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FARMACI CHE AGISCONO SU STRUTTURA OSSEA E MINERALIZZAZIONE

XGEVA

SC 1FL 120MG 1,7ML

AMGEN DOMPE' SpA

Descrizione prodotto

XGEVA*SC 1FL 120MG 1,7ML

Principio attivo

DENOSUMAB

Forma farmaceutica

PREPARAZIONE INIETTABILE

ATC livello 3

FARMACI CHE AGISCONO SU STRUTTURA OSSEA E MINERALIZZAZIONE

Tipo prodotto

FARMACO OSPED. ESITABILE

Prezzo al pubblico

465.42


Codice ATC livello 5:
M05BX04

Codice AIC:
41300017


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Nessun uso veterinario


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Indicazioni terapeutiche

Prevenzione di eventi correlati all’apparato scheletrico (fratture patologiche, radioterapia all’osso, compressione del midollo spinale o interventi chirurgici all’osso) negli adulti con metastasi ossee da tumori solidi.

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Composizione

Ogni flaconcino contiene 120 mg di denosumab in 1,7 ml di soluzione (70 mg/ml).

Denosumab è un anticorpo monoclonale umano di tipo IgG2 prodotto in una linea cellulare di mammifero (CHO) mediante tecnologia del DNA ricombinante.

Eccipiente(i) con effetti noti:

Ogni 1,7 ml di soluzione contiene 78 mg di sorbitolo (E420).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Acido acetico glaciale*

Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH)*

Sorbitolo (E420)

Acqua per preparazioni iniettabili

*Il tampone acetato si ottiene miscelando acido acetico e sodio idrossido

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Ipocalcemia grave, non trattata (vedere paragrafo 4.4).

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Posologia

Posologia

La dose raccomandata di XGEVA è 120 mg somministrati come iniezione sottocutanea singola, una volta ogni 4 settimane nella coscia, nell’addome o nella parte superiore del braccio.

Tutti i pazienti devono ricevere giornalmente un supplemento di almeno 500 mg di calcio e 400 UI di vitamina D, eccetto in caso di ipercalcemia (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con insufficienza renale

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2). L’esperienza in pazienti in dialisi o con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min) è limitata (vedere paragrafo 4.4 per le precauzioni relative al monitoraggio del calcio).

Pazienti con insufficienza epatica

La sicurezza e l’efficacia di denosumab non sono state studiate nei pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2).

Pazienti anziani (età ≥ 65 anni)

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

XGEVA non è raccomandato nei pazienti pediatrici (età < 18) in quanto la sicurezza e l’efficacia di XGEVA in questi pazienti non sono state stabilite. In studi condotti su animali, l’inibizione del RANK/RANK ligando (RANKL) è stata associata all’inibizione della crescita ossea ed alla mancata eruzione dentale e questi cambiamenti si sono rivelati parzialmente reversibili dopo l’interruzione dell’inibizione di RANKL (vedere paragrafo 5.3).

Modo di somministrazione

Per uso sottocutaneo.

XGEVA deve essere somministrato sotto la responsabilità di un operatore sanitario.

Per le istruzioni sull’uso, sulla manipolazione e sullo smaltimento, vedere paragrafo 6.6.

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Avvertenze e precauzioni

Supplemento di Calcio e Vitamina D

È importante che tutti i pazienti assumano un adeguato apporto di calcio e vitamina D, eccetto in caso di ipercalcemia (vedere paragrafo 4.2).

Ipocalcemia

L’ipocalcemia pre-esistente deve essere corretta prima dell’inizio della terapia con XGEVA.

L’ipocalcemia può verificarsi in qualsiasi momento durante la terapia con XGEVA e più comunemente si verifica entro i primi 6 mesi di somministrazione. I pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min) o sottoposti a dialisi hanno un maggior rischio di sviluppare ipocalcemia. Il monitoraggio dei livelli di calcio in questi pazienti è raccomandato. Se si sviluppa ipocalcemia durante la somministrazione di XGEVA, si rende necessario un supplemento di calcio.

