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CONTRACCETTIVI ORMONALI SISTEMICI

DENISELLE

21CPR 150MCG+20MCG

TEVA ITALIA Srl

Descrizione prodotto

DENISELLE*21CPR 150MCG+20MCG

Principio attivo

ETINILESTRADIOLO/DESOGESTREL

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

CONTRACCETTIVI ORMONALI SISTEMICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

8.95


Codice ATC livello 5:
G03AA09

Codice AIC:
40364010


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Contraccezione orale

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Composizione

Ciascuna compressa contiene 150 mcg di desogestrel e 20 mcg di etinilestradiolo.

Eccipienti: 1 compressa non rivestita contiene 58 mg di lattosio anidro

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

tutto–rac–alfa–tocoferolo

Amido di patate

Povidone (E1201)

Acido stearico (E570)

Silice colloidale anidra (E551)

Lattosio anidro

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Controindicazioni

I contraccettivi orali di tipo combinato (COC) non devono essere usati in presenza di nessuna delle condizioni sottoelencate. Qualora durante l’impiego del COC compaia per la prima volta una qualunque delle seguenti condizioni, il medicinale deve essere immediatamente interrotto.

– Trombosi venosa in atto o pregressa (trombosi venosa profonda, embolia polmonare).

– Trombosi arteriosa in atto o pregressa (ad esempio evento cerebrovascolare, infarto

del miocardio) o condizioni prodromiche (ad esempio angina pectoris e attacco ischemico transitorio).

– Episodi cardiovascolari in atto o pregressi.

– La presenza di un grave o di più fattori di rischio di trombosi arteriosa:

– diabete mellito con sintomi vascolari

– ipertensione grave

– dislipoproteinemia grave

– Predisposizione ereditaria o acquisita per la trombosi venosa o arteriosa, come resistenza all’APC, carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S, iperomocisteinemia e anticorpi antifosfolipide (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante).

– Pancreatite o anamnesi di tale malattia se associata a ipertrigliceridemia grave.

– Malattia epatica grave in atto o pregressa, fino a quando i valori della funzione epatica non sono tornati normali.

– Presenza o anamnesi di tumore epatico (benigno o maligno).

– Patologie maligne steroido–dipendenti accertate o sospette (ad esempio degli organi genitali o mammelle).

– Emorragia vaginale di natura non accertata.

– Anamnesi di cefalea con sintomi focali neurologici.

– Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

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Posologia

Modo di somministrazione: uso orale

Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse

Le compresse devono essere assunte ogni giorno all’incirca alla stessa ora, se necessario con un po’ di liquido, nell’ordine indicato sul blister. Assumere ogni giorno una compressa per 21 giorni consecutivi. Ciascuna confezione successiva deve essere iniziata dopo un intervallo di 7 giorni libero da pillola, durante il quale si verifica di solito una emorragia da sospensione. Questa inizia in genere entro 2–3 giorni dopo l’ultima compressa e può non essere terminata prima dell’inizio della confezione successiva.

Come iniziare Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse

Nessun trattamento contraccettivo ormonale precedente (nel mese passato)

L’assunzione delle compresse deve iniziare il primo giorno del ciclo mestruale naturale (cioè il primo giorno della mestruazione). È possibile iniziare anche tra il secondo ed il quinto giorno del ciclo ma, durante il primo ciclo, si raccomanda di impiegare anche un metodo di barriera nei primi sette giorni di assunzione delle compresse.

Passaggio da un altro contraccettivo ormonale di tipo combinato [contraccettivo orale di tipo combinato (COC), anello vaginale o cerotto transdermico]

L’assunzione da parte della donna delle compresse di Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse deve iniziare preferibilmente il giorno dopo l’ultima compressa attiva (l’ultima compressa contenente il principio attivo) del precedente COC, o al più tardi il giorno dopo il consueto intervallo libero da pillola o dopo l’ultima compressa di placebo del precedente COC. In caso di anello vaginale o cerotto transdermico, l’assunzione da parte della donna di Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse deve iniziare preferibilmente il giorno della rimozione, o al più tardi il giorno in cui sarebbe dovuta avvenire l’applicazione successiva.

