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DIURETICI AD AZIONE DIURETICA MAGGIORE

FUROSEMIDE TEVA

20CPR 500MG

TEVA ITALIA Srl

Descrizione prodotto

FUROSEMIDE TEVA*20CPR 500MG

Principio attivo

FUROSEMIDE

Forma farmaceutica

COMPRESSE

ATC livello 3

DIURETICI AD AZIONE DIURETICA MAGGIORE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

12.41


Codice ATC livello 5:
C03CA01

Codice AIC:
40642011


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Furosemide Teva 500 mg compresse è destinato esclusivamente per l’uso uso in pazienti con filtrazione glomerulare gravemente ridotta (velocità di filtrazione glomerulare [VFG] < 20 ml/min.).

Furosemide Teva 500 mg compresse è indicato come diuretico nella gestione dell’oliguria nell’insufficienza renale cronica (vedere paragrafo 4.4).

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Composizione

Ogni compressa contiene 500 mg di furosemide.

Eccipienti

Ogni compressa contiene 111,8 mg di lattosio monoidrato equivalenti a 106,2 mg di lattosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Lattosio monoidrato

Amido di mais

Silice colloidale anidra

Talco

Magnesio stearato

Ferro ossido giallo (E172)

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Controindicazioni

• Ipersensibilità a furosemide, sulfonamidi o a uno qualsiasi degli eccipienti.

• Clearance renale normale e funzionalità renale ridotta con VFG > 20 ml/min., a causa del rischio di grave perdita di fluidi ed elettroliti in tali casi.

• Insufficienza renale con anuria.

• Coma e precoma epatico.

• Ipopotassiemia.

• Iponatremia.

• Ipovolemia o disidratazione.

• Allattamento.

• Intossicazione da glicosidi cardiaci.

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Posologia

Somministrazione orale.

La dose deve essere regolata individualmente, prevalentemente in base alla risposta al trattamento. Va sempre usata la dose minima efficace.

Adulti

La dose iniziale è di 250 mg di furosemide (mezza compressa).

La dose deve essere regolata con attenzione nei pazienti con insufficienza renale cronica al fine di risolvere gradualmente l’edema: se non si ottiene una diuresi soddisfacente, la dose può essere aumentata a incrementi di 250 mg, a intervalli di 4-6 ore, fino ad una dose massima di 2 compresse (1000 mg).

Devono essere monitorati lo stato di idratazione e gli elettroliti sierici del paziente e deve essere valutata periodicamente la risposta al trattamento.

La durata del trattamento dipende dalla natura e gravità della malattia.

Bambini e adolescenti

La dose da 500 mg non è raccomandata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni a causa della scarsità di dati disponibili sulla sicurezza e l’efficacia del prodotto. Altre forme farmaceutiche o dosaggi potrebbero essere maggiormente appropriati per la somministrazione a questa popolazione di pazienti.

Insufficienza epatica

Si raccomanda di eseguire una cauta titolazione fino a quando non si ottiene la risposta richiesta (vedere anche paragrafi 4.3 e 4.4).

Pazienti anziani

Si raccomanda di eseguire una cauta titolazione fino a quando non si ottiene la risposta richiesta.

Modo di somministrazione

Somministrazione orale: la compressa va ingerita intera, senza masticarla, senza cibo e con una quantità adeguata di liquidi (ad es., un bicchiere d’acqua).

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Avvertenze e precauzioni

L’effetto diuretico deve essere monitorato mediante sospensioni periodiche del farmaco.

