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ANTIVIRALI AD AZIONE DIRETTA

INCIVO

FL 42CPR RIV 375MG

JANSSEN CILAG SpA

Descrizione prodotto

INCIVO*FL 42CPR RIV 375MG

Principio attivo

TELAPREVIR

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

ATC livello 3

ANTIVIRALI AD AZIONE DIRETTA

Tipo prodotto

FARMACO ETICO

Prezzo al pubblico

3102.98


Codice ATC livello 5:
J05AE11

Codice AIC:
41456029


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

INCIVO, in associazione a peginterferone alfa e ribavirina, è indicato per il trattamento dell’epatite C cronica di genotipo 1 in pazienti adulti con con epatopatia compensata (compresa la cirrosi):

– che siano naïve al trattamento;

– che siano stati precedentemente trattati con interferone alfa (pegilato o non pegilato) da solo o in associazione a ribavirina, compresi i pazienti recidivanti, i partial responder ed i null responder (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

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Composizione

Ogni compressa rivestita con film contiene 375 mg di telaprevir.

Eccipiente: 2,3 mg di sodio per compressa rivestita con film.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Nucleo della compressa

ipromellosa acetato succinato;

calcio idrogeno fosfato (anidro);

cellulosa microcristallina;

silice colloidale anidra;

sodio laurilsolfato;

sodio croscarmelloso;

sodio stearilfumarato.

Film di rivestimento della compressa

alcol polivinilico;

macrogol;

talco;

titanio diossido (E171);

ossido di ferro giallo (E172).

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Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Co–somministrazione con principi attivi fortemente metabolizzati dal CYP3A e per i quali le elevate concentrazioni plasmatiche sono associate a eventi gravi e/o potenzialmente letali. Questi principi attivi comprendono alfuzosina, amiodarone, bepridil, chinidina, astemizolo, terfenadina, cisapride, pimozide, derivati dell’ergot (diidroergotamina, ergometrina, ergotamina, metilergometrina), lovastatina, simvastatina, atorvastatina, sildenafil o tadalafil (solo se usato per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare) e midazolam o triazolam somministrati per via orale.

Co–somministrazione con antiaritmici di classe Ia o III ad eccezione della lidocaina per uso endovenoso (vedere paragrafo 4.5).

Co–somministrazione di INCIVO con principi attivi che inducono fortemente il CYP3A, ad esempio rifampicina, Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), carbamazepina, fenitoina e fenobarbital e che possono quindi comportare una esposizione inferiore e una perdita di efficacia di INCIVO.

Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina per un elenco delle rispettive controindicazioni, poiché INCIVO deve essere impiegato in associazione a peginterferone alfa e a ribavirina.

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Posologia

Il trattamento con INCIVO deve essere iniziato e monitorato da un medico con esperienza nella gestione dell’epatite C cronica.

Posologia

INCIVO, 1.125 mg (tre compresse rivestite con film da 375 mg) deve essere assunto per via orale due volte al giorno (b.i.d.) con il cibo. Alternativamente, 750 mg (due compresse da 375 mg) possono essere assunte per via orale ogni 8 ore (q8h) con il cibo. La dose totale giornaliera è di 6 compresse (2.250 mg). Assumere INCIVO senza cibo o senza rispettare l’intervallo tra le dosi può risultare in una diminuzione della concentrazione plasmatica di telaprevir che può ridurre l’effetto terapeutico di INCIVO.

INCIVO deve essere somministrato in associazione con ribavirina e peginterferone alfa–2a o –2b. Fare riferimento ai paragrafi 4.4 e 5.1 riguardo alla selezione di peginterferone alfa–2a o –2b.

Per specifiche istruzioni sul dosaggio di peginterferone alfa e di ribavirina, si deve fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di questi medicinali.

Durata del trattamento – Pazienti adulti naïve e pazienti recidivanti al precedente trattamento

Il trattamento con INCIVO deve essere iniziato in associazione a peginterferone alfa e a ribavirina e somministrato per 12 settimane.

– I pazienti con acido ribonucleico del virus dell’epatite C (HCV–RNA) non rilevabile (target non rilevato) alle settimane 4 e 12 ricevono un ulteriore ciclo di 12 settimane di soli peginterferone alfa e ribavirina, per una durata totale del trattamento di 24 settimane.

– I pazienti con HCV–RNA rilevabile alle settimane 4 o 12 ricevono un ulteriore ciclo di 36 settimane di soli peginterferone alfa e ribavirina, per una durata totale del trattamento di 48 settimane.

– Per tutti pazienti con cirrosi a prescindere dalla non rilevabilità di HCV–RNA (target non rilevato) alle settimane 4 o 12, è raccomandato un ulteriore ciclo di 36 settimane di soli peginterferone alfa e ribavirina, per una durata totale del trattamento di 48 settimane (vedere paragrafo 5.1).

I livelli di HCV–RNA devono essere monitorati alle settimane 4 e 12 per determinare la durata del trattamento. Negli studi di fase 3 è stato utilizzato un sensibile test real–time PCR con un limite di quantificazione di 25 UI/ml e un limite di rilevazione di 10–15 UI/ml per determinare se i livelli di HCV–RNA fossero non rilevabili (target non rilevato) (vedere paragrafo 5.1). Livelli rilevabili di HCV RNA sotto il limite inferiore di quantificazione del test non devono essere usati in sostituzione di "non rilevabili" (target non rilevato) per prendere decisioni in merito alla durata del trattamento, poiché ciò potrebbe portare a una durata insufficiente del trattamento e a tassi di ricaduta più elevati. Vedere la tabella 1 per le Linee guida sull’interruzione del trattamento con INCIVO, Peginterferone alfa e Ribavirina.

Durata del trattamento – Pazienti adulti già trattati partial responder o null responder

Il trattamento con INCIVO deve essere iniziato in associazione a peginterferone alfa e a ribavirina e somministrato per 12 settimane, seguito da una terapia con soli peginterferone alfa e ribavirina (senza INCIVO), per una durata complessiva del trattamento di 48 settimane.

I livelli di HCV–RNA devono essere monitorati alle settimane 4 e 12. Vedere la tabella 1 per le Linee guida sull’interruzione del trattamento con INCIVO, Peginterferone alfa e Ribavirina.

Tutti i pazienti

Poiché è altamente improbabile che pazienti con risposte virali inadeguate raggiungano una risposta virologica sostenuta (sustained virologic response – SVR), si raccomanda che i pazienti con HCV–RNA > 1.000 UI/ml alla settimana 4 o alla settimana 12 interrompano la terapia (fare riferimento alla tabella 1).

Tabella 1: Linee guida per l’interruzione del trattamento con INCIVO, Peginterferone alfa e Ribavirina.
Medicinali HCV RNA > 1.000 UI/ml alla settimana 4 di trattamentoa HCV RNA > 1.000 UI/ml alla settimana 12 di trattamentoa
INCIVO Interruzione definitiva Trattamento con INCIVO completato
Peginterferone alfa e Ribavirina Interruzione definitiva
a trattamento con INCIVO, peginterferone alfa e ribavirina. Queste linee guida possono non essere altrettanto attendibili quando è stato utilizzato un trattamento di induzione con peginterferone alfa e ribavirina prima di iniziare la terapia con INCIVO (vedere paragrafo 5.1).

Negli studi di Fase 3, nessuno dei pazienti con HCV RNA > 1.000 UI/ml alla settimana 4 o alla settimana 12 ha raggiunto l’SVR continuando il trattamento con peginterferone alfa e ribavirina. Negli studi di Fase 3 in pazienti naïve al trattamento, 4/16 (25%) pazienti con livelli di HCV RNA tra 100 UI/ml e 1.000 UI/ml alla settimana 4 hanno raggiunto l’SVR. Nei pazienti con HCV RNA tra 100 UI/ml e 1.000 UI/ml alla settimana 12, 2/8 (25%) hanno raggiunto l’SVR.

Nei null responders al trattamento precedente, deve essere presa in considerazione l’effettuazione un ulteriore test HCV RNA tra le settimane 4 e 12. Se la concentrazione di HCV RNA è > 1.000 UI/ml, INCIVO, peginterferone alfa e ribavirina devono essere interrotti.

Per pazienti che ricevono un trattamento totale di 48 settimane, il peginterferone alfa e la ribavirina devono essere interrotti qualora alla settimana 24 o alla settimana 36 sia rilevabile l’HCV RNA.

INCIVO deve essere assunto con peginterferone alfa e ribavirina, per evitare un fallimento del trattamento.

