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CONTRACCETTIVI ORMONALI SISTEMICI

SIBILLA

21CPR RIV 2MG+0,03MG

GEDEON RICHTER ITALIA Srl

Descrizione prodotto

SIBILLA*21CPR RIV 2MG+0,03MG

Principio attivo

DIENOGEST/ETINILESTRADIOLO

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

CONTRACCETTIVI ORMONALI SISTEMICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

14.00


Codice ATC livello 5:
G03AA

Codice AIC:
40829018


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Contraccezione orale.

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Composizione

Sibilla 2 mg/0,03 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene 2 mg di dienogest e 0,03 mg di etinilestradiolo.

Eccipiente: ogni compressa rivestita con film contiene 47,66 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa:

Lattosio monoidrato

Amido di mais

Ipromellosa di tipo 2910

Talco

Potassio poliacrilato

Magnesio stearato

Rivestimento:

Alcool polivinilico

Titanio diossido (E171)

Macrogol 3350

Talco

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Controindicazioni

I contraccettivi orali di associazione non devono essere usati quando sia presente una qualsiasi delle condizioni elencate di seguito. Qualora una di queste condizioni si manifesti per la prima volta durante l’utilizzo del contraccettivo orale di associazione, il prodotto deve essere immediatamente sospeso.

Sibilla non deve essere utilizzato in uno qualsiasi dei seguenti casi:

•  Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;

•  Trombosi venosa in atto o in anamnesi (trombosi venosa profonda, embolia polmonare);

•  Trombosi arteriosa in atto o in anamnesi (es. infarto del miocardio) o condizioni prodromiche (es. angina pectoris e attacco ischemico passeggero);

•  La presenza di fattore(i) di rischio grave(i) o molteplici di trombosi arteriosa:

    - diabete mellito con sintomi vascolari

    - ipertensione grave

    - dislipoproteinemia grave

•  Predisposizione ereditaria o acquisita per trombosi venosa o arteriosa, come resistenza ad APC, carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S, iperomocisteinemia e anticorpi-antifosfolipidi (anticorpi-anticardiolipina, lupus anticoagulante);

•  Tabagismo (vedere paragrafo 4.4);

•  Grave patologia epatica in atto o in anamnesi fino a che i valori degli esami di funzionalità epatica non siano rientrati nella norma;

•  Tumori epatici (benigni o maligni) in atto o in anamnesi;

•  Neoplasie sostenute da steroidi sessuali accertate o sospette (es. degli organi genitali o del seno);

•  Perdite ematiche vaginali prive di diagnosi;

•  Episodio cerebrovascolare in atto o in anamnesi;

•  Pancreatite in atto o pregressa se associata ad ipertrigliceridemia grave.

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Posologia

Posologia

Come prendere Sibilla

Le compresse devono essere assunte tutti i giorni alla stessa ora circa, se necessario con un poco di liquido, secondo l’ordine indicato sulla confezione del blister. Ogni compressa deve essere presa quotidianamente per 21 giorni consecutivi. Ogni successiva confezione verrà iniziata dopo un intervallo di 7 giorni senza compresse, durante il quale di solito si verifica il sanguinamento da sospensione. Questo inizia di solito durante il secondo o terzo giorno dopo l’ultima compressa ed è possibile che non sia cessato prima che venga iniziata la successiva confezione.

Come iniziare l’assunzione di Sibilla

In caso di nessun uso precedente di un contraccettivo ormonale (durante l’ultimo mese)

L’uso di Sibilla deve iniziare il primo giorno del ciclo naturale della donna (cioè il primo giorno della sua mestruazione). Se assunto correttamente, la protezione contraccettiva si ottiene dal primo giorno di assunzione della compressa. Se l’assunzione della compressa viene iniziata tra il secondo e il quinto giorno, si deve usare un metodo di contraccezione aggiuntivo non ormonale (metodo barriera) durante i primi sette giorni di assunzione delle compresse.

In caso di passaggio da un altro metodo contraccettivo ormonale di associazione (contraccettivo orale di associazione, anello vaginale, cerotto trans-dermico)

La donna deve iniziare ad assumere Sibilla preferibilmente il giorno dopo aver preso l’ultima compressa attiva (l’ultima compressa contenente i principi attivi) del suo contraccettivo orale di associazione precedente, ma al più tardi il giorno seguente l’usuale intervallo libero senza compresse o con placebo del suo precedente contraccettivo orale di associazione.

In caso di utilizzo di un anello vaginale o di un cerotto trans-dermico, la donna deve cominciare ad usare Sibilla preferibilmente il giorno della rimozione, ma al più tardi quando sarebbe dovuta avvenire la successiva applicazione.