Passaggio da un contraccettivo a base di solo progestinico (pillola a base di solo progestinico, iniezione o impianto) o da un impianto intrauterino a rilascio progestinico (spirale)

È possibile per la donna passare in qualunque momento dalla pillola a base di solo progestinico (da un impianto o dalla spirale il giorno in cui viene rimosso; da un anticoncezionale iniettabile, il giorno in cui è prevista l’iniezione successiva), ma in tutti questi casi deve essere raccomandato l’uso anche di un metodo di barriera per i primi 7 giorni di assunzione delle compresse.

Dopo un aborto al primo trimestre

È possibile da parte della donna iniziare immediatamente. In tal caso non c’è bisogno di ulteriori misure contraccettive.

Dopo un parto o un aborto al secondo trimestre

Si deve raccomandare alla donna di iniziare il trattamento nel periodo tra il 21° e il 28° giorno dopo il parto o l’aborto al secondo trimestre. Se inizia più tardi, si deve suggerire alla donna anche l’impiego di un metodo di barriera nei primi 7 giorni. Tuttavia se si fossero già avuti rapporti sessuali, prima di iniziare effettivamente l’assunzione del COC si deve escludere una gravidanza o la donna deve attendere la comparsa della prima mestruazione.

Per le donne che allattano – vedere paragrafo 4.6.

Comportamento in caso di mancata assunzione delle compresse

Se il ritardo nell’assunzione di una qualunque compressa è inferiore alle 12 ore, la protezione contraccettiva non risulta ridotta.

La compressa dimenticata deve essere presa non appena la donna si ricordi di farlo e le compresse successive devono essere assunte all’ora consueta.

Se il ritardo nell’assunzione di una qualunque compressa è superiore alle 12 ore, la protezione contraccettiva può risultare ridotta. Il comportamento in caso di mancata assunzione delle compresse può essere guidato dalle seguenti due regole basilari:

1. l’assunzione delle compresse non deve mai essere interrotta per più di 7 giorni.

2. una soppressione adeguata dell’asse ipotalamo–ipofisi–ovario richiede 7 giorni di assunzione ininterrotta delle compresse.

Di conseguenza, nella pratica quotidiana possono essere dati i seguenti suggerimenti:

Prima settimana

L’ultima compressa dimenticata deve essere presa non appena la donna si ricordi di farlo, anche se questo comporta l’assunzione di due compresse contemporaneamente. Assumerà poi le altre compresse all’orario abituale. Inoltre, nei successivi 7 giorni deve essere impiegato un metodo contraccettivo di barriera, ad esempio un profilattico. Se nei 7 giorni precedenti ha avuto rapporti sessuali, deve prendere in considerazione la possibilità di una gravidanza. Maggiore è il numero di compresse dimenticate e più ravvicinato è l’intervallo libero da pillola, maggiore è il rischio di una gravidanza.

Seconda settimana

L’ultima compressa dimenticata deve essere presa non appena la donna si ricordi di farlo, anche se questo comporta l’assunzione di due compresse contemporaneamente. Assumerà poi le altre compresse all’orario abituale. Non è necessario impiegare alcun metodo contraccettivo aggiuntivo, a condizione che, nei 7 giorni precedenti la prima compressa dimenticata, le compresse siano state assunte correttamente. Tuttavia, se le compresse dimenticate sono più di 1, si deve raccomandare l’impiego di precauzioni aggiuntive per 7 giorni.

Terza settimana

Considerata l’imminenza dell’intervallo di 7 giorni libero da pillola, il rischio di ridotta affidabilità contraccettiva è maggiore. Tuttavia, modificando lo schema di assunzione delle compresse si può ancora prevenire la riduzione della protezione contraccettiva. Adottando una delle seguenti opzioni non vi è pertanto necessità di usare metodi contraccettivi aggiuntivi, purché nei 7 giorni precedenti la prima compressa dimenticata tutte le compresse siano state prese correttamente. In caso contrario si raccomanda alla donna di seguire la prima delle due opzioni e di usare anche precauzioni aggiuntive nei successivi 7 giorni.

1. L’ultima compressa dimenticata deve essere presa non appena la donna si ricordi di farlo, anche se questo comporta l’assunzione di due compresse contemporaneamente. Assumerà poi le altre compresse all’orario abituale. La confezione successiva deve essere iniziata subito dopo aver terminato le compresse della precedente confezione, cioè senza osservare l’intervallo libero da pillola tra le due confezioni. È improbabile che si verifichi emorragia da sospensione prima della fine della seconda confezione; tuttavia, nei giorni di assunzione delle compresse, possono presentarsi spotting o emorragia da rottura.