Durante l’utilizzo post-marketing, è stata riportata (compresi casi fatali) una grave ipocalcemia sintomatica (vedere paragrafo 4.8).

Osteonecrosi della mandibola

Nei pazienti trattati con XGEVA, si sono verificati casi di osteonecrosi della mandibola (Osteonecrosis of the jaw, ONJ). Negli studi clinici, l’incidenza di ONJ è stata maggiore con una durata di esposizione più lunga (vedere paragrafo 4.8).

Negli studi clinici, i pazienti che hanno sviluppato ONJ erano generalmente a conoscenza dei fattori di rischio per ONJ, includendo interventi dentistici invasivi (ad es. estrazione dentale, impianti, interventi della cavità orale), scarsa igiene orale o altre malattie dentali pre-esistenti, tumori in stato avanzato, infezioni o terapie concomitanti (ad es. chemioterapia, corticosteroidi, inibitori dell’angiogenesi, radioterapia della regione testa-collo). In pazienti con flogosi dentale e mandibolare attiva (come descritto sopra), deve essere presa in considerazione una visita odontoiatrica con un’appropriata profilassi dentale, prima del trattamento con XGEVA. Durante il trattamento, i pazienti devono evitare, ove possibile, procedure odontoiatriche invasive.

Durante il trattamento con XGEVA deve essere mantenuta una buona igiene orale. I pazienti che sospettano di avere o che sviluppano l’ONJ durante il trattamento con XGEVA devono ricevere cure da un odontoiatra o da un chirurgo orale. In questi pazienti, la chirurgia dentale estesa per trattare l’ONJ può peggiorare la condizione.

Deve essere effettuata una valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio per ogni paziente, prima della prescrizione di XGEVA, nei pazienti con inevitabili fattori di rischio per l’ONJ e in pazienti che hanno sviluppato l’ONJ durante il trattamento con XGEVA.

Infezioni cutanee che richiedono l’ospedalizzazione (prevalentemente cellulite)

Studi clinici in pazienti con tumori ossei in stadio avanzato hanno riportato infezioni cutanee (principalmente cellulite) che richiedono l’ospedalizzazione (vedere paragrafo 4.8). Ai pazienti deve essere detto di rivolgersi immediatamente al medico se sviluppano segni o sintomi di cellulite.

Fratture atipiche del femore

Nei pazienti trattati con XGEVA sono stati riportati casi di fratture femorali atipiche (vedere paragrafo 4.8). Le fratture femorali atipiche possono verificarsi con traumi minimi o senza traumi nelle regioni subtrocanteriche e diafisarie del femore. Questi eventi sono caratterizzati da specifici reperti radiografici. Fratture femorali atipiche sono state riportate anche in pazienti con alcune condizioni di comorbilità (per esempio carenza di vitamina D, artrite reumatoide, ipofosfatasia) ed in caso di utilizzo di determinati medicinali (per esempio bifosfonati, glucocorticoidi, inibitori di pompa protonica). Questi eventi si sono verificati anche in assenza di terapia antiriassorbitiva. Fratture analoghe, riportate in associazione all’uso di bifosfonati, sono spesso bilaterali; pertanto il femore controlaterale deve essere valutato in pazienti trattati con denosumab che hanno subito una frattura della diafisi femorale. In pazienti con sospetta frattura femorale atipica deve essere considerata l’interruzione della terapia con XGEVA, in attesa della valutazione del paziente basata sull’analisi del rapporto rischio/beneficio individuale. Durante il trattamento con XGEVA, i pazienti devono essere avvertiti di riferire l’insorgenza di nuovi o insoliti dolori alla coscia, all’anca o all’inguine. I pazienti che presentano tali sintomi devono essere valutati per una frattura femorale incompleta.

