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FARMACI CHE AGISCONO SU STRUTTURA OSSEA E MINERALIZZAZIONE

BONASOL

OS SOLUZ 70MG 4FL

BRUNO FARMACEUTICI SpA

Descrizione prodotto

BONASOL*OS SOLUZ 70MG 4FL

Principio attivo

ACIDO ALENDRONICO SALE SODICO TRIIDRATO

Forma farmaceutica

GOCCE OS/LIQUIDO OS

ATC livello 3

FARMACI CHE AGISCONO SU STRUTTURA OSSEA E MINERALIZZAZIONE

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

15.37


Codice ATC livello 5:
M05BA04

Codice AIC:
40622033


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’osteoporosi delle donne in età post–menopausale. L’alendronato riduce il rischio delle fratture delle vertebre e dell’anca.

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Composizione

Ogni dose singola da 100 ml contiene 70 mg di alendronato (sotto forma di 91,35 mg di alendronato sodico triidrato).

Eccipienti:

Ogni dose (100 ml) contiene 80 mg di metil paraidrossibenzoato (E218), 20 mg di propil paraidrossibenzoato (E216) e 6 mg di Giallo Tramonto (E110).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

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Eccipienti

Gomma xanthan (E415),

Ciclamato di sodio (E952),

Sucralosio (E955),

Giallo tramonto FCF (E110), Metil paraidrossibenzoato (E218),

Propil paraidrossibenzoato (E216)

Aroma di arancia contenente etanolo e idrossiani solo butilato

Acqua depurata

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Controindicazioni

• Patologie dell’esofago ed altri fattori che ritardano lo svuotamento dell’esofago quali stenosi ed acalasia

• Incapacità di mantenersi con il busto eretto in piedi o sedute per almeno 30 minuti

• Ipersensibilità all’alendronato o ad uno qualsiasi dei suoi eccipienti

• Ipocalcemia

• Pazienti che presentano difficoltà nel deglutire liquidi

• Pazienti a rischio di aspirazione

Vedere anche il paragrafo 4.4 ’Avvertenze speciali e precauzioni di impiego’.

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Posologia

Per somministrazione orale.

Il dosaggio raccomandato è di una unità–dose da 70 mg (100 ml) una volta a settimana. Per consentire l’assorbimento adeguato di alendronato.

Bonasol 70 mg soluzione orale settimanale deve essere assunta almeno 30 minuti prima di ingerire qualsiasi alimento, bevanda o medicinale della giornata, accompagnata esclusivamente da acqua di rubinetto. E’ probabile che altre bevande (inclusa l’acqua minerale), cibi e medicinali riducano l’assorbimento dell’alendronato (vedere paragrafo 4.5).

Per facilitare il transito nello stomaco, riducendo così la possibilità di irritazione locale e dell’esofago, ed eventuali effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.4)

• Le pazienti non dovrebbero distendersi fintanto che non abbiano mangiato qualcosa, il che deve avvenire almeno 30 minuti dopo l’assunzione della soluzione.

• Le pazienti non dovrebbero distendersi per almeno 30 minuti dopo l’assunzione di Bonasol 70 mg soluzione orale settimanale.

• Bonasol 70 mg soluzione orale settimanale deve essere ingerita soltanto al mattino al momento di alzarsi dal letto, sotto forma di una dose singola da 100 ml (intero contenuto del flaconcino) seguita da almeno 30 ml di acqua di rubinetto. E’ consentito assumere una quantità maggiore di acqua di rubinetto.

• Bonasol 70 mg soluzione orale settimanale non deve essere assunta al momento di coricarsi o prima di alzarsi al mattino.

Le pazienti devono assumere integratori di calcio e vitamina D se l’apporto dietetico non è adeguato (vedere paragrafo 4.4).

Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali, in particolare dopo 5 o più anni d’uso.

Uso in pazienti anziane: Dagli studi clinici non è emersa alcuna differenza età–correlata nei profili di efficacia o di sicurezza dell’alendronato. Pertanto non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio nelle pazienti anziane.

Uso in presenza di compromissione della funzione renale: Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio nelle pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (GFR) superiore a 35 ml/min. La somministrazione di alendronato non è raccomandato in pazienti con compromissione della funzione renale (GFR inferiore a 35 ml/min) per la mancanza di informazioni in proposito.

