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ORMONI IPOTALAMICI

OCTREOTIDE SUN

1FL 1MG 5ML

SUN PHARMACEUTICALS ITALIA Srl

Descrizione prodotto

OCTREOTIDE SUN*1FL 1MG 5ML

Principio attivo

OCTREOTIDE

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

ORMONI IPOTALAMICI

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

50.98


Codice ATC livello 5:
H01CB02

Codice AIC:
41156047


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Tumori GEP

Per il sollievo dei sintomi associati a tumori endocrini gastroenteropancreatici funzionali, tra cui:

- tumori carcinoidi con caratteristiche della sindrome da carcinoide

- VIPomi

- glucagonomi

L’octreotide non è una terapia antitumorale e in questi pazienti non è curativo.

Acromegalia

Per il controllo sintomatico e la riduzione dei livelli dell’ormone della crescita (GH) e del fattore di crescita insulino-simile numero 1 (IGF-1) nei pazienti con acromegalia non adeguatamente controllata mediante chirurgia o radioterapia:

- nel trattamento a breve termine, prima di un intervento sull’ipofisi, ovvero

- nel trattamento a lungo termine nei soggetti non adeguatamente controllati mediante intervento sull’ipofisi, radioterapia, trattamento con agonisti della dopamina, ovvero nel periodo che intercorre fino alla manifestazione di efficacia della radioterapia.

Octreotide è indicato nei pazienti con acromegalia, per i quali l’intervento chirurgico è inappropriato.

Prevenzione di complicanze successive a intervento sul pancreas.

Via di somministrazione

Per uso sottocutaneo o endovenoso

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Composizione

Una fiala da 1 ml di soluzione iniettabile contiene octreotide acetato equivalente a 0,05 milligrammi di octreotide

Una fiala da 1 ml di soluzione iniettabile contiene octreotide acetato equivalente a 0,1 milligrammi di octreotide.

Una fiala da 1 ml di soluzione iniettabile contiene octreotide acetato equivalente a 0,5 milligrammi di octreotide.

Un flaconcino multidose da 5 ml di soluzione iniettabile contiene octreotide acetato equivalente a 1 milligrammo di octreotide, 1 ml di soluzione contiene 0,2 milligrammi di octreotide

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Sodio acetato triidrato

Acido acetico glaciale

Sodio cloruro

Acqua per soluzioni iniettabili

Fenolo (solo nei flaconcini multidose)

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Controindicazioni

Nota ipersensibilità all’octreotide o a uno qualsiasi dei componenti delle preparazioni (vedere 6.1 Elenco degli eccipienti).

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Posologia

Tumori gastroenteropancreatici (GEP)

Dose iniziale: 0,05 mg una o due volte al giorno per iniezione s.c. Sulla base della risposta, la dose può essere gradualmente aumentata a 0,2 mg tre volte al giorno. In casi eccezionali possono essere necessarie dosi più elevate. La dose di mantenimento è variabile.

La via di somministrazione raccomandata è quella sottocutanea; tuttavia, qualora fosse necessaria una risposta rapida, ad esempio in caso di crisi carcinoidi, la dose iniziale raccomandata di octreotide può essere somministrata per via endovenosa, diluita e somministrata in bolo con monitoraggio del ritmo cardiaco.

Se non si ottiene un effetto benefico entro una settimana, non è raccomandato continuare la terapia nei tumori carcinoidi.

Acromegalia

Dose iniziale: 0,05 - 0,1 mg per via sottocutanea ogni 8 o 12 ore. Per la maggior parte dei pazienti, la dose giornaliera ottimale è compresa di norma tra 0,2 e 0,3 mg. Non somministrare più di 1,5 mg al giorno. L’aggiustamento della dose deve basarsi sulla valutazione mensile dei livelli di GH e IGF-1 (target: GH inferiore a 2,5 ng/ml, 5 mU/l; IGF-1 entro i valori della norma), i sintomi clinici e la tollerabilità. Nei pazienti che ricevono dosi costanti di octreotide, la valutazione del GH deve essere effettuata ogni 6 mesi.

La terapia deve essere interrotta in mancanza di una rilevante riduzione dei livelli dell’ormone della crescita e di un miglioramento dei sintomi clinici entro tre mesi dall’inizio del trattamento.

Prevenzione di complicanze successive a intervento sul pancreas

0,1 mg tre volte al giorno mediante iniezione sottocutanea per 7 giorni consecutivi, iniziando il trattamento il giorno dell’intervento almeno un’ora prima della laparotomia.

