Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Salute e benessere > Risultato Ricerca Farmaci

ANTITROMBOTICI

ELIQUIS

10CPR RIV 2,5MG

BRISTOL-MYERS SQUIBB Srl

Descrizione prodotto

ELIQUIS*10CPR RIV 2,5MG

Principio attivo

APIXABAN

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTITROMBOTICI

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

27.26


Codice ATC livello 5:
B01AF02

Codice AIC:
41225018


Non contiene glutine
Contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


nascondi

Indicazioni terapeutiche

Prevenzione degli eventi tromboembolici venosi (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a intervento chirurgico di sostituzione elettiva dell’anca o del ginocchio.

nascondi

Composizione

Ogni compressa rivestita con film contiene 2,5 mg di apixaban.

Eccipienti:

Ogni compressa rivestita con film contiene 51,43 mg di lattosio (vedere paragrafo 4.4).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

nascondi

Eccipienti

Lattosio anidro

Cellulosa microcristallina (E460)

Croscarmellosa sodica

Sodio laurilsolfato

Magnesio stearato (E470b)

Rivestimento:

Lattosio monoidrato

Ipromellosa (E464)

Titanio biossido (E171)

Triacetina (E1518)

Ossido di ferro giallo (E172)

nascondi

Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

• Sanguinamento clinicamente significativo in atto.

• Malattia epatica associata a coagulopatia ed a rischio di sanguinamento clinicamente rilevante (vedere paragrafo 5.2).

nascondi

Posologia

Posologia

La dose raccomandata di ELIQUIS è 2,5 mg due volte al giorno per via orale. La dose iniziale deve essere assunta da 12 a 24 ore dopo l’intervento chirurgico.

Nel decidere la tempistica di somministrazione all’interno di questo intervallo di tempo i medici possono tenere in considerazione i potenziali benefici di una anticoagulazione più precoce per la profilassi della VTE così come il rischio di sanguinamenti post–chirurgici.

Pazienti sottoposti a chirurgia di sostituzione dell’anca:

La durata raccomandata del trattamento è da 32 a 38 giorni.

Pazienti sottoposti a chirurgia di sostituzione del ginocchio: La durata raccomandata del trattamento è da 10 a 14 giorni.

In caso di dimenticanza di una dose, il paziente deve prendere ELIQUIS immediatamente e quindi continuare con l’assunzione due volte al giorno come in precedenza.

Il passaggio da una terapia con anticoagulanti parenterali ad apixaban, e vice versa, può essere effettuato nel momento in cui è prevista la dose successiva (vedere paragrafo 4.5).

Insufficienza renale

Poiché non c’è un’esperienza clinica in pazienti con clearance della creatinina < 15 ml/min, né in pazienti sottoposti a dialisi, apixaban non è raccomandato in questi pazienti (vedere

paragrafi 4.4 e 5.2). Dati clinici limitati in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina 15   29 ml/min) indicano che le concentrazioni plasmatiche di apixaban in questa popolazione di pazienti sono aumentate, pertanto apixaban deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con insufficienza renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2).

Insufficienza epatica

ELIQUIS è controindicato in pazienti con malattia epatica associata a coagulopatia e a rischio clinicamente significativo di sanguinamento (vedere paragrafo 4.3).

Non è raccomandato in pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.4. e 5.2).

Deve essere usato con cautela in pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (Child Pugh A o B). Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

I pazienti con enzimi epatici elevati (ALT/AST > 2 x ULN) o birilubina totale > 1,5 x ULN sono stati esclusi dagli studi clinici. ELIQUIS deve quindi essere usato con cautela in questa popolazione (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). L’ALT deve essere misurata nell’ambito delle analisi pre–operatorie standard (vedere paragrafo 4.4).

Peso corporeo

Non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Sesso

Non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Anziani

Non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di ELIQUIS nei bambini di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Uso orale.

ELIQUIS deve essere deglutito con acqua, con o senza cibo.

nascondi

Avvertenze e precauzioni

Rischio di emorragia

Come con altri anticoagulanti, i pazienti che assumono ELIQUIS devono essere tenuti sotto osservazione per eventuali segni di sanguinamento. Si raccomanda di usarlo con cautela in condizioni di aumentato rischio di emorragia, quali: disturbi emorragici congeniti o acquisiti; malattia gastrointestinale ulcerosa in atto; endocardite batterica; trombocitopenia; disturbi delle piastrine; storia di ictus emorragico; ipertensione non controllata grave; recente intervento chirurgico cerebrale, spinale o oculistico. Se si verifica un’emorragia grave, la somministrazione di ELIQUIS deve essere interrotta (vedere paragrafi 4.8 e 4.9).

