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ALTRI ANTINEOPLASTICI

CISPLATINO ACC

1FL 50ML 1MG/ML

ACCORD HEALTHCARE ITALIA Srl

Descrizione prodotto

CISPLATINO ACC*1FL 50ML 1MG/ML

Principio attivo

CISPLATINO

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ALTRI ANTINEOPLASTICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

21.22


Codice ATC livello 5:
L01XA01

Codice AIC:
40210039


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Il cisplatino è indicato per il trattamento di:

• carcinoma del testicolo avanzato o metastatico

• carcinoma ovarico avanzato o metastatico

• carcinoma della vescica avanzato o metastatico

• carcinoma a cellule squamose della testa e del collo avanzato o metastatico

• carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato o metastatico

• carcinoma polmonare a piccole cellule avanzato o metastatico.

• Il cisplatino è indicato nel trattamento del carcinoma della cervice uterina in associazione con altri chemioterapici o con la radioterapia.

• Il cisplatino può essere utilizzato in monoterapia o in terapia in associazione.

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Composizione

1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 1 mg di cisplatino.

10 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 10 mg di cisplatino.

25 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 25 mg di cisplatino.

50 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 50 mg di cisplatino.

Ciascun ml di soluzione contiene 3,5 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sodio cloruro

Sodio idrossido (per aggiustare il pH)

Acido cloridrico (per aggiustare il pH)

Acqua per preparazioni iniettabili

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Controindicazioni

Il cisplatino è controindicato in pazienti

- con ipersensibilità al cisplatino o ad altri composti a base di platino o a uno qualsiasi degli eccipienti;

- con disfunzione renale (clearance della creatinina < 60 ml/min);

- in condizioni disidratate (la pre- e la post-idratazione sono necessarie per prevenire la grave disfunzione renale);

- con mielosoppressione;

- con alterazione dell’udito;

- con neuropatia causata dal cisplatino

- che allattano al seno (vedere paragrafo 4.6)

- in associazione con vaccini vivi, incluso il vaccino per la febbre gialla (vedere paragrafo 4.5).

- in associazione con fenitoina in uso profilattico (vedere paragrafo 4.5)

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Posologia

Cisplatino 1 mg/ml concentrato per soluzione per infusione deve essere diluito prima della somministrazione. Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione (vedere paragrafo 6.6).

La soluzione diluita deve essere somministrata esclusivamente per via endovenosa mediante infusione (vedere di seguito). Per la somministrazione, si deve evitare che qualsiasi dispositivo (set per infusione endovenosa, aghi, cateteri, siringhe) contenente alluminio possa venire in contatto con il cisplatino (vedere paragrafo 6.2.).

Adulti e bambini:

La dose di cisplatino dipende dalla malattia primaria, dalla reazione prevista e dal fatto che il cisplatino sia utilizzato in monoterapia o come componente di una chemioterapia combinata. Le indicazioni relative alla posologia si applicano sia agli adulti che ai bambini:

Per la monoterapia, sono raccomandati due regimi posologici:

- Singola dose da 50 a 120 mg/m¹ di superficie corporea ogni 3-4 settimane;

- Da 15 a 20 mg/m²/giorno per cinque giorni, ogni 3-4 settimane.

Se il cisplatino viene utilizzato in una chemioterapia combinata, la dose di cisplatino deve essere ridotta. La dose abituale è 20 mg/m² o più una volta ogni 3-4 settimane.

Per il trattamento del carcinoma della cervice uterina, il cisplatino viene utilizzato in associazione alla radioterapia. La dose abituale è 40 mg/m²ogni settimana per 6 settimane.

Per le avvertenze e le precauzioni da considerare prima dell’inizio del ciclo di trattamento successivo (vedere paragrafo 4.4).

Nei pazienti con disfunzione renale o depressione midollare, la dose deve essere ridotta in modo adeguato (vedere paragrafo 4.3).

