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IPOGLICEMIZZANTI, ESCLUSE LE INSULINE

METFORMINA GLI SA

36CPR500+5MG

SANDOZ SpA

Descrizione prodotto

METFORMINA GLI SA*36CPR500+5MG

Principio attivo

METFORMINA CLORIDRATO/GLIBENCLAMIDE

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

IPOGLICEMIZZANTI, ESCLUSE LE INSULINE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

2.87


Codice ATC livello 5:
A10BD02

Codice AIC:
39719125


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti, come terapia sostitutiva di una precedente terapia combinata con metformina e glibenclamide nei pazienti con glicemia stabile e ben controllata.

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Composizione

Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/2,5 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 500 mg di metformina cloridrato (equivalenti a 390 mg di metformina) e 2,5 mg di glibenclamide.

Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/5 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 500 mg di metformina cloridrato (equivalenti a 390 mg di metformina) e 5 mg di glibenclamide.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa

Cellulosa microcristallina (E460)

Povidone (E1201)

Croscarmellosa sodica (E468)

Magnesio stearato (E572)

Rivestimento della compressa

Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/2,5 mg compresse rivestite con film

Ipromellosa (E464)

Idrossipropilcellulosa (E463)

Macrogol

Titanio diossido (E171)

Ferro ossido marrone (E172)

Talco (E553b)

Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/5 mg compresse rivestite con film

Ipromellosa (E464)

Idrossipropilcellulosa (E463)

Macrogol

Titanio diossido (E171)

Ferro ossido rosso (E172)

Talco (E553b)

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Controindicazioni

Questo medicinale non deve mai essere usato nei seguenti casi:

•  ipersensibilità a metformina cloridrato, glibenclamide, altre sulfoniluree e sulfonamidi o a uno qualsiasi degli eccipienti;

•  diabete di tipo 1 (diabete insulino-dipendente), chetoacidosi, precoma diabetico;

•  insufficienza o disfunzione renale (clearance della creatinina <60 ml/min)

•  condizioni acute che possono potenzialmente alterare la funzionalità renale, quali disidratazione, infezione grave, shock, somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati (vedere paragrafi 4.4 e 4.5);

•  malattie acute o croniche che possono causare ipossia tissutale, come insufficienza cardiaca o respiratoria, infarto miocardico recente, shock;

•  insufficienza epatica, intossicazione alcolica acuta, alcolismo;

•  porfiria;

•  allattamento;

•  in associazione con miconazolo (vedere paragrafo 4.5).

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Posologia

Per uso orale.

Da usare solo negli adulti.

Generale

Come per tutti i farmaci ipoglicemizzanti, il dosaggio deve essere adattato in funzione della risposta metabolica di ogni singolo paziente (glicemia, HbA1c).

Inizio del trattamento

La terapia deve essere iniziata con una dose del medicinale contenente l’associazione equivalente alle precedenti dosi singole di metformina e glibenclamide; la dose deve essere aumentata gradualmente, in funzione dei parametri glicemici.

Titolazione del dosaggio

La dose deve essere aggiustata ogni 2 settimane o più, con incrementi di una compressa, a seconda dei risultati delle analisi glicemiche.

Un incremento graduale del dosaggio può favorire la tollerabilità gastrointestinale e prevenire l’insorgenza di ipoglicemia

Dose massima giornaliera raccomandata

Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/2,5 mg compresse rivestite con film

La dose massima giornaliera raccomandata è di 6 compresse.

Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/5 mg compresse rivestite con film

La dose massima giornaliera raccomandata è di 3 compresse.

In casi eccezionali può essere raccomandato un aumento fino a 4 compresse.

Regime posologico

Il regime posologico dipende dalla posologia individuale:

Una volta al giorno, al mattino a colazione, per la dose di 1 compressa/die.

Due volte al giorno, al mattino e alla sera, per la dose di 2 o 4 compresse/die.

Tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, per la dose di 3, 5 o 6 compresse/die di Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/2,5 mg o per la dose di 3 compresse/die di Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/5 mg.

Le compresse devono essere assunte durante i pasti. Il regime posologico deve essere adattato alle rispettive abitudini alimentari. In ogni caso ciascuna assunzione deve essere seguita da un pasto contenente una quantità di carboidrati sufficientemente elevata per prevenire l’insorgenza di episodi ipoglicemici.

Associazione con terapia insulinica

Non sono disponibili dati clinici sull’uso concomitante di questo medicinale con una terapia insulinica.

Pazienti anziani

La dose di Metformina Glibenclamide Sandoz deve essere aggiustata in funzione dei parametri di funzionalità renale (iniziare con 1 compressa di Metformina Glibenclamide Sandoz 500 mg/2,5 mg); è necessario effettuare regolari controlli della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti pediatrici

L’uso di Metformina Glibenclamide Sandoz nei bambini non è raccomandato (vedere paragrafo 5.1).

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Avvertenze e precauzioni

Acidosi lattica

L’acidosi lattica è una complicanza metabolica rara ma grave (elevato tasso di mortalità in assenza di tempestivo trattamento), che può verificarsi a causa dell’accumulo di metformina. I casi di acidosi lattica riportati nei pazienti che assumevano metformina sono stati osservati soprattutto nei pazienti diabetici con significativa insufficienza renale. L’incidenza di acidosi lattica può e deve essere ridotta, anche mediante la valutazione di altri fattori di rischio associati, quali diabete scarsamente controllato, chetosi, digiuno prolungato, alcolismo (vedere paragrafo 4.5), insufficienza epatica e qualsiasi disturbo associato a ipossia.

Diagnosi

Il rischio di acidosi lattica deve essere considerato in caso di insorgenza di segni non specifici, quali crampi muscolari associati a disturbi della digestione, dolori addominali e astenia grave.

L’acidosi lattica è caratterizzata da dispnea acidotica, dolori addominali e ipotermia, seguiti da coma. I risultati diagnostici di laboratorio sono: diminuzione del pH ematico, livelli del lattato plasmatico superiori a 5 mmol/l e un aumento del gap anionico e del rapporto lattato/piruvato. In caso di sospetta acidosi metabolica si deve sospendere questo medicinale e ricoverare immediatamente il paziente in ospedale (vedere paragrafo 4.9).

Ipoglicemia

Poiché contiene una sulfonilurea (glibenclamide), questo medicinale espone il paziente al rischio di insorgenza di episodi ipoglicemici. Dopo l’inizio del trattamento un aggiustamento graduale della dose può prevenire l’insorgenza di ipoglicemia. Questo trattamento deve essere prescritto solo se il paziente si attiene a un programma alimentare regolare (che includa la prima colazione). È importante che l’assunzione di carboidrati sia regolare, perché il rischio di ipoglicemia aumenta nei casi di pasti ritardati e di assunzione di carboidrati insufficiente o sbilanciata. L’ipoglicemia si verifica più facilmente in caso di dieta ipocalorica, dopo un esercizio fisico intenso e prolungato, quando si assumono bevande alcoliche o durante la somministrazione di una combinazione di agenti ipoglicemizzanti.

Diagnosi

I sintomi dell’ipoglicemia sono: cefalea, fame, nausea, vomito, estrema stanchezza, disturbi del sonno, irrequietezza, aggressività,  diminuzione della concentrazione e della reattività,  depressione, confusione, difficoltà di linguaggio, disturbi visivi, tremore, paralisi e parestesia, capogiri, delirio, convulsioni, sonnolenza, incoscienza, respirazione superficiale e bradicardia. A causa di una contro-regolazione indotta dall’ipoglicemia possono verificarsi sudorazione, paura, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina e aritmia. Questi ultimi sintomi possono essere assenti quando l’ipoglicemia si sviluppa lentamente, in caso di neuropatia autonomica o quando il paziente assume agenti beta-bloccanti, clonidina, reserpina, guanetidina o altri simpaticomimetici.

