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IMMUNOSOPPRESSORI

SIMPONI

SC 1SIR 50MG 0,5ML

SCHERING PLOUGH Srl

Descrizione prodotto

SIMPONI*SC 1SIR 50MG 0,5ML

Principio attivo

GOLIMUMAB

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

IMMUNOSOPPRESSORI

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

1723.33


Codice ATC livello 5:
L04AB06

Codice AIC:
39541038


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

Artrite reumatoide (AR)

Simponi, in associazione con metotrexato (MTX), è indicato per:

• il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a grave, in pazienti adulti, quando la risposta ai farmaci anti–reumatici che modificano la malattia (DMARD Disease–Modifying Anti–Rheumatic Drug), incluso MTX, sia stata inadeguata.

• il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e progressiva negli adulti non precedentemente trattati con MTX.

Simponi, in associazione con MTX, ha dimostrato di ridurre il tasso di progressione del danno articolare misurato tramite raggi X e di migliorare la funzionalità fisica.

Artrite psoriasica (AP)

Simponi, singolarmente o in associazione con metotrexato (MTX), è indicato per il trattamento dell’artrite psoriasica in fase attiva e progressiva, negli adulti, qualora sia stata inadeguata la risposta a precedenti trattamenti con farmaci anti–reumatici che modificano la malattia (DMARD). Simponi ha dimostrato di ridurre il tasso di progressione del danno articolare periferico, misurato con i raggi X in pazienti con sottotipi di malattia poliarticolare simmetrica (vedere paragrafo 5.1) e di migliorare la funzionalità fisica.

Spondilite anchilosante (SA)

Simponi è indicato per il trattamento della spondilite anchilosante grave in fase attiva, negli adulti che non hanno risposto in modo adeguato alle terapie convenzionali.

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Composizione

Una siringa pre–riempita da 0,5 ml contiene 50 mg di golimumab*.

*Anticorpo monoclonale umano IgG1κ prodotto da una linea cellulare di ibridomi murini con tecnologia DNA ricombinante.

Eccipiente con effetto noto:

Ogni siringa pre–riempita contiene: 20,5 mg di sorbitolo per una dose da 50 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sorbitolo (E420)

L–istidina

L–istidina monocloridrato monoidrato

Polisorbato 80

Acqua per preparazioni iniettabili.

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Tubercolosi (TBC) in fase attiva o altre infezioni gravi quali sepsi e infezioni opportunistiche (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con insufficienza cardiaca da moderata a grave (Classe III/IV NYHA – New York Heart Association) (vedere paragrafo 4.4).

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Posologia

Il trattamento con Simponi deve essere iniziato e supervisionato da medici specialisti esperti nella diagnosi e nel trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite psoriasica o della spondiliteanchilosante. Ai pazienti trattati con Simponi deve essere consegnata la Scheda di Allerta per il Paziente.

Posologia

Artrite reumatoide

Simponi 50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

Simponi deve essere somministrato in concomitanza con MTX.

Artrite psoriasica

Simponi 50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

Spondilite anchilosante

Simponi 50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene raggiunta solitamente entro 12–14 settimane dall’inizio del trattamento (dopo 3–4 dosi). È necessario valutare se continuare la terapia nei pazienti che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo arco di tempo.

Nei pazienti con un peso superiore ai 100 kg, che non raggiungono una risposta clinica adeguata dopo 3 o 4 dosi, può essere preso in considerazione un aumento della dose di golimumab fino a 100 mg una volta al mese, considerando l’aumentato rischio di alcune reazioni avverse gravi al farmaco con la dose da 100 mg rispetto alla dose da 50 mg (vedere paragrafo 4.8). È necessario valutare se continuare la terapia nei pazienti che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico dopo aver ricevuto 3–4 dosi supplementari da 100 mg.

Dose dimenticata

Se un paziente dimentica di iniettarsi Simponi nel giorno programmato, la dose dimenticata deve essere iniettata non appena il paziente se ne ricorda. I pazienti devono essere istruiti a non iniettarsi una dose doppia per compensare la dose dimenticata.

La dose successiva deve essere somministrata in base alla seguente guida:

• se il ritardo di somministrazione della dose è inferiore a 2 settimane, il paziente deve iniettarsi la dose dimenticata e continuare a seguire il proprio programma mensile originale.

• se il ritardo di somministrazione della dose è superiore a 2 settimane, il paziente deve iniettarsi la dose dimenticata e occorrerà definire un nuovo programma di somministrazione mensile a partire dalla data di questa iniezione.

Persone anziane (≥ 65 anni)

Non è richiesto nessun aggiustamento della dose nelle persone anziane.

Compromissione renale ed epatica

Simponi non è stato studiato in queste popolazioni di pazienti. Non può essere fatta nessuna raccomandazione sulla dose.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Simponi nei pazienti al di sotto dei 18 anni non sono state ancora stabilite. Non sono disponibili dati.