La soluzione di cisplatino per infusione, preparata secondo le istruzioni (vedere paragrafo 6.6.) deve essere somministrata mediante infusione endovenosa nel corso di un periodo di 6-8 ore.

È necessario mantenere un’adeguata idratazione nelle 2-12 ore che precedono la somministrazione, e per almeno 6 ore dopo la somministrazione del cisplatino. L’idratazione è necessaria per indurre una sufficiente diuresi durante e dopo il trattamento con cisplatino. Si ottiene l’idratazione mediante l’infusione endovenosa di una delle seguenti soluzioni:

soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%;

miscela di una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% e di una soluzione di glucosio al 5% (1:1).

Idratazione prima del trattamento con cisplatino:

Infusione endovenosa di 100âE.“200 ml/ora per un periodo di 6-12 ore, con una quantità totale di almeno 1 litro.

Idratazione dopo la conclusione della somministrazione di cisplatino:

Infusione endovenosa di altri 2 litri alla velocità di 100-200 ml/ora per un periodo di 6-12 ore.

La diuresi forzata può essere necessaria se la secrezione di urina è inferiore a 100-200 ml/ora dopo l’idratazione. La diuresi forzata può essere ottenuta con la somministrazione endovenosa di 37,5 g di mannitolo in soluzione al 10% (375 ml di soluzione di mannitolo al 10%), o con la somministrazione di un diuretico se la funzione renale è normale.

La somministrazione di mannitolo o di un diuretico è inoltre necessaria anche quando la dose di cisplatino somministrata è superiore a 60 mg/m² di superficie corporea.

Nelle 24 ore successive all’infusione di cisplatino, il paziente deve bere grandi quantità di liquidi per assicurare un’adeguata secrezione di urina.

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Avvertenze e precauzioni

Il cisplatino può essere somministrato esclusivamente sotto la sorveglianza di un medico qualificato in oncologia, che abbia esperienza nell’impiego della chemioterapia antineoplastica.

Il cisplatino ha dimostrato di avere ototossicità, nefrotossicità e neurotossicità cumulative. La tossicità causata dal cisplatino può essere amplificata dall’uso combinato con altri farmaci, che sono tossici per i suddetti organi o sistemi.

Prima di iniziare il trattamento con cisplatino, e sempre prima di iniziare un altro ciclo di terapia, devono essere eseguiti audiogrammi (vedere paragrafo 4.8).

La nefrotossicità può essere prevenuta mantenendo un’adeguata idratazione prima, durante e dopo l’infusione endovenosa di cisplatino.

La diuresi forzata con idratazione o con idratazione e diuretici idonei prima e dopo la somministrazione di cisplatino riduce il rischio di nefrotossicità. L’iperuricemia e l’iperalbuminemia possono predisporre a nefrotossicità indotta da cisplatino.

Prima, durante e dopo la somministrazione di cisplatino, devono essere determinati i seguenti parametri e lo stato funzionale degli organi:

-  funzione renale;

-  funzione epatica;

-  funzione ematopoietica (conta di globuli rossi e bianchi e piastrine);

- elettroliti sierici (calcio, sodio, potassio, magnesio).

Questi esami devono essere ripetuti ogni settimana per tutta la durata del trattamento con cisplatino.

La somministrazione ripetuta di cisplatino deve essere ritardata fino a quando non si raggiungono valori normali dei seguenti parametri:

- Creatinina sierica ≤ 130 mcmol/l equivalenti a 1,5 mg/dl

- Urea < 25 mg/dl

- Globuli bianchi > 4.000/mcl equivalenti a > 4,0 x 109/l

- Piastrine > 100.000/mcl equivalenti a > 100 x 109/l

- Audiogramma: risultati nel range normale.

Sono state osservate reazioni di tipo anafilattico al cisplatino. Queste reazioni possono essere controllate con la somministrazione di antistaminici, adrenalina e/o glucocorticoidi.

È; stata riferita neurotossicità secondaria alla somministrazione di cisplatino e si raccomanda quindi l’effettuazione di esami neurologici.