Insufficienza renale

Poiché non c’è esperienza clinica in pazienti con clearance della creatinina < 15 ml/min, né in pazienti sottoposti a dialisi, apixaban non è raccomandato in questi pazienti (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Dati clinici limitati in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della

creatinina 15–29 ml/min), indicano che le concentrazioni plasmatiche di apixaban in questa popolazione di pazienti sono aumentate, pertanto apixaban da solo o in combinazione con acido acetil salicilico deve essere usato con cautela in questi pazienti a causa di un rischio potenzialmente più elevato di sanguinamento (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con insufficienza renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2).

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani c’è una limitata esperienza clinica sulla co–somministrazione di ELIQUIS con acido acetil salicilico. Questa combinazione deve essere usata con cautela a causa di un rischio potenzialmente più elevato di sanguinamento.

Insufficienza epatica

ELIQUIS è controindicato in pazienti con malattia epatica associata a coagulopatia e a rischio di sanguinamento clinicamente rilevante (vedere paragrafo 4.3).

Non è raccomandato in pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafo 5.2).

Deve essere usato con cautela in pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (Child Pugh A o B) (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

I pazienti con enzimi epatici elevati ALT/AST > 2 x ULN o birilubina totale > 1,5 x ULN sono stati esclusi dagli studi clinici. ELIQUIS deve quindi essere usato con cautela in questa popolazione (vedere paragrafo 5.2). L’ALT deve essere misurata nell’ambito delle analisi pre–operatorie standard.

Interazione con gli inibitori sia del citocromo P450 3A4 (CYP3A4) sia della glicoproteina P (P–gp) L’utilizzo di ELIQUIS non è raccomandato nei pazienti che ricevono terapia sistemica concomitante con dei potenti inibitori sia del CYP3A4 sia della P–gp, come antimicotici azolici (p. es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo e posaconazolo) ed inibitori delle proteasi dell’HIV (p. es. ritonavir). Questi medicinali possono aumentare l’esposizione ad apixaban di 2 volte o più (vedere paragrafo 4.5) in presenza di fattori addizionali che aumentano l’esposizione ad apixaban (per es. insufficienza renale grave).

Interazione con gli induttori sia del CYP3A4 sia della P–gp

L’uso concomitante di ELIQUIS con dei potenti induttori sia del CYP3A4 sia della P–gp (p. es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital o erba di San Giovanni) può portare a una riduzione di circa il 50% dell’esposizione all’apixaban. Potenti induttori sia del CYP3A4 sia della P–gp devono essere somministrati in concomitanza con cautela (vedere paragrafo 4.5).

Interazione con altri medicinali che influiscono sull’emostasi

Deve essere usata cautela se i pazienti sono trattati in concomitanza con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), compreso l’acido acetilsalicilico. Altri inibitori dell’aggregazione piastrinica o altri antitrombotici non sono raccomandati per l’uso concomitante con ELIQUIS (vedere paragrafo 4.5).

Anestesia o puntura spinale/epidurale

Quando si usano anestesia neurassiale (anestesia spinale/epidurale) o puntura spinale/epidurale, i pazienti trattati con agenti antitrombotici per la prevenzione di complicanze tromboemboliche sono esposti al rischio di sviluppare un ematoma epidurale o spinale che può condurre a paralisi prolungata o permanente.

Il rischio di questi eventi può aumentare in caso di uso post–operatorio di cateteri epidurali a permanenza o di uso concomitante di medicinali che influiscono sull’emostasi. I cateteri epidurali o

intratecali a permanenza devono essere rimossi almeno 5 ore prima della prima dose di ELIQUIS. Il rischio può aumentare anche in caso di punture epidurali o spinali traumatiche o ripetute. I pazienti devono essere frequentemente monitorati per eventuali segni e sintomi di deficit neurologico (p.es. intorpidimento o debolezza alle gambe, disfunzione intestinale o vescicale). Se si nota una compromissione neurologica, sono necessari una diagnosi e un trattamento immediati. Prima di un intervento neurassiale, il medico deve valutare il potenziale beneficio rispetto al rischio presente nei pazienti in terapia anticoagulante o nei pazienti che devono assumere anticoagulanti per la tromboprofilassi.