Uso nei pazienti con alterata funzionalità renale

Una alterazione della funzione renale non influisce sull’esposizione totale (AUC; area sotto la curva) all’octreotide somministrato per via s.c.; quindi non è necessario nessun aggiustamento della dose di octreotide.

Uso nei pazienti con alterata funzionalità epatica

Nei pazienti con cirrosi epatica, l’emivita di octreotide può essere aumentata e richiedere un aggiustamento della dose di mantenimento.

Anziani

Nei pazienti anziani trattati con octreotide non c’è evidenza di ridotta tollerabilità ovvero necessità di modifica della dose.

Pazienti in età pediatrica

L’esperienza con l’octreotide nei bambini è molto limitata.

Fiale: per le istruzioni sulla somministrazione per via endovenosa, vedere paragrafo 6.6.

Flaconcini multidose: questo prodotto non deve essere utilizzato per somministrazione e.v.

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Avvertenze e precauzioni

Octreotide soluzione iniettabile contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ml di soluzione, cioè è essenzialmente privo di sodio.

Informazioni generali

Talvolta i tumori dell’ipofisi secernenti l’ormone della crescita possono espandersi causando gravi complicanze (ad esempio difetti del campo visivo): è quindi essenziale monitorare attentamente tutti i pazienti. In caso di evidente espansione del tumore, ricorrere a procedure alternative.

Il beneficio terapeutico di una riduzione dei livelli dell’ormone della crescita (GH) e di una normalizzazione della concentrazione del fattore 1 di crescita insulino-simile (IGF-1) nelle pazienti donne affette da acromegalia potrebbe ripristinare la fertilità. Se del caso, durante il trattamento con octreotide, raccomandare alle donne in età fertile l’uso di un adeguato metodo anticoncezionale (vedere anche paragrafo 4.6 Gravidanza e allattamento).

Nei pazienti sottoposti a terapia con octreotide a lungo termine, controllare la funzione tiroidea.

Eventi cardiovascolari

Sono stati segnalati casi non comuni di bradicardia. Possono rendersi necessari aggiustamenti della dose di medicinali, quali beta bloccanti, bloccanti dei canali del calcio o agenti per il controllo dei liquidi e dell’equilibrio elettrolitico.

Tumori GEP endocrini

L’improvvisa perdita del controllo sintomatico dei tumori gastroenteropancreatici endocrini ottenuto con l’octreotide è rara, con una rapida ricomparsa di gravi sintomi.

Metabolismo del glucosio

A causa del suo effetto inibitore sulla liberazione di ormone della crescita, glucagone e insulina, l’octreotide può influire sulla regolazione del glucosio. La tolleranza postprandiale al glucosio può essere alterata e, talvolta, può essere indotto uno stato di iperglicemia persistente a seguito di somministrazione cronica. È stata osservata ipoglicemia.

L’octreotide può aumentare la profondità e la durata dell’ipoglicemia nei pazienti con insulinoma. Ciò perché esso è relativamente più potente nell’inibire la secrezione di ormone della crescita e glucagone che nell’inibire l’insulina e perché il suo tempo di inibizione dell’insulina è più breve. Se l’octreotide viene somministrato a un paziente con insulinoma, è necessario uno stretto monitoraggio all’inizio della terapia e a ogniqualvolta si modifica la dose. Marcate oscillazioni del glucosio ematico possono essere ridotte mediante una più frequente somministrazione di octreotide.

L’octreotide può ridurre il fabbisogno di insulina o di ipoglicemizzanti orali nei pazienti con diabete mellito di tipo I. Nei pazienti non diabetici e nei diabetici di tipo II con riserve di insulina particolarmente intatte, la somministrazione di octreotide può provocare aumenti prandiali della glicemia. Si raccomanda quindi di monitorare la tolleranza di glucosio e il trattamento con antidiabetici.

Cistifellea ed eventi associati

L’octreotide esercita un effetto inibitorio sulla motilità della cistifellea, sulla secrezione di acidi biliari e sul flusso biliare; l’associazione con lo sviluppo di calcoli biliari è riconosciuta. L’incidenza di formazione di calcoli biliari nel trattamento con octreotide è stimata essere compresa tra 15 e 30%.

È quindi raccomandato un esame ecografico della cistifellea, prima e a intervalli di circa 6-12 mesi nel corso di trattamento con octreotide. Eventuali calcoli biliari sono di solito asintomatici; calcoli sintomatici devono essere trattati normalmente prestando attenzione all’interruzione brusca del medicinale.