In caso di passaggio da un metodo contraccettivo basato unicamente sul progesterone (pillola contenente solo progesterone, iniezione, impianto o dispositivo intrauterino rilasciante progesterone (IUS))

Se precedentemente si assumeva la mini-pillola, il cambiamento può essere effettuato in un qualsiasi giorno della settimana; il passaggio da un impianto o da uno IUS deve essere fatto nel giorno stesso della rimozione; il passaggio da un contraccettivo iniettabile deve essere fatto nel giorno in cui sarebbe stata eseguita la successiva iniezione. In tutti questi casi è necessario l’uso aggiuntivo di un metodo contraccettivo non ormonale (metodo barriera) per i primi 7 giorni di assunzione di Sibilla.

Dopo un aborto avvenuto nel primo trimestre

La donna può iniziare la terapia immediatamente; nel farlo, non è necessario che adotti misure anticoncezionali aggiuntive.

Dopo il parto o dopo un aborto avvenuto nel secondo trimestre

Le donne devono essere avvisate di iniziare ad utilizzare Sibilla in un periodo compreso fra 21 e 28 giorni dopo il parto o l’aborto avvenuto nel secondo trimestre. Qualora inizi più tardi, la donna deve essere avvisata di usare un metodo di barriera aggiuntivo per i primi 7 giorni. Comunque, se avesse già avuto rapporti sessuali, deve essere esclusa una gravidanza prima dell’effettivo inizio dell’uso del contraccettivo orale di associazione oppure la paziente deve attendere il suo primo ciclo mestruale.

Uso di Sibilla in donne che allattano al seno

Per l’allattamento vedere il paragrafo 4.6.

Gestione delle compresse dimenticate

Se il ritardo nell’assunzione di una qualsiasi compressa è inferiore alle 12 ore, la protezione anticoncezionale non viene ridotta. La paziente deve prendere la compressa non appena se ne ricorda e deve prendere le compresse successive alla solita ora.

Se il ritardo nell’assunzione di una qualsiasi compressa è superiore alle 12 ore, la protezione anticoncezionale può essere ridotta. La gestione delle compresse dimenticate può seguire le seguenti due regole fondamentali:

•  l’assunzione delle compresse non deve essere mai interrotta per più di 7 giorni;

•  un’assunzione ininterrotta delle compresse pari a 7 giorni è richiesta per ottenere una soppressione adeguata dell’asse ipotalamico-ipofisario-ovarico.

Di conseguenza, nella pratica giornaliera si può consigliare quanto segue:

Settimana 1

La paziente deve prendere l’ultima compressa dimenticata non appena se lo ricorda, anche se ciò comporterà l’assunzione contemporanea di due compresse. Continuerà poi a prendere le compresse alla solita ora. In aggiunta, deve usare un metodo di barriera come il profilattico per i seguenti 7 giorni. Se c’è stato un rapporto nei precedenti 7 giorni, deve essere presa in considerazione la possibilità di una gravidanza. Più numerose sono le compresse dimenticate e più sono vicine all’intervallo senza compressa, tanto maggiore è il rischio di gravidanza.

Settimana 2

La paziente deve prendere l’ultima compressa dimenticata non appena se lo ricorda, anche se ciò comporterà l’assunzione contemporanea di due compresse. Continuerà poi a prendere le compresse alla solita ora. A condizione che la paziente abbia assunto le sue compresse correttamente nei 7 giorni precedenti alla prima compressa dimenticata, non vi è alcuna necessità di utilizzare precauzioni anticoncezionali aggiuntive. Comunque, se si fosse dimenticata di più di una compressa, sarà necessario consigliarla di adottare delle precauzioni aggiuntive per 7 giorni.

Settimana 3

Il rischio di riduzione dell’affidabilità è considerevole a causa dell’imminente intervallo di 7 giorni senza compresse. Comunque, modificando il programma di assunzione delle compresse, si può ancora prevenire la riduzione della protezione anticoncezionale.

Aderendo ad una delle due opzioni seguenti, pertanto, non vi è alcun bisogno di ricorrere a precauzioni contraccettive aggiuntive, a condizione che nei 7 giorni precedenti la prima dimenticanza la paziente abbia preso correttamente tutte le compresse. Se così non fosse, deve seguire la prima di queste due opzioni e adottare anche ulteriori precauzioni per i successivi 7 giorni.