Trattamento dell’ipoglicemia

I sintomi di ipoglicemia moderata senza perdita di coscienza o manifestazioni neurologiche devono essere corretti assumendo immediatamente zucchero. Devono essere effettuati un aggiustamento della dose e/o opportuni cambiamenti del programma di alimentazione. Sono possibili anche reazioni ipoglicemiche gravi con coma, convulsioni o altri segni neurologici, le quali rappresentano un’emergenza medica che, una volta diagnosticata o sospettata la causa e prima di un tempestivo ricovero ospedaliero del paziente, richiede un trattamento immediato con somministrazione endovenosa di glucosio.

Per ridurre il rischio di episodi ipoglicemici è importante effettuare un’attenta valutazione dei pazienti e della dose e istruire adeguatamente i pazienti. Se il paziente dovesse andare incontro a ripetuti episodi di ipoglicemia, di tipo grave oppure associati a incapacità di comprendere la situazione, si deve prendere in considerazione un trattamento antidiabetico diverso da Metformina Glibenclamide Sandoz.

Fattori che favoriscono l’ipoglicemia:

•  assunzione concomitante di alcol, soprattutto se associata a digiuno;

•  rifiuto o (soprattutto in pazienti anziani) incapacità del paziente di collaborare;

•  malnutrizione, pasti irregolari, salto dei pasti, digiuno o alterazioni della dieta;

•  scarso equilibrio tra esercizio fisico e assunzione di carboidrati;

•  insufficienza renale;

•  insufficienza epatica grave;

•  sovradosaggio di Metformina Glibenclamide Sandoz;

•  alcuni disturbi endocrini: insufficienza tiroidea, insufficienza ipofisaria e insufficienza surrenalica;

•  somministrazione concomitante di alcuni altri farmaci (vedere paragrafo 4.5).

Insufficienza renale ed epatica

La farmacocinetica e/o la farmacodinamica di Metformina Glibenclamide Sandoz può risultare modificata nei pazienti con insufficienza epatica o insufficienza renale grave. Se in tali pazienti si verifica ipoglicemia, questa potrebbe durare a lungo ed è necessario istituire un trattamento appropriato.

Informazioni per il paziente

È necessario spiegare al paziente e alla sua famiglia i rischi dell’ipoglicemia, i sintomi e il relativo trattamento, così come le condizioni predisponenti. Analogamente è necessario considerare il rischio di acidosi lattica in caso di segni non specifici, come crampi muscolari associati a disturbi digestivi, dolori addominali e astenia grave, dispnea attribuita ad acidosi, ipotermia e coma.

In particolare il paziente deve essere informato dell’importanza di seguire una dieta, di seguire un regolare programma di esercizio fisico e di effettuare periodici controlli della glicemia.

Squilibrio glicemico

In caso di intervento chirurgico o di qualsiasi altra causa di scompenso diabetico, al posto di questo medicinale deve essere presa in considerazione una terapia insulinica temporanea.

I sintomi di ipoglicemia sono: aumento della diuresi, forte sete, secchezza della cute.

Funzionalità renale

Poiché metformina è escreta per via renale, si raccomanda di determinare la clearance della creatinina e i livelli di creatinina sierica prima di iniziare il trattamento e in seguito regolarmente:

•  almeno una volta all’anno nei pazienti con funzionalità renale normale;

•  almeno due-quattro volte all’anno nei pazienti con livelli di creatinina sierica al limite superiore del normale e nei soggetti anziani.

Nei soggetti anziani la diminuzione della funzionalità renale è frequente e asintomatica. Deve essere esercitata particolare attenzione nelle situazioni in cui la funzionalità renale può essere compromessa, per esempio quando si inizia una terapia antipertensiva o una terapia diuretica e quando si inizia una terapia con un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS).

