati emersi negli studi di embriotossicità hanno tuttavia suggerito una compromissione della vitalità embrionale. La somministrazione dello zolmitriptan deve essere valutata soltanto laddove il beneficio atteso per la madre superi qualsiasi possibile rischio per il feto.

Allattamento. Gli studi condotti hanno dimostrato che lo zolmitriptan passa nel latte degli animali che allattano. Non esistono dati relativi al passaggio dello zolmitriptan nel latte materno umano. Occorre dunque esercitare la debita cautela nel somministrare lo zolmitriptan a donne che allattano. L’esposizione dei neonati deve essere minimizzata evitando di allattare al seno per 24 ore dopo il trattamento.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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