1.  La paziente deve prendere l’ultima compressa dimenticata non appena se lo ricorda, anche se ciò comporterà l’assunzione contemporanea di due compresse. Continuerà poi a prendere le compresse alla solita ora. La successiva confezione blister deve essere iniziata non appena termina quella in uso, ovvero senza intervallo tra le due confezioni. È improbabile che la paziente abbia una mestruazione da sospensione prima del completamento della seconda confezione, tuttavia può accusare la comparsa di qualche macchia di sangue (spotting) o di sanguinamento da rottura nei giorni di assunzione delle compresse.

2.  La paziente può anche interrompere l’assunzione delle compresse dell’attuale confezione blister. Deve poi avere un intervallo senza compresse fino a 7 giorni, compresi i giorni in cui si è dimenticata delle compresse, e in seguito continuare con la successiva confezione blister.

Se la paziente dimentica le compresse e successivamente non accusa sanguinamento da sospensione durante il primo intervallo senza compresse, deve essere presa in considerazione la possibilità di una gravidanza.

Avvertenze in caso di disturbi gastro-intestinali

In caso di vomito o diarrea grave entro 3-4 ore dopo l’assunzione della compressa rivestita con film, l’assorbimento può non essere completo e devono essere adottate misure anticoncezionali aggiuntive.

In questi casi, una nuova compressa (sostituzione) deve essere presa il prima possibile. La nuova compressa deve essere presa se possibile entro 12 ore dal consueto momento dell’assunzione della compressa. Se sono trascorse più di 12 ore, risulta applicabile l’avvertenza riguardante le compresse dimenticate, così come descritta nella sezione 4.2 “Gestione delle compresse dimenticate”. Se la donna non desidera cambiare il suo normale programma di assunzione delle compresse, deve prendere la/le compressa/e extra da un’altra confezione blister.

Come rimandare un sanguinamento da sospensione

Per ritardare una mestruazione la donna deve continuare con un’altra confezione blister di Sibilla evitando l’intervallo senza compresse. La durata del ritardo può venire protratta a piacere fino all’utilizzazione completa delle compresse della seconda confezione. Nel corso della durata del ritardo la donna può accusare sanguinamento da rottura o la comparsa di spotting. La regolare assunzione di Sibilla verrà poi ripresa dopo il consueto intervallo di 7 giorni senza compresse.

Per spostare le mestruazioni ad un altro giorno della settimana diverso da quello a cui la donna è abituata secondo il suo attuale programma, le si può consigliare di accorciare l’intervallo senza compresse di quanti giorni desidera. Più breve è l’intervallo, più alta è la probabilità che non abbia un sanguinamento da sospensione ma che invece accusi sanguinamento da rottura e la comparsa di spotting durante la confezione successiva (proprio come quando si ritarda una mestruazione).

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Avvertenze e precauzioni

Avvertenze

Qualora sia presente una qualsiasi delle condizioni/fattori di rischio elencati di seguito, i benefici derivanti dall’uso del contraccettivo orale di associazione devono essere valutati a fronte dei possibili rischi per ciascuna paziente e discussi con lei prima che decida di utilizzare il farmaco. Nel caso di un peggioramento, di un inasprimento o di una prima comparsa di una qualsiasi di queste condizioni o fattori di rischio, la donna deve essere avvertita di rivolgersi al medico. Il medico deve poi decidere se l’utilizzo del contraccettivo orale di associazione deve essere interrotto.

Disturbi di circolazione

A causa delle condizioni potenzialmente gravi associate al tromboembolismo (vedere paragrafo 4.8), la presenza di fattori di rischio (come vene varicose, tromboflebite e trombosi in fase avanzata, cardiopatia, sovrappeso significativo, disturbi della coagulazione), sono necessari esami diagnostici attenti prima di iniziare l’uso di contraccettivo orale di associazione.

L’impiego di qualsiasi contraccettivo orale di associazione comporta, rispetto al suo non utilizzo, un aumento del rischio di tromboembolismo venoso (TEV). Il massimo livello di rischio che si verifichi TEV si ha durante il primo anno in cui una paziente assume un contraccettivo orale di associazione. Il massimo livello di rischio di TEV associato all’uso di un contraccettivo orale di associazione è minore rispetto a quello associato alla gravidanza, che è di 60 casi per 100.000 gravidanze. Il TEV è fatale nell’1-2% dei casi.

Il rischio di TEV associato a contraccettivi orali di associazione contenenti levonorgestrel contenenti 0,03 mg di etinilestradiolo è di circa 20 casi per 100.000 anni-donna.

Risultati e studi post-marketing non hanno mostrato un rischio maggiore con l’uso associato di dienogest e etinilestradiolo rispetto a contraccettivi orali di associazione contenenti levonorgestrel.

Studi epidemiologici hanno inoltre associato l’uso di contraccettivi ormonali di associazione con un aumentato rischio di tromboembolismo arterioso (infarto miocardico, attacco ischemico transitorio).