Uso nei bambini e negli adolescenti: L’alendronato è stato studiato in un modesto numero di pazienti e di età inferiore a 18 anni con osteogenesi imperfetta. I risultati degli studi non sono sufficienti per supportarne l’uso nei bambini.

L’alendronato non è stato studiato in relazione al trattamento dell’osteoporosi indotta dai glicocorticoidi.

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Avvertenze e precauzioni

Bonasol soluzione orale settimanale può provocare irritazione locale a carico della mucosa gastrointestinale superiore. Poiché esiste la possibilità di aggravamento della patologia di base, si deve usare cautela durante la somministrazione di Bonasol settimanale a pazienti con problemi del tratto digerente superiore, quali disfagia, malattie esofagee, gastrite, duodenite o ulcere, oppure a pazienti con un’anamnesi recente (entro l’ultimo anno) di una malattia importante dell’apparato digerente quali ulcera peptica, o sanguinamento gastro–intestinale attivo, o che sono state sottoposte a chirurgia del tratto digerente superiore (fatta eccezione per la piloroplastica) (vedere paragrafo 4.3). Per le pazienti con esofago di Barrett, i prescrittori dovrebbero valutare singolarmente i benefici ed i possibili rischi dell’alendronato.

Raramente, in pazienti che assumevano alendronato sono state segnalate reazioni a livello esofageo (talvolta gravi e tali da richiedere un ricovero ospedaliero) quali esofagite, ulcere ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagea. Pertanto, il medico deve fare particolare attenzione alla comparsa di qualsiasi segno o sintomo che indichi una possibile reazione esofagea ed avvisare la paziente di interrompere il trattamento con l’alendronato e di rivolgersi al medico nel caso in cui si verifichino sintomi da irritazione esofagea quali disfagia, dolore durante la deglutizione o dolore retrosternale, oppure insorgenza o peggioramento di pirosi.

Il rischio di eventi indesiderati gravi a livello esofageo è maggiore nelle pazienti che non assumono l’alendronato in maniera appropriata e/o che continuano ad assumere l’alendronato dopo lo sviluppo di sintomi riferibili ad irritazione esofagea. E’ molto importante che la paziente conosca bene e comprenda le modalità di assunzione del medicinale (vedere paragrafo 4.2 ’Posologia e modo di somministrazione’). Le pazienti devono essere informate che la mancata osservazione di queste istruzioni può fare aumentare il loro rischio di problemi esofagei.

Sebbene nel corso di ampi studi clinici non sia stato osservato un aumento di rischio, sono stati segnalati (dopo la commercializzazione) rari casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali gravi, ed associati a complicazioni.

In pazienti oncologiche, trattate con regimi terapeutici che comprendevano bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa, sono stati osservati casi di osteonecrosi mandibolare, generalmente associata ad estrazione dentale e/o infezione locale (osteomielite inclusa). Molte di queste pazienti erano trattate anche con chemioterapia e corticosteroidi. Osteonecrosi mandibolare è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con bifosfonati orali.

Prima del trattamento con bifosfonati, nelle pazienti con concomitanti fattori di rischio (come cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, scarsa igiene orale, malattia periodontale) è opportuno prendere in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con appropriate procedure odontoiatriche preventive. Durante il trattamento, queste pazienti devono evitare, per quanto possibile, procedure odontoiatriche invasive. Nelle pazienti che sviluppano osteonecrosi mandibolare durante la terapia con bifosfonati, la chirurgia odontoiatrica può aggravare la loro condizione. Per le pazienti che necessitano di chirurgia dentale, non esistono dati tali da suggerire che l’interruzione del trattamento con i bifosfonati possa ridurre il rischio di osteonecrosi mandibolare.

Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascuna paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.

Nelle pazienti trattate con bifosfonati sono stati segnalati dolore a carico delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli. Nell’esperienza dopo la commercializzazione tali sintomi sono stati raramente di grado severo e/o invalidanti (vedere paragrafo ’4.8). Il tempo prima dell’insorgenza dei sintomi oscillava da un giorno a vari mesi dopo l’inizio del trattamento. La maggior parte delle pazienti ha riportato un miglioramento dopo la sospensione del medicinale. Un sottogruppo di pazienti ha presentato una recidiva dei sintomi dopo aver ripreso il medesimo medicinale oppure un bifosfonato diverso.

