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CALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON PREVAL.EFFETTO VASCOLARE

LERCANIDIPINA RAT

28CPR 10MG

RATIOPHARM ITALIA Srl

Descrizione prodotto

LERCANIDIPINA RAT*28CPR 10MG

Principio attivo

LERCANIDIPINA CLORIDRATO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

CALCIO-ANTAGONISTI SELETTIVI CON PREVAL.EFFETTO VASCOLARE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

5.63


Codice ATC livello 5:
C08CA13

Codice AIC:
39645179


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Lercanidipina ratiopharm Italia è indicata per il trattamento dell’ipertensione essenziale da lieve a moderata.

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Composizione

Lercanidipina ratiopharm Italia 10 mg compresse rivestite con film

Una compressa rivestita con film contiene 10 mg di lercanidipina cloridrato, equivalenti a 9,4 mg di lercanidipina.

Lercanidipina ratiopharm Italia 20 mg compresse rivestite con film

Una compressa rivestita con film contiene 20 mg di lercanidipina cloridrato, equivalenti a 18,8 mg di lercanidipina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Lercanidipina ratiopharm Italia 10 mg compresse rivestite con film

Nucleo della compressa:

amido di mais

sodio amido glicolato (tipo A)

silice colloidale anidra

cellulosa microcristallina

poloxamer 188

sodio stearil fumarato

macrogol 6000

Film di rivestimento:

ipromellosa

macrogol 6000

ossido di ferro giallo (E 172)

titanio diossido (E 171)

Lercanidipina ratiopharm Italia 20 mg compresse rivestite con film

Nucleo della compressa:

cellulosa microcristallina

amido di mais

sodio amido glicolato (tipo A)

silice colloidale anidra

povidone K 30

sodio stearil fumarato

Film di rivestimento:

ipromellosa

macrogol 6000

ossido di ferro rosso (E 172)

titanio diossido (E 171)

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Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo lercanidipina, a una qualsiasi delle diidropiridine o ad uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale.

- Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

- Donne in età fertile che non utilizzino un metodo anticoncezionale efficace.

- Ostruzione all’eiezione ventricolare sinistra.

- Insufficienza cardiaca congestizia non trattata.

- Angina pectoris instabile.

- Insufficienza renale o epatica grave.

- Infarto miocardico nel mese precedente.

- Trattamento concomitante con:

● potenti inibitori dell’enzima CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5),

● ciclosporina (vedere paragrafo 4.5),

● succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.5).

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Posologia

Il dosaggio raccomandato è di 10 mg per via orale una volta al giornoalmeno 15 minuti prima dei pasti; la dose può essere aumentata a 20 mg in funzione della risposta individuale del paziente.

La titolazione della dose deve essere graduale, poiché il massimo effetto antipertensivo può manifestarsi dopo circa 2 settimane.

Modo di somministrazione

Uso orale.

La compressa deve essere ingerita con una sufficiente quantità di liquido (per es. un bicchiere di acqua).

Alcuni pazienti, non adeguatamente controllati con un singolo farmaco antipertensivo, possono trarre beneficio dall’associazione della lercanidipina alla terapia con un betabloccante (atenololo), un diuretico (idroclorotiazide) o un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril o enalapril).

Poiché la curva dose-risposta è ripida e presenta un plateau a dosi comprese tra 20 e 30 mg, è improbabile che dosi più elevate inducano una maggiore efficacia; per contro, può verificarsi un aumento degli effetti indesiderati.

Uso negli anziani

Sebbene i dati farmacocinetici e l’esperienza clinica non suggeriscono la necessita di una correzione della posologia giornaliera, la terapia negli anziani deve essere iniziata con particolare cautela.

Uso nei bambini e negli adolescenti

L’uso di Lercanidipina ratiopharm Italia non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto di 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e efficacia.

Uso nei pazienti con disfunzione renale o epatica

E’ necessario prestare particolare cautela quando si inzia il trattamento in pazienti con disfunzione renale o epatica da lieve a moderata. Sebbene sia possibile che questi sottogruppi tollerino la dose giornaliera abitualmente raccomandata, l’aumento della dose giornaliera a 20 mg deve essere valutato con attenzione. Nei pazienti con insufficienza epatica l’effetto antipertensivo risulta elevato e quindi è necessario considerare un aggiustamento del dosaggio.

Il trattamento con lercanidipina non è raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica grave e nei pazienti con insufficienza renale grave (velocità di filtrazione glomerulare < 30 ml/min).