Somministrazione di mezzi di contrasto iodati

La somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto iodati nell’ambito di indagini radiologiche può causare insufficienza renale. A seconda della funzionalità renale Metformina Glibenclamide Sandoz deve essere sospeso 48 ore prima (o al momento) del test e deve essere ripreso non prima siano trascorse 48 ore, e comunque solo dopo che la funzionalità renale è stata misurata nuovamente e risultata normale (vedere paragrafi 4.3 e  4.5).

Uso concomitante di glibenclamide con altri medicinali

L’uso concomitante di glibenclamide con alcol, fenilbutazone o danazolo non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).

Procedure chirurgiche

Poiché Metformina Glibenclamide Sandoz contiene metformina cloridrato, il trattamento deve essere sospeso 48 ore prima della chirurgia elettiva in anestesia generale, spinale o peridurale e non deve essere ripristinato prima che siano trascorse 48 ore dall’intervento o prima della ripresa dell’alimentazione per via orale, e comunque solo dopo che la funzionalità renale è stata misurata nuovamente e risultata normale.

Altre precauzioni

Tutti i pazienti devono continuare la loro dieta, con un’assunzione regolare di carboidrati nel corso della giornata. I pazienti sovrappeso devono continuare la dieta ipocalorica.

Il regolare esercizio fisico è altrettanto necessario dell’assunzione di Metformina Glibenclamide Sandoz. Devono essere effettuati regolarmente i test di laboratorio abituali per il monitoraggio del diabete (glicemia, HbA1c).

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Interazioni

Associazione controindicata

Relativa a glibenclamide

Miconazolo (via di somministrazione sistemica, gel per mucosa orale)

Aumento dell’effetto ipoglicemico con possibile insorgenza di manifestazioni ipoglicemiche, o anche coma.

Associazioni non raccomandate

Relative alle sulfoniluree

Alcol

Effetto Antabuse (intolleranza all’alcol), in particolare per clorpropamide, glibenclamide, glipizide, tolbutamide.

Aumento della reazione ipoglicemica (inibizione dei meccanismi di compenso), il quale può facilitare l’insorgenza di coma ipoglicemico (vedere paragrafo 4.4).

Evitare il consumo di alcolici e di medicinali contenenti alcol.

Fenilbutazone (via di somministrazione sistemica)

Aumento dell’effetto ipoglicemizzante delle sulfaniluree (dislocazione delle sulfaniluree dai siti di legame proteico e/o diminuzione della loro eliminazione). Si raccomanda di usare un altro agente antinfiammatorio che presenti meno interazioni, oppure di avvertire il paziente perché intensifichi l’automonitoraggio. Se necessario, aggiustare il dosaggio durante il trattamento con l’agente antinfiammatorio e dopo la sua sospensione.

Relative a tutti gli agenti antidiabetici

Danazolo

Se la combinazione non può essere evitata, avvertire il paziente di intensificare l’automonitoraggio della glicemia. Eventualmente, aggiustare il dosaggio dell’antidiabetico durante il trattamento con danazolo e dopo la sua sospensione.

Relative a metformina

Alcol

Rischio aumentato di acidosi lattica nell’intossicazione alcolica acuta, particolarmente nei casi di digiuno (vedere paragrafo 4.4) o malnutrizione e insufficienza epatocellulare.

Evitare il consumo di bevande alcoliche e l’assunzione di medicinali contenenti alcol.

Associazioni che richiedono precauzioni per l’uso

Relative a tutti gli agenti antidiabetici

Clorpromazina

A dosi elevate (100 mg di clorpromazina al giorno), aumento della glicemia (riduzione della secrezione insulinica).

Precauzione per l’uso: avvertire il paziente di intensificare l’automonitoraggio della glicemia. Eventualmente, aggiustare il dosaggio dell’antidiabetico durante il trattamento con il neurolettico e dopo la sua sospensione.