Altri

I pazienti che sono in trattamento con XGEVA non devono essere trattati in concomitanza con altri prodotti medicinali contenenti denosumab (per le indicazioni di osteoporosi).

I pazienti che sono in trattamento con XGEVA non devono essere trattati in concomitanza con i bifosfonati.

Avvertenze per gli eccipienti

I pazienti con rare condizioni ereditarie di intolleranza al fruttosio non devono assumere XGEVA.

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Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione.

Negli studi clinici, XGEVA è stato somministrato in associazione a trattamenti anti-tumorali standard ed in pazienti precedentemente trattati con bifosfonati. Non vi sono state alterazioni cliniche rilevanti nella concentrazione sierica minima e nella farmacodinamica di denosumab (N-telopeptide urinario aggiustato per la creatinina, uNTx/Cr) dovute alla terapia ormonale e/o alla chemioterapia concomitante o ad una precedente somministrazione endovenosa di bifosfonati.

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

La sicurezza di XGEVA è stata valutata su 5.931 pazienti con tumori in stadio avanzato con interessamento dell’osso e deriva dagli studi clinici con controllo attivo che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di XGEVA rispetto all’acido zoledronico nella prevenzione degli eventi correlati all’apparato scheletrico. Le reazioni avverse sono presentate nella tabella 1.

Tabella delle reazioni avverse

Per la classificazione delle reazioni avverse riportate in tre studi clinici di fase III ed uno di fase II, è stata utilizzata la seguente convenzione (vedere tabella 1): molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000). All’interno di ciascuna classe di frequenza e classificazione per sistemi ed organi, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1 Reazioni avverse riportate in pazienti con tumori in stadio avanzato con interessamento osseo

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Categoria di Frequenza Reazioni avverse
Infezioni ed infestazioni Non comune Cellulite¹
Disturbi del sistema immunitario Non comune Ipersensibilità al farmaco¹
Raro Reazione anafilattica¹
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Ipocalcemia¹
Comune Ipofosfatemia
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Dispnea
Disturbi gastrointestinali Molto Comune Diarrea
Comune Estrazione dentale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Iperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Osteonecrosi della mandibola¹
Raro Frattura atipica del femore¹

¹ Vedere sezione Descrizione di reazioni avverse selezionate

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Ipocalcemia

In tre studi clinici di fase III con controllo attivo, in pazienti con tumori in stadio avanzato con interessamento osseo, è stata riportata l’ipocalcemia nel 9,6% dei pazienti trattati con XGEVA e nel 5,0% dei pazienti trattati con acido zoledronico.

Una diminuzione di grado 3 nei livelli sierici del calcio è stata rilevata nel 2,5% dei pazienti trattati con XGEVA e nell’1,2% dei pazienti trattati con acido zoledronico. Una diminuzione di grado 4 nei livelli sierici del calcio è stata rilevata nello 0,6% dei pazienti trattati con XGEVA e nello 0,2% dei pazienti trattati con acido zoledronico (vedere paragrafo 4.4).

Durante l’utilizzo post-marketing, è stata riportata una grave ipocalcemia sintomatica (compresi casi fatali).

Osteonecrosi della mandibola (ONJ)