Metodo di somministrazione

Per uso sottocutaneo. Dopo un adeguato addestramento sulla tecnica di iniezione sottocutanea, i pazienti potranno auto–iniettarsi Simponi se il loro medico stabilisce che ne sono in grado, con un appropriato controllo, se necessario. Ai pazienti deve essere spiegato di iniettare l’intera quantità di Simponi in conformità alle istruzioni complete relative alla somministrazione, fornite nel foglio illustrativo. Per le istruzioni sulla somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.

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Avvertenze e precauzioni

Infezioni

Prima, durante e dopo il trattamento con Simponi, i pazienti devono essere strettamente monitorati per le infezioni tra cui la tubercolosi. Poiché l’eliminazione di golimumab può richiedere fino a 5 mesi, il monitoraggio deve continuare durante questo periodo. L’ulteriore trattamento con Simponi non deve essere somministrato, qualora un paziente sviluppi infezioni gravi o sepsi (vedere paragrafo 4.3).

Simponi non deve essere somministrato a pazienti con infezione clinicamente importante, in fase attiva. È necessaria cautela se si considera di utilizzare Simponi in pazienti con infezione cronica o anamnesi di infezioni ricorrenti. Si devono informare in modo appropriato i pazienti circa la necessità di evitare l’esposizione a potenziali fattori di rischio di infezioni.

I pazienti che assumono farmaci bloccanti il TNF sono più soggetti a infezioni gravi.

In pazienti trattati con Simponi, sono state segnalate infezioni batteriche (incluse sepsi e polmonite), micobatteriche (inclusa TBC), infezioni fungine invasive e infezioni opportunistiche, comprese quelle con esito mortale. Alcune di queste infezioni gravi si sono sviluppate in pazienti in terapia immunosoppressiva concomitante che, oltre alla loro patologia di base, può predisporli alle infezioni. I pazienti che sviluppano una nuova infezione in corso di trattamento con Simponi devono essere attentamente monitorati e sottoporsi a un’accurata valutazione diagnostica. La somministrazione di Simponi deve essere interrotta se un paziente sviluppa una nuova infezione grave o sepsi e deve essere iniziata un’appropriata terapia antimicrobica o antifungina fino a quando l’infezione non sia risolta. Per i pazienti che hanno vissuto o viaggiato in regioni dove le infezioni fungine invasive quali istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi sono endemiche, i benefici e i rischi del trattamento con Simponi devono essere attentamente valutati prima di iniziare la terapia con Simponi.

Tubercolosi

In pazienti trattati con Simponi sono stati riportati casi di tubercolosi. Va evidenziato che nella maggioranza di questi casi, si trattava di tubercolosi extrapolmonare, sia localizzata, sia diffusa.

Prima di iniziare il trattamento con Simponi, tutti i pazienti devono essere valutati per tubercolosi sia attiva, sia inattiva ("latente"). Questa valutazione deve includere una dettagliata anamnesi che comprenda una storia personale di tubercolosi o un possibile precedente contatto con una fonte di contagio di tubercolosi e precedenti e/o concomitanti terapie immunosoppressive. In tutti i pazienti devono essere effettuati appropriati test diagnostici quali ad esempio, test cutanei o ematici della tubercolina e radiografia del torace (possono essere applicabili linee guida locali). Si raccomanda che l’effettuazione di questi test venga riportata sulla Scheda di allerta per il paziente. Si ricorda ai medici prescrittori il rischio di falsi negativi del test cutaneo della tubercolina, in particolare in pazienti gravemente ammalati o immunocompromessi.

Qualora sia diagnosticata una tubercolosi in fase attiva, la terapia con Simponi non deve essere iniziata (vedere paragrafo 4.3).

In caso di sospetta tubercolosi latente deve essere consultato un medico con esperienza nel trattamento della tubercolosi. In tutte le situazioni sotto descritte, il rapporto rischio/beneficio della terapia con Simponi deve essere valutato molto attentamente.

Qualora fosse diagnosticata una tubercolosi inattiva ("latente"), prima di iniziare la terapia con Simponi deve essere iniziata una terapia antitubercolare per una tubercolosi latente, in accordo alle linee guida locali.

In pazienti che hanno molti o significativi fattori di rischio per la tubercolosi e hanno un test negativo per la tubercolosi latente, una terapia anti–tubercolosi deve essere considerata prima dell’inizio di Simponi. L’uso di una terapia anti–tubercolosi deve anche essere considerato prima dell’inizio della terapia con Simponi, in pazienti con una storia pregressa di tubercolosi latente o attiva, per i quali non può essere confermato un adeguato corso di trattamento.

Casi di tubercolosi in fase attiva si sono verificati in pazienti trattati con Simponi durante e dopo il trattamento per una tubercolosi latente. I pazienti trattati con Simponi devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi di tubercolosi attiva, compresi i pazienti che sono risultati negativi al test per la tubercolosi latente, i pazienti che sono in trattamento per la tubercolosi latente o i pazienti che sono stati precedentemente trattati per l’infezione da tubercolosi.

Tutti i pazienti devono essere informati di richiedere il consiglio del medico se, durante o dopo il trattamento con Simponi appaiono segni/sintomi che facciano pensare alla tubercolosi (es. tosse persistente, deperimento/perdita di peso, febbricola).