Non c’è esperienza clinica con l’uso di apixaban con cateteri intratecali o epidurali a permanenza. Nel caso ci fosse questa necessità, e in base ai dati di farmacocinetica, deve trascorrere un intervallo di tempo di 20–30 ore (cioè 2 volte l’emivita) tra l’ultima dose di apixaban e la rimozione del catetere, e deve essere omessa almeno una dose prima della rimozione del catetere. La dose successiva di apixaban deve essere somministrata almeno 5 ore dopo la rimozione del catetere. Come con tutti i nuovi farmaci anticoagulanti, l’esperienza in caso di blocco neuroassiale è limitata, e si raccomanda quindi estrema cautela nell’uso di apixaban in presenza di blocco neuroassiale.

Chirurgia della frattura dell’anca

L’efficacia e la sicurezza di apixaban non sono state valutate in studi clinici su pazienti sottoposti a interventi chirurgici per frattura dell’anca. L’uso in questi pazienti non è pertanto raccomandato.

Parametri di laboratorio

Come previsto i test di coagulazione (es. PT, INR e aPTT), sono influenzati dal meccanismo d’azione di apixaban. Le modifiche osservate in questi test di coagulazione, alle dosi terapeutiche previste, sono minime e soggette ad un alto grado di variabilità (vedere paragrafo 5.1).

Informazioni sugli eccipienti

ELIQUIS contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio–galattosio, non devono assumere questo medicinale.

nascondi

Interazioni

Inibitori del CYP3A4 e della P–gp

La somministrazione concomitante di apixaban e di ketoconazolo (400 mg una volta al giorno), un potente inibitore sia del CYP3A4 sia della P–gp, ha indotto un aumento di 2 volte dell’AUC media di apixaban e un aumento di 1,6 volte della Cmax media di apixaban. L’utilizzo di ELIQUIS non è raccomandato nei pazienti che ricevono terapia sistemica concomitante con dei potenti inibitori sia del CYP3A4 sia della P–gp, come antimicotici azolici (p. es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo e posaconazolo) ed inibitori delle proteasi dell’HIV (p. es. ritonavir) (vedere paragrafo 4.4).

Si ritiene che i principi attivi che inibiscono moderatamente le vie di eliminazione di apixaban, il CYP3A4 e/o la P–gp, aumentino le concentrazioni plasmatiche di apixaban in misura minore. Ad esempio, diltiazem (360 mg una volta al giorno), considerato un inibitore moderato del CYP3A4 e un inibitore debole della P–gp, ha indotto un aumento di 1,4 volte dell’AUC media di apixaban ed un aumento di 1,3 volte della Cmax. Naprossene (500 mg in dose singola), un inibitore della P–gp ma non del CYP3A4, ha indotto un aumento di 1,5 e di 1,6 volte dell’AUC media e della Cmax media di apixaban, rispettivamente. Non sono necessari aggiustamenti della dose di apixaban, in caso di terapia concomitante con inibitori meno potenti del CYP3A4 e/o della P–gp.

Induttori del CYP3A4 e della P–gp

La somministrazione concomitante di apixaban e rifampicina, un potente induttore sia del CYP3A4 sia della P–gp ha indotto una diminuzione di circa il 54% e il 42% dell’AUC e della Cmax medie di apixaban, rispettivamente. Anche l’uso concomitante di apixaban e altri potenti induttori del

CYP3A4 e della P–gp (p.es. fenitoina, carbamazepina, fenobarbital o erba di San Giovanni) può portare a una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di apixaban. Non è necessario un aggiustamento della dose di apixaban durante la terapia concomitante con questi agenti, tuttavia, i

potenti induttori sia del CYP3A4 sia della P–gp devono essere co–somministrati con cautela (vedere paragrafo 4.4).

Anticoagulanti

A seguito della somministrazione di enoxaparina (40 mg in dose singola) in associazione ad apixaban (5 mg in dose singola) è stato osservato un effetto additivo sull’attività anti–fattore Xa.

A causa dell’aumento del rischio di sanguinamento, bisogna usare cautela se i pazienti ricevono trattamenti concomitanti con altri anticoagulanti (vedere paragrafo 4.4).

Inibitori dell’aggregazione piastrinica e FANS

Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche nei casi in cui apixaban è stato somministrato in concomitanza con acido acetilsalicilico ad una dose di 325 mg una volta al giorno.