Particolare cautela deve essere esercitata nei pazienti con neuropatia periferica non causata dal cisplatino.

Particolare attenzione è richiesta nei pazienti con infezioni batteriche o virali acute.

In casi di stravaso:

- interrompere immediatamente l’infusione di cisplatino;

- non spostare l’ago, aspirare dal tessuto il liquido fuoriuscito, e sciacquare con una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% (se sono state utilizzate soluzioni con concentrazioni di cisplatino superiori a quelle raccomandate, vedere paragrafo 6.6.).

Spesso dopo la somministrazione di cisplatino insorgono nausea, vomito e diarrea (vedere paragrafo 4.8). Questi sintomi scompaiono nella maggior parte dei pazienti dopo 24 ore. Anoressia e nausea meno gravi possono continuare fino a sette giorni dopo il trattamento.

La somministrazione a scopo profilattico di un antiemetico può risultare efficace nell’alleviare o nel prevenire la nausea e il vomito.

La perdita di liquido causata da vomito e diarrea deve essere reintegrata.

Il cisplatino è risultato mutageno. Può anche avere un effetto anti-fertilità. Altre sostanze antineoplastiche sono risultate cancerogene e questa possibilità deve essere tenuta a mente nell’impiego del cisplatino a lungo termine.

I pazienti di entrambi i sessi devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo il trattamento con cisplatino (vedere paragrafo 4.6).

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Interazioni

L’impiego simultaneo di farmaci mielosoppressori o di radioterapia intensifica gli effetti dell’attività mielosoppressiva del cisplastino.

L’insorgenza di nefrotossicità causata dal cisplatino può essere intensificata dal trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi contenenti furosemide, idralazina, diazossido e propranololo.

La somministrazione concomitante di farmaci nefrotossici (ad es. cefalosporine, aminoglicosidi o amfotericina B o mezzi di contrasto) o ototossici (ad es. aminoglicosidi) potenzia l’effetto tossico del cisplatino su questi organi. Durante o dopo il trattamento con cisplatino si consiglia cautela nell’uso di sostanze eliminate prevalentemente attraverso i reni, ad esempio agenti citostatici quali bleomicina e metotrexato, in quando l’eliminazione renale è potenzialmente ridotta.

Se sono usati con il cisplatino, può essere necessario adeguare il dosaggio di allopurinolo, colchicina, probenecid o sulfinpirazone, perché il cisplatino provoca un aumento della concentrazione di acido urico nel siero.

La diuresi forzata con impiego di diuretici dell’ansa non va applicata, ad eccezione dei pazienti che ricevono dosi di cisplatino superiori a 60 mg/m², la cui diuresi è inferiore a 1.000 ml per 24 ore, a causa della possibilità di danni alle vie renali e di ototossicità.

L’impiego simultaneo di anti-istaminici, buclizina, ciclizina, loxapina, meclozina, fenotiazine, tioxanteni o trimetobenzamidi può mascherare i sintomi di ototossicità (quali capogiri e tinnito).

L’impiego simultaneo di ifosfamide provoca l’aumento dell’escrezione di proteine. L’ototossicità del cisplatino risulta aumentata dall’uso concomitante di ifosfamide, un farmaco non ototossico quando è somministrato da solo.

In uno studio randomizzato in pazienti affette da carcinoma ovarico avanzato, la risposta alla terapia è stata influenzata negativamente dalla somministrazione concomitante di piridossina ed esametilmelamina.

Il cisplatino somministrato in associazione con bleomicina e vinblastina può indurre un fenomeno di Raynaud.

È stato dimostrato che il trattamento con cisplatino prima di un’infusione di paclitaxel può ridurre la clearance di paclitaxel del 70-75% e può quindi intensificare la neurotossicità (nel 70% dei pazienti o in una percentuale superiore a questa).

In uno studio su pazienti oncologici con tumori metastatici o avanzati, l’associazione di docetaxel e cisplatino ha indotto effetti neurotossici più gravi (dose correlati e sensoriali) rispetto agli stessi farmaci usati in monoterapia a dosi simili.