Nei pazienti con cirrosi può essere necessario un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione).

Reazioni locali

In uno studio sulla tossicità della durata di 52 settimane condotto nei topi, principalmente maschi, sono stati osservati sarcomi nella sede di iniezione s.c. solo dopo la somministrazione della dose più elevata (circa 40 volte la dose massima impiegata nell’uomo). Non si sono avute lesioni iperplastiche o neoplastiche nella sede di iniezione s.c. in uno studio sulla tossicità condotto per 52 settimane nei cani. In pazienti trattati con octreotide per 15 anni con ci sono state segnalazioni di formazione di tumori nella sede di iniezione. Tutte le informazioni attualmente disponibili indicano che i risultati osservati nei ratti sono specie specifici e non sono significativi per l’impiego del medicinale nell’uomo.

Nutrizione

In alcuni pazienti, l’octreotide può alterare l’assorbimento dei grassi assunti con la dieta.

In alcuni pazienti trattati con octreotide sono stati osservati scarsi livelli di vitamina B12 e valori anormali del test di Schilling. Durante il trattamento con octreotide nei pazienti con anamnesi di carenza di vitamina B12 si raccomanda di monitorare i livelli di vitamina B12.

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Interazioni

L’octreotide riduce l’assorbimento intestinale della ciclosporina e ritarda quello della cimetidina.

La somministrazione concomitante di octreotide e bromocriptina aumenta la disponibilità della bromocriptina.

Un numero limitato di dati pubblicati indica che gli analoghi della somatostatina possono ridurre la clearance metabolica di composti noti per essere metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450; ciò può essere dovuto alla soppressione dell’ormone della crescita. Non è possibile escludere che l’octreotide abbia questo effetto: di conseguenza, altri medicinali principalmente metabolizzati dal CYP3A4 e che hanno un basso indice terapeutico devono essere impiegati con cautela (ad esempio chinina, carbamazepina, digossina, warfarin e terfenadina).

L’octreotideriduce di circa il 30% il flusso sanguigno epatico. Deve quindi essere preso in considerazione il rischio di interazione con i costituenti per i quali il metabolismo dipende dal flusso sanguigno epatico.

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Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più frequenti segnalate durante il trattamento con octreotide comprendono disturbi gastrointestinali, disturbi a carico del sistema nervoso, disturbi epatobiliari nonchè disturbi del metabolismo e nutrizionali.

Gli effetti indesiderati segnalati più comunemente nel corso di studi clinici sulla somministrazione di octreotide sono stati diarrea, dolore addominale, nausea, flatulenza, mal di testa, colelitiasi, iperglicemia e stipsi. Altri effetti indesiderati segnalati comunemente sono stati capogiri, dolore localizzato, fango biliare, disfunzione tiroidea (ad esempio, riduzione dell’ormone tiroide stimolante [TSH], riduzione del T4 totale e del T4 libero), feci molli, disturbi della tolleranza al glucosio, vomito, astenia e ipoglicemia.

Raramente, gli effetti collaterali gastrointestinali possono somigliare a un’ostruzione intestinale acuta con distensione addominale progressiva, grave dolore epigastrico, sensibilità addominale, contrattura di difesa della muscolatura addominale.

Dolore o sensazione di puntura, formicolio o bruciore al sito dell’iniezione s.c., con rossore e gonfiore, raramente di durata superiore ai 15 minuti. Il disagio locale può essere ridotto portando la soluzione a temperatura ambiente prima dell’iniezione.

Sebbene il quantitativo di grasso secreto nelle feci possa aumentare, non esiste al presente evidenza del fatto che l’octreotide induca carenza nutrizionale per malassorbimento.

Gli effetti collaterali gastrointestinali possono essere ridotti evitando l’assunzione di cibo intorno all’ora della somministrazione di octreotide, ossia effettuando l’iniezione tra i pasti o all’ora di coricarsi.

Raramente è stata riferita pancreatite acuta; generalmente questo effetto compare entro le prime ore o i primi giorni del trattamento con octreotide e si risolve all’interruzione del medicinale. Inoltre, nei pazienti sottoposti a trattamento a lungo termine con octreotide è stata segnalata pancreatite indotta da colelitiasi.

Si sono avuti casi isolate di colica biliare a seguito della brusca interruzione del trattamento in pazienti affetti da acromegalia, nei quali si era avuto sviluppo di fango biliare o formazione di calcoli alla cistifellea.