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Avvertenze e precauzioni

È necessaria particolare cautela quando la lercanidipina si utilizza in pazienti con sindrome del nodo del seno (se non impiantato un pacemaker). Sebbene studi controllati di emodinamica non abbiano dimostrato alcuna compromissione della funzione ventricolare, è richiesta cautela anche nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra. È stato suggerito che alcune diidropiridine a breve durata d’azione possano essere associate ad un incremento del rischio cardiovascolare in pazienti affetti da ischemia cardiaca. Sebbene la lercanidipina sia un farmaco a lunga durata d’azione, in tali pazienti è richiesta cautela.

La lercanidipina può provocare molto raramente dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente può verificarsi un aumento della frequenza, della durata o della gravità di questi episodi acuti nei pazienti con angina pectoris pre-esistente. Sono stati osservati casi isolati di infarto miocardico (vedere paragrafo 4.8).

Uso in caso di disfunzione epatica o renale

E’ necessaria particolare cautela quando si inizia il trattamento di pazienti con disfunzione epatica o renale da lieve a moderata. Anche se la posologia giornaliera solitamente raccomandata è risultata ben tollerata da questi pazienti, l’aumento della dose giornaliera a 20 mg deve essere valutato con attenzione. Poiché nei pazienti con insufficienza epatica l’effetto antipertensivo può risultare potenziato, in questa popolazione deve essere considerato un aggiustamento del dosaggio.

L’uso della lercanidipina non è raccomandato in pazienti con insufficienza epatica grave e nei pazienti con insufficienza renale grave (velocità di filtrazione glomerulare < 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.2).

L’assunzione di alcol deve essere evitata, in quanto può potenziare l'effetto vasodilatatore dei farmaci antipertensivi (vedere paragrafo 4.5).

Gli induttori del CYP3A4, come gli anticonvulsivanti (per es. fenitoina, carbamazepina), e la rifampicina possono ridurre i livelli plasmatici della lercanidipina e quindi l’efficacia della lercanidipina può risultare inferiore a quella attesa (vedere paragrafo 4.5).

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Interazioni

La lercanidipina viene metabolizzata dall’enzima CYP3A4 e, pertanto, gli inibitori e gli induttori del CYP3A4 somministrati contemporaneamente possono interagire con il metabolismo e l’eliminazione della lercanidipina.

Si deve evitare la somministrazione concomitante della lercanidipina con inibitori del CYP3A4 (per es. chetoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina) (vedere paragrafo 4.3).

Uno studio di interazione con chetoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, ha mostrato un considerevole aumento dei livelli plasmatici di lercanidipina (un aumento di 15 volte dell’AUC e di 8 volte della Cmax per l’eutomero S-lercanidipina).

La ciclosporina e la lercanidipina non devono essere somministrate insieme (vedere paragrafo 4.3).

In seguito a somministrazione concomitante di lercanidipina e ciclosporina è stato osservato un aumento dei livelli plasmatici di entrambi i principi attivi. Uno studio condotto su giovani volontari sani ha dimostrato che, quando la ciclosporina veniva somministrata 3 ore dopo l'assunzione di lercanidipina, i livelli plasmatici di lercanidipina non cambiavano, mentre l’AUC della ciclosporina aumentava del 27%. Tuttavia, la co-somministrazione di lercanidipina e ciclosporina produceva un aumento di 3 volte dei livelli plasmatici di lercanidipina e un aumento del 21% dell’AUC della ciclosporina.

La lercanidipina non deve essere assunta con succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.3).

La lercanidipina è sensibile all’inibizione metabolica causata dal succo di pompelmo, con un conseguente aumento della sua disponibilità sistemica e un aumento del suo effetto ipotensivo.

Quando somministrata alla dose di 20 mg in concomitanza con midazolam per via orale in volontari anziani, l’assorbimento della lercanidipina è aumentato (approssimativamente del 40%) e la velocità di assorbimento diminuisce (tmax è stato ritardato da 1,75 a 3 ore). Le concentrazioni di midazolam non venivano modificate.

Si eserciti cautela quando la lercanidipina viene prescritta in associazione ad altri substrati del CYP3A4, come terfenadina, astemizolo, medicinali antiaritmici di classe III come amiodarone e chinidina.

La somministrazione concomitante del farmaco con induttori del CYP3A4 come i farmaci anticonvulsivanti (per es. fenitoina, carbamazepina) e rifampicina deve essere effettuata con cautela, poiché l’effetto antipertensivo può essere ridotto, è inoltre opportuno monitorare con maggiore frequenza la pressione arteriosa.

Dopo somministrazione di lercanidipina in associazione a metoprololo, un betabloccante eliminato principalmente dal fegato, la biodisponibilità del metoprololo è rimasta inalterata, mentre quella della lercanidipina si è ridotta del 50%. Questo effetto può essere ascritto alla riduzione del flusso sanguigno epatico causato dai betabloccanti e può pertanto verificarsi con altri medicinali di questa classe. Conseguentemente la lercanidipina può essere somministrata con sicurezza con farmaci beta-bloccanti, anche se può essere necessaria una correzione della dose.