Per evitare il fallimento del trattamento, la dose di INCIVO non deve essere ridotta né interrotta.

Se il trattamento con INCIVO viene interrotto per reazioni avverse al farmaco o a causa di una risposta virologica insufficiente, il trattamento con INCIVO non deve essere iniziato nuovamente.

Fare riferimento al rispettivo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina per le linee guida sulle modifiche del dosaggio, sulle interruzioni, sospensioni o sulla ripresa di questi medicinali (vedere paragrafo 4.4).

Quando somministrato due volte al giorno (b.i.d.), se un paziente dimentica una dose di INCIVO entro 6 ore dall’orario di assunzione abituale, deve essere informato di assumere la dose prescritta di INCIVO il prima possibile, accompagnata da cibo. Se un paziente dimentica una dose e sono trascorse più di 6 ore dall’orario di assunzione abituale di INCIVO, non deve assumere la dose dimenticata, ma riprendere il normale schema posologico.

Quando somministrato ogni 8 ore (q8h), se un paziente dimentica una dose di INCIVO entro 4 ore dall’orario di assunzione abituale, deve essere informato di assumere la dose prescritta di INCIVO il prima possibile, accompagnata da cibo. Se un paziente dimentica una dose e sono trascorse più di 4 ore dall’orario di assunzione abituale di INCIVO, non deve assumere la dose dimenticata, ma riprendere il normale schema posologico.

Popolazioni speciali

Insufficienza renale

Non esistono dati clinici sull’uso di INCIVO in pazienti con HCV e insufficienza renale di grado da moderato a grave (CrCl ≤ 50 ml/min) (vedere paragrafo 4.4). In pazienti HCV–negativi con insufficienza renale grave, non sono stati osservati cambiamenti clinici rilevanti in seguito all’esposizione a telaprevir (vedere paragrafo 5.2). Pertanto, non è raccomandato l’aggiustamento della dose di INCIVO nei pazienti con insufficienza renale affetti da HCV.

Non ci sono dati clinici sull’uso di INCIVO in pazienti sottoposti ad emodialisi.

Fare riferimento anche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ribavirina per i pazienti con CrCl < 50 ml/min.

Insufficienza epatica

L’uso di INCIVO non è raccomandato in pazienti con insufficienza epatica di grado da moderato a grave (classe B o C di Child–Pugh, punteggio ≥ 7) o con epatopatia scompensata (vedere paragrafo 4.4). Non è necessario modificare il dosaggio di INCIVO, se somministrato a pazienti con epatite C e insufficienza epatica lieve (Classe A di Child–Pugh, punteggio 5–6).

Fare riferimento anche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina che sono controindicati con punteggio ≥ 6 di Child–Pugh.

Anziani

I dati clinici disponibili sull’uso di INCIVO in pazienti affetti da HCV di età ≥ 65 anni sono limitati.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di INCIVO nei bambini di età < 18 anni non sono state ancora stabilite.

Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

I pazienti devono essere informati che le compresse vanno inghiottite intere (vale a dire che il paziente non deve masticare, rompere o sciogliere la compressa).

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Avvertenze e precauzioni

Grave eruzione cutanea

Sono state segnalate reazioni cutanee gravi, potenzialmente pericolose per la vita e fatali con il trattamento con INCIVO in associazione. Durante l’esperienza post–marketing è stata osservata Necrolisi Epidermica Tossica (TEN), compreso un caso fatale (vedere paragrafo 4.8). Nei pazienti con eruzione cutanea progressiva e sintomi sistemici che hanno continuato a ricevere il trattamento con INCIVO in associazione, sono stati riportati casi fatali dopo l’identificazione di una grave reazione cutanea.

Negli studi clinici di Fase 2 e 3, controllati con placebo, è stata segnalata una grave eruzione cutanea (principalmente eczematosa, con prurito, che ha interessato più del 50% della superficie corporea) nel 4,8% dei pazienti in terapia con il trattamento in associazione con INCIVO, rispetto allo 0,4% che ha ricevuto peginterferone alfa e ribavirina. I dati disponibili suggeriscono che peginterferone alfa e forse anche ribavirina possono contribuire alla frequenza e alla gravità dell’eruzione cutanea associata al trattamento con INCIVO in associazione.

Il 5,8% dei pazienti ha interrotto soltanto INCIVO a causa di eventi di eruzione cutanea e il 2,6% dei pazienti ha interrotto il trattamento in associazione con INCIVO per eventi di eruzione cutanea, rispetto a nessun paziente fra quelli trattati con peginterferone alfa e ribavirina.

In studi clinici di Fase 2 e 3, controllati con placebo, lo 0,4% dei pazienti ha avuto una sospetta Eruzione Cutanea da Farmaco con Eosinofilia e Sintomi Sistemici (DRESS). Nell’esperienza clinica con INCIVO, meno dello 0,1% dei pazienti ha avuto la Sindrome di Stevens–Johnson (SJS). Tutte queste reazioni si sono risolte con l’interruzione del trattamento.

DRESS si presenta come una eruzione cutanea con eosinofilia associata, con una o più delle seguenti caratteristiche: febbre, linfoadenopatia, edema facciale e coinvolgimento di organi interni (epatico, renale, polmonare). Si può manifestare in qualsiasi momento dopo l’inizio del trattamento, sebbene nella maggioranza dei casi sia comparso tra la sesta e la decima settimana dopo l’inizio del trattamento con INCIVO.

I medici prescrittori devono garantire che i pazienti siano totalmente informati in merito al rischio di eruzioni cutanee gravi, ed alla necessità di consultare immediatamente il medico se sviluppano una nuova eruzione cutanea o notano il peggioramento di una eruzione cutanea già esistente.

La progressione di tutte le eruzioni cutanee deve essere monitorata fino alla risoluzione delle stesse. L’eruzione cutanea può richiedere diverse settimane per risolversi. Altri medicinali associati a gravi reazioni cutanee devono essere usati con cautela durante la somministrazione del trattamento combinato con INCIVO al fine di evitare potenziale confusione su quali medicinali potrebbero contribuire a gravi reazioni cutanee. In caso di una grave reazione cutanea, si deve considerare anche l’interruzione di altri medicinali noti per essere associati a gravi reazioni cutanee.

Per ulteriori informazioni sull’eruzione cutanea da lieve a moderata, vedere il paragrafo 4.8.

Le raccomandazioni per il monitoraggio delle eruzioni cutanee, e per l’interruzione di INCIVO, ribavirina e peginterferone alfa sono sintetizzate nella tabella seguente:

Estensione e caratteristiche delle reazioni cutanee Raccomandazioni per il Monitoraggio delle Reazioni cutanee, e per l’Interruzione di INCIVO, Ribavirina e Peginterferone alfa per Eruzione cutanea Grave
Eruzione di grado lieve: eruzione cutanea localizzata e/o eruzione con distribuzione limitata (fino a diversi siti isolati sul corpo) Monitorare la progressione o i sintomi sistemici fino alla risoluzione dell’eruzione cutanea.
Eruzione di grado moderato: eruzione diffusa ≤ 50% della superficie corporea. Monitorare la progressione o i sintomi sistemici fino alla risoluzione dell’eruzione cutanea. Prendere in considerazione il consulto di uno specialista in dermatologia.
Per l’eruzione di grado moderato che progredisce, deve essere presa in considerazione l’interruzione definitiva di INCIVO. Se l’eruzione non migliora entro 7 giorni dalla sospensione di INCIVO, deve essere interrotta la ribavirina. L’interruzione di ribavirina può essere necessaria anche prima se l’eruzione cutanea peggiora nonostante l’interruzione di telaprevir. Peginterferone alfa può essere continuato a meno che dal punto di vista medico non sia indicata l’interruzione.
Per eruzione di grado moderato che diventa grave (≥ 50% superficie corporea), interrompere definitivamente INCIVO (vedere sotto).
Eruzione grave: estensione dell’eruzione >50% della superficie corporea o associata a vescicole, bolle, ulcerazioni diverse dalla SJS. Interrompere immediatamente e definitivamente INCIVO. È raccomandato il consulto di uno specialista in dermatologia. Monitorare la progressione o i sintomi sistemici fino alla risoluzione dell’eruzione cutanea.
Peginterferone alfa e ribavirina possono essere continuati. Se non si osserva miglioramento entro 7 giorni dall’interruzione di INCIVO, si deve considerare una interruzione sequenziale o simultanea di ribavirina e/o peginterferone alfa. Se clinicamente indicato, può essere necessaria prima l’interruzione di peginterferone alfa e ribavirina.
Gravi reazioni cutanee comprese eruzione con sintomi sistemici, eruzione cutanea grave progressiva, sospetto o diagnosi di eruzioni generalizzate bollose cutanee, DRESS, SJS/TEN, pustolosi acuta esantematica generalizzata, eritema multiforme Interrompere immediatamente e definitivamente INCIVO, peginterferone alfa e ribavirina. Consultare uno specialista in dermatologia.