Un monitoraggio particolarmente attento è richiesto nei pazienti con:

• ipotensione;

• diabete mellito manifesto o latente (la glicemia deve essere monitorata regolarmente);

• gotta (l’acido urico sierico deve essere monitorato regolarmente);

• ostruzione delle vie urinarie (ad es., ipertrofia prostatica, idronefrosi, stenosi uretrale);

• ipoproteinemia, ad es. nella sindrome nefrosica (la dose deve essere titolata con attenzione);

• cirrosi epatica e concomitante compromissione renale;

• pazienti particolarmente a rischio di un improvviso e inatteso calo di pressione, ad es. pazienti con disturbi cerebrovascolari o coronaropatia;

• neonati prematuri (rischio di nefrocalcinosi/nefrolitiasi; la funzionalità renale deve essere monitorata e deve essere eseguita un’ecografia renale). Nei bambini prematuri con sindrome da distress respiratorio, il trattamento diuretico con furosemide nelle prime settimane di vita può aumentare il rischio di dotto arterioso pervio.

Furosemide deve essere somministrata nei pazienti con disturbi della minzione (ad es., ipertrofia prostatica), solo se si riesce a mantenere un flusso urinario non ostruito, dal momento che un improvviso flusso di urina potrebbe determinare anuria con sovradistensione vescicale.

Gli elettroliti sierici (specialmente potassio, sodio e calcio), il bicarbonato, la creatinina, l’urea, l’acido urico e la glicemia devono essere monitorati regolarmente durante la terapia a lungo termine con furosemide. Un monitoraggio particolarmente attento è necessario nei pazienti ad alto rischio di disturbi elettrolitici o in caso di perdita significativa di fluidi (ad es., a causa di ipercalcemia acuta, vomito, diarrea o sudorazione intensa). Il rischio di ipopotassiemia deve essere preso in considerazione soprattutto in presenza di cirrosi epatica, terapia concomitante con corticosteroidi o abuso di lassativi e dieta controllata. Furosemide può anche esacerbare l’alcalosi metabolica preesistente. Di conseguenza, devono essere corrette ipovolemia, disidratazione, disturbi elettrolitici e squilibri acido-base. Questo può richiedere l’interruzione temporanea del trattamento con furosemide.

La perdita di peso dovuta alla maggiore escrezione urinaria non deve superare 1 kg al giorno, indipendentemente dal livello di escrezione urinaria.

La dose deve essere regolata con cautela nei pazienti con sindrome nefrosica a causa del maggiore rischio di eventi avversi.

Somministrazione concomitante di risperidone

Negli studi controllati con placebo su pazienti anziani con demenza, è stata osservata una maggiore incidenza della mortalità negli individui trattati con furosemide e risperidone (7,3%, età media 89 anni, intervallo 75-97 anni) rispetto ai pazienti trattati con risperidone in monoterapia (3,1%, età media 84 anni, intervallo 70-96 anni) o con furosemide in monoterapia (4,1%, età media 80 anni, intervallo 67-90 anni). La somministrazione concomitante di risperidone e altri diuretici (principalmente tiazidici a basse dosi) non è stata associata a rilievi analoghi.

Da queste osservazioni non è emerso alcun meccanismo patofisiologico o singolo schema causale per i decessi. Di conseguenza, si deve prestare cautela e valutare i rischi e l’indicazione di questa combinazione o dell’associazione di altri potenti diuretici al risperidone, prima di iniziare il trattamento. L’incidenza della mortalità non è aumentata nei pazienti trattati con altri diuretici in associazione al risperidone. Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione era un fattore di rischio generale per la mortalità e va quindi evitata nei pazienti anziani con demenza (vedere paragrafo 4.3).

Furosemide non è raccomandata per la diuresi preventiva nei pazienti ad alto rischio di nefropatia da radiocontrasto (vedere paragrafo 4.5).

La somministrazione di furosemide 500 mg può determinare risultati positivi negli esami anti-doping. Inoltre, l’uso di furosemide come sostanza dopante può mettere a rischio la salute.

Questo farmaco contiene lattosio. I pazienti con problemi ereditari rari quali intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi oppure malassorbimento di glucosio-galattosio devono evitare di assumere questo medicinale.

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Interazioni

La somministrazione concomitante di furosemide e glucocorticoidi, carbenoxolone o lassativi può determinare una maggiore perdita di potassio con il rischio di ipopotassiemia. A tale proposito, forti quantità di liquirizia esercitano la stessa funzione del carbenoxolone.