2. Si può anche raccomandare alla donna di sospendere l’assunzione delle compresse della confezione in corso. Si deve allora osservare un intervallo libero da pillola che duri fino a 7 giorni, compresi quelli nei quali sono state dimenticate le compresse, e poi proseguire con un nuovo blister.

Qualora siano state dimenticate compresse e nel primo regolare intervallo libero da pillola non si presenti emorragia da sospensione, bisogna considerare l’eventualità di una gravidanza.

Raccomandazioni in caso di disturbi gastrointestinali

In caso di gravi sintomi gastrointestinali (ad esempio vomito o diarrea), l’assorbimento potrebbe non essere completo e devono essere adottate misure contraccettive aggiuntive. Se il vomito si verifica entro 3–4 ore dall’assunzione della compressa, deve essere assunta una nuova compressa (sostitutiva) appena possibile. La nuova compressa deve essere assunta, se possibile, entro 12 ore dall’orario consueto di assunzione delle compresse. Se sono trascorse più di 12 ore, si possono seguire le raccomandazioni in caso di mancata assunzione della compressa descritte nel paragrafo "Comportamento in caso di mancata assunzione delle compresse". Se la donna non vuole cambiare il suo normale schema di dosaggio, deve prendere una compressa aggiuntiva da un altro blister.

Come posticipare una mestruazione

Per ritardare una mestruazione si deve continuare con un altro blister di Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse senza osservare l’intervallo libero da pillola. L’estensione può protrarsi per quanto desiderato fino alla fine della seconda confezione. Durante questo periodo può manifestarsi emorragia da rottura o spotting. L’assunzione regolare di Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse viene quindi ripresa dopo il consueto intervallo di 7 giorni libero da pillola.

Per modificare la mestruazione in modo che abbia inizio un giorno della settimana diverso da quello consueto, la donna può abbreviare la durata dell’intervallo libero da pillola di quanti giorni si desidera. Più breve sarà l’intervallo, maggiore il rischio che non si presenti emorragia da sospensione e si verifichi emorragia da rottura e spotting durante l’assunzione delle compresse della seconda confezione (come quando si posticipa una mestruazione).

La sicurezza e l’efficacia di desogestrel negli adolescenti al di sotto dei 18 anni non è ancora stata stabilita. Non sono disponibili dati in merito.

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Avvertenze e precauzioni

Avvertenze

Qualora sia presente una qualunque delle condizioni o dei fattori di rischio indicati di seguito, i benefici dell’impiego del COC devono essere soppesati rispetto ai possibili rischi in ciascun caso individuale e discussi con la donna prima che decida di iniziare il trattamento. In caso di peggioramento, esacerbazione o di prima comparsa di uno qualsiasi di questi fattori di rischio, la donna deve contattare il medico. Il medico deve quindi decidere se l’assunzione del COC deve essere interrotta.

Disturbi circolatori

L’uso di qualsiasi contraccettivo orale combinato porta ad un aumentato rischio di tromboembolia venosa (TEV) rispetto al non uso. L’aumento di rischio di TEV è più alto durante il primo anno in cui una donna usa per la prima volta un contraccettivo orale combinato.

Studi epidemiologici hanno mostrato che l’incidenza di TEV in donne con nessun fattore di rischio noto per il TEV, che utilizzano una bassa dose di estrogeno (contraccettivi orali combinati con <50 mcg di etinilestradiolo) varia da circa 20 casi ogni 100.000 donne all’anno (per COC contenenti levonorgestrel) a 40 casi ogni 100.000 donne all’anno (per COC contenenti desogestrel/gestodene). Questo in confronto a 5–10 casi per 100.000 donne ogni anno tra le non utilizzatrici e 60 casi ogni 100.000 gravidanze. La TEV è mortale nell’1–2% dei casi.

Studi epidemiologici hanno anche associato l’uso dei COC ad un aumentato rischio di tromboembolia arteriosa (infarto miocardico, attacco ischemico transitorio).

Molto raramente nelle utilizzatrici della pillola anticoncezionale, è stato riportato il verificarsi di trombosi in altri vasi sanguigni, ad esempio epatici, mesenterici, renali, cerebrali o nelle vene e arterie retiniche. Non vi è consenso sul fatto che la comparsa di questi eventi sia associata all’impiego di contraccettivi ormonali.

