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MACROLIDI, LINCOSAMIDI E STREPTOGRAMINE

CLARITROMICINA SA

100ML25MG/ML

SANDOZ SpA

Descrizione prodotto

CLARITROMICINA SA*100ML25MG/ML

Principio attivo

CLARITROMICINA

Forma farmaceutica

SOSPENSIONE OS

ATC livello 3

MACROLIDI, LINCOSAMIDI E STREPTOGRAMINE

Tipo prodotto

FARMACO GENERICO

Prezzo al pubblico

6.56


Codice ATC livello 5:
J01FA09

Codice AIC:
41557051


Non contiene glutine
Non contiene lattosio
Uso veterinario o entrambi


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Indicazioni terapeutiche

Claritromicina Sandoz GmbH 25 mg/ml granulato per sospensione orale è indicato negli adulti, negli adolescenti e nei bambini, dai 6 mesi ai 12 anni di età, per il trattamento delle seguenti infezioni acute e croniche, quando queste sono causate da organismi sensibili a claritromicina.

• Infezioni del tratto respiratorio superiore, quali tonsillite/faringite, come alternativa nei casi in cui gli antibiotici beta–lattamici non siano appropriati.

• Otite media acuta nei bambini.

• Infezioni del tratto respiratorio inferiore, come la polmonite acquisita in comunità.

• Sinusite ed esacerbazione acuta della bronchite cronica negli adulti e negli adolescenti sopra i 12 anni di età.

• Infezioni della pelle e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata.

Nell’ambito di un’appropriata combinazione con regimi terapeutici antibatterici e un adeguato medicinale per il trattamento delle ulcere, Claritromicina Sandoz GmbH è indicato per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori nei pazienti adulti con ulcere associate a H. pylori. Vedere il paragrafo 4.2.

È opportuno prendere in considerazione le linee guida ufficiali sull’impiego appropriato degli agenti antibatterici.

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Composizione

Dopo la ricostituzione 1 ml di sospensione orale contiene 25 mg di claritromicina, 5 ml di sospensione orale contengono 125 mg di claritromicina.

Il prodotto contiene 2,4 mg di saccarosio ogni 5 ml di sospensione pronta all’uso.

Per la lista completa degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

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Eccipienti

Poloxamer 188

Povidone K 30 (E1201)

Ipromellosa (E464)

Macrogol 6000

Biossido di titanio (E171)

Copolimero dell’acido metacrilico–etil acrilato (1:1)

Trietile citrato (E1505)

Glicerolo monostearato

Polisorbato 80 (E433)

Saccarosio

Maltodestrina

Sorbato di potassio (E202)

Silice colloidale anidra (E551)

Gomma xantano (E415)

Aromatizzanti agli estratti di frutta (sostanze aromatizzanti naturali e artificiali, compresi maltodestrina, amido modificato e maltolo).

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Controindicazioni

Claritromicina Sandoz GmbH 25 mg/ml granulato per sospensione orale non deve essere usato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo, ad altri antibiotici macrolidi o a uno qualsiasi degli eccipienti.

La somministrazione concomitante di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina è controindicata, poiché può causare tossicità da ergot.

La somministrazione concomitante di claritromicina e uno qualsiasi dei seguenti principi attivi è controindicata: astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina. Questa può provocare un prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache, comprese tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta (vedere il paragrafo 4.5).

Claritromicina Sandoz GmbH 25 mg/ml granulato per sospensione orale non deve essere somministrato a pazienti ipokaliemici (rischio di prolungamento dell’intervallo QT, vedere il paragrafo 4.4).

Claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con un’anamnesi di prolungamento dell’intervallo QT o di aritmia ventricolare cardiaca, comprese le torsioni di punta (vedere i paragrafi 4.4 e 4.5).

Claritromicina non deve essere usata in concomitanza con inibitori della HMG–CoA reduttasi (statine), lovastatina o simvastatina, a causa del rischio di rabdomiolisi. Il trattamento con questi farmaci deve essere interrotto durante la terapia con claritromicina (vedere il paragrafo 4.4).

Claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in combinazione con compromissione della funzionalità renale.

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Posologia

Il dosaggio di Claritromicina Sandoz GmbH 25 mg/ml granulato per sospensione orale dipende dalle condizioni cliniche del paziente e deve essere definito in ogni caso dal medico.

Adulti e adolescenti

Dosaggio standard: la dose abituale è di 250 mg due volte al giorno.

Trattamento a dosaggi elevati (infezioni gravi): nelle infezioni gravi la dose abituale può essere aumentata a 500 mg due volte al giorno.

Eliminazione dell’Helicobacter pylori negli adulti

Nei pazienti con ulcere gastro–duodenali dovute a un’infezione da H. pylori claritromicina viene somministrata come parte della terapia tripla di prima linea a un dosaggio di 500 mg due volte al giorno. Devono essere tenute in considerazione le raccomandazioni nazionali per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori.

Dosaggio nella compromissione della funzionalità renale

Il dosaggio massimo raccomandato deve essere ridotto in proporzione all’entità della compromissione della funzionalità renale.

A Per un valore di clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min, il dosaggio deve essere dimezzato a 250 mg al giorno o, nelle infezioni più gravi, a 250 mg due volte al giorno. In questi pazienti la durata del trattamento non deve superare i 14 giorni.

Bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età

La dose raccomandata è di 7,5 mg/kg due volte al giorno.