Riattivazione del virus dell’epatite B

La riattivazione dell’epatite B si è osservata in pazienti trattati con un TNF–antagonista, incluso Simponi e che erano portatori cronici di questo virus (vale a dire, positivi all’antigene di superficie). In alcuni casi si sono verificati degli esiti fatali.

I pazienti devono essere valutati per l’infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con Simponi. Per i pazienti positivi al test per l’infezione da HBV è raccomandata una consultazione con un medico esperto nel trattamento dell’epatite B.

I portatori di virus dell’epatite B che richiedono un trattamento con Simponi devono essere strettamente monitorati sui segni e i sintomi dell’infezione attiva da virus dell’epatite B per tutta la durata della terapia e per molti mesi successivi al termine della stessa. Non sono disponibili dati sufficienti su pazienti portatori del virus dell’epatite B trattati con terapia antivirale in associazione a terapia con TNF–antagonista per prevenire la riattivazione del virus dell’epatite B. In pazienti che sviluppano la riattivazione del virus dell’epatite B, il trattamento con Simponi deve essere interrotto e deve essere iniziata un’efficace terapia antivirale con appropriato trattamento di supporto.

Neoplasie maligne e malattie linfoproliferative

Non è noto il ruolo potenziale della terapia con inibitori del TNF nello sviluppo delle neoplasie maligne. Sulla base delle attuali conoscenze, non si può escludere il possibile rischio di sviluppare linfomi, leucemia o altre neoplasie maligne nei pazienti trattati con un antagonista del TNF. Occorre prestare attenzione nel prendere in considerazione una terapia con inibitori del TNF in pazienti con anamnesi di neoplasia maligna o nel valutare di continuare il trattamento nei pazienti che sviluppano una neoplasia maligna.

Neoplasie maligne pediatriche

Nell’esperienza post–marketing, neoplasie maligne, di cui alcune fatali, sono state riportate tra i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti (fino a 22 anni di età) trattati con agenti inibitori del TNF (inizio della terapia ≤ 18 anni di età). Approssimativamente metà dei casi erano linfomi. Gli altri casi erano rappresentati da una varietà di diverse neoplasie maligne e includevano rare neoplasie maligne usualmente associate con l’immunosoppressione. Un rischio per lo sviluppo di neoplasie maligne nei bambini e negli adolescenti trattati con inibitori del TNF non può essere escluso.

Linfoma e leucemia

Nelle fasi controllate di studi clinici con tutti i farmaci inibitori del TNF, compreso Simponi, è stato osservato un numero maggiore di casi di linfoma tra i pazienti che avevano ricevuto un trattamento anti TNF, rispetto ai pazienti di controllo. Durante gli studi clinici di Fase Iib e III condotti con Simponi, l’incidenza di linfoma nei pazienti trattati con Simponi era maggiore rispetto a quella attesa nella popolazione in generale. Nell’esperienza post–marketing, sono stati riportati casi di leucemia nei pazienti trattati con un antagonista del TNF. Esiste un aumentato rischio di fondo per il linfoma e la leucemia nei pazienti con artrite reumatoide con malattia infiammatoria di lunga data, molto attiva, che complica la stima del rischio.

Neoplasie maligne diverse dal linfoma

Nelle fasi controllate di studi clinici di Fase Iib e III, condotti con Simponi sulla AR, AP e SA, l’incidenza delle neoplasie maligne diverse da linfoma (escluso il tumore cutaneo non melanoma) è stata simile fra il gruppo di trattamento con Simponi e quello di controllo.

In uno studio clinico esplorativo in cui si è valutato l’utilizzo di Simponi in pazienti con grave asma persistente, è stato segnalato un maggior numero di casi di neoplasie maligne nei pazienti trattati con Simponi rispetto ai pazienti del gruppo di controllo (vedere paragrafo 4.8). Non è noto il significato di queste risultanze.

In uno studio clinico esplorativo in cui si è valutato l’utilizzo di un altro agente anti–TNF, infliximab, nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) di grado da moderato a grave, è stato segnalato un maggior numero di casi di neoplasie maligne, principalmente a carico di polmoni o testa e collo, nei pazienti trattati con infliximab rispetto ai pazienti del gruppo di controllo. Tutti i pazienti erano assidui fumatori da lungo tempo. Pertanto, occorre prestare attenzione nel valutare l’impiego di un antagonista del TNF in pazienti affetti da BPCO, così come in pazienti con un maggior rischio di neoplasia maligna in quanto forti fumatori.

Tumori della pelle

Il melanoma è stato riportato in pazienti trattati con agenti inibitori del TNF, compreso Simponi. Il carcinoma a cellule di Merkel è stato riportato in pazienti trattati con altri agenti inibitori del TNF (vedere paragrafo 4.8). È raccomandato un esame periodico della pelle, in modo particolare per i pazienti con fattori di rischio per il tumore della pelle.