In studi clinici di Fase I, Apixaban somministrato in concomitanza con clopidogrel (75 mg una volta al giorno), o con l’associazione di clopidogrel 75 mg e acido acetilsalicilico 162 mg una volta al giorno, non ha mostrato un aumento rilevante del tempo di sanguinamento, dell’aggregazione piastrinica o dei test di coagulazione (PT, INR, e aPTT), rispetto alla somministrazione degli agenti antiaggreganti piastrinici senza apixaban.

Naprossene (500 mg), un inibitore della P–gp, ha indotto un aumento di 1,5 e di 1,6 volte dell’AUC e della Cmax medie di apixaban, rispettivamente. Un corrispondente aumento dei risultati dei test di coagulazione è stato osservato per apixaban. Non sono state osservate modifiche dell’effetto di naprossene sull’aggregazione piastrinica indotta dall’acido arachidonico, e non è stato osservato un prolungamento clinicamente rilevante del tempo di sanguinamento a seguito della somministrazione concomitante di apixaban e naprossene.

Nonostante questi risultati, possono esserci individui con una risposta farmacodinamica più pronunciata quando agenti antiaggreganti piastrinici sono co–somministrati con apixaban. ELIQUIS deve essere usato con cautela se somministrato in concomitanza con i FANS (compreso l’acido acetilsalicilico), perché questi medicinali tipicamente aumentano il rischio di sanguinamento. In uno studio clinico, in pazienti con sindrome coronarica acuta, con la tripla combinazione di apixaban, acido acetilsalicilico e clopidogrel, è stato riportato un aumento significativo del rischio di sanguinamento. In una terapia concomitante con ELIQUIS, non sono raccomandati gli agenti associati a rischio di sanguinamento grave, quali: eparine non frazionate e derivati delle eparine (comprese le eparine a basso peso molecolare (LMWH)), gli oligosaccaridi inibitori del fattore Xa (es. fondaparinux), gli inibitori diretti della trombina II (es. desirudina), gli agenti trombolitici, gli antagonisti del recettore GP IIb/IIIa, le tienopiridine (es. clopidogrel), dipiridamolo, dextrano, sulfinpirazone, gli antagonisti della vitamina K e altri anticoagulanti orali.

Altre terapie concomitanti

Quando apixaban è stato somministrato in concomitanza con atenololo o famotidina, non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche clinicamente significative. La somministrazione concomitante di apixaban 10 mg con atenololo 100 mg non ha avuto un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di apixaban.

Dopo somministrazione concomitante dei due medicinali, l’AUC e la Cmax medie di apixaban erano più basse del 15% e del 18% rispetto a quando somministrato da solo. La somministrazione di

apixaban 10 mg con famotidina 40 mg non ha avuto effetto sull’AUC o la Cmax di apixaban.

Effetto di apixaban su altri medicinali

Gli studi in vitro su apixaban non hanno mostrato effetti inibitori sull’attività di CYP1A2, CYP2A6, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2D6 o CYP3A4 (IC50 > 45 mcM) e hanno evidenziato un debole effetto inibitorio sull’attività di CYP2C 19 (IC50 > 20 mcM) a concentrazioni significativamente superiori alle concentrazioni di picco plasmatico osservate nei pazienti. Apixaban non ha provocato induzione di CYP1A2, CYP2B6, CYP3A4/5 a una concentrazione fino a 20 mcM. Pertanto, non si

ritiene che apixaban possa alterare la clearance metabolica dei farmaci somministrati in concomitanza che siano metabolizzati da questi enzimi. Apixaban non è un inibitore significativo della P–gp.

In studi condotti su soggetti sani, come descritto qui di seguito, apixaban non ha alterato significativamente la farmacocinetica di digossina, naprossene o atenololo.

Digossina: la somministrazione concomitante di apixaban (20 mg una volta al giorno) e digossina (0,25 mg una volta al giorno), un substrato della P–gp, non ha avuto effetti sull’AUC o la Cmax della digossina. Pertanto, apixaban non inibisce il trasporto del substrato mediato dalla P–gp.

Naprossene: la somministrazione concomitante di una dose singola di apixaban (10 mg) e naprossene (500 mg), un FANS usato comunemente, non ha avuto alcun effetto sull’AUC o la Cmax del naprossene.