Peso Età Dosaggio
12–19 8–11 kg 1–2 anni 2,5 ml due volte al giorno
20–29 12–19 kg 2–4 anni 5,0 ml due volte al giorno
30– 20–29 kg 4–8 anni 7,5 ml due volte al giorno

I bambini di peso inferiore a 8 kg devono essere trattati in base al loro peso corporeo.

Sono stati condotti studi clinici con la sospensione pediatrica di claritromicina nei bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età. I bambini sotto i 12 anni devono pertanto usare claritromicina sospensione pediatrica (granulato per sospensione orale).

L’esperienza nel trattamento dei bambini sotto i 6 mesi di età è limitata.

Per l’indicazione della polmonite acquisita in comunità, l’efficacia nei bambini sotto i 3 anni non è documentata.

In caso di insufficienza renale, soprattutto se la clearance della creatinina è <30 ml/min, la dose deve essere dimezzata, per es. 7,5 mg/kg una volta al giorno, e la durata del trattamento non deve superare i 14 giorni.

Durata della terapia

La durata della terapia con Claritromicina Sandoz GmbH 25 mg/ml granulato per sospensione orale dipende dalle condizioni cliniche del paziente. La durata della terapia deve in ogni caso essere stabilita dal medico.

• La durata abituale del trattamento dei bambini fino ai 12 anni di età è di 5–10 giorni.

• La durata abituale del trattamento degli adulti e degli adolescenti è di 6–14 giorni.

• La terapia deve essere continuata per almeno 2 giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

• Nelle infezioni da Streptococcus pyogenes (nella forma di streptococco beta–emolitico) la durata della terapia deve essere di almeno 10 giorni.

• La terapia di combinazione per l’eradicazione dell’infezione da H. pylori, per esempio claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno e omeprazolo 20 mg due volte al giorno, deve essere continuata per 7 giorni.

Modo di somministrazione

Prima della somministrazione il granulato deve essere ricostituito con acqua, vedere il paragrafo 6.6. Per la somministrazione dopo la ricostituzione vengono utilizzati una siringa dosatrice orale in PE/PP o un misurino in PP.

Quando rimane in bocca, il granulato della sospensione orale può causare un retrogusto amaro; quest’ultimo può essere evitato mangiando o bevendo qualcosa subito dopo l’assunzione della sospensione.

Claritromicina può essere somministrata indipendentemente dall’assunzione del cibo. Il cibo non influenza il suo grado di biodisponibilità. Il cibo ritarda solo leggermente l’insorgenza dell’assorbimento di claritromicina.

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Avvertenze e precauzioni

Il medico non deve prescrivere claritromicina alle donne in gravidanza senza valutare con attenzione il rapporto rischi/benefici, in particolare durante i primi tre mesi di gravidanza (vedere il paragrafo 4.6).

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acuta, come anafilassi, sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere interrotta immediatamente e deve essere urgentemente istituito un trattamento appropriato.

Claritromicina viene escreta principalmente dal fegato Pertanto è necessario adottare cautela nella somministrazione di claritromicina a pazienti con compromissione della funzionalità epatica.

Sono stati segnalati casi di insufficienza epatica con esito fatale (vedere il paragrafo 4.8). Alcuni pazienti possono aver sofferto di una malattia epatica preesistente o aver assunto altri farmaci epatotossici. I pazienti devono essere informati affinché interrompano il trattamento e contattino il proprio medico se sviluppano segni e sintomi di patologie epatiche, quali anoressia, ittero, urine scure, prurito o sensibilità addominale.

Quando la funzionalità renale è scarsa, la dose di claritromicina deve essere opportunamente ridotta in funzione del grado di compromissione (vedere il paragrafo 4.2). Nei pazienti anziani deve essere considerata la possibilità di compromissione della funzionalità renale. Si consiglia cautela nei casi di insufficienza renale grave.

La terapia con claritromicina per H. pylori può selezionare microrganismi farmaco–resistenti.

I pazienti ipersensibili a lincomicina o clindamicina possono essere ipersensibili anche a claritromicina, pertanto si raccomanda cautela nella prescrizione di claritromicina a questi pazienti.

È necessario prestare attenzione anche alla possibilità di resistenza crociata tra claritromicina e altri farmaci macrolidi, oltre a lincomicina e clindamicina.

L’uso prolungato o ripetuto di claritromicina può provocare superinfezioni con batteri o funghi non sensibili. In caso di superinfezione il trattamento con claritromicina deve essere interrotto e si deve istituire una terapia appropriata.

Con quasi tutti gli antibatterici, compresi i macrolidi, è stata segnalata colite pseudomembranosa, la cui gravità può variare da lieve a potenzialmente fatale. Con l’uso di quasi tutti gli antibatterici, compresa claritromicina, è stata riportata diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la quale può variare da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con gli agenti antibatterici altera la normale flora del colon, il che può provocare la crescita eccessiva di C. difficile. La CDAD deve essere considerata in tutti i pazienti che presentano diarrea dopo l’uso di antibiotici. È necessaria una precisa anamnesi medica, poiché la CDAD è stata riscontrata oltre due mesi dopo la somministrazione di agenti antibatterici. L’interruzione della terapia con claritromicina deve pertanto essere presa in considerazione a prescindere dall’indicazione. È necessario eseguire analisi microbiologiche e deve essere istituito un trattamento adeguato. I farmaci che inibiscono la peristalsi devono essere evitati.