Molto raramente, nelle utilizzatrici della pillola anticoncezionale, sono stati segnalati casi di trombosi verificatisi in altri vasi sanguigni, per esempio nei vasi epatici, mesenterici, renali, cerebrali o in vene ed arterie della retina. Non vi è accordo sul fatto che il verificarsi di questi episodi sia o meno associato all’uso dei contraccettivi ormonali.

I sintomi di eventi trombotici/tromboembolici venosi o arteriosi possono comprendere:

•  insolito dolore e/o gonfiore ad una gamba;

•  improvviso forte dolore toracico, indipendentemente dalla irradiazione al braccio sinistro;

•  improvvisa difficoltà a respirare;

•  improvvisa crisi di tosse;

•  qualsiasi insolita, forte e prolungata cefalea;

•  improvvisa perdita parziale o completa della vista;

•  diplopia;

•  difficoltà nel parlare o afasia;

•  vertigini;

•  collasso con o senza convulsioni focali;

•  debolezza o marcata insensibilità improvvisa che interessa un lato od una parte del corpo;

•  disturbi motori;

•  addome “acuto”.

Nelle utilizzatrici di contraccettivi orali di associazione il rischio di complicanze tromboemboliche venose aumenta con:

•  il progredire dell’età;

•  anamnesi familiare positiva (tromboembolismo venoso a qualsiasi età in un fratello o sorella o in un genitore in età relativamente giovanile). Se si sospetta una predisposizione ereditaria la donna deve rivolgersi ad uno specialista per ricevere un consiglio prima di decidere se fare uso di qualsiasi tipo di contraccettivo orale di associazione;

•  immobilizzazione prolungata, interventi chirurgici importanti, qualsiasi intervento chirurgico alle gambe, o un trauma importante. In queste situazioni è consigliabile sospendere la pillola (nei casi di chirurgia d’elezione almeno 4 settimane prima) e non riprenderne l’uso prima di due settimane dalla completa rimobilitazione. Qualora l’assunzione delle pillole non fosse stata sospesa in anticipo si deve prendere in considerazione un trattamento antitrombotico;

•  obesità (un indice di massa corporea superiore ai 30 kg/m²).

Non vi è accordo circa il possibile ruolo svolto dalla presenza di vene varicose o di tromboflebiti superficiali per quanto riguarda l’inizio o la progressione di trombosi venose.

Il rischio di complicanze tromboemboliche arteriose o di un episodio cerebrovascolare nelle utilizzatrici di un contraccettivo orale di associazione aumenta con:

•  il progredire dell’età;

•  dislipoproteinemia;

•  ipertensione;

•  emicrania;

•  obesità (un indice di massa corporea superiore ai 30 kg/m²);

•  un’anamnesi familiare positiva (tromboembolismo arterioso a qualsiasi età in un fratello o sorella o in un genitore in età relativamente giovanile). Se si sospetta una predisposizione ereditaria la donna deve rivolgersi ad uno specialista per ricevere un consiglio prima di decidere se fare uso di qualsiasi tipo di contraccettivo orale di associazione;

•  patologia cardiaca valvolare;

•  fibrillazione atriale;

•  fumo: nei fumatori i contraccettivi orali di associazione aumentano il rischio di gravi condizioni cardiovascolari (come infarto miocardico e ictus); il rischio aumenta con l’età e con il numero di sigarette fumate.

Le donne con più di 35 anni d’età devono essere fermamente avvertite di non fumare se desiderano utilizzare un contraccettivo orale di associazione. Se la donna non smette di fumare, deve utilizzare un altro metodo contraccettivo, in particolare in presenza anche di fattori di rischio concomitanti.

La presenza di un unico grave fattore di rischio o di fattori di rischio multipli rispettivamente per patologie venose o arteriose può anche costituire una controindicazione. Deve essere anche presa in considerazione la possibilità di attuare una terapia anticoagulante. Devono essere avvertite in modo specifico le utilizzatrici di contraccettivi orali di associazione perché prendano contatto con il medico nel caso di possibili sintomi di trombosi. Nel caso di una trombosi sospetta o accertata, l’uso del contraccettivo orale deve essere interrotto. Si deve iniziare un’adeguata alternativa anticoncezionale data la teratogenicità della terapia anticoagulante (cumarinici).

Si deve prendere in considerazione l’aumento del rischio di tromboembolismi durante il puerperio (per informazioni su “Fertilità, gravidanza e allattamento” vedere il paragrafo 4.6).