La somministrazione concomitante di carbamazepina può aumentare il rischio di iponatremia.

Gli agenti antinfiammatori non steroidei (FANS) (ad es., indometacina, acido acetilsalicilico) possono ridurre l’effetto di furosemide. I FANS possono condurre a un’insufficienza renale acuta nei pazienti trattati con furosemide che sviluppano ipovolemia o disidratazione.

Probenecid, metotrexato e altri agenti che subiscono una significativa secrezione tubulare renale come furosemide possono ridurne l’effetto. Furosemide può ridurre l’eliminazione renale di queste sostanze, il che può determinare maggiori livelli sierici e un maggiore rischio di eventi avversi, specialmente nei pazienti che assumono una terapia ad alto dosaggio con furosemide o l’altro agente associato.

È stato segnalato che la somministrazione concomitante di fenitoina riduce l’effetto di furosemide.

Poiché il sucralfato riduce l’assorbimento intestinale di furosemide riducendone l’effetto, le due sostanze vanno somministrate ad almeno 2 ore di distanza.

Occorre tenere conto del fatto che la sensibilità miocardica ai glicosidi cardiaci può essere maggiore a causa dell’ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia indotta da furosemide. Il rischio di aritmie ventricolari (incluse torsioni di punta può aumentare in combinazione con agenti associati alla sindrome del QT lungo (ad es., la terfenadina, alcuni agenti antiaritmici di classe I e III) e in presenza di disturbi elettrolitici.

La tossicità dei salicilati a dosi elevate può aumentare durante il trattamento concomitante con furosemide.

Furosemide può aumentare gli effetti avversi degli agenti nefrotossici (ad es., antibiotici quali aminoglicosidi, cefalosporine, polimixine).

Il deterioramento della funzionalità renale può avvenire nei pazienti che assumono furosemide con dosi elevate di alcune cefalosporine.

L’ototossicità degli aminoglicosidi (ad es., kanamicina, gentamicina, tobramicina) e di altri agenti ototossici può aumentare in caso di utilizzo concomitante di furosemide. I disturbi uditivi che ne conseguono possono essere irreversibili. L’associazione di questi agenti deve quindi essere evitata.

La possibilità che insorgano disturbi uditivi deve essere presa in considerazione quando si co-somministrano cisplatino e furosemide. Se si considera necessaria la diuresi forzata con furosemide durante il trattamento con cisplatino, furosemide deve essere utilizzata soltanto a basse dosi (ad es., 40 mg in caso di funzionalità renale normale) e nei pazienti con positivo equilibrio dei fluidi. In caso contrario, la nefrotossicità del cisplatino può aumentare.

L’associazione di furosemide e litio determina una ridotta escrezione di litio e, di conseguenza, un aumento degli effetti cardiotossici e neurotossici di tale sostanza. I livelli di litio devono essere quindi monitorati con attenzione nei pazienti che richiedono tale trattamento associato.

È da prevedere un calo marcato della pressione durante la somministrazione concomitante di furosemide e altri antipertensivi, diuretici o agenti in grado di abbassare la pressione. In particolare, sono stati segnalati forti riduzioni della pressione fino al punto di collasso e peggioramento della funzionalità renale (in casi isolati, insufficienza renale acuta) quando sono stati somministrati per la prima volta, o per la prima volta a una dose maggiore, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o bloccanti del recettore dell’angiotensina II (ARB). Ove possibile, la terapia con furosemide deve essere quindi interrotta temporaneamente o almeno la dose deve essere ridotta per i 3 giorni precedenti all’inizio o alla titolazione in aumento del trattamento con ACE-inibitori o ARB.

Furosemide può aumentare l’effetto della teofillina e dei miorilassanti di tipo curarico.