La riduzione dei livelli ematici di litio è stata osservata in alcuni casi dopo il trattamento con cisplatino in associazione con bleomicina e etoposide. Si raccomanda perciò il monitoraggio dei livelli di litio.

Il cisplatino può ridurre l’assorbimento della fenitoina, con conseguente riduzione del controllo dell’epilessia quando la fenitoina viene somministrata come trattamento in atto. Durante la terapia con cisplatino è assolutamente controindicato iniziare una nuova terapia con anticonvulsivanti (vedere paragrafo 4.3.).

Gli agenti chelanti, come la penicillamina, possono ridurre l’efficacia del cisplatino.

L’elevata variabilità intraindividuale della coagulabilità in corso di malattia e la possibilità di interazione tra gli anticoagulanti orali e la chemioterapia antineoplastica rendono necessaria una maggiore frequenza del monitoraggio del tempo di protrombina (INR).

Nell’impiego concomitante di cisplatino e ciclosporina, deve essere tenuta in considerazione l’eccessiva immunosoppressione con rischio di linfoproliferazione.

L’uso di vaccini con virus vivi è controindicato nei tre mesi successivi al termine del trattamento con cisplatino.

Il vaccino per la febbre gialla è assolutamente controindicato a causa del rischio di malattia vaccinica sistemica fatale. (vedere paragrafo 4.3.).

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Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose impiegata e possono essere cumulativi.

Gli eventi avversi più frequentemente riferiti (>10%) del cisplatino sono ematologici (leucopenia, trombocitopenia e anemia), gastrointestinali (anoressia, nausea, vomito e diarrea), disturbi dell’orecchio (alterazione dell’udito), disturbi renali (insufficienza renale, nefrotossicità, iperuricemia) e febbre.

Effetti tossici gravi a carico dei reni, del midollo osseo e dell’orecchio sono stati riferiti in circa un terzo dei pazienti ai quali è stata somministrata una singola dose di cisplatino; gli effetti sono in genere dose-correlati e cumulativi. L’ototossicità può essere più grave nei bambini.

Le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione:

Molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1.000 a <1/100); raro (da ≥1/10.000 a ≤1/1.000); molto raro (≤1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Comune:

Infezioni. Sepsi.

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Raro:

Il cisplatino aumenta il rischio di leucemia secondaria. Il rischio di leucemia secondaria è dose-dipendente e non correlato all’età e al sesso.

La carcinogenicità è teoricamente possibile (in base al meccanismo d’azione del cisplatino).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune:

Si osservano leucopenia, trombocitopenia e anemia dose-dipendenti, cumulative e per lo più reversibili nel 25-30% di pazienti trattati con cisplatino.

Comune:

Una riduzione considerevole della conta dei globuli bianchi spesso si verifica circa 14 giorni dopo l’uso (meno di 1,5 Ãù 109/l nel 5% dei pazienti). Una riduzione della conta piastrinica viene osservata dopo 21 giorni circa (meno del 10% dei pazienti ha mostrato un totale inferiore a 50 Ãù 109/l) (il periodo di recupero è di circa 39 giorni). L’anemia (riduzioni di più di 2 g di emoglobina) si verifica approssimativamente alla stessa frequenza, ma in genere con un’insorgenza successiva rispetto alla leucopenia ed alla trombocitopenia.

Raro:

L’anemia emolitica positiva con test di Coombs è stata riferita ed è risultata reversibile quando è stato sospeso il cisplatino. In letteratura sono stati pubblicati dati sull’emolisi possibilmente causata dal cisplatino. Dopo dosi elevate di cisplatino può verificarsi una grave depressione midollare (incluse agranulocitosi e/o anemia aplastica).

Molto raro:

Microangiopatia trombotica combinata con sindrome uremica emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune:

L’ipersensibilità può presentarsi come eruzione cutanea, orticaria, eritema o prurito allergico.