Corticosteroidi (glucocorticoidi) e tetracosactide (via di somministrazione sistemica e locale)

Aumento della glicemia, talora accompagnato da chetosi (riduzione della tolleranza ai carboidrati indotta dai corticosteroidi). Precauzione per l’uso: avvertire il paziente di intensificare l’automonitoraggio della glicemia. Eventualmente, aggiustare il dosaggio dell’antidiabetico durante il trattamento con i corticosteroidi e dopo la loro sospensione.

Β2-agonisti

Aumento della glicemia indotto da β2-agonisti.

Precauzione per l’uso: avvertire il paziente di intensificare l’automonitoraggio della glicemia ed eventualmente passare alla terapia insulinica.

Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (per esempio captopril, enalapril)

Gli ACE-inibitori possono provocare una diminuzione dei livelli glicemici. Se necessario, aggiustare il dosaggio di Metformina Glibenclamide Sandoz durante la terapia con un ACE-inibitore e dopo la sua sospensione.

Relative a metformina

Diuretici

Acidosi lattica dovuta a metformina, indotta da qualsiasi forma di insufficienza renale funzionale, correlata ai diuretici e in particolare ai diuretici dell’ansa.

Mezzi di contrasto iodati

La somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto iodati può causare insufficienza renale, che può determinare un accumulo di metformina, con rischio di acidosi lattica. A seconda della funzionalità renale, Metformina Glibenclamide Sandoz deve essere sospeso 48 ore prima (o al momento) del test e deve essere ripristinato non prima siano trascorse 48 ore, e comunque solo dopo che la funzionalità renale è stata valutata nuovamente e trovata normale.

Relative a glibenclamide

Beta-bloccanti

Tutti i beta-bloccanti mascherano alcuni dei sintomi di ipoglicemia: palpitazioni e tachicardia.

La maggior parte dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l’incidenza e la gravità dell’ipoglicemia. Avvertire il paziente di intensificare l’automonitoraggio della glicemia, specialmente all’inizio del trattamento.

Fluconazolo

Aumento dell’emivita della sulfonilurea, con possibile insorgenza di manifestazioni ipoglicemiche.

Avvertire il paziente di intensificare l’automonitoraggio della glicemia; eventualmente aggiustare il dosaggio dell’antidiabetico durante il trattamento con fluconazolo e dopo la sua sospensione.

Bosentan

Rischio di diminuzione dell’effetto ipoglicemizzante di glibenclamide, dovuto al fatto che bosentan riduce le concentrazioni plasmatiche di glibenclamide. Nei pazienti che ricevevano glibenclamide in concomitanza con bosentan è stato riportato un aumento del rischio di incremento degli enzimi epatici.

Avvertire il paziente, istituire il monitoraggio della glicemia e degli enzimi epatici e aggiustare se necessario il dosaggio del trattamento antidiabetico.

Altre interazioni: associazione da tenere in considerazione

Relativa a glibenclamide

Desmopressina

Riduzione dell’attività antidiuretica.

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Effetti indesiderati

In corso di trattamento con Metformina Glibenclamide Sandoz possono insorgere i seguenti effetti indesiderati, le cui frequenze vengono definite come segue: molto comuni (>1/10); comuni (da ≥1/100 a <1/10); non comuni (da ≥1/1000 a <1/100); rari (da ≥1/10.000 a <1/1000); molto rari (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Nell’ambito di ciascun gruppo di frequenza gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità.

Esami diagnostici

Non comuni: aumenti da normali a moderati dell’urea sierica e delle concentrazioni di creatinina.

Molto rari: iponatremia

Patologie del sistema emolinfopoietico

Reversibili all’atto della sospensione del trattamento.

Rari: leucopenia, trombocitopenia.

Molto rari: agranulocitosi, anemia emolitica, aplasia midollare e pancitopenia.

Patologie del sistema nervoso

Comuni: alterazioni del gusto.