Furosemide può ridurre l’effetto degli agenti antidiabetici e delle ammine pressorie (ad es., epinefrina, norepinefrina).

Si raccomanda cautela nei pazienti trattati con risperidone e prima dell’inizio della terapia devono essere valutati i rischi e l’indicazione della somministrazione concomitante di furosemide o altri potenti diuretici (vedere paragrafo 4.4).

La somministrazione concomitante di ciclosporina A e furosemide è stata associata a un maggiore rischio di gotta, a causa dell’iperuricemia indotta da furosemide e dell’influenza della ciclosporina sull’escrezione renale di acido urico.

Il peggioramento della funzione renale è risultato più comune dopo l’esame radiologico con contrasto nei pazienti ad alto rischio di disturbi associati ai mezzi di contrasto trattati con furosemide, rispetto ai pazienti che avevano ricevuto soltanto l’idratazione endovenosa prima della procedura.

In casi isolati, sono stati osservati vampate di calore, sudorazione, irrequietezza, nausea, aumento della pressione e tachicardia nelle 24 ore successive alla somministrazione di cloralio idrato e furosemide per via endovenosa. L’uso concomitante di furosemide e cloralio idrato deve quindi essere evitato.

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Effetti indesiderati

Gli eventi avversi sono classificati in base alla frequenza secondo le seguenti categorie.

Molto comuni ≥1/10

Comuni ≥1/100 e <1/10

Non comuni ≥1/1000 e <1/100

Rari ≥1/10.000 e <1/1000

Molto rari <1/10.000

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comuni: trombocitopenia

Rare: eosinofilia, leucopenia

Molto rare: anemia emolitica, anemia aplastica, agranulocitopenia

Disturbi del sistema immunitario:

Non comuni: prurito, reazioni cutanee e delle membrane mucose (vedere Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo)

Rari: febbre, vasculite, nefrite interstiziale, gravi reazioni anafilattiche e anafilattoidi quali shock anafilattico (vedere paragrafo 4.9)

Patologie endocrine

A seguito della somministrazione di furosemide, la tolleranza al glucosio può subire un deterioramento e si può sviluppare iperglicemia. Nei pazienti con diabete mellito manifesto, questo può condurre a un peggioramento della situazione metabolica. Il diabete mellito latente può divenire manifesto.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comuni: i disturbi elettrolitici e dei fluidi si osservano frequentemente durante il trattamento con furosemide a causa della maggiore escrezione di elettroliti. Si raccomanda pertanto il regolare monitoraggio degli elettroliti sierici (in particolare potassio, sodio e calcio).

La possibilità di disturbi elettrolitici dipende dalle co-morbidità (ad es., cirrosi epatica, insufficienza cardiaca), dalla terapia concomitante (vedere paragrafo 4.5) e dalla nutrizione.

Possono insorgere iponatremia e sintomi corrispondenti a causa della maggiore perdita renale di sodio, soprattutto in presenza di un apporto ridotto di sodio. I sintomi più comuni della deplezione di sodio sono apatia, crampi alle gambe, inappetenza, vomito e confusione.

A causa della maggiore perdita renale di potassio, può insorgere l’ipopotassiemia, che può essere associata a sintomi neuromuscolari (debolezza muscolare, parestesia, paresi), intestinali (vomito, stipsi, timpanite), renali (poliuria, polidipsia) e cardiaci (disturbi di conduzione e del pacemaker), specialmente in caso di concomitante apporto ridotto di potassio e/o aumento della perdita di potassio extra-renale (ad es., per vomito o diarrea cronici). Una grave perdita di potassio può condurre a paralisi dell’ileo o perdita di conoscenza e coma.

La maggiore perdita di calcio può determinare ipocalcemia che, in rari casi, può causare tetania.

Una maggiore perdita di magnesio renale può condurre a ipomagnesiemia e, in rari casi, causare tetania o alterazioni del ritmo cardiaco.

L’alcalosi metabolica può insorgere o peggiorare a seguito della perdita di fluidi ed elettroliti durante il trattamento con furosemide.