A causa di un rischio di aumento dell’intervallo QT, claritromicina deve essere usata con cautela nei pazienti con malattia coronarica, insufficienza cardiaca grave, ipopotassiemia e/o ipomagnesemia non compensate, bradicardia (<50 bpm) o quando viene co–somministrata con altri farmaci in grado di prolungare l’intervallo QT (vedere il paragrafo 4.5). Claritromicina non deve essere utilizzata nei pazienti con prolungamento congenito o acquisito documentato dell’intervallo QT o con anamnesi di aritmia ventricolare (vedere il paragrafo 4.3).

Con l’uso concomitante di claritromicina e colchicina ci sono state segnalazioni post–marketing di tossicità da colchicina, soprattutto negli anziani; alcuni di questi casi si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Di alcuni di questi pazienti è stato segnalato il decesso (vedere il paragrafo 4.5). Se la somministrazione concomitante di colchicina e claritromicina è necessaria, i pazienti devono essere monitorati per sintomi clinici di tossicità da colchicina.

Si consiglia cautela per quanto riguarda la somministrazione concomitante di claritromicina e triazolo–benzodiazepine, come triazolam e midazolam (vedere il paragrafo 4.5).

Si consiglia cautela nella somministrazione concomitante di claritromicina con altri farmaci ototossici, in particolare con aminoglicosidi. Durante e dopo il trattamento deve essere effettuato il monitoraggio della funzionalità vestibolare e uditiva.

Claritromicina deve essere usata con cautela ogni qualvolta è indicata per l’uso in pazienti in corso di trattamento con un induttore del CYP3A4 (vedere il paragrafo 4.5).

Claritromicina è un inibitore del CYP3A4 e l’uso concomitante con altri medicinali che vengono metabolizzati in larga misura da questo enzima deve essere limitato alle situazioni in cui essa è chiaramente indicata (vedere il paragrafo 4.5).

Inibitori della HMG–CoA reduttasi: l’uso concomitante di claritromicina con lovastatina o simvastatina è controindicato (vedere il paragrafo 4.3). Come con altri macrolidi, è stato segnalato che claritromicina aumenta le concentrazioni degli inibitori della HMG–CoA reduttasi (vedere il paragrafo 4.5). Nei pazienti che assumono questi farmaci in concomitanza sono stati riportati rari casi di rabdomiolisi. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Rari casi di rabdomiolisi sono stati riportati anche in pazienti che assumevano atorvastatina o rosuvastatina in concomitanza con claritromicina. Quando vengono utilizzate con claritromicina, atorvastatina o rosuvastatina devono essere somministrate alle dosi più basse possibili. È opportuno prendere in considerazione l’aggiustamento della dose della statina o l’impiego di una statina che non dipenda dal metabolismo del CYP3A (per esempio fluvastatina o pravastatina). 

Ipoglicemizzanti orali/Insulina: l’uso concomitante di claritromicina e ipoglicemizzanti orali e/o insulina può causare ipoglicemia significativa. Con alcuni farmaci ipoglicemizzanti come nateglinide, pioglitazone, repaglinide e rosiglitazone, può verificarsi l’inibizione dell’enzima CYP3A da parte di claritromicina la quale, quando viene usata in concomitanza, può causare ipoglicemia. Si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia.

Anticoagulanti orali: quando claritromicina viene somministrata insieme a warfarina esiste un rischio di emorragia grave e di significativi aumenti dell’International Normalized Ratio (INR) e del tempo di protrombina (vedere il paragrafo 4.5). Quando i pazienti ricevono contemporaneamente claritromicina e anticoagulanti orali l’INR e il tempo di protrombina devono essere monitorati di frequente.

Può verificarsi acutizzazione o aggravamento della miastenia grave.

Polmonite: in considerazione dell’emergente resistenza dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, è importante eseguire i test di sensibilità quando si prescrive claritromicina per la polmonite acquisita in comunità. Nella polmonite acquisita in ospedale claritromicina deve essere usata in combinazione con ulteriori antibiotici appropriati.

Infezioni cutanee e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata: nella maggior parte dei casi queste infezioni sono causate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, entrambi i quali possono essere resistenti ai macrolidi. È pertanto importante eseguire prima i test di sensibilità. Nei casi in cui gli antibiotici beta–lattamici non possono essere utilizzati (per esempio in caso di allergia), i farmaci di prima scelta possono essere altri antibiotici, come clindamicina. Attualmente si ritiene che i macrolidi svolgano un ruolo solo in alcune infezioni cutanee e dei tessuti molli, come quelle causate da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), acne vulgaris ed erisipela, e nelle situazioni in cui il trattamento con la penicillina non può essere effettuato.

Questo medicinale contiene 2,4 g di saccarosio per ogni 5 ml di sospensione pronta all’uso. Questo deve essere tenuto in considerazione da parte dei pazienti con diabete mellito.

I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio–galattosio o insufficienza di saccarasi–isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

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Interazioni

L’uso dei seguenti farmaci è strettamente controindicato a causa del potenziale di gravi effetti di interazione farmacologica

Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina

Nei pazienti trattati in concomitanza con claritromicina e cisapride sono stati riportati elevati livelli di cisapride. Questo può causare un prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache, comprese tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Effetti simili sono stati osservati nei pazienti che avevano assunto claritromicina e pimozide in concomitanza (vedere il paragrafo 4.3).

È stato segnalato che i macrolidi alterano il metabolismo di terfenadina, con un conseguente aumento dei livelli di terfenadina, il quale è stato occasionalmente associato ad aritmie cardiache, quali prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta (vedere il paragrafo 4.3). In uno studio condotto su 14 volontari sani, la somministrazione concomitante di claritromicina e terfenadina ha determinato un incremento di 2–3 volte dei livelli sierici del metabolita acido di terfenadina e un prolungamento dell’intervallo QT, che non hanno provocato alcun effetto clinicamente rilevabile. Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di astemizolo e altri macrolidi.