Altre condizioni patologiche che sono state associate ad effetti indesiderati vascolari includono il diabete mellito, il lupus eritematoso sistemico, la sindrome uremica emolitica e la patologia infiammatoria cronica dell’intestino (malattia di Crohn o colite ulcerosa), nonché l’anemia mediterranea.

Un aumento della frequenza o della gravità dell’emicrania durante l’uso di un contraccettivo orale di associazione (che può essere prodromico di un problema cerebrovascolare) può costituire un buon motivo per un’interruzione immediata del contraccettivo orale.

Tumori

In alcuni studi epidemiologici è stato segnalato un rischio maggiore di sviluppare una neoplasia del collo dell’utero da parte di chi utilizza da molto tempo i contraccettivi orali di associazione (> 5 anni), ma continua la controversia in merito a quanto questo dato possa essere riferito agli effetti confondenti del comportamento sessuale e ad altri fattori, quali il papilloma virus umano (HPV).

Una meta-analisi tratta da 54 studi epidemiologici ha segnalato che esiste un lieve incremento del rischio relativo (RR = 1,24) di subire una diagnosi di carcinoma mammario in donne che normalmente usano i contraccettivi orali di associazione. L’aumento del rischio scompare gradualmente durante il corso dei 10 anni successivi all’interruzione dell’uso del contraccettivo orale. Dato che il carcinoma del seno è un evento raro in donne al di sotto dei 40 anni di età, il sovra-numero delle diagnosi di carcinoma del seno nelle utilizzatrici di contraccettivi orali attuali ed in tempi recenti, è piccolo in relazione al rischio globale di sviluppare un carcinoma della mammella.

In rari casi, tumori epatici benigni, ed ancora più raramente, tumori epatici maligni sono stati osservati nelle donne che utilizzano i contraccettivi orali di associazione. In casi isolati, questi tumori hanno prodotto emorragie intra-addominali potenzialmente fatali. La presenza di un tumore epatico deve essere presa in considerazione nell’ambito di una diagnosi differenziale quando, in donne che assumono un contraccettivo orale si manifestano forte dolore nei quadranti superiori dell’addome, ingrossamento del fegato o segni di emorragia intra-addominale.

Altre patologie

Donne affette da ipertrigliceridemia o per le quali questa risulti nell’anamnesi familiare, possono correre un rischio aumentato di pancreatite quando utilizzano i contraccettivi orali di associazione.

Benché in molte donne che assumono i contraccettivi orali di associazione siano stati segnalati modesti incrementi dei valori pressori, aumenti clinicamente significativi sono rari. Un’immediata sospensione nell’uso del contraccettivo orale è giustificata solo in questi rari casi. Se, durante l’uso di un contraccettivo orale in una donna precedentemente ipertesa, valori costanti di pressione arteriosa alta o un aumento significativo della pressione arteriosa non rispondono adeguatamente al trattamento anti-ipertensivo, il contraccettivo orale deve essere sospeso. Dove lo si consideri un comportamento corretto, l’uso del contraccettivo orale può essere ripreso se si possono ottenere valori pressori normali tramite la terapia anti-ipertensiva.

Si è notato che le seguenti condizioni possono manifestarsi o peggiorare sia per la gravidanza che per l’uso del contraccettivo orale, ma le evidenze di una associazione con l’utilizzo del contraccettivo orale non sono conclusive: ittero e/o prurito dovuto a colestasi; calcoli biliari; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome uremica emolitica; corea di Sydenham; herpes gravidico; perdita dell’udito legata all’otosclerosi. Nelle donne con angioedema ereditario gli estrogeni esogeni possono indurre o aggravare i sintomi di angioedema.

I disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono richiedere la sospensione dell’uso del contraccettivo orale di associazione finché gli indici della funzionalità epatica non ritornano entro i valori normali. Una recidiva di ittero colestatico e/o di prurito correlato a colestasi che è avvenuto in precedenza nel corso di una gravidanza o durante il precedente uso di steroidi sessuali richiede la sospensione del contraccettivo orale di associazione.

Sebbene i contraccettivi orali di associazione possano avere un effetto sulla resistenza periferica all’insulina e alla tolleranza al glucosio, non vi è evidenza della necessità di modificare il regime terapeutico nelle diabetiche che utilizzano contraccettivi orali di associazione. Tuttavia, le donne diabetiche devono essere tenute sotto attenta osservazione, particolarmente nelle prime fasi dell’uso di un contraccettivo orale di associazione.

È stato segnalato il peggioramento di depressione endogena, dell’epilessia, del morbo di Crohn e della colite ulcerosa durante l’uso di contraccettivi orali di associazione.