I sintomi di eventi trombotici/tromboembolici venosi o arteriosi o di evento cerebrovascolare possono comprendere:

– inusuale dolore e/o gonfiore unilaterale alla gamba

– dolore al petto forte ed improvviso, che si irradi o meno al braccio sinistro

– improvvisa mancanza di respiro

– improvviso attacco di tosse

– mal di testa inusuale, grave e prolungato

– improvvisa perdita parziale o completa della visione

– diplopia

– difficoltà di parola o afasia

– vertigine

– collasso con o senza crisi epilettica focale

– debolezza o intorpidimento molto marcato che colpisca improvvisamente un lato o una parte del corpo

– disturbi motori

– addome acuto.

Il rischio di complicazioni da tromboembolia venosa nelle utilizzatrici di COC aumenta con:

– l’aumentare dell’età.

– una anamnesi famigliare (tromboembolia venosa in un fratello/sorella o genitore in età relativamente giovane). Se si sospetta la predisposizione ereditaria, la donna deve sottoporsi ad un consulto con uno specialista prima di decidere se usare un qualsiasi COC.

– immobilizzazione prolungata, importanti interventi chirurgici, qualunque operazione alle gambe o grave trauma. In queste circostanze è raccomandabile sospendere l’assunzione della pillola (in caso di chirurgia elettiva, almeno 4 settimane prima dell’intervento) e non riprenderla prima che siano trascorse due settimane dalla rimobilizzazione completa. Deve essere preso in considerazione il trattamento antitrombotico.

– obesità (indice di massa corporea superiore a 30 kg/m²).

– non vi è consenso sul possibile ruolo delle vene varicose e della tromboflebite superficiale nell’occorrenza e progressione della trombosi venosa.

Il rischio di complicazioni tromboemboliche arteriose o di eventi cerebrovascolari nelle utilizzatrici di COC

aumenta con:

– l’aumentare dell’età

– fumo (le donne di età superiore ai 35 anni devono essere fortemente consigliate di non fumare se desiderano utilizzare un COC)

– dislipoproteinemia

– ipertensione

– cefalea

– obesità (indice di massa corporea superiore a 30 kg/m²)

– una anamnesi famigliare (tromboembolia arteriosa in un fratello/sorella o genitore in età relativamente giovane). Se si sospetta la predisposizione ereditaria, la donna deve sottoporsi ad un consulto con uno specialista prima di decidere se usare un qualsiasi COC

– malattia cardiaca valvolare

– fibrillazione atriale

La presenza di un fattore di rischio grave o di fattori di rischio multipli, rispettivamente per la malattia venosa o arteriosa, può inoltre costituire una controindicazione. Deve anche essere presa in considerazione la possibilità di una terapia anticoagulante. Le utilizzatrici di COC devono essere specificamente indirizzate a contattare il loro medico in caso di possibili sintomi di trombosi. In caso di trombosi sospetta o accertata, l’uso del COC deve essere interrotto. A causa degli effetti teratogeni della terapia anticoagulante (cumarine) deve essere iniziato un metodo contraccettivo alternativo.

Durante il puerperio deve essere tenuto in considerazione l’aumentato rischio di tromboembolia (per informazioni su "Gravidanza e allattamento" – vedere paragrafo 4.6).

Altre malattie che sono state associate ad effetti indesiderati vascolari comprendono diabete mellito, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico–uremica, malattia infiammatoria intestinale cronica (malattia di Crohn o colite ulcerosa) e anemia falciforme.

Un aumento della frequenza e della gravità della cefalea durante l’uso di COC (che può essere prodromico ad un evento cerebrovascolare) potrebbe essere motivo di immediata interruzione del COC.

Tumori

In alcuni studi epidemiologici è stato riportato, nelle donne in trattamento a lungo termine con COC (> 5 anni), un aumentato rischio di cancro della cervice. Tuttavia continua a non esservi consenso su quanto questo risultato sia attribuibile ad effetti confondenti dovuti al comportamento sessuale e ad altri fattori quali il papilloma virus umano (HPV).