Ergotamina/diidroergotamina

Secondo alcune segnalazioni post–marketing la co–somministrazione di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina è stata associata a tossicità acuta da ergot, caratterizzata da vasospasmo e ischemia degli arti e di altri tessuti, compreso il sistema nervoso centrale. La somministrazione concomitante di claritromicina e di questi farmaci è controindicata (vedere il paragrafo 4.3).

Inibitori della HMG–CoA reduttasi

L’uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina è controindicato (vedere i paragrafi 4.3 e 4.4).

Effetti di altri medicinali su claritromicina

Claritromicina è un inibitore dell’enzima metabolizzante CYP3A4 e della proteina di trasporto glicoproteina P. Il grado di inibizione con diversi substrati del CYP3A4 è difficile da prevedere; pertanto claritromicina non deve essere usata durante il trattamento con altri medicinali che sono substrati per il CYP3A4, a meno che i livelli plasmatici, l’effetto terapeutico o gli eventi avversi del substrato del CYP3A4 non possano essere attentamente monitorati. Per i prodotti medicinali che sono substrati per il CYP3A4, se questi vengono somministrati in associazione con claritromicina, può essere necessaria una riduzione della dose. In alternativa il trattamento con questi prodotti può essere interrotto durante la terapia con claritromicina.

Claritromicina viene metabolizzata dall’enzima CYP3A4. Di conseguenza forti inibitori di questo enzima possono inibire il metabolismo di claritromicina, con un conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina.

I prodotti medicinali induttori del CYP3A4 (per esempio rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo di claritromicina. Questo può determinare livelli sub–terapeutici di claritromicina, con una conseguente riduzione di efficacia. Quando claritromicina è chiaramente indicata, può essere necessario aumentarne la dose e monitorarne attentamente l’efficacia e la sicurezza. Inoltre può essere necessario monitorare i livelli plasmatici dell’induttore del CYP3A4, poiché questi ultimi possono essere aumentati a causa dell’inibizione del CYP3A4 da parte di claritromicina (vedere anche le informazioni del prodotto rilevanti per l’induttore del CYP3A4 somministrato).

La somministrazione concomitante di rifabutina e claritromicina ha provocato un aumento e una diminuzione dei rispettivi livelli sierici, seguite da un aumento del rischio di uveite.

I seguenti farmaci sono noti per (o si sospetta siano in grado di) alterare le concentrazioni circolanti di claritromicina; può essere necessario effettuare un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o prendere in considerazione trattamenti alternativi.

Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina

I forti induttori del sistema metabolico del citocromo P450, come efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina, possono accelerare il metabolismo di claritromicina e quindi abbassare i suoi livelli plasmatici, aumentando invece quelli di 14–OH–claritromicina, un metabolita anch’esso microbiologicamente attivo. Poiché le attività microbiologiche di claritromicina e di 14–OH–claritromicina sono differenti per i diversi batteri, durante la somministrazione concomitante di induttori enzimatici e claritromicina l’effetto terapeutico desiderato può risultare compromesso.

Fluconazolo

La somministrazione concomitante di fluconazolo 200 mg al giorno e claritromicina 500 mg due volte al giorno a 21 volontari sani ha provocato aumenti della concentrazione minima (Cmin) media allo steady state e dell’area sotto la curva (AUC) di claritromicina rispettivamente del 33% e del 18%. Le concentrazioni allo steady state del metabolita attivo 14–OH–claritromicina non sono risultate significativamente alterate dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di claritromicina.

Ritonavir

Quando claritromicina (500 mg due volte al giorno) è stata co–somministrata con ritonavir (200 mg tre volte al giorno), quest’ultimo ha dimostrato di inibire il metabolismo di claritromicina, con un incremento della Cmax, della Cmin e dell’AUC rispettivamente del 31, del 182 e del 77%. La formazione del metabolita attivo 14–OH–idrossi è stata quasi completamente inibita. Una riduzione generale della dose probabilmente non è necessaria nei pazienti con funzionalità renale normale, ma la dose giornaliera di claritromicina non deve superare 1 g. Una riduzione della dose deve invece essere considerata nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Per i pazienti con una clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%, mentre con una clearance della creatinina <30 ml/min la dose deve essere ridotta del 75%.

Analoghi aggiustamenti del dosaggio devono essere considerati nei pazienti con ridotta funzionalità renale quando ritonavir viene utilizzato come potenziatore farmacocinetico con altri inibitori dell’HIV–proteasi, inclusi atazanavir e saquinavir (vedere il paragrafo sotto, Interazioni farmacologiche bi–direzionali).

Interazioni nei regimi di eradicazione dell’H. pylori

Anche se le concentrazioni plasmatiche di claritromicina e omeprazolo possono aumentare quando i farmaci vengono somministrati in concomitanza, non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio. Alle dosi raccomandate non si verifica alcuna interazione clinicamente significativa tra claritromicina e lansoprazolo. Un aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina può anche verificarsi quando claritromicina viene somministrata in associazione con antiacidi o ranitidina. Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio. Non si verificano interazioni farmacocinetiche con i principali antibiotici utilizzati nella terapia di eradicazione dell’H. pylori.