Se il trattamento con INCIVO è stato interrotto a causa di una reazione cutanea, non deve essere ripreso. Fare riferimento anche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina, per le reazioni cutanee gravi associate a questi medicinali.

Anemia

Negli studi clinici di Fase 2 e 3, controllati con placebo, l’incidenza complessiva e la gravità dell’anemia sono state superiori con il trattamento in associazione con INCIVO, rispetto alla terapia con i soli peginterferone alfa e ribavirina. Sono stati osservati valori di emoglobina < 10 g/dl nel 34% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento in associazione con INCIVO e nel 14% dei pazienti trattati con peginterferone alfa e ribavirina. Sono stati osservati valori di emoglobina < 8,5 g/dl nell’8% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento in associazione con INCIVO, rispetto al 2% dei pazienti trattati con peginterferone alfa e ribavirina. È stato riscontrato un calo dei livelli di emoglobina durante le prime 4 settimane di trattamento, con valori più bassi raggiunti alla fine del trattamento con INCIVO. I valori dell’emoglobina sono gradualmente migliorati al termine del trattamento con INCIVO.

L’emoglobina deve essere monitorata a intervalli regolari prima e durante il trattamento in associazione con INCIVO (vedere paragrafo 4.4, Analisi di laboratorio).

Per la gestione dell’anemia, fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ribavirina, relativamente alle linee guida sulla riduzione della dose. Se ribavirina viene interrotta definitivamente per la gestione dell’anemia, anche INCIVO deve essere interrotto definitivamente. Se INCIVO viene interrotto per anemia, i pazienti possono continuare il trattamento con peginterferone alfa e ribavirina. Ribavirina può essere assunta nuovamente in base alle linee guida sulla modifica del dosaggio di ribavirina. La dose di INCIVO non deve essere ridotta e non può essere somministrato nuovamente in caso di interruzione.

Gravidanza e misure contraccettive.

Poiché INCIVO deve essere utilizzato in associazione a peginterferone alfa e ribavirina, le controindicazioni e le avvertenze relative a questi medicinali valgono anche per l’associazione terapeutica.

Sono stati dimostrati significativi effetti teratogeni e/o embriocidi in tutte le specie animali esposte a ribavirina, pertanto occorre estrema attenzione nell’evitare la gravidanza nelle pazienti di sesso femminile e nelle partner dei pazienti di sesso maschile.

Le pazienti di sesso femminile in età fertile ed i loro partner, così come i pazienti di sesso maschile e le loro partner, devono utilizzare 2 misure contraccettive efficaci durante ed in seguito al trattamento con INCIVO come raccomandato nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto per ribavirina, e come descritto sotto.

I contraccettivi ormonali possono essere continuati ma possono non essere affidabili durante il trattamento con INCIVO e nei due mesi successivi alla cessazione del trattamento con INCIVO (vedere paragrafo 4.5). Durante questo periodo, le pazienti in età fertile devono utilizzare due misure contraccettive non–ormonali efficaci. Due mesi dopo il completamento del trattamento con INCIVO, i contraccettivi ormonali sono di nuovo appropriati come uno dei due metodi efficaci per il controllo delle nascite.

Per ulteriori informazioni, vedere i paragrafi 4.5 e 4.6.

Effetti cardiovascolari

I risultati di uno studio condotto in volontari sani hanno dimostrato un modesto effetto di telaprevir a una dose di 1.875 mg ogni 8 ore sull’intervallo QTcF con un aumento medio massimo placebo–regolato di 8,0 msec (IC al 90%: 5,1–10,9) (vedere il paragrafo 5.1). L’esposizione a questa dose era paragonabile a quella nei pazienti con infezione da HCV, che hanno ricevuto una dose di INCIVO da 750 mg ogni 8 ore, più peginterferone alfa e ribavirina. Non è certa la potenziale rilevanza clinica di questi dati.

INCIVO deve essere usato con cautela con gli antiaritmici di Classe Ic propafenone e flecainide, includendo un appropriato monitoraggio clinico e con ECG.

Si raccomanda cautela quando si prescrive INCIVO unitamente a medicinali noti per indurre un prolungamento del QT e che sono substrati del CYP3A, come eritromicina, claritromicina, telitromicina, posaconazolo, voriconazolo, ketoconazolo, tacrolimo, salmeterolo (vedere paragrafo 4.5). Deve essere evitata la co–somministrazione di INCIVO e domperidone (vedere paragrafo 4.5). INCIVO può aumentare le concentrazioni del farmaco co–somministrato, comportando un aumento del rischio di reazioni avverse cardiache associate. Nel caso in cui la co–somministrazione di tali medicinali e INCIVO sia ritenuta strettamente necessaria, si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico, comprese valutazioni dell’ECG. Vedere anche il paragrafo 4.3 per i medicinali che risultano controindicati con INCIVO.

Evitare l’uso di INCIVO in pazienti con prolungamento congenito del QT, o con anamnesi familiare di prolungamento congenito del QT o di morte improvvisa. Nel caso in cui il trattamento con INCIVO sia ritenuto strettamente necessario, occorre monitorare i pazienti attentamente ed effettuare valutazioni dell’ECG.

Usare INCIVO con cautela in pazienti con:

– anamnesi di prolungamento del QT acquisito

– bradicardia clinicamente rilevante (frequenza cardiaca persistente < 50 bpm);

– anamnesi di insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra;

– necessità di assumere medicinali noti per prolungare l’intervallo del QT, ma il metabolismo dei quali non sia principalmente dipendente dal CYP3A4 (ad esempio, metadone, vedere paragrafo 4.5).

Tali pazienti devono essere attentamente monitorati, incluse valutazioni dell’ECG.

I disturbi elettrolitici (ad esempio ipokaliemia, ipomagnesiemia e ipocalcemia) devono essere monitorati e corretti, se necessario, prima di iniziare il trattamento con INCIVO e durante la terapia.

Analisi di laboratorio

I livelli di HCV–RNA devono essere monitorati alle settimane 4 e 12, e in base a quanto clinicamente indicato (vedere anche le linee guida per l’interruzione di INCIVO, paragrafo 4.2).

Le valutazioni di laboratorio di seguito riportate (esame emocromocitometrico completo con conta leucocitaria differenziale, elettroliti, creatinina sierica, test di funzionalità epatica, TSH, acido urico) devono essere effettuate in tutti i pazienti prima di iniziare il trattamento in associazione con INCIVO.

Seguono i valori basali raccomandati per iniziare il trattamento in associazione con INCIVO:

– Emoglobina: ≥ 12 g/dl (donne); ≥ 13 g/dl (uomini)

– Conta piastrinica ≥ 90.000/mm³

– Conta assoluta dei neutrofili ≥ 1.500/mm³

– Funzionalità tiroidea adeguatamente controllata (TSH)

– Clearance della creatinina calcolata ≥ 50 ml/min.

– Potassio ≥ 3,5 mmol/l

Si raccomanda di eseguire le valutazioni ematologiche (compresa la conta leucocitaria differenziale) alle settimane 2, 4, 8 e 12 e successivamente, quando clinicamente opportuno.

Si raccomanda di effettuare le valutazioni chimiche (elettroliti, creatinina sierica, acido urico, enzimi epatici, bilirubina, TSH) con la stessa frequenza degli esami ematologici o secondo quanto richiesto dal punto di vista clinico (vedere paragrafo 4.8).

Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina, compresi i requisiti per il test di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

Uso di INCIVO in associazione con peginterferone alfa2b

Gli studi di Fase 3 sono stati tutti condotti con peginterferone alfa–2a in associazione con INCIVO e ribavirina. Non ci sono dati sull’uso di INCIVO in associazione con peginterferone alfa–2b in pazienti pre–trattati e dati limitati nei pazienti naïve. In uno studio in aperto, i pazienti naïve trattati con peginterferone alfa–2a/ribavirina (n=80) o peginterferone alfa–2b/ribavirina (n=81) in associazione con INCIVO, hanno avuto percentuali simili di SVR. Tuttavia, i pazienti trattati con peginterferone alfa–2b hanno avuto più di frequente "breakthrough virologico" (rialzo della carica virale in corso di trattamento), ed avevano minore probabilità di soddisfare i criteri per ridurre la durata del trattamento totale (vedere paragrafo 5.1).