Durante il trattamento con furosemide, si sviluppa comunemente iperuricemia, che può condurre alla gotta nei pazienti predisposti.

I livelli di colesterolo e trigliceridi sierici possono aumentare durante il trattamento con furosemide.

Patologie del sistema nervoso

Rare: parestesia

Nei pazienti con insufficienza epatica può insorgere encefalopatia epatica.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Rare: a causa dell’ototossicità di furosemide, possono insorgere raramente disturbi uditivi e/o tinnito prevalentemente reversibili. Questa possibilità deve essere presa in considerazione soprattutto per l’iniezione endovenosa rapida, in particolare nei pazienti con insufficienza renale o ipoproteinemia (ad es., nella sindrome nefrosica).

Patologie vascolari

L’eccessiva diuresi può condurre a disturbi circolatori, specialmente negli anziani e nei bambini, che si manifestano principalmente in forma di cefalea, capogiri, disturbi visivi, secchezza del cavo orale e sete, ipotensione e disturbi della regolazione ortostatica. Si possono verificare disidratazione, collasso circolatorio dovuto a ipovolemia ed emoconcentrazione. Quest’ultima può aumentare il rischio di trombosi, soprattutto negli anziani.

Patologie gastrointestinali

Rare: patologie gastrointestinali (ad es., nausea, vomito, diarrea).

Patologie epatobiliari

Molto rare: pancreatite acuta, colestasi intraepatica, aumento dei livelli di transaminasi epatiche

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: prurito, reazioni cutanee e delle membrane mucose (ad es., esantema bolloso, orticaria, porpora, eritema multiforme, pemfigoide bollosa, dermatite esfoliativa, fotosensibilità).

Rare: vasculite

Molto rare: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica

Patologie renali e urinarie

Si può osservare un aumento transitorio dei livelli sierici di creatinina e urea. Con furosemide possono insorgere o peggiorare i sintomi delle occlusioni delle vie urinarie (ad es., nell’iperplasia prostatica, idronefrosi, stenosi uretrale). Si può verificare ritenzione urinaria con complicazione secondaria.

Rare: nefrite interstiziale

Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali

Nei neonati prematuri trattati con furosemide può insorgere nefrolitiasi e/o nefrocalcinosi.

Nei bambini prematuri con sindrome da distress respiratorio, il trattamento diuretico con furosemide nelle prime settimane di vita può aumentare il rischio di dotto arterioso pervio.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Rare: febbre

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

In gravidanza, furosemide deve essere utilizzato soltanto per brevi periodi se assolutamente necessario poiché attraversa la placenta.

I diuretici non sono normalmente indicati per il trattamento dell’ipertensione e dell’edema nella gravidanza dal momento che riducono la perfusione placentare e, di conseguenza, la crescita intrauterina.

Nel caso in cui sia necessario somministrare furosemide per trattare l’insufficienza cardiaca o renale in gravidanza, i livelli elettrolitici ed ematocritici e la crescita fetale devono essere attentamente monitorati. Con furosemide sono stati segnalati lo spostamento della bilirubina dal legame con l’albumina e il conseguente aumento del rischio di ittero nucleare nell’iperbilirubinemia.

La furosemide attraversa la placenta e raggiunge il 100% delle concentrazioni sieriche materne nel sangue ombelicale. Ad oggi, non sono state riferite malformazioni nell’uomo che potrebbero essere collegate all’esposizione a furosemide. Non esistono dati sufficienti a determinare in modo definitivo i potenziali effetti nocivi del farmaco sull’embrione e il feto. È possibile che venga stimolata la produzione di urina fetale in utero. In neonati prematuri trattati con furosemide è stata segnalata urolitiasi.

Allattamento

La furosemide viene escreta nel latte materno e inibisce l’allattamento. Pertanto, non deve essere somministrata alle donne che allattano. In caso contrario, è necessario interrompere l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).

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Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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