Fratture atipiche del femore

Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale.

Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore.

L’uso dell’alendronato non è raccomandato nelle pazienti con insufficienza renale con GFR inferiore a 35 ml/min, (vedere paragrafo 4.2).

Si devono considerare altre cause di osteoporosi oltre alla carenza di estrogeni e all’età.

L’ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con alendronato (vedere paragrafo 4.3). Vanno trattati efficacemente anche altri disordini del metabolismo minerale (come una carenza di vitamina D ed ipoparatiroidismo). Nelle pazienti con questi disturbi, durante la terapia con Bonasol settimanale, è necessario controllare il calcio sierico ed i sintomi di ipocalcemia.

A causa degli effetti positivi dell’alendronato sull’incremento della mineralizzazione dell’osso, può verificarsi una riduzione dei livelli sierici del calcio e del fosfato. Di solito, tali riduzioni sono modeste ed asintomatiche. Tuttavia vi sono state alcune rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, qualche volta gravi, che si sono verificate in soggetti con condizioni predisponenti (quali ipoparatiroidismo, carenza di vitamina D e malassorbimento del calcio). E’ particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glicocorticoidi.

Questo medicinale contiene lo 0,15 % del volume in etanolo (alcol), ovvero fino a 115 mg per dose, pari a 3 ml di birra o a 1,3 ml di vino per ogni dose. E’ dannoso per i soggetti alcolisti. Questo dev’essere tenuto presente per i gruppi ad alto rischio come le pazienti che soffrono di malattie epatiche o epilessia.

Eccipienti

Bonasol 70 mg soluzione orale settimanale contiene il colorante Giallo Tramonto (E110), metil paraidrossibenzoato (E218) e propil paraidrossibenzoato (E216) che possono provocare reazioni allergiche.

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Interazioni

Se assunti contemporaneamente, è probabile che alimenti e bevande (compresa l’acqua minerale), integratori di calcio, antiacidi ed altri medicinali per uso orale interferiscano con l’assorbimento dell’alendronato. Pertanto, le pazienti devono lasciare trascorrere almeno 30 minuti dopo aver preso l’alendronato prima dell’assunzione orale di qualsiasi altro medicinale (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Non sono prevedibili altre interazioni con medicinali di importanza clinica. Negli studi clinici alcune pazienti sono state trattate con estrogeni (per via intravaginale, transdermica o orale) mentre ricevevano alendronato. Non sono stati osservati effetti indesiderati attribuibili all’uso concomitante di questi medicinali.

Poiché l’uso di FANS è associato ad irritazione gastrointestinale, è opportuno prestare particolare attenzione quando questi medicinali vengono assunti contemporaneamente all’alendronato.

Sebbene non siano stati eseguiti studi specifici di interazione, l’alendronato è stato utilizzato negli studi clinici in associazione con una vasta gamma di medicinali di uso comune senza dare luogo ad evidenze di effetti avversi di rilevanza clinica.

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Effetti indesiderati

In uno studio della durata di un anno che ha coinvolto donne in post–menopausa e con osteoporosi, i profili generali di sicurezza delle compresse di alendronato con somministrazione settimanale (n=519) ed alendronato 10 mg die (n=370) sono risultati simili.

In due studi della durata di tre anni, con schema virtualmente identico, eseguiti su donne in post–menopausa (alendronato 10 mg: n=196; placebo: n= 397), i profili generali di sicurezza per l’alendronato 10 mg die e per placebo sono risultati simili.