Aspetti generali

INCIVO non deve essere somministrato in monoterapia e deve essere prescritto solo in associazione a entrambi i medicinali peginterferone alfa e ribavirina. Il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina deve essere pertanto consultato prima di iniziare la terapia con INCIVO.

Non esistono dati clinici su pazienti sottoposti nuovamente a trattamento, dopo fallimento della terapia a base di un inibitore della proteasi NS3–4A dell’HCV (vedere paragrafo 5.1).

Risposta virologica insufficiente

Nei pazienti che hanno una risposta virale inadeguata, è necessario interrompere il trattamento (vedere paragrafi 4.2 e 4.4, Analisi di laboratorio).

Uso di INCIVO nel trattamento di altri genotipi di HCV

Non ci sono dati clinici sufficienti per supportare il trattamento di pazienti con genotipi di HCV diversi dal genotipo 1. Pertanto, è controindicato l’uso di INCIVO in pazienti con HCV di genotipo diverso da 1.

Insufficienza renale

La sicurezza e l’efficacia in pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (CrCl < 50 ml/min) e in pazienti sottoposti ad emodialisi non sono state stabilite. Fare riferimento al paragrafo 4.4, Analisi di laboratorio.

Fare anche riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ribavirina per i pazienti con CrCL < 50 ml/min (vedere anche paragrafi 4.2 e 5.2).

Insufficienza epatica

INCIVO non è stato studiato in pazienti con insufficienza epatica grave (classe C di Child–Pugh, punteggio ≥ 10) o con epatopatia scompensata e pertanto il suo uso non è raccomandato in queste popolazioni di pazienti.

INCIVO non è stato studiato in pazienti infetti da HCV con insufficienza epatica moderata (classe B di Child–Pugh, punteggio 7–9). In pazienti HCV negativi con insufficienza epatica moderata, è stata osservata una riduzione dell’esposizione a telaprevir. Non è stata determinata la dose appropriata di INCIVO per i pazienti affetti da epatite C con insufficienza epatica moderata. In questi pazienti, l’uso di INCIVO non è pertanto raccomandato (vedere i paragrafi 4.2 e 5.2).

Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di peginterferone alfa e di ribavirina, che devono essere co–somministrati con INCIVO.

Pazienti trapiantati

Non sono disponibili dati clinici sul trattamento di pazienti nella fase pre–, peri– e post–trapianto di fegato o altro organo con INCIVO in associazione a peginterferone alfa e ribavirina (vedere anche il paragrafo 4.5, Immunosoppressori).

Co–infezione da HCV/HIV (virus dell’immunodeficienza umana)

INCIVO in associazione con peginterferone alfa e ribavirina è stato valutato in 60 pazienti con infezione da HIV, nel trattamento dell’HCV in pazienti naïve che non erano in terapia antiretrovirale per HIV o che erano in trattamento con efavirenz o atazanavir/ritonavir in associazione con tenofovir disoproxil fumarato ed emtricitabina o lamivudina (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Fare riferimento al paragrafo 4.5 per le interazioni rilevanti con gli agenti antivirali–HIV.

Coinfezione da HCV/HBV (virus dell’epatite B)

Non esistono dati disponibili sull’uso di INCIVO in pazienti con co–infezione da HCV/HBV.

Popolazione pediatrica

L’uso di INCIVO è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni, poiché la sicurezza e l’efficacia in questa popolazione di pazienti non sono state stabilite.

Malattie della tiroide

Durante il trattamento di combinazione con INCIVO può verificarsi l’aumento della tireotropina (TSH), che può indicare il peggioramento o la ricomparsa di ipotiroidismo pre–esistente o passato, o una nuova insorgenza di ipotiroidismo (vedere paragrafo 4.8). I livelli di TSH devono essere determinati prima e durante il trattamento di combinazione con INCIVO e trattati in modo clinicamente appropriato, includendo un potenziale aggiustamento della terapia sostitutiva tiroidea in pazienti con ipotiroidismo pre–esistente (vedere paragrafo 4.4, Analisi di laboratorio).

Interazioni con medicinali

Telaprevir è un forte inibitore del CYP3A4, un importante enzima metabolizzante dei farmaci. Sono previsti aumenti dell’esposizione sistemica se telaprevir è associato a medicinali altamente metabolizzati da questo enzima. Fare riferimento al paragrafo 4.3 per una lista di medicinali che sono controindicati in associazione ad INCIVO a causa degli eventi avversi potenzialmente letali o per la potenziale perdita di efficacia terapeutica di INCIVO. Fare riferimento al paragrafo 4.5 per le interazioni farmaco–farmaco stabilite e altre potenzialmente significative.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di INCIVO

Questo farmaco contiene circa 2,3 mg di sodio per compressa, che deve essere tenuto in considerazione per i pazienti in regime alimentare a contenuto di sodio controllato.

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Interazioni

Telaprevir è in parte metabolizzato a livello epatico dal CYP3A ed è un substrato della glicoproteina P (P–gp). Anche altri enzimi sono coinvolti nel metabolismo (vedere paragrafo 5.2). La co–somministrazione di INCIVO e di medicinali che inducono il CYP3A e/o la P–gp può ridurre considerevolmente le concentrazioni plasmatiche di telaprevir. La co–somministrazione di INCIVO e di medicinali che inibiscono il CYP3A e/o la P–gp può aumentare le concentrazioni plasmatiche di telaprevir.

INCIVO è un forte inbitore del CYP3A4 tempo–dipendente e inibisce considerevolmente anche la P–gp. La dipendenza dal tempo indica che l’inibizione del CYP3A4 può essere più intensa durante le prime 2 settimane di trattamento. Dopo la fine del trattamento, può essere necessaria circa una settimana affinchè l’inibizione scompaia definitivamente. La somministrazione di INCIVO può aumentare l’esposizione sistemica ai medicinali che sono substrati di CYP3A o della P–gp, per i quali possono essere aumentati o prolungati gli effetti terapeutici e le reazioni avverse. Sulla base dei risultati degli studi clinici di interazione farmaco–farmaco (ad es. escitalopram, zolpidem, etinilestradiolo), non può essere esclusa l’induzione di enzimi metabolici da parte di telaprevir.

Telaprevir inibisce i trasportatori polipeptidici di anioni organici (OATP) OATP1B1 e OATP2B1. Si deve prestare cautela quando INCIVO viene co–somministrato insieme ai farmaci trasportati da questi trasportatori come fluvastatina, pravastatina, rosuvastatina, pivastatina, bosentan e repeglinide (vedere tabella 2). La simvastatina è controindicata a causa del predicibile marcato aumento dell’esposizione causato da meccanismi multipli.

Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.

Controindicazioni di uso concomitante (vedere paragrafo 4.3)

INCIVO non deve essere somministrato contemporaneamente a medicinali che sono altamente dipendenti dal CYP3A per la clearance e per i quali le elevate concentrazioni plasmatiche sono associate ad eventi gravi e/o potenzialmente fatali quali aritmia cardiaca (es. amiodarone, astemizolo, bepridil, cisapride, pimozide, chinidina, terfenadina), o vasospasmo periferico oppure ischemia (es. diidroergotamina, ergometrina, ergotamina, metilergometrina), o miopatia, compresa rabdomiolisi (es. lovastatina, simvastatina, atorvastatina), o sedazione prolungata o aumentata o depressione respiratoria (es. midazolam o triazolam somministrati per via orale), o ipotensione o aritmia cardiaca (es. alfuzosina e sildenafil per l’ipertensione arteriosa polmonare).

INCIVO non deve essere somministrato contemporaneamente ad antiaritmici di Classe Ia o III, eccetto la lidocaina per somministrazione endovenosa.

INCIVO deve essere usato con cautela con gli antiaritmici di Classe Ic propafenone e flecainide, includendo un appropriato monitoraggio clinico ed ECG (vedere paragrafo 4.4).

Rifampicina

Rifampicina riduce l’AUC plasmatica di telaprevir di circa il 92%. Pertanto, INCIVO non deve essere co–somministrato con rifampicina.

Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)

Le concentrazioni plasmatiche di telaprevir possono essere ridotte dall’uso concomitante di preparati di origine vegetale contenenti l’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). I preparati di origine vegetale che contengono l’Erba di San Giovanni non devono pertanto essere associati a INCIVO.

Carbamazepina, fenitoina e fenobarbital

La co–somministrazione con induttori può portare ad una minore esposizione a telaprevir con il rischio di una minore efficacia. Potenti induttori di CYP3A, come carbamazepina, fenitoina e fenobarbital, sono controindicati (vedere paragrafo 4.3).

Induttori lievi e moderati di CYP3A

Gli induttori lievi e moderati di CYP3A devono essere evitati, particolarmente in pazienti che sono precedenti non–responders (partial o null responders a peginterferone alfa/ribavirina), a meno che non vengano date specifiche raccomandazioni di dosaggio (fare riferimento alla tabella 2).

Altre associazioni

La Tabella 2 fornisce raccomandazioni sul dosaggio in seguito a interazioni farmacologiche con INCIVO. Tali raccomandazioni si basano su studi d’interazione farmacologica (indicati con *) oppure sulle interazioni previste in base al livello di interazione atteso ed al potenziale di reazioni avverse gravi o di perdita di efficacia. La maggior parte degli studi di interazione farmaco–farmaco sono stati eseguiti con una dose di telaprevir pari a 750 mg ogni 8 ore (q8h). Poichè il regime di 1.125 mg b.i.d. risulta nella stessa dose giornaliera, con esposizioni al farmaco simili, si prevede che le relative interazioni farmacologiche siano simili.

La direzione della freccia (↑ = aumento, ↓ = riduzione, ↔ = nessun cambiamento) di ciascun parametro farmacocinetico, si basa sull’intervallo di confidenza al 90% del rapporto medio geometrico entro (↔), inferiore (↓) o superiore (↑) a un intervallo di 80–125%.

Tabella 2: INTERAZIONI E RACCOMANDAZIONI SUL DOSAGGIO CON ALTRI PRODOTTI MEDICINALI
Medicinali per area terapeutica Effetto sulla concentrazione di INCIVO o del farmaco concomitante e possibile meccanismo Commento clinico
ANALGESICI
alfentanil ↑ alfentanil È raccomandato un attento monitoraggio degli effetti terapeutici e avversi (incluso la depressione respiratoria) quando telaprevir è co–somministrato con alfentanil o fentanil, incluse preparazioni di fentanil orali, buccali, nasali e transdermiche a rilascio prolungato o transmucosali specialmente all’inizio del trattamento. Può essere necessario l’aggiustamento della dose di fentanil o alfentanil. Gli effetti più marcati sono attesi con le formulazioni di fentanil orale, nasale e buccale/sublinguale.
fentanil ↑ fentanil
ANTIARITMICI
lidocaina (endovenoso) ↑ lidocaina inibizione del CYP3A Si richiede cautela e si raccomanda un monitoraggio clinico quando lidocaina per uso endovenoso viene somministrata per il trattamento dell’aritmia ventricolare acuta.
digossina* ↑ digossina Inizialmente, deve essere prescritta la dose più bassa di digossina. Le concentrazioni di digossina sierica devono essere monitorate e utilizzate per la titolazione del dosaggio di digossina, così da ottenere l’effetto clinico desiderato.
AUC 1,85 (1,70–2,00)
Cmax 1,50 (1,36–1,65)
effetto sul trasporto della P–gp nell’intestino
ANTIBATTERICI
claritromicina ↑ telaprevir Si richiede cautela e si raccomanda un monitoraggio clinico se co–somministrati a INCIVO. Con claritromicina ed eritromicina sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo del QT e di torsade de pointes. Il prolungamento dell’intervallo del QT è stato segnalato con telitromicina (vedere paragrafo 4.4).
eritromicina ↑ antibatterici
telitromicina inibizione del CYP3A
troleandomicina
ANTICOAGULANTI
warfarin ↑ o ↓ warfarin modulazione di enzimi metabolici Si raccomanda di monitorare il tempo di protrombina internazionale (international normalised ratio – INR), in caso di co–somministrazione di warfarin e telaprevir.
dabigatran – dabigatran Si richiede cautela e si raccomanda un monitoraggio clinico e di laboratorio.
Â<< telaprevir
effetto sul trasporto della P–gp nell’intestino
ANTICONVULSIVI
carbamazepina ↓ telaprevir La co–somministrazione con questi agenti è controindicata.
fenobarbitale ↑ carbamazepina
fenitoina ↑ o ↓ fenitoina
  ↑ o ↓ fenobarbital
induzione del CYP3A per anticonvulsivi, e inibizione del CYP3A per telaprevir.
ANTIDEPRESSIVI
escitalopram* ↔ telaprevir Non è nota la rilevanza clinica. Può rendersi necessario un aumento della dose, se associato a telaprevir.
↓ escitalopram
AUC 0,65 (0,60–0,70)
Cmax 0,70 (0,65–0,76)
Cmin 0,58 (0,52–0,64)
meccanismo non noto
trazodone ↑ trazodone inibizione del CYP3A La co–somministrazione può comportare possibili eventi avversi come nausea, capogiri, ipotensione e sincope. Se trazodone è utilizzato con telaprevir, l’associazione deve essere impiegata con cautela e deve essere presa in considerazione una dose inferiore di trazodone.
ANTIEMETICI
domperidone ↑ domperidone inibizione del CYP3A Deve essere evitata la co–somministrazione di domperidone con INCIVO (vedere paragrafo 4.4).
ANTIMICOTICI
ketoconazolo* ↑ ketoconazolo (200 mg) Quando è necessaria la co–somministrazione, sono controindicate elevate dosi di itraconazolo (> 200 mg/die) o di ketoconazolo (> 200 mg/die). Si richiede cautela e si raccomanda un monitoraggio clinico per itraconazolo, posaconazolo e voriconazolo. Con voriconazolo e posaconazolo sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo del QT e di torsade de pointes. Il prolungamento dell’intervallo QT è stato segnalato con ketoconazolo (vedere paragrafo 4.4). Voriconazolo non deve essere somministrato a pazienti in terapia con telaprevir, a meno che una valutazione del rapporto rischio/beneficio non ne giustifichi l’impiego.
itraconazolo AUC 2,25 (1,93–2,61)
posaconazolo Cmax 1,75 (1,51–2,03)
voriconazolo ↑ ketoconazolo (400 mg) AUC 1,46 (1,35–1,58) Cmax 1,23 (1,14–1,33)
 