Può occasionalmente verificarsi cloasma, specialmente nelle donne con anamnesi di cloasma gravidico. Le donne con una tendenza al cloasma devono evitare l’esposizione al sole o ai raggi ultravioletti mentre fanno uso di contraccettivi orali di associazione.

Visita medica

Prima di iniziare o ricominciare l’uso di Sibilla bisogna raccogliere una anamnesi completa (inclusa l’anamnesi familiare) ed escludere una gravidanza in atto. Bisogna misurare la pressione arteriosa ed effettuare una visita medica, in funzione delle contro-indicazioni (vedere paragrafo 4.3) e delle avvertenze (vedere paragrafo 4.4). Bisogna spiegare alla donna che deve leggere il foglio illustrativo attentamente e seguire i consigli che vengono dati. La frequenza e la natura delle visite devono essere stabilite in funzione di linee guida consolidate per la pratica medica ed essere adattate alle esigenze individuali della donna.

Bisogna avvertire le donne che i contraccettivi orali non proteggono contro l’infezione da HIV (AIDS) ed altre patologie trasmesse per via sessuale.

Riduzione dell’efficacia

L’efficacia dei contraccettivi può essere ridotta qualora, ad esempio, vengano dimenticate le compresse (vedere paragrafo 4.2), nel caso si verifichino disturbi gastrointestinali (vedere paragrafo 4.2) oppure durante una terapia concomitante (vedere paragrafo 4.5).

Riduzione del controllo del ciclo

Con tutti i contraccettivi orali di associazione, si possono verificare sanguinamenti irregolari (comparsa di macchie di sangue o sanguinamento da rottura), specie durante i primi mesi d’uso. Pertanto, la valutazione di sanguinamenti irregolari ha senso solo dopo un periodo di adattamento di circa tre cicli.

Se il sanguinamento irregolare persiste o si verifica dopo cicli precedenti regolari, allora bisogna prendere in considerazione cause non ormonali e sono indicate indagini diagnostiche adeguate per escludere un tumore maligno oppure una gravidanza. Tra di esse vi può essere anche il raschiamento.

In alcune donne il sanguinamento da sospensione può non avvenire durante l’intervallo senza compresse. Se il contraccettivo orale a base di una associazione è stato assunto secondo le indicazioni descritte nella sezione 4.2, è improbabile che la donna sia gravida. Tuttavia, se il contraccettivo orale non è stato assunto secondo queste indicazioni prima del primo sanguinamento da sospensione mancato oppure se quest’ultimo non si è verificato per due volte di seguito, bisogna escludere una gravidanza prima di continuare l’uso del contraccettivo orale di associazione.

Le interazioni con altri medicinali che aumentano la clearance degli steroidi sessuali possono causare sanguinamento da rottura e ridotta efficacia contraccettiva (vedere paragrafo 4.5).

Le specialità medicinali erboristiche contenenti l’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) non devono essere assunte in concomitanza con Sibilla, per via dell’effetto di riduzione dei livelli plasmatici e dell’efficacia clinica dell’associazione dienogest-etinilestradiolo (vedere paragrafo 4.5).

Questo medicinale contiene 47,66 mg di lattosio monoidrato per compressa. Le pazienti affette da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

Interazioni con altri medicinali

Le interazioni tra i contraccettivi orali ed altri medicinali possono determinare sanguinamento da rottura e/o fallimento del contraccettivo. Le seguenti interazioni sono state segnalate in letteratura.

I seguenti principi attivi possono ridurre la concentrazione sierica degli steroidi sessuali contenuti in Sibilla:

•  tutti i prodotti medicinali che aumentano la motilità gastrointestinale, ad es. metaclopramide;

•  principi attivi che inducono gli enzimi microsomiali nel fegato, ad es. rifampicina, rifabutina, barbiturici, medicinali antiepilettici (come barbexaclone, carbamazepina, oxcarbazepina, fenitoina, primidone, topiramato e felbamato), griseofulvina, modafinil, Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum); è stato riferito che sia gli inibitori della proteasi dell’HIV (ad es. ritonavir) che gli inibitori della transcriptasi inversa non nucleosidici (ad es. nevirapina) e le associazioni di entrambi possono influenzare il metabolismo epatico;

•  alcuni antibiotici (ad es. ampicillina, tetraciclina) in alcune donne, possibilmente a causa della riduzione della circolazione enteroepatica degli estrogeni.

Donne in trattamento a breve termine (fino a 1 settimana) con una qualsiasi delle classi di medicinali sopraelencate oppure con i singoli principi attivi devono temporaneamente usare un metodo di barriera oltre al contraccettivo orale di associazione ovvero durante la somministrazione del medicinale concomitante e per 7 giorni dopo la sua sospensione.