Una meta–analisi di 54 studi epidemiologici ha evidenziato che le donne che usano correntemente COC hanno un rischio relativo (RR = 1,24) lievemente aumentato di diagnosi di cancro della mammella. L’eccesso di rischio scompare gradualmente nel corso dei 10 anni successivi all’interruzione del trattamento con COC. Poiché nelle donne al di sotto dei 40 anni il cancro mammario è raro, il numero di casi in eccesso di cancro alla mammella diagnosticati nelle donne che assumono o hanno assunto di recente un COC è basso rispetto al rischio complessivo di cancro alla mammella. Questi studi non forniscono alcuna prova di rapporto causale. La tendenza all’aumentato rischio che è stata osservata può essere dovuta ad una più precoce diagnosi di cancro mammario nelle donne che assumono COC, agli effetti biologici degli stessi o ad una combinazione di entrambi i fattori. Il cancro alla mammella diagnosticato nelle utilizzatrici di contraccettivo orale tende ad essere clinicamente meno avanzato rispetto a quelli diagnosticati nelle donne che non hanno mai usato un contraccettivo orale.

In rari casi, sono stati riportati nelle utilizzatrici di COC tumori epatici benigni e, ancora più raramente, tumori epatici maligni. In casi isolati, questi tumori hanno provocato emorragia intraddominale che ha messo la paziente in pericolo di vita. Se una donna che assume i COC dovesse presentare forte dolore nella parte alta dell’addome, ingrossamento epatico o segni indicativi di emorragia intraddominale, nella diagnosi differenziale deve essere presa in considerazione la possibilità che si tratti di un tumore epatico.

Con l’uso di dosi più alte di COC (50 mcg di etinilestradiolo) si riduce il rischio di cancro all’endometrio e alle ovaie. Resta da confermare se questo è vero anche per i COC a dose più bassa.

Altre condizioni

Le donne con ipertrigliceridemia o con storia famigliare di tale condizione possono essere a maggior rischio di pancreatite quando usano i COC.

Sebbene lievi aumenti della pressione sanguigna siano stati riportati in molte donne che assumono COC, sono rari gli aumenti clinicamente rilevanti. Una interruzione del COC è giustificata solo in questi rari casi. Non è stato stabilito un rapporto sistematico tra l’uso di COC e l’ipertensione clinica. Se durante l’uso di un COC, in casi di ipertensione pre–esistente, i valori di pressione costantemente elevata o un aumento significativo della pressione non rispondono adeguatamente al trattamento con antipertensivi, il COC deve essere sospeso. Quando considerato appropriato, il COC può essere ripreso se i valori normotensivi possono essere ottenuti con una terapia antiipertensiva.

Sia durante la gravidanza che durante l’assunzione di COC è stata riportata la comparsa o l’aggravamento delle seguenti condizioni, anche in assenza di una evidenza conclusiva di una associazione con l’uso di COC: ittero e/o prurito da colestasi; calcoli biliari; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitico–uremica; corea di Sydenham; herpes gestationis; perdita dell’udito da otosclerosi.

In donne affette da angioedema ereditario, gli estrogeni esogeni possono indurre o esacerbare i sintomi di angioedema.

Disturbi acuti o cronici della funzione epatica possono necessitare l’interruzione di COC fino a quando i marker della funzionalità epatica siano tornati normali. La ricorrenza di ittero colestatico e/o prurito correlato a colestasi, verificatosi precedentemente durante la gravidanza o durante l’uso precedente di steroidi sessuali, necessita l’interruzione dei COC.

Sebbene i COC possano avere un effetto sulla resistenza all’insulina periferica e sulla tolleranza al glucosio, non ci sono evidenze che indichino la necessità di alterare il regime terapeutico nelle pazienti diabetiche che usano basse dosi di COC (contenenti <0,05 mg di etinilestradiolo). Tuttavia, le donne diabetiche devono essere attentamente seguite, particolarmente nei primi periodi dell’uso di COC.

Durante l’uso di COC è stato riportato il peggioramento della depressione endogena, dell’epilessia, della malattia di Crohn e della colite ulcerante.

Occasionalmente può comparire cloasma, soprattutto in donne con anamnesi di cloasma gravidico. Le donne con la tendenza al cloasma devono evitare l’esposizione alla luce del sole o alle radiazioni ultraviolette mentre assumono COC.

Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse contiene lattosio. Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, insufficienza dell’enzima Lapp lattasi o malassorbimento del glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale.