Raro:

Sono state riferite reazioni anafilattiche; sono stati riferiti ipotensione, tachicardia, dispnea, broncospasmo, edema facciale e febbre. Può essere necessario il trattamento con antistaminici, epinefrina (adrenalina) e steroidi.

È stata documentata immunosoppressione.

Patologie endocrine

Molto raro:

Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro:

Ipomagnesemia, ipocalcemia, iponatremia, ipofosfatemia e ipokalemia con spasmi muscolari e/o alterazioni dell’elettrocardiogramma si verificano a causa del danno renale provocato dal cisplatino, che riduce quindi il riassorbimento tubulare dei cationi.

Ipercolesterolemia.

Aumento dell’amilasi nel sangue.

Molto raro:

Aumento del ferro nel sangue.

Patologie del sistema nervoso

Comune:

La neurotossicità causata dal cisplatino è caratterizzata da neuropatia periferica (in genere bilaterale e sensoriale), e raramente dalla perdita della funzione gustativa o tattile, o da neurite ottica retrobulbare con ridotta acuità visiva e disfunzione cerebrale (confusione, disartria, singoli casi di cecità corticale, perdita della memoria, paralisi). Sono stati riferiti segno di Lhermitte, neuropatia autonoma e mielopatia del midollo spinale.

Raro:

Disturbi cerebrali (incluse complicanze cerebrovascolari acute, arterite cerebrale, occlusione dell’arteria carotide ed encefalopatia).

Molto raro:

Crisi epilettiche.

L’uso di cisplatino deve essere sospeso immediatamente se si verifica uno dei suddetti sintomi cerebrali. La neurotossicità causata dal cisplatino può essere reversibile, ma il processo è irreversibile per il 30-50% dei pazienti, persino dopo la cessazione del trattamento. La neurotossicità può verificarsi dopo la prima dose di cisplatino, o dopo una terapia a lungo termine. La neurotossicità grave può verificarsi in pazienti che hanno ricevuto il cisplatino a concentrazioni elevate o per un lungo periodo di tempo.

Patologie dell’occhio

Raro:

Cecità durante un trattamento in associazione con cisplatino. Dopo il trattamento con cisplatino a dosi elevate, è stata riferita l’alterazione della visione dei colori e del movimento oculare.

Molto raro:

Papilledema, neurite ottica e cecità corticale sono stati riferiti dopo il trattamento con cisplatino. Un caso di neurite ottica retrobulbare unilaterale con ridotta acuità visiva è stato riferito dopo la chemioterapia in associazione seguita dal trattamento con cisplatino.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Molto comune:

L’alterazione dell’udito è stata documentata nel 31% circa dei pazienti trattati con 50 mg/m² di cisplatino. Il difetto è cumulativo, può essere irreversibile ed è talvolta limitato ad un solo orecchio. L’ototossicità si manifesta con tinnito e/o alterazione dell’udito alle frequenze più elevate (4.000-8.000 Hz). L’alterazione dell’udito a frequenze di 250-2000Hz (range di udito normale) è stata osservata per il 10-15% dei pazienti.

Comune:

Possono verificarsi sordità e tossicità vestibolare associate a vertigini. La irradiazione cranica precedente o simultanea aumenta il rischio di perdita di udito.

Raro:

I pazienti possono perdere la capacità di sostenere una normale conversazione. L’alterazione dell’udito indotta da cisplatino può essere grave nei pazienti pediatrici e negli anziani. (Vedere paragrafo 4.4.)

Patologie cardiache

Comune:

Aritmia comprendente bradicardia, tachicardia e altre alterazioni dell’elettrocardiogramma, ad es. cambiamenti del segmento ST, segni di ischemia miocardica sono stati osservati particolarmente in associazione con altri citotossici.

Raro:

Ipertensione e infarto miocardico possono verificarsi, persino alcuni anni dopo la chemioterapia. Arteriopatia coronarica grave.