Per le donne in trattamento con rifampicina, deve essere usato un metodo di barriera oltre al contraccettivo orale di associazione per tutta la durata della somministrazione della rifampicina e per i 28 giorni dopo la sua sospensione. Se la somministrazione del medicinale concomitante procede oltre la fine delle compresse nella confezione blister del contraccettivo orale di associazione, la confezione successiva del contraccettivo orale deve essere iniziata senza il consueto intervallo senza compresse.

Nelle donne in trattamento a lungo termine con principi attivi che inducono gli enzimi epatici, si raccomanda un altro metodo contraccettivo affidabile non ormonale.

I seguenti principi attivi possono aumentare la concentrazione sierica degli steroidi sessuali contenuti in Sibilla:

•  principi attivi che inibiscono la sulfazione dell’etinilestradiolo nella parete gastrointestinale, ad es. acido ascorbico o paracetamolo;

•  atorvastatina (AUC di etinilestradiolo aumentato del 20%);

•  principi attivi che inibiscono gli enzimi microsomiali nel fegato, quali imidazolici antifungini (ad es. fluconazolo), indinavir e troleandomicina.

In base agli studi di inibizione in vitro, dienogest non inibisce l’enzima del citocromo P450 entro la concentrazione applicata, pertanto non sono previste interazioni con questo medicinale.

I contraccettivi orali possono influenzare il metabolismo di altri principi attivi. Pertanto, è possibile che le concentrazioni plasmatiche e tissutali aumentino (per es. ciclosporina, diazepam e alcune altre benzodiazepine, teofillina, glucocorticoidi) o diminuiscano (per es. lamotrigina, clorofibrato, paracetamolo, morfina, lorazepam e altre benzodiazepine).

Esami di laboratorio

L’uso di steroidi contraccettivi può influenzare i risultati di alcuni esami di laboratorio, tra cui i parametri biochimici del fegato, della tiroide e della funzione renale e surrenale, i livelli plasmatici di proteine (con funzioni di trasporto), quali la globulina a cui si legano i corticosteroidi e le frazioni lipidiche/lipoproteiche, i parametri del metabolismo dei carboidrati ed i parametri della coagulazione e della fibrinolisi. Le variazioni generalmente rimangono entro i valori normali di riferimento.

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Effetti indesiderati

Per gli effetti indesiderati gravi nelle utilizzatrici di contraccettivi orali di associazione, vedere paragrafo 4.4.

Le frequenze degli effetti indesiderati durante l’uso di 2 mg di dienogest e 0,03 mg di etinilestradiolo per la contraccezione orale e per il trattamento dell’acne moderatamente grave negli studi clinici (N=4.942) sono riassunti nella seguente tabella.

Le percentuali di frequenza degli effetti indesiderati sono basate sulle seguenti categorie:

•  molto comune (≥1/10)

•  comune (≥1/100, <1/10)

•  non comune (≥1/1000, <1/100)

•  raro (≥1/10.000, <1/1000)

•  molto raro (<1/10.000),

•  non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

All’interno di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine decrescente di gravità.

Classificazione per sistemi e organi Comune Non comune Raro Non nota
Infezioni ed infestazioni   Vaginite/vulvovaginite candidosi vaginale o infezioni vulvovaginali da fungo Salpingo-ooforite, infezione delle vie urinarie, cistite, mastite, cervicite, infezioni da fungo, candidosi, herpes orale, influenza, bronchite, sinusite, infezioni delle vie aeree superiori, infezioni virali  
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)     Leiomioma uterino, lipoma della mammella  
Patologie del sistema emolinfopoietico     Anemia  
Disturbi del sistema immunitario     Ipersensibilità  
Patologie endocrine     Virilismo  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Aumento dell’appetito Anoressia  
Disturbi psichiatrici   Umore depresso Depressione, disturbi mentali, insonnia, disturbi del sonno, aggressione Modificazioni dell’umore, libido aumentata o diminuita
Patologie del sistema nervoso Cefalea Capogiro, emicrania Ictus ischemico disturbi cerebrovascolari, distonia  
Patologie dell’occhio     Occhi secchi, occhi irritati, oscillopsia, deterioramento della vista Intolleranza alle lenti a contatto
Patologie dell’orecchio e del labirinto     Perdita dell’udito, tinnito, vertigini, deterioramento della capacità di sentire  
Patologie cardiache     Disturbi cardiovascolari, tachicardia¹  
Patologie vascolari   Ipertensione, ipotensione Trombosi/embolia polmonare, tromboflebite, ipertensione diastolica, disregolazione ortostatica, vampate di calore, vene varicose, fastidio alle vene, dolore alle vene  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Asma, iperventilazione  
Patologie gastrointestinali   Dolore addominale², nausea, vomito, diarrea Gastrite, enterite, dispepsia  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Acne, alopecia, esantema della cute³, prurito4 Dermatite allergica, dermatite atopica/neurodermatite, eczema, psoriasi, iperidrosi, cloasma, alterazioni pigmetarie/iper-pigmentazione, seborrea, forfora, irsutismo, modificazioni della pelle, reazioni cutanee, pelle a buccia d’arancia, nevo a stella Orticaria, eritema nodoso, eritema multiforme
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Mal di schiena, patologie muscoloscheletriche, mialgia, dolore alle estremità  
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Dolore mammario5 Sanguinamenti irregolari da sospensione6, sanguinamenti episodici7, aumento di volume mammario8, edema mammario, dismenorrea, secrezione vaginale, cisti ovarica, dolore pelvico Displasia cervicale, cisti degli annessi uterini, dolore agli annessi uterini, cisti alle mammelle, mastopatia fibrocistica, dispareunia, galattorrea, disturbi mestruali Secrezione mammaria
Patologie congenite, familiari e genetiche     Mammella accessoria  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Affaticamento9 Dolore toracico, edema periferico, malattia simil-influenzale, infiammazione, piressia, irritabilità Ritenzione di liquidi
Esami diagnostici   Cambiamenti di peso10 Aumento dei livelli dei trigliceridi nel sangue, ipercolesterolemia  