Insufficienza cardiaca congestizia (Congestive heart failure, CHF)

Sono stati riportati casi di peggioramento della insufficienza cardiaca congestizia (CHF) e nuovi casi di CHF con gli antagonisti del TNF, compreso Simponi. In uno studio clinico con un altro antagonista del TNF, sono stati osservati un peggioramento dell’insufficienza cardiaca congestizia e un aumento della mortalità dovuta alla CHF. Simponi non è stato studiato in pazienti con CHF. Simponi deve essere utilizzato con cautela in pazienti con insufficienza cardiaca lieve (classe I/II NYHA). I pazienti devono essere strettamente controllati e il trattamento con Simponi deve essere interrotto nei pazienti che presentano nuovi sintomi o un peggioramento dei sintomi dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.3).

Effetti a livello del sistema nervoso

L’impiego di farmaci inibitori del TNF, compreso Simponi, è stato associato con casi a nuovo esordio o esacerbazione di sintomi clinici e/o a evidenze radiografiche di patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale, inclusa la sclerosi multipla e patologie demielinizzanti periferiche. In pazienti con patologie demielinizzanti preesistenti o di recente manifestazione, i benefici e i rischi del trattamento con anti–TNF devono essere valutati con attenzione prima di iniziare la terapia con Simponi.

L’interruzione della terapia con Simponi deve essere presa in considerazione se si sviluppano queste patologie (vedere paragrafo 4.8).

Interventi chirurgici

L’esperienza sulla sicurezza del trattamento con Simponi nei pazienti che sono stati sottoposti a intervento chirurgico, compresa l’artroplastica, è limitata. Qualora si pianifichi un interventochirurgico deve essere presa in considerazione la lunga emivita di eliminazione. Un paziente che richieda un intervento chirurgico nel corso di trattamento con Simponi, deve essere strettamente monitorato per l’aumentato rischio di infezioni e devono essere prese in considerazione appropriate misure.

Immunosoppressione

Esiste la possibilità che i farmaci anti–TNF, compreso Simponi, colpiscano le difese dell’ospite contro infezioni e neoplasie maligne, poiché il TNF media l’infiammazione e modula le risposte immunitarie cellulari.

Reazioni autoimmuni

La relativa deficienza del TNFα provocata dalla terapia anti–TNF, può comportare l’avvio di un processo autoimmune. Qualora un paziente presenti sintomi predittivi di una sindrome simil–lupus in seguito al trattamento con Simponi e risulti positivo per gli anticorpi anti–DNA a doppia elica, il trattamento con Simponi deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni ematologiche

Dopo la commercializzazione sono stati segnalati, in pazienti in trattamento con farmaci anti–TNF, casi di pancitopenia, leucopenia, neutropenia, anemia aplastica e trombocitopenia. Le citopenie, inclusa la pancitopenia, non sono state riportate frequentemente in corso di studi clinici con Simponi. Tutti i pazienti devono essere informati di rivolgersi immediatamente al medico nel caso sviluppassero segni o sintomi compatibili per discrasie ematiche (ad es. febbre persistente, ecchimosi, sanguinamento e pallore). L’interruzione della terapia con Simponi deve essere presa in considerazione in pazienti con confermate alterazioni ematologiche significative.

Somministrazione concomitante di antagonisti del TNF e anakinra

Negli studi clinici di associazione di anakinra e un altro inibitore del TNF, etanercept, si sono verificate infezioni gravi e neutropenia, senza un beneficio clinico aggiuntivo. Data la natura degli eventi avversi osservati con questa terapia di associazione, potrebbero verificarsi tossicità similari con l’associazione di anakinra e altri inibitori del TNF. L’associazione di Simponi e anakinra non è raccomandata.

Somministrazione concomitante di antagonisti del TNF e abatacept

Negli studi clinici, l’utilizzo combinato di TNF–antagonisti e abatacept è stato associato a un aumento del rischio di infezioni, comprese le infezioni gravi, rispetto ai TNF–antagonisti utilizzati da soli, senza un aumento del beneficio clinico. L’associazione di Simponi e abatacept non è raccomandata.

Somministrazione concomitante con altre terapie biologiche

Ci sono informazioni insufficienti riguardo l’uso concomitante di Simponi con altre terapie biologiche usate per trattare le stesse condizioni di Simponi. L’uso concomitante di Simponi con questi biologici non è raccomandato a causa della possibilità di un aumento del rischio di infezione, e di altre potenziali interazioni farmacologiche.

Sostituzione tra biologici DMARD

Si deve usare cautela e i pazienti devono continuare ad essere monitorati quando si cambia da un biologico all’altro, poiché la sovrapposizione dell’attività biologica può ulteriormente aumentare il rischio di eventi avversi, compresa l’infezione.

Vaccinazioni/agenti terapeutici infettivi

I pazienti trattati con Simponi possono ricevere vaccinazioni concomitanti, esclusi i vaccini vivi (vedere paragrafi 4.5 e 4.6). In pazienti trattati con terapia anti–TNF, sono disponibili dati limitati sulla risposta a d una vaccinazione, con vaccini vivi o sulla trasmissione secondaria dell’ infezione con la somministrazione di vaccini vivi. L’uso di vaccini vivi potrebbe provocare infezioni cliniche, comprese le infezioni disseminate.