↑ telaprevir (con ketoconazolo 400 mg) AUC 1,62 (1,45–1,81) Cmax 1,24 (1,10–1,41)
↑ itraconazolo
↑ posaconazolo
↑ o ↓ voriconazolo
inibizione del CYP3A. A causa di enzimi multipli coinvolti nel metabolismo di voriconazolo, è difficile prevedere l’interazione con telaprevir.
ANTIGOTTOSI
colchicina ↑ colchicina inibizione del CYP3A I pazienti con insufficienza renale o epatica non devono assumere colchicina assieme ad INCIVO, a causa del rischio di tossicità della colchicina. Nei pazienti con funzionalità renale ed epatica nella norma si raccomanda di interrompere il trattamento con colchicina, o di effettuare solo un trattamento limitato di colchicina a dose ridotta.
ANTIMICOBATTERICI
rifabutina ↓ telaprevir Telaprevir può essere meno efficace a causa della riduzione delle concentrazioni. L’uso concomitante di rifabutina e telaprevir è controindicato.
↑ rifabutina
induzione del CYP3A per rifabutina, inibizione del CYP3A per telaprevir
rifampicina* ↓ telaprevir La co–somministrazione di rifampicina con telaprevir è controindicata.
AUC 0,08 (0,07–0,11)
Cmax 0,14 (0,11–0,18)
↑ rifampicina induzione del CYP3A per rifampicina, inibizione del CYP3A per telaprevir
BENZODIAZEPINE
alprazolam* ↑ alprazolam Rilevanza clinica non nota.
AUC 1,35 (1,23–1,49)
Cmax 0,97 (0,92–1,03)
midazolam* somministrato per via parenterale ↑ midazolam (endovenoso) La co–somministrazione deve essere effettuata in un ambiente che garantisca un monitoraggio clinico e un’idonea gestione medica in caso di depressione respiratoria e/o sedazione prolungata. Deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio di midazolam somministrato per via parenterale, soprattutto se viene somministrata più di una singola dose di midazolam. La co–somministrazione di midazolam o triazolam per via orale e telaprevir è controindicata.
AUC 3,40 (3,04–3,79)
Cmax 1,02 (0,80–1,31)
midazolam* somministrato per via orale ↑ midazolam (orale)
AUC 8,96 (7,75–10,35)
Cmax 2,86 (2,52–3,25)
triazolam somministrato per via orale ↑ triazolam
inibizione di CYP3A
zolpidem (sedativo non benzodiazepinico)* ↓ zolpidem Rilevanza clinica non nota. L’aumento della dose di zolpidem può essere richiesto per mantenere l’efficacia.
AUC 0,53 (0,45–0,64)
Cmax 0,58 (0,52–0,66)
meccanismo non noto
BLOCCANTI DEL CANALE DEL CALCIO
amlodipina* ↑ amlodipina Occorre cautela e deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di amlodipina. Si raccomanda un monitoraggio clinico.
AUC 2,79 (2,58–3,01)
Cmax 1,27 (1,21–1,33)
inibizione del CYP3A
diltiazem ↑ bloccanti del canale del calcio inibizione del CYP3A e/o effetto sul trasporto della P–gp nell’intestino. Si richiede cautela e si raccomanda un monitoraggio clinico dei pazienti.
felodipina
nicardipina
nifedipina
nisoldipina
verapamil
CORTICOSTEROIDI
Sistemici desametasone ↓ telaprevir induzione del CYP3A L’uso concomitante può provocare una perdita dell’effetto terapeutico di telaprevir. Pertanto quest’associazione deve essere utilizzata con cautela, oppure occorre prendere in considerazione alternative terapeutiche.
inalati/nasali ↑ fluticasone La co–somministrazione di fluticasone o budesonide e telaprevir è controindicata a meno che il beneficio potenziale per il paziente non superi il rischio di effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici.
fluticasone ↑ budesonide
budesonide inibizione del CYP3A
ANTAGONISTI DEI RECETTORI PER L’ENDOTELINA
bosentan ↑ bosentan Si richiede cautela e si raccomanda un monitoraggio clinico.
↓ telaprevir
induzione del CYP3A per bosentan, inibizione del CYP3A e dei trasportatori polipeptidici di anioni organici (OATP) per telaprevir
ANTIVIRALI CONTRO IL VIRUS DELL’HIV: INIBITORI DELLA PROTEASI (IP) DELL’HIV
atazanavir/ritonavir* ↓ telaprevir Un monitoraggio clinico e di laboratorio è raccomandato per iperbilirubinemia (vedere paragrafo 4.4).
AUC 0,80 (0,76–0,85)
Cmax 0,79 (0,74–0,84)
Cmin 0,85 (0,75–0,98)
↑ atazanavir
AUC 1,17 (0,97–1,43)
Cmax 0,85 (0,73–0,98)
Cmin 1,85 (1,40–2,44)
inibizione del CYP3A per telaprevir
darunavir/ritonavir* ↓ telaprevir La co–somministrazione di darunavir/ritonavir e telaprevir non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4 sui pazienti).
AUC 0,65 (0,61–0,69)
Cmax 0,64 (0,61–0,67)
Cmin 0,68 (0,63–0,74)
↓ darunavir/ritonavir
AUC 0,60 (0,57–0,63)
Cmax 0,60 (0,56–0,64)
Cmin 0,58 (0,52–0,63)
meccanismo non noto
fosamprenavir/ritonavir* ↓ telaprevir La co–somministrazione di fosamprenavir/ritonavir e telaprevir non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4).
AUC 0,68 (0,63–0,72)
Cmax 0,67 (0,63–0,71)
Cmin 0,70 (0,64–0,77)
↓ amprenavir
AUC 0,53 (0,49–0,58)
Cmax 0,65 (0,59–0,70)
Cmin 0,44 (0,40–0,50)
meccanismo non noto
lopinavir/ritonavir* ↓ telaprevir La co–somministrazione di lopinavir/ritonavir e telaprevir non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4).
AUC 0,46 (0,41–0,52)
Cmax 0,47 (0,41–0,52)
Cmin 0,48 (0,40–0,56)
↔ lopinavir
AUC 1,06 (0,96–1,17)
Cmax 0,96 (0,87–1,05)
Cmin 1,14 (0,96–1,36)
meccanismo non noto
ANTIVIRALI CONTRO IL VIRUS DELL’HIV: INIBITORI DELLA TRASCRITTASI INVERSA
efavirenz* ↓ telaprevir 1.125 mg ogni 8 h Se co–somministrato, deve essere usato telaprevir 1.125 mg ogni 8 h (vedere paragrafo 4.4).
(relativo a 750 mg ogni 8 h)
AUC 0,82 (0,73–0,92)
Cmax 0,86 (0,76–0,97)
Cmin 0,75 (0,66–0,86)
↓ efavirenz (+ TVR 1.125 mg ogni 8 h)
AUC 0,82 (0,74–0,90)
Cmax 0,76 (0,68–0,85)
Cmin 0,90 (0,81–1,01)
induzione del CYP3A per efavirenz.
tenofovir disoproxil fumarato* ↔ telaprevir È necessario intensificare il monitoraggio clinico e di laboratorio (vedere paragrafo 4.4).
AUC 1,00 (0,94–1,07)
Cmax 1,01 (0,96–1,05)
Cmin 1,03 (0,93–1,14)
↑ tenofovir
AUC 1,30 (1,22–1,39)
Cmax 1,30 (1,16–1,45)
Cmin 1,41 (1,29–1,54)
effetto sul trasporto della P–gp nell’intestino
abacavir Non studiato. Non può essere escluso un effetto di telaprevir sull’enzima UDP–glucoroniltrasferasi, e ciò può influenzare le concentrazioni plasmatiche di abacavir e zidovudina.
zidovudina
etravirina* ↓ telaprevir 750 mg ogni 8 ore Se co–somministrato, non è richiesto l’aggiustamento della dose.
AUC 0,84 (0,71–0,98)
Cmax 0,90 (0,79–1,02)
Cmin 0,75 (0,61–0,92)
↔ etravirina (+ TVR 750 mg ogni 8 ore)
AUC 0,94 (0,85–1,04)
Cmax 0,93 (0,84–1,03)
Cmin 0,97 (0,86–1,10)
rilpivirina* ↓ telaprevir 750 mg ogni 8 ore Se co–somministrato, non è richiesto l’aggiustamento della dose.
AUC 0,95 (0,76–1,18)
Cmax 0,97 (0,79–1,21)
Cmin 0,89 (0,67–1,18)
↑ rilpivirina (+ TVR 750 mg ogni 8 ore)
AUC 1,78 (1,44–2,20)
Cmax 1,49 (1,20–1,84)
Cmin 1,93 (1,55–2,41)
INIBITORI DELL’INTEGRASI
raltegravir* ↔ telaprevir Se co–somministrato, non è richiesto l’aggiustamento della dose.
AUC 1,07 (1,00–1,15)
Cmax 1,07 (0,98–1,16)
Cmin 1,14 (1,04–1,26)
↑ raltegravir
AUC 1,31 (1,03–1,67)
Cmax 1,26 (0,97–1,62)
Cmin 1,78 (1,26–2,53)
INIBITORI DELL’HMG–CoA REDUTTASI
atorvastatina* ↑ atorvastatina La co–somministrazione di atorvastatina e telaprevir è controindicata.
AUC 7,88 (6,82–9,07)
Cmax 10,6 (8,74–12,85)
inibizione del CYP3A e di OATP per telaprevir
fluvastatina ↑ statina inibizione di CYP3A e di OATP per telaprevir È richiesta cautela ed è raccomandato il monitoraggio clinico.
pitavastatina
pravastatina
rosuvastatina Fare riferimento al paragrafo 4.3 per gli inibitori dell’HMG–CoA reduttasi controindicati con INCIVO.
CONTRACCETTIVI ORMONALI/ESTROGENI
etinilestradiolo* noretindrone* ↓ etinilestradiolo È necessario utilizzare misure contraccettive non ormonali aggiuntive quando vengono co–somministrati contraccettivi ormonali e telaprevir. Le pazienti che assumono estrogeni come terapia ormonale sostitutiva devono essere monitorate clinicamente per individuare eventuali segni di carenza di estrogeni. Fare riferimento ai paragrafi 4.4 e 4.6.
AUC 0,72 (0,69–0,75)
Cmax 0,74 (0,68–0,80)
Cmin 0,67 (0,63–0,71)
↔ noretindrone
AUC 0,89 (0,86–0,93)
Cmax 0,85 (0,81–0,89)
Cmin 0,94 (0,87–1,00)
meccanismo non noto
IMMUNOSOPPRESSORI
ciclosporina* ↑ ciclosporina Saranno richieste significative riduzioni della dose di immunosoppressore e un prolungamento degli intervalli tra le dosi. Durante la co–somministrazione con telaprevir, si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli ematici dell’immunosoppressore, della funzionalità renale e degli effetti correlati all’immunosoppressore. Tacrolimo può prolungare l’intervallo del QT (vedere paragrafo 4.4).
tacrolimo* AUC 4,64 (3,90–5,51)
sirolimus Cmax 1,32 (1,08–1,60)
  ↑ tacrolimo
AUC 70,3 (52,9–93,4)**
Cmax 9,35 (6,73–13,0)**
↑ sirolimus
↑ telaprevir
**calcolati sulla base dei dati ottenuti con una riduzione della dose inibizione del CYP3A, inibizione delle proteine di trasporto.
BETA–AGONISTI DA INALAZIONE
salmeterolo ↑ salmeterolo La somministrazione concomitante di salmeterolo e telaprevir non è raccomandata. L’associazione può comportare un aumento del rischio di eventi avversi cardiovascolari associati a salmeterolo, compreso il prolungamento del QT, palpitazioni e tachicardia sinusale (vedere paragrafo 4.4).
inibizione del CYP3A
SECRETAGOGHI DELL’INSULINA
repaglinide ↑ repaglinide È richiesta cautela ed è raccomandato il monitoraggio clinico.
inibizione di OATP per telaprevir
ANALGESICI NARCOTICI
metadone* ↓ R–metadone Non occorre alcun aggiustamento del dosaggio di metadone quando s’inizia la co–somministrazione con telaprevir. Tuttavia, si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico, poiché è possibile che in alcuni pazienti si renda necessario un aggiustamento della dose di metadone durante la terapia di mantenimento. Sono stati segnalati casi prolungamento dell’intervallo del QT e di torsade de pointes con metadone (vedere paragrafo 4.4). L’ECG deve essere monitorato al basale e regolarmente durante il trattamento con telaprevir.
AUC 0,71 (0,66–0,76)
Cmax 0,71 (0,66–0,76)
Cmin 0,69 (0,64–0,75)
Nessun effetto sulle concentrazione di R–metadone non legato.
Spiazzamento del metadone dalle proteine plasmatiche.
buprenorfina* Â<< buprenorfina Nessun aggiustamento della dose di buprenorfina è richiesto quando co–somministrato con telaprevir.
AUC 0,96 (0,84–1,10)
Cmax 0,80 (0,69–0,93)
Cmin 1,06 (0,87–1,30)
INIBITORI DELLA PDE–5
sildenafil ↑ inibitori della PDE–5 Non è raccomandala la co–somministrazione di sildenafil o vardenafil e telaprevir. Tadalafil per il trattamento della disfunzione erettile può essere usato con cautela a una dose singola non superiore alla dose di 10 mg in 72 ore e con un aumento del monitoraggio degli eventi avversi associati a tadalafil. La co–somministrazione di sildenafil o tadalafil e telaprevir nel trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
tadalafil inibizione del CYP3A
vardenafil  
INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
esomeprazolo* ↔ telaprevir Gli inibitori della pompa protonica possono essere impiegati senza alcuna modifica del dosaggio.
AUC 0,98 (0,91–1,05)
Cmax 0,95 (0,86–1,06)