Effetti di claritromicina su altri medicinali

Interazioni basate sul CYP3A

La somministrazione concomitante di claritromicina, nota per inibire il CYP3A, e di un farmaco metabolizzato principalmente dal CYP3A può essere associata ad aumenti delle concentrazioni del farmaco, che possono intensificare o prolungare sia gli effetti terapeutici sia quelli avversi del medicinale concomitante. Claritromicina deve essere usata con cautela nei pazienti in trattamento con altri farmaci noti per essere substrati dell’enzima CYP3A, specialmente se il substrato del CYP3A ha uno stretto margine di sicurezza (per esempio carbamazepina) e/o se il substrato viene ampiamente metabolizzato da questo enzima.

Potrebbe Può esser necessario prendere in considerazione un aggiustamento del dosaggio e, quando possibile, nei pazienti che ricevono contemporaneamente claritromicina le concentrazioni sieriche dei farmaci metabolizzati principalmente dal CYP3A devono essere monitorate attentamente.

I seguenti farmaci o classi di farmaci sono noti per essere (o si sospetta siano) metabolizzati dallo stesso isoenzima CYP3A: alprazolam, astemizolo, carbamazepina, cilostazolo, cisapride, ciclosporina, disopiramide, alcaloidi dell’ergot, lovastatina, metilprednisolone, midazolam, omeprazolo, anticoagulanti orali (per esempio warfarina), pimozide, chinidina, rifabutina, sildenafil, simvastatina, sirolimo, tacrolimo, terfenadina, triazolam e vinblastina. Altri farmaci che interagiscono mediante meccanismi simili attraverso altri isoenzimi nell’ambito del sistema del citocromo P450 sono fenitoina, teofillina e valproato.

Antiaritmici

Nei pazienti ai quali claritromicina è stata co–somministrata con chinidina o disopiramide sono stati segnalati casi di torsioni di punta. Tali associazioni devono pertanto essere evitate, oppure i livelli plasmatici di chinidina o disopiramide devono essere strettamente monitorati per poter stabilire un aggiustamento della dose. Durante la co–somministrazione di claritromicina con questi farmaci gli elettrocardiogrammi devono essere monitorati per un prolungamento dell’intervallo QT.

Si raccomanda cautela quando claritromicina viene somministrata a pazienti trattati con altri medicinali potenzialmente in grado di prolungare l’intervallo QT (vedere il paragrafo 4.4).

Ciclosporina, tacrolimo e sirolimo

L’uso concomitante di claritromicina orale e ciclosporina o tacrolimo ha determinato un aumento di oltre 2 volte dei livelli di Cmin sia di ciclosporina sia di tacrolimo. Effetti simili si prevedono anche per sirolimo. Quando si inizia la terapia con claritromicina nei pazienti già trattati con uno di questi agenti immunosoppressori, i livelli plasmatici di ciclosporina, tacrolimo o sirolimo devono essere attentamente monitorati e le loro dosi diminuite al bisogno. Quando in questi pazienti si interrompe il trattamento con claritromicina, si rende nuovamente necessario un attento monitoraggio dei livelli plasmatici di ciclosporina, tacrolimo o sirolimo per poter stabilire un aggiustamento della dose.

Warfarina

L’uso di claritromicina nei pazienti trattati con warfarina può potenziare gli effetti di warfarina. In questi pazienti il tempo di protrombina deve essere monitorato frequentemente (vedere i paragrafi 4.4 e 4.8).

Omeprazolo

Claritromicina (500 mg ogni 8 ore) è stata somministrata in combinazione con omeprazolo (40 mg al giorno) a soggetti adulti sani. A causa della somministrazione concomitante di claritromicina le concentrazioni plasmatiche allo steady state di omeprazolo sono aumentate (la Cmax, l’AUC0–24, e il t½ sono aumentati rispettivamente del 30%, dell’89% e del 34%). Il pH gastrico medio nelle 24 ore è stato 5,2 quando omeprazolo è stato somministrato da solo e 5,7 quando omeprazolo è stato co–somministrato con claritromicina.

Sildenafil, tadalafil e vardenafil

Ciascuno di questi inibitori della fosfodiesterasi viene metabolizzato, almeno in parte, dal CYP3A, e il CYP3A può essere inibito dalla somministrazione concomitante di claritromicina. È probabile che la co–somministrazione di claritromicina con sildenafil, tadalafil o vardenafil provochi un aumento dell’esposizione agli inibitori della fosfodiesterasi. Quando questi farmaci vengono somministrati con claritromicina è necessario prendere in considerazione una riduzione dei dosaggi di sildenafil, tadalafil e vardenafil.

Teofillina, carbamazepina

I risultati degli studi clinici indicano che si è verificato un modesto ma statisticamente significativo aumento (p = 0,05) dei livelli circolanti di teofillina o carbamazepina, quando uno di questi farmaci è stato somministrato in concomitanza con claritromicina. Può essere necessario considerare una riduzione della dose.

Tolterodina

La principale via metabolica di tolterodina è tramite l’isoforma 2D6 del citocromo P450 (CYP2D6). Tuttavia in un sottogruppo della popolazione priva di CYP2D6, la via metabolica identificata è attraverso il CYP3A. In questo sottogruppo di popolazione l’inibizione del CYP3A determina concentrazioni sieriche di tolterodina significativamente più elevate. In presenza di inibitori del CYP3A, come claritromicina, nella popolazione di scarsi metabolizzatori del CYP2D6 può essere necessaria una riduzione del dosaggio di tolterodina.