Molto raro:

L’arresto cardiaco è stato riferito dopo il trattamento con l’associazione di cisplatino e altri farmaci citotossici.

Patologie vascolari

Comune:

La flebite può verificarsi nell’area dell’iniezione dopo la somministrazione endovenosa.

Molto raro:

Le patologie vascolari (ischemia cerebrale o miocardica, alterazione della circolazione periferica correlata alla sindrome di Raynaud) sono risultate legate alla chemioterapia con cisplatino.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune:

Dispnea, polmonite e insufficienza respiratoria.

Patologie gastrointestinali

Molto comune:

Anoressia, nausea, vomito e diarrea insorgono da 1 a 4 ore dopo la somministrazione del cisplatino. (Vedere paragrafo 4.4.)

Non comune:

Deposito metallico sulle gengive.

Raro:

Stomatite, diarrea.

Patologie epatobiliari

Comune:

La funzione epatica anormale con aumento di transaminasi e bilirubina sanguigna è reversibile.

Raro:

È stata osservata la riduzione dei livelli di albumina nel sangue, che sono probabilmente correlati al trattamento con cisplatino.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune:

Eritema e ulcera cutanea possono verificarsi nell’area dell’iniezione dopo la somministrazione endovenosa.

Non comune:

Alopecia.

Patologie renali e urinarie

Molto comune:

Insufficienza renale dopo dosi singole o multiple di cisplatino. Una lieve disfunzione renale reversibile può essere osservata dopo una singola dose intermedia di cisplatino (da 20 mg/m²a < 50 mg/m²). L’impiego di una singola dose elevata (50-120 mg/m²), o l’impiego giornaliero ripetuto di cisplatino, può causare l’insufficienza renale con necrosi renale tubulare che si presenta come uremia o anuria. L’insufficienza renale può essere irreversibile. La nefrotossicità è cumulativa e può verificarsi 2-3 giorni, o due settimane dopo la prima dose di cisplatino. Possono aumentare i livelli di creatinina sierica e le concentrazioni di urea. La nefrotossicità è stata osservata nel 28-36% dei pazienti non sufficientemente idratati dopo una singola dose di 50 mg/m² di cisplatino. (Vedere paragrafo 4.4.)

L’iperuricemia si verifica in modo asintomatico o come gotta. L’iperuricemia è stata riferita nel 25-30% di pazienti contemporaneamente a nefrotossicità.

L’iperuricemia e l’iperalbuminemia possono predisporre a nefrotossicità indotta da cisplatino.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Non comune:

Spermatogenesi e ovulazione anormali, e ginecomastia dolorosa.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune:

Febbre.

Comune:

Edema localizzato e dolore possono verificarsi nella sede dell’iniezione dopo la somministrazione endovenosa.

Non comune:

Singhiozzi, astenia, malessere

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

I dati sull’uso del cisplatino nelle donne in gravidanza sono insufficienti.

Sulla base tuttavia delle sue proprietà farmacologiche, si sospetta che il cisplatino causi gravi difetti di nascita. Gli studi condotti su animali hanno dimostrato la tossicità riproduttiva e la carcinogenicità transplacentare (vedere paragrafo 5.3). Il cisplatino non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che sia chiaramente necessario.

Le donne in età fertile e i pazienti di sesso maschile devono fare uso di mezzi contraccettivi efficaci durante la terapia e fino a 6 mesi dopo il trattamento.

Alle pazienti che desiderano avere figli dopo il trattamento con cisplatino si raccomanda di ottenere la consulenza preconcezionale. Il cisplatino può causare infertilità temporanea o permanente. Può essere anche considerata la crioconservazione dello sperma (vedere anche paragrafo 4.4).

Allattamento

Il cisplatino viene escreto nel latte materno. L’allattamento al seno è controindicato durante il trattamento con cisplatino.

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Conservazione

Soluzione non diluita:

Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non refrigerare o congelare.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito (vedere paragrafo 6.3).

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Malattie Collegate: 5

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Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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