Gli eventi avversi segnalati dai ricercatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente correlabili al medicinale sono riportati nella tabella seguente quando, nello studio della durata di un anno, si sono verificati nell’1% di uno qualsiasi dei due gruppi di trattamento, oppure quando, negli studi della durata di tre anni, si sono verificati nell’1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e con una frequenza maggiore di quanto osservato per le pazienti trattate con placebo:

  Studio durato un anno Studi durati tre anni
  Alendronato compressa settimanale (n=519) % Alendronato 10 mg die (n=370) % Alendronato 10 mg die (n=196) % Placebo (n=397) %
Effetti gastrointestinali        
Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8
Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5
Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3
Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0
Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8
Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8
Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8
Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0
Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5
Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3
Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0
Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0
Effetti muscoloscheletrici        
Dolori muscoloscheletrici (ossei, muscolari o articolari) 2,9 3,2 4,1 2,5
Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0
Effetti neurologici        
Cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5

Durante gli studi clinici e/o l’uso post marketing sono stati segnalati anche i seguenti effetti indesiderati:

[Comuni (>1/100, < 1/10), Non comuni (>1/1000, < 1/100), Rari (>1/10.000, < 1/1000), Molto rari (< 1/10.000 compresi casi isolati)]

Disturbi del sistema immunitario:

Rari: reazioni di ipersensibilità inclusi orticaria ed angioedema

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Rari: ipocalcemia sintomatica, spesso associata a condizioni predisponenti (vedere paragrafo 4.4)

Patologie del sistema nervoso: Comuni: cefalea, disgeusia

Patologie dell’occhio:

Rari: uveite, sclerite, episclerite

Patologie gastrointestinali:

Comuni: dolore addominale, dispepsia, stipsi, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido

Non comuni: nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena

Rari: stenosi esofagea*, ulcerazione orofaringea*, perforazione, ulcerazione, sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore (vedere paragrafo 4.4)

*vedere paragrafi 4.2 e 4.4

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Non comuni: rash, prurito, eritema, alopecia

Rari: rash con fotosensibilizzazione

Molto rari e casi isolati: casi isolati di reazioni cutanee gravi incluse sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica

Patologie del sistema muscoloscheletrico:

Comuni: dolori muscoloscheletrici (ossei, muscolari o articolari)

Rari: Nei pazienti trattati con bifosfonati sono stati segnalati casi di osteonecrosi mandibolare. La maggior parte di queste segnalazioni riguarda pazienti oncologiche, ma si sono vetrificati casi anche in pazienti trattati per osteoporosi. Solitamente, l’osteonecrosi mandibolare è associata con estrazione dentaria e/o infezione locale (inclusa l’osteomielite). Sono considerati fattori di rischio anche diagnosi di tumore, chemioterapia, radioterapia, terapia con corticosteroidi e scarsa igiene orale; dolori muscoloscheletrici gravi (ossei, muscolari o articolari) (vedere paragrafo 4.4)

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Rari: sintomi transitori come da risposta della fase acuta (mialgia, malessere e raramente, febbre), tipicamente associati all’inizio della terapia.

Durante l’esperienza dopo la commercializzazione sono state segnalate le seguenti reazioni (frequenza non nota):

Patologie del sistema nervoso: capogiro Patologie dell’orecchio e del labirinto: vertigine

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: tumefazione articolare, fratture da stress della dialisi femorale prossimale (vedere paragrafo 4.4).

Durante l’esperienza post–marketing sono state riportate le seguenti reazioni (frequenza rara): Fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bisfosfonati).

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, edema periferico

Esami diagnostici

Negli studi clinici sono state osservate diminuzioni lievi e transitorie dei livelli sierici di calcio e fosfato in circa il 18 ed il 10% rispettivamente delle pazienti trattate con alendronato 10 mg/die vs circa il 12 ed il 3% di quelle trattate con placebo. Tuttavia, le incidenze delle riduzioni del calcio sierico fino a <8,0, mg/dl (2,0 mmol/l) e del fosfato sierico fino a 2,0 mg/dl (0,65 mmol/l) erano simili nei due gruppi di trattamento.

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Gravidanza e allattamento

L’alendronato non deve essere usato in gravidanza. Non esistono dati adeguati sull’uso dell’alendronato in donne in gravidanza. Studi eseguiti su animali non hanno indicato effetti nocivi diretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrio–fetale o post–natale. L’alendronato somministrato a ratte in gravidanza ha provocato distocia associata a ipocalcemia nelle madri (vedere paragrafo 5.3).

Uso durante l’allattamento

Non è noto se nella specie umana l’alendronato sia escreto nel latte materno. Date le indicazioni, l’alendronato non dovrebbe essere utilizzato in donne che allattano.

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Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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