Esame medico/consulto

Prima di iniziare o di ricominciare la somministrazione di Deniselle 150 mcg /20 mcg compressesi deve raccogliere una completa anamnesi medica (compresa la storia famigliare) e si deve escludere la presenza di una gravidanza. Deve essere misurata la pressione sanguigna ed eseguito un esame fisico, secondo quanto indicato dalle controindicazioni (paragrafo 4.3) e dalle avvertenze (paragrafo 4.4). La donna deve anche essere invitata a leggere attentamente il foglio illustrativo per l’utilizzatore e di aderire alle raccomandazioni fornite. La frequenza ed il tipo di queste valutazioni devono basarsi su linee guida di pratica clinica comprovate ed essere adattato individualmente alla paziente.

Le donne devono essere avvisate che i contraccettivi orali non proteggono nei confronti dell’infezione da HIV (AIDS) o da altre malattie a trasmissione sessuale.

Riduzione dell’efficacia

L’efficacia dei COC può diminuire in caso di mancata assunzione delle compresse (paragrafo 4.2), disturbi gastrointestinali (paragrafo 4.2) o di assunzione contemporanea di altri medicinali (paragrafo 4.5).

Riduzione del controllo del ciclo

Durante l’assunzione di qualunque COC possono verificarsi emorragie irregolari (spotting e emorragia da rottura), soprattutto nei primi mesi di trattamento. Pertanto, la valutazione di una qualunque emorragia irregolare ha significato solo dopo una fase di assestamento di circa 3 cicli.

Se l’emorragia irregolare persiste o si verifica dopo cicli regolari precedenti, devono essere prese in considerazione cause non ormonali e sono indicate misure diagnostiche adeguate per escludere la presenza di tumori maligni o la gravidanza. Queste misure possono comprendere il raschiamento.

In alcune donne, l’emorragia da interruzione potrebbe non verificarsi durante l’intervallo senza compressa. Se il COC è stato assunto secondo le raccomandazioni descritte nel paragrafo 4.2, è improbabile che la donna sia incinta. Tuttavia, se il COC non è stato preso seguendo queste raccomandazioni precedentemente alla prima emorragia da interruzione mancata, o se non si verificano due emorragie da interruzione, deve essere esclusa la gravidanza prima di continuare ad usare il COC.

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Interazioni

Nota: per identificare potenziali interazioni, devono essere consultate le informazioni relative ad altri medicinali assunti contemporaneamente.

Influenza di altri medicinali su Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse

Le interazioni tra i contraccettivi orali e altri medicinali possono portare a emorragia da rottura e/o al fallimento della contraccezione. In letteratura sono state riportate le seguenti interazioni.

Metabolismo epatico

Possono verificarsi interazioni con farmaci che inducono gli enzimi epatici che possono portare ad un aumento della clearance degli ormoni sessuali [ad esempio fenitoina, barbiturici, primidone, carbamazepina, rifampicina, bosetan e medicinali per l’HIV (ad esempio ritonavir, nevirapina) e forse anche oxocarbazepina, topiramato, felbamato, griseofulvina e prodotti a base del medicinale erboristico Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)]. L’induzione enzimatica massima si osserva generalmente dopo circa 10 giorni, tuttavia può durare per almeno 4 settimane dopo l’interruzione della terapia farmacologica.

Interferenza con la circolazione enteroepatica

Il fallimento della contraccezione è stato anche riportato con antibiotici, come le penicilline e le tetracicline. Il meccanismo di questo effetto non è stato chiarito.

Trattamento

Le donne sottoposte a trattamenti a breve termine con farmaci appartenenti ad una qualunque delle summenzionate classi di medicinali o di principi attivi individuali (medicinali che inducono gli enzimi epatici) oltre alla rifampicina, devono temporaneamente adottare, in aggiunta al COC, un metodo contraccettivo di barriera, per tutta la durata di assunzione contemporanea del medicinale e nei 7 giorni successivi alla sua sospensione.

Nel caso di trattamento con rifampicina insieme al COC, deve essere usato un metodo di barriera per tutto il tempo di assunzione della rifampicina e nei 28 giorni successivi alla sua sospensione.

In caso di trattamento a lungo termine con principi attivi che inducono gli enzimi epatici, viene raccomandato l’impiego di un altro metodo contraccettivo affidabile non ormonale.

In caso di trattamento con antibiotici (a parte la rifampicina, vedere sopra) deve essere usato un metodo contraccettivo di barriera fino a 7 giorni dopo l’interruzione.

Se la somministrazione del medicinale concomitante va oltre la fine delle compresse del blister di COC, la confezione successiva di COC deve essere iniziata senza il consueto intervallo libero da pillola.