Triazolo–benzodiazepine (per esempio alprazolam, midazolam, triazolam)

Quando midazolam è stato co–somministrato con claritromicina compresse (250 mg due volte al giorno), l’AUC di midazolam è aumentata di 2,7 volte dopo la somministrazione endovenosa di midazolam e di 7 volte dopo la somministrazione orale. La somministrazione concomitante di midazolam orale e claritromicina deve essere evitata. Se midazolam per via endovenosa viene co–somministrato con claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato per permettere un aggiustamento della dose. Le stesse precauzioni devono valere anche per altre benzodiazepine che vengono metabolizzate dal CYP3A4, specialmente triazolam, ma anche alprazolam. Per le benzodiazepine che non vengono metabolizzate dal CYP3A4 (temazepam, nitrazepam, lorazepam) un’interazione con claritromicina è improbabile.

’uso concomitante di claritromicina e triazolam ci sono state segnalazioni post–marketing di interazioni farmacologiche e di effetti(per esempio sonnolenza e confusione) a carico del sistema nervoso centrale (SNC). Si suggerisce di monitorare il paziente per eventuali aumenti degli effetti farmacologici sul SNC.

Altre interazioni farmacologiche

Colchicina

Colchicina è un substrato sia per il CYP3A sia per la proteina di trasporto mediante efflusso, la glicoproteina P (Pgp). Claritromicina e altri macrolidi sono noti per inibire il CYP3A e la Pgp. Quando claritromicina e colchicina vengono somministrate insieme, l’inibizione della Pgp e/o del CYP3A da parte di claritromicina può provocare una maggiore esposizione alla colchicina. I pazienti devono essere monitorati per sintomi clinici di tossicità da colchicina (vedere il paragrafo 4.4).

Digossina e altri principi attivi trasportati dalla glicoproteina P

Claritromicina è un potente inibitore della proteina di trasporto glicoproteina P (Pgp). Questo può dar luogo a un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei principi attivi che vengono trasportati da questo trasportatore e anche a un aumento della distribuzione di tali principi attivi negli organi che hanno la Pgp come barriera alla distribuzione, per esempio il SNC. La concentrazione del substrato della Pgp digossina può aumentare quando questa viene co–somministrata con claritromicina. Durante la sorveglianza post–marketing sono state segnalate elevate concentrazioni sieriche di digossina nei pazienti trattati con claritromicina e digossina in concomitanza. Alcuni pazienti hanno mostrato segni clinici compatibili con tossicità da digossina, incluse aritmie potenzialmente fatali. Quando i pazienti ricevono digossina e claritromicina contemporaneamente le concentrazioni sieriche di digossina devono essere attentamente monitorate.

Zidovudina

La somministrazione orale simultanea di claritromicina compresse e zidovudina a pazienti adulti con infezione da HIV può provocare una riduzione dei livelli allo steady state di zidovudina. Poiché claritromicina sembra interferire con l’assorbimento di zidovudina somministrata contemporaneamente per via orale, questa interazione può essere largamente evitata sfalsando le dosi di claritromicina e zidovudina fino a stabilire un intervallo di 4 ore tra i due farmaci. Questa interazione non sembra verificarsi nei pazienti pediatrici con infezione da HIV che assumono claritromicina sospensione con zidovudina o dideossinosina. Questa interazione è improbabile quando claritromicina viene somministrata per infusione endovenosa.

Fenitoina e valproato

Ci sono state segnalazioni spontanee o rapporti pubblicati di interazioni di inibitori del CYP3A, tra i quali claritromicina, con farmaci che non si ritenevano essere metabolizzati dal CYP3A (come fenitoina e valproato). Quando vengono somministrati in concomitanza con claritromicina, si raccomanda di determinare i livelli sierici di questi farmaci. Sono stati segnalati aumenti dei livelli sierici.

Interazioni farmacologiche bi–direzionali

Atazanavir

Sia claritromicina sia atazanavir sono substrati e inibitori del CYP3A ed esistono prove di un’interazione farmacologica bi–direzionale. La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg due volte al giorno) con atazanavir (400 mg una volta al giorno) ha determinato un aumento di 2 volte dell’esposizione a claritromicina e una diminuzione del 70% dell’esposizione a 14–OH–claritromicina, con un aumento del 28% dell’AUC di atazanavir. A causa dell’ampia finestra terapeutica di claritromicina, nei pazienti con funzionalità renale normale non risulta essere necessaria alcuna riduzione del dosaggio. Nei pazienti con funzionalità renale moderata (clearance della creatinina 30–60 ml/min) la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%. Nei pazienti con clearance della creatinina <30 ml/min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75%, utilizzando una formulazione appropriata di claritromicina. Dosi di claritromicina superiori a 1000 mg al giorno non devono essere somministrate in associazione con inibitori della proteasi.

Itraconazolo

Sia claritromicina sia itraconazolo sono substrati e inibitori del CYP3A, il che determina un’interazione farmacologica bi–direzionale. Claritromicina può aumentare i livelli plasmatici di itraconazolo, mentre itraconazolo può aumentare i livelli plasmatici di claritromicina. I pazienti trattati con itraconazolo e claritromicina in concomitanza devono essere attentamente monitorati per segni o sintomi di un aumento o di un prolungamento dell’effetto farmacologico.