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Il profilo complessivo di sicurezza di INCIVO si basa sui dati provenienti dagli studi clinici di Fase 2 e 3 (sia controllati, sia non controllati), condotti su 3.441 pazienti che hanno ricevuto il trattamento in associazione con INCIVO e sulle segnalazioni spontanee post–marketing.

INCIVO deve essere somministrato con peginterferone alfa e ribavirina. Fare riferimento al rispettivo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto per le reazioni avverse associate.

L’incidenza delle reazioni avverse al farmaco (adverse drug reactions – ADR) di intensità almeno moderata (≥ Grado 2), era maggiore nel gruppo con INCIVO rispetto a quello con placebo.

Durante la fase di trattamento con INCIVO/placebo, le ADR riportate con maggior frequenza almeno di Grado 2 di gravità nel gruppo con INCIVO (incidenza ≥ 5,0%) sono state anemia, eruzione cutanea, prurito, nausea e diarrea.

Durante la fase di trattamento con INCIVO/placebo, le ADR riportate con maggior frequenza almeno di Grado 3 nel gruppo con INCIVO (incidenza ≥ 1,0%) sono state anemia, eruzione cutanea, trombocitopenia, linfocitopenia, prurito e nausea.

Riassunto delle reazioni avverse in forma tabulare

Le ADR associate a INCIVO sono riportate nella tabella 3.

Le ADR sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi (system organ class – SOC) ed alla frequenza: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, <1/100) e raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse da farmaco (ADR) sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 3: Reazioni avverse ai medicinali associate a INCIVO (co–somministrato con peginterferone alfa e ribavirina) in pazienti con HCV negli studi cliniciaed esperienza post–marketing
Classificazione per sistemi e organi (SOC) Categoria di frequenza Reazioni avverse ai medicinali Terapia in associazione con INCIVO, peginterferone alfa e ribavirina
Infezioni ed infestazioni comune candidosi orale
Patologie del sistema emolinfopoietico molto comune anemia
comune trombocitopeniab, linfopeniab
Patologie endocrine comune ipotiroidismo
Disturbi del metabolismo e della nutrizione comune iperuricemiab, ipokalemiab
non comune gotta
Patologie del sistema nervoso comune disgeusia, sincope
Patologie dell’occhio non comune retinopatia
Patologie gastrointestinali molto comune nausea, diarrea, vomito, emorroidi, proctalgia
comune prurito anale, emorragia rettale, ragade anale
non comune proctite
Patologie epatobiliari comune iperbilirubinemiab
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo molto comune prurito, eruzione cutanea
comune eczema, edema facciale, eruzione cutanea esfoliativa
non comune eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), orticaria,
raro SJS, TEN, eritema multiforme
Patologie renali e urinarie non comune aumento della creatininemiab
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione comune edema periferico, alterazione del gusto
a studi di Fase 2 e Fase 3 controllati con placebo (dati aggregati) che includono 1.346 pazienti con HCV
b i tassi di incidenza si basano sui tassi degli eventi avversi riportati (inoltre, vedere Anomalie di Laboratorio di seguito)

Nell’analisi di un ulteriore studio, lo Studio C211, il profilo di sicurezza della terapia con 1.125 mg di INCIVO in associazione due volte al giorno, era simile al profilo di sicurezza nei pazienti che hanno ricevuto la terapia con 750 mg di INCIVO in associazione, ogni 8 ore. Non sono stati identificati nuovi dati di sicurezza.

Anomalie di laboratorio

Le anomalie di laboratorio selezionate, di intensità almeno moderata (≥ Grado 2), che rappresentano un peggioramento rispetto al basale e che sono ritenute ADR riscontrate in pazienti affetti da HCV trattati con la terapia di associazione farmacologica con INCIVO, provenienti da dati raggruppati degli studi clinici di Fase 2 e 3 controllati con placebo sono presentati nella tabella seguente:

Tabella 4: Anomalie di laboratorio selezionate (DAIDSaGrado ≥ 2) che rappresentano un peggioramento rispetto al basale e che sono ritenute ADR riscontrate in pazienti affetti da HCV, trattati con la terapia di associazione farmacologica con INCIVO, provenienti da dati raggruppati degli studi clinici di Fase 2 e 3 controllati con placebo
  Grado 2 Grado 3 Grado 4
Aumentob
  acido urico 17,9% (10,1–12,0 mg/dl) 4,6% (12,1–15,0 mg/dl) 1,1% (> 15,0 mg/dl)
bilirubina 13,6% (1,6–2,5 x ULN) 3,6% (2,6–5,0 x ULN) 0,3% (> 5,0 x ULN)
colesterolo totale 15,4% (6,20–7,77 mmol/l 240 – 300 mg/dl) 2,0% (> 7,77 mmol/l > 300 mg/dl) NA
lipoproteine a bassa densità 6,9% (4,13–4,90 mmol/l 160–190 mg/dl) 2,5% (≥ 4,91 mmol/l ≥ 191 mg/dl) NA
creatinina 0,9% (1,4–1,8 x ULN) 0,2% (1,9–3,4 x ULN) 0% (> 3,4 x ULN)
Diminuzioneb
  emoglobina 27,0% (9,0–9,9 g/dl o ogni diminuzione 3,5–4,4 g/dl) 51,1% (7,0–8,9 g/dl o ogni diminuzione ≥ 4,5 g/dl) 1,1% (< 7,0 g/dl)
conta piastrinica 24,4% (50.000–99.999/mm³) 2,8% (25.000–49.999/mm³) 0,2% (< 25.000/mm³)
formula leucocitaria completa 13,1% (500–599/mm³) 11,8% (350–499/mm³) 4,8% (< 350/mm³)
potassio 1,6% (2,5–2,9 mEq/l) 0% (2,0–2,4 mEq/l) 0% (< 2,0 mEq/l)

La maggior parte dei valori di laboratorio tornano ai livelli osservati con peginterferone alfa e ribavirina entro la settimana 24, eccezion fatta per la conta piastrinica che resta a livelli inferiori a quelli osservati con peginterferone alfa e ribavirina fino alla settimana 48 (vedere paragrafo 4.4).