¹  inclusa velocità cardiaca accelerata

²  incluso dolore al quadrante addominale superiore e inferiore, fastidio/gonfiore addominale.

³  incluso esantema maculare

4  incluso prurito generalizzato

5  inclusi fastidio mammario e dolorabilità mammaria

6  incluse menorragia, ipomenorrea, oligomenorrea e amenorrea

7  consistente in emorragia vaginale e metrorragia

8  incluso gonfiore della mammella/gonfiore

9  incluse astenia e indisposizione generale

10  inclusi aumento, riduzione e fluttuazione del peso

I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati in donne che usavano contraccettivi orali di associazione, che vengono discusse nel paragrafo 4.4:

•  patologie tromboemboliche venose;

•  patologie tromboemboliche arteriose;

•  ipertensione;

•  tumori epatici;

•  comparsa o peggioramento di condizioni per le quali l’associazione con i contraccettivi orali di associazione non è stato conclusivo: morbo di Crohn, colite ulcerosa, porfiria, lupus eritematoso sistemico, herpes gestazionale, corea di Sydenham, sindrome uremica emolitica, ittero colestatico;

•  cloasma.

La frequenza della diagnosi di carcinoma della mammella è lievemente aumentata tra le donne che fanno uso di contraccettivi orali. Dato che il carcinoma della mammella è raro al di sotto dei 40 anni di età, il numero in eccesso è piccolo rispetto al rischio globale di carcinoma della mammella.

Per ulteriori informazioni, vedere paragrafi 4.3 e 4.4.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Sibilla non è indicato durante la gravidanza.

Se si verifica una gravidanza durante l’uso di Sibilla, il preparato deve essere sospeso immediatamente. Ampi studi epidemiologici non hanno evidenziato alcun aumento del rischio di difetti congeniti in bambini nati da donne che avevano fatto uso di un contraccettivo orale di associazione prima della gravidanza e neanche un effetto teratogeno quando il contraccettivo orale era stato assunto inavvertitamente durante la gravidanza. Questi studi non hanno incluso Sibilla.

I dati disponibili sull’uso di Sibilla durante la gravidanza sono troppo limitati per consentire qualsiasi conclusione sugli effetti negativi di Sibilla sulla gravidanza e sulla salute del feto o del neonato. Ad oggi, non sono disponibili dati epidemiologici rilevanti.

Gli studi nell’animale hanno evidenziato effetti indesiderati durante la gravidanza e l’allattamento (vedere paragrafo 5.3). Gli effetti nell’uomo non sono noti; tuttavia, l’esperienza in generale con i contraccettivi orali di associazione durante la gravidanza non documenta che tali effetti indesiderati effettivamente si verifichino nell’uomo.

Allattamento

L’allattamento può essere influenzato dai contraccettivi orali di associazione, dato che possono ridurre la quantità del latte materno ed alterarne la composizione. Piccole quantità di steroidi contraccettivi e/o i loro metaboliti possono essere escreti con il latte durante l’uso dei contraccettivi orali di associazione. Queste quantità possono avere un effetto sul bambino. Pertanto, Sibilla non deve essere usato durante l’allattamento.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Conservare a temperatura inferiore a 25°C.

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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