Saquinavir

Sia claritromicina sia saquinavir sono substrati e inibitori del CYP3A ed esistono prove di un’interazione farmacologica bi–direzionale. La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e saquinavir (capsule di gelatina molle, 1200 mg tre volte al giorno) a 12 volontari sani ha determinato valori di AUC e di Cmax di saquinavir allo steady state superiori del 177% e del 187% a quelli osservati con saquinavir in monoterapia. I valori di AUC e di Cmax di claritromicina sono stati superiori di circa il 40% a quelli osservati con claritromicina in monoterapia. Quando i due farmaci vengono somministrati per un tempo limitato e alle dosi/formulazioni studiate non è necessario alcun aggiustamento della dose. Le osservazioni derivate dagli studi di interazione farmacologica con la formulazione capsule di gelatina molle possono non essere rappresentative degli effetti osservati con saquinavir capsule di gelatina rigida. Le osservazioni derivate dagli studi di interazione farmacologica con saquinavir in monoterapia possono non essere rappresentative degli effetti osservati con la terapia saquinavir/ritonavir. Quando saquinavir viene somministrato in associazione con ritonavir, è necessario considerare i potenziali effetti di ritonavir su claritromicina.

Verapamil

Nei pazienti che hanno assunto contemporaneamente claritromicina e verapamil sono state osservate ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica.

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Effetti indesiderati

a. Sintesi del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse più frequenti e comuni correlate alla terapia con claritromicina per la popolazione sia adulta sia pediatrica sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito e alterazione del gusto. Queste reazioni avverse sono in genere di lieve intensità e sono coerenti con i profili di sicurezza noti degli antibiotici macrolidi (vedere il punto b. del paragrafo 4.8).

Non si è verificata alcuna differenza significativa nell’incidenza di queste reazioni avverse gastrointestinali durante gli studi clinici tra le popolazioni di pazienti con o senza infezioni micobatteriche pre–esistenti.

b. Tabella riepilogativa delle reazioni avverse

In questo paragrafo la frequenza degli effetti indesiderati viene definita come segue:

molto comune (≥1/10);

comune (da ≥1/100 a <1/10);

non comune (da ≥1/1.000 a <1/100);

rara (≥1/10.000 a <1/1.000);

molto raro (<1/10.000);

frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni

Comune: monilia orale

Non comune: candidosi, infezioni, infezioni vaginali

Frequenza sconosciuta Non nota: erisipela, eritrasma

Come con altri antibiotici, l’uso prolungato può provocare la crescita eccessiva di organismi non sensibili.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: leucopenia, trombocitemia

Molto rara: trombocitopenia

Frequenza sconosciuta Non nota: agranulocitosi

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni allergiche, variabili da orticaria e lievi eruzioni cutanee fino ad anafilassi

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: anoressia, perdita dell’appetito

Disturbi psichiatrici

Comune: insonnia

Non comune: ansia, nervosismo, urla

Molto rara: allucinazioni, disturbi psicotici, disorientamento, depersonalizzazione, sogni anomali e stato confusionale

Frequenza sconosciuta Non nota: depressione

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, alterazioni dell’olfatto, alterazioni del gusto, disgeusia

Non comune: capogiri, tremori

Molto rara: parestesia, convulsioni

Frequenza sconosciuta Non nota: ageusia, parosmia, anosmia

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non comune: vertigini, compromissione dell’udito, tinnito

Molto rara: perdita reversibile dell’udito

Frequenza sconosciuta Non nota: sordità

Patologie cardiache

Non comune: palpitazioni

Molto rara: prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare e torsioni di punta

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, dispepsia, stomatite, glossite, scolorimento reversibile dei denti e della lingua

Non comune: gastrite, stipsi, secchezza delle fauci, eruttazioni, flatulenza

Molto rara: pancreatite. Con claritromicina è stata riportata molto raramente colite pseudomembranosa, la cui intensità può variare da lieve a potenzialmente fatale.

Patologie epatobiliari

Non comune: disfunzione epatica, che in genere è transitoria e reversibile, epatite e colestasi, con o senza ittero

Molto rara: è stata riportata insufficienza epatica fatale, soprattutto nei pazienti con malattia epatica pre–esistente o in quelli che assumevano altri farmaci epatotossici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: rash, iperidrosi

Non comune: prurito, orticaria, rash maculopapulare

Molto rara: sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica

Frequenza sconosciuta Non nota: rash farmacologico con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), acne

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia, spasmi muscolari

Frequenza sconosciuta Non nota: miopatia

Patologie renali e urinarie

Molto rara: nefrite interstiziale, insufficienza renale

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: piressia, astenia

Esami diagnostici

Comune: aumento dell’azoto ureico nel sangue, test di funzionalità epatica anormale

Non comune: prolungamento del tempo di protrombina, aumento della creatinina sierica, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi

Molto rara: è stata osservata ipoglicemia, soprattutto dopo la somministrazione concomitante con medicinali antidiabetici e insulina

Frequenza sconosciuta: colore anomalo delle urine. 

c. Descrizione di particolari reazioni avverse

In casi molto rari è stata riportata insufficienza epatica con esito fatale, che in genere è stata associata a gravi malattie di base e/o all’assunzione concomitante di altri farmaci (vedere il paragrafo 4.4).

Particolare attenzione deve essere prestata alla diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), poiché con l’uso di quasi tutti gli antibatterici, inclusa claritromicina, è stata riportata diarrea, la cui gravità può variare da lieve diarrea a colite fatale (vedere il paragrafo 4.4).

Con quasi tutti gli antibatterici, inclusa claritromicina, è stata segnalata colite pseudomembranosa, la cui gravità può variare da lieve a potenzialmente fatale. È pertanto importante considerare questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea in seguito alla somministrazione di agenti antibatterici (vedere il paragrafo 4.4).