Patologie dell’occhio

A causa della diminuzione dei livelli glicemici, all’inizio del trattamento possono manifestarsi disturbi visivi transitori.

Patologie gastrointestinali

Molto comuni: disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e perdita dell’appetito.

Questi effetti indesiderati si manifestano con maggiore frequenza all’inizio del trattamento e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente. Per prevenirli si raccomanda di somministrare Metformina Glibenclamide Sandoz in 2 o 3 dosi giornaliere. Un aumento della dose effettuato in modo lento può inoltre migliorare la tollerabilità gastrointestinale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Rari: reazioni cutanee quali prurito, orticaria, rash maculopapulare.

Molto rari: angite allergica cutanea o viscerale, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, fotosensibilizzazione, orticaria che evolve in shock.

Può verificarsi una reattività crociata alle sulfonamidi e ai loro derivati.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4).

Non comuni: crisi di porfiria epatica e cutanea.

Molto rari: acidosi lattica (vedi paragrafo 4.4). Riduzione dell’assorbimento di vitamina B12 con diminuzione dei livelli sierici durante l’utilizzo a lungo termine di metformina. Si raccomanda di prendere in considerazione tale eziologia nei pazienti con anemia megaloblastica.

Reazione disulfiram-simile con assunzione di alcol.

Patologie epatobiliari

Molto rari: alterazioni dei test di funzionalità epatica o epatite, che richiedono la sospensione del trattamento.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati preclinici e clinici con Metformina Glibenclamide Sandoz su pazienti in gravidanza.

Rischio correlato al diabete

Quando incontrollato, il diabete (gestazionale o permanente) causa un aumento delle anormalità congenite e della mortalità perinatale. Durante il periodo del concepimento il diabete deve essere controllato nel miglior modo possibile, allo scopo di ridurre il rischio di anomalie congenite.

Rischio correlato a metformina (vedere paragrafo 5.3)

Gli studi sull’animale non hanno evidenziato alcuna attività teratogena. In assenza di un effetto teratogeno nell’animale, non si attendono malformazioni fetali nell’uomo poiché fino a oggi le sostanze note per causare malformazioni nell’uomo hanno dimostrato di essere teratogene in due specie animali nel corso di studi ben condotti.

Studi clinici su serie ridotte di casi non hanno fornito alcuna evidenza di malformazioni fetali direttamente correlate a metformina.

Rischio correlato a glibenclamide (vedere paragrafo 5.3)

Gli studi sull’animale non hanno mostrato alcuna prova di attività teratogena. In assenza di un effetto teratogeno negli animali, non si prevedono malformazioni fetali nell’uomo poiché fino a oggi le sostanze note per causare malformazioni nell’uomo hanno mostrato di essere teratogene in studi ben condotti in due specie animali.

Nella pratica clinica attualmente non sono disponibili dati su cui basare una valutazione delle potenziali malformazioni o della fetotossicità dovute a glibenclamide quando somministrata in gravidanza.

Trattamento

Un adeguato controllo della glicemia permette una normale evoluzione della gravidanza in questa categoria di pazienti. Metformina Glibenclamide Sandoz non deve essere utilizzato per il trattamento del diabete durante la gravidanza.

È imperativo utilizzare l’insulina per ottenere un adeguato controllo della glicemia. Si raccomanda che la paziente venga trasferita dalla terapia antidiabetica orale all’insulina non appena pianifica una gravidanza o se la gravidanza è esposta a questo medicinale. Si raccomanda il monitoraggio della glicemia nel neonato.

Allattamento

Metformina viene escreta nel latte materno nei ratti. Nell’uomo, in assenza di dati relativi al passaggio di metformina e di glibenclamide nel latte materno e a causa del rischio di ipoglicemia neonatale, questo medicinale è controindicato nel caso di allattamento al seno.

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Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Malattie Collegate: 1

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Ultima modifica: 19-09-2013
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