Nelle fasi di trattamento primario di tre studi clinici di fase III con controllo attivo, in pazienti con tumori in stadio avanzato con interessamento osseo, l’ONJ è stata confermata nell’1,8% dei pazienti trattati con XGEVA (esposizione mediana di 12,0 mesi; range 0,1 - 40,5) e nell’1,3% dei pazienti trattati con acido zoledronico. Le caratteristiche cliniche di questi casi erano simili tra i gruppi di trattamento. Tra i pazienti con ONJ confermata, la maggior parte (81% in entrambi i gruppi di trattamento) aveva una storia di estrazioni dentali, scarsa igiene orale, e/o uso di un apparecchio dentale. In aggiunta la maggior parte dei soggetti riceveva o aveva ricevuto chemioterapia (vedere paragrafo 4.4). Gli studi clinici su pazienti con cancro al seno o alla prostata includevano una fase di estensione del trattamento con XGEVA (esposizione complessiva mediana di 14,9 mesi; range 0,1 - 67,2). L’incidenza di ONJ confermata, aggiustata per paziente-anno è stata del 1,1% durante il primo anno di trattamento e del 4,1% negli anni successivi. Il tempo mediano alla insorgenza di ONJ è stato di 20,6 mesi (range: 4 - 53). Pazienti con alcuni fattori di rischio identificati per l’ONJ, sono stati esclusi dalla partecipazione negli studi pivotal (vedere paragrafo 5.1).

Infezioni cutanee che richiedono l’ospedalizzazione (prevalentemente cellulite)

In tre studi clinici di fase III con controllo attivo in pazienti con tumori in stadio avanzato con interessamento osseo, le infezioni cutanee che hanno richiesto l’ospedalizzazione (prevalentemente cellulite) sono state riportate più frequentemente in pazienti trattati con XGEVA (0,9%) rispetto a quelli trattati con acido zoledronico (0,7%).

In donne con osteoporosi post-menopausale, sono state riportate infezioni cutanee che hanno richiesto l’ospedalizzazione nello 0,4% di donne trattate con Prolia (denosumab 60 mg ogni 6 mesi) e nello 0,1% delle donne trattate con placebo (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni di ipersensibilità al farmaco

Durante l’utilizzo post-marketing, in pazienti in trattamento con XGEVA sono stati riportati eventi di ipersensibilità, compresi rari eventi di reazioni anafilattiche.

Fratture atipiche del femore

Nel programma di sviluppo clinico, le fratture femorali atipiche sono state riportate raramente nei pazienti trattati con denosumab (vedere paragrafo 4.4).

Altre popolazioni speciali

In uno studio clinico, in pazienti con insufficienza renale grave senza un tumore avanzato (clearance della creatinina < 30 ml/min) o sottoposti a dialisi vi era un maggior rischio di sviluppare ipocalcemia in assenza di supplemento di calcio.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati adeguati riguardanti l’uso di XGEVA nelle donne in gravidanza. Una tossicità riproduttiva è stata dimostrata in uno studio sulle scimmie cynomolgus con somministrazione di denosumab durante la gravidanza con AUC 12 volte superiore alla dose per l’uomo (vedere paragrafo 5.3).

L’uso di XGEVA non è raccomandato nelle donne in gravidanza e in donne in età fertile che non fanno uso di contraccettivi.

Le donne che risultano essere in stato di gravidanza durante il trattamento con XGEVA devono essere incoraggiate ad arruolarsi nel Programma di Sorveglianza della Gravidanza di Amgen. I dettagli dei contatti sono riportati nel paragrafo 6 del Foglio Illustrativo.

Allattamento

Non è noto se denosumab è escreto nel latte materno umano. Studi condotti su topi knockout suggeriscono che l’assenza del RANKL durante la gravidanza potrebbe interferire con la maturazione della ghiandola mammaria, causando alterazioni dell’allattamento dopo il parto (vedere paragrafo 5.3). Si deve decidere se astenersi dall’allattamento o dalla terapia con XGEVA, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il neonato/infante e il beneficio della terapia con XGEVA per la donna.

Le donne che stanno allattando durante il trattamento con XGEVA devono essere incoraggiate ad arruolarsi nel Programma di Sorveglianza dell’Allattamento di Amgen. I dettagli dei contatti sono riportati nel paragrafo 6 del Foglio Illustrativo.

Fertilità

Non sono disponibili dati sugli effetti di denosumab sulla fertilità umana. Gli studi condotti sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

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Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).

Non congelare.

Conservare il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

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Questo farmaco disponibile in altre 1 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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