Altri usi di agenti terapeutici infettivi come i batteri vivi attenuati (ad esempio, instillazioni endovescicali con BCG per il trattamento del cancro) potrebbero provocare infezioni cliniche, comprese le infezioni disseminate. Si raccomanda di non somministrare gli agenti terapeutici infettivi in concomitanza con Simponi.

Reazioni allergiche

Nell’esperienza post–marketing, gravi reazioni di ipersensibilità sistemica (inclusa la reazione anafilattica) sono state riportate successivamente alla somministrazione di Simponi. Alcune di queste reazioni si sono manifestate dopo la prima somministrazione di Simponi. In caso di reazione anafilattica o di altre reazioni allergiche gravi, occorre interrompere immediatamente la somministrazione di Simponi e iniziare una terapia appropriata.

Sensibilità al lattice

Il cappuccio dell’ago sulla siringa, nella siringa pre–riempita, è prodotto con lattice contenente gomma naturale essiccata e può causare reazioni allergiche nei soggetti sensibili al lattice.

Popolazioni particolari di pazienti

Persone anziane (≥ 65 anni)

Negli studi di Fase III su AR, AP e SA, non sono state osservate differenze complessive negli eventi avversi (EA), negli eventi avversi gravi (EAG) e nelle infezioni gravi in pazienti di età pari o superiore a 65 anni (n = 155) in terapia con Simponi, rispetto ai pazienti più giovani. Tuttavia, occorre avere cautela nel trattamento delle persone anziane e particolare attenzione alla comparsa di infezioni.

Compromissione renale ed epatica

Non sono stati condotti studi specifici con Simponi nei pazienti affetti da compromissione renale o epatica. Simponi deve essere usato con cautela in soggetti con funzionalità epatica compromessa (vedere paragrafo 4.2).

Eccipienti

Simponi contiene sorbitolo (E420). I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere Simponi.

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Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione.

Uso concomitante con altre terapie biologiche

Non è raccomandata l’associazione di Simponi con altre terapie biologiche usate per trattare le stesse condizioni di Simponi, compresi anakinra e abatacept (vedere paragrafo 4.4).

Vaccini vivi/agenti terapeutici infettivi

I vaccini vivi non vanno somministrati contemporaneamente a Simponi (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

Gli agenti terapeutici infettivi non devono essere somministrati contemporaneamente a Simponi (vedere paragrafo 4.4).

Metotrexato

Benché l’uso concomitante di MTX generi un aumento delle concentrazioni minime di Simponi allo stato stazionario (steady–state) in pazienti con AR, AP o SA, i dati non suggeriscono la necessità di aggiustare sia la dose di Simponi, sia di MTX (vedere paragrafo 5.2).

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

L’infezione del tratto respiratorio superiore è stata la reazione avversa da farmaco (ADR) più comunemente riportata negli studi controllati di Fase III su AR, AP e SA fino alla settimana 16, interessando il 7,2% dei pazienti trattati con golimumab rispetto al 5,8% dei pazienti di controllo. Le ADR più gravi riportate per Simponi includono le infezioni gravi (comprese sepsi, polmonite, TBC e infezioni fungine invasive e infezioni opportunistiche), malattie demielinizzanti, linfoma, riattivazione del HBV, CHF, processi autoimmuni (sindrome simil–lupus) e reazioni ematologiche (vedere paragrafo 4.4).