Atenololo: la somministrazione concomitante di una dose singola di apixaban (10 mg) e atenololo (100 mg), un comune betabloccante, non ha alterato la farmacocinetica dell’atenololo.

nascondi

Effetti indesiderati

La sicurezza di apixaban è stata valutata in uno studio di fase II e in tre studi di fase III, comprendenti 5.924 pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica maggiore degli arti inferiori (sostituzione elettiva dell’anca o sostituzione elettiva del ginocchio) trattati con apixaban 2,5 mg due volte al giorno per un periodo fino a 38 giorni.

In totale, l’1 1% dei pazienti trattati con apixaban 2,5 mg due volte al giorno hanno manifestato reazioni avverse.

Come con altri anticoagulanti, durante la terapia con apixaban può verificarsi sanguinamento in presenza di fattori di rischio associati, quali lesioni organiche soggette a sanguinare. Reazioni avverse comuni sono state anemia, emorragia, contusioni, e nausea. Le reazioni avverse devono essere interpretate nel contesto chirurgico.

Le reazioni avverse riscontrate nello studio di fase II e nei tre studi di fase III sono elencate nella Tabella 1 in base alla classificazione per sistemi e organi (MedDRA), e in base alla frequenza.

Tabella 1: Reazioni avverse nei pazienti sottoposti a chirurgia elettiva di sostituzione dell’anca o del inocchio

Comune (> 1/100, < 1/10) Non comune (> 1/1.000, < 1/100) Raro (> 1/10.000, < 1/1.000)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Anemia (compresa l’anemia postoperatoria ed emorragica, ed i rispettivi parametri di laboratorio) Trombocitopenia (comprese le riduzioni della conta piastrinica)  
Disturbi del sistema immunitario
Ipersensibilità
Patologie dell’occhio
    Emorragia oculare (compresa emorragia congiuntivale)
Patologie vascolari
Emorragia (compresi ematoma, ed emorragia vaginale e uretrale) Ipotensione (compresa ipotensione procedurale)  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Epistassi Emottisi
Patologie gastrointestinali
Nausea Emorragia gastrointestinale (comprese ematemesi e melena), ematochezia Emorragia rettale, sanguinamento gengivale
Patologie epatobiliari
  Aumento delle transaminasi (compresi aumento dell’alanina aminotransferasi e alterazioni dell’alanina aminotransferasi), aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento della gamma–glutamiltransferasi, alterazioni dei test della funzionalità epatica, aumento della fosfatasi alcalina ematica, aumento della bilirubina ematica  
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Emorragia muscolare
Patologie renali e urinarie
  Ematuria (compresi i rispettivi paramentri di laboratorio)  
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Contusioni Emorragia post–procedurale (compresi ematoma post– procedurale, emorragia dalla ferita, ematoma al sito di puntura del vaso e emorragia al sito del catetere), secrezione dalla ferita, emorragia al sito d’incisione (compreso ematoma al sito d’incisione), emorragia post–operatoria  

Come con tutti gli anticoagulanti, l’uso di ELIQUIS può essere associato a un maggior rischio di sanguinamento occulto o manifesto in tessuti o organi, che può portare ad anemia post–emorragica. I segni, i sintomi e la gravità potranno variare in base al sito e al grado o all’entità del sanguinamento (vedere paragrafo 4.4 e paragrafo 5.1).

nascondi

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non ci sono dati sull’uso di apixaban nelle donne in gravidanza. Dagli studi condotti su animali non si evincono effetti nocivi diretti o indiretti in riferimento alla tossicità riproduttiva. Apixaban non è raccomandato durante la gravidanza.

Allattamento

Non è noto se apixaban o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. I dati ricavati dagli studi su animali hanno mostrato l’escrezione di apixaban nel latte materno. Nel latte di ratto è stato riscontrato un rapporto elevato tra latte e plasma materno (Cmax circa 8, AUC circa 30), probabilmente dovuto al trasporto attivo nel latte. Il rischio per i neonati ed i lattanti non può essere escluso.

Si deve decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere/astenersi dalla terapia con apixaban.

Fertilità

Gli studi condotti sugli animali che hanno ricevuto dosi dirette di apixaban non hanno mostrato effetti sulla fertilità. Tuttavia, nelle femmine nate da ratte gravide trattate con apixaban ci sono state diminuzioni degli accoppiamenti e della fertilità (vedere paragrafo 5.3).

nascondi

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

nascondi

Questo farmaco disponibile in altre 3 forme farmaceutiche:


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Farmadati

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
Ultima modifica: 19-09-2013
Promozioni:

Commenti