Uno studio di interazione con fluoxetina (un inibitore del CYP2D6 e del CYP3A4), condotto su volontari di età media pari a 65 ± 7 anni (media ± SD), non ha mostrato variazioni clinicamente rilevanti nella farmacocinetica della lercanidipina.

I livelli plasmatici della lercanidipina non subiscono variazioni significative nei pazienti in trattamento concomitante con 800 mg/die di cimetidina, ma a dosi più elevate è necessaria cautela poiché la biodisponibilità e l’effetto ipotensivo della lercanidipina possono aumentare.

In pazienti sottoposti a trattamento cronico con ß-metildigossina, la co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina non ha comportato alcuna interazione farmacocinetica. Volontari sani, trattati con digossina dopo una dose di 20 mg di lercanidipina somministrata a digiuno, hanno mostrato un aumento medio del 33% della Cmax della digossina, mentre l’AUC e la clearance renale non sono state significativamente modificate. È opportuno monitorare con attenzione i pazienti in trattamento concomitante con digossina per individuare eventuali segni di tossicità da digossina.

In seguito alla co-somministrazione ripetuta di una dose di 20 mg di lercanidipina con 40 mg di simvastatina, l’AUC della lercanidipina non è stata significativamente modificata, mentre l’AUC della simvastatina è aumenta del 56% e quella del suo metabolita attivo β-idrossiacido del 28%. È poco probabile che questi cambiamenti siano di rilevanza clinica. Somministrando la lercanidipina al mattino e la simvastatina la sera, come indicato per questi medicinali, non sono previste interazioni.

La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina a volontari sani a digiuno non ha alterato la farmacocinetica di warfarin.

La lercanidipina è stata associata in sicurezza a diuretici e ACE inibitori.

Si deve evitare il consumo di alcool, poiché può potenziare l'effetto vasodilatatore dei medicinali antipertensivi (vedere paragrafo 4.4).

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Effetti indesiderati

Nell’1,8% circa dei pazienti trattati si sono verificati effetti indesiderati.

La seguente tabella mostra l’incidenza di effetti indesiderati, correlati da una possibile connessione di causa, raggruppati secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA e ordinati secondo la frequenza (non comune, raro).

La seguente terminologia è stata utilizzata per classificare l’occorrenza degli effetti indesiderati:

molto comune (≥ 1/10)

comune (≥ 1/100, < 1/10)

non comune (³ 1/1.000, < 1/100)

raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000)

molto raro (≥ 1/10.000)

non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immuitario molto raro ipersensibilità
Disturbi psichiatrici raro sonnolenza
Disturbi del sistema nervoso non comune cefalea, capogiro
Patologie cardiache non comune tachicardia, palpitazioni
raro angina pectoris
Patologie vascolari non comune vampate
molto raro sincope
Patologie gastrointestinali raro nausea, dispepsia, diarrea, dolore addominale, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo raro eruzione cutanea
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo raro mialgia
Patologie renali ed urinarie raro poliuria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione non comune edema periferico
raro astenia, affaticamento

Come mostrato nella tabella, gli effetti indesiderati riportati con maggiore frequenza in studi clinici controllati sono cefalea, capogiro, edema periferico, tachicardia, palpitazioni e vampate, ciascuno verificatosi in meno dell’1% dei pazienti.

Nel corso dell’esperienza post-marketing, nei report spontanei i seguenti effetti indesiderati sono stati riportati molto raramente: ipertrofia gengivale, aumento reversibile dei livelli sierici delle transaminasi epatiche, ipotensione, aumento della frequenza urinaria e dolore toracico.

La lercanidipina può provocare raramente dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente può verificarsi un aumento della frequenza, della durata o della gravità di questi episodi acuti nei pazienti con angina pectoris pre-esistente. Possono essere osservati casi isolati di infarto miocardico.

Non risultano effetti negativi della lercanidipina sulla glicemia o sulla lipemia.

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Gravidanza e allattamento

I risultati degli studi effettuati nel ratto e nel coniglio non hanno evidenziato un effetto teratogeno della lercanidipina né alcuna compromissione della funzione riproduttiva nel ratto. Tuttavia, poiché mancano dati clinici sull'uso della lercanidipina durante la gravidanza e l’allattamento e altri composti appartenenti alla classe delle diidropiridine si sono rilevati teratogeni negli animali, la lercanidipina non deve essere somministrata durante la gravidanza o alle donne in età fertile che non utilizzino un efficace metodo anticoncezionale. A causa dell'elevata lipofilia della lercanidipina, si può verificare la sua escrezione nel latte materno. Pertanto, non deve essere somministrata durante l’allattamento.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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