Tabella con elenco delle reazioni avverse

Le ADR osservate negli studi clinici e riportate a seguito dell’uso post–marketing mondiale di golimumab sono elencate nella Tabella 1. Nell’ambito della Classificazione per Sistemi e Organi, le reazioni avverse da farmaco sono elencate in base alla frequenza utilizzando le seguenti categorie: Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥ 1/100, < 1/10); Non comune (≥ 1/1000, < 1/100); Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); Molto raro (< 1/10.000); Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni
Molto comune: Infezione delle alte vie respiratorie (rinofaringite, faringite, laringite e rinite)
Comune: Infezioni batteriche (come cellulite), infezioni virali (come influenza e herpes), bronchite, sinusite, infezioni micotiche superficiali
Non comune: Shock settico, sepsi, tubercolosi, infezione delle vie respiratorie inferiori (come polmonite), infezioni opportunistiche (come infezioni micotiche invasive [istoplasmosi, coccidioidomicosi, pneumocistosi], batteriche, infezione da micobatteri atipici e protozoaria) pielonefrite, ascesso, artrite batterica, borsite infettiva
Raro: Riattivazione dell’epatite B
Tumori benigni, maligni e non specificati
Non comune: Neoplasie (come il cancro della pelle, l’epitelioma squamo–cellulare e il nevo melanocitico)
Raro: Linfoma, leucemia, melanoma
Non nota: Carcinoma a cellule di Merkel*
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: Anemia
Non comune: Leucopenia, trombocitopenia,
Raro: Pancitopenia
Non nota: Anemia aplastica*
Disturbi del sistema immunitario
Comune: Reazioni allegiche (broncospasmo, ipersensibilità, orticaria), autoanticorpo positivo
Raro: Reazioni di ipersensibilità sistemiche gravi (inclusa la reazione anafilattica), vasculite (sistemica), sarcoidosi
Patologie endocrine
Non comune: Patologia della tiroide (come ipotiroidismo, ipertiroidismo e gozzo)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: Aumento della glicemia, aumento dei lipidi
Disturbi psichiatrici
Comune: Depressione, insonnia
Patologie del sistema nervoso
Comune: Capogiri, parestesia, mal di testa
Non comune: Malattie demielinizzanti (centrali e periferiche), patologie dell’equilibrio, disguesia
Patologie dell’occhio
Non comune: Patologie della vista (come offuscamento della vista e diminuzione della acuità visiva), congiuntivite, allergia oculare (come prurito e irritazione)
Patologie cardiache
Non comune: Insufficienza cardiaca congestizia (nuova insorgenza o peggioramento), aritmia, coronaropatia ischemica
Patologie vascolari
Comune: Ipertensione
Non comune: Trombosi (come venosa profonda e aortica), fenomeno di Raynaud, arrossamento
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Asma e relativi sintomi (come sibilo e iperreattività bronchiale), malattia polmonare interstiziale
Patologie gastrointestinali
Comune: Costipazione, dispepsia, dolore gastrointestinale e addominale, nausea
Non comune: Patologie gastrointestinali infiammatorie (come gastrite e colite), malattia da reflusso gastroesofageo, stomatite
Patologie epatobiliari
Comune: Aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi
Non comune: Colelitiasi, patologie epatiche
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: Alopecia, dermatite, prurito, rash
Non comune: Psoriasi (nuova insorgenza o peggioramento della preesistente psoriasi palmo/plantare e pustolosa), orticaria, vasculite (cutanea)
Raro: Esfoliazione cutanea
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo
Raro: Sindrome simil lupus
Patologie renali e urinarie
Non comune: Patologie della colecisti
Raro: Patologie renali
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: Patologia della mammella, patologie mestruali
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: Piressia, astenia, reazioni nel sito nell’iniezione (come eritema nel sito dell’iniezione, orticaria, indurimento, dolore, ematoma, prurito, irritazione e parestesia) guarigione difficoltosa, dolore toracico
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Non comune: Fratture ossee

*: Osservata con altri anti–TNF bloccanti, ma non osservata negli studi clinici con golimumab.

Descrizione di reazioni avverse da farmaci selezionate

Infezioni

L’infezione delle vie respiratorie superiori è stata la reazione avversa più comune segnalata negli studi associati di Fase III su AR, AP e SA, fino alla settimana 16, sviluppatasi nel 7,2% dei pazienti trattati con golimumab (incidenza per 100 soggetti/anno: 26,3; IC al 95%: 22,1, 31,2) rispetto al 5,8% dei pazienti di controllo (incidenza per 100 soggetti/anno: 22,9; IC al 95%: 16,6, 30,7). Nelle fasi controllate e non controllate degli studi con un follow–up mediano di approssimativamente 3 anni, l’incidenza per 100 soggetti/anno delle infezioni del tratto respiratorio superiore è stata di 17,4 eventi; IC al 95%: 16,4, 18,6 per i pazienti trattati con golimumab.

Negli studi clinici controllati di Fase III su AR, AP e SA, fino alla settimana 16 le infezioni osservate si erano manifestate nel 28,3% dei pazienti trattati con golimumab (incidenza per 100 soggetti/anno: 128,0; IC al 95%: 118,3, 138,2) rispetto al 24,7% dei pazienti di controllo (incidenza per 100 soggetti/anno: 116,6; IC al 95%: 101,8, 132,9). Nelle fasi controllate e non controllate degli studi con un follow–up mediano di approssimativamente 3 anni, l ’incidenza per 100 soggetti/anno delle infezioni è stata di 96,0 eventi; IC al 95%: 93,5, 98,6 per i pazienti trattati con golimumab.

Negli studi clinici controllati di Fase III su pazienti con AR, AP e SA, fino alla settimana 16 le infezioni gravi osservate si sono manifestate nell’1,4% dei pazienti trattati con golimumab enell’1,3% dei pazienti di controllo. Fino alla settimana 16, l’incidenza delle infezioni gravi per 100 soggetti/anno durante il follow–up è stata di 7,4; IC al 95%: 4,6, 11,1 per il gruppo trattato con 100 mg di golimumab, 3,3; IC al 95%: 1,3, 6,9 per il gruppo trattato con 50 mg di golimumab e 4,2; IC al 95%: 1,8, 8,2 per il gruppo placebo. Le infezioni gravi, osservate nei pazienti trattati con golimumab, comprendevano tubercolosi, infezioni batteriche comprese sepsi e polmoniti, infezioni micotiche invasive e altre infezioni opportunistiche. Alcune di queste infezioni sono state fatali. Nelle parti controllate e non controllate degli studi di Fase II e di Fase III sulla AR, AP e SA con un follow–up mediano di approssimativamente 3 anni, c’è stata una maggiore incidenza di infezioni gravi, incluse le infezioni opportunistiche e la TBC nei pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab. L’incidenza per 100 soggetti/anno di tutte le infezioni gravi è stata di 5,1; IC al 95%: 4,4, 5,9, per i pazienti trattati con 100 mg di golimumab e 3,0; IC al 95%: 2,4, 3,8, per i pazienti trattati con 50 mg di golimumab.