Molto spesso si sono verificati aumenti di acido urico sierico durante il trattamento con INCIVO in associazione a peginterferone alfa e a ribavirina. Dopo la conclusione del trattamento con INCIVO, i valori di acido urico sono solitamente scesi nel corso delle successive 8 settimane e sono paragonabili a quelli osservati in pazienti in trattamento con i soli peginterferone alfa e ribavirina.

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Eruzione cutanea

Con il trattamento con INCIVO in associazione sono stati riportati eruzioni cutanee gravi, potenzialmente pericolose per la vita e fatali, DRESS, SJS e TEN (vedere il paragrafo 4.4). Negli studi clinici di Fase 2 e 3, controllati con placebo, l’incidenza complessiva e la gravità della reazione cutanea sono aumentate quando INCIVO è stato co–somministrato con peginterferone alfa e ribavirina. Durante il trattamento con INCIVO, sono stati segnalati eventi di eruzione cutanea (di tutti i gradi) nel 55% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento in associazione con INCIVO e nel 33% dei pazienti trattati con peginterferone alfa e ribavirina.

Più del 90% delle eruzioni cutanee è stato di grado lieve o moderato. L’eruzione cutanea segnalata durante il trattamento in associazione con INCIVO è stata valutata come un’eruzione tipicamente pruritica ed eritematosa che ha interessato meno del 30% della superficie corporea. Metà degli episodi di eruzione cutanea si è manifestata durante le prime 4 settimane, anche se l’eruzione può presentarsi in qualsiasi momento durante il trattamento in associazione con INCIVO. In caso di eruzione cutanea di grado da lieve a moderato, non occorre interrompere il trattamento in associazione con INCIVO.

Vedere paragrafo 4.4 per le raccomandazioni per il monitoraggio dell’eruzione cutanea e l’interruzione di INCIVO, ribavirina e peginterferone alfa. I pazienti che hanno sviluppato eruzione cutanea di grado da lieve a moderato devono essere monitorati per individuare segni di progressione. Tuttavia, la progressione non è stata frequente (meno del 10%). Negli studi clinici, alla maggior parte dei pazienti sono stati somministrati antistaminici e corticosteroidi topici. Il miglioramento dell’eruzione cutanea avviene dopo il completamento o l’interruzione del trattamento con INCIVO. Tuttavia, le eruzioni possono impiegare anche diverse settimane per risolversi.

Anemia

Negli studi clinici di Fase 2 e 3 controllati con placebo, è stata segnalata anemia (di tutti i gradi) nel 32,1% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento in associazione con INCIVO e nel 14,8% dei pazienti trattati con peginterferone alfa e ribavirina. Per la gestione dell’anemia, sono state adottate riduzioni del dosaggio di ribavirina. Per il 21,6% dei pazienti in trattamento con la terapia di associazione con INCIVO è stato necessario ridurre il dosaggio di ribavirina a causa dell’anemia, rispetto al 9,4% dei pazienti trattati con i soli peginterferone alfa e ribavirina. I medicinali stimolanti l’eritropoiesi (erythropoiesis stimulating agents – ESA) sono stati solitamente vietati e utilizzati solo nell’1% dei pazienti negli studi clinici di Fase 2 e 3. Negli studi di Fase 2 e 3 controllati con placebo, sono state riportate segnalazioni di trasfusioni durante la fase di trattamento INCIVO/placebo nel 2,5% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento in associazione con INCIVO e lo 0,7% dei pazienti che hanno ricevuto solo peginterferone alfa e ribavirina. Le percentuali di trasfusione durante tutto il periodo di studio sono state rispettivamente 4,6% e 1,6%. Negli studi di Fase 2 e 3, l’1,9% dei pazienti ha interrotto il solo INCIVO a causa di anemia e lo 0,9% dei pazienti ha interrotto il trattamento in associazione con INCIVO per anemia, rispetto allo 0,5% trattato con peginterferone alfa e ribavirina (vedere paragrafo 4.4).

Segni e sintomi anorettali

Negli studi clinici, la maggior parte di questi eventi (ad esempio, emorroidi, disturbo anorettale, prurito anale e bruciore rettale) è stata di grado da lieve a moderato e assai pochi hanno comportato l’interruzione del trattamento e si sono risolti dopo il completamento della terapia con INCIVO.

Pazienti Co–infetti con HIV–1

Il profilo di sicurezza di INCIVO nei pazienti co–infetti HCV/HIV1 (n = 38) o non in terapia con antiretrovirali o in trattamento con efavirenz in associazione con tenofovir disoproxil fumarato e emtricitabina era simile al profilo di sicurezza nei pazienti con la sola infezione da HCV. I pazienti che hanno ricevuto atazanavir/ritonavir nel gruppo di trattamento combinato con INCIVO e nel gruppo peginterferone alfa e ribavirina hanno avuto un transitorio aumento nei livelli di bilirubina indiretta fino alla settimana 2, ritornando vicino al basale entro la settimana 12.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di INCIVO nei bambini di età < 18 anni non sono state ancora stabilite.

Non ci sono dati disponibili.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non ci sono dati sull’uso di INCIVO in donne in gravidanza. Gli studi animali sono insufficienti rispetto alla tossicità riproduttiva umana (vedere paragrafo 5.3). INCIVO non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non utilizzano sistemi contraccettivi.

Misure contraccettive in maschi e femmine

Poiché INCIVO deve essere utilizzato in associazione a peginterferone alfa e ribavirina, le controindicazioni e le avvertenze relative a questi medicinali valgono anche per l’associazione terapeutica.

A causa del trattamento di associazione con peginterferone alfa e ribavirina, le pazienti di sesso femminile in età fertile e i loro partner, così come i pazienti di sesso maschile e le loro partner femminili, devono utilizzare 2 misure contraccettive efficaci durante il trattamento con INCIVO. E’ raccomandata una terapia contraccettiva dopo il completamento del trattamento con INCIVO, come riportato nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, e come descritto di seguito.

I contraccettivi ormonali possono essere continuati ma possono non essere affidabili durante il trattamento con INCIVO e per i due mesi successivi alla cessazione di INCIVO (vedere paragrafo 4.5). Durante questo periodo le pazienti di sesso femminile in età fertile devono utilizzare due metodi contraccettivi non ormonali. Due mesi dopo l’ultimazione del trattamento con INCIVO, è possibile riprendere contraccettivi ormonali come una delle due misure contraccettive efficaci richieste.

Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ribavirina e peginterferone alfa per informazioni aggiuntive.

Allattamento

Telaprevir e il suo maggior metabolita sono escreti nel latte di ratto (vedere paragrafo 5.3). Non è noto se telaprevir sia escreto nel latte materno umano. A causa delle potenziali reazioni avverse nei neonati allattati al seno, dovute al trattamento combinato di INCIVO con peginterferone alfa e ribavirina, l’allattamento deve essere interrotto prima dell’inizio del trattamento. Fare riferimento anche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ribavirina.

Fertilità

INCIVO non ha avuto effetti sulla fertilità o fecondità, quando valutato nei ratti.

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Conservazione

Conservare nella confezione originale. Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità. Non togliere il disidratante.

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Malattie Collegate: 2

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Questo farmaco disponibile in altre 2 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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