Influenza di Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse

I contraccettivi orali possono influenzare il metabolismo di alcuni altri principi attivi. Di conseguenza, le concentrazioni di plasma e tessuto possono aumentare (ad esempio ciclosporina) o diminuire (ad esempio lamotrigina).

Esami di laboratorio

L’impiego di steroidi anticoncezionali può influenzare i risultati di alcuni esami di laboratorio, tra i quali i parametri biochimici della funzionalità epatica, tiroidea, corticosurrenalica e renale, i livelli plasmatici delle proteine (di trasporto), per esempio della globulina legante i corticosteroidi e delle frazioni lipido/lipoproteiche, i parametri del metabolismo glucidico ed i parametri della coagulazione e della fibrinolisi. Le variazioni rientrano, in genere, nell’intervallo dei valori normali di laboratorio.

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Effetti indesiderati

Per effetti indesiderati gravi nelle utilizzatrici di COC vedere il paragrafo 4.4.

Vi è un aumentato rischio di tromboembolia venosa in tutte le donne che fanno uso di COC. Vedere il paragrafo 4.4 per informazioni sulle differenze di rischio tra i vari COC.

Classificazione per sistemi e organi Molto comune > 1/10 Comune/Non comune (più di 1/1.000 ma meno di 1/10) Raro meno di 1/1.000
Infezioni ed infestazioni     Candidiasi vaginale
Disturbi del sistema immunitario     Ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Ritenzione di fluidi  
Disturbi psichiatrici   Diminuzione della libido, depressione dell’umore, alterazione dell’umore Aumento della libido
Patologie del sistema nervoso   Cefalea, capogiro, agitazione  
Patologie dell’occhio     Intolleranza alle lenti a contatto
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Otosclerosi
Patologie vascolari   Emicrania, ipertensione Tromboembolia
Patologie gastrointestinali   Nausea, vomito  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Acne, eruzione cutanea, orticaria Eritema nodoso, eritema multiforme, prurito, alopecia
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Emorragie irregolari Amenorrea, dolorabilità al seno, dolore al seno, ipertrofia al seno, metrorragia Secrezioni vaginali, secrezione mammaria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Aumento di peso    

I seguenti effetti indesiderati gravi sono stati riportati in donne che usavano i COC e sono discussi nella sezione 4.4:

– Disturbi tromboembolici venosi;

– Disturbi tromboembolici arteriosi;

– Ipertensione;

– Tumori epatici;

– Verificarsi o peggioramento di condizioni per cui una associazione con l’uso di CO non è conclusiva: malattia di Crohn, colite ulcerosa, epilessia, emicrania, endometriosi, mioma uterino, porfiria, lupus eritematoso sistemico, herpes gestationis, corea di Sydenham, sindrome emolitico–uremica, ittero colestatico;

– Cloasma;

– Disturbi acuti o cronici della funzione epatica possono necessitare l’interruzione di COC fino a quando i marker della funzionalità epatica siano tornati normali;

– In donne affette da angioedema ereditario, gli estrogeni esogeni possono indurre o esacerbare i sintomi di angioedema.

La frequenza di diagnosi di cancro mammario è leggermente aumentata tra le utilizzatrici di OC. Poiché nelle donne al di sotto dei 40 anni il cancro mammario è raro, il numero di casi in eccesso è basso rispetto al rischio complessivo di cancro mammario. Non è noto un rapporto di causalità con COC. Per altre informazioni vedere paragrafi 4.3 e 4.4.

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Gravidanza e allattamento

Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse non è indicato durante la gravidanza.

Nel caso si verifichi una gravidanza durante l’uso di Deniselle 150 mcg /20 mcg compresse questo deve essere immediatamente interrotto. Ampi studi epidemiologici non hanno rivelato alcun aumento del rischio di difetti alla nascita nei bambini nati da madri che avevano usato COC prima della gravidanza, né alcun effetto teratogeno qualora i COC fossero stati inavvertitamente assunti durante la gravidanza.

L’allattamento al seno può essere influenzato dai COC, in quanto essi possono ridurre la quantità e modificare la composizione del latte materno. Pertanto, l’uso dei COC deve essere generalmente sconsigliato fino al termine dell’allattamento. Piccole quantità di steroidi contraccettivi e/o dei loro metaboliti possono essere escrete nel latte durante l’uso del COC. Queste quantità possono danneggiare il bambino.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità e dalla luce.

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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