Neoplasie maligne

Linfoma

L’incidenza di linfoma nei pazienti trattati con Simponi e affetti da AR, AP e SA, durante le fasi controllate degli studi clinici di Fase IIb e III e per approssimativamente 3 anni di follow up, era maggiore rispetto a quella attesa nella popolazione in generale. Nelle parti controllate e non controllate di questi studi fino a un follow–up mediano di approssimativamente 3 anni, una maggiore incidenza di linfoma è stata osservata nei pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab. Il linfoma è stato diagnosticato in 7 soggetti (1 nei gruppi di trattamento con golimumab 50 mg e 6 nei gruppi di trattamento con golimumab 100 mg) con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow up di 0,04 (0,00, 0,24) e 0,18 (0,06, 0,38) eventi rispettivamente per golimumab 50 mg e golimumab 100 mg e 0,00 (0,00, 0,84) eventi per il placebo. La maggior parte dei linfomi si è verificata nello studio GO–AFTER nel quale sono stati arruolati pazienti esposti in precedenza a farmaci anti–TNF e con una durata più lunga e più refrattaria della malattia. Vedere paragrafo 4.4.

Neoplasie maligne diverse dal linfoma

Nelle fasi controllate di studi clinici di Fase IIb e III condotti su Simponi in pazienti con AR, AP e SA e per approssimativamente 3 anni di follow–up, l’incidenza delle neoplasie maligne diverse da linfoma (escluso il tumore cutaneo non melanoma) è stata simile fra il gruppo di trattamento con Simponi e quello di controllo.

In approssimativamente 3 anni di follow–up degli studi di Fase IIb e III nelle indicazioni reumatologiche, è stato diagnosticato il tumore cutaneo non melanoma in 33 pazienti (5 nel gruppo con placebo, 10 in quello con golimumab 50 mg e 18 in quello con golimumab 100 mg) con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow up pari a 0,49 (0,33, 0,71) per golimumab combinato e 1,40 (0,46, 3,28) per il placebo.

In approssimativamente 3 anni di follow–up degli studi di Fase IIb e III nelle indicazioni reumatologiche, sono state diagnosticate neoplasie maligne oltre al tumore cutaneo non melanoma e al linfoma in 34 pazienti (2 nel gruppo di trattamento con placebo, 18 in quello con golimumab 50 mg e 14 in quello con golimumab 100 mg) con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow up pari a 0,56 (0,38, 0,79) per golimumab combinato e 0,56 (0,07, 2,02) per il placebo. Vedere paragrafo 4.4.

Casi segnalati negli studi clinici in presenza di asma

In uno studio clinico esplorativo, pazienti affetti da asma grave persistente hanno ricevuto una dose di carico di golimumab (150% della dose in trattamento assegnata) per via sottocutanea alla settimana 0, seguita da golimumab 200 mg, golimumab 100 mg o golimumab 50 mg ogni 4 settimane per via sottocutanea fino alla settimana 52. Otto neoplasie maligne nel gruppo di trattamento con golimumab in associazione (n = 230) e nessuna nel gruppo di trattamento con placebo (n = 79). Il linfoma è stato segnalato in 1 paziente, il tumore cutaneo non melanoma in 2 pazienti e altre neoplasie maligne in 5 pazienti. Non c’è stato alcun accorpamento specifico di alcun tipo di neoplasia maligna.

Nella fase dello studio controllata con placebo, l’incidenza (IC al 95%) di tutte le neoplasie maligne per 100 soggetti/anno di follow–up è stata di 3,19 (1,38, 6,28) nel gruppo di trattamento con golimumab. In questo studio, l’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow–up in pazienti trattati con golimumab è stata di 0,40 (0,01, 2,20) per il linfoma, 0,79 (0,10, 2,86) per il tumore cutaneo non melanoma e 1,99 (0,64, 4,63) per le altre neoplasie maligne. Per i soggetti trattati con placebo, l’incidenza (IC al 95%) di queste neoplasie maligne per 100 soggetti/anno di follow–up è stata di 0,00 (0,00, 2,94). Non è noto il significato di queste risultanze.

Eventi neurologici

Nelle fasi controllate e non controllate di studi di Fase II nella AR e di Fase III nella AR, AP e SA con un follow–up mediano di approssimativamente 3 anni, è stata osservata una maggiore incidenza di demielinizzazione in pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab. Vedere paragrafo 4.4.