Nei pazienti acromegalici o con sindrome carcinoide, sono state osservate alterazioni dell’ECG, quali prolungamento del QT, spostamento degli assi, ripolarizzazione precoce, basso voltaggio, transizione R/S, progressione precoce dell’onda R e alterazioni non specifiche dell’onda ST-T. La relazione tra questi eventi e l’octreotide acetato non è stata stabilita, perché molti di questi pazienti presentavano una patologia cardiaca sottostante (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Gli effetti indesiderati di seguito riportati in Tabella 1 sono stati raccolti nel corso di studi clinici sull’octreotide:

Le reazioni avverse (Tabella 1) sono riportati in ordine di frequenza, iniziando dalle più frequenti, in base alla seguente convenzione: molto comuni (> 1/10); comuni (> 1/100, < 1/10); non comuni (> 1/1000, < 1/100); rari (> 1/10.000, < 1/1000) molto rari (< 1/10.000), inclusi i casi isolati. All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono elencate in ordine di gravità decrescente.

Tabella 1 - Reazioni avverse riportate nel corso di studi clinici

Patologie endocrine  
Comuni: Ipotiroidismo, disfunzioni tiroidee (ad esempio, riduzione del TSH, del T4 totale e del T4 libero)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione  
Molto comuni: Iperglicemia
Comuni: Ipoglicamia, alterata tolleranza al glucosio, anoressia
Non comuni: Disidratazione
Patologie cardiache  
Comuni: Bradicardia
Non comuni: Tachicardia
Patologie respiratorie  
Comuni: Dispnea
Patologie gastrointestinali  
Molto comuni: Diarrea, dolore addominale, nausea, stipsi, flatulenza
Comuni: Dispepsia, vomito, gonfiore addominale, steatorrea, feci molli, scolorimento delle feci
Rari Ostruzione intestinale acuta, dolore epigastrico grave, sensibilità addominale, contrattura di difesa della muscolatura addominale, pancreatite acuta, pancreatite indotta da colelitiasi
Patologie del sistema nervoso  
Molto comuni Mal di testa
Comuni: Capogiri
Patologie epatobiliari  
Molto comuni: Colelitiasi
Comuni: Colecistite, aggregazione eritrocitaria biliare, iperbilirubinemia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo  
Comuni: Prurito, eruzione cutanea, alopecia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione  
Molto comuni: Dolore localizzato nella sede dell’iniezione
Esami diagnostici  
Comuni: Elevati livelli delle transaminasi

Post-marketing

Le reazioni avverse illustrate in Tabella 2 sono state riferite volontariamente. Non è sempre possibile stabilire in modo affidabile la frequenza o la relazione causale con l’esposizione al farmaco.

Tabella 2 - Reazioni avverse del medicinale riportate spontaneamente

Disturbi del sistema immunitario Anafilassi, reazioni allergiche/di ipersensibilità
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria
Patologie epatobiliari Pancreatite acuta, epatite acuta senza colestasi, epatite colestatica, colestasi, ittero, ittero colestatico
Patologie cardiache Aritmie
Esami diagnostici Aumento dei livelli della fosfatasi alcalina, aumento dei livelli di gamma glutamil transferasi

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Somministrare il farmaco in gravidanza solo se strettamente necessario.

I dati disponibili relativi all’uso dell’octreotide in gravidanza sono insufficienti. A causa del suo effetto inibitore sull’ormone della crescita, si presume che l’octreotide sia dannoso per il feto.

Studi negli animali hanno dimostrato un transitorio ritardo della crescita della prole prima dello svezzamento (vedere paragrafo 5.3), probabilmente derivante dai profili endocrini specifici delle specie studiate; non si è avuta evidenza di effetti fetotossici, teratogeni o altri effetti riproduttivi.

Il rischio potenziale per l’uomo non è noto.

Allattamento

Le donne sottoposte a trattamento con octreotide non devono allattare al seno. Non è noto se l’octreotide viene secreto nel latte materno. Studi negli animali hanno dimostrato la secrezione di octreotide nel latte materno.

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Conservazione

Fiale:

Conservare in frigorifero (2 - 8° C). Non congelare. Conservare le fiale nell’imballaggio esterno al riparo dalla luce.

Per la conservazione del prodotto diluito, vedere paragrafo 6.6.

Flaconcini multidose:

Conservare in frigorifero (2 - 8° C). Non congelare. Conservare il flaconcino nella scatola al riparo dalla luce.

Per la conservazione del flaconcino aperto, vedere paragrafo 6.3.

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Malattie Collegate: 1

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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