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acuta, come anafilassi, sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere immediatamente interrotta e deve essere istituito urgentemente un trattamento appropriato (vedere il paragrafo 4.4).

Come con altri macrolidi, con claritromicina sono stati raramente riportati prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare e torsioni di punta (vedere i paragrafi 4.4 e 4.5).

In alcune delle segnalazioni di rabdomiolisi, claritromicina era stata somministrata in concomitanza con statine, fibrati, colchicina o allopurinolo (vedere i paragrafi 4.3 e 4.4).

Con l’uso concomitante di claritromicina e colchicina ci sono state segnalazioni post–marketing di casi di tossicità da colchicina, specialmente nei pazienti anziani e/o con insufficienza renale, alcuni dei quali con esito fatale (vedere i paragrafi 4.4 e 4.5).

Sono stati riportati rari casi di ipoglicemia, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti in trattamento concomitante con farmaci ipoglicemizzanti orali o insulina (vedere i paragrafi 4.4 e 4.5).

Con l’uso concomitante di claritromicina e triazolam ci sono state segnalazioni post–marketing di interazioni farmacologiche ed effetti(come sonnolenza e confusione) a carico del sistema nervoso centrale (SNC).  Si suggerisce di monitorare il paziente per un aumento degli effetti farmacologici a carico del SNC (vedere il paragrafo 4.5).

Quando claritromicina viene co–somministrata con warfarina esiste il rischio di gravi emorragie e di un significativo aumento dell’INR e del tempo di protrombina. Quando i pazienti ricevono claritromicina e anticoagulanti orali in concomitanza l’INR e il tempo di protrombina devono essere monitorati di frequente (vedere i paragrafi 4.4 e 4.5).

Popolazione speciale: Reazioni Avverse nei Pazienti Immunocompromessi (vedere punto e.)

d. Popolazioni pediatriche

Sono stati condotti studi clinici con claritromicina sospensione pediatrica nei bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età. I bambini sotto i 12 anni devono pertanto usare claritromicina sospensione pediatrica.

Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini siano gli stessi degli adulti.

e. Altre popolazioni speciali

Pazienti immunocompromessi

Nei pazienti affetti da AIDS e in altri pazienti immunocompromessi trattati con dosi più elevate di claritromicina per lunghi periodi di tempo per le infezioni micobatteriche è stato spesso difficile distinguere gli eventi avversi possibilmente associati alla somministrazione di claritromicina dai segni sottostanti della malattia da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) o di altre malattie intercorrenti.

Negli adulti le reazioni avverse più frequenti sperimentate dai pazienti trattati con una dose totale giornaliera di 1000 mg e 2000 mg di claritromicina sono state: nausea, vomito, alterazione del gusto, dolore addominale, diarrea, eruzioni cutanee, flatulenza, mal di testa, costipazione, disturbi dell’udito, aumenti della transaminasi glutammico–ossalacetica sierica (SGOT) e della glutammato–piruvato transaminasi sierica (SGPT). Ulteriori eventi a frequenza bassa hanno incluso dispnea, insonnia e secchezza delle fauci. Le incidenze sono state comparabili per i pazienti trattati con 1000 mg e 2000 mg, ma in genere sono state circa da 3 a 4 volte più frequenti nei pazienti che avevano ricevuto una dose totale giornaliera di claritromicina di 4000 mg.

In questi pazienti immunocompromessi le valutazioni dei valori di laboratorio sono state effettuate analizzando i valori al di fuori dei livelli gravemente anormali (cioè i limiti estremi superiore e inferiore) per ogni particolare esame. Sulla base di questi criteri, il 2–3% circa dei pazienti che avevano ricevuto 1000 mg o 2000 mg di claritromicina al giorno hanno presentato livelli anormali gravemente elevati di SGOT e di SGPT e conte anormalmente basse di globuli bianchi e di piastrine. Una percentuale inferiore di pazienti in questi due gruppi di dosaggio ha presentato anche elevati livelli ematici di azoto ureico. Nei pazienti trattati con 4000 mg al giorno sono state osservate incidenze leggermente più elevate dei valori anomali per tutti i parametri, a eccezione della conta dei globuli bianchi.

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Gravidanza e allattamento

Gravidanza

I dati sull’uso di claritromicina durante il primo trimestre di oltre 200 gravidanze non mostrano alcuna chiara evidenza di effetti teratogeni o di effetti avversi sulla salute del neonato. I dati provenienti da un numero limitato di donne in gravidanza esposte nel primo trimestre indicano un possibile aumento del rischio di aborto. Attualmente non sono disponibili altri dati epidemiologici rilevanti.

I dati provenienti dagli studi sugli animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere il paragrafo 5.3). Il rischio per l’uomo non è noto. Claritromicina deve essere utilizzata durante la gravidanza solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici.

Allattamento

Claritromicina e il suo metabolita attivo vengono escreti nel latte materno. Pertanto nel neonato allattato al seno possono insorgere diarrea e infezioni fungine delle mucose; può quindi essere necessario interrompere l’allattamento al seno. La possibilità di sensibilizzazione deve essere tenuta in considerazione. Il beneficio del trattamento della madre deve essere valutato a fronte dei potenziali rischi per il neonato.

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Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C.

Dopo la ricostituzione: non conservare a temperatura superiore ai 25° C.

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Malattie Collegate: 6

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Questo farmaco disponibile in altre 4 forme farmaceutiche:


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Ultima modifica: 19-09-2013
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