Aumenti degli enzimi epatici

Negli studi di controllo di Fase III su AR e AP, fino alla settimana 16, sono stati osservati lievi aumenti di ALT (> 1 e < 3 volte il limite superiore della norma (ULN)) in percentuali simili nei pazienti trattati con golimumab e in quelli di controllo (da 22,1% a 27,4% di pazienti); nello studio sulla SA, lievi aumenti di ALT sono stati osservati maggiormente nei pazienti trattati con golimumab (25,6%) rispetto a quelli di controllo (3,9%). Negli studi sull’AR e sull’AP, in approssimativamente 3 anni di follow–up, l’incidenza dei lievi aumenti di ALT era simile per i pazienti trattati con golimumab e quelli di controllo. Nella popolazione con SA, l’incidenza di lievi aumenti di ALT era maggiore nei pazienti trattati con golimumab rispetto a quelli di controllo.

Negli studi sull’AR e sulla SA fino alla settimana 16, gli aumenti di ALT ≥ 5 volte l’ULN sono stati rari e osservati in un numero di pazienti trattati con golimumab maggiore (da 0,4% a 0,9%) rispetto a quelli di controllo (0,0%). Questa tendenza non è stata osservata nella popolazione con AP. Negli studi di Fase III su AR, AP e SA, in approssimativamente 3 anni di follow–up, l’incidenza degli aumenti di ALT ≥ 5 volte l’ULN, era simile sia per i pazienti trattati con golimumab, sia per quelli di controllo. In generale, questi aumenti sono stati asintomatici e le anomalie sono diminuite o si sono risolte con la continuazione o l’interruzione di golimumab o con la modifica dei farmaci concomitanti.

Nel programma di Fase II e di Fase III su AR, AP ed SA, un paziente con anomalie epatiche preesistenti e medicinali con fattore di confondimento, trattato con golimumab, ha sviluppato epatite letale non infettiva con ittero. Il ruolo di golimumab come fattore contribuente o di aggravamento non può essere escluso.

Reazioni nel sito dell’iniezione

Negli studi clinici controllati di Fase III su AR, AP e SA, fino alla settimana 16 sono state osservate reazioni nel sito dell’iniezione nel 5,8% dei pazienti trattati con golimumab, rispetto al 2,2% di quelli di controllo. La presenza di anticorpi contro galimumab può aumentare il rischio di reazioni nel sito di iniezione. La maggior parte delle reazioni nel sito dell’iniezione è stata lieve e moderata e la maggior parte delle manifestazioni frequenti era rappresentata da eritema nel sito dell’iniezione. Le reazioni nel sito di iniezione generalmente non richiedono la sospensione del trattamento con il medicinale.

Negli studi controllati di Fase IIb e III su AR, AP e SA e grave asma persistente, nessun paziente trattato con golimumab ha sviluppato reazioni anafilattiche.

Anticorpi autoimmuni

Negli studi di Fase III su AR, AP e AS, in 1 anno di follow up, il 4,0% dei pazienti trattati con golimumab e il 2,6% di quelli di controllo avevano una positività recente agli ANA (a titolazioni di 1:160 o superiori). La frequenza degli anticorpi anti–dsDNA a 1 anno di follow up nei pazienti anti–dsDNA negativi al basale era rara.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

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Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili

Le donne potenzialmente fertili devono ricorrere a un adeguato metodo contraccettivo per prevenire una gravidanza e continuarne l’uso per almeno 6 mesi dopo l’ultima somministrazione di golimumab.

Gravidanza

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso di golimumab in donne in gravidanza. A causa della sua inibizione del TNF, la somministrazione di golimumab durante la gravidanza può influire sulle normali risposte immunitarie del neonato. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3). L’uso di golimumab non è raccomandato nelle donne in gravidanza; golimumab deve essere somministrato a donne in gravidanza solo se strettamente necessario.

Golimumab attraversa la placenta. Successivamente al trattamento con un anticorpo monoclonale inibitore del TNF durante la gravidanza, l’anticorpo è stato ritrovato fino a 6 mesi nel siero dei neonati nati da donne trattate. Conseguentemente, questi neonati possono avere un rischio di infezione aumentato.

La somministrazione di vaccini vivi nei neonati esposti in utero a golimumab non è raccomandata per i 6 mesi successivi all’ultima iniezione di golimumab alla madre durante la gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Allattamento al seno

Non è noto se golimumab sia escreto nel latte materno o assorbito sistematicamente dopo l’ingestione. È stato dimostrato che golimumab passa nel latte delle scimmie e, poiché le immunoglobuline umane sono escrete nel latte, le donne non devono allattare al seno durante il trattamento e fino ad almeno 6 mesi dopo il trattamento con golimumab.

Fertilità

Non sono stati condotti negli animali studi sulla fertilità con golimumab. Uno studio di fertilità nei topi, usando un anticorpo analogo che inibisce selettivamente l’attività funzionale del TNFα murino, non ha mostrato effetti rilevanti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C).

Non congelare.

Tenere la siringa pre–riempita nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce.

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Malattie Collegate: 5

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Ultima modifica: 19-09-2013
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